INCHINI AL MERIDIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Marzo, 2016 @ 1:34 pmDetto altrimenti: meridione, una realtà dai molti aspetti                     (post 2325)
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Io, aderente già circa 40 anni fa al MFE-Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli, figuratevi un po’ se io … io non sono certo qui a denunciare non l’Unità d’Italia, bensì sono il primo (scusate l’immodestia, ma sono proprio inc … arrabbiato!) a denunciare il modo con il quale essa è stata gestita nei confronti del meridione (vera e propria conquista territoriale e non “liberazioneâ€). Così come non denuncio certo l’adozione dell’Euro anche se lamento che per almeno un biennio non sia stata prescritta l’esposizione dei prezzi delle merci in euro e in lire. Mappoi (mappoi) a questo aspetto storico si sono aggiunti e sovrapposti altri fenomeni: la mafia, il clientelismo, la culla dei privilegi, il sistema degli amici degli amici, lo sperpero del denaro pubblico, quel tutto cambi affinchè nulla cambi, etc., etc. in misura molto superiore di quanto non avvenga al nord che poi con la globalizzazione non si può più fare alcuna distinzione geografica.
Ma veniamo al titolo del post. Oggi al TG 1, durante una processione religiosa, ennesimo “inchino†dell’effigie sacra (Cristo? la Madonna? Un Santo? Non cambia nulla!) di fronte alla casa di un boss della mafia (o camorra? O ‘ndrangheta? O Sacra Corona Unita? Non cambia nulla!). Il rischio? La generalizzazione: “Eccoli, siamo alle solite: i meridionali? Tutti terroni mafiosi!” Un danno enorme alla riconciliazione di due culture (nord-sud), allo spirito di convivenza civile, di comunicazione, di comprensione reciproca. Gli artefici dell’inchino (i portatori dell’immagine) dovrebbero essere severamente condannati penalmente per apologia di reato e istigazione a delinquere. Lo Stato poi potrebbe costituirsi parte civile per il danno causato da questi imbecilli.
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Sapete … ne ho viste nella mia lunga vita di lavoro … Una volta ero a capo di una SpA finanziaria milanese il cui azionista era una grande (big, non certo great!) banca del sud. Uno dei dirigenti della banca che era stato distaccato come mio dipendente in questa Spa, dopo avere ascoltato una invettiva del Cardinale Pappalardo contro al mafia, ebbe a dire: “Il cardinale Pappalardo si permette (testuale!) di parlare così perché è Cardinale …â€. un mio sguardo lo fulminò. Quel tale capì che il suo subconscio lo aveva tradito: infatti quel suo “si permette†lasciava intendere una critica al Cardinale in difesa della mafia. Comprese lo svarione … si interruppe … mi disse: “Vuoi dire che forse la mia frase può essere fraintesa … che forse non avrei dovuto pensarla e proferirla …†Voce dal sen fuggita poi richiamar non vale; non si trattien lo strale quando dall’arco uscì†(Pietro Metastasio) …
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Le parole sono pietre”, scriveva Don Lorenzo Milani, pietre che ove lanciate, possono ferire, uccidere … Quel tale di prima, quel dirigente … era residente a Milano, sposato in Chiesa, padre di figli, bancario inamovibile, dal lauto stipendio, futuro pensionato d’oro. Ora, se tanto mi dà tanto … che devo pensare potrà mai essere il fascino, la suggestione (termine che utilizzo nel suo significato italiano e non nella sua irritante traduzione in “suggerimentoâ€) che i comportamenti mafiosi possono indurre in persone che si trovino a livelli culturali ed economici molto, molto inferiori?
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DEMO-CRAZIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Marzo, 2016 @ 6:15 amDetto altrimenti: qual è il suo reale significato?  (post 2325)
Demos, popolo. Cratè, forza, potere.
Nei secoli, inizialmente il termine indicava “il potere sul popoloâ€, ovvero il potere che governava il popolo, quindi una oligarchia o una tirannide. Successivamente il termine fu usato dalle classi ricche e nobili per contestare il potere del governo popolare: quindi significò criticamente “lo strapotere arrogante del popoloâ€. Oggi il termine significa “il governo della maggioranza del popoloâ€. Ma di quale maggioranza? Infatti vi sono diversi “insiemi†di popolazione. Li elenco in ordine di numero decrescente, posto pari a 100 il numero di tutti i cittadini aventi diritto di voto:
i cittadini aventi diritto di voto                                          100
coloro che non si recano a votare                                       55
coloro che si recano a votare                                           45
coloro che si recano a votare senza avere valutato  in proprio               30
coloro che si recano a votare dopo avere riflettuto in proprio                15
Ecco che se taluno riesce ad influenzare o a manovrare  30 votanti, la democrazia è il governo di quella minoranza sul totale di 100: in questo caso si avrebbe un secondo “governo dei trenta†dopo quello imposto dagli Spartani alla sconfitta Atene, dopo la sua resa nel 404 a. C. al termine della trentennale guerra del Peloponneso.
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Come reagire? E’ semplice: “facendo politicaâ€, ovvero interessandosi (dall’interno o dall’esterno dei partiti) alla res publica, alla cosa pubblica, che è anche di ognuno di noi. Ricordo un intervento di Piero Calamandrei, il quale era solito raccontare questo aneddoto: il comandante di una nave in mezzo all’oceano avverte i passeggeri che la nave sta affondando. Un passeggero non si scompone e gli risponde: “Oh che m’importa? Un è mica mia!â€
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BUONA PASQUA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Marzo, 2016 @ 6:41 amDetto altrimenti: a tutti, credenti e non credenti          (post 2324)
Un augurio di Bene non può che far bene, non credete? La Santa Pasqua (o la Pasqua) può essere un’occasione per augurarcelo a tutti, questo Bene! Un Bene … “bene” al di là del cioccolato delle uova, un Bene che sia un Bene Comune, ovvero – letteralmente – “costruito sin dall’inizio con il contributo di ognuno di noiâ€. Il mio augurio? E’ sintetizzato in una poesiola (o è una preghiera?) che ho scoperto per caso nelle mie peregrinazioni internet. Ve la riporto nella lingua originale (portoghese) e nella sua intuitiva traduzione in italiano che mi sono provato a fare:
Fica sempre um pouco de perfume
nas manos que oferecem rosas
nas manos que saben ser generosas.
Dar do pouco que se tem o que tem menos ainda
enriquece o doador, faz sua alma ainda mais linda.
Dar ao pròximo alegria, parece coisa tao singela
aos olhos de Deus, porém, é das artes a mais bela.
Resta sempre un po’ di profumo
nelle mani che offrono rose,
nelle mani che sanno essere generose.
Dare il poco che si ha a chi ha ancor meno di noi
arricchisce chi dona, rende la sua anima ancora più bella.
Regalare gioia al prossimo, appare come il gesto più sincero
agli occhi di Dio e, inoltre, è anche la più bella delle arti.
Buona Pasqua a tutte e a tutti! – Il vostro blogger Riccardo
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PRIMAVERA, ANDIAMO, E’ TEMPO DI PEDALARE (e non solo …)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Marzo, 2016 @ 5:57 amDetto altrimenti: adelante amigos, con judicio … con giudizio!    (post 2323)
Bici, bici, fortissimamente bici. Spesso troppo forte ovvero troppo veloci, soprattutto quando sono “in squadra†sulle piste ciclabili o ciclopedonali, ormai molto affollate da bici a passeggio, da cicloturisti, da gente e passeggio senza bici, etc.. Ma il controllo della velocità non è la sola regola alla quale attenersi. Per i ciclisti (e per i pedoni!) vì è anche l’obbligo di procedere i fila indiana. Entrambe le categorie poi non devono sostare sulla pista ostruendo la circolazione. E che ne dite se tutte le bici, anche quelle da corsa (che oggi si chiamano da strada) fossero dotate di campanello?
Ed allora, sia per le ciclabili che per le “bicincittà â€, a vantaggio dei ciclisti e degli automobilisti, il Comune di Trento ha redatto un utile opuscolo “Guida all’uso corretto dei percorsi ciclabili†…
 … il titolo del quale sembra indirizzarlo soprattutto ai ciclisti, mentre in realtà il messaggio è rivolto a tutte le categorie interessate e coinvolte: ciclisti, pedoni, automobilisti e Polizia Locale.
Tuttavia, oltre alle prescrizioni di legge (Codice della Strada) occorre fare appello anche al buon senso, all’educazione, al rispetto reciproco. Noi Italiani, paese di amanti focosi. sportivi da bar e guidatori alla Fittipaldi, abbiamo già raggiunto notevoli livelli di civiltà della circolazione stradale da quando, ad esempio, abbiamo stabilito che se abbiamo bevuto alcolici non possiamo metterci alla guida dell’auto. Tuttavia altre conquiste sono ancora da raggiungere. Quali? Il modo di sorpassare, che non è quello di portarsi a ridosso dell’altra auto ed uscire all’improvviso stile Gran Prix; il rispetto dei limiti di velocità (provate a percorre le rampe di accesso e uscita autostradali alla prescritta velocità di 40 kmh vedrete come vi strombazza l’auto che vi segue!); il rispetto della distanza di sicurezza rispetto all’auto che ci precede. Quanto al rapporto auto-bici, a me – ciclista – sarebbe caro che l’auto che mi sorpassa rallentasse, non facesse rombare il motore, usasse il segnalazione di direzione e allargasse la sua traiettoria invece di sfiorarmi ruggendo della serie “tanto quello mica può raggiungermi e protestare”.
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Grazie quindi a tutti, ciclisti, pedoni e automobilisti e Polizia Locale se, insieme, rendiamo la vita migliore a tutti noi!
Firmato: io, Â un Associato FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta
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AIUTIAMOLI A VIVERE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Marzo, 2016 @ 2:27 pmDetto altrimenti: un appello alle lettrici ed ai lettori   (post n.  2322)
Una bimbetta che frequenta la prima elementare da giorni chiede alla mamma di darle due merendine anziché una sola. La mamma, incuriosita, le chiede : “Ma … bimba mia, cos’è tutta questa fame? Non ti farà male mangiare due merendine anziché una sola?â€. E la bimba: “No, mamma, non è per me … sai, ho notato che la mia compagna di banco non ha mai la merenda … i suoi devono essere molto poveri … e così la porto io per leiâ€.
La mamma e il papà della bimbetta senza merendina sono Kossovari, hanno quattro figli di cui uno sordomuto e sono entrambi disoccupati. Abitano in una casa concessa dal Comune (di Trento, n.d.r.). Un pubblico ufficiale ha suggerito al papà di rivolgersi ad una mia amica, Francesca Ferrari, persona conosciutissima e affidabilissima, la quale da molti anni è molto attiva nel volontariato. Francesca me ne ha parlato e insieme cerchiamo di aiutare queste persone.
Quattro esigenze sono già soddisfatte: Il pranzo dei primi giorni (ma poi?); l’indicazione di avvalersi dell’assistenza sanitaria pubblica per il piccolo sordomuto; l’aggiornamento del curriculum del marito per aiutarlo nella ricerca di un lavoro; l’insegnamento alla moglie a leggere e scrivere in italiano. Resta il problema del mangiare, dei vestiti, di tutte le piccole grandi necessità giornaliere.
Chi intendesse dare una mano può telefonare a
Francesca Ferrari, Viale Trieste 7/2, Trento, tel. 335 1805211
This is blog too! Il blog è anche tutto questo!
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EDIZIONE SPECIALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Marzo, 2016 @ 9:56 pmDetto altrimenti: Parigi, Bruxelles e poi ….?     (post 2321)
Ma che? Vuoi vedere che dobbiamo dire grazie ai terroristi? Grazie perché ci fanno capire che solo un’Europa vera, unita, con un’unica Intelligence, un’unica politica può far fronte a questa come ad altre sciagure? La storia si ripete, storia e Storia, piccoli Comuni che non rinunciano alla “loro†società di impianti sciistici, così hanno il “loro†presidente; non rinunciano alla “loro†piccola società della sosta, così … (v. prima). E Storia: Stati che non rinunciano alla “loro†intelligence, così … (v. prima). Ma ve lo immaginate? Rinunciare al “nostro†capo della Polizia o dell’Intelligence? Ma via, che discorsi sono mai codesti! “Codesti†in buon italiano indica discorsi vicini a chi li fa ma molto, molto distanti da chi li contesta!
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Dice … ma molto meno, almeno scambiarsi le liste dei sospettati, mettere in comune le banche dati … Eh no cari miei, i dati sono miei e me li gestisco io! Hai visto mai che altri scoprano i nostri panni sporchi? Giammai! Ah, ho capito, questione di “praivasiâ€, della serie scrivi come parli! E intanto “loroâ€, i terroristi schedati in un paese, passano la frontiera e si rifanno una verginità . Evvabbè, mica si può fare tutto a questo mondo … Mi viene in mente il testo di una bella canzone del mio concittadino, tale Fabrizio De Andrè, “Don Raffaeleâ€:
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… “ Prima pagina venti notizie /ventuno ingiustizie e lo Stato che fa / si costerna, s’indigna, s’impegna / poi getta la spugna con gran dignità â€Â . Solo che alle parole “lo Stato†oggi dovremmo purtroppo sostituire le parole “ l’Europaâ€. A meno che non mettiamo anche noi le strisce alla nostra bella bandiera!
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IL VIOLONCELLO DI BARBARA BERTOLDI A RIVA DEL GARDA: “CELLO MESSA TUTTA!â€
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Marzo, 2016 @ 5:20 am(Care lettrici e cari lettori, perdonerete se insisto tanto per questo concerto  … ma faccio parte del Consiglio Direttivo dell’Associazione che ha promosso l’evento e poi … sono amico di Barbara!)
Detto altrimenti: “Concerto Teatro†nell’ambito dei concerti organizzati dall’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda   (post 2320)
“CELLO MESSA TUTTAâ€
è il nuovo spettacolo di Barbara Bertoldi, violoncellista cantante, voce narrante; luminarie: Piccola Bottega de “I Teatri Soffiatiâ€; regia di Alessio Kogoj.
Oggi, 22 marzo 2016, presso la sala del Conservatorio Bonporti in Riva del Garda  CONCERTO APERTO A TUTTI, ED INOLTRE: ALLE 10,45 PER GLI STUDENTI DEI LICEI. SI REPLICA ALLE 11,45 PER GLI ALUNNI DELLE MEDIE!  Scrive il Presidente dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda, prof. Franco Ballardini:
E’ un progetto anomalo, una performance musicale e teatrale. All’interno ci sono alcune canzoni scritte da Barbara Bertoldi, brani d’amore oltre al piacere della sperimentazione e alle incursioni nel pensiero di Erasmo da Rotterdam. Alcune canzoni sono tratte da “Bestiario per Violoncello Narranteâ€, il cd di Barbara Bertoldi pubblicato nell’autunno del 2013; il programma è integrato da brani di George Gershwin, madrigali di Antonello da Rimini, un omaggio a Giorgio Conte e ancora brani classici rivisitati, Boismortier, Vivaldi, Bach. Le canzoni sono illuminate da brevi presentazioni, folli pensieri recitati e da una giusta dose d’ironica simpatia. Il risultato è un mix insolito e delicato in uno scambio incalzante tra parola musica e teatro. Uno spettacolo sul filo della Felicità e in equilibrio con la Follia. Con la lente del quotidiano si osservano i comici comportamenti umani, e ancora intraviste metafore dell’amore e dell’arte…
Barbara Bertoldi è nata a Trento e a parte una breve parentesi milanese ci ha sempre vissuto. Musicista e violoncellista versatile quest’anno 2015 saranno ben 30 anni di attività concertistica che l’hanno vista impegnata in formazioni e repertori di ogni genere ed esibirsi in Stagioni e Festival Internazionali in tutta Europa lavorando con solisti e direttori di fama internazionale Giuliano Carmignola, Enrico Dindo, Felice Cusano, Stefan Picard, Anahi Carfi, Arvo Part, Michael Radulescu, Stefano Veggetti e ancora Elio delle Storie Tese e l’attore Giuseppe Cederna.
Attualmente si esibisce con la formazione co-fondata “Ensemble degli Affetti” con cui approfondisce la prassi del repertorio barocco in particolare del 500/600 italiano e con il repertorio per voce e violoncello da lei scritto e pubblicato in un cd “Bestiario per violoncello narrante†nel 2013 in forma sia di concerto che in forma di spettacolo teatrale dal titolo “Cello messa tutta!â€. In questa veste di violoncellista cantante di recente ha partecipato a “Suoni Mobili, di Musicamorfosi†a Monza, al Festival “Rovigo Cello Cityâ€, con Radio24 e Federico Taddia come “bioloncellista†per il viaggio Bio di Coop a Bologna, alla serata in onore di Piero Angela per il 25 anniversario di CICAP a Cesena, e ancora è stata intervistata per il programma “Misterenne†per Radio Sinisi e su Radio2 per “Invisibiliâ€di Luca Sticcotti e per RAI3 da TG3 settimanale da Manuel Codignoni.
Barbara… perfetta sintesi di carattere, talento e simpatia  (prof. Giuseppe Momo).
Barbara dimostra un talento frizzante e scanzonato….le sue canzoni sanno colpire nel segno e ricordano le atmosfere di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, questo lavoro strappa più di un sorriso e sicuramente contribuisce a far tornare il buon umore…†(F. Nappi, “Corriere del Trentinoâ€)
Barbara, penna felice e voce di bellezza naturale, autrice di una serie di canzoni raccolte nel CD Bestiario, una gioiosa raccolta di brani che guardano al lato “piccolo†della vita con spirito ironico e giocoso…†(E. Campagna, “L’Adigeâ€)
Barbara con i suoi dolci madrigali … il piacere della musica parlata, storie raccontate da due voci che si sovrappongono quasi a farsi concorrenza, come se Barbara avesse reso ventriloquo il suo violoncello o viceversa…†(M. Garavelli, “La voce del Trentinoâ€)
Barbara Bertoldi ha invece optato per uno strumento sostanzialmente di accompagnamento al proprio canto, volutamente infantile (ma con testi ironici e sarcastici), srotolando le divertenti canzoni comiche del suo Bestiario, dedicato in gran parte a macchiette della quotidianità umana, non tralasciando tuttavia simpatiche trascrizioni per voce e strumento di alcuni lavori della classicità musicale…†(M. Pancotti, “Fuori dall’Orbitaâ€)
Più distesa e spensierata la musica offerta dalla violoncellista Barbara Bertoldi per l’aperitivo a base di canzoni comiche e molto leggere per violoncello e voce†(“Casatenovoâ€, rivista online)
Barbara è cresciuta a pane e musica. Fa un lavoro che ama e mette tutta se stessa (G. Gramola “Trentino Meseâ€).
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Le foto del concerto? Ora prendo l’auto, vado da Trento a Riva e appena rientro le pubblico! (Una l’ho inserita proprio qui sopra)
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Ecco, Trento – Riva del Garda AR, andata e ritorno, hin und zuruck. Il pubblico: gli allievi del Liceo Andrea Maffei accompagnati da alcune insegnanti (sono riuscito ad avere il nome della mia vicina di poltrona, Prof.ssa Clara Lotti); gli alunni della Sezione a caratterizzazione Musicale Bonporti, dell’Istituto Comprensivo “Riva 1”, accompagnati dal Dirigente Prof. Gianni Kral. Non è tuttavia mancato anche pubblico “estraneo”, fra i quali il M.° Giorgio Ulivieri, Fondatore e Direttore della Camerata Musicale Città di Arco. Ho avuto anche il piacere di fare la conoscenza personale con il regista Alessio Kogoj.
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Saranno stati  i giochi di luce … la regia che interveniva con voci fuori campo … l’ ambiente permeato di per sè di sensibilità musicale … la stessa recitazione della Voce recitante (sempre di Barbara), ” fatto sta si è” che mai come oggi mi sono goduto il concerto-spettacolo. Barbara ha intervallato canzoni sue – quadri di vita quotidiana dipinti con ironia – a brani classici (due movimenti di una sonata di Vivaldi, scritta per due violoncelli, uno dei quali sostituito – come ci ha spiegato  Barbara – proprio dalla sua stessa voce) e a brani di jazz, alternandosi al violoncello “grande”  quello “piccolo” a cinque corde, strumenti suonati alternativamente da seduta, da posizione eretta e a mo’ di chitarra.
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Parole, musica, mani accarezzanti le corde  e voce recitante: Barbara. Lo spettacolo, ripetuto ben due volte nell’arco di due ore per accontentare i ragazzi delle superiori e quelli delle medie, è stato preceduto e seguito da un prologo e da una conclusione: il senso di tutto? Donare relax, serenità . Per spiegare il suo intento, Barbara ha citato tale Erasmo da Rotterdam: “Se i vecchi fossero più allegri, più dissennati, la vita sarebbe ciò che è: il gioco della follia e tutti sarebbero più sereni”.
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Alla fine ho intervistato brevemente e separatamente  tre allievi del liceo, Emma Santoni, Jacopo Govoni ed Elia Martello: “Spettacolo e musica particolari, simpatici, emotivi, alternativi, piacevoli, interessanti, rilassanti”. Questi i loro commenti.
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BRAVA BARBARA, BRAVO ALESSIO, BRAVA ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MUSICA DI RIVA DL GARDA CHE HA ORGANIZZATO L’EVENTO Â E … BRAVI RAGAZZI CHE AVETE APPREZZATO IL TUTTO!
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LINGUAGGI TROPPO DIVERSI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Marzo, 2016 @ 7:19 amDetto altrimenti: quando la comunicazione diventa impossibile         (post 2319)
Oggi per comunicazione spesso si intende (erroneamente, n.d.r.) “informazioneâ€, nel senso “io ti comunico, ti informo che …â€. Io invece la intendo come communis actio, azione comune, dialogo fra soggetti diversi. Parliamone quindi in questo suo significato.
Una riunione: politica,  di una associazione culturale o sportiva, ripresa dalla TV oppure fra semplici privati, etc.: di ogni tipo e natura, insomma. Talvolta accade  che da una parte vi è “Aâ€, colui chi si attiene all’argomento, usa toni pacati, argomentazioni puntuali e documentate. Dall’altra “B†che parla con atteggiamenti; utilizza metafore, espressioni figurate, generalizzazioni; alza la voce; volge gli occhi al cielo; fa gesti plateali; interrompe e aggredisce verbalmente la controparte; va fuori tema; è illogico; si alza in piedi come per abbandonare la seduta salvo poi riprendere subito il suo posto, etc.. Come uscirne?
Innanzi tutto esaminiamo la natura di “B” : la sua è ignoranza oppure maleducazione oppure mala fede. Oppure un micidiale mix  di un po’ di tutto ciò.
Ad “A” resta il problema: come uscirne? E’ semplice: se si tratta di una associazione che non coinvolge fortemente “Aâ€, costui deve abbandonarla. Al contrario occorre che “A†riesca a far estromettere “B†dal contesto organizzativo in questione.
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CAMERATA MUSICALE CITTÀ DI ARCO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Marzo, 2016 @ 7:02 amDetto altrimenti: Pasqua Musicale Arcense, XXXXIII° Edizione            (post 2318)
Un signore vestito di grigio lo avvicina e gli commissiona la scrittura di un Requiem contro un ottimo compenso, con l’impegno di non dire ad alcuno che egli ne è l’autore. Di chi sto parlando? Di tale W.A. Mozart. Quel signore in grigio è un ricco nobilotto, musicista da strapazzo, aduso a simili prodezze per poi vantarsi di fronte agli amici di opere non sue. E così nasce il Requiem in Re min. op. K 626 per orchestra e coro. Nasce quasi tutto, perchè gli ultimi tre brani sono stati composti dopo la morte di Mozart e secondo le sue indicazioni, dal suo allievo  F.X. Sussmayr.
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Ma nella chiesetta di Varignano d’Arco, dedicata a S. Michele Arcangelo e messa a disposizione da Don Carlo Speccher, non c’è lo spazio per i coristi e così il Requiem viene eseguito nella trascrizione di Peter Lichtensthal del 1803 (Mozart era morto nel 1791 all’età di soli 34 anni), medico compositore amico della famiglia Mozart: una trascrizione pensata per un complesso esclusivamente strumentale, la cui prima esecuzione critica è solo del 2006. Una autentica “chicca†quindi!
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La “Camerata†fondata nel 1993 e da sempre diretta dal Maestro Giorgio Ulivieri, ha un organico di circa venti musicisti. Impostata su archi, si arricchisce di fiati e percussioni a secondo del repertorio eseguito. Di essa ha fatto parte sono alla sua morte, avvenuta il 18 marzo 2014 il compianto Ruggero Polito (violino), presidente emerito del Tribunale di Rovereto e presidente dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda, persona di grandissima umanità , di grande amore per la musica e per i suoi amici che tutti noi rimpiangiamo e ricordiamo con vero affetto.
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Il Requiem. Troppo famoso perché io ne possa dire alcunchè. La sua esecuzione è stata magistrale, appassionate, impeccabilmente diretta. Alla fine, un applauso di ben cinque minuti ha reclamato un bis.
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I Musicisti
Violini: Giada Broz, Cristina Giovannini, Strefano Bonora, Paolo Segatta, Michael Isaac Girardi, Nicola Aldrighetti, Astrid Sofia Harland,Stefano Faustini, Marco Tanesini, Giulio Robol, Manuel Sabucedo.
Viole: Paolo Turri, Luca Giordani, Chizuro Deguchi.
Violoncelli: Klaus Broz, Silvano Zanoni.
Contrabbasso: Rodolfo Merizzi.
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INCONTRI – Â GLORIA ZENI: UN LIBRO E MOLTO ALTRO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Marzo, 2016 @ 6:28 amDetto altrimenti: fioriscono ricordi sulle pendici della Paganella   (post n. 2317)
Anteprima

Dietro la chiesa nuova, una perla:  la vecchia  Pieve di S. Vigilio, alla quale dedicherò un post apposito.
Spor, ovvero Spormaggiore, un paese sui fianchi della Paganella, il paese degli Zeni e dei Tenaglia, il paese lungo una delle “mie strade dello sci†(un’altra attraversa Fai, un’altra ancora sale dalle Valle dei Laghi). Spor: questa volta “ci sono andatoâ€, non “ci sono passatoâ€. Andato per incontrare una Persona (le maiuscole non sono utilizzate a caso): Gloria (chissà se posso chiamarla così, per nome, savè putei, … non l’ho mai incontrata prima … sarà troppo confidenziale? Se ne avrà a male? Non credo, comunque il suo cognome è Zeni). Gloria, autrice di un Libro Scrigno: “Patrum domus revirescitâ€, espressione che mi permetto di tradurre liberamente con “Facciamo rivivere la casa dei nostri aviâ€. Scrigno perché? Perché contiene i tesori della memoria di mezzo millennio di vita, e se cinquecento anni vi sembran pochi …
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Il libro. L’ho ricevuto in dono da Nadia Ioriatti, un’amica scrittrice, autrice di “Io tinta di aria” cui sta per far seguito un secondo libro. Il libro di Gloria mi ha subito catturato: infatti io sono un appassionato di Storia, e questo “è†un libro di Storia (locale) per come Gloria documenta ogni fatto, ogni circostanza: un’Opera che ha impegnato la sua Artefice (le maiuscole … v. sopra) per ben sette anni. Detto, fatto: Gloria merita una intervista, ovvero …  ben di più, molto di più, ma questo è quello che io posso fare, oltre che ad invitarla a far parte dell’ Accademia delle Muse e a proporre la presentazione del suo Libro all’interno delle manifestazioni organizzate dall’ Associazione Culturale Lavisana e dalla Biblioteca Comunale di Trento.
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Vengo accompagnato a casa sua dall’amico Gino Zeni (“da Spor” manco a dirlo), atletico pensionato pluri esperto in ogni mestiere, mio amico di sci e già collega (molti anni dopo, visto che Gino è più giovane di me!)  di mio babbo Maresciallo dei CC.
Fine dell’anteprima. Ora possiamo cominciare. Gloria mi riceve nella sua casa avita a Spor. Sulla porta il motto, sul tappetino il magnifico cane Drake  dagli splendidi occhi di ghiaccio.
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Gloria, poiché io sono un V.I.P., Vecchietto In Pensione, sta a me fare la proposta: possiamo darci del tu? Sarebbe la prassi di questi “Incontri†…
Certo, Riccardo, con piacere!
Come è nata l’idea del tuo Lavoro?
All’inizio non è nata come un libro. Quando mio padre ha iniziato a star male mi ha affidato la gestione di tutte le “carte†della casa, dalle bollette della luce ai ricordi di intere generazioni che erano sopravvissuti di generazione in generazione in quanto nascosti in stipetti e cassettini di vecchi mobili, reconditi e dimenticati da tutti.  Da qui pian pianel il lavoro è diventato curiosità e quindi passione.
Sai, la prima cosa che salta agli occhi … sono due: la tua abilità e perseveranza di ricercatrice con una passione da archeologa e la ricchezza della vena che hai scoperto nella miniera dei ricordi.
La ricchezza … sì, se consideri i diversi possibili approcci al mio lavoro: puoi investigare per data, per cognome, per genere. Inoltre, volendo si può consultare il sito che ho creato, https://www.myheritage.it/site-44193561/zeni e anche il mio sito artistico http://gloriolume.wix.com/gloria-zeni
Un’altra caratteristica che ho colto è la vastità degli aspetti che hai fatto rinascere.
Sai, Riccardo, è stata una reazione a catena: un argomento ne richiamava un altro e così via. Non era possibile sottrarsi dall’ esplorarli tutti.
A beneficio delle lettrici e dei lettori del blog, elenchiamo alcuni argomenti trattati.
La storia della Casa, intesa come Altopiano Casa di tutti noi e Casa dei miei bisnonni, nonni, genitori; i mobili; la Carta di Regole; le “fazioni castellane”, ovvero le gabelle dovute al signorotto del luogo: ancora oggi qui da noi quando un campo non rende diciamo “nol fa fazionâ€; i cognomi; i soprannomi; la dote delle spose; i testamenti, le liti di confine; il diario di Narciso Tenaglia con le sue poesie; l’emigrazione (e qui ci si riallaccia all’opera di Don Guetti e di Don Grazioli, n.d.r.); la prima guerra mondiale con la testimonianza delle lettere di Alfonso Evaristo Tenaglia internato in Austria per avere rimproverato un alunno che fischiettava l’inno austriaco; la seconda guerra mondiale, con lo zio Renato impiegato alle poste, internato a Bolzano per avere nascosto corrispondenza partigiana agli occhi dei fascisti; la mamma, Rina Plotegher, impiegata in ferrovia, che faceva scappare i prigionieri dai carri merci; il viaggio di nozze dei miei genitori nel primo dopoguerra, su un camion per raggiungere … Rovereto e Pescantina!
Insomma, storie nella Storia, storie vere che si inseriscono nel racconto principale, di cinquecento anni di vita: un po’ come in molte opere classiche, dove – tuttavia – l’autore inseriva favole e miti. Fra i tanti aspetti che ha trattato, quale è quello “principeâ€, quello al quale sei più legata?
Il diario e le cartine geografiche del mio bisnonno “austriaco†Abramo Zeni, miniature redatte quale compito di scuola all’età di circa quattordici anni e ovviamente il tenero viaggio di nozze dei miei genitori.
L’ordine dell’esposizione è casuale o c’è un criterio?
A guidarmi è stata la sequenza delle date
(A questo punto arriva a casa Michela, la figlia minore – la maggiore è Martina – laureata in Belle Sarti ed in attesa di essere ammessa ad un corso di perfezionamento a Bruxelles)
Foto e disegni: sorprende la ricchezza dei documenti originali.
Si, tutti originali, anche quelli … eseguiti da me! Il primo nucleo, un grosso libro scoperto in un vecchio cassettone. Poi è tutta opera mia: l’impaginazione, la grafica.
Il paese e la sua gente: in che misura erano consapevoli di quanto stavi facendo, e in che misura ti hanno aiutato?
Inizialmente non tanto. Ci è voluto un po’ a che il motore e i cuori si riscaldassero, ma poi è stata una grande attenzione e disponibilità a fornirmi documenti e ricordi.
Dimmi qualcosa di come il paese e la sua gente ha accolto il tuo lavoro.
Be’ … c’è stata una serata, anzi, una seratona di presentazione del libro: tutto esaurito, oltre i cento posti a sedere  anche molta gente in piedi: ero commossa.
Vedo che giustamente molti Enti Pubblici ti hanno patrocinato: credo che anche questa sia stata una difficoltà da superare. il loro convincimento ed il loro coordinamento.
Si, questa è stata la parte più difficile. Io ne ho fatto stampare a spese mie cinquecento copie. Ho ricevuto un parziale contributo dalla Vicepresidenza della Regione e un impegno alla contribuzione da parte dei Comuni interessati, ma sono ben lungi dal raggiungere la copertura dei costi vivi, che poi sarebbe il mio obiettivo.
Dove troviamo il tuo libro?
Presso di me, presso le biblioteche della zona e presso la libreria Disertori di Trento.
Le scuole di fuori zona Paganella sono al corrente che esiste questa “Miniera†di vita, di storia e di Storia?
No. Anzi, lasciami sperare: non ancora!
Un libro e molto altro. parliamo un po’ del “molto altroâ€, ovvero del tuo laboratorio e della tua produzione artistica (sai, recentemente ho intervistato Domenico Ferrari il che ha risvegliato in me il di disegnatore e pittore (molto giovanile, poco più che infantile) qual ero … distratto da tante altre sollecitazioni che alla fine imi hanno portato a dipingere … scrivendo!
Riccardo, Domenico Ferrari era mio collega all’Istituto dove insegno! (Come è piccolo il mondo, n.d.r..!), io non sono una scrittrice né tanto meno una storica. Sono una pittrice, lavoro il vetro fuso, compongo mosaici. Sto rifondando il mio laboratorio. Posso mostrarti volentieri qualche mio lavoro.
Gloria, non posso dilungarmi oltre come vorrei, sai … i post lunghi la gente non li legge, per dirla con un anacoluto manzoniano. Mi scuserai quindi se chiudo qui il nostro “Incontroâ€, con un vivo e sincero apprezzamento per quanto hai fatto con il tuo libro e con il “molto, moltissimo altroâ€.
Grazie a te, Riccardo … ma … mi hai detto che nella tua vita lavorativa eri un manager? Sei sicuro di non esserti sbagliato? Secondo me eri un affermato giornalista!
Fine
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P.S.: Gloria Zeni nata a Trento il 29 settembre 1958. Ha frequentato l’Istituto d’Arte e, sotto la guida di Concetto Pozzati, l’Accademia di Belle Arti a Bologna. Insegna Arti Figurative all’Istituto delle Arti di A. Vittoria in Trento. Gloria è un’artista che opera nel panorama contemporaneo. Nel suo laboratorio crea opere che spaziano dalla pittura al mosaico alla vetrofusione. Appassionata di Storia locale si dedica alla ricerca delle memorie antiche dell’Altipiano della Paganella, sua zona d’origine.
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