LEI E’ FAVOREVOLE O CONTRARIO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Febbraio, 2016 @ 8:47 am

Detto altrimenti: ricordate il lessico che precedette la legge sul divorzio?         (post 2273)

Per me questa era la compagna

          Per me questa era la compagna

… e moltissimi parlamentari ono-revoli furono favo-revoli!” così almeno regolarizzavano la loro posizione di super amanti! No, ragazzi, quello che sto esprimendo non è un giudizio di valore ma semplicemente di fatto. Il lessico fa parte della storia. D’altra parte nel dopo guerra avevamo “(ex) camerati”, “amici”, “compagni”. Oggi gli ex camerati sono diventati neo fascisti o neo nazisti, gli amici si autodefiniscono moderati, e i compagni hanno sostituito i mariti (spesso); i fidanzati;  i fidanzati conviventi; gli amanti. Anche al femminile: la mia compagna, una volta era quella “di banco”, quella che a scuola condivideva gli orribili banchi d’un tempo. Comunque “panta rei” tutto sorre, anche il lessico. Evvabbè …

Ma torniamo ai favorevoli e contrari. A cosa? Alla legge sui “matrimoni” fra persone dello stesso sesso. E tu caro blogger, da che parte stai, mi domanderete? Ecco, a dire il vero devo ancora pensarci, non ho avuto tempo per riflettere su questo argomento, monopolizzato da un altro che ha assorbito al 100% la mia capacità di ragionamento. Da quale argomento? Eccolo!

Il giorno della memoria, l’olocausto degli Ebrei …  di tutte le tante altre Popolazioni (non utilizzo la parola “razza” perché la razza è una e una sola, quella umana), Popolazioni, dicevo, che hanno subito la stessa sorte. Hanno subito e stanno subendo. Stanno subendo, le masse dei profughi che nella quasi indifferenza europea marciano e dormono – uomini, vecchi, donne e bambini – nella neve e nel fango. Quelli che non sono morti prima, affogati o uccisi dalla fatica.

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Ma se non saremo mai capaci di “creare” nemmeno questa piccola vita (una mia amica ape sui miei fiori nel dicembre scorso …

Ecco, vengo al punto. La Vita. La Vita umana, anche una sola Vita umana, la sua difesa  per me vale più di qualsiasi altro ragionamento. Ecco, avrei voluto vedere i “due milioni” di accorsi all’appello dei “contrari”, accorrere ancor più numerosi, insieme a quelli della ottanta piazze dei “favorevoli”, per protestare contro l’inerzia-scarica-barile-purchè-non-nel-mio-giardino  dell’Europa di fronte allo scempio della dignità umana dei profughi. Eh già … ma volete mettere? Ci sono vite e Vite, le loro vite  e le Nostre Vite, ecchè …  mica si può fare di tutt’erba un fascio!

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... e che in febbraio e tornata sugli stessi fiori!)

Dice … ma l’UE è un organismo complesso, deve assumere decisioni ragionate mica si può agire d’impulso … sennò poi quei politici, quei funzionati a Bruxelles … rischiano il posto (ed il lauto stipendio: ma si può sapere quanto ci costa ognuno di loro?) se scontentano i propri elettori nazionali. Ah già, dimenticavo, avete ragione. Era quel tale Alcide Degasperi che sbagliava quando affermava “fate il vostro dovere a qualunque costo”. Era ed è una espressione lessicale sbagliata, ecco cos’era!

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La sobrietà degli uffici UE a Bruxelles …

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Mappoi (“mappoi”, rafforzativo!) volete mettere … quanto sono difficili le decisioni che quei signori dell’UE devono assumere? Pensate al loro trauma interiore quando decidono che i soldi dati alla Turchia per evitare gli affogamenti dei migranti sono deducibili dal computo del debito pubblico del paese donante, mentre non godono dello stesso beneficio quelli che l’Italia e altri paesi spendono per evitare gli affogamenti nel Canale di Sicilia!

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What you doing, UE? Affogati di serie “A” e di serie “B”? Are you crazy?

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Be’ chevvolete, ci sono affogati e affogati, eccheddiamine! Mappoi (v. prima) quado il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi fa loro notare questa loro enorme ca … volata, frutto di una incredibile superficialità, con un colpo di reni cercano di spiegarla come una decisione ragionata, ponderata, frutto di lunghe e complesse analisi da parte di gruppi di super esperti (superpagati macchevipareva?) – e se ne escono con un “in questi casi valuteremo caso per caso”.

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Eh no, cari, no! A questo punto ci arrabbiamo! Cribbio, che fate? Insultate la nostra intelligenza? Ci prendete per minchioni? Ma come vi permettete? La vostra pseudo giustificazione  … sapete come diciamo qui in Trentino? Che l’è pezo ‘l tacon del bus … ovvero è peggio la pezza del buco che voleva tappare … Quanto più umano sarebbe stato dire: “Ok, avete ragione, ci siamo sbagliati. Anche i vostri sono annegati come gli altri”.

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Le strisce! Mettialole le strisce anche noi! E Presto!

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Ma allora, tu, caro blogger, sei favorevole e contrario all’UE? Io? Io da sempre favorevole, da quando 40 anni fa aderii al MFE-Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli. Di più: io sono un amico dell’idea “Stati Uniti d’Europa” e in quanto amico faccio notare i difetti del percorso, proprio perché voglio che siano eliminati, corretti. Del resto, lo sapete anche voi: non ti è vero amico chi ti dice sempre che tutto va ben madama la marchesa …

Solo che ci vuole serietà.

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Un pitin de la me’ Zena …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Febbraio, 2016 @ 8:53 am

Detto altrimenti: un poco della mia Genova             (post 2272)

 

Già, raga, perché anche se io sono un “ma” … ovvero un “ma residente in Trentino da trent’anni”, chevvolete … sono nato, cresciuto, studiato, sposato  a Genova. Ed allora questa mattina me ne voglio concedere un poco … Inizio con una poesia di mio figlio Edoardo, roba che quando l’ha scritta lui aveva 15 anni (ora 34), niente di importante (dice lui). ma però (“ma però”) a me mi (“a me mi”) – si tratta di due rafforzativi! – piace moltissimo. Boccadasse, Bocca dasse,  Buca d’ase, Bocca d’asino … la forma di una minuscola baietta rimasta tale e quale dei secoli passati, inglobata nella città ma intatta

 

Boccadasse

 

Degli anziani pescatori e di reti più ruvide,

appress’al varco uman

de l’abisso,

sottile serba l’eco antica

Boccadasse, e quell’innomato odor

d’anni votati alla pira.

thGC7UEONKTi vidi in grazia di neve,

nell’abito scomodo pei tetti tuoi sorpresi.

Ti vidi quando i sassi balzellavo

sul blu che t’appaga.

E ti vedo adesso, anfiteatro sul tardo mover

de’ gozzi,

ti vedo.

Son l’alieno.

son io il mondo che,

pria del tempo,

pur fu.

Al freddo bagno di luce,

seguo l’onde a macchia fuggir

via via più scure;

d’intorno, piangono secche sorti

quei legni traditi, or di raminghi felini

un soppalco.

Nel volger le spalle

al caro fraseggio de l’acque

saluto il guscio d’origine,

ma ‘l ligure mar a sua grand’arte

queta dei ciottoli gli spigoli,

e ‘l mio passo fa mesto.

 

Ed ora una mia poesiola su un gatto di Boccadasse

 

Gatto di mare

 

Non insegui il Tempo

e grato

il Tempo

non ti rincorre.

Immobile sulla tela di un gozzo

assapori l’amico profumo di pesce

il caldo insperato del sole invernale

e mi osservi

col nobile sguardo

del marinaio antico

al quale ogni giorno tu presti la barca.

Gatto di mareVoglio indossare

pantaloni di tela

colore del mare profondo

sfumati di bianco salino

sedere in silenzio al tuo fianco

su questo gradino

dal bordo ormai liso e rotondo

per non disturbare

segreti

ricordi

speranze

e tesori

dei gatti del posto

e dei pescatori.

Ecco, per oggi basta poesie. ma se andate a Genova, non mancate di fare una visitina a Boccadasse: fra l’altro ci abita la fidanzata del Commissario Montalbano … Per arrivarci la via è semplice: usciti dall’autostrada percorrete la sopraelevata verso est e arrivate alla Fiera del mare. indi tutto il lungomare Corso Italia e siete arrivati.

 

 

 

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MA QUANDO CRESCI?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Gennaio, 2016 @ 10:20 pm

Detto altrimenti: mia moglie me lo sta ripetendo da 50 anni fra fidanzamento e matrimonio, servizio militare incluso       (post 2271)

Quanto segue è pura verità. Devo farmi perdonare (32 anni dopo) da un cameriere di un ristorante vicino al parco di Monza.  Ero a pranzo con un  amico, Gino Bartalena, dirigente anche lui. Gino assomiglia fisicamente a Paolo Villaggio e nella voce ne è un eccezionale imitatore.

In una sua imitazione ...

In una sua imitazione …

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Estate. Tavolini all’aperto. Molta gente intorno. Ho un’idea: la penso, lo guardo, mi capisce. Inizio: “No, Paolo, questa non me la puoi fare: quella scena deve essere girata così com’è”. E lui, con la voce del grande comico, accalorandosi: “Non ci penso nemmeno, scordartelo!” “Ma che gli dico io al produttore?” “Arrangiati, lo sai come sono fatto ….” “Ma dai Paolo, con quello che ti paghiamo …” “ Ah, la metti sui soldi? Perché sono genovese eh…? Dimmi la verità, mi vuoi prendere dal lato debole: e invece guarda … oggi il conto … oggi lo pago io … tiè ! Etc.

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La gente comincia a girarsi, ad indicarci, ad ammiccare, a parlottare. Un cameriere si avvicina: “Signor Villaggio, io seguo tutti i suoi film, proprio tutti … me lo fa un autografo per favore?”

Ecco, poi siamo andati avanti ancora un po’. Il conto, lo ha pagato lui per davvero, così impara! Ce ne andiamo. Ma si può? Due dirigenti quarantenni di grandi aziende … e quel povero cameriere che si conserva un autografo apocrifo, via … e che son cose da farsi codeste costì?

(Chissà se Gino mi leggerà … per fargli confermare quanto sopra … mica per altro …)

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CHE TEMPO CHE FARA’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Gennaio, 2016 @ 3:28 pm

Detto altrimenti: non nevica, governo ladro!                                     (post 2270)

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No raga, scialla, calma, non sono né ho una stazione meteo. Solo, cerco di rimirar le nubi per vedere che tempo che farà: “sta lo sciator fischiando / su l’uscio a rimirar / tra le rossastre nubi / stormi d’uccelli neri / com’esuli pensieri / nel vespero migrar”. E che volete di più? Ve l’ho messo anche in rima carducciana (da “San Martino, quella della nebbia che sale agli irti colli, ricordate?). E qui a fianco una foto. Ehi tu, quella perturbazione da Nord Ovest! Si dico proprio a te! Coraggio, sfonda l’alta pressione, travolgi quel fiume di Libeccio caldo che sta surriscaldando anche i giorni della merla! Cribbio, ecche ti dobbiamo dire tutto noi, ti dobbiamo?!

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Ripresa, sette ore dopo: dai che ce la stai facendo!

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Ripresa, dopo altre 10 ore. Ecco, siamo alle solite: di sei un po’ dissolta, ci hai portato qualche nuvolaglia ma pioggia e neve nisba! Ora però abbiamo un’altra speranziella: la vedi quella perturbazione sulla Provenza e sul Golfo di Marsiglia. Se sale un poco e passa per Genova, allora forse fra qualche giorno, diciamo mercoledì, potrà scaricare anche qui da noi. Scaricare cosa? Acqua ma solo alle quote basse, mi raccomando! A noi serve neve in montagna, ecchediamine! Ci vuole così tanto a capirlo? Per onestà prendiamo atto che il Libeccio è cessato e stamane abbiamo un bel venticello fresco da nord che se si sposa con la perturbazione annunciata …. incrociamo le dita!

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La mattina dopo, ovvero il primo febbraio. Eh, no .. cara, tu proprio non ce l’hai fatta! La sola speranza – come avevo detto – è quella tua piccola sorellia che sta su Genova: sai, tutte quelle che stanno su Genova poi arrivano qui da noi. Ecco, azzardo una previsione: fra due giorni qualche goccia di pioggia a qualche fiocco di neve: niente rispetto a ciò che servirebbe, ma … come si dice: meglio che niente”

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P.S.: propongo di cambiare il  nome al “bel tempo e al “cattivo tempo”: nel senso che “bel tempo” lo riserverei a quando piove e nevica; e  “cattivo tempo” a quella oscena zona di alta pressione che ci sta sfruculiando i cabbasisi da mesi …

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JOBS ACT

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Gennaio, 2016 @ 3:07 pm

Detto altrimenti: GIOSAT                                         (post 2269)

Già, così lo pronuncia un ministro: “giosat”, ma tanto noi ci capiamo. Quello che non capisco sono un paio di cosette anzi tre:

  • cosa c’è dietro la scelta dell’adozione di un termine inglese;
  • perché il giosat definisce “a tutela crescente” tutele che crescono si, ma solo dopo che sono state preventivamente azzerate quelle precedenti;
  • perché il giosat non si è occupato dei comportamenti in fraudem legis ma solo di quelli contra legem.

Provo a darmi qualche spiegazione:

  • perché fa più fino (vuoi mettere in Europa, con gli USA …! (1)
  • perché le parole sono pietre: lo sono quelle che servono per costruire il tuo futuro, ma lo sono anche quelle che rischiano di caderti sui piedi che poi tu non indossavi le scarpe da cantiere che quindi è colpa tua;
  • non so darmi una spiegazione. Ma quali sarebbero i comportamenti in fraudem legis, ovvero quelli che la violano ma non si vede poi così tanto che vabbenecosì, dai …? Un esempio: Tizio ha una macelleria. Ne acquista una seconda. Lascia a spesso il personale della seconda. Poi lo assume a tempo determinato un paio di volte e poi a tempo indeterminato nella prima macelleria che nel frattempo ha fuso con la seconda. A fare lo stesso lavoro, con una rilevante diminuzione di stipendio ed un premio (fiscale) dallo Stato perché ha assunto a tempo indeterminato. Dice … il giosat lo consente! Ah si? Ebbravo lui!

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(1) Act … dove abbiamo perso questo termine? ma dagli USA, of course! Ecco alcuni precedenti:

  • Sherman Antitrust Act (1890),  rappresenta la prima azione del governo degli Stati Uniti per limitare i monopoli e i cartelli. 
  • Foreign Corrupt Practices Act (1977),vieta alle SpA USA di corrompere funzionari stranieri per ottenere commesse dall’estero.
  • USA Patriot Act (2001) è una legge federale per aumentare i poteri della polizia e dei servizi segreti contro il pericolo del terrorismo. 

E anche noi adesso abbiamo il nostro bravo  Act: quello delle tutele crescenti. Ebbravi noi!

 

 (Uei, raga: qui sotto c’è rimasto molto spazio bianco e non c’è stato verso di levarlo … ma voi andate giù col mouse che ci sono i commenti!)

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QUEST’ANNO MANCANO LE NEVICATE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Gennaio, 2016 @ 12:30 pm

Detto altrimenti: … e noi inventiamoci un altro tipo fatturato per gli impianti di risalita!    (post 2268)

d2uic[1]Sul mio PC guardo la videata www.wetterzentrale.de, la foto satellitare tedesca delle perturbazioni che non arrivano. Iniziano a Gibilterra ad allargarsi lasciando libero quel gran lago che è il Mediterraneo. E qui da noi non nevica. Il turismo invernale avverte la crisi. Le società impiantiste sparano neve programmata e si scia ma. Ma ho sentito dire che un metro cubo di neve programmata costa 30 euro, tutto compreso (ammortamenti, interessi, costi di gestione, etc.). Che fare? Una soluzione completa non esiste, ma una parziale si. Guardiamo cosa ha fatto l’Austria: vende i “dislivelli” anche in estate. Non agli sciatori. Ai ciclisti.

fe04f470f38352e4b035616d07823ae2[1].

Austria: Tirol Mountain Bike Safari. Si parte in bicicletta da Nauders (Resia) e si arriva al lago di Walchsee. Le risalite con le bici al seguito si effettuano grazie a 17 impianti convenzionati per un totale di 670 km di percorsi (in discesa) e 25 di dislivello. Costo della tessera: 3 risalite, €18,00 – 17 risalite, €153,00. L’organizzazione fornisce mappe GPS e cartacee, eventuale trasporto bagagli e prenotazione Hotel. Non è obbligatorio percorre l’intero tracciato: l’utilizzo del sistema è modulare.

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.In Italia il CAI Centrale nel 2012 ha pubblicato il Q 11- Quaderno di ciclo-escursionismo (reperibile in internet) per regolare la presenza delle biciclette in montagna. Leggiamolo.

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                                 Tirolo austriaco

In Trentino i dislivelli e gli impianti di risalita non mancano. Manca l’idea e un progetto unitario e sistemico per far utilizzare i nostri impianti dalle decine di migliaia di ciclisti che ogni anno percorrono le nostre valli, ad iniziare dalla valle dell’Adige (quelli diretti al Garda o a Verona).

Cosa si può obiettare? Che la bicicletta in montagna inquina? Oggi forse, se la sua pratica non è regolata. Ma quando lo fosse, essa sarebbe mantenuta dentro le piste segnate che non sono certo larghe come quelle da sci, né richiedono analoghe protezioni.

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L’utenza turistica ha un’età media sempre più avanzata, evolve i propri gusti, è molto proiettata verso il ciclo-turismo e il ciclo-escursionismo. E noi abbiamo bisogno di creare nuovo prodotti turistici. Ed allora copiamo da chi è stato più lungimirante di noi.

Good bike a tutte e a tutti!

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IL GIORNO DELLA MEMORIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Gennaio, 2016 @ 6:42 am

Detto altrimenti: ma era ieri, Riccardo, te ne eri dimenticato?     (post 2267)

No, amiche, no, amici, non me ne sono dimenticato. Ho solo voluto aspettare un giorno per vedere se oggi mi sarei ricordato cosa è successo ieri, 27 gennaio 2016.

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                           Damn …. Danmark!

    Ieri (e non solo ieri) è successo che uno Stato sta applicando una sua legge: confisca i beni ai profughi; un po’ come facevano i nazisti con gli Ebrei.

  • Ieri (e non solo ieri) è successo che decine di migliaia di persone, donne, vecchi, bambini, hanno marciato nel fango e nella neve, hanno dormito all’addiaccio con temperature sotto lo zero: un po’ come accadeva agli Armeni durante la loro marcia della morte.
  • Ieri (e non solo ieri) è successo che alla TV abbiamo mostrato ai nuovi nazisti venuti dall’oriente come si fa a sterminare popolazioni intere.
  • Ieri (e non solo ieri) è successo che di fronte a tutto ciò a noi basta cambiare canale. Not in my garden, purchè non nel mio giardino. Tutto ciò … quo usque tandem … fino a quando?

 L’unica nota positiva viene da Papa Francesco che per l’anno prossimo – anniversario della riforma di Lutero (1517-2017) – sta organizzando il riavvicinamento fra le due Chiese, anche per superare la memoria delle stragi di quelle guerre di religione: il Papa sarà in Svezia per quella commemorazione.

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ASSOCIAZIONE CULTURALE LAVISANA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Gennaio, 2016 @ 8:22 am

Detto altrimenti: la sera, a Lavis (Tn) presso il locale Istituto Comprensivo (“Scuola Media”) fra gli altri, i CORSI PER ADULTI”     (post 2266)

Era tanto che non ci entravo. Locali luminosi, puliti, banchi moderni, lavagna elettronica … d’altra parte son passati 6o anni da quando io vi entrai la prima volta, in una Scuola Media … allora si chiamava così …

Vi si tengono corsi per piccoli e per grandi. Io ne ho scelto un per grandi, quello sulla “STORIA LOCALE”. Si inizia alle 20,15 e il programma è il seguente:

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                   Andrea Casna

    ieri sera – “Da Carlo Magno all’impero degli Ottoni” – La nascita di una nuova identità nel cuore dell’Europa: il sacro Romano Impero della Nazione Germanica (Dr. Andrea Casna);

  • 2 febbraio – Il buio della Morte rossa: la peste e le altre epidemie (Dr. Daniele Erler);
  • 9 febbraio – Lavis e il Principato Vescovile di Trento: una comunità di confine fra mondo tedesco e mondo italiano (Dr. Andrea Casna);
  • 16 febbraio – Il Trentino nel medio Evo: fra economia di sussistenza e nuove opportunità (Dr. Daniele Donati);
  • 23 febbraio – La luce del Concilio: un’intuizione storica (Dr. Daniele Erler).
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                  Parte degli alunni

Questo mio post non sarà un riassunto dell’ottima lectio magistralis tenuta dal Dr. Casna, ma ha finalità diverse, ovvero si prefigge di  contribuire

  • al giusto riconoscimento ed apprezzamento delle iniziative della città, della scuola, dell’Associazione Culturale Lavisana e dei suoi docenti;
  • alla diffusione dell’iniziativa;
  • all’evidenziazione di alcuni passaggi storici, pochi ma significativi, che facciano “luce” su un Evo, quello Medio (476-1492), spesso ingiustamente definito “buio”;
  • a richiamare l’attenzione sull’importanza della cultura.

 

IMG_3746Ora possiamo iniziare. In natura e nella storia non esistono spazi vuoti: il cosiddetto “vuoto d’aria” che può interessare il volo di un aeroplano è solo una corrente di aria discendente. Lo stesso dicasi per il “vuoto di potere politico-militare”.

Caduta dell’impero Romano, si crea un vuoto. Nascono gli Imperi d’oriente e di Occidente, In oriente il potere politico e religioso sono in capo alla stessa persona. In occidente no: il potere “laico” è inizialmente separato da quello “religioso”. Poi i due poteri si “alleano” (ad esempio con l’incoronazione dell’Imperatore da parte del Papa e la nomina dei Prioncipi Vecovi da parte dell’Imperatore).

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Il nuovo potere è minore del precedente (romano). Arrivano i “barbari”, Slavi a premere sui Germani; Germani Germani e Germani Franchi. Anche i Longobardi, ma la loro cultura viene assorbita da quella latina. E poi l’Impero Ottomano che nel 650 assedia Vienna, salvata dall’intervento della cavalleria polacca, la stessa che “qualche anno” dopo si scaglierà in una carica suicida contro i carrarmati del Terzo Reich.

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E qui – poco dopo – collochiamo Carlo Magno, che comprende che deve far suo e gestire in qualche modo, anche il potere (temporale e religioso) della Chiesa. Da qui l’incoronazione a Roma etc.. Carlo Magno, conquiste su tutti i fronti tranne che su quello spagnolo: a Roncisvalle (778) perde contro gli Ottomani. Carlo Magno: prima forma di scrittura in corsivo; Scuola Palatina, architetture bizantineggianti (la cappella palatina di Aquisgrana è una copia della basilica di S. Vitale a Ravenna).

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IMG_3749La Chiesa. Basta guardare la maestosità delle cattedrali del tempo di fronte alle “abitazioni” della gente, spesso stalle o caverne, per capire quanta fosse la sua autorevolezza e autorità. Quindi i Vescovi (e i “missi dominici”) vengono delegati al controllo del territorio, dei Conti e dei Marchesi. Il controllo: riscossione delle imposte, ordine sociale, organizzazione di gruppi militari per la formazione dell’esercito imperiale. I Vescovi: istruiti e senza figli, che si poteva desiderare di meglio? 1796: Napoleone a Trento chiede che venga a conferire con lui il Capo. Gli si presenta il Decano Manci e lui lo rifiuta: “Non voglio un prete, ma il capo politico!”. Non aveva capito.

Medio Evo, nascono le comunità nazionali (E, F, D, GB). Qui da noi i principati e i Comuni. E in Trentino? Ad iniziare dal 1200 con Pressano e via via in avanti (Lavis 1526) I Conti (“Dinasti”) e i Principi Vescovi locali concedono a loro volta autonomia ai comuni ed alle valli: sono le “Regole”: siete e siate autonomi purchè paghiate le imposte, non siate ostili all’Imperatore e forniate milizie. Già … gli imperatori dovevano attraversare le Alpi e percorre la Valle dell’Adige per andare a farsi incoronare a Roma: era il percorso autostradale del tempo. Doveva essere messo in sicurezza.

Altro concetto fondamentale per comprendere il periodo: il Re, l’Imperatore era “primus inter pares”. Alla sua morte si scatenavano lotte per la successione, spesso sfocianti nella divisione dell’impero. Solo con Enrico II di Baviera (1002) la corona diventa elettiva. E lui viene fatto Santo. Dinastie, elezioni … ma ci fu anche una burocrazia vincente.

Quando l’impero si smembra in tre tronconi, quello centrale che comprendeva il Regno di Italia (erede dell’Impero Romano) viene definito Impero (Lotario Imperatore). A ovest, il Regno dei Franchi  (Carlo il Calvo Re); a est il Regno Germanico (Ludovico Re).

Una seconda ondata di barbari: Vichinghi (Normanni:  Sud Italia, Novgorod, Kiev) e Ungari. Culture diverse in arrivo, a mescolarsi, prevalendo (Vichinghi) o meno (Ungari) sulla cultura latina.

Le religioni: da quelle barbariche al protestantesimo, tutti tranne i Franchi che passano direttamente al crtistianesimo.

Nel 962 nasce il Sacro Romano Impero Germanico da cui scaturiranno gli Imperi d’Austria e d’Austria Ungheria. Per capirsi. Per quanto riguarda il nostro territori, il Papa incorona l’Imperatore, l’imperatore nomina i Principi Vescovi: il Vescovo di Trento, Bolzano e Venosta ottiene la bolla dall’imperatore Udalrico II°:. siamo nel 1027.

Riassumendo: mondo barbarico contro mondo barbarico; barbari contro i latini; oriente e occidente a confronto; potere civile e religioso; ducati e marchesati grandi contro i piccoli; accentramenti contro autonomie locali; le eresie di Ario e Lutero; il Concilio di Trento; etc.  … da questo crogiuolo – altro he Età buia – è nata l’Età moderna.

Ci vediamo alla prossima!

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Mie note personali:

1) Autonomia: oltre quella “storica” di cui sopra mi piace ricordare l’azione dell’ Autonomista Don Lorenzo Guetti, fondatore della prima Cooperazione stile Raiffeisen, affiancata dalla sua richiesta all’Austria dell’autonomia amministrativa, se non altro per ragioni molto pratiche: fra le tante altre in difficoltà, le sue Valli (Giudicarie) per molti mesi all’anno erano irraggiungibili dal versante Trentino e quindi occorreva organizzare centri amministrativi e della giustizia molto decentrati. Ma questa è un’altra storia.

2) L’imperatore medievale accresceva i suoi confini: in un sistema in crescita si governa mediante decentramento: ecco le Autonomie (decentramento: modalità tipica dei sistemi in espansione). Oggi il sistema Italia (Europa e mondiale), checchè se ne dica, sta regredendo o quanto meno sta crescendo molto, molto meno di prima: il rischio è la tendenza all’accentramento a danno delle autonomie (accentramento: modalità tipica dei sistemi in regressione). Quindi la migliore difesa della nostra Autonomia non è “migliorare il governo attuale” ma dotarsi del “miglior governo possibile in assoluto”, inattaccabile sotto ogni profilo. Ciò comporta non più una politica calata dall’alto che sappia realizzare solo ciò che essa stessa  riesce a capire, proporre e gestire, quindi chiusa su se stessa, limitativa e frenante; quanto piuttosto una Politica che stimoli il contributo di tutti, aperta e soprattutto partecipata. Ma anche questa è un’altra storia.

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IL MIO LETTORE, CHI E’ COSTUI ?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2016 @ 5:58 pm

Detto altrimenti: ricordate il Manzoni?     (post 2265)

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                     Carneade, chi era costui?


I Promessi Sposi. Carneade, chi era costui?
E’ sera. All’epoca niente TV, niente radio, niente illuminazione stradale. Rintanato nella sua canonica e nella sua poltrona preferita, Don Abbondio è profondamente immerso in una lettura e non sa cosa sta per capitargli addosso: il tentativo di matrimonio fra Renzo e Lucia. Leggendo, si è imbattuto in un personaggio sconosciuto: tale Carneade e la domanda che egli si fa è entrata nel lessico familiare della famiglia di tutti coloro che hanno letto l’opera: “Carneade, chi era costui?”.

Carneade, “un” carneade ovvero uno sconosciuto. E veniamo a noi, anzi a voi, gentili lettrici e affezionati lettori delle mie sudate carte (elettroniche): chi siete? Una risposta sia pure parziale mi viene dal blog stesso, che è organizzato come tutti i blog professionali: vi è infatti un sezione riservata  – accessibile solo da me, ovviamente – che mi dice molto di voi. Ed ecco, in parte, quanto:

  • In tempo reale posso vedere da quale località ciascuno di voi mi sta leggendo e questa è la cosa che mi fa molto impressione: infatti vedersi letto contemporaneamente da Parigi, Palermo, Milano, Bolzano, Bologna, Roma, Germania, USA … insomma, ti fa sentire scrittore del mondo!
  • La mattina presto poi, quando leggo in quanti avete sfogliato il giorno precedente le pagine .. una vera emozione: io faccio una gara con me stesso: il record da battere credo che sia 356!
  • Ancora: il 75% di voi – ogni giorno – è un lettore nuovo, gli altri sono gli affezionati, i “ritornanti”.
  • L’età vostra? Per la maggior parte siete ricompresi fra i 25 ed i 35 anni.
  • Il genere: 55% maschi, 45% femmine.
  • Argomenti preferiti: sport, turismo, viaggi.
  • Durata media di ogni visita: quasi un minuto e mezzo.
  • Numero medio di pagine sfogliate durante ogni visita: 1,5
  • etc.
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                         Il mio lettore, chi è costui?

Detto ciò, cosa mi spinge a scrivere? Non seguo una pianificazione, vado a istinto, accetto volentieri input esterni d’ogni tipo: un vecchio ombrello rotto depositato a casaccio dentro un cestino della spazzatura; un passaggio particolarmente interessante di un libro che sto leggendo; una persona “diversa” (ovvero migliore di tante altre, ad iniziare dal sottoscritto ovviamente, ma in questo caso specifico avrei l’imbarazzo della scelta tanti sono i “miei” migliori di me!) che ho conosciuto; un evento pubblico; una uscita in barca a vela; una sciata, una gita in bicicletta, un concerto, una manifestazione culturale, etc.. (che se poi avete temi che vi stanno particolarmente a cuore, ditemelo che proveremo a trattarli!)

Infatti il mio è un “openblog” ovvero open blog, se preferite, in due sensi: 1) l’Editore, l’amico Ing. Andrea Bianchi, sin da 2264 post fa mi ha lasciato completamente libero; 2) il blog è aperto ai “postaltrui” (tuttaunaparola) ovvero ai vostri stessi articoli, per quando me li avete inviati e ancora me li invierete. Cosa che mi auguro di vivo cuore. Ed allora la conclusione alla quale sono pervenuto è l’invito che vi rinnovo a leggere queste pagine e a scriverne voi stessi: me lo promettete? E allora dai “Promessi Post” ritorno ai Promessi Sposi: infatti … ho iniziato con il Manzoni e con il Manzoni termino:

Questa conclusione, benché trovata da povera gente, c’è parsa così giusta, che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia. La quale, se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta” 

Il vostro free-blogger Riccardo

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INCONTRI: MARTINA DEI CAS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2016 @ 6:17 am

Colloco temporaneamente in prima pagina questo post del 26 gennaio 2016 in quanto Martina sarà l’intervistatrice dello scrittore Guido Marangoni all’Evento Restart del 30 novembre 2019

Detto altrimenti: quanta esperienza di vita già  maturata in soli 24 anni!  (post 2264)

Prefazione scritta … dopo il post: dopo avere pubblicato il post, scopro per caso che Martina nel 2010 è stata insignita dal presidente Napolitano dell’onorificienza “Alfiere del Lavoro” insieme ad altri 29 giovani che compongono l’annuale trentina di premiati per meriti scolastici. E ti pareva che io ci avevo visto male nel volerla intervistare …

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                    Al caffè

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Un pomeriggio letterario al Gruppo di Lettura Librincontri di Mirna Moretti al Caffè Letterario Galilei in Trento. Ospite d’onore una giovane autrice: Martina. Ci racconta dei suoi libri. In accordo con Mirna, la aggancio per diventare io stesso esploratore delle sue esperienze e della sua vita. Ed eccomi a voi. (Mirna Moretti’s post: http://www.trentoblog.it/mirnamoretti/?p=13432 )

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Martina, quel tuo cognome

Mio papà , valtellinese, è chef. Lavorava sul Garda. Ha conosciuto la mamma che è di Ala. Ed eccomi nata a Rovereto e “ivi residente” ad Ala (gioco di parole copiato dal libro “La donna della Domenica” di Fruttero e Lucentini, n.d.r).

Martina, 24 anni … parlami dei tuoi studi

Liceo Economico “quasi ragionieristico” unica scuola a Rovereto nella quale si insegnavano tre lingue estere (inglese, tedesco, spagnolo) oltre a geografia, diritto, economia, etc.. Nel luglio scorso mi sono laureata in giurisprudenza, cinque anni di corso, con una tesi sul diritto penale comparato Italia-Sud America in materia di femminicidio.

L'intervista

              L’intervista

Mica male per una ragazza! Complimenti! E, dimmi, come sei arrivata alla Cooperazione Internazionale?

La “colpa” è del Comune di Rovereto e della Provincia Autonoma di Trento, con il loro Progetto Giovani Solidali di concerto con il Centro alla Formazione alla Solidarietà . Successivamente è subentrata anche la Comunità  di Valle, con il suo Presidente Stefano Bisoffi. Sono stati selezionati venti giovani per la partecipazione ad un corso di settanta ore sulla cooperazione internazionale, per poi essere inviati all’estero a vedere come operano le nostre piccole organizzazioni del settore. E imparare.

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Devo intuire che hai superato il corso. E  dimmi, come mai hai scelto di andare in Nicaragua? (Notizia già  in mio possesso dalla precedente riunione organizzata da Mirna Moretti, blog cit.. n.d.r.)

E’ semplice: perchè parlavo lo spagnolo, ma soprattutto perchè sarei stata ospite dell’ Associazione Italia-Nicaragua che si occupa dell’istruzione di quelle popolazioni, e per me l’istruzione è la migliore carta vincente per migliorare durevolmente un Paese. Paese dai due volti: quello turistico – che a me non interessava – e l’altro, quello della gente che vuole far crescere i propri figli in un mondo e in un modo migliore.

Quando e quanto sei stata in Nicaragua?

La prima volta nel marzo 2011, un mese. La seconda volta un altro mese nell’agosto 2013.

thCA876SNADimmi un po’ dei tuoi libri.

A parte qualche racconto ed un peccatuccio di gioventù – avevo 15 anni quando scrissi “Una stravagante mattinata all’ Opera” (di Parigi, n.d.r.) un giallo leggero per giovani lettori – il mio primo libro impegnato è “Cacao Amaro” che è stato adottato come libro di narrativa in molte scuole medie e superiori.

Complimenti per un’opera (quasi) prima di una giovanissima! Ma come ti finanzi?

Be’ in vari modi. Ad esempio ho vinto un premio della Fondazione Nicola Liotti di Monterosso Calabro; ho ricevuto un contributo dai Cavalieri del Lavoro di Rovereto. Con questi denari ho spedito in Nicaragua i libri per una piccola biblioteca e un libro per una biblioteca per gli studenti dal 1° al 5° anno della suola si tecnica agraria e veterinaria. Indi altri libri per le mamme e i loro bimbi, giochi interattivi per il doposcuola “Finca de los ninos” (per bimbi abusati o maltrattati); sei lavagne; il telone per riparare i bimbi che vanno a scuola ammassati dentro il cassone di un camion, altrimenti scoperto.

E dopo “Cacao amaro”?

Il mio secondo libro “Il quaderno del destino”  quello che tu stesso hai acquistato pochi giorni fa.

Lo leggerò volentieri, è il primo della mia lista di attesa. Nicaragua, le autorità  locali ti hanno accolto bene?

Si, certo, addirittura il Ministero dell’Istruzione mi ha voluto in certi organismi per valutare gare di canto in inglese ed altro!

Prossimi impegni?

L’ Associazione Spagnolli Bazzoni di Rovereto mi ha chiesto di scrivere un libro sulla vita e le opere di Giuseppe De Cillia, un missionario roveretano. Poi a fine marzo sarò a Bruxelles per uno stage di tre mesi presso l’Euregio. Non è escluso che appena possibile io cerchi di realizzare un documentario dal mio Quaderno. Infine,  che ne dici se trovassi un lavoro?

Tu non troverai un lavoro: sarà  il lavoro a trovare te, Martina! Ma dimmi, i tuoi genitori cosa dicono?

Quello che dicono tutti i genitori: studia, stai attenta, non ti esporre a rischi, ti vogliamo tanto bene!

Be’ Martina, per una ragazza di ventiquattro anni mi pare che possa bastare! Complimenti e auguri per la tua Vita! Che altro dire se non che sei un bellissimo esempio per gli altri giovani? Grazie di avere accettato questa intervista.

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P.S.: Più che di “libri” con questa intervista ho inteso parlare – anzi, testimoniare – una scelta di vita, una disponibilità  ed una sensibilità  forte, ancor più ammirevole se si considera la giovane età  dell’ “esploratrice del mondo” Martina e la sua attenzione agli Altri. E comunque anche il successo letterario non è certo da trascurare, non vi pare? Insomma, una Martina a quattro facce: testimone, cooperatrice, giornalista, scrittrice. Chi volesse saperne di più può consultare la pagina Facebook Il quaderno del destino.

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