RAI TRENTO, AGENZIA DELLE ENTRATE DI TORINO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Marzo, 2015 @ 9:42 amDetto altrimenti: e parliamone …  quando le cose funzionano bene!  (post 1982)
Post 1982, anno 1982 – Pio La Torre assassinato. Il generale Dalla Chiesa anticipa il suo arrivo in Sicilia. Io lavoro in Siemens Data a Milano e abito a Monza. mi “sacrifico” e passo due mesi sul Chiemsee a studiare tedesco (Siemens hat alles bezhalt!)
- Nella seconda casa il canone RAI non è dovuto.
- Per un certo periodo, in occasione del suo trasloco, mia suocera ha risieduto nella mia seconda casa. In questo caso il canone RAI  è dovuto. Io l’ho pagato.
- Successivamente, quando mia suocera non è stata più residente nella mia seconda casa, mi sono dimenticato di interrompere i pagamenti.
- Me ne sono accorto dopo anni.
- Ho chiesto il rimborso tramite RAI Trento -gentilissima Sig. a Monica. (Ufficio Abbonamenti).
- Dopo poco più di un mese ricevo dall’Agenzia delle Entrate di Torino l’avviso che mi stavano spedendo l’assegno (oltre €1.000,00)  di rimborso.
- Ricevo l’assegno.
Una considerazione e due ringraziamenti
- Oh, finalmente qualcosa che funziona, e bene, sia persone che uffici pubblici!
- Grazie alla Gentilissima Sig.a Monica di RAI Trento per le precise indicazioni.
- Grazie all’Agenzia delle Entrate di Torino che NON mi ha chiesto copia dei pagamenti da me effettuati (non li avrei mai potuti  ritrovare!) ma che ha verificato nei suoi conti.
IL LEADER E I SUOI SEGUACI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Marzo, 2015 @ 9:28 amDetto altrimenti. una piccola analisi pscicologica delle diverse figure …. (post 1981)
Post 1981, anno 1981 – Nasce mio figlio Edoardo. Vengo promosso e trasferito da Stet Torino a Stet Roma: rifiuto (errore). Vengo trasferito a   Milano (Siemens) – Non passa l’abolizione della legge sull’aborto – Si registrano i danni dello spopolamento del sud, delle campagne e della piccola media impresa a fronte del gigantismo di alcune grosse industrie.
Il leader “troppo leaderâ€, dotato di una (eccessiva) autorevolezza, esercita (troppa) autorità . C’è chi reagisce e cerca di creare una alternativa. C’è chi lo approva, sostiene o più spesso – nella speranza di trarne vantaggi – chi lo subisce.
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Opportunismo?  Interesse? Pigrizia mentale? Sta di fatto che anch’io io sono rimasto affascinato da un leader, un leader del pensiero, uno fra i tanti, tale Josif Brodskij, premio Nobel russo per la poesia sepolto a Venezia, il quale all’inizio del suo libro “Il canto del pendoloâ€, (Ed. Adelphi), rivolgendosi ad un gruppo di universitari, dice loro “Diffidate dei pareri uniformi, delle masse osannanti, delle unanimità acclamanti, dei bilanci ben assestati, degli eserciti poderosi … se non altro perché dentro i grandi numeri più facilmente può allignare il maleâ€.
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Trentoblog  ospita i miei post, qui a Trento, ovviamente! E a Trento, in Trentino, abbiamo l’ Autonomia Amministrativa. Autonomia che significa necessità – desiderio – volontà – capacità di autogoverno: un’Autonomia Amministrativa così marcata da essere anche Autonomia (quasi) Politica.  Mi sta bene, anzi, benissimo. Ma a monte vi è una ulteriore Autonomia, una “Autonomia pre-politicaâ€, quella del pensiero: autonomia di e del pensiero di ognuno anche rispetto al Leader-Pensiero, autonomia di pensiero che si manifesta attraverso una critica costruttiva, una analisi propositiva che vive di originalità , indipendenza, comunicazione, ovvero di communis actio – azione comune – dialogo bidirezionale e non di “vieni qui che ti dico come devi pensareâ€.
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RAFFAELE CANTONE IN TV
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Marzo, 2015 @ 8:51 amDetto altrimenti: a “Che tempo che fa”  ….    (post 1980)
Post 1980, anno 1980 – Prosegue il mio lavoro in STET, a Torino. Strage di Bologna e di Ustica. Da tempo, ormai, gli anni che “ricordo†qui sui miei post sono anni che ricordo personalmente! Al proposito due osservazioni:
- mi accorgo di capire a fondo aspetti significativi di quegli anni solo ora. In allora, infatti, la preoccupazione del lavoro, della “carriera†e della famiglia che cresceva occupavano troppo spazio della mia mente.
- Che succederà quando avrà superato il post n. 2015? Cosa dirò degli “anni futuri� Ci ho già pensato: farò come Orwell, me li inventerò!
Raffaele Cantone. Ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che faâ€, fra l’altro a presentare un suo libro. Avrei preferito di no. Che non ci fosse andato, il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, a farsi intervistare da Fazio. No. Proprio avrei preferito che non si fosse mostrato, con la sua logica, il suo modo di ragionare, di essere. Non che ci sia nulla di male nella persona, anzi! Ma a mio sommesso avviso molto meglio sarebbe stato se Cantone fosse rimasto più “nascostoâ€, più enigmatico, meno “svelatoâ€, e quindi più imprevedibile e pericoloso per la malavita.
Mi vengono alla mente certe facce di iraniani. Qualche anno prima (del 1980) – s’era al tempo dello Scià – ero a Teheran per affari: trattavo con ministri e personaggi dell’alta finanza e industria locale, per offrire loro la vendita di piccole centraline solari da utilizzare a macchia di leopardo nel deserto, apparati costruiti in Italia da una importante Società del gruppo IRI che mi aveva conferito quel mandato. Ecco, le facce delle persone che avevo dinnanzi erano imperturbabili, imperscrutabili, non lasciavano trasparire emozione alcuna, nessun segno di approvazione, incertezza o contrarietà rispetto al progetto di cui si stava discutendo. Io non riuscivo a capire quale fosse il loro orientamento: ciò rendeva loro più forti nella trattativa e me più debole.
P.S.: il “paragone iraniano” di cui sopra non deve essere inteso nel senso che io, a Teheran, fossi la “malavita di turno” da combattere … per carità … ma solo nel senso del “valore, funzione e peso dell’imperscrutabilità ” di un interlocutore.
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LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO VABBE’, MA PAPA FRANCESCO, IERI, A SCAMPIA ……
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Marzo, 2015 @ 5:34 pmDetto altrimenti: L’espressione venne utilizzata da  Camillo Benso Conte di Cavour in occasione del suo primo intervento al parlamento del Regno d’Italia, il 17 marzo 1861, che portò alla proclamazione di Roma come capitale del regno. Secondo il suo pensiero il Papa doveva dedicarsi unicamente al potere spirituale dimenticandosi il potere temporale sui suoi possedimenti; ciò avrebbe permesso la convivenza fra Stato e Chiesa.          (post 1979)
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Post 1979, anno 1979 – Il terrorismo imperversa. Inflazione al 22% – Stretta creditizia feroce. La SIP ha le tariffe bloccate dalla carenza del governo centrale e gli investimenti bloccati. La principale nostra SpA manufatturia, la Itatel (Ex Sit-Siemens), ha un magazzino  di invenduto pari al fatturato di un anno! Io, alla Finanza della Stet, registro costi effettivi annui del denaro anche al 35-40%. Ho proposto e formalizzato con la Comit Torino (Direttore Fausti) la prima operazione del mercato su accettazioni bancarie. Le banche intermediano molto, troppo dice taluno, ed hanno bilanci fa-vo-lo-si.  L’economia reale no.
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Ripensiamo a quella frase. Cavour si preoccupava che la Chiesa non avesse il potere temporale sul territorio. Oggi Papa Francesco – da ultimo durante la sua visita a Scampia – cerca di indirizzare i comportamenti umani su di un piano (religioso che allo stesso tempo è anche un piano) sociale e civile, il che a mi avviso ne fa anche un ottimo “Capo Politicoâ€: “capo non di territori†ma “Condottiero delle mentiâ€, di tutte le menti, innanzi tutto di quelle laiche.
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A cosa ci vuole condurre, infatti, Papa Francesco? All’accoglienza dell’altro; alla convivenza di tutti i popoli; al diritto al lavoro per tutti; alla lotta alla malavita. Ora, provate a dimenticare che Francesco sia un papa, il Papa: un politico che nel suo programma avesse l’accoglienza e l’integrazione dei popoli; lo sviluppo dell’occupazione in favore di tutti; la lotta alla malavita … be’ … quest’uomo non sarebbe un ottimo aspirante Capo Politico?
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Quindi la frase  “libera Chiesa in libero statoâ€, ove sia detta altrimenti, oggi mi suona così: “Il libero pensiero di Papa Francesco conduce ogni persona al mondo ad uno stato di libertà innanzi tutto civile e laica â€.
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MUSICA A RIVA DEL GARDA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Marzo, 2015 @ 7:43 amDetto altrimenti: gli “Amici della Musica†commemorano Ruggero Polito  (post 1978)
Post 1978, anno 1978 – aprile-maggio, rapimento di Aldo Moro e uccisione sua e della sua scorta.
A un anno dalla scomparsa del loro Past President, concerto presso la sala del Conservatorio Bonporti in Riva del Garda. L’ Associazione Amici della Musica, sodalizio presieduto per mezzo secolo dal compianto Ruggero Polito gli ha dedicato un concerto. Sala piena: molti gli amici di Riva e di Arco (il M° Giorgio Ulivieri, il M° Riccardo Giavina, il Professor Farina); molti quelli arrivati da Roma, Parma e Rovereto, fra i quali la Signora Amato, vedova del giudice Mario Amato vittima dei NAR,  (Ruggero è stato Presidente del locale Tribunale) e da Trento (Ruggero faceva parte del locale circolo culturale privato “ Accademia delle Museâ€), fra i quali il giornalista-storico Luigi Sardi e signora Daniela. Molti anche i giudici in servizio ed in pensione, fra i quali l’amico Piero Chiaro. Non sono mancati gli avvocati del Foro Roveretano, fra i quali l’ Avv. Ballardini e il Presidente dell’Associazione, Avv. Claudio Malfer. Presentazione e ricordo del Presidente dell’Associazione Franco Ballardini, dell’Assessore alle Attività Culturali del Comune Flavia Brunelli, del Sindaco Adalberto Mosaner. In sala, in prima fila, la moglie Maria Grazia e i cinque nipotini. Indi, le figlie Patrizia, Anna Carla, Elisabetta,  con i mariti ed i cinque nipoti.
Maria Teresa, una socia dell’Associazione,  lo ha voluto ricordare così:
La scomparsa di Ruggero Polito un anno fa (ma pare appena ieri) ha lasciato un vuoto così grande, che quasi nessuno in quel momento è riuscito ad esprimere i propri sentimenti. Oggi desideriamo ricordarlo attraverso una particolare vicinanza alla moglie Maria Grazia e alle figlie con le rispettive famiglie, con un pensiero ancor più intenso ai cinque nipoti, che adorava.
Ruggero era solare, aperto, entusiasta di tutto ciò che è cultura, arte, umanità . Era intellettualmente curioso nel senso più nobile del termine e lo manifestava con garbo e signorilità tali da far sentire importante chiunque gli fornisse qualche informazione o spiegazione. Infatti, pur avendo interessi e cultura enciclopedici, ascoltava con un’attenzione che si percepiva in modo palpabile e che faceva emergere la sua gioia nello scoprire ancora qualcosa. Sì, perché ogni scoperta – nonostante tale sua cultura – lo rendeva raggiante e ciò era visibile nel suo sorriso.
Ci sono tanti sorrisi, è sempre bello incontrare persone che sorridono. Ma il sorriso di Ruggero Polito era speciale, faceva star bene e non si può dimenticare. Come è tipico di molte persone che ricoprono ruoli prestigiosi, avrebbe potuto far sentire la sua importanza. Invece no. Ruggero era Presidente di Tribunale, ma aveva un’incredibile immediatezza nel rapportarsi con tutti, un’amabilità autentica, innata, perché la sua intelligenza, sensibilità e signorilità gli precludevano qualunque atteggiamento artificioso.
Chi lo conosceva bene sa quanto fosse sempre pronto ad ascoltare, aiutare, prendersi a cuore problemi e difficoltà di altri con disponibilità , gentilezza e vicinanza autentiche.
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Oggi l’Associazione Amici della Musica, che Ruggero ha presieduto per mezzo secolo, gli dedica un concerto di violino e pianoforte: strumenti che egli suonava con amore, anzi con passione. Tutti sappiamo quanta parte della sua vita egli abbia dedicato con entusiasmo alla musica, oltre che alla famiglia e alla giustizia. Sono indimenticabili i sorrisi con cui Ruggero, terminata un’esecuzione, si rivolgeva a chi lo aveva ascoltato: erano segni di gioia intensa per aver fatto musica sì, ma anche e soprattutto per averla condivisa con familiari ed amici nelle frequenti riunioni anche conviviali che insieme a Maria Grazia gli piaceva organizzare a casa sua.
E’ bello ricordare infine la sua generosità anche nel sostenere giovani musicisti, dando loro la piena disponibilità dei suoi preziosi violini. Per questo la sua memoria sarà onorata se tutti noi continueremo a sostenere l’Associazione Amici della Musica che Ruggero tanto amava.
Mi piace pensare, e ne sono sicura, che tra poco, quando le note volteggeranno in questa sala, Ruggero sia qui e sorrida intorno a chi suona e intorno a noi.
Un  commosso applauso ha accolto queste parole.
Il concerto, organizzato grazie alla collaborazione e disponibilità della professoressa Marvi Zanoni di Rovereto: al pianoforte Gabriele Iorio, classe 1994, musicista trentino già pluri affermato. Al violino, Teofil Milenkovic, classe 2000, ovvero quindicenne! Senza assolutamente nulla togliere all’ottimo pianista, sia per l’età sia per il ruolo stesso dello strumento all’interno del concerto scelto il più giovane violinista ha  letteralmente rapitola platea. Figlio d’arte, ha già vinto quaranta premi internazionali. L’ultimo brano è stato eseguito dal violinista insieme al fratello minore Atanassie, undici anni, al violoncello.
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Il programma eseguito:
- Tomaso Vitali (1663 – 1745), Ciaccona, per violino e pianoforte
- L. W. Beethoven, Sonata n. 8. Op. 30, n. 3
- Pablo de Sarasate (1844 – 1908), Zigeunerweisen
- Niccolò Paganini (1782 – 1840), I Palpiti, per violino e pianoforte
- John Williams (1922 – 1994), Schindler’s List Theme, per violino e pianoforte
- Niccolò Paganini (1782 – 1840), Capriccio n. 24 e Capriccio n. 11, per violino solo (in realtà , come ho detto, accompagnato dal violoncello del fratello minore Atanassie, di 11 anni!).
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Doppia emozione, quindi: il concerto, il ricordo. Un’occasione per sottolineare a tutti i presenti che il modo migliore per mantenere vivo il ricordo e l’affetto verso Ruggero è mantenere viva la “sua†Associazione, sostenendola con l’adesione, le sponsorizzazioni ma soprattutto con la costante presenza ai concerti che essa organizza.
Ruggero, napoletano d’origine, roveretano di “Presidenza” (del Tribunale), non ha voluto lasciare Riva del Garda, dove era stato Pretore, Riva del Garda, la sua patria d’elezione, città alla quale è stato molto legato per tanti aspetti, città alla quale ha dato molto, città che sicuramente gli deve molto.
Grazie, Ruggero!
Oggi, domenica 22 marzo 2015, ad ore 10,30, nella Chiesa Arcipretale di Riva del Garda, S. Messa di commemorazione.
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LA CINA E’ VICINA (ALLA PIRELLI)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Marzo, 2015 @ 2:29 pmDetto altrimenti: sempre più vicina, in automobili con pneumatici Pirelli!   (post 1977
Post 1977, anno 1977 – Primo processo a politici, per corruzione. Le BR imperversano.
Bank of China a Milano, Via S. Margherita 14/16. Â Dagong Europe, l‘Agenzia di rating cinese a Milano, Via dell’Orso, 8. Ora sentiamo che la Cina si compera (il pacchetto di controllo di maggioranza relativa de) la Pirelli dal Signor Tronchetti Provera.
Su quali aspetti dobbiamo fare un po’ di attenzione? Ci provo:
- Se io ho la maggioranza di una Spa e la vendo (a caro prezzo) ad un terzo, i miliardi del (caro) prezzo non vanno “dentro†la società , ma nelle mie tasche.
- I denari freschi “entrano nella società †solo se qualcuno (in questo caso dall’estero) sottoscrive un aumento di capitale della società (il che in questo caso non è escluso che avvenga, in parallelo alla cessione di azioni dalla finanziaria di Tronchetti Provera a quella dei Cinesi).
- Altri azionisti del pacchetto di controllo sono due importanti banche italiane. Qual è il loro ruolo nell’operazione?
Se io ho la maggioranza di una finanziaria che possiede la maggioranza di … etc., alla fine io possiedo solo una minima parte del capitale sociale della società controllata (quella operativa), ma ne ho il comando, che poi è l’effettivo oggetto del desiderio dell’acquirente.- Per fare tutto ciò occorre tener conto della eventualità “tecnica†del rischio di  infrangere la legge italiana contro il rialzo artificioso delle quotazioni di borsa. Ecco che però si può sospendere la quotazione in borsa per un certo periodo …
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Bisogna essere specifici ed attenti: l’Italia attira capitali esteri per incrementare l’attività di società che sono e restano italiane, oppure attira soggetti esteri che si comperano le nostre società ? Storicamente direi che siamo di fronte ad una “colonizzazione di ritorno”. Infatti, i Portoghesi sono stati i primi colonizzatori e nel 1850 noi Europei abbiamo fatto ben due guerre alla Cina (le cosiddette guerre dell’oppio), “rea” di non volere più importare l’oppio che la GB faceva coltivare ai propri schiavi (“coolies”, fa più fine …) nella sua colonia India. Oggi, le ex colonie portoghesi si stanno comperando le Spa del Portogallo, e la Cina …
PERCHÉ I LUPI SE NE VANNO?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Marzo, 2015 @ 9:15 amDetto altrimenti: perché loro si e altri no?   (post 1976)
Post 1976, anno 1976 – A capo della finanza Italia della Stet- Società Finanziaria telefonica p. A, Torino, la prima, più grande società finanziaria italiana. Due anni prima ero impiegato della Comit. Ma per capire quale sia stata la “vera” fortuna che io ebbi,  leggete il post sul mio nuovo capo di allora: Ruggero Cengo Romano, il mio terzo genitore, per gli insegnamenti di lavoro e soprattutto di vita che mi ha dato con il suo esempio!
Io non credo. Io non sono un credente. Ma no … cosa avete capito? In Dio io credo! Ben altra è la “verità †alla quale io non ho mai creduto: e cioè io non credo che chi sia sorpreso con le mani nel sacco o quasi, se la possa cavare come lo Stato della canzone Don Raffaè del compianto Fabrizio De Andrè:
“si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità â€
meritandosi il plauso di chi … di chi in realtà non vedeva l’ora che togliesse l’incomodo! Appunto. Un po’ come gli operai che avevano costruito la piramide con i suoi segreti: il faraone li faceva uccidere, che non li svelassero a nessuno quei segreti!  E qui da De Andrè passo al Manzoni: “ Troncare e sopire, sopire e troncare molto reverendo padre ..â€. Ecco, troncare, sopire, far dimenticare, togliere dalle prime pagine altrimenti … altrimenti ce n’è per tutti noi. Tutti “noiâ€? No, scusate, avrei dovuto dire “ tutti loroâ€. Già , perché le “nobili dimissioniâ€,  il gesto di “alta responsabilità †lo vediamo quando l’impiccio sfiora grossissimi interessi economici: furti continuati ed aggravati del denaro e della fede pubblica (la rapina alle tesorerie dei partiti) e l’abbuffata degli appalti pilotati: hai visto mai che si scoperchi tutto! E infatti ce lo diceva il buon Craxi che tanto “così fan tutte†(le segreterie dei partiti, le commissioni aggiudicatrici, etc.).
Ed allora, che fare?
I partiti? Dice ,… via il finanziamento pubblico, così imparano! Eh già , signori … io stesso la pensavo così, ma questa volta non sono stato uno stupido ed ho cambiato idea. Infatti solo gli stupidi non la cambiano mai! E oggi, con l’abolizione del loro finanziamento pubblico,  ‘l tacon l’è pezo del bus: stai arbitrariamente abusando degli antibiotici? Ed io vieto gli antibiotici. Ecco come mi suona oggi l’abolizione di quel finanziamento.
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Ma veniamo ai lupi, anzi, ai Lupi. Il sistema Incalza vigeva da decenni: il burocrate aveva più potere del ministro. E il ministro se lo teneva buono. Solo che “vietare†l’antibiotico – in questo caso inquisire Incalza e dimissionare il ministro – non è una soluzione sufficiente. Nemmeno è sufficiente inasprire le pene per questi reati. Infatti occorre esaminare eventuali colpe del passato (ove non prescritte, per carità , ci mancherebbe altro!) e soprattutto riscrivere le regole per gli appalti pubblici: oggi sono troppe, complicate, contraddittorie, ambigue, eludibili come una fetta di emmenthal svizzero, la quale si sa, è piena di buchi! E dire che i nostri antichi padri romani (Romani d’un tempo, capiamoci!) ce lo avevano ben insegnato che “plurimae leges corruptissima republicaâ€!
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E invece, nel frattempo, sopire e troncare, troncare e sopire, molto reverendo padre … (Firmato Don Lisander, in arte Alessandro Manzoni)
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LA STRAGE CONTINUA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Marzo, 2015 @ 7:27 amDetto altrimenti: c’est l’argent qui fait la guerre …    (post 1975)
Post 1975, anno 1975 – I diciottenni ammessi a votare alle amministrative.
ISIS … sembra l’acronimo di un ente …Istituto Superiore Internazionale di Scienze, invece è una sigla di morte. Di morte e di denaro: la liquidità del solo governo libico depositata in numerose banche internazionali è calcolata in 150 miliardi di dollari USA. Chi avrà il potere in Libia avrà il denaro della Libia. Ed allora, se tanto mi dà tanto, a quanto ammonta il totale del tesoro dei paesi al cui interno agisce l’Isis ?
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Il mi’ babbo, un toscanaccio doc tipo “maledetti toscani†di Curzio Malaparte, soleva dire. “Un mi venite a dire che Cristo gli è morto di sonno …â€, ovvero: non raccontatemi frottole: fanatismo religioso? Quando mai!?
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ALEA IACTA EST
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Marzo, 2015 @ 6:41 amDetto altrimenti: il dado è tratto!    (post 1974)
Post 1974, anno 1974 – Austerità , terrorismo, 65.000 fiattini in cassa integrazione.  Alea iacta est: io lascio un transatlantico (la Comit) e a 30 anni divento dirigente su un aliscafo (piccola impresa privata).
Il dado è tratto, la scelta ormai è fatta, la sfida lanciata/accettata, ormai non si torna indietro. Così disse Giulio Cesare, passando il Rubicone con un esercito, dando inizio alla seconda guerra civile dell’antica Roma.
Oggi il “dado†spesso viene “trattoâ€, ovvero lanciato dai partiti politici. Novelli Fregoli lanciano una sfida a loro stessi: cambiano nome, si scindono, si rifondano, nascono, rinascono, risorgono come l’araba fenice, sperimentano. Ma “sperimentano†cosa? Molto spesso solo loro stessi, la propria capacità o meno di raccogliere (maggiori) consensi. Il dado è tratto. Solo che poi non sai come si ferma quel dado, soprattutto se esso è sferico … Altri partiti invece si concentrano sulle politiche che servono alla gente più che sulla politica che serve al partito: la sfida che essi lanciano a loro stessi è di tutt’altro tipo, ovvero, innanzi tutto che la gente capisca che il loro terreno di gioco è ben diverso da quello della “politica di contenitoriâ€: è la politica dei contenuti.
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A RUGGERO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Marzo, 2015 @ 2:30 pmDetto altrimenti: a Ruggero Polito, un ricordo del collega Piero Chiaro in occasione della S. Messa nel primo anniversario della morte (v. post precedenti, “Ruggero Politoâ€)     (post 1973)
Post 1973, anno 1973 – “Amarcord†mi ricordo. 29 anni, sono padre di Valentina! 29 anni, stavo finendo il mio quinto anno alla Comit (sarebbe stato anche l’ultimo): crisi e economica durissima, stretta creditizia, stretta valutaria. Fra l’altro, ogni importatore doveva versare alla banca d’Italia in un conto corrente infruttifero e bloccato per sei mesi una somma pari alla metà del valore delle merci importate.
Piero Chiaro, collega di Ruggero, così lo ha ricordato durante la S. Messa commemorativa di ieri, nella Chiesa Arcipretale di Riva del Garda
“E’ già un anno. Sembra ieri. Son già trascorsi ben 365 giorni. A me sembra ancora possibile poter telefonare e concordare un giorno per vedersi e stare un po’ insieme, come usavamo fare; spesso con gli amici Perterlini. Era sempre un piacere vedersi. Purtroppo, non so perché, delle persone a te care apprezzi le qualità in misura maggiore quando le hai perdute. Soprattutto quando, ovviamente, quelle qualità eran tante. E così di Ruggero, al quale mi capita spesso di pensare, mi mancano tante cose.
Mi manca quel Suo perenne sorriso, che l’accompagnava in ogni circostanza, segno della serenità d’animo e della tranquillità del Suo carattere;
Mi manca quel senso del piacere dello stare insieme, che avvertivi tangibilmente e nel concreto quando non avrebbe mai voluto che ci salutasse: “ ma dai stiamo un altro po’, mica è tardiâ€, questo era il Suo ritornelloâ€.
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Mi manca la Sua musica, quella musica che era la sua essenza; il suono del pianoforte, che suonava con istintiva naturale grande bravura e che avrebbe suonato per ore senza mai stancarsi; non ho mai incontrato persona così immedesimata nella musica, che gli trasmetteva visibilmente gioia; quasi un senso di esaltazione estatica.
Mi manca l’avvertire il senso della Sua generosità , quella Sua buona predisposizione per gli altri, che lo portava a prodigarsi in qualche modo per aiutare chi fosse in difficoltà .
Mi manca il suo buon senso, che sempre l’aveva guidato nella Sua attività , soprattutto di Pretore, quando da solo poteva decidere le questioni più spinose affidandosi al senso di umanità e di equilibrio che lo caratterizzava; e la Comunità per questo gli ha sempre manifestato riconoscimento e gratitudine. Quel buon senso al quale, da amico, sapevi di poter attingere per avere un consiglio da far valere in qualche problema che ti angustiava.
Mi mancano le discussioni sulla fede, quella autentica, perché supportata dal dubbio, che lo accompagnava e che io, da laico, agnostico, pure gli invidiavo, consapevole della forza del credere anche in un’aldilà . E speriamo che abbia ragione Lui, sì che io possa avere la fortuna di reincontrarlo e così ascoltare ancora il Suo violino e “ o sole mio†suonato al pianoforte.
Cosa dire ancora di Ruggero. Sì : che nella Sua pur minuta struttura fisica, nascondeva in realtà un forza d’acciaio, che gli aveva permesso di ben superare uno spaventoso incidente e poi un altro ancora. E non posso concludere senza ricordare il suo grande amore per la famiglia. Per la sua Maria Grazia, la donna della Sua vita, con la quale quest’anno avrebbe celebrato le nozze d’oro e per le sue figliole, Patrizia, Elisabetta e Anna Carla alle quali era sì affettuosamente legato e a parlar delle quali gli ridevano gli occhi. La famiglia, la musica, la giustizia, la fede, l’amicizia, il senso del prossimo, questi erano i valori in cui credeva il nostro carissimo Amico, che noi porteremo sempre nel nostro cuore e nel nostro ricordo, consapevoli che ciò facendo noi lo terremo in vita con noi. Ciao Ruggero.  Alla prossima.”
Rovereto – Riva del Garda – 18 marzo 2015
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