CICLISMO: IL GIRO D’ITALIA A TRENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Maggio, 2015 @ 5:31 pmDetto altrimenti: ieri l’altro  “il Giro” è passato da Trento    (post 2063)
Uei, raga! Appassionato di biciclismo qual sono, ecchè, se non me lo vedevo! Ora, sentite un po’ come è andata. Siccome che (lo so che “siccome che†non si dice, ma “a me mi†– e ci risiamo! - a me mi piace fare il birichino grammaticale …) sarebbe passato quasi sotto casa, percorrendo prima e dopo strade a me ben anche ciclisticamente ben note, prima l’ho seguito alla tele, poi, quando ho capito che in 8 minuti sarebbero passati a 200 metri da casa mia, mi sono fiondato giù per scattare qualche foto. Indi, passato quel ciclone di bici, di nuovo in casa continuare a seguite la tappa.
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Era la tappa da Marostica a Madonna di Campiglio. E’ la seconda volta che li vedo passare da Trento, ed è la seconda volta che mi “scappa†un’osservazione un po’ critica: infatti, la “cartolina†che la tele ci mostra dei luoghi è un po’ “avara di Trentoâ€: dico, almeno il Castelllo del Buonconsiglio potevate farlo vedere a mezzo mondo! Mappoi (mappoi, v. sopra!)  la ciliegina: quando il commentatore ha descritto al Valle dei Laghi, li ha nominati tutti, proprio tutti, anzi quasi tutti. Infatti ok che la citazione d’onore sia stata per il Lago di Toblino … e ci mancherebbe altro! Ma non citare il Lago di Cavedine me par propi na monada …
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E allora una proposta: cambiamo nome alla Valle dei Laghi e chiamiamola Valli dei Laghi, cioè mettiamo al plurale non solo il termine “Laghi†ma anche il termine “Valliâ€, così a fianco della Valle del Sarca ci rientra anche la Valle di Cavedine, con il suo Comune ed il suo Lago. Dice … ma perché …  ci tieni prprio tanto a quel lago? Certo, è bellissimo, fuori dai grandi circuiti e per questo ancora più bello, eppoi (v. sopra, come mappoi) io l’ho attraversato in bici! Non ci credete? Guardate un po’ la foto a lato …
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Good bike a tutti!
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L’EUROPA E LA SALUTE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Maggio, 2015 @ 7:51 amDetto altrimenti: dice .. ma che, ti sei dimenticato l’accento su quella “e�   (post 2062)
No raga, quella “eâ€Â e’ una congiunzione, non e’ la terza persona singolare del verbo essere. Infatti, quella la salute (simpatico napoletanismo) ti accorgi quanto vale quando ti manca. Per l’Europa è la stessa cosa. Immaginate di essere all’estero. Basta essere nella Repubblica Serba di Bosnia (in missione umanitaria, è capitato a me); avete un incidente automobilistico, non conoscete il locale Codice della Strada, non sapete come difendervi, non sapete se avrete riconosciuti i vostri diritti o meno (nel caso: io ero fermo in coda ad una  dogana: un’auto, provenendo da retro sulla corsia a sinistra, contromano, stringendo a destra la propria direzione per rientrare, ha urtato il mio pneumatico anteriore sinistro, rovinandosi la portiera).
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Ma ancor di più: immaginate di essere in un paese del centro Africa, di avere bisogno di cure mediche, di voler cambiare alcune banconote, di cercare difendervi da una aggressione, di volere verificare i prezzi di certe tariffe, di volere acquistare cibo, di cercare di sottrarvi al coinvolgimento in una guerra locale, di dovervi difendere in tribunale, etc. . Ognuna delle esigenze sopra elencate sarebbe per voi un problema quasi insormontabile. Ma siete in Europa. Avete la soluzione di tutti i problemi sopra esposti e non ve ne accorgete. Come per la salute: la si apprezza quando inizia a mancare. La conclusione: “tutta†Europa, “nessuna†Europa (nessuna, in quando non percepita benchè esistente).
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CI SIAMO BEVUTI IL CERVELLO?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Maggio, 2015 @ 8:58 pmDetto altrimenti: le mie sono provocazioni? No, sono ragionamenti  (post 2061)
1 – Derby Roma-Lazio: due accoltellati. Centinaia di poliziotti e carabinieri impiegati. Auto, elicotteri, arresti, processi … quanto costa a noi contribuenti questa follia collettiva? Vietiamolo questo sport, almeno nelle città nelle quali succedono “reati collettivi†del genere! Dice … tu la fai facile …non si può negare il divertimento a tanti per colpa di pochi … E allora avete ragione voi: andiamo avanti così e paghiamo il costo di vite umane e di denaro necessari per allestire  questi barbari spettacoli di criminali, moderni gladiatori volontari e a piede libero i quali si esibiscono  nell’arena della nostra assuefazione.
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D’altra parte nell’antica Roma il cittadino romano si poteva difendere in ogni circostanza affermando “civis romanus sum”, ovvero “sono cittadino romano, ho tutti i diritti e pochi doveri”. Oggi a quella casta occorre aggiungerne  una seconda: quella del “civis lazialis” … è una questione di “par condicio”, non altro …
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2 – Si scopre che al sud i dirigenti di alcune Onlus sono arrivati a rubare – con tutta calma, nel tempo, tanto non c’era fretta – centinaia e centinaia di migliaia di euro, sottraendoli alle finalità istituzionali. Il Dr. Cantoni, Capo dell’Anticorruzione, alla TV, dice: “C’è da rimanere esterrefatti ..†Io mi sarei aspettato che dicesse: “Verifichiamo innanzi tutto chi ha sbagliato nello stabilire sistemi di controllo così vulnerabiliâ€.
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Sapete, io non sono un rivoluzionario, bensì un uomo che dall’età di 30 anni  ha lavorato  nelle SpA e nelle Finanziarie Capogruppo, piccole e grandi, private e pubbliche, italiane ed estere, nella posizione da Dirigente a Direttore Generale a Presidente Amministratore Delegato. Orbene, in ognuna di queste posizioni di lavoro io ho sempre avuto un capo, anche quando ero Presidente: in tal caso infatti il mio “capo” era l’azionista.  Orbene, in ognuna di queste mie esperienze, se io mi fossi espresso come Cantoni, il mio capo di turno mi averebbe “impalato” con una frase: “Caro Presidente, AD, DG … io non la pago per “allibirsi”, ma per impedire che questi fatti avvengano!”
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Detto questo, nel frattempo …..
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THE END
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 “MIA MADREâ€, UN CANE, L’ANGELO CUSTODE, LA DEA FORTUNA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Maggio, 2015 @ 6:53 amDetto altrimenti: un film, uno spot e il “mio” angelo custode   (post 2060)
Un film. Ieri sera ho visto “Mia Madre†di Nanni Moretti. Mi e gli auguro che a Cannes vinca.
Uno spot. Ieri pomeriggio, al PC, ho visto uno spot sulla donazione di organi: un cane è molto affezionato al suo vecchio padrone, donatore di organi. Il padrone muore. Il cane rimane fuori della porta dell’ospedale in attesa. Quando esce il donatario dell’organo espiantato dal suo padrone, il cane riconosce in lui il suo padrone.
Mi sono commosso allo spot, non al film.
Anche lo spot è un “montaggioâ€, certo. Ma le prime scene, almeno quelle, quelle del cane che segue scodinzolando il suo vecchietto, sono vere o – quanto meo – possono essere molto ragionevolmente vere, rappresentative di un affetto vero in situazioni vere. Le altre, quelle del film, mi sono sembrate meno vere, se non altro per il contesto: un protagonista, ingegnere  già in età matura, che si concede il lusso di dimettersi dal posto di lavoro conscio che non ne troverà un altro (quando mai!?); la protagonista che una mattina si ritrova la casa allagata da una importante perdita d’acqua e la sceneggiatura e la cava facendola traferire a dormire nella casa della mamma ricoverata in ospedale; l’attore americano, famoso e a metà fra l’istrionico e  isterico, che sul set non si ricorda le pur brevissime battute; sul set, le comparse operai, delle quali nessuna è sporca di grasso … be’ … che volete, continuavano a ricordarmi che si trattava di una finzione, di fronte alla quale non “sono riuscito†a commuovermi. Non ve lo nascondo: ho rimpianto il neo realismo dei cinema italiano degli anni quaranta e cinquanta. Segno di vecchiaia, della mia … ecco, qui sì che mi commuovo di fronte alla constatazione che ci sono arrivato, io, indenne, alla vecchiaia …
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… io, indenne, alla vecchiaia. Infatti non  era proprio la mia ora:
a 5 anni, a dondolarmi seduto sulla ringhiera del balcone di casa, quinto piano, poi acciuffato alle spalle da mamma; a 14 anni, riuscire a districarmi durante l’attraversamento in apnea di  un piccolo tunnel subacqueo irto dei ferri del cemento armato, tunnel che attraversava il moletto dal quale noi ragazzi ci si tuffava in mare; a 16 anni, quel muretto contro il quale ho schiantato la “Lambretta”, ed io solo un bel volo nel prato sovrastante, indenne; a 20 anni, due sbandate con l’auto, in discesa, strada bagnata, recuperate con una dolce correzione del volante, senza toccare i freni.
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A 30 anni, una scarica di sassi  trancia in parete  le  corde dei miei due allievi del corso di alpinismo che da istruttore del CAI stavo guidando in una scalata in Alpi Marittime (Rocca Castello, Val Maira, CN) e noi tre indenni.
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A 34 anni, il 19 giugno 1978, in Sardegna, durante una tempesta marina,  io riesco a riguadagnare la riva contro una forte corrente che mi trascinava al largo. Lo stesso giorno nell’isola muore il signore di mezz’età Marcello Marchesi,  sbalzato da un’onda anomala contro uno scoglio; a 36 anni, tamponato in autostrada: io a 120 kmh e il tamponatore a 121, solo un graffio alla carrozzeria; a 40 anni, un’auto  taglia la strada a me che, sulla strada bagnata scendevo in bicicletta dal Passo del Maloja, ed io che me la cavo perchè il TIR che mi seguiva si ferma ad un metro da me, seduto e solo un po’ sbucciacato sull’asfalto;
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Vento a 30 nodi (15 m/sec. = Â 54 kmh), al traverso, a nord dell’isola di Spargiotto, visibile nella foto: il Mistral a 50 nodi (90 kmh) deve ancora arrivare!
a 50 anni, il superamento, indenne, del vento Mistral a 50 nodi (90 kmh) sulle Bocche di Bonifacio, sulla mia barchetta a vela da regata; a 55 anni, in autostrada da Genova a Milano (a Tortona, AL) alle 23,00 un delinquente lancia sassi da un cavalcavia: uno fa scoccare scintille sul cofano, un altro rompe un faro e resta imprigionato nell’orbita rotta del fanale; nessuno intacca il parabrezza; a 60 anni, in regata, due speronamenti – di cui uno notturno – subiti su detta barchetta, con due rotture dell’albero che è precipitato in coperta, nessun ferito, nell’Altogarda Trentino;  a 68 anni, il mio volo a scavalcare il ciclista che mi precedeva, dopo che, a trenta kmh, con la mia ruota anteriore ho toccato la sua posteriore, ed io indenne … planato nel prato a fianco (questa mia moglie non la sa, per favore, mi raccomando,  resti fra noi!). A 70 anni un SUV mi sorpassa sinistra nella galleria dei Giovi, affollatissima, e mi lascia solo una rigatura sulla portiera: poteva essere una strage.   No, non era proprio la mia ora, ed eccomi qui, indenne, alla tenera età di 71.
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I MONDI (E LA POLITICA) AL FEMMINILE E AL MASCHILE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Maggio, 2015 @ 6:52 amDetto altrimenti? I post paralleli   (post 2059)
Già … perché la cosa è subdola: alto-basso; luce-ombra; bello-brutto; buono-cattivo; giusto-ingiusto; sano-malato,  … e via dicendo sino ad affermare un’altra pretesa  ’entità baseâ€, il  “maschile†e il suo preteso contrario, il “femminileâ€. E invece no. Ora mi spiego. Proviamo a iniziare il ragionamento dal giornalismo, quello vero o anche quello di noi blogger. E qui “mi copioâ€, ovvero copio da un mio commento ad un post, quello sulla recente sfilata di moda, pubblicato dalla collega Mirna, post che ho inteso paragonare al mio, scritto nella stessa circostanza: quindi, per comprendere appieno il senso di quello che state per leggere, dovreste prima leggere i nostri due post paralleli.
Comunque, ecco il mio commento al post di Mirna.
Ecco, si dice ..â€Il giornalismo, i fatti e le opinioniâ€. Qui invece bisogna dire: “i fatti e le Emozioniâ€. Già , perché Mirna e io, reciprocamente “a nostra insaputa†(grazie per il nuovo lessico, signor ex ministro Scaiola!) abbiamo pubblicato ognuno un post sull’evento sfilata: io “sui†fatti, Mirna “con†le Emozioni (le maiuscole non sono utilizzate a caso!). Ecco perché … altro che quote rosa! Dopo tanto “rigorâ€Â maschile, quasi un “rigor mortisâ€Â delle Emozioni, io direi che occorrerebbe semmai garantire le quote azzurre in un mondo prevalentemente rosa. Infatti, la sensibilità di cui Mirna è Musa dispensatrice sottende una grande capacità di ascolto, di analisi interiore di se stessi e dell’Altro, qualità che stanno alla base della comunicazione, ovvero della “communis actioâ€, ovvero dell’azione comune che poi è la base della convivenza civile e politica. Ecco che ci risiamo, direte voi: sì, ci risiamo, il cerchio si chiude. Infatti l’essere umano è uno e uno solo, identico in tutte le sue manifestazioni: non esiste la sensibilità politica e sociale se si è insensibili ai sentimenti propri e soprattutto a quelli altrui. Ecco perché, Mirna, il tuo post è una vera e propria “lectio magistralis†al riguardo: grazie!
Finisce
Sensibilità , quindi, come ascolto dell’Altro. E’ di questi giorni una mia contestazione ad un sistema politico maschile che sta aggredendo un sistema politico femminile. Il maschio attua artifici d’ogni sorta e forza (ecco il punto: forza, terza persona singolare del verbo “forzareâ€) il sistema femminile, che sta costruendo e attuando l’ascolto delle sensibilità altrui. Il maschio dice di ascoltare gli altri ma non li ascolta; il femminile lo dice e lo fa. Il maschio dice che farà ; il femminile ha già fatto.  Quindi a mio sommesso avviso la “categoria guida†è quella femminile. Il maschile è solo il suo contrario: bello-brutto, buono-cattivo; alto-basso; dolce-amaro; vero-falso; concreto-teorico; democratico-antidemocratico; … femminile-maschile.
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NADIA IORIATTI: ASSOCIAZIONE CULTURALE LAVISANA, BIBLIOTECA COMUNALE DI TRENTO, TEATRO DELLA VALLE DEI LAGHI (VEZZANO)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Maggio, 2015 @ 10:06 amDetto altrimenti: Marcello Farina  presenta a Lavis il libro “Io tinta di aria†di Nadia Ioriatti  (Ed. Curcu e Genovese)  (post 2058)
Ieri sera, 19 maggio 2015.  Marcello presenta,  anzi ripresenta perché ne aveva già ampiamente parlato al Circolo Rosmini a Trento (v. relativo post). Questa volta è il Presidente della locale Associazione Culturale, Daniele Donati a chiamare a Lavis Marcello Farina e Nadia Ioriatti, accompagnati da Maria Teresa Perasso, che questa sera, 20 maggio, invece sarà l’unica relatrice sul libro presso il Foyer del Teatro della Valle dei Laghi a Vezzano. Dell’intervento di Marcello e di Maria Teresa come pure dei contributi diretti dell’Autrice ho la registrazione che sbobinerò e trascriverò in seguito. Oggi, a caldo, voglio darvi qualche foto e qualche pensiero mio .
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Innanzi tutto il piacere che si prova nel constatare il positivo e benefico diffondersi del senso di umanità . Una umanità che vive, un’altra che condivide. Daniele Donati, la bibliotecaria di Lavis Novella Forner ... persone attente, disponibili, le quali non lasciano spazio fra l’idea e la sua realizzazione. E poi, la disponibilità di Marcello Farina, la cui profonda sensibilità lo porta a rendersi disponibile a tante preziose partecipazioni ad eventi “umaniâ€.  Culturali si, ma soprattutto umani, se così posso dire, perché così mi viene spontaneamente di dire, umani  per l’umanità della risposta alla richiesta di umanità che gli viene avanzata. Sapete, Marcello è filosofo – lui dice storico della filosofia, io mi permetto di dire sit sane verum, sia pur vero ciò che egli afferma, ma per me è soprattutto filosofo – filosofo attento al Volto dell’Altro come il suo collega Emmanuel Levinas, il filosofo del Volto: “… il Volto dell’Altro ti guarda, ti interroga e si aspetta una risposta da teâ€. Nadia lo ha guardato, gli ha chiesto “qualcosa†e Marcello ha risposto. Nadia, già .. perchè se e quando Marcello leggerà queste poche righe so già che direbbe “Ma che stai facendo, Riccardo? Non è di me che si deve parlare, ma di Nadia …  del suo bel libro!†Ed allora …
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Il suo bel libro, tre filoni: l’evoluzione della società trentina del tempo, anni ’60-70, il mondo visto da occhi femminili; la malattia vissuta con coraggio. E poi, lo stile semplice ma efficace; i molti passaggi veramente poetici; la forza ed allo stesso tempo la delicatezza delle immagini; la sincerità dell’introspezione; la forte spiritualità (non ancora o non necessariamente Fede … ma non è detta l’ultima parola … Nadia, nome russo, significa “speranza”: a mio sommesso avviso quando Nadia afferma che è duro vivere la malattia per chi non ha la Fede … be’ …  lei è già “alla ricerca” della Fede); la ricchezza dei contenuti …
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Io stesso … non è la prima volta che ascolto e faccio tesoro delle recensioni su quest’opera, su questo piccolo grande (great) libro, ed ogni volta colgo qualche nuova ricchezza. Nadia poi … ormai la conosco bene … prima di ogni presentazione si schernisce, teme di non sapere cosa dire. Poi, ogni volta di più, si apre ad ogni singolo ascoltatore, le sue parole sembrano essere rivolte solo a te, come se tu e lei foste soli, immersi in un colloquio riservato, tanta è la sincera umanità che emana da quelle parole. Parole vere  di vita vera e di vera vita.  Perdonerete il quasi pasticcio di parole, ma se ci riflettete un po’ potrete forse comprendere come queste mie righe non siano “studiate†… quelle le mie dita (bellissimo napoletanismo!) sono semplicemente loro che si muovono da sole sulla tastiera del computer, non ho bisogno di dire loro cosa scrivere,  non sono io che sto scrivendo, ma loro …
Ecco, forse ci sono riuscito a incuriosire anche chi questo libro non l’ha (ancora) letto. A questa sera, dunque, ad ore 20,00 al Foyer del Teatro della Valle dei Laghi a Vezzano, per l’aperitivo che anticiperà l’ultima recensione pubblica dell’opera di Nadia. Già che ci sono, vi elenco le precedenti, sempre “su chiamataâ€â€¦  su “passaparolaâ€:
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Carlo Martinelli, al Social Stone, Trento- Roberto Maestri, alla Bookique, Trento
- Carlo Martinelli, all’Andromeda, Trento
- Elena Baiguera Beltrami, a Palazzo Trentini, Trento
- Mirna Moretti, in Librincontri al Café de la Paix, Trento
- Don Marcello Farina, al Circolo Culturale Rosmini, Trento
- Antonia Dal Piaz, al Fogolar Furlan; Trento
- Maria Teresa Perasso, Â alla Sala Spaur di Mezzolombardo (TN)
- Don Marcello Farina, alla Biblioteca di Lavis (TN)
- Maria Teresa Perasso, Â Foyer del Teatro Valle dei Laghi di Vezzano (TN).
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Eccomi a voi. ieri sera a Vezzano, presentato dalla Bibliotecaria …………………., l’evento. Presenti il Presidente dell’Associazione Culturale  Garbari , l’ormai amicio Fabio Trentini, e il Presidente della Pro loco Mauro Toniolatti. Prima di iniziare, abbiamo potuto assistere alle prove di uno splendido coro di giovani ragazze rivane, il Coro ………, preparat9 e diretto dalla Signora ……… (spero che chi legge mi fornisca i  dati che mi sono sfuggiti, grazie).
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Associazione Culturale Garbari, dicevo … che presto organizzerà una visita al Bosco Caproni di Arco sotto la guida del professor Romano Turrini, nell’ambito delle iniziative “Un luogo una storia”, come pure il “X° Concorso Fotografico La valle dei laghi – Flora e fauna acquatica” riservato ad amatori.
Quanto sopra per ringraziare dell’ospitalità e anche per “piacere di cronaca”.
E veniamo a Nadia, la quale, accompagnata dalle parole di Maria Teresa, ancora una volta ha superato, infrangendola,  l’inferriata di un pur comprensibile ritegno ed ha trasmesso e condiviso con i presenti – peraltro attentissimi – ricordi, sentimenti, emozioni, attraverso un canale di vera “comunicazione” … anzi, meglio … di “comune emozione”.  Per chiudere: ho invitato tutti i presenti ad andare sul mio blog e, nel riquadro che sta sotto il mio breve curriculum, cliccare le parole Nadia Ioriatti: fra i diversi post che appariranno, mi sono permesso di suggerire la lettura di quello che riporta integralmente lo splendido  commento di Don Marcello Farina alla presentazione del libro presso il Circolo Culturale Rosmini di Trento (“Marcello Farina commenta Nadia Ioriatti”, 5 marzo 2015). Leggetelo, ne vale la pena!
Al prossimo post, dunque, amiche ed amici!
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ONORE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Maggio, 2015 @ 8:43 amDetto altrimenti: “Onore†vero, onore sostanziale, oltre ai consueti formali  “Onori militari†dei picchetti schierati   (post 2057)
Il 27 febbraio scorso, nel silenzio del media, il Presidente Mattarella ha ridotto a se’ e a tutti i dipendenti del Quirinale lo stipendio, ha ribadito il tetto massimo di €240.000 lordi annui ed ha vietato il cumulo fra stipendio e pensione, dichiarando che la sua pensione è e sarà solo quella di docente universitario. Avevamo già ammirato ed apprezzato il Presidente Mattarella per il non uso dei voli di Stato, bensì di linea, per spostamenti per i quali essi non erano strettamente necessari. Bravissimo, Presidente, grazie! Sono fiero di avere un Presidente come Lei!
Altri hanno utilizzato due Falcon ed un elicottero (costo stimato €26.000 l’ora!) per un viaggio da Roma a Bolzano-Trento (sia chiaro: l’osservazione è mia, ovvero quella di un libero cittadino che non appartiene a nessuno dei  partiti politici che stanno sollevando la questione di fronte alla Corte dei Conti).
Ora spero che questa iniziativa serva anche a ridurre gli emolumenti spropositati dei presidenti e dei manager  di Enti, SpA e banche pubbliche o sovvenzionate con denaro pubblico (Bankitalia in testa!), comprese buon’entrate e buon’uscite, premi di rendimento e benefit vari quali, ad esempio, casa e macchina. Emolumenti che si “aggirano†dai 450.000 euro l’anno in su, molto in su! E buon’uscite milionarie (in euro, non in lire!).
Ieri  sera, RAI 1, film “Benvenuto Presidenteâ€, un film del 2013 di (2013) un film di Riccardo Milani con Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Beppe Fiorello, Remo Girone. All’apparenza comico, in realtà serissimo. I Parlamentari, a titolo provocatorio, votano quale Presidente della repubblica “Giuseppe Garibaldiâ€. Solo che poi si scopre che in una valle del Piemonte (che io ho riconosciuto come la Valle Argentera, fra Cesana Torinese e Sestriere), esiste un cittadino con tale nome, che viene quindi “prelevato†e portato a Roma. Tralasciando i vari episodi comici, sottolineo il comportamento del nuovo Presidente che rifiuta di firmare leggi incomprensibili; rifiuta di raccomandare il proprio figlio; fa pulizia fra i servizi segreti deviati; si riduce lo stipendio; aiuta i senza tetto; stabilisce un rapporto umano con i capi dei paesi esteri finanziatori del debito pubblico italiano; scioglie le camere in quanto composte da persone dimostratamente disoneste e -. di fronte alla propria decisione di non denunciare le malefatte della donna amata e di un amico, si dimette.
TRENTO, CITTA’ DELLA MODA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Maggio, 2015 @ 6:29 amDetto altrimenti: piccole iniziative di grande vitalità e umanità …  (post 2056)
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Trento. Le Laste, la Portèla, le Androne erano i quartieri poveri della città . Le Androne, alcune viuzze … quella a ridosso del muro di cinta medievale – “Via dietro le Muraâ€, io la chiamo Wall Street – e l’altra, poco discosta, parallela, “Seconda Androna di Borgo Nuovo†che collega Via Mazzini a Piazza Garzetti, più semplicemente l’Androna: oggi sono vie storiche, centrali, ambite, direi “chicâ€. Ebbene, per una di quelle stradicciole … per dirla con il Manzoni, si è svolta ieri una sfilata di moda.
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Fra le “modelleâ€, la nostra cara amica Nadia Ioriatti, scrittrice su QT-Questo Trentino, autrice del bel libro “Io tinta di ariaâ€:  a proposito, martedì 19 maggio ad ore 20,30 presso la Biblioteca Comunale di Lavis, Don Marcello Farina ripresenterà questa sua opera letteraria: non mancate! E il 20 sera, alle 20,00, si replica a Vezzano, nel Teatro della Valle dei Laghi, presenta l’opera Maria Teresa Perasso).
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Ma torniamo alla sfilata di ieri. Sfilata di moda con modelli a km zero, creati da idee locali, ispirate a paesi lontani, presentati da Donne comuni, Donne di tutti i giorni, ragazzine, ragazze: comunque Donne reali, non  modelle “molto sottopeso pur di sfilare†… il tutto organizzato dalla titolare di un piccolo, prezioso negozio che si affaccia sulla via, “IMAYAâ€, ovvero, “Iniziative da indossareâ€.
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Non ci è mancato nulla: la strada chiusa al traffico per ordinanza comunale, il sole, il pubblico, il tappeto rosso, il servizio fotografico,  la musica d’accompagnamento, le “modelleâ€, fra le quali Nadia. Nadia scrittrice, Nadia modella, Nadia con il suo grande problema che lei vince con una ammirevole forza d’animo ed una gran voglia di vivere la vita. Nadia insegna molto a noi tutti, Nadia ci mostra quanto si riesca a fare se solo lo si vuole …
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Confesso. Per me non è stato facile scrivere questo “pezzo†senza scivolare in un “consiglio per gli acquisti†o in nella celebrazione di un’amica. Ecco, alla fine credo di avere trovato la mia “chiave di interpretazione†dell’evento: la stessa “forza di Nadia† – sia pure esplicantesi sotto una forma ben diversa – io credo di averla colta nell’iniziativa della titolare del negozio che ha organizzato il tutto, ovvero una forza che “spinge alla vitaâ€: fisica ed intellettuale quella di Nadia e del lavoro l’altra, quella dell’organizzatrice dell’evento, il cui figlio è fotografo professionista per cui – appena mi manderà le sue foto – le pubblicherò al posto delle mie, sicuramente modeste e provvisorie, a meno che voi non insistiate per mantenere queste qui, niente di speciale ma “originali”… Fatemi sapere, grazie.
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Dopo la sfilata, un gruppetto di noi si è accomodato ai tavolini di un bar in piazza Garzetti a commentare l’evento e a dissetarsi in qualche modo. Già , perché non c’era solo il sole, bensì un sole caldo che ha riscaldato oltre che l’animo, anche il corpo. Un sole pazzerello, che due ore prima si era fatto precedere da qualche goccia di pioggia. Ma tutto è bene ciò che finisce bene. Appuntamento quindi alla terza sfilata, l’anno venturo, terza, perchè per Nadia quella di ieri è stata la seconda!
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POESIA ALLA LUNA (Trentoblogperipiùpiccini)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Maggio, 2015 @ 3:45 pmDetto altrimenti: una bimbetta, una piccola signorinella … la nipotina di un mio amico    (post 2055)
Siamo colleghi. Lui ed io. Due nonni. Siamo molto amici. Forse per questo me l’ha mandata questa piccola poesiola della sua nipotina, Silvia, dieci anni di sensibilità . Il tema era “Proviamo a comporre una poesia usando le personificazioni”. Si legge male nella foto? Ve la trascrivo qui di seguito:
LA LUNA
Oh dolce luna /ti specchi nel mare / tremi nel buio /
spii nella notte / sorridi alle stelle./ Ma non lasciarmi /
o dolce luna / perchè io ho paura. / Rischiarami i sogni /
così mi addormento. / Accendi la notte / ma zitta zitta, /
che io sto dormendo. / Nel buio infinito / solo con te /
inseguo i miei sogni.
                            Bravissima, Silvia!
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ITALIAN STYLE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Maggio, 2015 @ 7:25 amDetto altrimenti: no, non è disfattismo, il mio, né masochismo. E’ che dicono che fare auto-ironia è segno di grande intelligenza. Ed allora io ci provo: vediamo se almeno un poco sono intelligente anch’io …   (post 2054)
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Paradiso -Il luogo nel quale i poliziotti sono inglesi, gli ingegneri tedeschi, i cuochi francesi, gli amanti italiani, tutto organizzato dagli svizzeri.
- Inferno – Il luogo nel quale i poliziotti sono tedeschi, gli ingegneri francesi, i cuochi inglesi, gli amanti svizzeri, tutto organizzato dagli italiani.
Che dite? Ne volete un’altra? Eccola:
- Russia: è vietato tutto, anche quello che è permesso
- Germania: le cose sono o vietate o permesse. Nulla è lasciato al caso.
- Inghilterra: è permesso tutto tranne ciò che è vietato
- Italia: è permesso tutto, anche ciò che è vietato.
Ecco, riguardo a questa ultima affermazione, qui da noi occorre fare una distinzione fra ciò che è veramente vietato e ciò che è solo un poco vietato. Un esempio? Eccolo:
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Ieri con un mio amico abbiamo pedalato da Levico a Bassano del Grappa (73 km). Superato il Bicigrill di Trezze, sulla ciclabile un cartello: “Pista ciclabile interrotta, pericolo caduta massi. Direzione consigliata …†ed una freccia che vi rimanda sulla statale. Che fare?
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Prima osservazione: mi sono detto che se fosse stato un divieto “vero†la direzione indicata dalla freccia avrebbe dovuto essere “obbligatoriaâ€, non semplicemente consigliata, quindi abbiamo tranquillamente proseguito sulla ciclabile “solo un poco vietataâ€, superando quei dieci metri di “pericolo caduta massi†(che si trova in quella condizione da anni!).- Seconda osservazione: a differenza di noi due, alcuni ciclisti tedeschi hanno deviato, evitando il pericolo caduta massi ed incappando nel “pericolo di essere travolti dalle autoâ€. Incidit in Scillam cupiens vitare Carybdim … ma già , quelli i tedeschi il latino non è arte loro.
Terza osservazione: l’Amministrazione Comunale, con quel cartello, si è autoesonerata da ogni responsabilità . Questo è l’importante.- Quarta osservazione: ma allora i Comuni nei cui territori si trovano sentieri d’alta montagna e vie ferrate dovrebbero apporre i cartelli “Accesso vietato, pericolo caduta massiâ€. Non vi pare?
- Quinta osservazione:  ma allora, tutte le volte che in auto troviamo un segnale di “caduta massi”, perchè la strada non è stata sbarrata?
Coraggio, Italia! (Scrivo “coraggio” e non  “forza” perchè … potrei essere frainteso politicamente …)
Fine










































