PARLIAMO DI TEATRO: L’ORIGINE DELLA COMMEDIA – Conferenza di Maria Teresa Perasso

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 aprile, 2012 @ 4:01 pm

Detto altrimenti: un‘iniziativa della Associazione FIDAPA – FEDERAZIONE ITALIANA DONNE ARTI, PROFESSION,I AFFARI – Sezione di Trento, Presidente Sandra Frizzera. Ovvero: cultura vo cercando ch’è si cara …

Centro Culturale Rosmini, Via Dordi, Trento. Mercoledì 11 aprile 2012, ore 17,00. Una delle tante lodevoli iniziative culturali targate Fidapa per iniziativa della Presidente Sandra Frizzera, nota scrittrice, la quale ha recentemente presentato il suo ultimo lavoro “Il calicanto sotto la neve” (Ed. 31) . Peccato la pioggia torrenziale. Attesa da mesi, ha scelto un giorno sbagliato per allagare le strade di Trento … e non tutti gli appassionati all’argomento sapevano nuotare …Fidapa, dalle molte iniziative, si diceva … e Maria Teresa ne era già stata parte attiva, con una sua precedente conferenza sull’origine del teatro e sua prima forma, la tragedia. Ora è stato il turno della commedia. Sempre dalla Grecia partiamo … 

Epicarmo di Siracusa

Mi piace sottolineare come nei contenuti e nelle tecniche teatrali della commedia antica, greca prima e romana poi, vi siano in nuce gli elementi delle nostre attuali commedie e soprattutto di quelle (teatrali e cinematografiche) del primo dopoguerra. Equivoci, riconoscimenti, piccoli imbrogli, situazioni paradossali che poi si risolvono allegramente o al massimo con una lieve punizione del “colpevole” di turno. Vi troviamo inoltre il primo musical: spettacolo già allora in parte recitato e in parte in musica (canto del coro). C’è anche una parte in cui il corifeo (direttore del coro) parla direttamente al pubblico, così come oggi, talvolta, l’apprezzato maestro Gustav Kuhn si volta verso il pubblico a spiegare origine, ambientazione, caratteristiche tecnico-musicali del pezzi che saranno eseguiti dall’apprezzatissima Orchestra regionale Haydn che si appresta ad dirigere. Nella commedia greca antica, invece, il corifeo dava addosso ai rivali, e questo il maestro Kuhn non fa di certo!

Aristofane

Ma ciò che maggiormente è attuale è il rapporto fra la satira (in origine e letteralmente: una mescolanza di generi teatrali) e il potere politico. Nella Grecia democratica, quella di Pericle per intendersi, la commedia fiorì soprattutto come satira (secondo l’accezione moderna) dei politici di turno, che poi erano del… PD (!) cioè del Partito Democratico e come tali consentivano automaticamente la libera espressione del giudizio su se stessi, anche sotto forma di presa in giro e critica canzonatoria. Caduto il sistema democratico, con la dittatura la commedia dovette adeguarsi (cioè: fu censurata) e la satira si spostò verso le figure popolane e popolari che costituivano la bassa borghesia e/o il popolino del tempo. Guai a ironizzare sui potenti! Ancora oggi siamo stati molto vicini ad un intervento analogo … ricordate? E se la dittatura impedisce la satira, se ne potrebbe dedurre “a contrario” che ove la satira sia vietata si sarebbe sostanzialmente in dittatura … altro dirvi non vo’ …

Menandro

Altra osservazione. I Romani erano meno spiritosi e meno democratici dei Greci. Infatti, quando la commedia greca fu ripresa dagli autori latini, in Roma, i testi continuarono a fare satira … ma su chi? Indovinate! Su personaggi greci, il che veniva trovato assai divertente dai Romani che forse erano un po’ troppo permalosetti per accettare l’autocritica, sia pure in forma ironica e non personalizzata.
Le commedie: inizialmente fatto culturale popolare, rappresentate in “teatri” improvvisati, siti, per legge romana, oltre un miglio al di fuori delle mura e senza sedili per gli spettatori.

Tito Maccio Plauto

Mi viene in mente l’ultimo dopoguerra (anche l’unico, per me che sono del 1944), quando nella città ove vivevo (Genova) arrivavano i “baracconi”: niente di più che un teatrino ambulante e semovente, con un palcoscenico realizzato ribaltando la sponda del rimorchio di un autocarro, sul quale si esibivano “artisti” assolutamente improvvisati, con musiche, canzoni, barzellette e balletti … unica risorsa di quella povera gente che poi raccoglieva con il classico piattino le poche offerte che gli spettatori, radunati in piedi (ecco il collegamento) dietro una bassa staccionata, erano disposti a donare loro. All’interno del “cerchio magico” poche sedie pieghevoli per i pochi privilegiati che si potevano permettere di pagare il biglietto (100 lire!). Con soldi propri, s’intende, non con denari del partito …

S. Angelo in Colle (fra gli ulivi)

Torniamo ai Greci ed ai Romani. La popolazione rurale, la commedia era l’unica cosa che si poteva permettere e l’unica d’altra parte, a loro portata di mano, di strada, di tempo disponibile … di tutto. Insomma, un po’ come in Toscana, sempre nello stesso dopoguerra citato, in un paesino in mezzo alle colline senesi, affacciato dai suoi 450 metri d’altitudine sulla valle dell’Orcia, verso sud e cioè verso il Monte Amiata (qual è il suo nome? S. Angelo in Colle, frazione di Montalcino, ma almeno uno per ogni auto non deve bere …), la popolazione contadina (dei poderi) e “cittadina” (i paesani) si sentiva seriamente coinvolta nell’imparare “la musica” (sic) , cioè nell’imparare a suonare sia pure in modo assai rudimentale qualche strumento nella banda paesana e nell’imparare le parti di certe semplici rappresentazioni “teatrali” che venivano rappresentate all’aperto in estate in occasione di una qualche ricorrenza.

Presepe vivente

Di religioso v’era il Presepe vivente, animato con passione e serietà da personaggi contadini che nei giorni precedenti e seguenti avevano infiorellato di incredibili bestemmie “alla toscana” ogni inaspettata e imprevista difficoltà che incontravano nelle esecuzione dei lavori della campagna. Ma si sa, erano bestemmie di folclore, non veramente sentite. E poi, i Toscani .. maledetti toscani (Curzio Malaparte docet. Per non parlare poi di che ne disse tale Dante, di Fiorentini e Pisani … risparmiò i Senesi, chissà perché poi … probabilmente si trattò di una dimenticanza casuale, oppure, affermano altri, aveva semplicemente finito l’inchiostro della stampante …). E con quale impegno, serietà e convinzione quegli “attori” si impegnavano nel rispettivo ruolo! Ecco, anche a S. Angelo, benché si fosse circa duemila anni dopo, non c’era altro: né TV. né cinema, niente. Solo una popolazione (in paese, 350 abitanti, più circa altrettanti – o forse meno – nei poderi del circondario), la popolazione, dicevo, impegnata a rappresentare e a osservare se stessa.

E Maria Teresa ci ha spiegato l’origine della commedia e come, attraverso la commedia dell’arte e la riforma goldoniana, essa si sia evoluta. Ma ci ha anche fatto capire come la commedia abbia avuto molte origini, uguali a se stesse, come quella genovese e quella toscana di cui vi ho accennato, duemila anni dopo. Cultura non facit saltus …

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Juke Box di Musica classica

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 aprile, 2012 @ 8:38 am

La Presidente Annamaria Martinelli introduce Cristina

Di Cristina avevo già scritto (rileggetevi il post del 13 gennaio 2012) ma tant’è …
Sapete, fra le tante iniziative di “volontariato pianistico” (fra le quali segnalo una serie di concerti presso l’Istituto Comprensivo di Cognola), spiccano i concerti che Cristina ormai da tre anni tiene presso la Parrocchia S. Antonio, in Bolghera, in favore del locale Circolo Pensionati.

 

Cristina con la Presidente del Circolo Annamaria Martinelli

A parte la loro gratuità, i suoi concerti sono speciali anche per altre ragioni. Infatti sono ”a tema” ed in più “concerti lezione” con tanto di introduzione storico musicale e commento.
Orbene, a chiusura della serie 2012, ieri, 11aprile 2012, Cristina ha proposto ai suoi pensionati il Wunschkonzert, cioè il Concerto dei Desideri. Infatti si è presentata con un programma di sala riportante ben quaranta brani, ed ognuno ha potuto indicare, di volta in volta, quello che le chiedeva di eseguire. Nello spazio di un’ora e mezzo Cristina ne ha eseguiti ben ventiquattro! Che altro dire? E voi, quali brani avreste scelto? Eccone l’elenco completo:

... al vecchio pianoforte. Contava sul pensionamento (il pianoforte!), ma con la nuova legge ...

Ecco, 40 brani: scegliete voi ...

1 J.S.BACH – Aria sulla quarta corda
2 J.S.BACH – Preludio in Do# dal Clavicembalo ben temperato
3 J.S.BACH – Preludio in fa minore
4 G.F.HAENDEL – Passacaglia
5 G.F.HAENDEL – Largo
6 W.A.MOZART – Fantasia in re minore
7 W.A.MOZART – Andante dal Conc K.467 per pf e orch
8 W.A.MOZART – Marcia turca
9 W.A.MOZART/Endrizzi – Temi da Don Giovanni e Nozze di Figaro
10 PARADISI –Toccata in La magg.
11 L.van BEETHOVEN – Per Elisa
12 L.van BEETHOVEN – Addio al piano
13 L.van BEETHOVEN – Rondò in Do magg
14 L.van BEETHOVEN – Adagio “Al chiaro di luna”
15 L.BOCCHERINI – Minuetto
16 F.CHOPIN – Preludio in Re magg “La goccia”
17 F.CHOPIN – Notturno in do # min Op postuma
18 F.CHOPIN – Romanza –Studio Op10 n°3
19 F.SCHUBERT – Standchen (Serenata)
20 F.SCHUBERT – Momento musicale Op94 n°3
21 R.SCHUMANN – Sogno
22 V.MONTI – Czardas
23 GRANADOS – Andaluza – danza spagnola
24 RIMSKJ-KORSAKOV – Canto indù
25 MOUSSORGSKJ – Il vecchio castello da “Quadri di un’esposizione”
26 SINDING – Mormorio di Primavera
27 YEPEZ – Giochi proibiti
28 GALOS – Il lago di Como
29 SAINT-SAENS – Il Cigno dal Carnevale degli animali
30 C.GOUNOD – Marcia funebre di una marionetta
31 C.DEBUSSY – La fanciulla dai capelli di lino
32 J.STRAUSS – Marcia di Radetsky
33 G.PUCCINI – Coro a bocca chiusa da Butterfly
34 A.KHACHATURIAN – Danza delle spade
35 Due CANZONI NAPOLETANE – Reginella – Core‘ngrato
36 C.Endrizzi – Pout pourrì di Operette
37 “ – Fantasia su temi di G. Verdi
38 “ – Recuerdo de Espana
39 “ – Fantasia napoletana
40 “ – Variazioni su canti popolari russi

Entrata libera, e …. a fine concerto, dolci e spumante! Evviva i  giovanilissimi pesionati!

 

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INCONTRI – 16) KATIA ED ERIKA BONADIMAN

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 aprile, 2012 @ 5:03 pm

Detto altrimenti: concerto per pianoforte e voce, tutto trentino, anzi … noneso!

Dall'Alta Valle, a sinistra il Brenta, a destra il Peller

Salendo la sinistra orografica della Val di Non, a San Zeno potete scegliere. Proseguendo diritto, immer gerade aus, e arriverete al passo della Mendola o a quello delle Palade, e quindi, rispettivamente, a Bolzano e a Merano. Se prendete a destra, dopo pochi chilometri vi troverete di fronte il suggestivo santuario di San Romedio. Voltando a sinistra, raggiungerete Banco, luminoso paesino sulle sponde del lago di Santa Giustina, luogo natale delle due sorelle. Sullo sfondo il Gruppo delle Dolomiti di Brenta, il Peller (la montagna di Cles) e a destra, verso nord, l’ultima propaggine dell’Alta Anaunia, già “tedesca”, forata dal nuovo tunnel verso la Val d’Ultimo, che la ricongiunge alla “madrepatria” Sud Tirol.

Meleti e vigneti si contendono un terreno che fa quasi fatica ad indossare gli aderenti contorni delle strade, “tutte a curve e a golfi”, le quali, a chi si adattata al loro altalenare e accetta di farsi accompagnare seguendone lo sviluppo, offrono visuali sempre diverse. Qui, poco discosto dal flusso del traffico turistico, potreste soffermarvi a contemplare, di volta in volta, la bellezza di ognuna delle quattro stagioni. Le Quattro Stagioni … chissà se fanno parte del repertorio delle sorelle Bonadiman, pianoforte e voce soprano … ma … eccole che stanno uscendo di casa per concedersi una pausa fra i tanti loro impegni artistici. Vediamo se riusciamo a realizzare l’incipit di questo “Incontro” che completeremo poi nella loro casa di Trento. Katia, Erika, rientriamo in casa per questo breve ”Incontro”?

Katia, Erika, come procediamo? Forse vi sono domande “comuni” a voi due, forse no. Azzardo la prima, molto scontata: come è sorto in voi non solo l’amore per la Musica, ma la passione di esserne parte attiva? 

Prova d' ... orchestra!

Prova d' ... orchestra!

Katia: “In famiglia abbiamo sempre respirato musica; il nonno e la mamma suonano a livello amatoriale fisarmonica e pianoforte …Ho cominciato a suonare il pianoforte a 7-8 anni, mia madre mi mandava a lezioni private dal Maestro Giorgio Larcher, che era severissimo. All’inizio vi era talvolta un rapporto conflittuale rispetto alla dedizione quotidiana richiesta dall’apprendiomento. L’amore vero e proprio per la musica è nato con il tempo”
Erika: anch’io sono stata inizialmente indirizzata alla tastiera, ma dopo un po’ di tempo mi sono accorta di non avere la costanza di mia sorella. Ho provato quindi a suonare altri strumenti, ma nonostante le sollecitazioni di vari Maestri, sono stata per anni mera ascoltatrice di musica e non esecutrice. Un giorno, 6 anni fa, ho capito che la passione per “fare” musica era viva e presente in me e ho intrapreso il percorso del canto lirico, appassionandomi ad un nuovo (per me) ed inaspettato repertorio.

Katia

Quali altri studi avete fatto?Il rapporto con gli altri studi che ruolo ha avuto?
Katia: Io ho frequentato il liceo scientifico a Cles, poi l’Accademia Di Belle Arti di Verona e successivamente triennio e biennio del Conservatorio Bonporti di Trento. Negli ultimi anni mi sono dedicata principalmente alla Musica. Sono comunque soddisfatta del mio cursus studiorum in quanto tutto ciò che ho imparato mi torna utile nel lavoro e soprattutto nella vita: mi rendo conto che il filo conduttore della mia ricerca riguarda principalmente l’espressione dell’individuo, in qualsiasi campo dell’arte esso operi: musica, pittura, scenografia …
Erika: ho frequentato il liceo socio psico-pedagogico e poi ho proseguito nel campo del servizio sociale. Una mia aspirazione sarebbe quella di realizzare una connessione costruttiva tra musica e disagio, per mezzo di “cure musicali”…

Erika

Essere cresciute musicalmente “in coppia” vi ha agevolato nella formazione reciproca? In altre parole, la “sorellanza” come ha influito?
Noi abbiamo intrapreso percorsi diversi, che poi negli ultimi anni si sono incontrati. Certamente la “sorellanza” è stata uno stimolo in più nei confronti della musica, soprattutto per me (Erika) che per anni sentivo suonare Katia alle ore più disparate del giorno. Peraltro, la confidenza che c’è tra due sorelle non sempre aiuta a trovare il giusto equilibrio nelle scelte musicali o nella gestione stessa delle prove.

Katia, Erika, vivete, o almeno siete cresciute in questo piccolo delizioso paese. Era solo un posto dal quale partire la mattina verso Trento oppure anche qui c’è stato un interesse per il vostro crescere come artiste?

Locandina

Finito il liceo entrambe siamo andate a vivere fuori casa e il contatto con il paese è venuto meno. Tuttavia i nostri compaesani si sono rivelati interessati al nostro percorso: ad esempio, un paio di anni fa il Comune di Sanzeno ha organizzato un concerto a casa Gentili. Il pubblico è stato caloroso e numeroso e per noi è stato emozionante il fatto di “giocare in casa” e presentarci ai nostri concittadini così cresciute, soprattutto professionalmente.

Nel vostro approccio alle suadenti note (mi perdonerà dante Alighieri, ma le vostre note tutto sono tranne che “dolenti”!) chi sono i Maestri e gli Autori che maggiormente hanno accompagnato la vostra formazione?
Katia: E’ difficile fare nomi, in quanto ogni Maestro incontrato mi ha trasmesso con generosità il suo sapere. In ogni caso figure particolarmente importanti per il mio percorso musicale e individuale sono stati: il M° Giancarlo Guarino, il M°  Marino Nicolini e Il M° Kostantin Bogino.
Erika: Parlando di “formazione musicale” devo nominare il Maestro di canto che tutt’ora mi sta seguendo: Mattia Nicolini. Prima di lui, inoltre, ciò che ha accompagnato il mio percorso è stata una forma mentis acquisita fin da piccola da tante cose, persone, momenti presenti costantemente negli anni.

Si è fatto tardi, l’aria rinfresca …”e il sol ridea calando dietro il …. Gruppo del Brenta”. Con il Resegone non funzionava geograficamente, ma con il Brenta, visto da qui, funziona! Che ne dite se proseguiamo l’intervista a Trento? Tuttavia, prima di lasciarvi, vi voglio fare un piccolo omaggio: una mia poesiola sulla vostra bellissima valle. Eccola:

 

Anaunia

Lago Smeraldo, Fondo, Alta Anaunia (Tn)

T’adorna corona di monti
tu stessa diadema regale a smeraldi lacustri
di verde.
Ti apri allo sguardo
che insegue
i gonfi altipiani
ondeggianti
qual giovane petto al respiro
plasmati da un vento
che scala le cime
e si perde.

La mente che t’ama
curiosa
più attenta ti scruta
e profonda
ov’acque percorron segrete

Alta Anaunia: canyon

le nobili rughe
che segnan l’altero tuo viso
di antico lignaggio
e indagan
leggendo il passato
il tuo storico viaggio.

Tu, ramnus, romano
tu uomo del fiume
pagano
or’ altro è il Dio che onori
ma l’acqua è la stessa che bevi
del cervo
sacrifica preda
di principi vescovi
e di senatori.

Risuonan le selve
di ferri e armature

Orde

latine
che scuotono i passi
per le aspre montane
tratture.
E senti vibrare le note
di orda cruenta

le grida di donna che arman lo sposo
a difender le messi

il figlio che piange
furor di Tirolo
equestre rimbombo

Castel Cles

sul suolo
operoso
che viene a predare
ma inerme
di fronte ai castelli
s’infrange.

Munifica rocca di luce,
saluto lo spazio
che scende
dal tempio maestoso del Brenta
e dopo che t’ha generato
dall’alto di crine boscoso
cascata di pietra
a sponda atesina conduce.

Ed rieccoci insieme, a Trento

Riprendiamo il nostro incontro. Passato, presente e futuro. I vostri ultimi, attuali e prossimi impegni.

In concerto all'Accademia delle Muse, con la Presidente Cristina Endrizzi Garbini

Katia: suonerò con la banda della Federazione il 28 aprile 2012 a Fondo. Sto preparando un concerto per violino e pianoforte con il M° Ermanno Molinaro, che è stato per moltissimi anni primo violino del teatro Regio di Torino. Questa collaborazione per me è molto stimolante in quanto Molinaro ha un’esperienza enorme e una vita musicale da raccontare, vissuta tra i nomi di Kempf, Michelangeli… Questo concerto si terrà a Fondo nella prima metà di luglio, con la partecipazione anche di Erika. Spero inoltre che le mie collaborazioni con il Teatro Sociale di Trento per la produzione dell’opera lirica continuino anche l’anno prossimo.
Erika: il mio ultimo impegno è stato nel Coro dell’Orchestra Regionale Haydn nell’esecuzione del Deutsches Requiem di Brahms  in collaborazione con il M° Luigi Azzolini, insieme anche a Katia. Per quanto riguarda gli impegni futuri parteciperò al Festival di Mondi Sonori del Conservatorio di Trento nel progetto di Musica contemporanea “Antarem”: il concerto si terrà il 27 aprile a Trento in Conservatorio e poi andremo anche a Modena e a Castelfranco. In cantiere un concerto per luglio. Mi aspetterà un periodo di intenso studio in quanto ho in programma il diploma per il prossimo settembre.

Musica e cultura musicale: sempre insieme, ma in proporzioni diverse. Chi fa Musica (notate che uso la M maiuscola!) è sempre anche musicalmente colto. Ma sono pochissimi le persone musicalmente colte, e quindio, a maggior ragione, non vale il viceversa …. Al che una domanda: se Musica è arte, perché nei licei, nell’ambito della Storia dell’Arte, non è ricompresa anche la Musica? L’amore per la Musica nasce “prima e fuori” del Conservatorio.
Questa è sicuramente una grande lacuna della scuola italiana. La Musica, indipendentemente dai generi, è sempre presente tra le passioni dei giovani, ma la scuola purtroppo è troppe volte lontana dalla vita degli alunni e non risponde adeguatamente ai loro bisogni. Lo vediamo molto spesso a scuola, nel nostro lavoro da insegnanti, ma non è semplice riuscire a cambiare il sistema.

Ritenete che si potrebbe proporre questo completamento di programma agli organi competenti della nostra CAT (Comunità Autonoma del Trentino, cioè la PAT)?
Noi vogliamo aver fiducia e pensiamo che la Provincia Autonoma di Trento, rispetto ad altre realtà italiane, sia molto più attenta alla cultura. Certo è che i tagli alla cultura hanno coinvolto inevitabilmente anche il nostro territorio: nella scuola secondaria sono state ulteriormente ridotte le ore delle educazioni anche musiocali e questo va direttamente ad influire sulla sensibilità delle nuove generazioni.

... a Trento

Cosa pensate delle nuove forme di offerta musicale, nelle quali la Musica classica si sposa con la Musica leggera, ad esempio latino sudamericana o con le forme jazz?
La musica non è chiusura, e per rispondere a questo quesito bisognerebbe prima capire cosa si intende per “leggera”. Quello che leggero era 40 anni fa, parliamo della Canzone italiana con la C maiuscola, non rispecchia il leggero attuale. Siamo aperte ad ogni genere musicale che abbia capacità di emozionare.

Siete due belle e giovani ragazze. Tuttavia una domanda: quando si deve smettere di dire “giovane musicista, giovane cantante” per dire solo “musicista, cantante”? Già, perché se guardiamo la giovane età alla quale sono mancati tanti importantissimi autori ed esecutori del passato, parlando di Mozart, ad esempio, dovremmo dire “quella giovane promessa …”
Erika: Nonostante la mia età (…) non mi considero “cantante” per il semplice fatto che ancora sto studiando e chissà mai se potrò considerarmi tale. Per quanto riguarda l’età, il canto è assai particolare rispetto ad altri strumenti: si inizia a studiare canto lirico una volta raggiunta la maturità fisica e il tragitto verso la “carriera” può avere durate molto diverse da soggetto a soggetto.
Katia: io vorrei che mi dicessero sempre “giovane pianista” in quanto il giovane è sinonimo di energia. Se penso a come suona il Maestro Kostantin Bogino, che, proprio giovane non è, penso a lui come un “giovane pianista”! Ciò che conta è l’energia!

La mia domanda precedente non era casuale. Oggi il problema dell’affermazione dei “giovani” (ecco, ci risiamo!) si pone in ogni settore. Fino a poco tempo fa, infatti, non avremmo classificato come “disoccupato giovanile” il disoccupato trentacinquenne, come purtroppo sta avvenendo oggi. E vengo alla domanda: Il nostro Paese vuole rinunciare alla sua Musica o quanto meno si pone il problema?
Crediamo che la Musica attualmente sia l’ultimo dei problemi che il nostro Paese si pone, purtroppo! E’ anche vero che, nemmeno alcuni tra i grandi musicisti della storia della musica hanno vissuto nella “ricchezza e nella fama” che si sarebbero meritati. Vivere di musica probabilmente è sempre stata e sempre sarà una grande sfida, in ogni tempo!

Per chiudere, dateci un appuntamento a breve. Verremo ad ascoltarvi! Gli appuntamenti? li abbiamo già elencati sopra … comunque da sottolineare luglio (data ancora da concordare), a Fondo.

E grazie Erika, grazie Katia, da parte di tutti i lettori del blog ed anche a nome della Presidente dell’Accademia delle Muse Cristina Endrizzi Garbini e di tutti gli “Accademici”, Accademia della quale siete entrate ad ottimo titolo a far parte. Grazie anche a nome del Presidente dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda, Ruggero Polito, e relativi associati! E anche da parte mia, ovviamente, grazie, sia per l’ “Incontro”, sia soprattutto per la splendida Musica che ci fate ascoltare!

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EDIZIONE STRAORDINARIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 aprile, 2012 @ 6:39 am

Detto altrimenti: la Pasqua 2012 ci porta anche due  resurrezioni “laiche”  dalle tenebre della storia e della politica. Ma non bastano … ce ne vorrebbe una terza …

 

Angola

1) PRIMA RESUSSERZIONE LAICA. Graecia capta ferum victorem cepit …(Orazio, Epist., II, 1, 16). Sono fresco della lettura di “Il predominio dell’occidente, tecnologia, ambiente, imperialismo”, di Daniel R. Headrick (Ed. Il Mulino), opera che vi consiglio caldamente e sulla quale vi riferirò a parte. Ed ecco che mi ha colpito assai favorevolmente la notizia che l’ex colonia portoghese Angola sta acquisendo la proprietà delle maggiori società del Portogallo, banche in testa. Angola, primo tentativo portoghese di colonizzare l’Africa,  del 1485. Riuscirono a controllarne solo le coste, quanto bastò tuttavia al loro scopo: il commercio degli schiavi.

2) SECONDA RESURREZIONE LAICA. Il Governo Monti, pare, sta per mettere mano alle regole che oggi – purtroppo – “non” gestiscono i finanziamenti ai partiti, a tutti i partiti. Né varrebbe la giustificazione di taluno che “è già in corso da tempo una loro riduzione”: infatti oggi occorre ben di più. E cioè:

a) sanzionare chi ha commesso reati

b) ridurre le somme destinabili ai partiti

c)  modificare le regole delle erogazioni ai partiti

d)  non finanziare i partiti che hanno rappresentanza in parlamento

e) modificare le modalità ed i controlli dell’utilizzo delle somme gestite dai partiti

f) recuperare i denari delle eventuali fondazioni, spa, etc. costituite dai partiti

 Il nuovo tesoriere di un partito afferma: “Pulizia, pulizia, pulizia!”. Certo che la “pulizia dall’interno” va fatta, con la cacciata dei disonesti, ci mancherebbe altro!  Ma non basta. Occorre aggiungere anche: ” Polizia, Polizia, Polizia!”  In altre parole: le due azioni non sono alternative bensì cumulative! Ogni partito agisca al suo interno. La magistratura penale e amministrativa agiscano dall’esterno: in attesa delle “nuove” regole, applichiamo  quelle “vecchie” della Corte dei Conti e del Codice Penale.

A meno che, non si preferisca “sopire, troncare, molto reverendo padre, troncare, sopire” per dirla con il Manzoni. C ioè, a meno che che per alcuni  non sia pezo ‘l tacon del bus cioè, a meno che per costoro non sia maggiore il danno di credibilità per le passate omissioni che non il merito per un intervento  riparatore a tutto campo.

Vi racconto una storiella vera che mi è capitata. Quando lavoravo, un mio “Gran Capo” mi affidò una mission quasi impossible, un risanamento aziendale veramente difficile, dicendomi. “Se Lei ci riesce le dirò bravo”. Ci riuscii. Mi aspettavo il “bravo”. Invece mi disse. “Cosa vuole  mai? Si rende conto che il suo successo testimonia il mio precedente insuccesso?” Anche qui … sarìa stà pezo ‘l tacon del bus …

Cioè: riusciranno i nostri Eroi a correggere una situazione che testimonia gravissimi loro precedenti peccati, quanto meno di omissione e di controllo?

 

3) TERZA RESURREZIONE LAICA. Signor Presidente Monti, ci doni una terza resurrezione laica: intervenga anche su ENI e ENEL  !

Paolo Scaroni

Il Fatto quotidiano di oggi, copertina e pagina 7, informa: Paolo Scaroni, a capo dell’ENI, nel 2011 ha percepito €5,8 milioni, con un aumento del 30% rispetto al 2010. Piero Gnudi (ora Suo Ministro del Turismo)per  4 mesi passati alla guida dell’Enel avrebbe percepito €490.000 di bonus + €223.000 di stipendio + €337.000 di indennità di fine carica. Fulvio Conti, AD dell’Enel, nel 2011 ha percepito €4,37 milioni, con un  aumento del 40% rispetto al 2010.    A seguire, tutta l’alta drigenza, stesso andamento. Per favore, Signor Presidente, ci dica che non è vero. Se invece fosse vero, intervenga, Signor Presidente, intervenga! Non si lasci dire: “Sono diritti acquisiti …”  (e quelli dei pensionati no?); nè permetta che Le dicano: “Ma ormai se lo sono aumentato, lo stipendio, è previsto dallo Statuto, da delibere dell’Assembla degli Azionisti e/o dei rispettivi Consigli di Amminisrazione, secondo criteri auto determinati” (cioè … da loro stessi?)

Giorgio La Pira

A qest’ultimo riguardo, mi permetto di ricordare cosa rispose il Sindaco La Pira quando gli fecero osservare che stava assegnando gli alloggi popolari secondo un ottimo criterio di equità, il quale però non corrispondeva alle vigenti previsioni di legge: “Io assegno le case. Voi adeguate la legge”.

E noi, amici non condanniamo solo  chi abusa dello Stato o chi lo deruba, ma anche  chi cercasse di legittimare e dissimulare queste  “azioni” e/o chi cercasse di distrarre la nostra attenzione spostandola dalla visione d’insieme sulla percezione sensoriale di un singolo fatto  e/o chi pensasse di cavarsela dicendo  che sì, occorre emanare nuove regole e/o chi interponesse presunte difficoltà procedurali o pseudo diritti acquisiti, e/o chi si ergessse  a difensore di tali particolri “prelievi ed utilizzi”  tuonando contro il  “reato”  della nostra critica definendola  “antipolitica”!   Coraggio … friends, romans, countrymen … lend me your ears, ascoltate … e …  “stringianci a coorte”, che l’Italia incomincia “a destarsi”! 

Equità ... ?

 

P.S.: Signor Presidente Monti, quante altre ENI ed  ENEL ci sono (Finmeccanica, Banche sovvenzionate con fondi pubblici, burocrati strapagati, etc.)? Lei ci ha promeso equità. Fra l’altro, poi, last but not least, riduzione della finanza della nostra Comunità Autonoma del Trentino per  far fronte a … cosa?

 

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A TRENTO: VIALE TRIESTE, IL SUO FIUME E LA SUA MONTAGNA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 aprile, 2012 @ 5:42 am

 

Un Viale, un Fiume, un Monte, il Bondone

Detto altrimenti: innanzi tutto, buona Pasqua! E poi … “Poesie in città”

 … ma tu, dove abiti? A Trento? Ah si, Trento … vicino a Trieste … Si, a Trento, in “Viale” Trieste, non “vicino” a Trieste!  I miei vecchi compagni di scuola, genovesi …. ogni tanto ci si incontra. Sulle prime non avevano capito bene: “Ma dove vivi da 25 anni, sono due regioni o una sola” ? No, rispondo, sono, anzi è una regione con due provincie autonome … “Trento, ma si, insistono, vicino a Trieste” … dicono. Peccato, dico io, che da Trento a Trieste vi siano 350 km, gli stessi che vi sono fra Trento e Genova! “E poi, a Trento … proseguono, non potevi fare a meno di andare ad abitare proprio in Viale Trieste … così, solo per non complicare ulteriormente le cose …?” Questa volta potreste avere ragione ..è vero, rispondo … ma il Viale è tanto bello …

Verso valle ...

Viale Trieste, comunque, l’ Asburgica Trieste la richiama e come … Infatti scorre su bastioni imperiali costruiti dagli Austriaci per modificare il corso del Fiume Fersina (de la Fersena, in dialetto trentino). E sulla Fersena il Viale si affaccia, ricambiando con il verde delle chiome dei suoi ippocastani e con ricami di ombre e riflessi,  l’acqua che le loro radici suggono dalle sue rive. Viale Trieste è una delle “riviere” di Trento, la più romantica, ai bordi della città, assai meno trafficata delle altre, che sono i due Lungo Adige. Di fronte già il bosco. Sullo sfondo la Vigolana, montagna “barometro”. Infatti quando la neve si fonde, a primavera, scompare quella macchia scura di rocce non innevate a forma d’orsa, l’Orsa de la Vigolana appunto, segnale dell’arrivo della primavera, per cui “Finchè ghe l’Orsa su la Vigolana no star a cavarte la maglia de lana”.

L'attesa

Periodicamente, una coppia di aironi cinerini viene ” a pranzo” sulla Fersena: planano maestosi, esplorano, scelgono il “tavolino”  che più loro aggrada in questo singolare ristorante. Indi ammarano sul fiume e si pongono  ritti,  immobili, quasi statue marmoree. Poi, improvviso, uno scatto e con la loro “forchetta”, il becco, afferrano il pesciolino che, ignaro, si era avvicinato troppo al loro “desco apparecchiato”. Un altra volta,  davanti casa mia, un capriolo, giovane, inesperto, era disceso a valle entro il greto del fiume! Fu catturato  riportato fra le sue montagne. E durante le piene? I germani  reali volano risalendo un tratto di fiume di circa 400 metri, quindi lo ridiscendono facendosi trascinare dalla corrente, alla ricerca del cibo che – evidentemente – riescono a trovare fra i gorghi, salvo risalire a volo, quasi come sciatori che ripetano più volte la stessa pista. E siamo ad un solo km da Piazza del Duomo! Ma torniamo al Viale ed al suo Fiume. Tanto gli vuole bene – il Viale al Fiume – che a quella sua acqua montana che scende dalla valle dei Mocheni, Mochen Thal, l’unica valle “todesca” del Trentino, gli ha dedicato una poesia. Eccola:

Il Canto del Viale Trieste a la Fersena

Sei vivo.
Mi parli col suono di luce
dei tuoi mille occhi di rivo
splendenti nel verde.

Anatre urbane

Dapprima
mi sembri annoiato
nel lento rigiro
che sempre conduce
al tuo limitato infinito
eletta dimora
di anatre urbane
ed aironi
in morbide anse di steli
ov’acqua
fra ‘l fiore che odora
con tenue sospiro si perde.

 

Ma ecco
improvviso
uno slancio
al pari del cervo brunito
che hai visto saltar le tue rive
braccato dal cane
ed hai ristorato
offrendoti invito alla sete
ed alle corse un po’ schive
del giovane re incoronato.

Ancora …
hai negli occhi il ricordo
di una prudente marmotta
del falco
che lento
si libra nel cielo in agguato …
di un movimento …
di vita che lotta …
di tenero nido violato.

 

 

Lago di Erdemolo, Val dei Mocheni

Tu nasci ove aria rinfresca.
Poi …
scendi la cima
scoscesa di valle tedesca
qual liquido velo nuziale
che adorni la Sposa Atesina
e rechi in pianura
la figlia del suolo innevato
i fulgidi pesci d’opale
il tenue lenzuolo
che dona ristoro all’arsura
di ninnula cuna
il manto di brezza
che stendi alla luna
ed olezza.
E dolce assopisci il bambino
cantandogli la ninna nanna
che i monti ti hanno affidato.

Tu sei Poesia

Gli ippocastani de la Fersena

il capolavoro scolpito
del grande Pittore Trentino
che ascolto
rapito all’oblìo
insieme alle fronde
degli ippocastani
che sopra le spalle
ti fan capolino ondeggiando
e curioso
protendono il volto
sull’armonioso spartito
del tuo gorgoglio.

Ma ora prosegui il tuo viaggio
e mentre ricevi altre sponde
le mie vecchie mura imperiali
riflesse
ti rendono omaggio
più belle pe’ i grandi regali
che offri di piccole onde.

Va bene, direte voi, ma la Vigolana e la sua Orsa? Eccole entrambe.

L’Orsa della Vigolana

Aprile, la Vigolana attraverso gli ippocastani de la Fersena

Pascoli bianchi
nutrono fauci protese sui fiocchi di neve
ferma a riposare al sole
prima di scavarsi la strada
verso le vene preziose
del monte.

E vigile
monti di sentinella
all’inverno
che circonda di freddo
la bella Signora che dorme ai tuoi piedi.

E quando
di nuovo
il sentiero

 

Inverno su la Fersena: ippocastani in abito di gala

ritorna a calcare il passo dell’uomo
ormai sgombro di neve
tu
schiva
scompari alla vista
e ti ascondi
nel folto di pensieri
che invano
alzato lo sguardo
ti cercano
attenti.

Poesie in città, dicevo …

 

 

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AFFRONTIAMO IL NOSTRO FUTURO IN UNA PROSPETTIVA MAGGIORMENTE “PRESENTE”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 aprile, 2012 @ 8:11 am

 

Detto altrimenti:  proviamo a fare un bilancio del “presente”. L’Italia, ove noi viviamo, noi che siamo “Le genti del bel paese là dove ‘l sì suona” (Dante Alighieri, Inf. XXXIII), la nostra bella Italia però non è una SpA in cui si redigono bilanci, cioè prospetti economici, patrimoniali e finanziari. Ma una sorta di  “bilancio” tuttavia  oggi occorre pur farlo …


Non è una SpA, si diceva, se non altro perchè, dovendone redigere un bilancio e parlando dell’ aspetto patrimoniale, ai suoi azionisti … pardon … ai suoi cittadini, si parla solo di una parte del passivo e cioè del debito diretto dello Stato (e non anche di quello delle sue Società per Azioni … quelle sì che sono SpA!). Ugualmente non si parla loro dell’attivo patrimoniale, cioè degli immobili di sua proprietà, quali ad esempio le faraoniche sedi della Banca D’Italia, che ormai, grazie alla possibilità di trasmettere dati e documenti via internet e stante la quasi totale eliminazione di circolazione del denaro contante, sono diventate solo un costosissimo ed inutile status symbol.

Dice … immobili? Molti di quelli della CRI, Croce Rossa Italiana, a sentire la trasmissione Report, sono in rovina o addirittura spariti dai bilanci, bilanci peraltro non forniti da anni al Ministero competente (sic)! E che dire dei siti archeologici in sfacelo? (Tuttavia sembra che per Pompei gli interventi siano avviati! Evviva!)

Reggia di Carditello, particolare degli interni

Ma che dire della Reggia di Carditello (Na), prima ristrutturata, poi vandalizzata ed ora messa all’asta? E del preziosissimo mobilio sette-ottocentesco della Reggia di Venaria Reale (To), rubato con i TIR? Che valore avranno o avranno perso questi cespiti? Di quanto io stesso, cittadino italiano, sono stato derubato, d’arte e di danaro? La chiudo qui. Tuttavia a mio avviso, da un esame completo dell’ aspetto patrimoniale non si dovrebbe prescindere.

Invece, nel redigere quel “bilancio”, si può ben prescindere dall’ aspetto economico. Infatti in uno Stato vi sono “cose” da fare anche se non producono utili economici diretti riscontrabili a bilancio, quali le relazioni internazionali, l’assistenza agli anziani, la mobilità, la difesa del territorio dalle calamità naturali che poi sono calamità umane, in quanto, ad esempio, in Via Fereggiano ed alle Cinque Terre (Ge) è l’uomo che è stato una calamità, non la natura! Quindi, d’ora in poi, chiamiamole proprio così, “calamità umane”.

Resta un “bilancio” meramente finanziario, che poi bilancio non è bensì un prospetto fonti-impieghi, cioè una situazione finanziaria, quanto entra e quanto esce dalla cassa, ed interessa soprattutto nella misura in cui vada ad incrementare o a diminuire una parte del passivo patrimoniale, cioè il debito diretto dello Stato.

Ecco che gli interventi dell’attuale Governo sono anche “aziendali” in quanto “finanziari” e in quanto pongono le basi per una “Pianificazione di medio termine.” del Paese. Al che io dico: “bene però”. Infatti nel frattempo, oltre che della macroeconomia e macrofinanza di medio termine ci si dovrebbe maggiormente occupare anche della microeconomia e della microfinanza di brevissimo termine, anzi attuale, del “presente”, appunto … come  si diceva. In altre parole: come fa la gente comune ad arrivare a fine mese? E i giovani a programmare un minimo di futuro? E gli “esodati” a campare? E le piccole imprese a non chiudere?

Un paradiso da valorizzare: il Delta del Po

Per converso, quali e quante piccole iniziative nel campo del turismo, della microagricoltura, dell’arte, potrebbero e dovrebbero essere attivate “subito” (!), magari attraverso cooperative di giovani guidate da qualche persona un po’ meno giovane ma con tanta esperienza in più? Un esempio? Prendete il Delta del Po, affidatene la promozione turistica e la gestione ad una cooperativa del tipo di cui sopra, finanziatene l’onere di avviamento e poi vedrete quante decine di migliaia di turisti in più arriverebbero a visitare il sito e a spendervi euri sonanti!

 

Dove prendere i fondi necessari? Dalla sospensione delle Grandi Opere Pubbliche, dagli acquisti dei caccia F 35, dalla cessazione dei finanziamenti ai partiti politici che non hanno più rappresentanza in parlamento, dalla riduzione di sprechi e privilegi, etc.. Con queste risorse occorre fare come si fa con le ricchezze confiscate alle mafie: destinarle direttamente ad attività economiche e sociali, giovanili e non.

Ebbene? La ricchezza non è da criminalizzare!

Nessuno è perfetto, tanto meno il Governo Monti. E poi ho già avuto modo di scrivere che è inutile parlare solo di ciò che abbiamo fatto bene: era solo il nostro dovere. Parliamo invece di ciò che ancora non va. Al riguardo, il maggiore difetto di cui faccio carico a questo Governo è di essere composto solo da persone “ricche” che da tempo vivono su un piano diverso da quello della gente che ricca non è, gente che non può attendere, che non ha scorte e riserve per superare la fase della crisi attuale (di cui non è certo responsabile questo Governo, diciamo pane al pane …).

Ma … dice … i nostri interventi sono equi … Equità? Pronti! I ricoverati in casa di riposo pagano l’IMU sulla loro casa d’origine (che non abitano più, pur essendone rimasti proprietari), per di più considerata seconda casa (!) e le fondazioni bancarie non la pagano. Equity schould be made with a different stuff, direbbe Shakespeare, l’equità dovrebbe essere fatta di una stoffa diversa … (cfr. W. Shakespeare, “Giulio Cesare”, Orazione di Marco Antonio per la morte di Cesare, ma lì si parlava di “ambizione” non di equità e di stoffa più “forte” e non semplicememte “diversa”). E poi dicono che io sono troppo critico! Ma fare una cosa del genere l’è come anar col cul ne le pedate … per dirla in dialetto trentino, cioè è come andarsele a cercare le pedate, non vi pare?

Equità. In una intervista al TG regionale di ieri sera, 6 aprile 2012 ore 19,30, il Vescovo di Trento, Monsignor Bressan, interrogato su come pensa che la gente viva questa Pasqua, ha affermato: “Mi pare che chi ha le leve della finanza e del comando più che agire, “reagisca”  … Mi sarei aspettato un intervento più equo, indirizzato maggiormente verso le grandi ricchezze. Secondo la dottrina sociale della Chiesa anche la ricchezza privata deve essere impiegata per il bene comune. Vedo bene l’attuale impegno dei giovani che esorto a non sfiduciarsi mai”. Monsignor Bressan …  lo incontri per strada, in estate, a mangiarsi il suo cono gelato. E’ stato molto all’estero. Nativo di Arco di Trento, il suo accento risente un po’ del tanto inglese parlato (…”qui, in fronte della Chiesa”,  traduzione  dall’ ” … in front of the Church”!).

Cartellone pubblicitario o ... "cartello"?

E poi, quante resistenze (non superate dal Governo) per far fare il preventivo agli avvocati o per liberalizzare l’acquisto del carburante da parte dei gestori dei distributori di carburante! Ma invece quante di meno per mettere in concorrenza gli edicolanti e i tassisti (ma se ne sentiva proprio il bisogno?). E il trattamento du superfavore alla banche, ricapitalizzate con i nostri soldi che poi  loro a noi credito non ce lo fanno più, ma a loro stesse si, lo fanno, quello?  E il tetto alle super retribuzioni? E la cancellazione del cumulo di super pensioni, super stipendi, super incarichi, super benefit? E la riduzione significativa del numero dei parlamentari (non del solo 10%, via … siamo seri!). Dice … non sarebbe bastato … ok, ma intanto noi “gente comune” avremmo ingoiato l’amara medicina con più convinzione e serenità, visto che questi equi provvedimenti avrebbero coperto di una sorta di “soave liquor gli orli del vaso”, per dirla con Torquato Tasso (“Gerusalemme Liberata”, I°, 3° strofa).

Dice … ma vi abbiamo dato le liberalizzazioni … risparmierete … Si, vabbè, risparmieremo forse qualcosa “in futuro”, ma nel frattempo dobbiamo con certezza trasferire “subito” al fisco quei probabili futuri risparmi. Una partita di giro. Ben che vada ci perdiamo in valuta! Possiamo solo consolarci che non ci troviamo nelle condizioni peggiori: ci sono sempre gli immigrati, i Greci …

Ristoranti? Sempre pieni ... a Roma!

E poi, di che lamentarsi? Infatti, pensate un po’ che delicatezza ci è stata usata: le nuove tasse sulla casa si pagano a giugno e a dicembre. Così abbiamo i soldi: basta non andare al mare in estate e destinarvi le tredicesime a dicembre. Dice … a pensar male si fa peccato ma … si indovina! Allora aveva ragione Berlusconi (e noi che non l’avevamo capito … Berlusconi … che ci aveva promesso mare e … monti. Monti l’abbiamo, chissà però se ora avremo i soldi per andare al mare …), quando affermava che la crisi italiana non è come quella greca, aveva ragione Berlusconi  a dire che qui da noi i ristoranti sono sempre pieni! Infatti basterà non andare più al ristorante ed ecco che saltano fuori i soldi per far fronte ad una ulteriore, nuova tassa (altra partita di giro).

Jean de Santeul (1630-1697)

Ma dai … castigat ridendo mores … (come disse il poeta latinista francese Jean de Santeul) e poi, non mi fraintendete: io non faccio politica attiva in senso tradizionale. Volendo sintetizzare: elogio e ringrazio questo Governo per ciò che fa ora rispetto a ciò che altri stavano  facendo o non facendo subito prima (e non faccio nomi …). Peraltro, nell’ambito di ciò che questo Governo fa ora e di ciò che potrebbe/dovrebbe  fare ora, mi permetto qualche osservazione critica. Comunque, la mia politica – ve ne sarete accorti – consiste nel “diffondere e difendere” le mie idee su argomenti che interessano la Polis, cioè i Cives … cioè tutti noi. E di discuterle, queste idee, sempre nel massimo rispetto di quelle altrui, così come mi aspetto che gli Altri rispettino le mie. E se sbaglio … mi corrigerete.

P.S.: … zioni, …zioni, liberalizza … zioni … prossimamente parleremo delle privatizza … zioni

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FARE UN PASSO INDIETRO (ma allora occorre integrare il Codice di Procedura Penale!)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 aprile, 2012 @ 7:10 am

Tesoriere n. 1

Detto altrimenti: oggi proprio avrei voluto riposarmi, non pubblicare un post, avrei voluto fare un passo indietro anch’io, riposarmi un po’ … ma tant’è … è stato più forte di me … non ce l’ho proprio fatta a stare zitto …

Monti disse: non usate l’espressione figurata “staccare la spina al governo”, non siamo un elettrodomestico. Oggi vorrei soffermarmi su un’altra espressione figurata: “fare un passo indietro”. Di fronte a imputazioni per furti, frodi, abusi perpetrati con una disinvoltura, una spregiudicatezza ed un coraggio (uei, raga, ci vuole anche quello!) incredibili, la persona inquisita  (presunta innocente sino alla eventuale condanna definitiva, sia chiaro), la quale faccia un passo indietro pare riacquisti subito la massima onorabilità, anzi ne acquisti di ulteriore di onorabilità, in quanto “responsabilmente, per il bene comune, con spirito di servizio, fa un passo indietro”.

Tesoriere n. 2

L’attenzione si sposta dai fatti (probabili gravi reati in corso di accertamento) al “passo indietro”. E allora facciamo così: nel codice di procedura penale, oltre al patteggiamento ed al rito abbreviato, inseriamo anche la procedura del “passo indietro”. Chi vi si appella avrà uno sconto della (eventuale) pena, pari a due terzi di quanto previsto dalla legge e la non menzione sulla fedina penale.

 

 

Ex tesorieri

 

A quando un “esame” di tutti i tesorieri e dei loro controllori, ed una abolizione del finanziamento ai partiti che non hanno rappresentanza parlamentare? Coraggio Presidente Monti …

 

 

  

 

 

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BICICLETTE. BICICLETTE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 aprile, 2012 @ 10:35 am

Detto altrimenti: da una novità di primavera a Rovereto, un messaggio ai Governatori Dellai e Durnwalder per una azione bi-provinciale ed un messaggio ai Sindaci di Trento e Rovereto, per interventi sulla ciclabilità cittadina.

1 – Messaggio per i Governatori Dellai e Durnwalder

Piste ciclabili roveretane: Notizia l’Adige, 6 aprile 2012, pag. 30. Il Comune di Rovereto ha deciso di “griffare” le proprie piste ciclabili. L’idea è buona, ma dovrebbe essere sviluppata a livello delle due Comunità Autonome del Trentino e del Sud Tirolo. Infatti la valenza e la potenzialità turistica del sistema regionale è sicuramente prevalente sulla valenza individuale di ciascun singolo Comune. Ed allora, prendiamo lo spunto che viene offerto da Rovereto per “regionalizzare” la griffatura del sistema delle ciclabili regionali, ed anche per portare a sistema l’organizzazione e la vendita dei relativi servizi turistici connessi. Coraggio, Governatori delle due Comunità … multa paucis, potreste ottenere un gran bel risultato con investimenti limitati …

2 – Messaggio per i Sindaci di Trento e di Rovereto, Andreatta e Miorandi

A Trento, pedoni e bici battono già le auto!

Roma, 5 aprile 2012. (Adnkronos) - Parere positivo alla circolazione in bicicletta nei due sensi di marcia nelle strade a senso unico arriva dalla Direzione Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero Infrastrutture e Trasporti, accogliendo una proposta della Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Una soluzione tecnica che può essere applicata “su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 km/h, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante”. Praticamente nella stragrande maggioranza dei centri urbani delle città. Alcuni comuni, come Reggio Emilia, hanno introdotto giù questa soluzione che consente al ciclista di usufruire di tragitti più brevi, evitando di seguire i sensi unici pensati esclusivamente per le auto e che portano il ciclista a fare giri molto più lunghi. La novità si basa sulla tesi, portata avanti dalla Fiab, secondo la quale in attesa di un aggiornamento normativo fosse possibile promuovere la conversione di alcuni sensi unici a doppio senso limitato alle biciclette, concedendo una sola direzione a tutti i veicoli e due direzioni esclusivamente alle biciclette. In Europa la pratica è diffusa e prevede, sulla segnaletica stradale delle vie a senso unico, l’applicazione di un cartello integrativo con la scritta “eccetto bici. A Trento e a Rovereto l’applicazione di tale soluzione potrebbe consentire il completamento a basso costo della rete ciclabile urbana e di fatto offrirà al ciclista interessanti alterative a strade fortemente trafficate.

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BUONA PASQUA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 aprile, 2012 @ 9:12 am

 

Auguri di buona Pasqua a tutti gli amici di Trentoblog e a tutti i lettori e commentatori dei miei post

Riccardo Lucatti

 

 

 

 

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GRANDI OPERE PUBBLICHE: SI O NO? MA POI, DOVE? IN ITALIA? NELLA NOSTRA COMUNITA’ AUTONOMA TRENTINA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 aprile, 2012 @ 9:53 am

Detto altrimenti: cerchiamo di essere precisi, di specificare meglio …

L'autore del primo new deal trentino

Nei mie precedenti post ho citato, senza nominarlo, un mio antico capo trentino, come chi -fra l’altro – affermava che “è inutile elencare i nostri risultati positivi: infatti abbiamo solo fatto il nostro dovere. Esaminiamo piuttosto quello che ancora non va”. Era stato Presidente della Provincia, era senatore … ma il nome non ve lo dico. Oggi vi cito un altro mio precedente capo, alla Stet di Torino, il compianto Ruggero Cengo Romano, persona che ricordo come il mio terzo genitore, tanto gli devo quanto a formazione personale professionale, il quale fra l’altro affermava: “Non si è mai abbastanza specifici”. Ed allora specifichiamo.

 La necessità/opportunità/convenienza/possibilità di nuove grandi opere pubbliche non è la stessa in Italia e nella nostra Comunità Autonoma Trentina. Cioè, non si può dire grandi opere pubbliche si o no se non si specifica l’ambito nel quale andrebbero realizzate.

In Italia

Roosevelt, autore del new deal USA

Si dice: gli USA con il new deal uscirono dalla crisi proprio lanciando un piano di opere pubbliche … e noi stessi, del resto, nel dopoguerra … ad esempio, con l’IRI … Al che io rispondo: le condizioni e le risorse disponibili sono diverse, ma soprattutto è diversa la strutturazione del Paese, l’ordine delle priorità da soddisfare e la necessità di avere ritorni in tempi assai più brevi. Io credo che oggi il Paese debba preoccuparsi innanzi tutto e soprattutto della manutenzione dell’esistente  più che realizzare ulteriori grandi infrastrutture. E mi riferisco alla necessità di completare l’attuale rete ferroviaria ordinaria, alla messa in sicurezza del territorio e dei siti archeologici (sembra che per Pompei la cosa sia avviata!), all’attivazione dei sistemi di riciclaggio dei rifiuti esistenti e non utilizzati, allo sviluppo di moltissime piccole iniziative nel campo delle energie alternative rinnovabili, al rilancio dell’agricoltura e della micro agricoltura, al recupero dei valori artigianali diffusi nel paese, alla creazione dell’immagine Italia anche nei suoi prodotti oggi “non organizzati” (si veda ad esempio la differenza del marketing francese e italiano nei formaggi), alla necessità del rilancio della scuola pubblica e della ricerca, alla ristrutturazione delle università, etc..
Tutto ciò mi sembra assai più importante ed urgente che non il Ponte sullo Stretto, il Terzo Valico Ligure, il TAV, l’acquisto “suggeritoci” dagli Usa dei cacciabombardieri F35, che io ribattezzerei F180 visto che la Finanza (F) necessaria al loro acquisto è di €180 milioni cadauno!

Nella nostra Comunità Autonoma Trentina
Si parla dell’interramento della stazione ferroviaria di Trento, della funivia del Bondone, della Valdastico, di Metroland, dei trenini nelle valli, etc.. Taluno potrebbe fare qui lo stesso discorso che ho appena fatto per l’Italia. E soprattutto potrebbe obiettare che alche il tunnel del Brennero rientra fra le grandi opere che possono aspettare (del tunnel parlerò alla fine di questo mio scritto).

Castel Thun (Tn)

E’ vero. In parte l’obiezione potrebbe valere. Tuttavia, per certi aspetti va sottolineata una diversità fra le due situazioni, quella italiana e la nostra: Noi abbiamo un territorio già messo in sicurezza;  noi stiamo già facendo, da tempo, la manutenzione ai nostri siti storici (Castel Beseno, Castel Thun, etc.); noi produciamo energia più di quanta non ne consumiamo; la nostra agricoltura opera anche “in montagna” e può vantare l’esistenza dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, etc. Lo so, non è tutto a posto, abbiamo anche una discreta percentuale di disoccupati (tuttavia molto inferiore alla media nazionale) e tante aziende in crisi. Ma allora? In medio stat virtus, medio tutissimus ibis, diceva tale Ovidio, Metamorfosi, 2,137, seguendo la via di mezzo, camminerai sicurissimo. Infatti, a mio avviso, per la nostra Comunità Autonoma Trentina non si tratta di scegliere fra grandi opere pubbliche sì/no, ma a quali grandi opere pubbliche dare la precedenza.

Da Trento a "Trento 2000"

Non ho certo la pretesa di decidere io l’ordine delle priorità. Posso ben esprimere il mio parere, ci mancherebbe altro, ma sia chiaro, è solo un parere. Ad esempio io vedrei la Funivia del Bondone ed il sistema integrato delle piste ciclabili ben prioritario rispetto al completamento della Valdastico. Piuttosto, ciò che mi prefiggo è di condurre ad una riflessione sul metodo di ragionamento d adottare, a cominciare dalla valutazione dei presupposti,  non di fornire soluzioni nel merito.

Dicevamo del tunnel del Brennero. Perché io non lo scarto, così come scarto il TAV della Val di Susa? Fra i tanti motivi, uno: la linea lungo il meridiano del Brennero rappresenta il ponte fra i porti marittimi del sud Italia e il nord Europa, per il trasporto delle merci che sempre di più arrivano dall’oriente attraverso il

L'ing. trentino (Fiera di Primiero) Luigi Negrelli

Canale Luigi Negrelli (alias Suez). Il che non vale per la linea lungo il parallelo della Val di Susa: infatti la linea ad alta velocità (meglio sarebbe dire ad alta capacità) Torino-Milano, costata €8,0 miliardi con una capacità di 330 treni al giorno, a tre anni dall’entrata in servizio ne porta solo 20 e le stime iniziali del progetto (non quelle odierne, che sarebbero anche inferiori) parlano di un incremento di non oltre ulteriori 20 treni. Ed allora, perché? Anche perchè … se poi investimenti inutili in Italia fanno mancare risorse a Roma, chiedono sacrifici anche alla nostra Comunità Autonoma. Lo so … lo so … mi sto ripetendo, ma che volete … sono un fan di Marco Porcio Catone detto il Censore, e del suo “Ceterum censeo Carthaginem delendam esse”, cioè dell’ insistenza a ribadire il proprio punto di vista.

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