AUTOMAZIONE E PRECANALIZZAZIONE FORZATA DEI BISOGNI E DELLE IDEE (ANCHE POLITICHE)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Aprile, 2015 @ 1:20 pmDetto altrimenti: vi si presenta un certo numero di bisogni. Se voi ne avete uno non in elenco, niente da fare. Lo stesso per le idee. Â Â (post 2012)
L’automazione, che gran cosa! A vostro favore snellisce le procedure  … ma soprattutto â€difende†chi dovrebbe rispondere alle vostre domande. Provate a contattare un numero di assistenza telefonica o di altro servizio (comunale, fiscale, statale, etc.). La proceduta vi elenca una serie predeterminata di possibili vostre necessità standard. Se fra queste vi è lanche la vostra, voi dovete “cliccare†il tasto corrispondente. Ma se avete un bisogno diverso da quelli standard,  allora dovete aspettare che si liberi un addetto … al costo al minuto di  …. con l’ascolto delle possibili offerte commerciali …. e della musichetta di turno. Evvabbè … ormai ce ne siamo fatti una ragione …

Emmanuel Lèvinas, il filosofo del Volto: “Il Volto dell’Altro ti interroga e da te si aspetta una risposta. E tu che fai? Non gliela dai?”.
Purtroppo tuttavia spesso ciò avviene anche con le “idee politichrâ€, con le “soluzioni politicheâ€, con il “programma politico” di molti partiti, ovvero con l’automazione delle idee e dei bisogni degli Altri. Mi spiego: la tendenza è quella di lasciare “libero†l’elettore di scegliere fra … ciò che gli sottopongo io! Raramente infatti chi ha in mano il partito infatti stimola l’elettorato ad esporre le proprie idee e quand’anche … poi molto spesso non ne tiene conto.
Ecco cosa manca in molti partiti:
- la sollecitazione a produrre ed esporre idee nuove;
- il rispetto per le idee degli Altri;
- la disponibilità all’ascolto degli Altri e a tradurre in pratica le idee degli Altri.
In molti partiti. Non in tutti.
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LA TRATTA DELLE SCHIAVE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Aprile, 2015 @ 5:40 pmDetto altrimenti: questo è un “post altruiâ€, me lo ha mandato una coppia di amici … riguarda l’8 marzo, ma il l’ho ricevuto solo oggi, e quindi solo oggi lo pubblico  (post 2011)
Post 2011, anno 2011 – Anno troppo vicino a noi perché ognuno no vi ricolleghi qualcosa di suo. Pertanto mi asterrò da ogni commento e riprenderò quando il n. dei post avrà superato il 2015: infatti mi piacerà immaginare, inventare, auspicare, sperare, sognare un mondo migliore.
Il post altrui può iniziare
“Dormono su una panchina. Alla stazione di San Bartolomeo nello spazio fra l’ultimo treno della notte e il primo dell’alba. Alcuni ragazzi portano loro cibo, indumenti, conforto. Il “Trentino†racconta il degrado con una storia identica ad altri degradi. Lei è vissuta, e da lì è fuggita, nei rottami avvelenati della Sloi da una realtà fatta di abusi, violenze, percosse. Come lei c’erano – e ci sono ancora – altre donne costrette all’ accattonaggio, alla prostituzione, ogni giorno ad una grama sopravvivenza. Mendicanti in centro città , le meno giovani, quelle che muovono a compassione inginocchiate di qua e di là . Prostitute le altre fra quei cespugli, quei rottami umani sfruttati dai malfattori e vittime dei clienti. I clienti  sono trentini, sovente se ne vanno senza averle pagate. Le più audaci, le più sveglie, sono infilate nelle bande dei ladri che rastrellano il Trentino. O nello spaccio della droga.
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S’avvicina l’8 di Marzo, la giornata (non mi azzardo a chiamarla festa) della donna e torna a spuntare una vicenda uguale a quelle descritte cinque, dieci, venti anni fa. Albanesi, kossovare, rumene, rom. Donne, alcune di loro incinte, alcune malate, talune molto anziane, tutte a raccontare identiche angosce. Tre di loro, l’estate scorsa, dormivano in quei cubi colorati, giochi dei bambini, in piazza Garzetti, due in un pertugio aperto nel Palazzo delle Albere, là  dove intrattenevano gli occasionali clienti. Invece non si sa dove siano finite alcune di loro: donne senza volto, senza identità , scomparse,  speriamo solo trasferite dall’organizzazione che le controlla, in altri luoghi. La tratta delle donne rumene continua e continuerà .
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La nostra era stata indicata come città dell’accoglienza fin da quando un articolo del giornalista Carmine Ragazzino raccontò di un telo di plastica elevato, sulle “roste†dell’Adige, a dignità di capanno da due kossovari. Sono passati almeno vent’anni, non è accaduto nulla. O quasi. Si sono mossi solo ragazzi di buona volontà e di loro dobbiamo andare orgogliosi. Dieci anni fa un’ assessore dichiarò che voleva “visitare†il luogo della Sloi che è lì nel degrado più assoluto e senza speranze dalla notte del 14 luglio del 1978, quella del famoso incendio. Forse ci andò ma non successe nulla perché la politica di casa nostra ha altri impegni, obiettivi così grandi da sembrare grandiosi. Che le donne senza volto, senza identità , restino tali. Vedremo se saranno almeno citate nel giorno dell’Otto di Marzo”.
Il post altrui finisce qui. Non la tragedia di quelle donne.
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LETTURA DEI CLASSICI NELLA BIBLIOTECA DI TRENTO (“Ippolito†di Euripide)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Aprile, 2015 @ 4:12 pmDetto altrimenti: Gruppo di lettura della Prof (“Prof†= sostantivo maschile e femminile a seconda dei casi, non puntato)  Maria Lia Guardini      (post 2010)
 Post 2010, anno 2010 – La crisi c’è anche se qualcuno diceva di no.
Ci siamo ritrovati alle 10,00, a destra, nella sala prima della Sala degli Affreschi, al primo piano della Biblioteca Comunale di Trento. La sala degli Affreschi è molto bella. E’ anche utile perché vi si accede superando tre scalini: infatti, poiché dal piano hanno eliminato quelle poche poltroncine “d’attesa†che prima erano a disposizione degli “aspettantiâ€, se arrivi un po’ prima puoi sempre sederti su quegli scalini. Vi sono sì alcune cassa-panche, ma un cartello avvisa che “è vietato appoggiare oggettiâ€. Figuramoci il nostro lato “Bâ€!
Ippolito. Una tragedia di Euripide, che scrive in un’epoca di “passaggioâ€, di “transizioneâ€. lo sono tutte, di transizione, direte voi, Evvabbè, ma quella greca lo fu in modo particolare. Da poco era passata la peste, da poco a causa sua lo stesso Pericle aveva perso due figli, da poco si stava transitando da “un re giovane sostituisce il re vecchio†ad una società totalmente diversa.
La trama. Ippolito è figlio di Teseo re di Atene e di una amazzone. Teseo ha sposato la cretese Fedra. Teseo è in viaggio. Fedra si innamora di Ippolito. La nutrice di Fedra cerca di parlare ad Ippolito  che, super scandalizzato  “non ci staâ€. Fedra si impicca lasciando una lettera nella quale accusa Ippolito di averla violentata. Teseo crede alla lettera ed esilia Ippolito, che parte. Ippolito ha un incidente stradale e sta morendo, anzi poi muore. Una dea rivela a Teseo la verità . Teseo si addolora. Fine.
Direte … banale … un fumettone .. e invece no. Innanzi tutto l’opera – dopo una prima “versione- insucesso” nella quale Fedra era una spudorata (tipo la Fedra dannunziana),  fu riscritta e per questo è un unicum letterario (anche per la presenza di un doppio coro, di donne l’uno e di cacciatori l’altro).
Poi l’opera è piena di riferimenti etici, e quindi ci fa capire l’etica del tempo, fino ad anticipare la catarsi aristotelica. Inoltre ci svela il valore delle parole, almeno quanto elevato fosse il valore che Euripide vi riconduceva: la parola persuade, la persuasione può essere giusta e onesta ma anche ingiusta. La parola … i passaggi che personalmente ho maggiormente apperzzato sono i seguenti:
… la prolissa ciancia … (le vuote, inutili, lunghe chiacchere) ovvero “la calunnia è un venticelloâ€- il troppo favellare che distrugge le famiglie
- le vergognose ciance
- quanti hanno fra i saggi minor pregio, tanto più costoro eccellono a parlar fra le turbe (1);
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Che dire poi di
- “non si è contenti di ciò che si ha e cose assai più belle ti appaiono cose lontane che non possiediâ€;
- “curare e condividere il dolore altrui è doppio tormentoâ€;
- “non bisogna esagerare, occorre non accettare il concetto che non si fa mai abbastanza per gli altriâ€;
- “se una persona di alto livello è turpe, presto anche le persone “piccole†lo diventano†(1);
- “molti uomini assennati vedono la vergogna in casa propria ma la tacciono all’esterno;
- la “banca del seme†auspicata da  Ippolito che non gradisce le donne (io non condivido, n.d.r.);
- Ippolito: La donna? Che la tasa, la piasa e che la staga in casa; la donna da letto e basta” (io non condivido, n,.d.r.).
Ho infine creduto di rilevare analogie indotte in opere successive, o almeno così alcuni passaggi della tragedia hanno richiamato alla mia mente:
- Quale pena infliggere al reo? Cesare Beccaria, “Dei delitti e delle peneâ€
- “Addio terra amata …†mi ricorda l’ “Addio montI†del Manzoni e l’ “Adieu adieu my native shores†di Byron.
- Fedra si lamenta: “Lasciate che i miei riccioli s’ondeggino sulla spalle†mi richiama Ermengarda “sparse le trecce morbide su l’affannoso pettoâ€.
- Fedra innamorata: amor che a nullo amato amar perdona …
Infine Euripide ci mostra una società proba nelle quattro virtù cardinali temperanza, fortezza, saggezza e giustizia, ma “improba†nella propria rigidità nel confrontarsi con l’ “alterità â€. Nel senso: la classe dei nobili, degli agazoi, è dotata delle quattro virtù, ma non ha saputo dialogare per trasfonderle alle classi meno nobili. La tragedia quindi è anche un messaggio etico-politico.
Prossimo appuntamento: martedì 28 aprile, stesso luogo ed ora, per il commento della “Fedra†di Seneca – Ingresso libero.
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(1) Ecco i due passaggi che io reputo maggiormente attuali: i cianciatori del secolo scorso (tali Benito e Adolfo, ottimi arringatori di folle) e quelli di oggi (i loro nomi? Fateli voi!). E poi il cattivo esempio, la corruzione ai livelli alti che indice amoralità nella gente, nel senso del “così fan tutti, a cominciare dai livelli più alti …â€. I Napoletani dicono che “o pesce fete da capa†…
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ACCADEMIA DELLE MUSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Aprile, 2015 @ 12:19 pmAccademia delle Muse, Circolo culturalamicale privato in Trento, ovvero – Associazioni anche che si incontrano: infatti fra Accademia delle Muse, Associazione Amici della musica, Fiab, Giardino delle Arti, Ars Modi, gruppi di lettura etc., alle quali vanno aggiunti i 100 lettori giornalieri dl blog … eliminando le ripetizioni siamo pur sempre oltre i 300 amici!
Detto altrimenti: terzultima riunione dell’anno accademico: le prossime ai primi di maggio e di giugno (post 2009)
Post 2009, anno 2009 – 11 aprile 2009, Genoa-Juventus, 3:2! Scusate, non sono un patito del calcio … figuratevi che l’ultima partita che ho visto allo stadio fu Genoa-Fiorentina (3:1!) quando avevo dodici anni! E poi si fa presto a dire “Genoa†… io che sono Sampdoriano! Comunque io a Genova ci sono nato, cresciuto, studiato e sposato, quindi un 3:2 contro la juve lasciatemelo ricordare! 2009, ultimo anno della mia carriera lavorativa retribuita. da quall’anno infatti sto ben volentieri “lavorando†per associazioni varie culturali, sportive e di volontariato sociale, ovviamente “a gratisâ€.
Ma veniamo a noi. Chi volesse sapere di più dell’ “Accademia†deve solo scorrere i molti post già pubblicati. Ieri sera eravamo in cinquanta! Ieri sera, seratona ona ona! Infatti: presentazione della nuova Accademica Cristina Gardumi (da non confondersi con la Cristina Presidente), che l’anno prossimo ci intratterà sui benefici delle diverse forme di ginnastica; compleanno dell’ Accademica Tilde Chiesa Detassis, la quale ha offerto a tutte le signore un vasetto di violette! Grazie Tilde!
Il programma della serata? Eccolo: Donatella Taiuti moglie del compianto amico Fabio Storelli, già dirigente RAI, regista etc.. amici, i due coniugi, di tale Domenico Modugno. Donatella ci ha regalato la storia della vita del grande Domenico, delle esperienze e dei momenti vissuti insieme, il tutto corredato da intermezzi musicali di Cristina e di alcune canzoni cantate “in coro dal coro†cioè da tutti noi (Vecchio Frack, Nel blu …, Piove). Grande il successo in termini di commozione e di applausi. Grazie Donatella!
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A seguire, Marisa De Carli Postal ci ha raccontato la “storia†di piazza Fiera in Trento, delle mura che ancora la coronano, del Torrione che la “chiude†da ovest. Un importante arricchimento per tutti noi, un far rinascere la memoria di una città storica. Grazie Marisa!
Quindi, la consueta pausa enogastronomica ricca di tutto e di più grazie alla generosità della nostra ospite Cristina ed all’apporto delle tante signore presenti, in termini di salato, dolce e liquido anche alcolico-spumeggiante. Grazie a tutte!
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Rifocillati, la serata è proseguita con la relazione di Umberto Sancarlo sulle effici riportate sulle banconote e sulle monete “euroâ€. Una carrellata artistica che tutti noi abbiamo apprezzato molto , un soffermarci su “cose belle che ci passano in mano ogni giorno ma che se non ci fermiamo un attimo a guardare rischiamo di non coglierne la bellezzaâ€. L’Italia infatti è l’unico Stato dell’0UE il quale – solo per fare un esempio – ha inciso sulle proprie monete la riproduzione di opere d’arte italiane. Grazie Umberto!
E soprattutto, grazie Presidente ospite ospitante Cristina!
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I prossimi appuntamenti (strettamente riservati agli accademici)
- Domenica 26 aprile 2015: ore 10,00 appuntamento a Castel Toblino per visita guidata
- Lunedì 4 maggio 2015: Flora Vedovelli e la sua arpa + flauto traverso in concerto – Gruppo di lettura discute su “Suite francese†di Irene Nemirovski, coordina Mirna Moretti.
- Lunedì 1 giugno 2015: Concerto degli allievi del conservatorio Bonporti, Sezione di Riva del Garda –Riccardo proietta alcune diapositive di gite FIAB.
- Venerdì 24 luglio 2015: Festa di mezz’estate nel giardino della Presidente
Prossime iniziative aperte a tutti
- Mercoledì 15 aprile 2015: ore 15,00 Oratorio Parrocchiale S. Antonio, Concerto di Cristina e Sergio Runcher.
- Sabato 18 aprile 2015: Â ore 17,30. Dro, Sala Consiliare, Concerto e marionette (v. apposita segnalazione).
-  Sabato 18 aprile 2015: ore 18,00, sala SOSAT, Concerto Edoardo Bruni al pianoforte + armonica (Albertini), con musiche di Morricone, Bruni, Piazzolla, nell’ambito dei concerti organizzati dalla Associazione Ars Modi  www.arsmodi.it.
- Domenica 19 aprile: ore 17,00, Villazzano, Villa Mersi: gli “Amici dell’armonica a bocca†presentano “Armoniche in concerto†con S. Albertini e il pianista Edoardo Bruni.
- Martedì 21 aprile 2015: ore 20,30, Circolo Rosmini di Via Dordi, Concerto di pianoforte a quattro mani Bruni/Ciola.
- Martedì 28 aprile 2015: ore 15,00, Cristina, Sergio Runcher e Cristina Tessadri, concerto a S. Bartolomeo.
- A lunedì e martedì quindicinali alterni, Gruppi di Lettura rispettivamente di Mirna Moretti (Cafè de la Paix) e dei Classici di Maria Lia Guardini, Biblioteca di Trento (chiedere a Riccardo).
- Concerti dell’Associazione Amici della musica di Riva del Garda (chiedere a Riccardo).
- Iniziative del Giardino delle Arti (chiedere a Mirna Moretti).
Le nostre gite “fuori portaâ€Â possibili o programmate. Già perché noi facciamo anche vita all’aria aperta. Ecco alcune idee:
- Â Valle Aurina in bicicletta (da Brunico)
- Alpe di Rodengo, a piedi sulla neve
- Milano, Castello Sforzesco, Museo Egizio e strumenti musicali d’epoca
- Paneveggio: il legno che suona
- Arte Sella in Val di Sella
- Intero programma FIAB (provvisorio, in calce alla presente)
- Perugia: due giorni al cioccolato
- Castel Toblino dal di dentro
- Caldonazzo-Centa, le nostre piante
- Altre, che potranno essere proposte da Monika
 Poichè molti Accademici sono anche ciclisti  “Fiabbini†ecco il programma provvisorio per il 2015 della FIAB –Federazione Amici della Bicicletta (cliccate “Fiab†e saprete tutti di noi pedalatori!)
- 25 aprile– Resistere, pedalare, resistere. Da definire
- 2 & 3 maggio– SILE, gita naturalistica con visita a ville venete. Primo giorno, bici. Secondo giorno, a scelta, bici o canoa
- 10 maggio– BimbinFamiglia; da Pergine al Parco Acquapark, 2 km. sopra Caldonazzo
- 22 – 24 maggio – Tutti al Piave! (Fiab Udine)
- 31 maggio – 1, 2 giugno: Ciclopista del Brenta, da Borgo Valsugana a Venezia
- 6 giugno .- A Milano per l’Expo
- 13 giugno – Famiglieinbici
- 18 – 21 giugno– Cicloraduno italiano e internazionale sul Garda
- 28 giugno– In bici Lago di Landro, Dobbiaco, Brunico, Vandoies
- 5 luglio– Al Pordoi! Si scende fino a Molina di Fiemme
- 19 luglio – Ciclabile Alta val di Non.
- 24 – 26 luglio– Carinzia
- 9 agosto– Famiglie in Val di Sole, da Marilleva in giù- Sosta nella piscina naturalistica di Monclassico
- 30 agosto– Terra di Custoza, in bici da Bussolengo
- 6 settembre– FAI in Val Rendena
- 12, 13 settembre– Parco dell’Adda Nord
- 16 – 22 settembre– Settimana europea della mobilitÃ
- 27 settembre– Città d’arte: da Mantova a Sabbioneta, 47 km in bici
- 2, 3, 4 ottobre– Maremma in bici!
- 18 ottobre– Castagnata sociale
- 23-25 ottobre – Fiera “Fai la cosa giustaâ€
Ed ecco il programma (residuo ad oggi) dei concerti dell’Â Associazione Amici della Musica in Riva del Garda
Sabato 18 aprile, ore 17.30, Dro, sala consiliare (vedi apposita segnalazione) – I solisti dell’Orchestra Haydn e i pupazzi di Luciano Gottardi – Mozart il piccolo stregone della musica
Sabato 9 maggio, Riva del Garda, [manca il luogo] – Duo Arkos, violino e fisarmonica – musiche klezmer e di Semyonov, Dvarionas, Piazzolla, Galliano
Venerdì 29 maggio, ore 20.45, Riva del Garda, Chiesa di S.Maria Assunta – Orchestra Haydn – Festival regionale di musica sacra
Sabato 20 giugno, ore 20.45, Riva del Garda, Chiesa dell’Inviolata – Ensemble Conservatorio – Musiche per tre sculture sacre
Venerdì 26 giugno, ore 20.45, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio – Recital del vincitore concorso pianistico internazionale Città di Verona
Sabato 24 ottobre, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio – Concerto dei migliori diplomati del Conservatorio
Sabato 7/14? novembre, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio – Trio Rezza-Turri-Romani, soprano, mezzosoprano, pianoforte, Sabrina Simonetto voce recitante -Â Donne in prima linea (Duetti d’Opera)
Sabato 21 novembre, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio – Quartetto vocale e pianoforte a quattro mani – Brahms, Liebeslieder
Martedì 8 dicembre, ore 18.00, Arco, Chiesa Collegiata – Camerata musicale Città di Arco – Concerto sinfonico
THE END (per ora!)
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COMUNICAZIONE, COMMUNIS ACTIO, AZIONE COMUNE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Aprile, 2015 @ 5:21 pmDetto altrimenti: insieme è meglio, all’interno di qualsiasi aggregazione umana  (post 2008)
Post 2008, anno 2008 – Film Gomorra, Garrone sceglie Saviano.
If you have an apple and I have one apple and we exchange theese apples, then you and I will still each have one apple.  But, if you have an idea and I have an idea and we exchange theese ideas, then each of us will have two ideas.     (G.B. Shaw).
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Ovvero
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Se noi due abbiamo una mela ciascuno e ce le scambiamo, alla fine avremo sempre una mela a testa. Ma se ognuno di noi due scambia con l’altro la propria idea, alla fine ognuno di noi avrà due idee.
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Ovvero
Da decenni la tecnica del pensare, del gestire, del governare processi,  ha abbandonato la vecchia scienza dell’IT – Information Technology per adottare l’ICT-Information Communication Technology. Anche la politica dovrebbe essere sempre meno basata su informazioni unidirezionali (informazioni raccolte dalle quali nascono decisioni assunte separatamente) e sempre più invece su decisioni maturate insieme fra chi le assume e chi le subisce. Se così fosse, tutti sarebbero più ricchi di idee, di consapevolezza, di condivisione, di partecipazione.
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NICOLA GRATTERI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Aprile, 2015 @ 2:14 pmDetto altrimenti: un uomo che lotta per tutti noi …Â Â (post 2007)
Post 2007, anno 2007 – Prodi cade e risorge. Brasile: arrestato Cesare Battisti.
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Magistrato impegnato in prima linea nella lotta alle mafie ed al traffico di droga. Ieri sera ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che faâ€, ha affermato che per sconfiggere il traffico di droga occorre intervenire a monte, offrendo ai contadini (ad esempio boliviani) la differenza prezzo fra il minor prezzo del mais e quello maggiore della coca.
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Io non credo che tale iniziativa possa essere realizzata, perchè immagino che – data la vastità e impervietà del territorio interessato – le bande criminali avrebbero buon gioco (rispetto ai vari eserciti e polizie) nel terrorizzare e “convincere†i contadini a continuare a produrre l’oro bianco.
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“Oro bianco†è il titolo dell’ultimo libro (Mondadori) scritto da Nicola Gratteri.
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Piuttosto credo che si possa e debba intervenire sui flussi dei finanziamenti della coca dalla produzione allo smercio al dettaglio. Infatti se alla produzione una quantità “x†di coca costa 100 ed allo smercio costa 10.000, all’interno di questo range vi è lo spazio per attrarre qualsiasi investimento di capitali.  Mi spiego. Io ho esportato legalmente un milione di euro. Una banca estera mi offre il 15% all’anno anticipato di interessi. Io accetto ben volentieri. Quella banca a sua volta investe quel milione in altra banca/finanziaria etc. e così via, in una catena nella quale ogni “anello†paga all’investitore un tasso di interessi sempre più elevato, tanto, alla fine, quel milione rende il 1000, 2000 % etc.  perchè esso è investito nella produzione, nel commercio e nella vendita della coca. Ed io? Io ho la coscienza tranquilla, ho investito una banca “regolareâ€, molto conosciuta, presente su tutte le piazze del mondo che volete che ne sappia io di che succede dopo, di cocaina o di Coca Cola che sia?
Dice … ma l’ONU? Gratteri risponde. “Figurarsi! Oggi l’ONU è occupato a discutere degli effetti della guerra dei Balcani di tredici anni fa … l’ONU è un posto per sfigati” (sic!).
Dico: allora io mi domando (come si domandava Cicerone): “Cui prodest? Cui bono?” Ovvero: ” A chi giova? A chi vien bene” (tutto ciò)?
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FIAB TRENTO E LE CITTA’ D’ARTE DELLA PIANURA PADANA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Aprile, 2015 @ 10:28 pmDetto altrimenti: FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, “vive†sul territorio attraverso singole associazioni. La nostra si chiama Fiab Trento.           (post 2006)
Post 2006, anno 2006 – Le T-shirt di Calderoli provocano incidenti con morti e feriti a Bengasi.
(questo post è stato scritto a quattro mani: le mie e soprattutto quelle di Manuela Dematté, la Past President di Fiab Trento)
FIAB Trento consta di 160 iscritti. Fra le altre iniziative, collabora con il Circuito delle 11 Città d’arte della Pianura Padana. Abbiamo già visitato Cremona, Modena, Monza, Bergamo e Lodi. Visiteremo Brescia, Reggio Emilia, Parma, Pavia, Piacenza, Vercelli. La bellezza delle nostre uscite? Lo stare insieme, l’occasione di visitare  le bellezze naturalistiche, artistiche e storiche del nostro paese, e … last but not least, appunto … pedalare insieme! Già … perché ovviamente la tratta Trento – Lodi l’abbiamo fatta in pullman con annesso carrello portabici, ma poi “Signori si scende e si pedala!†A Lodi siamo stati premurosamente accolti dal gruppo di amici-colleghi “Fiabbini†locali che ci hanno fatto da guida e che qui ancora ringraziamo”! Il reciproco scambio ospitale è un plusvalore che FIAB coltiva con convinzione: quando i Lodigiani verranno da noi li accompagneremo a pedalare sulle nostre piste ciclabili e a visitare le nostre bellezze naturali ed artistiche, ferma restando la componente enogastronomica, s’intende!
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Per farla breve:
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Lodi Vecchio (o Lodivecchio), una città (formalmente riconosciuta come tale) di 7500 abitanti a 8 km da Lodi, il suo primo nucleo celtico (Laus Pompeia) raso al suolo dai Milanesi nel 1111. Qui abbiamo visitato il nuovo – piccolo ma prezioso – museo archeologico con Enrico (e con il papà Alfredo), laureando in beni culturali il 28 aprile p.v., a farci da cicerone. In bocca al lupo, Enrico! E … alla balena …
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Indi abbiamo visitato la Basilica di San Bassiano, patrono di Lodi, con le spiegazioni di don Antonio Spini.
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Per pranzo, altri pochi km e ci siamo ritrovati all’ Osteria Le Gualdane, Cascina Gualdane, Lodivecchio (www.legualdane.it – 333 6403712 – 366 3668380), per degustare le specialità locali: affettati e pasta di salame con fagioli; risotto alla lodigiana con zafferano salsiccia e raspadura; tortionata, dolce tipico affine alla più nota sbrisolona. La raspadura è uno dei simboli gastronomici del Lodigiano: semplicemente la raschiatura in sottili scaglie di un formaggio grana giovane, fatta con un apposito coltellone piatto; raschiando la forma giovane si ottengono dei petali di formaggio sottili e soffici, che si prestano agli abbinamenti più disparati.
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Dopo pranzo, abbiamo ripedalato verso Lodi, rallentati per un bel tratto da un folto gregge di pecore con tantissimi agnellini, evidentemente sopravvissuti all’olocausto pasquale…
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Tornati in città , abbiamo attraversato il centro storico, stretto dai resti delle mura medievali che ricordano il tempo di Federico Barbarossa. Qui avevamo appuntamento con la guida gentilmente messa a nostra disposizione dal Comune, con cui abbiamo visitato il Duomo di stampo romanico ed il bellissimo Tempio Civico dell’Incoronata, nel quale abbiamo assistito alle prove del concerto che la sera stessa avrebbe tenuto il compositore pianista M° Dante Vanelli (0371 426663 – 335 6239338 – gvanelli@pressimmagine.it)
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Risaliti sul pullman alle 17 in punto per rispettare la tempistica regolamentare dell’autista, nonostante si avesse voglia di restare ancora un po’ per la bellezza del luogo ed il chiarore e tepore del pomeriggio, eravamo “stanchi ma feliciâ€. Per la precisione, stanchi ma neanche troppo! Sì perchè, contrariamente al luogo comune caro a certi giornalisti che in primavera amano titolare “Con l’arrivo della bella stagione gli amanti della bicicletta stanno tirando fuori la due ruote dalla naftalinaâ€, noi la bici la usiamo tutto l’anno quindi le prime gite ci trovano già allenati e vogliosi di pedalare senza affanni.
Quindi, che altro dire se non “Joint FIABâ€? Iscrivetevi alla FIAB! (adbtrento@libero.it — www.slowbiketrento.xoom.it)
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GG & G(D)G : GILBERTO GOVI & GIANNI DE GENNARO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Aprile, 2015 @ 6:46 amDetto altrimenti: alla scoperta di certe “divergenze parallele” Â Â Â Â (post 2005)
Post 2005, anno 2005 – Muore Papa Giovanni paolo II – Riccardo Muti lascia la Scala.
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Gilberto Govi  nella  commedia “Colpi di timone”  afferma: “Se il timoniere fa una manovra sbagliata perché ha un occhio pollino (malato, n. d. r.), la colpa è del comandante: vuol dire che non doveva imbarcare un timoniere con l’occhio pollinoâ€.
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Gianni De Gennaro. Capo della polizia al tempo delle torture nella Diaz. Ha fatto una gran carriera ed ora è nientepopodimenoche Presidente della Finmeccanica. Mi domando: vabbè il “promoveaturâ€, ma ora che la Corte Europea ha stabilito che i suoi sottoposti hanno torturato, si faccia da parte, cribbio! In caso contrario vorrà dire che l’immoralità è stata sconfitta dalla …amoralità ! Nel frattempo mi chiedo:
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a quanto ammonta il suo emolumento come Presidente Finmeccazina? Io – da ignorante (della materia) qual sono – stimo  stimo oltre 450.000 euro all’anno (per favore, chi mi può smentire si faccia avanti, grazie!);- ma non si doveva incassare non oltre l’emolumento del Capo dello Stato? Vorrà dire che a Mattarella hanno aumentato lo stipendio …
- Quante pensioni pubbliche percepisce De Gennaro?
- A quanto ammonta il totale che lo Stato paga all’ex capo di una onorata e meritevole Istituzione entro la quale tuttavia ha agito (“a sua insaputa�) una banda di torturatori?
Dice … ma è lo Stato che lo paga, mica sei tu. Dico:  bravo merlo! Ciascuno di noi è lo Stato!

Ecchèsarà mmaistato …ovvia … gnamo … tira via … gli è passato dimolto tempo …un facciamola  troppo lunga …
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Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi afferma “Confermo la fiducia a De Gennaroâ€. Io non condivido in pieno Renzi (innanzi tutto per come ha liquidato quel galantuomo di Letta). Tuttavia ammetto che “ha le palle†e chi ha le palle forse  è automaticamente anche un po’ spocchioso, si sa …. E poi mi chiedo: se dovesse andar via lui, chi avremmo da mettere al suo posto? Non vedo nessuno all’orizzonte. Quindi, dico “Forza Renziâ€. Si vabbè Matteo, però questa su De Gennaro non me la dovevi fare! Sai cosa penso io? Che le possibili spiegazioni siano tre:
- che ti sarebbe politicamente più faticoso gestire la sostituzione di De Gennaro che non sopportare le accuse per il fatto che lo lasci al suo posto. E ciò sulla base dell’antico detto popolare “Calati iunco ca passa la chinaâ€, ovvero, sopporta per un poco, che poi la piena passa e tu, canna che cresci nel letto del torrente, ti rialzi;
- oppure che il de cuius abbia in mano carte segrete che potrebbero danneggiare l’attuale (precario) equilibrio politico;
- oppure che De Gennaro sia un raccomandato di ferro (da tale San Gennaro).
Quartum non datur
P.S.: …ma … chi era all’epoca il ministro dal quale dipendeva il Capo della Polizia? Se non ricordo male un tale Fini Dr. Gianfranco … E se mi sbaglio mi corrigerete —
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LA SOCIALITÀ DELLA/NELLA POLITICA: ESTERNA ED INTERNA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Aprile, 2015 @ 5:39 amDetto altrimenti? Ma io sto proprio scrivendo da sempre “altrimentiâ€!  (post 2004)
Post 2004, anno 2004 – Muoiono Pantani e Umberto Agnelli. Berlusconi: meno tasse per tutti (o per Titti? O per Totti?).
Socialità esterna. Politica sociale, pensieri ed azioni rivolte alla socìetas, ovvero alla Società della Gente, ai Bisogni della Gente, soprattutto a quelli della gente con la “G†maiuscola non in quanto gente importante (gente minuscola, in quanto non ha bisogno di nulla), ma Gente Maiuscola in quanto Gente che ha Bisogno e quindi maggiormente degna di attenzione. Ovvero: politica sociale attenta ai Bisogni della Socìetas che ne subisce gli effetti. (maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso).
Socialità interna. Ma anche Politica sociale come pensieri e azioni rispettosi di chi la Politica la fa. Un esempio? Prendiamo un tema a caso: la mobilità cittadina. Ci si riunisce per molte sere per cercare di riordinare quanto ognuno in merito al problema ha “raccolto†dalle istanze della Gente (Gente: vedi sopra). Si ragiona, si coordina, si razionalizza, si sintetizza. Poi, una sera, improvvisamente, si presenta alle riunioni un personaggio che non aveva mai partecipato alle riunioni: il coordinatore cittadino di quel partito. Costui quale prende la parola e afferma. “Si fa cosà â€. E quel “cosà †è completamente all’opposto delle conclusioni “si fa così†del gruppo. Ecco un esempio di “politica asocialimente internaâ€: indifferente ai Bisogni di chi stava cercando di fare Politica.
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DEDICATO AL GIORNALISTA MARCELLO VENEZIANI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Aprile, 2015 @ 6:22 pmDetto altrimenti: ecchè? Credeva mica di cavarsela con quelle poche righe nel mio post precedente!? (post 2003)
Post 2003, anno 2003 – Muore Gianni Agnelli. I marines USA in Kwait.
Leggete il post precedente. La “logica†del signor giornalista Marcello Veneziani, la sua “buona fedeâ€, la sua  “democraziaâ€, la sua “obiettività â€, la sua “disponibilità alla comunicazioneâ€! Ma quando mai!? (Prima pagina, Radio 3, 8 aprile 2015 ore 07,15). Infatti Veneziani afferma:
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che la violenza dei poliziotti torturatori dentro al scuola DIAZ ci sta, perché va contestualizzata, ovvero va vista nel contesto delle violenze dei giorni prima, di quelle dei black blok che sfilavano sfasciando auto (mentre la polizia stava a guardare in attesa di manganellare ila colonna di pacifici dimostranti di una manifestazione autorizzata, n.d.r.). Ma via, Veneziani … noi il cervello non ce lo siamo mica bevuto …
- che le forze dell’ordine sono il baluardo … che dobbiamo dire loro grazie … che non vanno indebolite …
Io telefono. Mi passano la linea. Mi presento, Riccardo da Trento, figlio di un maresciallo dei carabinieri e replico:
- Non si possono contestualizzare due fatti così diversi. La violenza dei teppisti dei giorni prima non giustifica la carneficina a sangue freddo della polizia ai danni del “dormitorio Diazâ€.
- Non si può generalizzare “le forze dell’ordine sono un baluardo ..†né al contrario “sono un maleâ€. Occorre distinguere, se non altro visto che abbiamo carabinieri in galera perché trasformatisi in rapinatori e il quasi capo nazionale della Guardia di Finanza in galera per quattro anni per peculato, concussione, truffa, mafia, camorra … etc. .
Veneziani controreplica:
- “Si deve contestualizzare” (ipse dixit!, se lo ha detto lui … n.d.r.)
- “Non si deve generalizzare”, però poi generalizza: ” Evviva le forze dell’ordine, nostro baluardo”.
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Provo a ribattere, accenno una parola ma …
… Veneziani  mi toglie la linea! E bravo Veneziani! Avrà saputo che io, pur telefonando da Trento, sono genovese … sarà ancora rancoroso per la sconfitta navale subita dai Veneziani all’isola di Curzola per opera dei  Genovesi … E bravo Veneziani, ottima dimostrazione di democrazia, di logica, di precisione nei ragionamenti, di disponibilità all’ascolto.
Peccato … in altri tempi voi, caro giornalista, avreste fatto una grande carriera!
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