ALLA FINE, NONOSTANTE TUTTO, SIA PURE TARDI, LA VERITÀ E L’UMANITÀ HANNO IL SOPRAVVENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Aprile, 2015 @ 4:54 amDetto altrimenti: non riesco a passar sotto silenzio due fatti molto gravi …. (post 2002)
Post 2002, anno 2002 – Arriva l’Euro. Cogne: ucciso il piccolo Samuele.
1 – LA VERITA’ SULLA DIAZ, SU ARMANDO DIAZ E SU UN GIUDICE GENOVESE
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La Corte Europea di Strasburgo ha condannato l’Italia con riferimento al pestaggio –  letteralmente: alla tortura – di Arnaldo Cestaro (ed altri) alla scuola Diaz di Genova  il 21 luglio 2001 in quanto in Italia non è previsto il reato di tortura (la legge giace da due anni all’esame del parlamento), come invece prevede la legge europea.
Due bruttissime figure: l’avvenuta tortura; la sua mancata sanzione come reato previsto dall’ordinamento giuridico nazionale.
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Ricordiamo Armando Diaz, un valoroso generale meridionale che sostituì validamente (battaglia del Piave) l’inetto e irresponsabile Cadorna, autentico macellaio di centinaia di migliaia di nostri giovani, il responsabile di Caporetto, dove fu sconfitto da un tenentino nemico di nome Rommel che poi fece parlare di sè anche nella seconda guerra mondiale. Cadorna … non capirò mai perché a Milano gli sia intitolata una stazione della metropolitana. Armando Diaz non meritava certo che ora il suo nome fosse accomunato ai “fatti della Diazâ€. La Diaz, una scuola … molto vicina a Via Trento, a Genova, nel quartiere di Albaro, una collina urbana a oriente, verso l’alba, appunto. In Albaro abitavo io (Via Rodi). In Albaro abitava un mio amico (Via Sannazaro): insieme a sciare, insieme all’università . Poi io manager, lui presidente di tribunale. L’ho rivisto alla TV, intervistato, dopo che aveva assolto i torturatori della Diaz (e della caserma di Bolzaneto); prima che la sua sentenza venisse cancellata in appello; ben prima che l’Italia fosse condannata dalla Corte di Strasburgo. Si parla tanto di “responsabilità civile dei giudiciâ€. Qui vi è anche una enorme responsabilità morale per il danno arrecato alle vittime ed al paese intero, da ripagare quanto meno con una trattenuta sulla sua pensione! Dice … ma “quella la pensione” è un diritto acquisito. Ah, vabbè, se le cose stanno  così …
Perdonate un riferimento legale, impreciso quanto volete, ma significativo (dopo tutto, anche se nel 1968 mi laureai in giurisprudenza, poi ho fatto tutt’altro mestiere): l’erede legittimo ha un diritto acquisito, quello all’eredità . Ma se è “indegno”, ovvero se commette alcuni reati contro il suo dante causa, perde quel diritto. Per indegnità , appunto …
Come si chiama questo mio ex amico? Lasciamo perdere, non merita la citazione del proprio nome, non vale più la pena nominarlo, si merita piuttosto la pena della  damnatio memoriae, ovvero la cancellazione anche del suo stesso ricordo (il contrario della damnatio memoriae è l’apoteosi, così son sicuro di essere compreso). Nel frattempo forse dal male  nasce il bene: una legge che preveda il reato di tortura e che ogni agente in servizio di ordine pubblico sia contraddistinto da un numero sul giubbotto e sul casco. E’ chiedere troppo
POSTFAZIONE: … e quale è la responsabilità del legislatore che non ha legiferato? Ancora: esco di casa, in auto, oggi, 8 aprile 2015 ad ore 07,15, ascolto  Radio 3, Prima Pagina. Il conduttore-giornalista Marcello Veneziani dice che le violenze della polizia dentro la Diaz “vanno contestualizzate” (?? N.d.r..!) con quelle dei teppisti dei tre giorni precedenti e che non bisogna indebolire le forze dell’ordine. Io telefono, me lo passano, intervengo in diretta: contesto la sua “contestualizzazione” di due fatti che non possono assolutamente essere posti sui due piatti della stessa bilancia. Contesto inoltre la sua  “generalizzazione” sia  a favore che contro le forze dell’ordine e affermo che  la maggior parte è sana, ma vi sono carabinieri rapinatori e quasi-comandanti-in capo-della Guardia di Finanza che stanno scontando quattro anni di galera a S. Maria Capua Vetere. Mi risponde: “Occorre contestualizzare, i poliziotti nei giorni precedenti erano stati attaccati, hanno reagito (con torture? N.d.r.) … e poi, non bisogna generalizzare” (ma se ero io ad averlo detto?). Provo a ribattere e mi chiude la linea in faccia. E bravo il pseudo signor pseudo giornalista Veneziani!
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2 – L’UMANITA’
Cormano (Milano). Un neonato viene abbandonato in una stradina. Una passante lo scorge, lancia l’allarme. Il piccolo viene raccolto e salvato. All’ospedale di Niguarda giungono decine di richieste di adozione. Ecco, anche qui, dal male nasce il bene: decine di famiglie si fanno avanti per adottare Alberto.
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3 – LA CONCLUSIONE
Che non dobbiamo perdere la speranza che la verità è l’umanità alla fine abbiano il sopravvento.
4 – IL POST SCRIPTUM
Avere il sopravvento: quando le navi erano solo a vela (velieri) e per moltissimo tempo non riuscivano a “bolinare†ovvero a risalire il vento, in uno scontro navale era molto avvantaggiato il veliero che  “avesse il sopravvento†ovvero che si trovasse più vicino alla direzione dalla quale proveniva il vento rispetto all’avversario, il quale invece non avrebbe potuto manovrare con virate “contro ventoâ€.  Per capirsi: sulla terra ferma, in un pendio, fra due avversari è ovviamente avvantaggiato chi occupa la posizione più a monte, quella più elevata. Il sopravvento fu quello che contribuì alla vittoria della piccola flotta greca contro la grande flotta persiana all’isola di Salamina, oltre al fatto di avere I Greci attirato le numerosissime navi persiane in acque ristrette, entro le quali non poterono manovrare (ecchè, si capisce che io sono un velista? Mai negato).
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TENTATIVI DI BOTANICA DELLE RIFLESSIONI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Aprile, 2015 @ 12:56 pmDetto altrimenti: proviamo a coltivare un poco  la nostra mente  (il titolo l’ho copiato da “Tentativi di botanica degli affetti”, l’interessante e bel romanzo di Beatrice Masini – Bompiani)         (post 2001)
Post 2001, anno 2001 – Centenario della morte di Giuseppe Verdi. Marco Pantani indagato. Io no e dall’anno scorso, sono alla APM Altogarda Parcheggi e Moblità SpA, della quale, tanto per cambiare, ho creato il logo e il nome. Dopo pochi mesi e le dimissioni di due successivi presidenti, affidano a me la guida di questa SpA pubblico-privata, guida che mi sarà confermata in totale da ben quattro successivi sindaci cittadini.
LA SCOPERTA E L’USO DELLA LOGICA
Iniziamo dalla fisica: l’uomo non crea le leggi fisiche. Semplicemente, quando è molto bravo, le scopre e le spiega agli altri. I migliori scienziati del mondo stanno cerando di stabilire un rapporto fra scienza e fede, ma non sanno rispondere a quella che sarebbe il quesito risolutivo, ove si trovasse la risposta: perché la forza di gravità “tira†verso il basso? E non mi si dica “perchè il nucleo di ferro centrale della terra attrae …” perchè io domanderei “E perchè il nucleo di ferro centrale attrae invece – ad esempio – di respingere?” Albert Einstein diceva “I want to know God’s thought: the rest are details†(io vorrei conoscere il pensiero di Dio, il resto sono dettagli).
La morale, idem: il “non fare agli altri …; fai agli altri …†era già inciso nella roccia del Codice di Hammurabi, 2200 anni prima di Cristo.
Lo stesso vale per la musica. l’uomo “musico” scopre e spiega agli altri le regole dell’armonia, non le crea.
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E veniamo alla logica. “Sono le cinque†… “No, non sta piovendoâ€. Ecco una interlocuzione illogica. Ma anche in questo campo per quanto l’uomo si sforzi, sarà al massimo un “minatore†ovvero un “estrattore†dei principi logici dal profondo delle miniere di quanto già esiste, ovvero di quanto è già esistente, creato (quasi un gerundio, creato, sostantivo maschile singolare per i non credenti) e di quanto è stato  Creato (participio passato, per i credenti).
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QUALCOSA DA AMARE, QUALCOSA DA ODIARE
Il binomio più banale lo troviamo nelle tifoserie calcistiche delle squadre della stessa città . Se ne sentono di tutti i colori: “La nostra  è una fede, voi siete dei bastardiâ€. Incapaci di riempire il recipiente dei propri sentimenti con amore verso cose degne di tale attrazione;  e di repulsione verso cose degne di tale respingimento, si ricorre all’amore e all’odio di feticci.
L’umanità non riesce a vivere una vita “per l’amore del prossimoâ€: ha bisogno di crearsi un nemico da odiare, per riunirsi ad un gruppo di altre persone aventi lo stesso tipo di odio, e quindi per questo solo fatto, ad un gruppo composto da “persone da amareâ€. Ovvero: ci si ama, si convive, ci si aiuta solo in quanto si ha un comune nemico. e se questo nemico non esiste, nessun problema: lo si crea, lo si inventa. Detto, fatto: Voi, sporchi ebrei! – Voi, sempre i soliti comunisti! – Voi, infedeli! – Voi, nemici cristiani! –  Voi, capitalisti! – Voi lavoratori mai contenti! – Voi, terroni! – Voi, polentoni! Voi “ciusi” – Voi, negri! – Voi immigrati! – Voi Sunniti! – Voi Sciiti! Etc. etc.
 LA CONVIVENZA INTERRAZIALE E INTERRELIGIOSA
La convivenza interraziale è un falso problema, o almeno “dovrebbe†essere un falso problema, se non altro perché la “razza†che ci riguarda è una sola, quella umana. Quindi ipso facto ottimamente convivente con se stessa.
Più complicato è il problema della convivenza interreligiosa.
In ogni caso ogni convivenza fra gruppi inizia con la convivenza fra singole persone. Ora capita che qui in Tentino una famiglia di miei amici abbia adottato una bimba indiana (ha il nome di una dea indiana, come qui da noi una “Maria”), la quale a scuola – in quanto “diversa†– viene dileggiata dai suoi compagnetti  “tutti di pura razza bianca anzi trentina, ovvero da pascolo montano, tutto muscolo†e poca sensibilità , educazione, cultura, umanità , intelligenza, educazione, accoglienza, apertura mentale, etc.. (Ma …  intendiamoci: assolutamente non tutti i Trentini sono così. Anzi, il Trentino è terra e gente di accoglienza, sia chiaro, ma non in questo caso specifico).  Ora, provate un po’ a moltiplicare per “n” questi comportamenti e poi non ci si stupirà più di nulla di ciò che sta accadendo su ben altra scala (internazionale). Dice … ma che ci posso fare io con le guerre e le stragi nel medio oriente? Dico: ognuno di noi può e deve fare la sua parte, per piccola che sia. Un miliardo è pur sempre composto da tante piccole singole unità … e poi: se ogni singola goccia d’acqua di ogni fiume si rifiutasse di fare la sua parte … addio mare!
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POST 2000: UN POST A PEDALI (“Fiab Post!” Et post factum est!)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Aprile, 2015 @ 5:20 pmDetto altrimenti: e se duemila vi sembran pochi, provate voi a post …eggiar!   (post 2000)
Post 2000, anno 2000 – Prodi giù poi su. Manganelli capo della polizia (con quel nome … chi altro sennò?). Io inizio quello che sarà l’ultimo mio lavoro prima del pensionamento ma ve ne parlo al prossimo post.
PREMESSA: COME NASCE QUESTO BLOG ?

Andrea Bianchi e Mirna Moretti. Dietro a sinistra la moglie di Andrea, la art-fotografa Francesca Gregori
Ecco, ho trovato come “celebrare il 2000esimo post. Innanzi tutto raccontando l’origine dei vostri … “maliâ€, care lettrici e cari lettori. Intanto questo non sarebbe il “mio†blog. Infatti io sono solo uno scrittore su blog altrui, ovvero su TrentoBlog.it edito dall’amico Ing. Andrea Bianchi che poi è anche editore di MountainBlog Italia, EU e Asia! Scusate se è poco! Vi racconto come è andata. Un giorno la mia amica Mirna Moretti, grande lettrice e blogger di “Un libro al giorno†(tanti per anni ne ha recensiti!), mi informa di essere stata inserita in TrentoBlog (“Da un libro all’altroâ€) e che l’editore è alla ricerca di uno blogger che scriva su temi ed arte varia. Mi si propone questo ruolo. Incontro Andrea. Accetto. Semplice, no? Ed eccomi diventato uno 007 armato di … computer con  licenza di scrivere! Dopo poco ho raggiunto 300 lettori al giorno. Un grande successo, mi si dice. Poi viene aggiornata la procedura e i 300 scendono a 100, in quanto il nuovo sistema, di fronte ad un lettore che entri nel sistema più volte in un giorno, lo conteggia solo per una volta: acc …. dico io,  ma va bene lo stesso, dicono gli esperti (v. post precedente).
 MA ALLORA, COSA SCRIVERE IN QUESTO 2000esimo ARTICOLO?
Mi vengono in aiuto gli amici della FIAB Trento, Federazione Amici della Bicicletta. Già , perché oggi noi Fiabbini facciamo la prima uscita di stagione, di una ricca stagione a pedali + amicizia + natura + cultura, quale risulta dal programma che trovate su www.slowbiketrento.xoom.it e che pertanto ometto di riportare in questa sede. La nostra Associazione locale di  biciclisti-ciclo-natural-turisti vanta circa 150 iscritti (in crescita ogni settimana!). Oggi, lunedì di Pasqua, eravamo in 36. Tutti sono arrivati in auto da Trento a Sarche.
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Io invece ero a Riva del Garda, e quindi mi sono presentato all’appuntamento dopo avere pedalato per i 25 km che la dividono dal meeting point, compresa salita sulla strada di Drena. Si parte subito per la pista ciclabile Sarche-Pietramurata e quindi Pietramurata-Drò. Il tempo è splendido. Un certo vento da nord mantiene l’aria fresca e i colori vivaci: peccato per me averlo avuto contro durante la salita Dro-Lago di Cavedine-Sarche.
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A Drò riprendiamo verso nord la vecchia strada provinciale e dopo un paio di Km ci fermiamo – a destra – al Garden and Grill di Franz-Francesco (0039 347 4974274 – 0039 335 5766809 – info@gardenandgrilldro.it): 4000 metri quadrati di verde, gazebo, poltroncine al sole, aperitivo analcolico o leggermente alcolico. Un vero relax, accompagnato dalla simpatica e gentile accoglienza del titolare. Terrò presente questo posto non solo per un aperitivo “di passaggio in biciâ€, ma anche per una grigliata all’aperto, magari venendoci in auto, perché “dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto …†non so come la potrei mettere con i pedali!
36 ho detto. Ci siamo quindi traferiti nell’ adiacente Hotel Eden per una pastasciuttata in compallegria (compagnia + allegria: ecchè, solo D’Annunzio poteva permettersi di inventare parole nuove?). Quindi …
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… da Dro a Dro, in gelateria. Poi, verso le 15,00 il gruppo è ripartito verso nord per risalire, lungo la provinciale, al Lago di Cavedine (una scommessa: giunti al bar-Centro Velico di Andrea Danielli si saranno fermati per una sosta. Poi verificheremo …) e quindi a Sarche. Io, solo soletto, con la mia bandiera “FIAB†assicurata al portapacchi, in leggera discesa ma controvento – nel frattempo si è alzata l’Ora del Garda – sono tornato a Riva del Garda, dopo 54,5 km.
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Le foto? Ne inserisco qualcuna. Domani, da Trento, potrò scaricarne altre e vedrò come e cosa pubblicare di meglio. Tutte, poi, saranno inviate alla nostra collega Franca che le pubblicherà sul nostro sito.
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Che altro dire? Per il 2000esimo post vi sareste aspettati qualcosa di più serioso e importante? Ma cosa c’è di più importante dello stare insieme in amicizia? Le relazioni fra i popoli iniziano dalle relazioni fra le singole persone! Un grazie quindi al Presidente FIAB Gugliemo Duman – capo gita di questa prima uscita – per l’ottima organizzazione (di FIAB Trento e della gita!). Dice … ma delle tue lettrici e dei tuoi lettori che non sono iscritti alla FIAB che ne facciamo? Che ne facciamo, dico io? Li invitiamo ad iscriversi …. cribbio! “Joint FIAB Trentoâ€, dunque: iscriviti a FIAB Trento, ti troverai fra amici!
Altre foto in ordine sparso
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P.S.: mi perdonerete se trasformo direttamente in “testo” il commento dell’amico-editore Andrea Bianchi al mio 2000esimo post (ringraziandolo vivamente per le sue parole), ma che volete, non si sola bici vive l’uomo ….
“Caro Riccardo,
la generosità e al tempo stesso la professionalità – intesa come cura sia nella scelta dei temi, alternati tra quelli impegnati e quelli più leggeri, sia nella ricchezza meditata degli spunti di riflessione che offri – fa sì che tu sia oggi ben più di un blogger con più di 2000 post all’attivo: ti definirei piuttosto un amplificatore di entusiasmo e di passione, per di piú … contagioso! Non solo io in qualità di editore di TrentoBlog e prima ancora di amico, ma tutto il nostro staff di redazione ti è grato per il contributo che apporti ogni giorno a questa iniziativa editoriale online, che nel suo piccolo rappresenta però un grande spazio libero di espressione e di cultura, in linea con un tempo di crisi ma anche di grandi opportunità , in cui sono proprio le persone come noi, come te, ovvero come tutti i creativi capaci di re-inventare la lettura della realtà , quelle che possono aiutarci a vivere la ricchezza del presente, forti delle eredità del passato, animati dal sogno di un futuro migliore! Grazie Riccardo, godiamoci i prossimi 2000 post!
Andrea”
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IL PROSSIMO POST SARA’ IL N. 2000!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Aprile, 2015 @ 7:10 pmDetto altrimenti: un bel traguardo, per chi ha iniziato il 6 dicembre 2011!  (post 1999)
Post 1999, anno 1999 – Muore Fabrizio De Andrè. Da qualche post non vi racconto più che lavori io stessi  facendo in quegli anni: infatti sono stati molti,  e non ho voluto tediarvi. Dal 2000 ho iniziato un nuovo lavoro più “localmente significativo†(il mio ultimo prima della pensione) e ve ne parlerò nel post 2001.
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2000 post in quanti giorni? Provo a fare un calcolo (quasi esatto): fanno quasi 1217 giorni, il che significa 1,6 post al giorno in media, festività comprese. In totale ho ricevuto 2323 commenti scritti e di questo ringrazio le mie lettrici e di miei lettori. Grosso modo, ogni giorno un terzo dei miei lettori sono lettori di ritorno, cioè affezionati. Per due terzi sono lettori nuovi, ovvero lettori che approcciano il blog per la prima volta. La durata media di ogni contatto è di 1,50 minuti da parte – oggi – di circa 100 lettori al giorno. Ogni lettore sfoglia circa due pagine al giorno; ogni pagina contiene circa dieci post. Questi alcuni dati statistici.
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Ora sto pensando come celebrare il prossimo post, il n. 2000. Vedremo.
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Oggi vi parlo solo un particolare: poco fa, al TG3 delle 19,00 un politico già molto famoso e ancora molto, molto ricco, di fronte al tentativo di uno dei suoi di scippargli la leadership, ha dichiarato: “Nessuno può pensare di prendersi in eredità qualcosa per la quale io mi sono impegnato con 119 milioni di euro di fidejussioni†(mi domando: si è trattato di un credito (di firma) al suo partito: legittimo o “in nero�). (1)
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Recentemente io ho cambiato idea circa il finanziamento pubblico ai partiti: ero contrario, ora sono favorevole. Infatti in assenza di tale finanziamento, potrà fare politica (da posizione ingiustamente privilegiata) solo chi è molto ricco. Dice … ma poi le tesorerie rubano, le fondazioni … chi le controlla  ? Evvabbè, se uno ha preso arbitrariamente troppi antibiotici e sta male, se ne controlla la somministrazione, mica si vietano gli antibiotici!
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(La nota che segue è stata da me aggiunta dopo che io ho letto il commento di Giovanni Soncini a quanto sopra).
(1) leggete il mio post del 17 gennaio 2013 (e quello del successivo 31 gennaio). Quel politico prometteva che avrebbe abolito il finanziamento pubblico dei partiti. Mossa populista (la massa grida: “Evviva lui, evviva!”) ma anche furbetta: infatti in tal caso  solo i privati ricchi (cioè “lui”) possono finanziare il “proprio” partito … E oggi si scopre a quanto ammonta il suo “finanziamento”: a 119 milioni di euro di fidejussioni. Ora mi chiedo:
- lui ha percepito una commissione per ogni fidejussione rilasciata?
- Quali banche hanno erogato denaro a quel partito, con la garanzia di quelle fidejussioni?
- I denari concessi dalle banche al partito, sono stati rimborsati oppure le fidejussioni sono state attivate? Se invece (come è probabile, altrimenti lui avrebbe parlato anche di propri crediti erogati per cassa e non solo di fidejussioni) il partito ha rimborsato le banche, lo ha fatto a valere sul finanziamento pubblico incassato successivamente. Il che vuol dire che sulla prospettiva di tale futuro incasso si è innestato un insieme di operazioni finanziarie le quali hanno prodotto un vantaggio
- a quel partito, il quale ha avuto la disponibilità del denaro prima degli altri partiti;
- a lui, che ha guadagnato in termini di commissioni di fidejussione;
- alle banche, in termini di tassi di interesse sul credito erogato.
Ancora: ma se poi il finanziamento pubblico viene abolito, lui non può più contare sul rimborso (da parte pubblica) delle proprie esposizioni personali (le quali tenderebbero tuttavia a diminuire, diminuendo l’esigenza di far concorrenza agli altri partiti, impoveriti in quanto a loro volta  non più finanziati dal pubblico e senza poter contare su di un capo ricco). In ogni caso i denari che lui “uscirebbe” non avrebbero più la garanzia del rimborso pubblico. Ma allora delle due, l’una: o lui è un vero generosissimo filantropo,  oppure pensa che – una volta al governo con una maggioranza schiacciante – potrebbe trovare ben altri modi per far quadrare abbondantemente i propri conti. Che mente, lui! Altro che gli altri!
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TRENTINO MARKETING SPA E MARKETING DEL “TRENTINO SPAâ€
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Aprile, 2015 @ 6:30 pmDetto altrimenti: il turismo è una attività economica e va gestita con le tecniche del marketing aziendale   (post 1998)
Post 1998, anno 1998 – Italia caso Previti – Usa caso Monica L.
Il marketing (studio dei prodotti, del mercato, della concorrenza) non si può limitare alla stampa di depliant, all’acquisto di spazi pubblicitari, alla partecipazione a fiere. Infatti, prima di tutto il marketing è marketing di prodotto, nel senso che se non si dispone dei prodotti, the rest are details. Il prodotto, i prodotti (turistici): occorre “manutenzionare†quelli esistenti e crearne di nuovi.
 E qui il marketing si fa in tre (prima fase del ragionamento):
- marketing operativo, migliora i prodotti esistenti;
- marketing strategico: prepara i prodotti che prevede saranno richiesti dal mercato;
- marketing “diabolico†(la denominazione è mia): induce il mercato a richiedergli prodotti di cui i potenziali clienti proprio non avrebbero mai avuto necessità /desiderio.
Ora mi domando: cosa si sta facendo in Trentino soprattutto a livello delle prime due forme di marketing?
Passiamo alla fase successiva. Una volta messi a punto i prodotti (vedi sopra), occorre renderli accessibili a tutti, turisti e residenti, ad esempio attraverso un’unica banca dati alimentabile da tutti i soggetti (pubblici e privati) a ciò preventivamente legittimati/autorizzati, e accessibile (interrogabile) da chiunque, attraverso tutti gli strumenti informatici (computer, telefonini, tablet, etc.). Mi domando: lo si sta facendo in Trentino? Se la risposta è no, occorre provvedere. Se la risposta è si, mi domando come mai io che vivo ed opero all’interno di  associazioni ed entità culturali, sportive, sociali e politiche, etc. ancora non me ne sono accorto: forse c’è un difetto di informazione. Oppure sono io ad essere un imperdonabile distratto …? Alles kann sein …
Ed ora passiamo alla terza ed ultima fase del ragionamento. Ciò che non deve accadere in Trentino è che i soggetti del marketing si “nascondano†- sia pure inconsciamente e/o inconsapevolmente –  dietro l’alibi della “pluralità degli attoriâ€. Mi spiego: occorre chiarire una volta per tutte il “chi fa cosa†fra Assessorato, Trentino Marketing SpA, APT locali.  Già … perché nell’incertezza potrebbe accadere che fra tanti cuochi non ve ne sia poi nemmeno uno che abbia messo il sale nell’acqua della pasta … oppure che il sale sia stato messo da più cuochi, all’insaputa uno dell’altro.
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INTOLLERANZA RELIGIOSA E INDIFFERENZA LAICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Aprile, 2015 @ 5:00 amDetto altrimenti: ieri gli Ebrei oggi i Cristiani                           (post 1997)
Post 1997, anno 1997 – Guerra in Albania. E qui da noi? Lasciamo perdere …
La strage degli Ugonotti, le Crociate, la “conversione” degli indios d’America …
La storia si ripete.
Il genocidio  degli Ebrei. Molti la compivano, molti la subivano, pochi cercavano di impedirla e sono stati chiamati eroi. Ma se ad essere eroi furono pochi, ad essere indifferenti furono moltissimi.  L’allora nostro sovrano promulgò le leggi raziali (!!) e dopo l’armistizio dell’8 settembre fu fotografato sorridente a bordo della nave che lo portava in salvo oltre le linee, mentre 600.000 soldati italiani e l’intero popolo italiano erano allo sbando, preda dei Tedeschi.
La storia si ripete.
Strage dei Cristiani. Oggi bande criminali in molte parti del mondo trucidano migliaia di cristiani. Pochi cercano di impedire questi massacri. Moltissimi oggi  restano indifferenti, distratti.
La storia si ripete.
I nuovi eserciti. Quelli regolari e quelli di guerriglieri. Ne avevamo avuto uno – di guerriglieri – proprio vicino casa nostra, in Serbia (Milosevich). L’occidente si era preoccupato e aveva richiesto la restituzione dei prestiti al loro capo, che a sua volta aveva spalmato l’onere della restituzione sui vari stati della confederazione, che si sono ribellati non volendo pagare i debiti contratti dal capo per finanziare la sua burocrazia e il suo esercito di guerriglieri. Da qui la guerra dei Balcani che poi fece leva anche sulle differenze religiose. Tranne la Slovenia, “religiosamente uniforme† e armata (in nero) dall’occidente con colonne di gipponi trainanti – ognuno – un cannone anticarro. Quando si decise che quell’esercito si era (sufficientemente) auto-distrutto, sotto la guida di un pugno di uomini della Legione Straniera (con il carico di una nave piena di armi) in una settimana i Serbi furono ricacciati a casa loro.
Fanta-storia? Vedete un po’ voi … Io l’ho raccontata solo per fare un parallelo fra due armate di guerriglieri, quella di ieri e quella di oggi.
La storia si ripete.
Come combattere oggi questa terza guerra mondiale di aggressione terroristica? Costituendo gli Stati Uniti d’Europa; isolando economicamente e finanziariamente i terroristi;  rafforzando il contrasto a terra e da terra: temo infatti che – al punto in cui siamo – il porgere l’altra guancia non sia un rimedio efficace. Occorre “scacciare i mercanti (di morte) dal tempio (della pace).
Nel frattempo, gli USA, resisi indipendenti dal petrolio arabo, contrattano con l’Iran (limitazioni atomiche contro abolizione delle sanzioni) l’alleanza contro l’Isis nonostante l’opposizione di Israele e dell’Arabia Saudita … A maggior ragione lo “Scacchiere Europeo†deve diventare “Stati Uniti d’Europaâ€, per avere voce e forza in capitolo.
P.S.: “avere voce in capitolo†è un’espressione figurata rispetto a quella originaria, propria del diritto canonico, nel quale significa «avere diritto di voto in un capitolo, ovvero avere diritto di parola nell’adunanza capitolare, ad esempio nel “Capitolo Cattedrale”.
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LA POLITICA DEL CUCULO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Aprile, 2015 @ 12:48 pmDetto altrimenti: no, non il film del 1975 “Qualcuno volò sul nidi del cuculo†… no, bensì “ Qualcuno lavorò per il nido del … cuculo†…                                            (post 1996)
Post 1996, anno 1996 – Mucca pazza.
“Romagnaâ€, di Giovanni Pascoli: “… ch’io non ritrovi nella mia verzura / del cuculo ozioso i piccolini …†Cuculo ozioso? Perché mai? E’ presto detto. Il cuculo è infatti noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova. Esso consiste nel deporre il proprio uovo all’interno del nido che altri uccelli, con grande impegno molte giornate di lavoro, hanno costruito. La femmina del cuculo  infatti depone un solo uovo in ogni nido (altrui) da aprile in poi per un totale di circa quindici-venti uova, le quali tutte somigliano molto a quelle della specie “ospite” da lei stessa scelte come “balie di cova e allattamento”. Alla schiusa, che di norma avviene dopo circa dodici giorni, il piccolo del cuculo, con l’aiuto del dorso, si sbarazza delle altre uova non ancora schiuse presenti nel nido rimanendo quindi come unico ospite del nido. I genitori adottivi vengono ingannati da questo comportamento e nutrono il cuculo come se fosse un proprio nidiaceo per due-tre settimane.
Cuculo ozioso? Senza nulla togliere al Pascoli io preferirei definirlo “cuculo politicoâ€, non vi pare?
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…NUN KLINGEN SIE WIEDER!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Aprile, 2015 @ 7:54 amDetto altrimenti? “Oggi riprendono a suonare … gli antichi strumenti musicali!â€Â               (post 1995)
Post 1995, anno 1995 – Il centro destra vince i sondaggi, il centro sinistra le elezioni.
Stefania Neonato, pianista e fortepianista internazionale, insegnante di fortepiano alla Hochschule di Stoccarda, è la figlia di Mirna Moretti, Mirna, nata a Merano “ma†residente a Trento, Mirna … mia collega blogger “Tra un libro e l’altro†(www.trentoblog.it/mirnamoretti), mia “madrina†di blog nel senso che fu lei ad indicarmi all’editore Andrea Bianchi, collega nel circolo culturale privato Accademia delle Muse, Mirna gestore (o devo dire  gestrice?) del Gruppo di Lettura “LibrIncontri†presso il Cafè de la Paix a Trento, “gemella amicale†di mia moglie Maria Teresa … insomma, la presentazione è un po’ lunga ma chevvolete, lasciatemi questo spazio, le Donne (Dominae) citate se lo meritano tutto! Ma veniamo all’oggetto del post.
Ora suonano di nuovo. Chi? I vecchi … anzi, “antichi†strumenti musicali, fra i quali il fortepiano. “Fortepianoâ€? Per non ripetermi vi invito a rileggere i miei due post del 26 gennaio 2012: per trovarli, nel riquadro sotto il mio curriculum cliccate “fortepianoâ€. Ma perché un titolo in tedesco? Perchè Stefania suonerà il fortepiano nientepopodimenoché al MUSIKVEREIN di Vienna, sì … quell’Auditorium nel quale si tiene il famosissimo Concerto di Capodanno! E suonerà nel corso della manifestazione “Gesellschaft der Musikfreunde in Wien†(8-28 aprile 2015). In particolare Stefania suonerà il 17 aprile, con inizio alle ore 19,30 nella Glaeserner Saal, all’interno del concerto “Ein grosser Abend der kleinen Klaviereâ€. Saranno eseguite musiche di Ignaz Assmayer, Muzio Clementi, Graf Moritz von Dietrichstein, Josiph Haydn, Lorenz Schneider (riscritture di Mozart), Franz Schubert, Georg Christoph Wagenseil u.a..
Solo un brevissimo accenno allo strumento, “nonno†dei pianoforti. Costruito interamente in legno, di dimensioni ridotte, non ha la “potenza†del moderno pianoforte costruito per riempire con il suo suono grandi sale. Infatti, all’interno della cassa metallica di ogni pianoforte, le numerose corde metalliche sviluppano, nel loro insieme, una tensione di alcune tonnellate (sic) che – se non altro-sarebbe inimmaginabile pretendere che potesse essere sopportata dall’esile struttura in legno del fortepiano.
A differenza del suono del pianoforte che cala progressivamente dando il tempo alle onde sonore di riempire una grande sala ed allo stesso tempo consentendo alle singole note di “mescolarsi†fra di loro, il suono del fortepiano è più “individualistaâ€, ogni nota vive più di una vita sua propria ed inoltre cala subito di intensità per poi sfumare nella sua parte terminale: il che risponde alla sua missione di strumento per piccoli ambienti, quelli nei quali nei secoli passati si faceva musica. Questa sua “brevità †sonora richiede una minore pressione sul tasto – che fra l’altro ha una corsa più breve del tasto del pianoforte – e quindi una maggiore sensibilità del fortepianista, che deve calibrare la pressione delle dita all’interno di un arco spaziale e sonoro molto più ristretto.
Concludo con due domande
- Qual è l’importanza del fortepiano? Rispondo: quella di farci “sentire†la musica d’un tempo eseguita con gli strumenti di quel tempo.
- Perché mai i nostri talenti migliori devono andare ad insegnare a Stoccarda per poi suonare a Vienna? C’è un Corso Permanente di Fortepiano fra gli insegnamenti del Conservatorio Bonporti di Trento? Rispondo: non lo so davvero.
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LUNEDI’ DI PASQUA A MALGA ZAMBANA IN PAGANELLA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Aprile, 2015 @ 1:55 pmDetto altrimenti: sul finir della stagione sciistica                                 (post 1994)
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Post 1994, anno 1994 –  Silvio, rimembri ancora / quel tempo della tua vita mortale, / quando beltà splendea / negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, / e tu, lieto e pensoso, nel limitare / dell’agone politico scendevi? - Oddio, che splendesse “beltà †… ci sarebbe da ridire, ma chevvolete, non ho trovato una strofa migliore di questa …
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Evvabbè, anche ‘sta mattina, dopo avere scritto un paio di posts (che buffo scriverli al plurale, con la “s†finale … è un po’ come dire che “in quella strada ci sono due barsâ€) ho fatto una puntatina a sciare  in Paganella … za che l’è pagià … nel senso che ho l’abbonamento … così, per salutarla, visto che nei tre giorni pasquali starò in famiglia. Neve ce n’è ancora, soprattutto sulle piste alte, solo che il vento da nord dei giorni scorsi ha ghiacciato qualche tratto tal che conviene iniziare a sciare alle 09,30. Ma io, nei secoli fedele alla prima cabinovia, ho iniziato alle 08,30! Ma quand’è che ti calmi, dice mia moglie. Che dire? Quest’anno è nevicato molto meno del precedente, abbiamo iniziato 15 giorni dopo e terminato 15 giorni prima, ma tant’è … non vi dico quanti giorni ho sciato perché … perché mi vergogno un poco!
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Oggi, comunque, ultimo saluto alla montagna che pu bele no ghe n’è … con una sosta a salutare Mirco & C., il nuovo (rispetto all’anno precedente) gestore della mia malga preferita, la Malga Zambana, vista Brenta. Mirco mi ha inviato alla festa sci-gastronomica del lunedì, ma io sarò con gli amici FIAB Trento alla prima pedalata della stagione nella Busa del Garda. Lo so che mi perderò qualcosa di buono, ma FIAB è FIAB!
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A proposito, non siete (ancora) iscritti alla FIAB? Male, male ragazzi, non sapete cosa vi state perdendo: andate un po’ a vedere sul nostro sito www.slowbiketrento.xoom.it e vedrete! Cosa? Che dite? Non siete “gran pedalatori� Nessun problema: infatti la nostra è una associazione culturale, non sportiva tipo quelli che guai a non arrivare primi … E allora dai, vi aspettiamo!
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BUONA PASQUA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Aprile, 2015 @ 5:44 amDetto altrimenti? Buona Pasqua!         (post 1993)
Post 1993, anno 1993 – Sfida Fini-Rutelli? Il già craxiano Berlusconi appoggia Fini e lo sdogana: quo vadis, Silvie?
Amiche lettrici ed amici lettori, brevissimi auguri di una Buona Pasqua:
di Resurrezione per i credenti in una Religione che è Creazione e Resurrezione;- di “resurrezione della ragione umana†per tutti, credenti e non, innanzi tutto per una resurrezione della pace nel mondo; quindi per una più equa distribuzione delle risorse mondiali; infine per un maggiore rispetto della natura. Ecco, mi sono chiesto quali avrebbero potuto essere le mie tre più avvertite priorità … L’elenco intero poi sarebbe lungo, ma ho preferito concentrarmi sulle “prime priorità â€â€¦
Riccardo























![Aristotile[1]](http://www.trentoblog.it/riccardolucatti/wp-content/uploads/2015/04/Aristotile1-150x150.jpg)
































