L’ AUTONOMIA SPECIALE DEL TRENTINO ALTO ADIGE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Aprile, 2015 @ 5:29 am

Detto altrimenti: al di là delle parole (che pure “sono pietre” come ci insegna Don Lorenzo Milani), ricerchiamo la sostanza     (post 2022)

In una recente trasmissione televisiva il governatore di una regione a statuto ordinario (Toscana) ha cercato di contestare la nostra Autonomia bi provinciale dipingendola come un iniquo privilegio. Dai nostri due governatori gli è stato dimostrato, cifre alla mano, che noi contribuiamo alle esigenze dello Stato più di quanto non facciano le regioni a statuto ordinario, la sua in testa.

thVS8LQMFRMa la nostra Autonomia non è solo “denaro prodotto e gestito meglio”. E’ innanzi tutto Autonomia di Pensiero e del Pensiero. E ciò appare con maggiore chiarezza quando ci si trovi – come accade in questo periodo – in una fase elettorale.

Elezioni amministrative per eleggere chi dovrà amministrare la cosa pubblica. La pubblica amministrazione. L’amministratore pubblico. Il nostro amministratore pubblico. Il mio amministratore pubblico. “Mio”, ecco il punto. Altrove, molti amministratori si interpretano tali in senso soggettivo, una sorta di top-down: “Io amministro te”. In Trentino interpretiamo quel ruolo in senso oggettivo: “Tu sei il pubblico amministratore che io ho eletto affinchè tu amministri il bene collettivo, ovvero pubblico, ovvero del pubblico, ovvero anche mio”.

Bene collettivo, bene pubblico. Non usiamo il termine “bene comune” perché esso rappresenta una categoria diversa, assai più nobile, quella dei beni alla cui realizzazione tutti hanno contribuito personalmente e direttamente con il proprio apporto personale, cosa che usualmente non avviene per una strada, un asilo, un servizio sanitario. Un esempio di bene comune è la Cooperazione degli inizi, quella di Don Lorenzo Guetti: ogni Cooperante partecipava all’iniziativa sin dall’inizio con denaro proprio e ne era responsabile in solido.

Ma dove nascono le idee, i progetti, i programmi che saranno alla base dell’azione degli amministratori pubblici? Vi sono quattro diversi “luoghi del pensare”: il luogo della politica, quello degli amministratori, quello degli studiosi, quello della gente. Orbene, se ognuno conosce e persegue solo  l’idea maturata all’interno del proprio ambito, ogni persona avrà solo una singola idea. Ma se si costruisce un Luogo Comune, ovvero un Luogo entro il quale tutti apportino sin dall’inizio la propria idea, ecco che ognuno sarà ricco di quattro idee. Ecco il “Luogo Comune”, il “Bene Comune” in cui consiste l’Autonomia del Pensiero Politico Trentino (le lettere maiuscole non sono utilizzate a caso).

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NAUFRAGI? 1) EFFICIENZA ED EFFICACIA – 2) POTERE E RESPONSABILITA’ – 3) SPERSONALIZZAZIONE DELLA RESPONSABILITA’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Aprile, 2015 @ 5:52 am

Detto altrimenti: Concetti noti a molti. Non a tutti. E allora …    (post 2021).

Efficienza: seguire le regole, rispettare ciò che viene prescritto, anche se poi non si raggiunge il risultato. Efficacia: raggiungere il risultato.

Potere: “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”. Responsabilità: essere chiamati a rispondere di un risultato, di un’azione propria e – nel caso di cui al punto successivo, anche di una decisione altrui.

Potere e responsabilità dovrebbero sempre essere riuniti in capo alla stessa persona. Spesso ciò non avviene: io comando: se va bene è merito mio, se va male è colpa tua.

Procedibilità e punibilità. Io agisco personalmente, io sono responsabilizzabile. Ma se la decisione viene assunta da un “ensamble” di persone, quali un Consiglio di Amministrazione, un Parlamento, un Consiglio/una Commissione Europea, etc., alla fine è assai difficile che possa essere comminata una “sanzione” contro qualcuno: infatti quasi sempre questa “spersonalizzazione” della responsabilità genera una sorta di non procedibilità/punibilità degli autori.

Se io, nella mia lunga vita di manager, avendo la responsabilità della prevenzione dei naufragi, avessi ottenuto questi risultati, sarei stato ipso facto licenziato in tronco.

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NAUFRAGIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Aprile, 2015 @ 5:21 pm

Detto altrimenti: la strage continua     (post 2020)

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Post 2020, anno 2020 – Penso che scriverò un “postapposito”, ovvero un post appositamente dedicato agli avvenimenti dal 2020 al 2084, dal titolo “2084”. Infatti avrete notato che da qualche tempo mi ero messo a scrivere sottotitolo a ciascun post, riportando un avvenimento dell’anno corrispondente al numero del post. Ma ora che la numerazione dei miei post ha superato il livello 2015, ho iniziato ad inventare. Però, mi son detto, così facendo costringi le lettrici ed i lettori ad andare a cercarsi le “puntate precedenti”. Chissà se lo faranno … mi sono detto …  ed allora ecco l’idea: di scrivere la storia futura concentrata in un unico post, fra qualche “numero”, post che lascerò in prima pagina per qualche tempo, anche quando non sarà più l’ultimo  pubblicato. Ovvero, aprendo il blog, troverete quello e subito dopo, l’ultimo, ovvero il più recente della serie. Aspettatevi dunque il post “2084”. Fino alla sua pubblicazione, lascerò questo in prima pagina. Ed ora si può cominciare.

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18 . 19 aprile, ennesimo naufragio, questa volta i morti sono 700 (o 900?). Ci stiamo avvicinando alla data del 25 aprile, alla festa della Liberazione. Come stridono i due avvenimenti! Solo dall’inizio dell’anno, 1600  morti affogati solo perché in cerca della “loro” libertà, proprio mentre noi ci accingiamo a commemorare la riconquista della “nostra” libertà.

Papa Francesco dice: “Cercavano una vita migliore, cercavano una vita felice”. Io mi permetto di dire: “Cercavano la vita”.

Dice … ma le cause son ben lontane dalla nostra responsabilità …. Già, dico io, evviva la responsabilità “zonale a compartimenti stagni”: io sono responsabile solo su quella determinata area e solo per quel determinato lasso di tempo. Oltre questi confini io  non lo sono più. Quindi sono anche a posto con la mia coscienza.  Evviva! Anche la coscienza “zonale a compartimenti stagni!”

Ma anche lasciando da parte la “responsabilità” e la “coscienza”, se non altro per una sorta di “egoistica coerenza”, dobbiamo darci da fare per porre fine a queste stragi. Già … perché se le stragi continuano alla fine sarà chiaro che siamo stati noi stessi a non volerle evitare, noi che condanniamo i genocidi mentre – ipocritamente – ne stiamo perpetrando uno noi stessi. E cosa avremmo ottenuto? Che a fronte di migliaia di morti ci saranno comunque decine di migliaia di sopravvissuti che raggiungeranno le coste dell’Europa, e dico Europa, non Italia. E a fronte di decine di migliaia di morti, arriveranno comunque in Europa  multipli di quei numeri. E così via. E’ questo che vogliamo?

E allora, Europa, sveglia! Giù dalle brande dell’ipocrisia, giù dai salotti di Bruxelles e Strasburgo, giù dalle lussuose berline, giù dai comodi saloni di riunione, giù dai pranzi di lavoro, dai viaggi in classe lusso, dagli stipendi e privilegi superdorati! Sveglia! Bisogna correre in trincea, sporcarsi le mani di “umanità” … Ah già … l’umanità … dice … ma ci sarà bene qualcun altro che ci pensa, dovrò mica occuparmene io che sto studiando a gli effetti internazionali della guerra dei Balcani di tredici anni fa, io che sto valutando l’impatto delle “misure Draghi” sull’economia, io che ho tre lauree e parlo quattro lingue … ma via, siamo seri!

E allora, che fare? Che fare? Italia, punta i piedi, anzi …batti i pugni sul tavolo e grida: “ Europa, scendi in trincea con noi oppure non avrai più alcun diritto di pretendere che noi si ubbidisca alle (altre) regole europee”. Punto.

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Ovvero la storia del colonialismo occidentale

Dice … ma a monte … le cause … Eh già, cari miei, le cause … ma se fino ai primi decenni del secolo scorso andavamo con le bombe e i lanciafiamme a “liberare” quelle popolazioni; se abbiamo inventato i battelli fluviali a vapore per penetrate nel centro Africa con cannoni e mitragliatrici, ottimi strumenti di civilizzazione e convinzione psicologica, indispensabili alla formazione di una coscienza democratica locale … Ma via, che sto dicendo mai … dove mai mi sta portando il discorso … infatti questa è un’altra storia.

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LA VIOLENZA “CONTRO” GLI STADI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Aprile, 2015 @ 7:21 am

Detto altrimenti: non ci bastava la violenza “negli” stadi …. (post 2019)

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Bretton Woods. Di Trentino Woods ancora non abbiamo fotografie (taluno afferma possa essere il vecchio albergo in stile austriaco al Passo di Costalunga)

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Post 2019, anno 2019 – Gli stati europei, riuniti in un hotel in una località segreta del Trentino (Trentino Woods) hanno deciso di riunificare i loro singoli eserciti in un unico esercito, quello europeo (leggete il sottotitolo  del post precedente e di quello precedente e di quello precedente …)

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Senza parole

Senza parole

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E poi ci lamentiamo del terrorismo! Ma se qui in Italia … nel calcio … sentiamo dire “Il mio non è tifo, è una Fede!” Una fede, anzi, una pseudo-fede, analoga alla stessa pseudo-fede che spinge alle stragi di religione, alle distruzioni, ai massacri, che spinge, mutatis mutandis (1), alcuni “fedeli nostrani” a distruggere nottetempo le strutture di un campo di calcio.

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Ci sono alcuni paralleli. Il passamontagna di molti qui è sostituito dall’avere agito di notte per essere irriconoscibili. La pseudo fede, presente nei “indossatori di passamontagna” e nei “tifosi notturni”.

E poi ci lamentiamo delle violenze d’oltremare: “Medice, cura te ipsum!”(1). Tifoso … ma il termine non deriva da tifo? Ma il tifo non è un malattia grave? Altro che diminuire le risorse investite nel sistema sanitario nazionale! Qui occorre aumentarle per curare questa marea di malati …

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(1) Mutatis mutandis non vuol dire “cambiato lo slip” bensì “ben s’intende avendo prima cambiato i presupposti del ragionamento che sono ovviamente diversi”; medice cura te ipsum vuol dire “o medico, innanzi tutto cerca di curare te stesso prima di preoccuparti dei mali altrui!” Guardate un po’ come era bella, sintetica e significativa l’antica lingua latina!

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I BAMBINI SANNO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Aprile, 2015 @ 6:28 am

Detto altrimenti: film di Walter Weltroni, in uscita questi giorni       (post 2018, da leggersi in riferimento al post precedente)

Post 2018, anno 2018 – La commissione degli stati europei riunita in una località segreta del Trentino per arrivare alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa ha calcolato che la somma del costo di tutti gli eserciti europei supera di gran lunga il costo dell’unico esercito degli USA.

th2O5CQ24JIeri sera a “Fuori tempo che fa” (Fabio Fazio shaw) ci sono state mostrate alcune scene del film di Walter Veltroni “I bambini sanno”.

Considerazioni: oh, finalmente un politico che non è “politico a vita”, il quale, dismessa la veste politica, fa dell’altro. Utinam omnes … magari facessero così tutti i politici! Ad un accenno di Massimo Gramellini sul potenziale auto-indebolimento del PD, Veltroni – molto elegantemente – se ne uscito con una battuta intelligente: “Si è fatto tardi …”.

Ma veniamo al punto saliente di questo post. Nel film l’unico adulto “attore” è l’intervistatore (Veltroni stesso) che però compare solo “in voce”, ovvero non si vede mai, chiede ad un bimbo quale sia stato il momento più bello e quello più brutto della sua (breve, n.d.r.) vita. Risposta: ”Il più bello quando papà ha comperato il computer. Il più brutto quando ha dovuto venderlo perché in casa non ci bastavano i soldi”. Ecco, esistono anche casi come questo. Non si vendono solo i gioielli e l’oro di famiglia (Compro oro pago in contanti. Ma non è fortemente limitato dalla legge l’uso del contante?). Si arriva a vendere (ovvero a svendere, ci potete scommettere) un computer appena acquistato, per poter … dar da mangiare alla propria famiglia!

E noi, qui in Italia, il Bel Paese ove il sì suona … abbiamo  la corsa al mantenimento di privilegi medievali; non ci sono soldi per il reddito di cittadinanza ma ci sono per pagare super stipendi e super cumuli con denaro pubblico ben oltre mezzo milione di euro l’anno. E poi, last but not least, udite udite: ci dichiariamo cattolici! Ma quando mai? Piuttosto siamo calvinisti, della serie “Se sono ricco vuol dire che Dio ha approvato la mia azione, l’ha lodata e ricompensata. Se l’altro è povero vorrà ben dire che ha dispiaciuto Dio e questa è la sua giusta punizione”.

Il problema è innanzi tutto antropologico, di appartenenza reciproca Cittadino-Comunità Stato: la Comunità Stato è anche mia, appartiene anche a me; io appartengo alla Comunità Stato. Ma forse occorre andare oltre e passare dal concetto di appartenenza  a quello di immanenza: io sono (parte della) Comunità Stato; la Comunità Stato è (anche e in parte) me stesso.

Dovremmo avere compreso che tutte le ideologie del millennio scorso hanno fallito: l’imperialismo, il colonialismo, il comunismo, il capitalismo-liberismo sfrenato, la finanza creativa, il multinazionalismo, lo sfruttamento inquinante delle risorse naturali, le enormi disuguaglianze sociali, l’iniqua distribuzione delle risorse del pianeta … sono state come molle: comprimi comprimi prima o poi ti scappano di mano, scattano e possono ferirti. Anzi, ci stanno già ferendo … tutti. Basta osservare lo stato attuale del pianeta Terra e della sua popolazione. Quando lo capiremo?

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PENSARE AMERICANO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Aprile, 2015 @ 9:56 pm

Detto altrimenti: no grazie, in questo caso preferisco pensare tedesco  (post 2017)

Post 2017, anno 2017 – In Trentino continuano le trattative per arrivare alla costituzione degli USE – United States of Europe (v. post precedente)

th[5]Una multinazionale USA acquista una catena di fabbriche italiane nel settore degli elettrodomestici, garantendo che non licenzierà nessuno.

Subito dopo chiude tre fabbriche e licenzia oltre 1.000 lavoratori.

Il premier Renzi dice: “Dobbiamo abituarci a pensare americano”.

E’ una frase che il premier si poteva risparmiare.

Io dico: “In Germania ci si occupa della ri-formazione e ri-collocazione dei licenziati”

Dice: ma che … sei anti USA? No, amico, sono solo contro al non “mettersi nei panni di oltre 1.000 padri di famiglia, di oltre 1.000 famiglie che restano senza lavoro da un giorno all’altro, di oltre 1000 bambini che vedono licenziare il papà (v. post successivo)”.

E poi, già che si sono, lasciatemi scrivere un’altra “cattiveria”: se una SpA vuole licenziare un suo manager ma per vari motivi “non ci riesce”,  incarica un head hunter (cacciatore di teste) di convincere quel manager a passare ad altra SpA (già d’accordo con la prima) che lo assume a condizioni migliori per lui molto attrattive e poco dopo lo licenzia.

Ora mi chiedo: quali e quante SpA italiane non licenziano, vendono tutto a terzi (esteri) i quali poi licenziano?

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MUSICA – E NON SOLO MUSICA – A DRO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Aprile, 2015 @ 7:42 pm
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Franz Joseph Haydn

Detto altrimenti: con la collaborazione del Comune di Dro e dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda … la Sala Consiliare di Dro ha ospitato i solisti dell’Orchestra Haydn e attori … insomma, la vita di Mozart in teatro!   (post 2016)

(Io, novello Orwell – ma in tono molto minore, s’intende! –  inizio a scrivere del futuro) – Post 2016, anno 2016? Anno 2016: sono iniziati i lavori per la creazione degli Stati Uniti d’Europa. I rappresentanti degli Stati sono in riunione permanente in un albergo blindato in una località segreta del Trentino.

Orchestra Haydn, Musica e Teatro. Avrebbe dovuto essere una manifestazione rivana, ma a Riva del Garda non abbiamo un teatro adatto. Ed allora siamo stati ospitati nella sala consiliare del Comune di Dro.

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Un ensamble di alcuni solisti della Orchestra Haydn: Antonella Lorengo, clavicembalo – Stefano Ferrario, violino – Gabriele Marangoni, viola – Stefano Ricci, clarinetto – Flavio Baruzzi, fagotto. Attori in scena: Maria Vittoria Barrella, Lara Finardi. I pupazzi di Luciano Gottardi, Ilaria Sainato, Carlo Nerini. Drammaturgia musicale e ideazione pupazzi: Luciano Gottardi. Scene: Alessandro Sanna, Andrea Coppi, Guglielmo Avesani.  Costumi: Antonia Munaretti. Audio e luci: Riccardo Carbone – Regia: Nicoletta Vicentini.

Il depliant distribuito ai presenti riportava:

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“La vita di Mozart, dipanata lungo il filo dei ricordi della ormai anziana sorella Nannerl e l’ascolto della sua musica: questa è in sintesi l’idea guida del progetto. Al centro della narrazione sono i numerosi viaggi di Amadeus, le figure importanti e qualche volta ingombranti della sua vita (il padre Leopold, ’Arcivescovo Colloredo, regnanti, imperatrici, imperatori .,..) e soprattutto la sua straordinaria capacità di assorbire tutta la musica che gli veniva incontro per restituirla sotto forma di capolavori che uniscono miracolosamente una grande sapienza tecnica ad un a straordinaria immediatezza di comunicazione. Scopo dell’iniziativa è avvicinare attraverso lo spettacolo teatrale un vasto pubblico di bambini, ragazzi ed anche adulti al personaggio ma soprattutto alla musica di  complice la magia del teatro e del teatro di figura. … Sulla scena attori in carne ed ossa interagiscono con figure e immagini: pupazzi e proiezioni ampliano le possibilità teatrali  del racconto, in un tutto in cui la creatività sostiene con fantasia e intelligenza la divulgazione musicale.”

BIMG_3055rani musicali (ovviamente splendidi!), egregiamente eseguiti dai Maestri della Haydn, ormai “Amici Maestri”! Testi vocali, luminosi e volumetrici … insomma vera Arte Teatro alla quale ha dato vita l’energia e la versatilità degli attori e di tutti coloro che hanno contribuito alla “poesia” che ci è stata offerta. Poesia, direte? Si, poesia dal greco “poieo” ovvero “creo”, perché tale è stata la rappresentazione: una “creazione” di emozioni varie. La rappresentazione è stata preceduta da una breve introduzione del Presidente dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda, Prof. Franco Ballardini,  che non ha mancato di ringraziare per la cortese e generosa ospitalità  gli amministratori comunali, peraltro assenti in quanto “trattenuti altrove da impegni istituzionali precedentemente assunti”. Peccato. Comunque applausi, e molti … e i bambini presenti, tutti nelle prime file, incantati dalla musica, dai pupazzi, dagli attori. Queste sono “cose” che resteranno per sempre nella loro memoria. Al riguardo consentitemi un riferimento personale: mia mamma, quando io ero un bimbetto di cinque anni, mi faceva ascoltare le arie delle opere. Ebbene io, ancora oggi, alla tenera età di 71 anni, ricordo quelle arie, testi e melodie!

IMG_3058Noi della Associazione Amici della Musica – dico “noi” perchè io ne sono il tesoriere – abbiamo reclamizzato al massimo delle nostre capacità-possibilità l’evento: sulla stampa, con manifesti, con centinaia di e-mail … ma quello che continua a mancare in Trentino (da parte di Trentino Marketing SpA, per favore, qualcuno lo dica loro, grazie) è una piattaforma web informativa unica, alimentata da tutti i soggetti abilitati allo scopo, riportante tutte le manifestazioni d’ogni tipo: musicali, letterarie, sportive etc.. ed “interrogabile” da chiunque attraverso computer, smart phone (si scrive così?), tablet etc.. secondo il criterio di estrazione dei dati prescelto da ognuno: ad esempio “quali concerti si tengano in Trentino dalle ore … alle ore … del giorno …”; oppure “quali offerte di ogni genere vi siano sulla data piazza in un dato giorno”, etc..

Gutta cavat lapidem, la goccia fora la roccia, diceva quell’uno … hai visto mai che batti e ribatti alla fine ce la faremo ad avere questo strumento informativo  vantaggio di residenti e turisti!? Spes ultima dea … ( e daie co ‘sto latinorum!)

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INTEGRAZIONE DI MESTIERI STAGIONALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Aprile, 2015 @ 12:30 pm

 Detto altrimenti: un modello teorico, sul quale tuttavia riflettere un poco … (post 2015)

Post 2015, anno 2015 – Siamo al giro di boa! Nel senso che mi sono “doppiato” (“doppiato”, non “dopato”, diamine!) da solo! Ricordate infatti che fino a pochi post fa citavo un qualche evento dell’anno corrispondente al numero del post che stavo scrivendo? E ora, che farò? Dal prossimo post, il n. 2016, mi “inventerò” il futuro, una sorta di nuovo Orwell, ma in senso positivo e cioè non catastrofico bensì bene augurante. Al prossimo post, dunque! Ma ora cominciamo …

Questa mattina sono stato in una serra gestita da amici a comperare alcune piante. Una loro lavorante è malata. “Non è facile sostituirla, sai … occorre essere preparati, non ci si improvvisa in questo lavoro …” Ed ecco che ho trovato di cosa scrivere oggi …

 

th[3]Proviamo ad immaginare che esista una scuola professionale che insegni materie “stagionali”, ad esempio 20 materie, e che ogni alunno, al momento dell’iscrizione, si scelga la sua quaterna di materie, una per stagione. Un esempio: Giorgio (chiamiamolo così) si è scelto le seguenti quattro materie: “Arte della floricultura”; “Corso per accompagnatore ciclistico”; “Arte della vendemmia; “Corso per riparatori di sci”. Una volta terminati gli studi, Giorgio potrà lavorare in primavera in una serra; in estate accompagnando i cicloturisti; in autunno come vendemmiatore; in inverno come addetto alla riparazione di sci.

Lo so raga, scialla, calma, lo so … il mio è un modello teorico, l’ho dichiarato io per primo. Tuttavia è un modello che  induce a pensare in modo diverso, ad avere una visione diversa delle cose, come invitava a fare quel professore nel film “L’Attimo fuggente”, il quale suggeriva ai suoi alunni di salire in piedi sui banchi proprio per avere una visione nuova, diversa dalla solita …

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TRENTO: IL CAFÈ DE LA PAIX CHIUDE?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Aprile, 2015 @ 1:35 pm

Detto altrimenti: non c’è pace per il Cafè de la Paix …   (post 2014)

No. Non è lui che chiude.  Quello è il Comune che gli revoca la licenza. Che dire? Bisogna stare attenti sotto elezioni: infatti la posizione che uno assume, oggi  potrebbe essere letta come dichiarazione di voto: sei favorevole? Sei contrario? Allora  tu sei di questo o quel partito! E invece no: io mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori alcune sottolineature politicamente neutre.

thLOPR9V72Io, 71 anni, frequento quel caffè in quanto membro di un Gruppo di Lettura che vi si riunisce. Per entrare devi essere socio, e già qui c’è una prima scrematura. Durante le nostre sedute pomeridiane non ho mai avvertito schiamazzi o intemperanze d’ogni sorta, ma ho solo visto  giovani che si riuniscono per parlare, stare insieme, mangiare e bere assai moderatamente. Non so se la sera quei giovani fanno schiamazzi “tanto forti da poter essere definiti notturni” … no, questo non lo so. Tuttavia la revoca della licenza mi pare una “decisione lineare”, lineare – si fa per dire – come certi tagli della spesa pubblica: esiste un problema? Invece di affrontarlo, esaminarlo, eventualmente correggerlo, si amputa: buttiamo via il bambino con l’acqua sporca. E gli investimenti operati dai privati gestori? E l’avviamento che si è creato? E quei giovani, domani, dove si riuniranno? Quien sabe …

 

 

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IMMIGRAZIONE IN TRENTINO, IN ITALIA, IN EUROPA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Aprile, 2015 @ 4:03 pm

Detto altrimenti: qualche riflessione … facciamola insieme … dai …   (post 2013)

In Trentino altri 40 profughi. E qualcuno protesta …

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“Il predominio dell’Occidente” splendido testo del Prof. Daniel R. Headrick (Ed. il Mulino). E’ un testo che ho citato più volte. Ci ricorda come l’Occidente nei secoli e per secoli abbia colonizzato e sfruttato il resto del mondo. Ma ora … ora “Graecia capta ferum victorem coepit” si diceva del fatto che l’antica Grecia, conquistata dai Romani, a  sua volta li conquistò con la sua cultura e la sua filosofia.

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Dice … ma che c’azzecca con la colonizzazione? C’azzecca, c’azzecca … Un esempio per tutti. Intorno al 1850 alcuni Stati europei, alleati, portarono ben due guerre alla Cina (le cosiddette guerre dell’oppio) “rea” di avere vietato l’importazione dell’oppio che gli inglesi facevano produrre ai loro schiavi (coolies, fa più fine) nella loro colonia India. Oggi il mio computer, il mio berrettino da sole, i miei blue jeans etc. sono “Made in China”. Vi basta?

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Ma non tutti gli stati ex colonie stanno reagendo come la Cina. Infatti la Cina sta avendo il “merito” di sapere mantenere un potere dittatoriale che – lo si voglia o no – sta ponendo le basi per una trasformazione del paese da povero e agricolo in ricco e industriale. Dove troverà il suo limite? Nella distruzione dell’ambiente naturale e nella ribellione delle masse escluse dal progresso-ricchezza. Ma questa è un’altra storia. Vedremo.

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No, non è la folla dei vacanzieri all’assalto dei traghetti per la Sardegna …. Provate ad immaginare ad essere voi in mezzo a quella folla, sul molo, sotto il sole, con un bimbo piccolo al collo …

Ma veniamo ad altri paesi, nei quali noi Europei abbiamo spadroneggiato da colonizzatori prima, salvo poi trasformarci in improvvisi moralizzatori portatori di una improvvisa democrazia che non ha retto al trapianto-impianto. Una conseguenza di ciò sono le guerre intestine, civili ma soprattutto incivili (quando mai una guerra è civile? A mio avviso la guerra è sempre manifestazione di inciviltà, n.d.r.) che determinano – fra l’altro – la creazione spontanea o coatta di flussi migratori enormi verso l’Occidente, “via” Italia.

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E l’Europa? Alla finestra, a guardare, a parlare … E l’ONU? Come ci ha ricordato Nicola Gratteri (vedi qualche post fa) , l’ONU è oggi occupato a discutere gli effetti della guerra dei Balcani, Ah .. vabbè … allora … a saverle le robe …

Certo che se tu avessi anche le srìtrisce, se tu fossi già la bandiiera degli Stati Uniti d'Europa ...

Certo che se tu avessi anche le srìtrisce, se tu fossi già la bandiera degli Stati Uniti d’Europa …

Dice .. ma tu che sai tutto … tu che hai sempre una soluzione, caro blogger, cosa proponi? No, amiche ed amici, io non so sempre tutto, io non ho sempre una soluzione: tuttavia mi sforzo di avere sempre un’idea, una riflessione mia. E la mia è questa: direi all’UE: “Cara UE, com’è che la GB è “parzialmente” in Europa (non ha la nostra moneta; non accetta i controlli bancari) in senso a lei favorevole, ed io Italia sono “parzialmente” in Europa in senso a me sfavorevole, nel senso che sono lasciata sola di fronte allo tzunami immigratorio?”. Chevvordì? Lo spiego subito: noi Italiani siamo tenuti a rispettare le regole europee, spesso ci prendiamo delle belle multe perché non facciamo bene i compiti, etc. mappoi (mappoi) di fronte alle ondate migratorie che riempiono i nostri ormai straboccanti centri di accoglienza siamo lasciati soli. Proseguirei. “E allora, cara Europa, o dentro o fuori. E noi vogliamo stare dentro l’UE, tu stessa UE ne hai bisogno. Ma  anche tu, UE, stai “dentro” i nostri problemi e curati delle frontiere italiane che sono anche e soprattutto le tue/nostre  frontiere europee”.

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Dice … ma dell’immigrazione in Trentino non ci dici nulla? Ah già … scusate … dimenticavo: invito i Trentini che vi si oppongono a rileggersi la storia della emigrazione trentina.

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