IO TIRO DRITTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Novembre, 2018 @ 7:18 am

Detto altrimenti: “Tasi e tira (la cinghia)”  (post 3399)

TASI E TIRA (LA CINGHIA)

Io tiro dritto

L’UE ci sanziona

Io tiro dritto

Lo spread cresce

Io tiro dritto

Aumenta il costo del debito

Io tiro dritto

Aumentano le tasse e diminuisce il sociale

Io tiro dritto

Molti parlamentari ci ripensano …

… ma  tirano dritto perché …

… se cadesse il governo …

… non sarebbero più tali quindi …

… loro tirano dritto

Io insulto i giornalisti

La mafia minaccia i giornalisti

Io tiro dritto

Il paese è isolato

I miei parlamentari tirano dritto

Il paese è più povero

Loro no

Alla scadenza del mandato …

… loro rischierebbero la non rielezione ma …

…io tiro dritto e instauro la democrazia diretta …

… che è una oligarchia

Addio democrazia

Arriva l’oligarchia …

…con la maschera della Democrazia

L’UE è più debole

Trump e Putin festeggiano e …

… tirano dritto.

Gli Italiani tirano la cinghia.

 

 

 

(Sipario sulla crescita)

 

 

 

 

 

(Lamentazione del coro tratta dalla tragedia   “Piensa mal y acertaràs” pensa male e indovinerai, di  autore  anonimo).

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LA LEGGENDA DEL MASO TRATTA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Novembre, 2018 @ 4:17 pm

Detto altrimenti: vediamo un po di che si tratta (!) in una giornata di sole, dopo le tempeste tropicali …. (post 3398)

Trento (194 mlm), ridente cittadina nei pressi Lavis (238 mlm) che a sua volta è nei pressi di  Pressano (285 mlm)  che a sua volta è nei pressi del  Maso Tratta (338 mlm)

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Poco a nord di Trento, il Comune di Lavis che nella sua collina, verso nord, lungo la Strada del Vino, ha la frazione di Pressano, il cui nome, secondo Mario Obrelli, proprietario del Maso, appassionato di storia e toponomastica locale, deriverebbe da “per via sana” cioè per via a mezza costa, lontana dalle paludi degli straripamenti dell’Adige (in allora senza argini). Pochi km oltre, lungo la stessa strada, il maso più vecchio, il Maso Tratta, ora agritur. Tratta, perché “Qui inizia la tratta a pagamento, se volete evitare le vie basse, paludose” (qui a fianco, foto 2015).

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Dal Maso, la vista spazia sulla Valle dell’Adige e sulla “catena” dei monti Bondone, Paganella e Monte di Mezzocorona: ho scritto “catena” fra virgolette perché in effetti è tale solo alla vista, ma “a me mi” piace pensare che lo sia per davvero. Qui a fianco: la Paganella (sullo sfondo) dal Maso Tratta, Maria Teresa e la Presidente del Gruppo di Lettura Librincontri, Mirna Moretti http://www.trentoblog.it/mirnamoretti/

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Sala “El Volt” con bici (di marca, cambio elettronico)

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Ma c’è di più: la leggenda. Si narra infatti che un principe che scendeva dal nord si fosse fermato a pernottare rimanendo invaghito della bella locandiera (e viceversa) al punto di prometterle che al suo ritorno l’avrebbe portata con se’ nel suo castello. Aspetta aspetta, il principe non ripassò mai più e la bella locandiera attese, invecchiò, morì con quella speranza. Ed ancor oggi il suo fantasma aleggia nelle belle stanze di pietra del maso, infondendo in ogni persona presente uno spirito, una energia positiva, quella di chi non si arrende mai, di chi non ha perso la speranza, di chi è fiducioso in un futuro migliore.

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Nel 2015 noi di FIAB Trento, Federazione Amici della Bicicletta, abbiamo scelto il Maso Tratta per il nostro pranzo sociale. Oggi scopro che Giorgio, il marito della bella gestrice, la Gentile  Signora Martina Dalla Torre (lettrice appassionata), è un appassionato ciclista ed allora una ragione di più per riproporlo al Direttivo dell’Associazione per la prossima riunione conviviale 2019. Qui a fianco, il Presidente Fiab Trento Guglielmo Duman con la mascotte Davide (foto scattata dalla sua bellissima sorella Elena),  e il vincitore della Lotteria Fiab, Paolo Consilio e – dietro – il premio vinto (foto 2015).

Nel frattempo, il pomeriggio del 5 dicembre 2018, noi del Gruppo di Lettura “Librincontri” di  Mirna Moretti http://www.trentoblog.it/mirnamoretti/(la bella signora bionda nella foto sopra, con Maria Teresa e la Paganella) ci ritroveremo a Maso Tratta per la nostra consueta riunione “di lettura”, trattenendoci poi per cena.

Buon Maso Tratta, buona bici, buoni libri  a tutte e a tutti!

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SOCIOLOGIA DELLA SOCIETA’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Novembre, 2018 @ 10:28 am

Detto altrimenti: una tautologia, una ripetizione? Si, vabbè, ma così almeno catturo la vostra attenzione   (post 3397)

Anteprima

Sono laureato in giurisprudenza, “ma” ho fatto il manager per una vita; “ma” oggi alcuni amici mi dicono che avrei dovuto laurearmi in Scienze Politiche; ”ma” io penso … forse in sociologia! Il dubbio mi è venuto da quando sono andato in pensione (9 anni fa, a 65 anni con oltre 35 di contributi: un antesignano quindi, rispetto all’attuale quota 100!) ed ho avuto tempo e modo di leggere e pensare non solo a organizzazione e gestione aziendale, budget, piani pluriennali, gestione del personale, bilanci, bandi di gara, certificazioni di qualità, finanza, risultati economici, fisco etc. (cheppalle però!).

Fine dell’anteprima. Ora posso cominciare.

downloadDue post fa (“All’attacco su quattro fronti”) mi sono soffermato brevemente su un recente attacco alla borghesia. La stessa mattina, -“ma” due ore dopo la pubblicazione del post – sono uscito ed ho comperato due quotidiani: uno locale ed uno nazionale, quello che una certa politica ha invitato i lettori a non acquistare per “punirlo” del suo non allineamento. A pag. 8, l’intervista al sociologo Giuseppe De Rita. Il pensiero che mi permetto di estrarre dalle sue parole è il seguente: “Il ceto medio italiano non è riuscito a evolversi in borghesia, cioè in un classe sociale che ha coscienza di sé, delle proprie responsabilità e si fa anche carico di un interesse generale … il ceto medio aspira a diventare borghesia, ma non ci riesce e ne invidia il successo … la sola speranza è nelle nuove generazioni che vanno a studiare all’estero ed entrano in contatto con una società nella quale la borghesia ha un ruolo centrale. I nostri figli diventeranno borghesi grazie alla globalizzazione”.

De Rita, fondatore del Censis, è pervaso da un pessimismo ottimistico. Qui a Trento, mesi fa, durante un convegno, gli sentii citare questo aneddoto:

Due amici si incontrano. Il primo: “Come va?” Il secondo: “Ho problemi in famiglia, di salute e sul lavoro”. Il primo: “E il resto?” Il secondo: “Il resto tutto bene, grazie”. Il primo: “Ed allora ricomincia da lì”.

Ed allora anche noi, amiche ed amici, coraggio! Ricominciamo dal “resto”, quello che va (ancora)  bene, e cioè la libertà di pensiero e trasformiamoci da ceto medio in borghesia: facciamoci carico della responsabilità a cominciare da quella delle nostre idee!

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BLOCKCHAIN

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Novembre, 2018 @ 9:57 am

Detto altrimenti: una sorta di notaio elettronico         (post 3396)

Due contropartite commerciali si scambiano e-mail, alla fine concludono un contratto. Orbene, la blockchain, letteralmente blocco-catena o catena con blocco, è una procedura software che consente di creare, in coda a un primo documento (ad esempio la prima offerta del venditore) una serie di documenti “bloccati”: una catena ad accesso multiplo di documenti inamovibili e non più modificabili. In tal modo l’intero iter dell’interlocuzione scritta fra i soggetti è certificata quanto a originarietà e autenticità dei contenuti. Procedura prevedibilmente utilizzabile nella registrazione delle fasi della produzione industriale o alimentare, nelle registrazioni catastali, nei contratti. Nel settore, si stimano investimenti per 9,5 miliardi di euro da qui al 2021.

Il governo ha stanziato in finanziaria 15 milioni l’anno e ha fatto dirottare dal CIPE 100 milioni dalle reti telefoniche alla blockchain. Una nota società che gestisce una nota piattaforma ha organizzato un convegno a Milano (frequentatissimo dai nomi più big dei settori interessati: IBM, Unicredit, Banca Intesa, Sia, Amazon, Tim, Trussardi etc.) proponendosi come consulente per l’accesso a questi fondi.

Piensa mal y acertaràs, si dice in spagnolo …

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ALL’ATTACCO! SU QUATTRO FRONTI …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Novembre, 2018 @ 6:14 am

Detto altrimenti: ma chi è che sta lanciando questo comando?       (post 3395)

images (1)1 – Improvvisamente la settimana scorsa. Il primo attacco è stato portato al Presidente della Repubblica, o meglio … all’istituzione che avrebbe troppi poteri: è tutelato dal reato di offesa al Capo dello Stato (“Quando mai?!”), presiede il CSM, è capo delle Forze Armate, conferisce l’incarico al premier, promulga le leggi … insomma: chi critica e attacca questa “posizione” evidentemente nei suoi programmi non ha quello di diventare lui stesso Presidente in della Repubblica (Presidenziale). Infatti l’intento del suo gruppo e dei suoi alleati è un altro:  quello di instaurare il regime della cosiddetta democrazia diretta, ovvero di una oligarchia mascherata da democrazia, la cui realizzazione potrebbe essere ostacolata proprio dall’istituzione Capo dello Stato forte.

Democrazia diretta alias oligarchia: ci si  arriva con l’introduzione delle seguenti componenti: referendum propositivo senza quorum + obbligo di calendarizzazione per il Parlamento + vincolo di mandato per i Parlamentari + prevalenza del testo referendario sul testo di legge. Infatti in tal caso le leggi sarebbero fatte da due-tre persone.

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        “I giornalisti? Puttane, sciacalli, pennivendoli”

2 – Secondo attacco: alla libertà di stampa. Si dice: “I finanziamenti pubblici all’editoria in gran parte sono andati agli editori, quindi aboliamoli! E poi, i giornalisti sono puttane e pennaiuoli”. In tal modo però di butta via il bambino insieme all’acqua sporca. Cosa ci resta? Si dice: “Finanzieremo l’informazione via web”. Peggio mi dice, dico io! Infatti la webbite è una micidiale malattia epidemica addormenta cervelli, pericolosissima in mano a chi ha già dimostrato quale uso sa fare del controllo delle reti. Un nuovo MinCulPop (“Ministero per  prendere per … i fondelli il Popolo”).

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download (1)3 – Terzo attacco: alla classe borghese, alla borghesia. Lo spunto? Le signore “ben vestite e ingioiellate” che in Piazza San Carlo a Torino hanno sfilato in favore del completamento della TAV (1). Ci si chiede: perchè questo attacco? Perchè storicamente quando il ceto medio – la borghesia appunto – va in crisi ed incomincia ad avere paura, “c’è da pensare che forse potrebbe rendersi disponibile ad avventure antidemocratiche” (“La maschera democratica dell’oligarchia” di Luciano canfora e Gustavo Zagrebelsky, Ed. Laterza, pag. 51). “Ed allora – dice qualcuno – spaventiamola una buona volta questa classe sociale! Anche perché, così facendo, avremo anche un secondo risultato: la simpatia del Quarto Stato: paghi uno e prendi due!”.

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4 – La Magistratura. La politica decide sulla prescrizione ignorando le indicazioni dei Magistrati

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Quattro attacchi quasi in contemporanea. Un caso? Io dico di no, perché  piensa mal y acertaràs, si dice in spagnolo …

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(1) Torino: ricordate la marcia dei 40.000 del 14 ottobre 1980? Io si, ero capo della Finanza Italia della STET-Società Finanziaria Telefonica per Azioni, Torino: sfilarono sotto le finestre del mio ufficio …

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I CLASSICI A TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Novembre, 2018 @ 3:34 pm

Detto altrimenti: con la Prof Maria Lia Guardini     (post 3394)

download (1)Di che si tratta lo sapete già e comunque scorrendo i post precedenti troverete tutto su di noi. Siamo un gruppetto di giovani scolari (molti in pensione!) e seguiamo le conversazioni della nostra Prof senza puntino Lia, come vuole essere chiamata, presso la Biblioteca Comunale di Trento. Il 30 ottobre scorso ho pubblicato il post “A scuola di classici”. Oggi questo qui è la sua continuazione.

Abbiamo parlato ancora una volta de I Persiani di Eschilo. La Prof ci ha evidenziato come con questo lavoro Eschilo abbia rotto con la tradizione, introducendo il secondo personaggio e un ricco dialogo in scena, evitando che la tragedia si trasformasse in un mèlos, un canto melodrammatico.

Premessa di tutto: all’epoca non c’era la radio, la TV, i quotidiani, i libri e il teatro era il luogo e il mezzo per informare e formare la gente. Occorre calarsi in questa realtà per cercare di capire il significato del contributo dei tragediografi che non era solo letterario, ma anche storico, formativo, pedagogico, informativo. In particolare questa tragedia (del 472 a, C.) formalmente tratta un argomento storico: la battaglia di Salamina (480 a. C.): solo pochi anni fra i due eventi, ma la materia è trattata come se i parlasse di secoli prima, quasi una idealizzazione dei personaggi rappresentati. Idealizzazione: anche quella della Polis greca, che nella prima metà del secolo (quinto a. C.) era stata la culla della nascita della democrazia, della “aretè” (virtù) nel senso che chi non ce l’ha per cromosomi (come invece è in Omero e nel Don Abbondio manzoniano) qui se la deve far nascere al suo interno e combattere per la patria.

Eschilo ha combattuto a Maratona e a Salamina. E’ stato l’Ungaretti del suo tempo, scrittore testimone, con una visione religiosa della vita quale sarà poi superata dai razionalisti laici: i sofisti e da Euripide.

L’uomo greco è quello delle Termopili: povero, libero, a combatte in prima fila, contrapposto al Persiano, mandato avanti a combattere da schiavo dai generali che stanno nelle retrovie. Eschilo è celebrativo di questo uomo, di questa città stato, di questa democrazia che però in realtà è solo ideale.

downloadFra le tante sensibilità che emergono dall’ opera di Eschilo, ne cito due: la guerra distruttrice del mondo e degli affetti familiari; l’uomo pieno di “ubris”, senza limiti, che viene punito da Zeus se non sa riconoscerli e rispettarli. E i limiti che Eschilo descrive come iniquamente superati, sono la sete di potere e di conquista e la violenza alla natura del re persiano. Violenza sulla natura per avere violato il mare con la costruzione di un ponte di barche e la terra con lo scavo di un canale per le sue navi. In questo un po’ di attualità la possiamo ritrovare, sia pure mutatis mutandis, non trovate?

Celebrazione quindi della città, della aretè, della democrazia, della guerra di difesa. In una successiva tragedia, Le Eumenidi, Eschilo celebrerà il potere giudiziario, l’Areopago. all’epoca qualcosa di più di quella che oggi è la nostra Corte Costituzionale.

Post-fazione: avevo invitato alla riunione un mio amico che non ha mai avuto occasione di leggere i classici. “Non me la sento, ha detto, e poi ho da fare”. Peccato, io insisterò ancora perchè venga le prossime volte perché da questi incontri si trae tutti, indistintamente, un arricchimento. Lo inviterò ancora.

Prossima riunione: martedì 27 novembre 2018, ore 10,00, Biblioteca Comunale di Trento, Sala multilingue a piano terra: parleremo della commedia Pseudolo di Plauto.

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REDDITO DI CITTADINANZA O LAVORO DI CITTADINANZA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Novembre, 2018 @ 8:39 am

Detto altrimenti: ma sciacquamoci il cervello in acqua fresca, una buona volta!     (post 3393)

In Italia manca il lavoro e noi ci inventiamo lo stipendio senza lavoro. A mio sommesso avviso, quei miliardi meglio sarebbero stati utilizzati nella creazione di piccole imprese produttive nelle quali impiegare i disoccupati e/o in sgravi della pressione fiscale sulla busta paga.

Una favola vera

12 ot 2011 S. Angelo

          Sant’ Angelo in Colle

Il mio babbo, classe 1012, toscano di Sant’Angelo in Colle, frazione di Montalcino. Nonna Maria casalinga, nonno Giuseppe operaio comunale in quel paesello di 350 abitanti. Nonno  era responsabile di tutto: l’erogazione e la manutenzione dell’energia elettrica, la regolazione della somministrazione dell’acqua potabile, la pulizia delle strade (vallo a dire ai buoi che trainavano i carri di non sporcare ..): sì, mio nonno paterno faceva anche lo spazzino, ed io ne sono orgoglioso, sento che le mie origini sono “nobili” nel significato più vero e autentico del termine.

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Dice … ma … e il nonno materno? Tutt’altra cosa, lui era ispettore delle imposte dirette nella Sicilia del Sud, a Cattolica Eraclea – Porto Empedocle (Agrigento), Zona Camilleri. Ma questa è un’altra storia …

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        Abbazia di S. Antimo

Babbo frequentò fino alla terza elementare. Poi al lavoro come apprendista falegname alla stazione ferroviaria del Paese (S. Angelo Scalo): 9 km all’andata e altrettanti al ritorno, 400 metri di dislivello, a piedi, su e giù, tutti giorni. All’età di 18 anni si arruola nei “Reali” (Carabinieri Reali). Studia, si prende la licenza di terza media. Si sposa. Dopo l’8 settembre, due anni di prigionia in Germania. Torna, finisce la carriera da Maresciallo Maggiore. Tre figli: un ingegnere elettronico, un cardiologo, un manager. Il nonno e il babbo non hanno mai avuto il reddito di cittadinanza.

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        Il Monte Amiata da S. Angelo in Colle

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P.S.: andate a visitare quella gemma che è S. Angelo in Colle, la vicina Abbazia di S. Antimo, Montalcino. Da S. Angelo Scalo poi potete salire sul Monte Amiata e i suoi “tre livelli”: la campagna coltivata; la terra di mezzo (medievale); la parte alta del nuovo turismo. Giù, in basso la Maremma, quella vera, quella Grossetana. Se siete interessati, scrivetemi (riccardo.lucatti@hotmail.it) che vi fornisco alcune dritte per il soggiorno e il cibo!

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L’ILLIBERTA’ DI STAMPA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Novembre, 2018 @ 7:28 am

Detto altrimenti: fermiamo la valanga al suo primo distacco, dopo sarebbe troppo tardi!   (post 3391)

Il Presidente Mattarella ha recentemente invitato a mantenere la libertà di stampa: “Leggere, leggere, leggere i giornali. Anche la lettura di notizie non condivise o non verosimili sollecita la mente alla riflessione”. Evidentemente il nostro Presidente ha sentito “puzza di bruciato” …

download (2)La popolazione del mondo invecchia: al primo posto il Giappone, al secondo noi. Noi invecchiamo e paradossalmente taluni (plurale di taluno!) vorrebbero sostituire il web alla carta stampata dei giornali: ce li vedete i nostri vecchietti seduti al tavolino del Caffè Sport di turno con un tablet sulle ginocchia per aggiornarsi sugli eventi politici, economici, sociali, sportivi, etc.? Ma poi le notizie via web sono troppo veloci, poco approfondite, molto pericolosamente pilotabili: la webbite è una pericolosissima malattia epidemica, un’arma micidiale nelle mani dei Grandi Fratelli che gestiscono le reti.

Dice … ma alcuni editori si sono approfittati dei finanziamenti pubblici all’editoria che hanno di fatto trasformato in finanziamenti all’editore! Ok, raga, ma non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca: se vi sono comportamenti da correggere, correggiamoli, ma non distruggiamo la libertà di stampa, non creiamo un nuovo MinCulPop di triste memoria, che se nel ventennio significava Ministero per la Cultura popolare, oggi – che siamo un po’ più maliziosi – significherebbe ben altro oltraggio “fisico” (!) al Popolo.

Piensa mal y acertaràs, si dice in spagnolo …

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LA LAICITA’ DEL VANGELO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Novembre, 2018 @ 7:02 am

Detto altrimenti: in quello di Marco di domenica scorsa         (post 3391)

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download (1)Laicità: in genere io utilizzo questo termine per indicare “pluralismo” ovvero accettazione dell’altro pensiero, dell’altra persona, non necessariamente in ambito religioso. In questa occasione vogli “stringere” l’immagine sull’aspetto della (nostra) religione, anzi, della (nostra) legge religiosa, cioè sul Vangelo (di San Marco, 12, 38-44): “Guardatevi dagli i scribi, essi amano passeggiare il lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna severa.” Ma chi erano gli scribi? Erano i teologi, coloro che avevano la pretesa di insegnare agli altri la religione. Ecco, appunto: insegnare agli altri e non a se stessi. Gli scribi usavano il nome di Dio, lo nominavano invano nel senso che compivano il male nel Suo nome, in tal modo “nominando invano il Suo nome” e quindi bestemmiando.

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Dopo di loro ne abbiamo visti ben altri che hanno preteso di utilizzare Dio. Solo per citarne alcuni: i Crociati; i Conquistadores; i Nazisti (Got mit Uns), gli integralisti islamici. L’ultimo della serie è il Signor Orban che dall’Ungheria “murata” scrive all’UE proponendo che nelle prossime riunioni “l’Unione Europea faccia riferimento ai valori del Cristianesimo, cioè ai valori che le sono propri”  e cioè, a suo dire, la costruzione di  muri di pietra e l’affogamento degli immigrati.

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Come cittadino europeo (mi iscrissi al MFE-Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli  circa 40 anni fa) respingo questa politica. Come credente mi sento offeso nella mia religione.

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SENZA PAROLE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Novembre, 2018 @ 7:26 am

Detto altrimenti: quo vadis Italia?       (post 3390)

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Roberto Battiston: a 24 anni si laurea in Fisica presso l’Università di Pisa e la Scuola Normale di Pisa con una tesi sulla produzione di muoni in interazioni p-p agli ISR del CERN. Autore di 340 pubblicazioni internazionali.

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Marco Bussetti: a 38 anni si laurea in Scienze Motorie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi dal titolo “Il minibasket: giocosport educativo”.

 

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Il secondo oggi è Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed ha rimosso il primo da Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana

 Commenti

Alessandro Zorat

Ho letto sui giornali della rimozione di Battiston dalla carica di presidente dell’ASI. Ma non ho trovato in nessun posto un due righe che spieghino la ragione di tale azione, se non la “scusa” che la sua riconferma da parte di Gentiloni aveva un “difetto formale”. Per carita’ – senza dati ed informazioni precise e’ difficile (e sbagliato) da parte mia esprimere un giudizio – pero’ trovo disdicevole il silenzio sulle motivazioni e le modalità della comunicazione della rimozione (che è stata comunicata a Battiston via Twitter).

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