ITALIA SPA?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Agosto, 2017 @ 6:51 amDetto altrimenti: dicono di no, tuttavia … (post 2819)
Dice … l’Italia non è e non può essere gestita come una SpA, “se non altro perché – dicono – ogni SpA deve massimizzare il profitto economico e l’Italia no, non è questa la sua missionâ€. Ma esaminiamo la questione con un po’ più di attenzione.
Dico: ma quella la Spa (espressione napoletana, molto simpatica ed efficace) non è (più) il suo mestiere la massimizzazione dell’utile. Infatti essa porterebbe (come in parte sta già portando) alla esaltazione delle multinazionali; all’utilizzo dei paradisi fiscali; alla globalizzazione selvaggia; alla distruzione delle risorse naturali e della natura stessa (si vedano ad esempio: la morte dei ghiacciai; il disfacimento della banchise polare; la deforestazione amazzonica); alla strumentalizzazione dell’uomo lavoratore e alla sua demotivazione; alla crescita del divario fra pochi ricchissimi e molti poverissimi.
Dice, ma allora, quella la Spa oggi che tiene a che fa’? Cosa deve fare?
Dico: deve procurare la migliore qualità della vita ai suoi proprietari, finanziatori, fornitori, lavoratori e clienti, anche “a costo†di rinunciare a parte dei suoi utili economici. Deve essere un crogiuolo di innovazione, di miglioramento dei sistemi a partire dal Sistema Persona. Se tutto ciò fosse realizzato, ecco che la SpA (Maometto) si avvicinerebbe all’Italia (la montagna).
Dice: ma se Maometto non andasse alla montagna?
Dico: se Maometto non andasse alla montagna, potrebbe ben essere la montagna che potrebbe/dovrebbe andare a Maometto. Mi spiego. L’Italia potrebbe/dovrebbe avvicinarsi a certe metodologie proprie delle SpA, nelle quali si guarda sempre al “risultato†da raggiungere attraverso pianificazioni pluriennali. Mi spiego meglio con un esempio. In questi giorni “improvvisamente†ci dicono che nel paese, gli edifici non in regola con le norme urbanistiche sono oltre un milione. Mi chiedo: ma chi oggi sa che sono oltre un milione, strada facendo sapeva che erano 100 -200-300 mila etc. etc.. E allora? Fino ad oggi che si è fatto a parte i vari condoni per ridurre il numero formale degli edifici illegali? Non è con un condono che si impedisce alla valanga di raggiungere il quarto piano di un palazzo a Cervinia, solo per fare un esempio alpino di qualche anno fa.
Nella mia vita lavorativa, dall’età di 30 anni e per 35 anni io ho fatto il manager. Se fossi andato dal mio azionista a dire che “improvvisamente†la gestione a me affidata andava così male, sarei stato licenziato in tronco. Ugualmente se fossi stato responsabile di uno sgombero (tipo quelle recente a Roma) senza aver attivato le misure previste dalle norme aziendali, anche se non fossi arrivato ad incitare i miei dipendenti a spezzare il braccio ad un occupante.
Ecco, in questo l’Italia-Montagna dovrebbe/potrebbe avvicinarsi ala SpA-Maometto, cioè nell’adottare alcune sue regole, fra le quali la vor-mit-nach Kalcolation (verifica preventiva, concomitante e consuntiva) di ogni sua azione, con la riunificazione del potere con la responsabilità .
Il fatto è che … le leggi son, ma chi pon mano ad elle? Scriveva circa 800 anni fa tale Dante Alighieri … ovvero, ognuno ci pone mano ma … su quale piano mi permetto di aggiungere io? Ognuno su di un piano “superiore” a quelli di tutti gli altri …
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DIVERSAMENTE IN E-BIKE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Agosto, 2017 @ 5:39 amDetto altrimenti: c’è modo e modo di usarla      (post 2818)
E-bike, alias bicicletta a pedalata assistita, qui in sigla eb. Un vero e proprio boom, quello delle eb! In città , per turismo, per sport, etc. Ma chi e come le usa? Vediamo un po’ …
1 – Coloro che non andavano in bicicletta e hanno scoperto un piccolo scooter senza targa, casco, assicurazione, bollo. Costoro utilizzano la eb per spostamenti brevi: per fare la spesa, per andare “in centroâ€, per recarsi alla spiaggia. Costoro non hanno bisogno che la loro eb abbia una grande potenza e/o autonomia. In genere si avvalgono di citybike. Quando si cimentano con grandi salite, utilizzato il livello massimo di potenza e poco dopo la partenza rimangono a secco di … carburante!
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2 – Persone che già utilizzavano la bicicletta anche in vacanza per fare biciturismo, ma non molto allenate. Si tratta perloppiù di persone di mezz’età o anche di una certa età che viaggiano cariche di bagagli o che i bagagli se li fanno trasportare da apposite organizzazioni. Batterie da 11 AH e motori da 400 Watt.
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3 – Sportivi molto allenati che addirittura con le eb ci fanno gare o ciclo escursionismo in montagna (si leggano – reperibili anche in  internet - i Quaderni di cicloescursionismo del CAI Centrale). La loro bici è una mountainbike preferibilmente dotata di batteria da 18AH e motore da 500 Watt.
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4 – Infine c’è la “mia†categoria, quella di persone di una certa età (diversamente giovani), allenate, che hanno semplicemente “aggiunto†la eb alle altre loro bici (corsa e mountainbike) che peraltro continuano ad usare. Costoro grazie alle eb si concedono salite che altrimenti non sarebbero più state alla loro portata o veri e propri tour di molti e molti km. In genere prediligono la e-mountainbike, la utilizzano pedalando “in proprio†con energia – il che aumenta l’autonomia della batteria la cui energia sfruttano con parsimonia, cioè appena quel tanto che serve a “non soffrire” –  – e tuttavia avvertono l’esigenza di avere una seconda batteria al seguito per raddoppiare il raggio d’azione delle loro uscite. “Noi†ci accontentiamo di 11 AH e 400 Watt, soprattutto se … moltiplicati per due! (Avete capito che io stesso presto mi doterò di una seconda batteria).
E voi, in quale categoria di e-bikers vi riconoscete?
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CARO TRUMP TI SCRIVO …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Agosto, 2017 @ 4:53 pmDetto altrimenti: … così mi distraggo un po’ … (post 2817)
Dai, Trump, non perdere tempo a cercare di farti dare dai social network i nomi dei frequentatori dei siti che ti criticano (sii superiore … de minimis non curat pretor) … piuttosto guarda la Cina che sta combinando … sta cercando di comperarsi l’Europa! Ed allora, dai, dacci una mano anche tu … aiutaci a convincere i nostri governanti europei (GB compresa) a costituire di corsa gli USE-Unite States of Europe! Poi, USA e USE insieme potremo resistere meglio alla degenarazione planetaria, dai … che ti ci vuole? Non ti pare che sarebbe molto meglio concordare con noi le condizioni di equilibrio planetario piuttosto che vedere noi Europei semplicemente come acquirenti dei tuoi areoplanini o come tuoi  (ulteriori) antagonisti? Cerca di avere questa visione d’insieme del mondo e non fermarti alla percezione sensoriale dei tuoi 50 stati!
Grazie per avermi letto e saluti alla Signora
Riccardo Lucatti blogger
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TERREMOTO A ISCHIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Agosto, 2017 @ 4:33 pmDetto altrimenti: fra i tanti aspetti, mi limito a sei sottolineature (post 2816)
1 – Il geologo Mario Tozzi: “Non è accettabile che un terremoto di questa limitata magnitudo provochi danni così rilevanti. Le case sono costruite maleâ€.
2 – Un ambientalista: “In tutti i terremoti sono evacuati anche gli ospedali che invece dovrebbero poter resistere alle scosse per curare i feritiâ€.
3 – I sindaci dell’isola congiuntamente affermano: “Non vi è nessun nesso fra l’abusivismo e i crolliâ€. Ah, ecco, allora siamo tranquilli! Cioè: per costoro il problema non è l’abusivismo (27.000 pratiche di condono su 60.000 abitanti, negli ultimi decenni!) ma che non si affermi che le case abusive crollano più delle altreâ€.
4 – Il presidente della regione Campania afferma: “Occorre demolire le costruzioni abusive edificate non per necessità “. Ah, ho capito, ora inizia la corsa alla certificazione di necessità … evvabbè, chi avrà un santo in paradiso avrà la sua bella certificazione, oppure no … facciamo così: creiamo due enti nuovi, uno per certificare ed uno per verificare chi certifica, ecco … così funzionerebbe, non pare anche a voi? E poi vuoi mettere … tanti bei nuovi posti di lavoro!
5 – La TV: “Per sistemare tutti gli edifici in Italia occorrerebbero 850 miliardi di Euro. Troppi”. Ed allora mal comune mezzo gaudio, alla via così … (Too big to finance it!) E’ un po’ come quando uno accumula un debito di centinaia di milioni verso il fisco e siccome sono tanti … be’ allora accontentiamoci di incassarne qualche decina, con un bel concordato … (too big to cash it, troppo grande perché lo si possa incassare).
6 - Io: Ischia fa parte di un pericoloso triangolo sismico, insieme ai Campi Flegrei e al Vesuvio. E se si svegliasse quest’ultimo, con tutte le case sui suoi versanti ed una intera città ai suoi piedi? Mi domando: ci siamo preparati a questa evenienza? Oppure anche in questo caso vale il too big to think about it? Troppo grande perché ci si possa pensare? Un mio amico napoletano verace mi dice che molte case a Napoli sono state costruite con i blocchi di tufo estratti da un’area sulla quale poi sono state edificate le case stesse, fatti salvi i muri perimetrali: praticamente fondamenta di … vuoto!
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PROVA MOTORI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Agosto, 2017 @ 4:08 pmDetto altrimenti: … in E-bike!        (post 2815)
Prima di partire per ferie non espressamente ciclistica (1), mi sono concesso una pedalata tanto per vedere l’autonomia dei miei due motori: 1) le gambe; 2) il motore elettrico della bici!
- Ciclista: io, 73 anni, 78 kg (5 di troppo), 2700 km sino a qui nella stagione, di cui 700 con E-bike
- Bicicletta: Mtb
- Pneumatici da fuori strada
- Percorso: interamente asfaltato
- Motore: Bosch 400 Watt
- Batteria: 11AH
- Consumo elettrico: 98%
- Km. percorsi: 71,51
- Dislivelli totali in salita: 1100 m
- V max: 51,1 kmh
- V media: 14,9
- T: 4h 48’
- Soste: una al bar; due per due foto
- Alimentazione: una barretta, un tè, un litro e mezzo di acqua e sali
Oggi, martedì 22 agosto 2017, parto da Riva del Garda (h 08,15) e attacco subito la salita del Passo del Ballino sulla SP 37 (via Pranzo): 15 km per 700 metri di dislivello complessivi. Prima foto: salendo, ad un certo punto puoi immetterti su una ciclabile parallela alla strada. Attenzione: l’innesto non è assistito da alcuna segnaletica orizzontale! Raggiunto il Passo, indosso una ventina e scendo di volata sulla ex SS 421 sul versante opposto (sosta al bar dell’Hotel la Pineta), supero Fiavè (669 m) e raggiungo quota 600 m. Inizio quindi a salire sulla SP5 verso Cavrasto (732 m) e proseguo sulla SP 222 per altri 6 km fino al Passo del Duron (1004 m). Fino a qui ho utilizzato soprattutto la modalità tour e qualche volta la eco. Consumo complessivo, 75%. Inizio la discesa e il consumo sale all’80% (una sola “tacca†residua†su cinque), per cui disinserisco il motore e procedo a sola forza di pedali.
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Il programma iniziale prevedeva la mia discesa sul versante opposto fino a Tione, quindi – per evitare le gallerie della ex SS 237 fra Tione e Ponte Arche – la risalita da Tione sulla SP 34 a Ragoli – Stenico per ricongiungermi alla ex SS 237 subito dopo Villa Banale, in direzione Sarche-Riva del Garda, per un totale di 85 km. La scarsità di corrente elettrica mi ha suggerito di ridiscendere il Duron dallo stesso versante e raggiungere direttamente Ponte Arche per la SP 5. A quel punto avrei voluto avere una delle mie bici non elettriche non avrei esitato a finire il giro: ma a quel punto senza la E-bike io non ci sarei arrivato. Infatti spingere una E-bike (25 kg) anche a 20 kmh in pianura senza vento contrario mi riesce facile ma in salita o con il vento contro, quei 15 kg in più contano e non poco.
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Qui ho utilizzato un poco di aiuto elettrico per raggiungere il tratto di ciclabile che costeggia la strada ex SS 237. Attenzione, seconda foto: l’immissione su questo tratto di ciclabile non è assistita da alcuna segnaletica orizzontale! Nella foto, l’accesso alla pista è là , in corrispondenza del divieto di transito per tutti, ciclisti compresi,  così se ci scappa il morto … noi ve lo avevamo detto! Una vera “talianada”!
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Nelle due foto sopra, la diversità sta nei due cartelli stradali: uno di “Pista cilopedonale”; l’altro di pista (si scoprirà entrandovi, che è anch’essa ciclopedonale) alla quale è tuttavia vietato accedere in questa direzione, anche se poi, entrando, sull’asfalto sono segnate le due direzioni. Le accomuna la mancanza di strisce ciclopedonali di attraversamento.
Ripresa la ex SS 237 (innesto pericoloso!) dopo due km mi immetto (finalmente!) sulla splendida ciclabile del Maso Limarò (attenzione: nonostante la segnaletica, il Maso è chiuso!) e in volata, dopo altri 2,5 km di tornanti sulla stessa 237, raggiungo Sarche (sono a 25 km da Riva). Indi ciclabile: Sarche-Pietra Murata; ex SS 45 bis: Pietra Murata-Centrale Fies; Ciclabile: Centrale Fies-Dro-Ceniga Ponte Romano; semi ciclabile: Ponte Romano-Arco; ex SP 45 bis: Arco-Riva del Garda (la scelta del percorso da Pietra Murata a Riva vi sarà sembrata un po’ arzigogolata, ma è stata la più veloce, dovendo io rientrare a Riva del Garda per pranzo alle 13,30 dove poi sono arrivato alle 13.40.
Il tratto più faticoso? Le salite, direte voi! E invece no. La maggiore fatica l’ho provata nei 25 km da Sarche a Riva del Garda, con una bici da 25 kg, pneumatici da fuori strada su asfalto, nessuna assistenza elettrica e soprattutto un forte vento contrario (la famosa Ora del Garda!).
Morale: la E-bike mi consente di continuare a fare non dico le scalate d’una volta ma almeno qualche bella salita; oppure giri di oltre 120 km (purchè senza “salitacceâ€), pedalate che l’età e la salute non più perfetta (bronchitina cronica, % SpO2 = 92-95) non mi consentirebbero più di regalarmi.
Grazie, E bike!
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(1) Destinazione Metaponto, Macerata e dintorni, vacanza culturale non molto ciclistica ma un poco sì … perché la mia mountain bike Wilier non elettrica me la porto: hai visto mai …?
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P.S.: tant’è … oggi … 24 agosto … il giorno prima della partenza per il Sud … ho guardato la mia Willy (Wilier, fabbrica triestina: WILIER = W l’Italia Libera e Redenta. lo sapevate?) … l’ho vista un po’ triste … voleva uscire … ed allora detto fatto: una cinquantina di km: Riva del Garda-Torbole-Arco-Ceniga-Drò-Lago di Cavedine e ritorno, con sosta in spiaggia per una rinfrescatina. Splendida la salita dopo Drò: nessuno sulla pista, il sole sui monti, il fruscio delle foglie del bosco e delle acque del Sarca.
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Una foto all’una ormai matura …
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… ed una alla testimonianza dell’ultima tempesta di vento
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Good Wilier everybody!
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MOSTRA FIAB DI PITTURA E FOTOGRAFIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Agosto, 2017 @ 6:47 amDetto altrimenti: This in Fiab too, Fiab è anche tutto questo!      (post 2814)
La FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, organizza la sua prima mostra di pittura e fotografia. L’iniziativa è del socio FIAB pittore ad olio Giovanni Soncini, della sua collega acquarellista Nicoletta Briarava e del Presidente FIAB Guglielmo Duman. Io sono stato invitato ad esporre qualche mia bicifoto.
La mostra sarà allestita in Trento, Torre Mirana, Via Belenzani, 3 dalle ore 18,00 di Venerdì 1 settembre alla Domenica 10 settembre.
Ringrazio sin d’ora le amiche navigatrici e gli amici navigatori di questo blog che volessero farci visita.
Un cordiale saluto dal vostro biciblogger fiabbino Riccardo
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Oggi, 1 settembre,  dalla Basilicata ove mi trovo, vi allego la foto che ho ricevuto poco fa da Trento dall’amica Rina Pezzin circa la (anche) mia mostra che sto vivendo “in contumacia” causa vacanze: me ne scuso con il colleghi espositori Nicoletta e Giovanna, con il mio Presidente Fiab Guglielmo e con tutti voi che invece all’inaugurazione eravate presenti. Da destra: il pittore Fiab Giovanni Soncini, il Presidente Fiab Guglielmo Duman e dieto le mie foto Fiabbine.
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VISIONE D’INSIEME E PERCEZIONE SENSORIALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Agosto, 2017 @ 7:15 amDetto altrimenti: proviamo a fare qualche riflessione … (post 2813)
Una scogliera sul mare: dall’alto, del mare hai un’ottima visione d’insieme e nessuna percezione sensoriale. Man mano che scendi la prima diminuisce e la seconda aumenta. Quando ti immergi in acqua, la prima è nulla e la seconda è massima. Una visione d’insieme del nostro piccolo-grande mondo? Proviamo a fare qualche riflessione.
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Globalizzazione al contrario tipo Graecia capta ferum victoren cepit, ovvero, la Cina – tanto per fare un esempio – che nell’800 noi Europei attaccammo con ben due guerre (le guerre dell’oppio) perché si era rifiutata di importare l’oppio inglese coltivato nella loro colonia India – oggi si sta comperando l’occidente.
La politica coloniale europea dei secoli scorsi ha impedito la maturazione democratica di quei paesi, nei quali oggi vige la violenza e la fuga dalla violenza (immigrazione).
La costruzione imperfetta dell’UE, troppo incompleta (la moneta unica, come una grande nave portaerei che non sia non adeguatamente scortata dalla necessaria flotta a sua protezione) e troppo accelerata (l’apertura a paesi non ancora adeguati) ha generato comportamenti contrari alla sua stessa missione.
Il terrorismo “fai da teâ€, Francia, Germania, Spagna … sembra inarrestabile. Data la giovane età dei criminali esecutori, giovani esaltati facilmente manovrabili dai guru di turno, sembra difficile riuscire a trovare in loro stessi la motivazione che li spinge a delinquere (percezione sensoriale). Piuttosto occorrerebbe trovare i loro mandanti (visione d’insieme).
Desertificazione, morte dei ghiacciai, icebergs giganteschi che si staccano dalla banchisa … ma tant’è, il signor Trump ha la percezione sensoriale della sua produzione di energia sporca (petrolio e carbone) e non invece la visione d’insieme del mondo.
E da noi, qui in Sud Tirolo, qualcuno ha pensato bene di avvelenare ben 2000 (duemila) piante di mele. Un delitto ad opera di chi? Mafiosi nostrani o dell’Est che poi chiederanno il pizzo agli altri coltivatori? Naturalisti esaltati che vogliono punire chi usa insetticidi a tutelare la propria produzione? Sicuramente un atto di terrorismo anche questo.
I cacciabombardieri i F35 ci stanno costando il doppio del previsto. Infatti il progetto è in ritardo di ben cinque anni per la sistemazione delle pesanti carenze tecniche note sin dall’inizio (!). La nostra Corte dei Conti lo rileva, ma aggiunge che uscire dal progetto costerebbe ancora di più, ed ecco che la sua apparente reprimenda (percezione sensoriale) è in realtà un sostegno al progetto (visione d’insieme). Ed eccoci prigionieri di un’altra percezione sensoriale (quella del progetto) senza potere conoscere (visione d’insieme) chi abbia la responsabilità di avere impegnato il paese in una simile spesa senza esserci garantito contro le eventuali imperfezioni di quanto stava acquistando. Qui, in questo semplice blog, fra i miei tanti semplici post, troverete l’elenco degli incredibili difetti del progetto F35. Ne cito solo quattro: il loro gancio di attacco al cavo frenante per l’atterraggio sulle navi portaerei non riesce ad agganciare il cavo; il ponte delle nostre navi portaerei non regge la spinta del loro decollo verticale; il carburante si trova in un serbatoio-camicia che circonda la fusoliera: basta una fucilata per …; tutta la visibilità è anteriore. Lateralmente il pilota non vede nulla, tutto è affidato ai segnali sulla visiera del casco. Se si guasta quello …
Una nuova moneta, l’ “F35”. Quanto costa rilanciare la ricerca ed evitare la fuga dei cervelli? Risposta: tot F35. Quanto costa completare le sistemazioni idrogeologiche? Risposta: tot F35. Quanto costa la ricostruzione immediata del dopo terremoto; quanto le sovvenzioni all’agricoltura disastrata da siccità e grandinate; quanto la sistemazione delle aree bruciate da incendi; quanto risanare e rilanciare veramente Alitalia dotandola di aerei e rotte internazionali per la “cattura” del turismo mondiale verso uno dei paesi più attraenti del mondo? Riposte: tot, tot, tot …  F35. Etc. La moneta F35 si compone di tante monetine più spicciole, gli F24. Un esercizio di matematica finanziaria per voi: quanti nostri F24 ci vogliono per fare un F35?
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Dagli F 104 agli F 35 – Historia magistra vitae? Non pare, visto che 60 anni fa ci avevano rifilato gli F104 Starfighter, poi soprannominati “Bare volanti” poichè durante il volo spesso diventavano deportanti e precipitavano, pilota incluso. Comunque “costavano poco”, all’epoca un miliardo di lirette ognuno.
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(Mi sorge un dubbio: hai visto mai che tutte queste “F” stiano per “Fregatura”?)
L’Italia sta crescendo più del previsto (percezione sensoriale). Siamo “migliori†solo del Portogallo e della Grecia (visione d’insieme).
I nostri giovani migliori migrano all’estero (percezione sensoriale) e noi non ci poniamo un riordino delle nostre priorità (visione d’insieme) che potrebbe evitare questo impoverimento. E dire che si tratta di un “già vistoâ€, allorquando noi del nord conquistammo il sud del paese, spogliandolo delle sue ricchezze (acciaierie, riserve aure delle banche; fabbriche ferroviarie etc.), per cui le menti migliori migrarono da quelle terre impoverite … (nostra attuale mancata visione d’insieme).
Dice, ma tu, caro blogger, niente niente che tu fossi contrario al nostro sistema politico democratico? No raga, scialla, calma ragazzi: io sono assolutamente e fermamente sostenitore del sistema democratico, il quale, storicamente ed anche oggi, è il migliore sistema di governo fra tutti i “peggioriâ€. Mi spiego: la democrazia è un sistema imperfetto rispetto al quale la gente si pone in modo diverso: alcuni, fra i quali mi colloco io stesso, cercano di migliorarlo; altri sono ben lieti della sua imperfezione e “ci marcianoâ€.
Per non parlare dei colpi di stato finti-militari o di quelli narco-pseudo-costituzionali.
Concludo questa mia visione realistica (sì, realistica, non pessimistica). L’unica risposta che riesco a darmi si chiama Stati Uniti d’Europa, di quell’Europa culla e madre della civiltà occidentale, senza nulla togliere agli USA, per carità i quali sì che sono venuti in Europa per salvarci dal nazifascismo, ma che si sono mossi anche e soprattutto per salvare se stessi da quel pericolo (o no?) … senza nulla togliere agli USA, dicevo (per quanto … a queLli attuali …), che però quanto ad esperienza storica … lasciatemelo dire che la cosa più vecchia che hanno sono le pantofole della nonna. O no?
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BARCELLONA LA STRAGE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Agosto, 2017 @ 6:23 amDetto altrimenti: il giorno dopo …. (post 2812)
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Tutti unanimi nel condannare, nell’ “essere viciniâ€. E ci mancherebbe altro! Ma nessuno a dire che la migliore risposta a questi criminali vigliacchi assassini sarebbe la nascita, finalmente, degli Stati Uniti d’Europa. Una sola politica, un solo esercito, una sola polizia, una sola finanza, un solo fisco, una sola regola sui diritti umani, una sola voce nei confronti degli USA, della Cina, del terrorismo, del resto del mondo.
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UNA NUOVA FORMA DI SCHIAVITU’
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Agosto, 2017 @ 2:55 pmDetto altrimenti: non certo fra le più gravi, per quanto … (post 2811)
Â
“Ti ho cercato al telefono ma non eri raggiungibile, Come mai? Cos’hai da dire a tua discolpa?†Ecco, la “sconnessioneâ€, un reato “atipico†ovvero non (ancora) espressamente contemplato dalla legge penale. Certo che se la Costituzione prevedesse: “Tutti i cittadini devono essere immediatamente reperibili al telefonino. Ogni cittadino, indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla fede religiosa, dal grado di cultura e dal censo può accedere alle cariche pubbliche e politiche purchè sia sempre collegato anche via internet …†… ecco, se la legge fosse questa sarebbe tutto più semplice!
E invece … invece poi c’è “uozapâ€, una nuova diavoleria, perché ti permette di costituire i “gruppiâ€. Mi spiego, un gruppo è la famiglia allargata, ovvero le famiglie tua, dei figli, dei fratelli. Poi c’è quella degli amici del circolo sportivo, di quello culturale, etc.. Morale: ogni giorno ricevi una ventina di uozap circolari e per capire se fra i tanti vi è una comunicazione “vera†te li devi sbolognare tutti. Che poi nel telefonino le uozap appaiono in ordine cronologico e non logico, per cui vi è un rischio: se il partecipante “A†ti pone una domanda che presupporrebbe la risposta “X†ma prima della tua risposta in partecipante B te ne pone una che presupporrebbe la risposta “Yâ€, e tu rispondi solo “X†solo “Yâ€, almeno uno dei due lo sorprendi o anche scontenti!
Comunicazione vera? Cos’è mai? Ecco alcuni esempi: “Ho avuto un piccolo incidente in auto/bici etc. ma non mi sono fatto nulla, non vi preoccupate se tardoâ€, oppure “Sei convocato per una riunione di lavoro in data … alle ore …â€; oppure “Ho appena terminato un viaggio in auto di 500 km e sono arrivato beneâ€. Ma allora, le comunicazioni “non vere†quali sono? Quelle tutto sommato inutili, quelle di cui fino a ieri facevamo tranquillamente a meno: “Ho mangiato un’ottima frittura di pesce; qui piove e da voi? Ti scrivo per dirti che ti voglio comunicare che non ho alcuna novità da comunicarti …†etc..
E allora … amiche lettrici e amici lettori, se mi telefonate o mi uozappate e non vi rispondo subito on lain (on line) non vi preoccupate e soprattutto non me ne vogliate … non è certo mia intenzione mancarvi di riguardo … Solo che a tardare un po’ nelle risposte mi sento un poco più libero, un poco meno schiavo della comunicazione elettronica. Tutto qui. Grazie della vostra comprensione.
P.S.: che poi … se avete un’amante (lo so, è una cattiva abitudine, non si deve fare! Tuttavia avverto quei pochi o tanti che ce l’hanno, a fin di bene) se proprio volete avere un’amante, dicevo, vi conviene prenderne una con il nome molto diverso da quello di vostra moglie. Ad esempio sono da evitare le accoppiate Ada-Anna; Rina-Rita; Lucia-Luisa; Maria-Marina; Eva-Evia, etc.. Infatti ne ho visto io di famiglie rovinate per un errore di invio uozap!
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MAREMMALMARE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Agosto, 2017 @ 4:32 pmDetto altrimenti: Maremma al mare        (post 2810)
Foto che sembrano senza significato, e invece no: ognuna di esse ci dice qualcosa.
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Sullo sfondo: Castiglione della Pescaia le cui colline boscose sono state diligentemente solcate da disboscamenti tagliafuoco. Chissà , forse si potrebbe prendere esempio anche per Riva del Garda, per la montagna che sovrasta la centrale elettrica ….
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Onde … pericolose? Ma dai … il il fondale sprofonda gradualmente … che pericolo ci può essere? E invece … invece dove le onde frangono, l’acqua viene letteralmente portata verso terra. Ma la stessa acqua deve poi ritornare al mare, ed ecco che si scava un canale verso il largo – e qui le onde non frangono! – canale nel quale la corrente può raggiungere in direzione verso il largo la velocità di 8 nodi, impossibile da contrastare a nuoto. Ed ecco che il pericolo è proprio là , proprio dove le onde non frangono …
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Sullo sfondo il Promontorio dell’Argentario e l’isola del Giglio, quella vera. Luglio 1993: Giro d’Italia in vela (in regata). Noi Trentini mettemmo su un equipaggio alla bell’e meglio e facemmo da skipper a turno. Era il mio turno di timoniere-skipper. Si veleggiava verso sud, con il maestrale al traverso da destra. S’era fra le ultime posizioni. All’altezza del Giglio, le barche davanti a noi interpretarono il promontorio dell’Argentario come se fosse il Giglio e si infilarono, con andatura larga e spinnaker gonfi, verso la … spiaggia che al momento era invisibile, sotto la linea dell’orizzonte. Alla fine restai solo e “primo†sulla rotta corretta, con lo spinnaker strallato al massimo, velocissimo. Gli altri si accorsero dell’errore e dovettero risalire con bordi di bolina. Momenti di gloria, anzi, “il†momento di gloria!
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Aquiloni, senza parole … ci parlano i loro colori!
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