RUGGERO POLITO: 18 MARZO 2015

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Marzo, 2015 @ 2:31 pm

Detto altrimenti: primo anniversario della scomparsa di Ruggero Polito   (post 1972)

Post 1972, anno 1972 – Domeniche a piedi. Il 15 agosto 1971, a Camp David, Richard Nixon, aveva sospeso la convertibilità del dollaro in oro, in quanto, con le crescenti richieste di conversione in oro le riserve americane si stavano sempre più assottigliando. Il dicembre del 1971 aveva segnato l’abbandono degli accordi di Bretton Woods da parte dei membri del G10 (il gruppo dei dieci paesi formato da Germania, Belgio, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia). Con lo Smithsonian Agreement  il dollaro venne svalutato e si diede il via alla fluttuazione dei cambi. Gli effetti si videro in pieno nel 1972.

Con l'adorata Maria Grazia

Con l’adorata Maria Grazia

Se cliccate sotto il mio curriculum le parole “Ruggero Polito” trovate la sua intervista e tante altre notizie. Un anno fa esatto, dopo due mesi di improvvisa malattia, Ruggero ci ha lasciati. Un ottantenne vivacissimo ha lasciato l’adorata moglie, tre figlie e cinque nipotini. Ma anche noi, tanti “noi” … tante persone che gli volevano bene: gli amici dell’ Associazione Amici della Musica di Riva del Garda, di cui Ruggero era stato presidente per mezzo secolo; gli “Accademici” dell’ Accademia delle Muse di Trento; i colleghi musicisti della Camerata Musicale di Arco, diretta dal M.° Giorgio Ulivieri; i suoi e nostri carissimi amici Peterlini, etc..

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Ad un concerto della "sua" Associazione Amici della Musica

Ad un concerto della “sua” Associazione Amici della Musica

Ruggero, un nome doppiamente caro per me. Lo è stato quello del mio compianto ex capo alla STET, Ruggero Cengo Romano (v. relativo post), la cui scomparsa io ho sofferto come quella di un terzo genitore. Lo è quello di Ruggero Polito, che per me è stato come un fratello maggiore. Il suo sorriso, la sua spontaneità, la sua disponibilità verso l’ altro” … la sua umanità! E poi, attivo e curioso di tutto, come un ragazzino, entusiasta della vita nonostante i due gravi incidenti subiti ad una gamba: avrebbe voluto che lo portassi in barca a vela con me, sul mio FUN una barca da regata, di quelle ballerine … quanto ho faticato a convincerlo che non era cosa. Nun è cosa, Rugge’ … è troppo rischioso, la tua gamba, sai … Nun è cosa …già perché Ruggero era napoletano. E come amava (anche) le canzoni napoletane! Come volentieri le eseguiva al pianoforte! E noi attorno a bearci delle due armonie, quella che emanava dal suo viso felice e quella delle note …

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In concerto presso l'Accademia delle Muse a Trento

In concerto presso l’Accademia delle Muse a Trento

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Le riunioni a casa sua, in molte occasioni, laiche e meno laiche (Le domeniche d’Avvento;  Natale in casa … Polito!  Una consuetudine) riunivano amici, musicisti, musicisti amici, amici musicisti.

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In Toscana!

In Toscana!

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E poi, le  “grandi” gite fatte insieme: in Maranza; all’Alpe di Rodengo; la Tre Giorni in Toscana, nel senese, nella terra del mio babbo (Montalcino) e poi nel grossetano, insieme ad una ventina di amici.

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23.06.2012 (8)

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Trento, Casa Luigi Sardi

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All’ Alpe di Rodengo: quella volta era con noi una violista della Haydn, la cara amica Maura Bruschetti … per cui fra chitarra del violinista-pianista Ruggero, la voce di Maura e un pochino della mia armonica a bocca, abbiamo improvvisato un concerto montano! E Ruggero esprimeva, anzi no, sprizzava felicità dagli occhi.

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1 luglio 2012 (3)

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In visita guidata (da Don Marcello Farina) alle chiese con gli affreschi dei Baschenis

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Maranza 7 giu 2013 (10)

Direttore al Rifugio Maranza

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Potrei andare avanti fino a sera. Invece vi invito a cercare voi stessi altre notizie sul nostro grande, insostituibile Amico Ruggero qui, fra i post che gli ho dedicato. Ruggero, sicuramente da lassù tu ci vedi, tu ci senti, tu avverti l’amore che tutti noi ti portiamo: un abbraccio forte forte, quindi, carissimo Amico, da parte di tutti noi!

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Ruggero, noi ti ricordiamo come eri e come “sei” : …  in quelle foto!

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ERCOLE E I LUPI (PADRE E FIGLIO)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Marzo, 2015 @ 6:39 am

Detto altrimenti: Ercole Incalza, fino a ieri, chi era costui?   (post 1971)

Post 1971, anno 1971 – Nel gennaio mi sono sposato. Per il resto oggi – rileggendo le cronache dell’anno – mi chiedo: ma dove vivevo io, a quell’età? In un limbo immaturo e disinformato, inconsapevole della maggior parte dei fatti rilevantissimi che il Paese stava attraversando.  Lavoravo in banca, alla Comit. La banca, “quella” banca mi piaceva, il lavoro che stavo facendo no. Confesso che stavo vivendo con il paraocchi. E dire che avevo studiato, una laurea etc.. Allora mi domando: se questo era il (purtroppo) elevato grado della mia  (colpevole) “inconsapevolezza”, quale maggior grado di cecità era diffuso fra le gente – ed era la maggior parte della popolazione – che non aveva studiato come me?

vabbè, lo so, quello era un leone e non un lupo, ma non ho trovato altro ...

Vabbè, lo so, quello era un leone e non un lupo, ma non ho trovato altro …

Ercole Incalza. Sotto il governo Berlusconi fu creata e gli fu affidata una unità speciale del ministero dei lavori pubblici, quella che avrebbe dovuto realizzare le Grandi Opere Pubbliche. Le opere pubbliche. Vanno assegnate con pubbliche gare d’appalto. I criteri erano due: il massimo ribasso e l’ “offerta economicamente più vantaggiosa”. Già la terminologia (della seconda modalità) è ambigua e appare come un doppione della prima. E invece no: la prima si spiega da sola ed era ed è riservata agli appalti non complessi. La seconda è riservata agli appalti più complessi (Grandi Opere) e prevede che la scelta della ditta alla quale affidare i lavori non sia fatta solo sulla base dell’offerta al prezzo più basso, ma sulla base della valutazione di tanti elementi suscettibili di una valutazione soggettiva: e già qui ….

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(Ma anche “il prezzo più basso” è una gran  cavolata: infatti pur di vincere le ditte offrono prezzi incredibilmente bassi, salvo poi reclamare pesantissime revisioni di prezzo in corso d’opera, facendo sballare ogni previsione di spesa. A riprova di ciò, la stessa legge del prezzo più basso ha indotto le stazioni appaltanti ad inserire una clausola: non si accetta chi dichiari di avere un utile inferiore a  tot %!).

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Ma poi sono venute fuori le Grandi Opere Pubbliche. Ed allora ecco la speciale unità ministeriale che le può affidare con affido diretto ad un General Contractor … uno che “fa tutto lui”. Ora mi spiego. Nei casi normali si hanno soggetti separati che si aggiudicano il lavoro per gara: il progettista – costruttore; il direttore lavori; il collaudatore, nel senso che – sul piano operativo – vi è chi opera e chi controlla. Con il General Contractor no. Fa tutto lui: se la canta, se la suona, porta la croce e fa il morto. Il Direttore Lavori poi … normalmente verifica l’esecuzione dei lavori, il rispetto dei prezzi concordati etc.. da parte del progettista-impresa che esegue il lavoro. Capirete invece che se “per ragioni d’urgenza” non si fa gara ma si affida tutto con assegnazione diretta ad un unico General Contractor di quel tipo, viene meno ogni garanzia di economicità, sicurezza, trasparenza, etc. etc..

Ed allora, ben venga l’inasprimento delle pene per i corrotti, ma allo stesso tempo  si metta mano alla spropositata e infinita congerie di norme che regolano i lavori pubblici … o no?

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Sempre con lo sguardo al futuro, anzi, .. all’infinito futuro

Ercole Incalza per decenni è stato il sovrano assoluto di questa gestione separata, separata da ogni controllo, distributore di lavori colossali. Il Rolex regalato al figlio del ministro Lupi è solo una briciola del fiume di … interessi paralleli al filone d’oro del denaro degli appalti. Una briciola piccola ma significativa. Don Ciotti recentemente ebbe a dire che temeva i danni provocati da chi viola la legge, ma ancor di più chi quelli di chi opera secondo leggi sbagliate.

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“Ti prego papà, non me lo fare restituire …”

E il ministro Lupi? A mio avviso si deve dimettere di corsa chiedendo scusa e facendo restituire dal figlio quel Rolex. Che poi Lupi mia aveva addirittura stupefatto quando aveva affermato che Il TAV Torino Lione si deve fare “Perchè su quella linea passa il 30% delle merci” (sic!). Il 30% di quale 100% mi sono chiesto io!? E poi, perchè non dice che quel 100% negli ultimi 20 anni è andato sempre diminuendo? perchè non ci dice l’attuale grado di assoluto parziale utilizzo della capacità merci della attuale ferrovia? Perchè non ci dice che tanto i treni merci NON possono viaggiare oltre i 90 kmh (e allora, a che serve parlare di Alta Velocità per le merci?) e che alle merci non interessa “arrivare prima” bensì “arrivare all’orario previsto” (sono due cose ben diverse, per chi nel frattempo si fosse distratto).

Il Bignami del perfetto ministro dei trasporti

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Dice … ma allora tu, caro il mio blogger, sei un NO-TAV!! Eh no, cari miei, io non sono un No-Tav, sono un “No-abolire-il-cervello”! Infatti se il TAV serve, e magari serve, allora spiegatelo con motivazioni valide, quelle giuste, non con affermazioni superficiali, da bar del dopo partita, dopo averle lette in auto, mentre vi portano al ministero, sul “Bignami del perfetto ministro dei trasporti”!

(Foto qui a fianco: be’ … anche quella del ministro Lupi è una storia, anzi una storiella …  (tipicamente) “romana”!

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LE BACCANTI DI EURIPIDE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Marzo, 2015 @ 1:43 pm

Detto altrimenti: lettura e commento dei classici presso la Biblioteca di Trento – Conduce la Prof Maria Lia Guardini   (post 1970)

Post 1970, anno 1970 – A gennaio lascio l’Alto Adige e ritorno civile a Genova. Si lavora! Dove? un po’ a Torino, poi a Genova. Il divorzio è legge. Torino ha 2.000.000 di abitanti di cui 500.000 sono immigrati. Autunno: alluvione a Genova: 30 morti in città.

th[9]Mattinata culturale. Euripide esordisce come filosofo, ma vista la sorte toccata ad Anassagora – alla fine costretto esule – si dedica al teatro, travestendo la filosofia da tragedia teatrale. Le Baccanti sono forse la sua opera più conosciuta, più importante e più rappresentata. La trama? Chi non la conosce la trova in internet. Qui voglio sottolineare alcuni aspetti. Il rapporto con la filosofia, al quale accennavo, con la religione, con la ragione umana, con la conoscenza.

Quanto alla filosofia, Euripide è legato ai sofisti, al logos, alla parola, non nel senso che una parola ben utilizzata possa far passare cattivi concetti, ma nel senso di essere legato alla parola buona che faccia passare i concetti positivi rispetto alla parola cattiva che faccia passare  concetti negativi. Primo filo rosso.

Quanto alla religione, siamo un  po’ al Gotterdaemmeung, alla caduta degli dei omerici per un riavvicinamento all’uomo. La religione è un po’ un secondo filo rosso che attraversa tutta l’opera di Euripide, il quale è stato erroneamente definito ateo e misogeno, il che non è assolutamente vero. Egli crede negli dei, ma si domanda chi-cosa-come siano, soprattutto di fronte a certi comportamenti umani. Secondo  filo rosso.

Quanto alla ragione, Euripide la vede esposta a impazzire e a rinsavire. In Euripide emerge un’esigenza, quella di valutare ciò che sia la ragione ed i suoi limiti. La ragione unita ad un sentimento buono, in Alcesti, che si sacrifica al posto del marito; la ragione unita ad un sentimento di vendetta in Medea che arriva ad uccidere i figli propri e del marito che la ripudia. Terzo filo rosso.

Quanto alla conoscenza, lo stesso Dio Dioniso è “testimoniato” per la prima volta già nella civiltà cretese, insieme ad Arianna, nel labirinto, a simboleggiare la ricerca della conoscenza. Da Socrate ad Euripide inoltre è tutto un  progressivo concentrarsi dello sguardo dell’uomo su se stesso: gnozi auton, conosci te stesso. Quarto filo rosso.

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E qui termino, senza alcuna presunzione di avere scoperto o illustrato alcunchè se non di avere cercato di riferire qualche gemma dell’insegnamento della nostra “preziosa” Prof Maria Lia Guardini. Prossimo appuntamento martedì 31 marzo ad ore 10,00 Biblioteca Comunale di Trento, primo piano, si parlerà dell’ “Ippolito”, dello stesso autore.

 

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LA BENEMERITA INCALZA E ARRESTA IN-CALZA PERCHE’ IN-TASCA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Marzo, 2015 @ 7:05 am

Detto altrimenti: mi preoccupa la “normalità” della mancata indignata e concreta reazione popolare e la “normalità” del ritardo della reazione del governo di fronte all’ennesimo enorme scandalo pubblico    (post 1969)

Post 1969, anno 1969 – Jan Palach si brucia vivo. Strage di Piazza Fontana. Io vengo trasferito dalla Taurinense alla Brigata Alpina Tridentina, Sten di cpl.

Primo motivo di angoscia: pare che siamo assuefatti, pare che nel nostro subconscio si pensi “beato lui che c’era arrivato a …”. dai, confessiamolo, una buona volta! Assuefatti al male e alla non-reazione al male, anzi … quasi invidiosi della altrui capacità di delinquere impunemente. A mio avviso invece ci sarebbero gli estremi per uno sciopero generale.

Secondo motivo di angoscia: come è possibile che si sia arrivati a quel segno? Che nessuno prima abbia capito o almeno intuito? Non ci posso credere …

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Ercole Incalza, “chi era costui”? Dirigente pluridecennale del Ministero dei Lavori pubblici, inglobato nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, persona alla quale il Ministro Lupi – intercettato – dichiarava che prima potesse essere disfatto il suo (suo, eius, di lui, di Incalza, evviva il latino!) ufficio sarebbe  caduto il governo!

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Terzo motivo di angoscia: che si trovi “normale” una simile affermazione del Ministro, la quale testimonia una pericolosa connivenza quanto meno “concettuale, inerte e acritica”.

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Carneade di Cirene, filosofo scettico del 200 a. C..

Carneade di Cirene, filosofo scettico del 200 a. C..

“Carneade! Chi era costui?” Celeberrima frase manzoniana ne I Promessi Sposi, messa in bocca a Don Abbondio, il quale, ignaro della imminente visita a sorpresa di Renzo e Lucia, studiava su certi libroni filosofia varia, fino a quando s’era imbattuto in tale sconosciuto Carneade, dal che la sua esclamazione: “Carneade! chi era costui?” Ruminava tra se’ Don Abbondio seduto sul suo seggiolone …    Ma torniamo a noi.  Reagire? Quando mai! I Siciliani affiliati ad una certa organizzazione “non del tutto legale”, quelli che una volta operavano con coppola e lupara ed oggi operano nell’economia e nella finanza, di fronte ad un evento simile usano dire: “Calati juncu ca passa la china”, piegati (in silenzio, senza cercare di resistere) canna, che poi tanto la piena del fiume passa e tu ti rialzi.

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IERI AVEVO INVIATO UNA LETTERA A L’ADIGE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Marzo, 2015 @ 9:13 am

Detto  altrimenti: di solito me le pubblicano tempestivamente, ma oggi … forse per non influenzare il dibattito odierno in sede politica … ed allora me la pubblico io sul “mio” giornale blog   (post 1968)

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Il Campanile Pradidali. Qui ho scalato la Via Castiglioni

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Post 1968, anno 1968 – Mi sono laureato a luglio. In settembre sono stato al Rifugio Rosetta (Pale di S. martino, TN) gestito da Michele Micel Gadenz, capo del soccorso alpino, a fare scalate e a dare una mano occasionale al locale soccorso alpino. Poi son partito “militarsoldato”!

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Ma, dice… e la tua lettera? Eccola:

Inizia

Lettera aperta a Lorenzo Dellai

Caro Lorenzo, innanzi tutto grazie perché per tanti anni mi/ci hai salvato dalla destra e dal centro destra. Te ne ringrazio, anche se devo ammettere che in passato non avevo mai capito a fondo la tua persona, la tua capacità politica di pre-vedere, di vedere – e di capire – prima di molti altri. Tu hai dato molto alla politica, e viceversa.

Oggi tuttavia non posso concordare con la tua ultima iniziativa.

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Ma procediamo con ordine. Io non sono mai stato un politico né un “politico”: del resto me lo disse Bruno Kessler sin dai primi tempi in cui – da lui chiamato – lasciai Milano e arrivai in Trentino, venticinque anni fa, per fare il Direttore dell’ISA: “Za … che lu non l’è un politic!”. E aveva ragione. Ero e sono un manager, sia pure da poco in pensione. Ma si sa, olim manager, semper manager …

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th8UCZIH3UUn anno fa, quasi per caso, andai al congresso UPT, partito del quale ero un iscritto “dormiente”, come certi conti correnti bancari. Ascoltai i due candidati. Mi convinse una certa Donatella Conzatti, che non avevo mai incontrato prima d’allora. La votai. Donatella vinse. Da quel momento mi sono messo a sua disposizione per il partito, per i contributi di esperienza di vita e manageriale (non certo politica!) che sentivo di potere dare. E così è stato e così sarà, almeno fino a quando qualcuno non mi dovesse dire che il mio apporto è obsoleto e/o non più gradito.

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Lorenzo Dellai

In questo anno, frequentando la sede, ho percepito l’assenza dei big, ovvero di coloro che avevano sostenuto chi poi al congresso aveva perso. E questo già per me – manager – è stato un preciso segnale di allarme, nel senso che non ho riscontrato collaborazione alcuna da parte della “vecchia guardia” con la Segretaria formalmente e legittimamente eletta. Poi, mi è parso addirittura di cogliere qualche “remata contro”, ma si sa … la politica … Evvabbè, mi sono detto … la politica …  tu non sei un “politico” … che vuoi capire mai? Ma che poi, a tre mesi dalle elezioni comunali, improvvisamente emerga una nuova “Associazione” … be’ questo proprio non riesco a comprenderlo e quindi ad approvarlo, così come non mi pare condivisibile che si legga sulla stampa  “la segretaria la pianti di creare problemi”: anche perché anch’io l’ho sostenuta ed aiutata, e a fronte del mio lavoro (ovviamente non retribuito) mi sento insieme a lei ingiustamente rimproverato di “creare problemi”, mentre invece ci stavamo occupando e pre-occupando dei “contenuti”, delle “politiche” più che della “politica”, del livello della “gente comune” più che di quello “degli amministratori e governanti-governatori”. E poi – last but not least – di fronte alla frammentazione di tutti gli altri partitoni del sistema, mi sono detto, non sarebbe bene fare una virtuosa eccezione e puntare sulla nostra coesione interna? Basterebbe sapere aspettare … ecco cosa mi sono detto.

E invece no. Ecco un nuovo contenitore, un’associazione che dovrebbe “aiutare i partiti”. Ma a parte che quando qualcuno mi vuole “aiutare” faccio mio il “timeo Danaos et dona ferentes”, a me pare invece che l’ “aiutarli” sia – nel peggiore dei casi – un “sostituirli”, o, nel  caso migliore – si fa per dire migliore  – un “condizionarli”. Ora, quanto alla “sostituzione” noto che all’estero i partiti restano e cambiano i politici, qui da noi avviene purtroppo il contrario, e non mi sta bene. Quanto al “condizionamento” con interventi “pre-politici”, anche questo non mi sta bene perché esistono tempi, sedi, e ruoli politici istituzionali nei quali ed entro i quali operare.

thAU3BIUN0 Da manager qual sono (“E dai, dirai tu, si, vabbè, manager, piantala lì, l’abbiamo capita!”), infine, questa iniziativa mi ricorda quella delle scatole cinesi nelle SpA: con la maggioranza del 51% di una prima finanziaria controllo una serie di ulteriori spa fino a che comando nella grande società operativa della quale di fatto possiedo solo il 5%. Questa mia è una esagerazione, ma il mio amico filosofo del diritto naturalizzato austriaco Hans Kelsen affermava che per verificare la validità di una tesi occorre sperimentalmente spingerne le conclusioni alle sue estreme conseguenze, salvo poi “rientrare”. Ed è quello che io ho fatto.

Concludo: grazie per quello che hai fatto per il Trentino e per il Paese. Non me ne volere se non condivido quello che stai facendo in questi giorni.

 Finisce

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HANNO RAPITO MORO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Marzo, 2015 @ 8:51 am

Detto altrimenti: tanti anni fa, il 16 marzo … il 16 marzo come oggi   (post 1967)

Post 1967, anno 1967 – Paolo VI, “Populorum progressio”, dimensione mondiale della questione sociale. Prima “globalizzazione”, però positiva, questa.

th72EB8QT016 marzo 1978. Al primo piano, da quella finestra di Via Bertòla, a Torino, vedevo la Piazza Solferino. Animata da auto della polizia … insolitamente animata. Poi la notizia. Io lavoravo lì, responsabile della Finanza Italia della Stet … mi avevano anche messo i vetri antiproiettile alla finestra … non che fossi io ad essere così importante, ma il “sistema” era un obiettivo possibile. Maria Teresa sarebbe venuta a prendermi con la piccola Valentina, la quale era tutta ansiosa di fare il suo primo viaggio “in tram”! Telefonai a casa, non venite, c’è troppo subbuglio. Questo il primo ricordo. Poi un senso di vertigine, come quello che un febbricitante prova nel sonno, quando sogna di essere sul punto di precipitare …

Da quella stessa finestra, due anni dopo, vidi sfilare i 40.000 colletti bianchi della Fiat.

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UN DISTRIBUTORE DI BENZINA IN MENO, MA L’UOMO CHE CI LAVORAVA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Marzo, 2015 @ 8:33 am

Detto altrimenti: che fine ha fatto?    (post  1966)

 

Per Don MIlani c'era un ottavo Sacramento: la Scuola

Per Don Milani c’era un ottavo Sacramento: la Scuola

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Post 1966, anno 1966 – Don Lorenzo Milani inneggia all’obiezione di coscienza. Viene incriminato e poi condannato. Nel frattempo era morto.

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WP_20150315_001Riva del Garda. Mi ci fermavo raramente ma avevo appreso qualcosa di lui. Pakistano. Circa 55 anni o meno, tre figli. Aria triste. Vendeva benzina, benzina altrui. Improvvisamente hanno eliminato quel chiosco. Ho sentito alune persone dire: “Bene, la posizione era pericolosa … vendeva poco … i prezzi erano alti …”. Io invece dico: “Oggi, quell’uomo … avrà di che mantenere la famiglia e far istruire i suoi tre figli”?

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UN AVVENIMENTO IMPORTANTE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Marzo, 2015 @ 7:37 am

Detto altrimenti: “amarcord”, mi ricordo … e dai …lasciatemi ricordare …    (post 1965)

Post 1965, anno 1965 – Maria Teresa ed io ci siamo conosciuti! Altri avvenimenti minori: si apre il traforo del Monte Bianco e l’ILVA di Taranto. La Francia esce dalla CEE. IMI e IRI imperversano. Escalation della guerra in Vietnam.

Da quando ho iniziato ad appaiare il n. del post ad un anno, ero ansioso di arrivare ai “miei” anni, a quelli che ricordavo direttamente, a quelli che hanno influenzato tutta la mia vita. I miei amici, invece, mi hanno detto di essere curiosi di veder come me la caverò quando il n. del post avrà superato l’anno in corso … Dunque, vediamo … dal 1965 al 2015 ce ne sono una cinquantina … quindi direi a braccia che fra un paio di mesi dovrò inventarmi il futuro, alla Orwell. Evvabbè, la fantasia non mi manca! Ma veniamo agli anni “trascorsi”.

  •  WP_20140329_0201965, estate, io ventun anni, Maria Teresa venti.  Genova-Quarto (dei Mille), stabilimento balneare “V Maggio”, a destra nella foto. Una comune amica ci presenta. Ancora tre anni e mi sarei laureato. Altri due e avrei terminato il servizio militare. Un anno di lavoro e nel 1971 sposati! Ed eccoci ancora qui: nonni da quattro anni e mezzo della dolcissima Sara.

 

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    Genova 2014: a 70 anni ricevo l’Aquila d’oro per mezzo secolo di iscrizione al CAI

    Ventun anni. Durante le mie visite a Cles (TN) dove era stato traferito babbo, Maresciallo CC, ero stato invitato ad una gita nelle Dolomiti di Brenta, Sentiero delle Bocchette Basse. Fulminato da tanta bellezza, al rientro a Genova mi iscrissi ai Corsi di Alpinismo del locale CAI: Primo Corso, Corso da Capo Cordata, Aiuto Istruttore Sezionale.

 

 

 

 

 

  • thLOCJQ7O5L’Università? Giurisprudenza, a Genova, Via Balbi. I Professori che ricordo (positivamente): Victor Uckmar (nella foto, Scienza delle Finanze e Diritto Tributario, 27/30); Mario Talamona (Economia Politica, 30/30). Sarà per questo che poi nella mia vita ho fatto il lavoro di un laureato in Economia e Commercio!

 

 

  • Limone P. - Anni '60: la partenza della seggiovia monoposto al Pian del Sole.

    Limone P.  anni ’60: la partenza della seggiovia monoposto al Pian del Sole.

    A sciare. Una passione che non mi ha mai abbandonato. Io stesso organizzavo le gite in pullman. Avevo un ricco elenco di amici che organizzavo telefonicamente. La domenica la mia sveglia era alle 03,50. Alle 04,15 incontravo a Genova est (Nervi) il pullman che arrivava a Genova dalla sua rimessa a di Rapallo (Ditta SCAL, Società Concessionaria Autolinee Liguri). Indi iniziava una serie di fermate fino a Genova Pegli, ad ovest della città, dove salivano gli ultimi. Destinazione: Limone Piemonte, Prato Nevoso, Artesina, Frabosa. Insomma, prima delle 10,30 non si sciava! Se non è passione questa!

 

 

  • La 1500 aveva i bordi dei finestrini cromati ...

    La 1500 aveva i bordi dei finestrini cromati …

    L’auto. Quella di famiglia, una Fiat berlina 1500 cc. I miei genitori non guidavano. Mio fratello maggiore, ingegneria, aveva troppo da studiare. Mio fratello minore non aveva ancora la patente. L’auto quindi era “mia”. Il rovescio della medaglia erano i “servizi di noleggio con autista” che dovevo fare a richiesta soprattutto di mamma. Babbo, quando era a casa, era molto più sedentario: “Andate, andate, io vi aspetto qui …”.

 

 

 

  • Il tenore di vita. Non eravamo “ricchi”, ma i due stipendi da statali di mamma insegnante di Scuola Media e babbo Maresciallo CC ci collocavano nella piccola-media borghesia, roba da “seconda classe ferroviaria”.

Aspetti di vita giovanile e spensierata. Una nota molto nostalgica del “bel tempo antico”: nel 1970 stavo finendo di prestare servizio militare quale sottotenente della Brigata Alpina Tridentina. Maria Teresa mi preparò un centinaio di domande di lavoro. Mi risposero in dieci, ne scelsi una, cambiai dopo un mese per la seconda. Cercammo casa in affitto, la trovammo. Fra tutti e due guadagnavamo 2,5 milioni di lire l’anno, ne spendevamo 0,7 in affitto. Questi i nostri inizi. Giovani di ieri, privilegiati rispetto ai giovani di oggi.

 

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FIAB  – FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA – TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Marzo, 2015 @ 6:30 am

Detto altrimenti: a chiusura del primo anno della nuova presidenza …  (post 1964)

Post 1964, anno 1964 – “Tutti al mare … tutti al mare … ! Con le Fiat  “600”, a veder … i primi topless …! Io ho 20 anni …figo! Ed inizio la mia carriera di scalatore presso la Sezione Ligure del CAI.

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Ieri, Assemblea annuale FIAB. Ci siamo ritrovati in oltre 60 (le sedie erano 60, e c’erano alcuni amici in piedi, quindi il conto è presto fatto!).

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Segretario, Presidente e Tesoriere al lavoro

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Il presidente Guglielmo Duman ci ha confermato l’incremento degli iscritti da 61 (2013) a 158 (2014) – mica male! –  Indi con una rapida carrellata, sono stati illustrati i termini “nazionali” della nostra “Federazione di Associazioni”; il complesso delle uscite-gite biciculturali dell’anno trascorso, “dall’Alpi alle piramidi”, ovvero dalla Baviera alla Sicilia, senza che si sia verificato nemmeno un incidente, una caduta, un graffio a nessuno! Viene illustrato il bilancio, che si attesta su 33.360 euro con un avanzo di circa 700 euro, il che – di questi tempi, non è certo male! Relazione acclamata, bilancio approvato all’unanimità.

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Rina, premiata dalla Vicepresidente Monika. A destra, seduta, la Past President Manuela (viva le Donne!)

Indi il Presidente ha illustrato il programma 2015, ricco di ben 27 appuntamenti fra uscite in bicicletta ed eventi vari. Una menzione speciale agli amici Cristina, Francesco e Fausto per il loro particolare apporto in termini – rispettivamente – di musica al pianoforte; assistenza tecnica e psicologica a ritardatari e agli sbusati (dicesi “sbusato” chi “sbusa” un pneumatico durante un’uscita in bicicletta); disponibilità con pulmino personale e contributi vari. Un “premio speciale della giuria” a Rina, quale fiabbina più assidua, avendo partecipato a tutte le uscite.

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2014: nel Ravennate, alle foci del Bevano

Intervento di Massimo Frizzera, Presidente di Tridentumbike (www.tridentumbike.it – info@tridentumbike.it) che ci ha illustrato l’inizio della collaborazione fra la nostra Fiab e la sua ASD- Associazione Sportiva Dilettantistica. Infine, ricco e vario buffet, per l’ultima volta nei locali attuali in quanto siamo sfrattati dal Comune che vende la palazzina (spendig review ìmperat!).

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La castagnata in Bondone a conclusione dell’anno sociale 2014

Fino a qui, la cronaca. Ora mi permetto una considerazione personale: “multa paucis”, si potrebbe chiamare la nostra Fiab, ovvero un’associazione che realizza molti risultati con pochi mezzi, molti risultati davvero se si considera cosa significa organizzare oltre venti uscite bici-culturali, di cui molte plurigiornaliere: il “general management”, il marketing, l’informazione, l’itinerario, il trasporto, il percorso a pedali, le soluzioni alternative in caso di maltempo, le visite a siti archeo-culturali e a mostre varie, l’assicurazione, la sicurezza, etc.. ma soprattutto, il “molto entusiasmo” che sa raccogliere intorno a se’. Bravo Guglielmo! Brava FIAB!

Associatevi a Fiab Trento! www.slowbiketrento.xoom.it – tel. 328 4691683  – adbtrento@libero.it – Altre informazioni e foto, su questo blog cliccando Fiab.

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COMPRENSORI SCIISTICI IN TRENTINO – OCCORRONO STRATEGIE TEMPESTIVE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2015 @ 9:04 am

Detto altrimenti: il Governo Provinciale intervenga tempestivamente!     (post 1963)

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Iddu …

Post 1963, anno 1963 – Arriva Carosello. La Fiat 500 costa Lit. 450.000. Il Generale dei CC Giovanni De Lorenzo prepara il colpo di stato “Solo” , che emergerà nel 1964. Per questo fatto  verrà destituito nel 1967. Nel frattempo, disloca su tutto il territorio nazionale  i “marescialloni  CC” che erano impiegati nelle Legioni Territoriali. Mio babbo, dall’Ufficio Matricola della Legione di Genova alla Stazione-Tenenza CC di Cles (Tn). Noi tre figli, studenti di cui due all’Università e mamma, insegnante di ruolo di scuola media statale, si resta a Genova: ma la nostra Costituzione non  tutelava la famiglia …?

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O puro bianco di cime nevose …

Lo dice la stampa: la PAT ci vuol mettere mano, vuole accorpare, razionalizzare. Evvabbè … ma … mi chiedo: accorpare le diverse SpA e/o collegare i diversi comprensori con nuovi impianti? Già, perché sono “cose” molto diverse. Intanto, quali sono i nostri comprensori? La Polsa S. Valentino, isolata, a ridosso del Lago di Garda. Folgaria, isolata a ridosso del Veneto. Panarotta, isolata a ridosso della Valsugana. Bondone, isolato a ridosso della città di Trento. Paganella, isolata a ridosso di Andalo-Fai. Campiglio-Marilleva, già collegate e non più collegabili. Pejo, appena spesi 25 milioni di euro per la funivia Pejo 3000.  Le stazioni della Val di Fassa e Fiemme, già abbastanza integrate e comunque in questa sede non intendo occuparmene.

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Da 3000 metri in giù!

Intervenire, si diceva … ma come? Fondendo una SpA che produce utili con una SpA che produce perdite, significa risolvere il problema della seconda SpA ma anche livellare al basso gli investimenti: tuttavia non escludo che in certi casi questa sia una strada conveniente. Ma è di un  altro aspetto che io mi voglio occupare in questa sede: del caso di possibile fusione di società finalizzate alla razionalizzazione dei nuovi investimenti. E veniamo al Passo del Tonale-Ponte di Legno.

E’ un mio vecchio amore: leggete il post “la mia ISA” del 4 luglio 2012 e “Il Trentino cambia (il) passo” del 6 marzo 2015 e capirete. In questi giorni sono stato ben tre volte a sciare e a “studiare” al Passo del Tonale-Ponte di Legno. Il Comprensorio si estende dalla Valbiolo (prima a destra per chi sale dalla Val di Sole, fino alle piste del Bleis (ultime a destra), il Ghiacciaio Presena (3000 m.) a sinistra fronte a nord e il sistema di impianti e piste che “scendono” – di fronte per chi arriva dal Trentino – verso ovest, fino a Ponte di Legno e Temù (1100 m.), tante bellissime “rosse” esposte a nord!

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Dal Corno d’Aola

Orbene, la “nostra” (trentina, pubblica) Carosello Tonale SpA è la società che fattura maggiormente (se si escludono i ricavi non tipici della SIT, bresciana- pubblica che incassa quasi 2 milioni di euro dalle sue centraline idroelettriche) e sta per completare il secondo tronco della cabinovia da passo paradiso alla Presena, con circa 15 milioni di auro di investimenti. Il che – si stima – raddoppierà gli incassi dell’attuale seggiovia + sistema ad ancore. Tuttavia, sebbene raddoppiati, questi incassi secondo una mia stima spannometrica non mai potranno far fronte ai nuovi ammortamenti e interessi bancari, per cui…

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… la Carosello, che già oggi chiude in leggera perdita, andrà molto “in rosso” e quindi avrà minor peso contrattuale nel caso di una successiva fusione con le SpA lombarde da loro probabilmente proposta. Infatti nel frattempo i Lombardi della SIT stanno per ricevere una ulteriore centralina idroelettrica, aumenteranno ulteriormente il loro utile (sia pure grazie a ricavi atipici) e potrebbero finanziare una nuova cabinovia parallela ai “nostri” due impianti del Bleis, riducendo i nostri ricavi ed aumentando i loro (cioè: spostando l’utenza dalle nostre due vecchie seggiovie alla loro nuova cabinovia).

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Elisoccorso sulle piste

Ed allora, che fare? Il Trentino giochi d’anticipo, prenda l’iniziativa di avviare le trattative per la fusione delle tre SpA (c’è anche la privata Sinval, che fattura un terzo di ciascuna delle altre due sorelle maggiori); accetti la costruzione della citata nuova cabinovia al Bleis e sposti le due seggiovie del Bleis a congiungere il Bleis alla Valbiolo. In caso contrario i Lombardi faranno affari sfruttando la presenza del nostro ghiacciaio “in perdita”: loro in attivo, noi in passivo. Mutatis mutandis, accadrebbe come accadeva 25 anni fa, quando la società (privata lombarda) della vecchia funivia di arroccamento al ghiacciaio (portata di soli 400 posti l’ora) era in attivo e i nostri impianti trentini sul ghiacciaio (portata di 2000 posti l’ora) erano in perdita.

Come convincere i “Lumbard”? Lasciando intravedere la possibilità della separazione del ghiacciaio dal contesto (ma solo a scopo “intimidatorio”), ma soprattutto: 1) attivandosi per ricevere contributi europei Interreg; 2) con interventi anche finanziari della PAT; 3) proponendo la creazione di una sorta di Società in Accomandita per Azioni a gestione locale; 4) stabilendo golden shares e patti parasociali adeguati. Difficile tutto questo? Si, ma utile, molto utile, anzi, necessario e conveniente. A tutti.

Appendice:  incidenti sulle piste da sci.

Impianti di risalita sempre più veloci con portata sempre maggiore. Piste tirate a specchio. Sci veloci e facili. Abbondanti libagioni (spesso sulla neve si avverte “profumo” di grappa). Velocità troppo elevate. Mancanza di conoscenza delle regole e del buon senso. Ieri una maestra di sci investita alla Presena (v. foto). Un altro a Folgaria è stato investito da tergo da un turista polacco: vertebre e costole fratturate, un polmone forato.

Io, ieri, ho evitato uno scontro per un soffio: ascoltate un po’ come è andata. Ero sullo stradone che dal Tonale conduce a Ponte di Legno, In un tratto lo stradone diventa un muro, non difficile, ma pur sempre un muro. Io scio a serpentina controllata, cioè abbastanza lenta, sull’estremo sinistro (orografico) della pista, occupando una fascia di pista di non oltre due metri, su una larghezza totale di 50 metri di una pista deserta! Da tergo arriva uno sciatore che procede molto velocemente a curve amplissime. Ne fa una a destra, raggiunge il bordo destro della pista, curva a sinistra, taglia di costa tutta la pista e, addirittura risalendo sia pur di poco la pendenza, viene a tagliarmi la strada, fermandosi sul bordo sinistro (il mio). L’ho evitato per un soffio: se ci fossimo scontrati, di chi sarebbe stata la colpa?

Trovo che questo modo di sciare sia pericoloso. Ho già assistito ad altri incidenti nei quali chi sciava “in discesa” viene investito quasi frontalmente da chi – dopo ampie curve – risale il pendio, “reclamando” per se’ l’intero spazio sciabile. Anche “in salita”!

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