ANGELA ALLARI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Gennaio, 2015 @ 3:34 pm

Detto altrimenti: una donna, anzi, una Donna, anzi … una “Domina”: la lingua latina è più precisa … “domina”, padrona … della propria vita   (post 1905)

Post 1905, anno 1905. Einstein: E=MC2! Lo Zar fa sparare sugli operai a S. Pietroburgo: 100 morti.

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Lavoro a Carpi (ma non nel tessile)

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Angela risiede a Bologna. Lavora(va) a Carpi. Progettista, riparatrice ed operatrice su macchine per la tessitura nella capitale della tessitura.  Una funzione irrinunciabile, una professionalità rara. Un impiego assolutamente sicuro. La crisi. Un impiego quasi assolutamente sicuro. Improvvisamente due anni di mobilità/cassa integrazione.

Si, vabbè, ma quando finiscono i due anni che fare? Angela nota che in alcuni quartieri della città non esiste la bottega del calzolaio. In un quartiere fra i tanti individua una bottega di alimentari che sta per chiudere. Ne prenota l’acquisizione in locazione. Va in giro, bussa alla porta di tanti calzolai: “Mi insegnate la vostra arte?” Alcuni no …, altri quasi … altri si, solo su scarpe vecchie … altri anche su quelle nuove. Angela impara. La nuova bottega apre. Angela distribuisce i suoi bigliettini ed avvisi ai negozi dl quartiere.

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Mi trovo in viaggio, a Bologna. Ho bisogno di un piccolo intervento ad una scarpa. Chiedo ad un giornalaio. Mi indirizza alla bottega di Angela.

WP_20150126_019La bottega è’ diversa dalle altre. Ampie vetrate, un locale vasto, luminoso come il sorriso con cui Angela accoglie me e mia moglie. Sta riparando al cintura ad una tale, deve fare altri fori … alla fine: “Quant’è?” “Nulla, i fori non si pagano, come nella groviera; si pesa e paga solo il pieno”. Uscito quel cliente, tocca a noi. Siamo curiosi, la “provochiamo” e Angela ci racconta la sua storia. Di come ha iniziato, delle vecchie macchine che ha recuperato, dell’avvio della sua nuova attività.

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Angela Allari

Ho promesso che le avrei dedicato un post. Lo faccio volentieri. Ecco, questa Donna vale cento volte di più di quell’uomo (le maiuscole e le minuscole grassettate non sono utilizzate a caso!), avvocato dipendente del Comune di Perugia che è riuscito a far firmare al suo Comune carte secondo le quali ora egli va in pensione con circa €600.000 (euro seicentomila) all’anno.

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Nemmeno in questa blasonata farmacia storica di Carpi siamo riusciti a trovare la medicina per curare la castalgia

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Due mondi, anzi, due Italie: quella sana, coraggiosa, lavoratrice, intraprendente, meritevole, esemplare e ammirevole e quella ammalata e “ammalante” di castalgia, una pericolosissima malattia contaggiosa che, diffondendosi di casta in casta, diventa epidemia mortale per l’intero paese. Accomiatandomi da lei, mi sono permesso di dirle come la descriverebbero in Trentino: “Dona da maridar”. Mia moglie Maria Teresa ha sottoscritto!

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EMS di Angela Allari – Riparazione calzature e accessori – Via Vermena, 45 a/b – I  40139 Bologna BO – Tel. 347 3930557

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LA GIORNATA DELLA MEMORIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Gennaio, 2015 @ 2:44 pm

Detto altrimenti (anzi, meglio!): la giornata della vergogna    (post 1904)

Post 1904, anno 1904. Forte emigrazione dall’Italia. A Torino nasce la la Gondrand,  prima ditta di trasporti

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Giornata della vergogna? Chi lo ha detto? Lo ha scritto Nadia Ioriatti nel suo bel libro “Io tinta di aria” Ed. Curcu & Genovese.

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Moni Ovadia dice: “Giorno delle memorie. Affinchè non si ripetano questi genocidi, dobbiamo combattere i privilegi sotto qualsiasi forma essi si presentino” 

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ATENE BRUCIA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2015 @ 9:30 am

Detto altrimenti: “Il mondo di Atene” di Luciano Canfora    (post 1903)

Post 1903, anno 1903. Gaetano Salvemini afferma che solo il suffragio universale nelle amministrative può liberare il meridione dal potere mafioso. Filippo Turati porta i socialisti all’opposizione.

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Gaetano Salvemini

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.Sento dire che se esistessero le royalties sulla lingua sul linguaggio, tutto il mondo occidentale sarebbe debitore della Grecia. E’ vero. Tuttavia desidero fare una distinzione: tutti noi siamo debitori verso la storia della cultura e verso la cultura greca, non nei confronti della storia politica greca.

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Luciano Canfora

Luciano Canfora

Grazie alla partecipazione ai gruppi di lettura dei classici sotto la guida della Prof (Prof, non puntato!) Maria Lia Guardini (Biblioteca Comunale di Trento) e grazie alla lettura dei libri e soprattutto dei documenti prodotti da Luciano Canfora, io sono diventato un “revisionista” rispetto alla erroneamente osannata democrazia della repubblica ateniese, che tale non era, trattandosi piuttosto di una oligarchia-principato-potenza coloniale-imperialistica-gerrafondaia. Infatti, forte della sua poderosa flotta, approcciava le altre città stato (spesso isolane) con un’alternativa: “O vi alleate con noi e ci pagate regolarmente tributi, oppure vi facciamo guerra, vi distruggiamo e vi rendiamo schiavi”.

(Nella home page, sotto il mio curriculum, cliccate “maria lia guardini”, “pericle”, “democrazia ateniese”, “luciano canfora”  e troverete maggiori dettagli. Leggete poi i tre famosi discorsi di Pericle all’assemblea e la critica alla democrazia ateniese dell’anonimo ateniese di  … autore anonimo, appunto!)

Pericle

Pericle

Le guerre … quelle significative … almeno le avesse vinte! La disastrosa spedizione in Sicilia e – da ultima – la fatale guerra del Peloponneso contro Sparta. Quest’ultima rappresentava in pieno la connotazione assolutista della concezione ateniese di se stessa: “Voglio e devo distruggere ogni concezione di governo diversa dalla mia”. Infatti quella guerra non fu per il controllo delle rotte, il possesso di un’isola, etc. ma per la affermazione dell’unico modo di governare: il proprio, con annientamento totale dell’altro.

Quanto alla corruzione che ha rovinato la Grecia di oggi … il Signor Pericle avrebbe dovuto rendere conto delle finanze alla fine del mandato annuale. Detto, fatto. Si fa rieleggere per trent’anni di seguito rimandando i controlli e lui e Fidia non pagavano certo i fornitori con il bancomat! Quanto costò alle casse pubbliche quell’Acropoli!

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Socrate

Socrate

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Quanto alla cultura, tutta un’altra cosa: la Grecia è stata la culla della cultura mediterranea di ieri e di oggi e attraverso la Magna Grecia, culla della cultura latina, romana, italiana e in buona parte anche europea.

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P.S.: la nostra lingua è debitrice della lingua greca? Certo! Alcuni esempi: nostalgia, nevralgia, lombalgia … dolore per il mancato ritorno, dolore del nervo, dei lombi. Anche “castalgia”, dolore provocato ai cittadini dalla esistenza delle caste in Italia …

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QUEI FAMOSI DUE “TRE PER CENTO”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2015 @ 8:22 am

Detto altrimenti: parliamone un po’ …   (post 1902)

Post 1902, anno 1902. Lavoro minorile, limite elevato a 12-15 anni, massimo 12 ore al giorno. ma nelle campagne e presso le famiglie lavorano “lavoratori” dai sei anni in su fino a 15 ore al giorno. I ferrovieri minacciano lo sciopero ed ottengono un aumento.

Fino ad oggi di “tre per cento” ne avevamo uno solo: il 3% quale limite dello sforamento del debito pubblico rispetto al PIL. Di questo primo tre per cento se ne è parlato e se parla tanto.

Io invece voglio parlare del secondo, nuovo “tre per cento”: quello rapportato alla propria dichiarazione del reddito per cui chi non evade oltre, non va in galera. Al che osservo:

  • in tal modo si agevolano i ricchi e si penalizzano i poveri;
  • dice … “ma dobbiamo eliminare la punibilità per i piccoli errori” …
  • Rispondo: sarebbe bastato, anzi … “spero che basterà” (la decisione a febbraio) fissare una franchigia, nel senso di stabilire che evasioni/errori fino a tot non comportano l’arresto della persona.

Post breve, anzi brevissimo.

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ELEZIONI GRECHE, FINANZA PUBBLICA ITALIANA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2015 @ 8:04 am

Detto altrimenti: una scintilla che può farci riflettere    (post 1901)

Post 1901, anno 1901. Giolitti apre alla libertà di associazionismo sindacale e ipotizza il coinvolgimento dei socialisti al governo. Papa Leone XIII fa caute aperture al liberismo.

Italia-Grecia, “mia” faccia, “mia” razza … una sola faccia, una sola razza …

Elezioni greche: rescheduling del debito, ovvero sua ristrutturazione: scadenza delle rate più avanzata, tassi diminuiti. Questi interventi a detta del vincitore delle elezioni genererebbero finanza disponibile per il miglioramento del livello di vita della popolazione e per investimenti.

E noi? Anche noi avremmo bisogno di poter disporre di maggiori risorse finanziarie da destinare al welfare ed agli investimenti. Come potremmo fare? Non chiedendo il rescheduling, bensì attraverso l’ emissione di titoli di debito pubblico irredimibili in sostituzione volontaria dei titoli redimibili, titoli irredimibili sui quali lo Stato paghi un interesse leggermente maggiore ma non sia mai tenuto a restituire il capitale che ogni investitore potrebbe liberamente liquidare offrendo i suoi titoli in borsa. In tal modo diminuirebbe il livello dell’indebitamento e si libererebbero risorse finanziarie per investimenti e altro. Emissioni simili nel passato ebbero un grande successo da parte dei sottoscrittori.

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... e allora, mettiamole le strisce!

… e allora, mettiamole le strisce!

Infine, oggi purtroppo la politica europea è ancora una politica di una Europa a metà, che non può funzionare sia che si tratti della politica del rigore, sia che si tratti della politica del rescheduling. Infatti l’UE gestisce solo alcuni aspetti della politica dei singoli stati, in modo necessariamente non coordinato e non coordinabile con la gestione degli altri aspetti gestiti direttamente da ciascun singolo stato. La soluzione? Una sola: arrivare presto agli Stati Uniti d’Europa.

 

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CASTE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Gennaio, 2015 @ 7:33 pm

Detto altrimenti: chi tocca i fili …    (post 1900)

Post 1900, anno 1900 – Il mondo ha 1,5 miliardi di abitanti. In Italia Don Sturzo inizia a organizzare i lavoratori cattolici. Al colonialismo si sostituisce l’ipocrisia del “protettorato”, basato sul mantenimento di governanti locali fantocci. Per il resto, continua lo sfruttamento delle ex colonie, che poi determinerà la divisione del mondo in due parti: pochi popoli ricchi e molti poverissimi.

I magistrati insorgono contro una eventuale riduzione dei loro 45 giorni di ferie che provocano l’interruzione della funzione in estate. In altra occasione hanno dichiarato: “Quanto alla fissazione del livello massimo delle nostre retribuzioni, non siamo stati interpellati”. Hanno ragione. Già, perchè quando io, pensionato, mi sono visto bloccare l’adeguamento della pensione, io … sono stato pre- interpellato! E anche chi poi sarebbe diventato esodato … tutti pre interpellati! E poi, vuoi vedere … si comincia dalle ferie per poi arrivare alla loro responsabilità civile … Di questo passo, dove mai si andrà a finire?

thSH2U4ZFPDetto altrimenti:  la magistratura svolge un ruolo assolutamente strategico (strategico = indispensabile + insostituibile). Guai se non ci fosse, soprattutto in un paese come il nostro dominato da altri quattro poteri malefici: 1) la CO-Criminalità Organizzata; 2) l’EEF-Evasione Elusione Fiscale; 3) la C-Corruzione; 4) il SDC-Sistema delle Caste. Tuttavia ciò non autorizza il mantenimento in capo alla magistratura di posizioni fuori dagli equilibri delle scale dimensionali e dei valori (soprattutto) dell’attuale Sistema Italia, posizioni antistoriche pretestuosamente ieratiche come l’alta uniforme delle toghe rosse, gli scettri dell’apripista e gli ermellini indossati nelle inaugurazioni annuali, ermellini  che spero vivamente siano imitazioni sintetiche e non pelli naturali.

Potere giurisdizionale, uno dei tre poteri dello Stato a fianco del legislativo e dell’esecutivo. Solo che il legislativo pare che abbia ceduto il passo all’esecutivo, quindi già questi due poteri in una qualche misura sarebbero da riposizionare. E il giurisdizionale? Nei paesi anglosassoni il diritto è ciò che hanno deciso i giudici, ovvero, la raccolta delle sentenze. Da noi dovrebbe essere ciò che è previsto dai codici, dalle leggi, ma più spesso il diritto è ciò che decideranno i giudici, o ciò che faranno l’ufficiale giudiziario e i carabinieri. Nel senso che la complessità delle leggi, la lentezza dei processi, i frequenti condoni, le numerose condizioni di non procedibilità e di non punibilità  e last but not least l’intervento “salvifico” della prescrizione troppo spesso ci danno  l’  “incertezza del diritto” .

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thOVBN7Q14Una incertezza quasi “misteriosa”, emblematica, sacrale, per riprendere quanto scrivevo a proposito degli elementi esteriori della funzione. Pellerossa, visi pallidi, musi gialli, piedi neri, toghe rosse … espressioni figurate delle quali, tutte, io farei volentieri a meno. E poi, toghe rosse o meno, questi orpelli mi richiamano alla mente i segni esteriori della superata sacralità papale finalmente superata da Persone come Papa Francesco, o, risalendo nella storia, il mistero che avvolgeva i responsi enigmatici dell’Oracolo di Delo agli emissari di Edipo. La Pizia a Delo, la Sibilla a Cuma uscivano dalle segrete per rivelare un futuro che risuonava come sentenza inappellabile, semi nascoste da veli e dai fumi dei fuochi sacrificali.

Ecco, e quando in un processo il rappresentante della pubblica  accusa entra nella sala del giudizio uscendo dalla stessa porticina (dall’antro …!) dalla quale esce il giudice che dovrà giudicare, per di più parlando con lo stesso, quasi “sottobraccio” allo stesso; e quando l’avvocato della difesa si deve rivolgere al suo “collega” dell’accusa chiamandolo ” … l’Illustre Signor Procuratore” …, be’, allora qualche perplessità sull’equilibrio del bilanciamento delle posizioni  e delle sentenze sorge.

In sintesi: guai se venisse meno la funzione giurisdizionale (ecco … “funzione” più che “potere”, io preferisco definirla così); guai se venisse meno l’indipendenza funzionale dei giudici (soprattutto se a “gestirne l’azione fosse la politica). Tuttavia ciò non è in contrasto con l’esigenza che l’organizzazione amministrativa della funzione (poteri, doveri, responsabilità, retribuzione, ferie) sia rivista, per essere strutturata in modo non più autoreferenziale.

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BCE E RAIFFEISEN

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Gennaio, 2015 @ 8:31 am

Detto altrimenti: la Germania vuole che la responsabilità di eventuali perdite sugli acquisti di titoli pubblici degli Stati e privati restino in capo ai singoli Stati (singole banche centrali)   (post 1899)

Post 1899, anno 1899. Il ministro Rudinì fa una politica fortemente anticlericale e contro le libertà di stampa.

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F. W. Raiffeisen

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Il “nostro” sacerdote Don Lorenzo Guetti, nato il 6 febbraio 1847 a Vigo Lomaso (Giudicarie esteriori, Trentino) fondò in Sud Tirolo (oggi Trentino) le Casse Rurali sull’esempio delle Banche Raiffeisen tedesche. Raiffeisen era stato un signore, ideatore e realizzatore di queste banche. La particolarità di queste banche era che tutti i loro “azionisti” intervenivano da subito con risorse proprie ed erano responsabili solidalmente delle eventuali perdite. Questa era la Cooperazione Trentina delle origini. Questo precedente storico ci aiuta a capire la posizione della Germania che ha voluto che i rischi insiti nell’acquisto da parte della BCE di titoli “sovrani” degli Stati, siano a carico dei singoli Stati, nella misura dell’80%.

 

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Un’altra perplessità. Si dice che la BCE acquisterà anche “titoli privati”. Quali? Quanti? Con quali regole e garanzie? Ecco un esempio di “relativismo” (vedi post precedente), questa volta dell’informazione.

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IL RELATIVISMO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Gennaio, 2015 @ 5:03 pm

Detto altrimenti: atteggiamento positivo o negativo?   (post 1989)

Post 1898, anno 1898. Il pane costa troppo. La gente manifesta. Il generale Fiorenzo Bava Beccaris fa prendere a cannonate la folla. Alzo zero.

Protagora, uno dei primi filosofi relativisti

Protagora, uno dei primi filosofi relativisti

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Il relativismo mette in discussione l’esistenza di verità assolute. Nella religione, nella politica, nella conoscenza, nella morale, nell’attività legislativa (insomma, nei comportamenti umani). Ciò che in un certo periodo storico ci appare “assoluto”, spesso (non sempre) poi nei secoli successivi risulta essere stato solo “relativo”. Il relativismo può essere “dichiarato” o “implicito”. “Dichiarato” è quello di chi dice di professarlo, di non credere ai valori assoluti. Implicito, quello di chi opera in maniera “relativa” nei vari campi del pensiero e dell’azione umana. Infine vi è il “relativismo degli effetti”, di cui alla fine del presente post.  Ma allora, il relativismo è cosa buona e giusta o no? Dipende, è relativo …

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A capo di una crociata contro il relativismo religioso

A capo di una crociata contro il relativismo

Relativismo religioso. La “religione dell’Inquisizione” o quella “delle crociate” (3.000 prigionieri decapitati “a freddo” da Re Riccardo Cuor di Leone?) oggi non ci appare certo come una religione “assoluta”. Lo stesso dicasi per il fanatismo islamico odierno. Dice: “Il mio punto di vista è assoluto; il tuo no”. Dico: “Quindi, il tuo assolutismo in realtà è relativismo- negatività”. Ma allo stesso tempo chi ha creduto in Dio, nel suo Dio fino al martirio, ieri come oggi, ha vissuto un “relativismo rispetto ai tempi” che invece almeno per lui è stata “assolutamente” una positività. Ma allora?

Relativismo politico. Che dire poi del “relativismo” che si oppone all’”assolutismo in politica”? Ovvero, che dire del “credo” praticato da chi è morto per essere anti-nazista o anti-fascista? Quel relativismo-anti-assolutismo era ed è una virtù.

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G. Galilei

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Relativismo della conoscenza. Un assoluto: “La terra è ferma al centro dell’universo!” “No, eppur si muove!” disse quel tale Galileo Galiei … Qui il relativismo è una positività: tutto è assoluto fino a quando non è più tale.

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Relativismo morale. A mio sommesso è sempre una negatività a giustificazione di qualsiasi nefandezza.

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Relativismo dei genocidi: Giornata della Memoria per la Shoah: benissimo, ma estendiamola anche agli altri genocidi: armeni, africani, croati-musulmani, russi,  etc.

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th[4]Relativismo legislativo o “civile”. Summa lex summa iniuria, dicevano i latini, tutto è relativo, anche la migliore delle leggi. Se poi quelle leggi non sono delle migliori, ancor peggio la vedo … Leggi che hanno una efficacia e quindi un valore relativo. Questo relativismo è sicuramente una negatività. Evvabbè, mi avete scoperto, era qui che volevo arrivare a parare … si, lo ammetto, l’avevo presa un po’ alla lontana … ma già che ci sono vorrei sottoporvi una terza forma di relativismo, il “relativismo civile” (rectius, “incivile”) che sicuramente è una negatività: il relativismo degli effetti che si ha quando – ad esempio –  si accetta il principio  “la legge è uguale per tutti salvo le eccezioni di legge”, ovvero che “una legge di portata generale abbia effetti solo relativamente ai casi non eccettuati o sia applicabili e governi solo una parte degli fatti e degli effetti gestibili”, il che avviene quando una legge

  • stabilisce che nessun manager/burocrate pubblico può guadagnare più del Presidente della repubblica, “salvo i casi di … ” (esistono, purtroppo,n.d.r.);
  • interviene solo in relazione ad una parte dei soggetti e/o della materia trattata, come quando regola le pensioni ma crea gli esodati (esistono, purtroppo, n.d.r.);
  • abolisce le province ma non si fa carico di gestire tutti i settori che restano “scoperti” da questa abolizione (esistono, purtroppo, n.d.r.);
  • innalza l’età del pensionamento, salvo la categoria dei … (esistono, purtroppo, n.d.r.);
  • stabilisce agevolazioni fiscali per le imprese che assumono lavoratori in cassa integrazione, salvo non regolare il caso di chi è stato messo a bella posta in cassa integrazione per poi essere assunto con una minore retribuzione per lui e maggiori oneri sociali a carico dello Stato (esistono, purtroppo, n.d.r.). Ecco, vedete bene come sono “relative” le posizioni di chi di fronte alle modifiche dell’art. 18 grida “assolutamente si/no!”
  • etc. …

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UN POST AL SOLE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Gennaio, 2015 @ 3:47 pm

(POST INIZIALMENTE “IN ALLESTIMENTO”, poi non più!)

Detto altrimenti: be’, lo confesso … dopo avere pubblicato il post precedente, sono andato a sciare quattro ore in Paganella: era previsto l’arrivo del sole!   (post 1897)

Post 1897, anno 1897. Marconi brevetta il telegrafo senza fili. Il meccanico milanese Bernardi costruisce la prima auto italiana.

 

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Sopra i miei sci, Sua Maestà il Brenta

 

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E il sole è arrivato, dopo qualche ora, per cui vi allego due foto: una prima ….

 

 

 

 

 

 

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.… ed una dopo il suo arrivo!

 

 

 

 

La sciata? Con l’amico Lorenzo, veneto temporaneamente trentino, eccessivamente giovane (15 anni meno di me, ma come si permette?), gran pedalatore su bici da corsa.

Ma non è finita qui, perché fra poco, alle 17,00 … insomma … aspettate e vedrete! La vita culturale di Trento non ha un attimo di sosta! E questo … è o non è per ora un “post in allestimento”?

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A LAS CINCO DE LA TARDE: Associazione Culturale Il Giardino delle Arti – Per iscriversi contattate la mia collega blogger Mirna Moretti – Ci siamo ritrovati in Via Ottaviano Rovereti, 2 a Trento. Presentazione del libro di Giuliana Savelli “Maria Zambrano e il sogno del divino femminile”, Iacobellieditore, con contributi – fra gli altri – di Anna Turri Vitaliani e Giovanni Marconi, entrambi presenti alla presentazione insieme all’Autrice.

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Giuliana Savelli

Giuliana Savelli

Premetto: non sono nè un filosofo nè uno studioso della storia della filosofia, quindi mi scuseranno gli Autori (e i lettori) per quanto mi sto azzardando a scrivere sull’argomento. Infatti ho detto all’Autrice che avrei scritto dell’evento assai più che del libro. Innanzi tutto, ciò che ho inteso è che si parte dal “femminile” ma si tratta dell’universa umanità. La spiritualità? E’ soprattutto creazione, e più creazione della vita non esiste (ecco il femminile, n.d.r.). Comunque, creatività “anche” come trasformazione di se stessi, alla quale i mistici arrivano attraverso un atto di Amore. Altri, diversamente. Infatti per la Zambrano il sogno è la struttura di fondo da cui “ha preso le mosse l’umanità“, sogno come arte e comunicazione delle società pre-letterarie. In tal senso aiuta a comprendere il concetto l’intervento di Giovanni Marconi, che riferisce di convegni internazionali multidisciplinari i quali hanno rilevato che i milioni di petroliti (incisioni e disegni) preistorici (v. Val Camonica in particolare) sparsi per tutto il mondo, per il 96% rappresentano istanze dell’anima, di persone che “parlano a se stesse” e solo per un 4% descrivono come si caccia, come si costruisce un riparo, come si attraversa un fiume.

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Spiritualità = creatività? La nostra religione è “Creazione e Resurrezione, ovvero, “Creazione e Seconda Creazione” (n.d.r.)

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Al riguardo, si vedano anche due post su www.trentoblog.it/mirnamoretti

Rappresentazioni di uno “spazio affine”, riflesso dell’autocoscienza per “parlare a se stessi”. Nel sogno le esperienze concrete si uniscono agli “atavismi” per auto comunicare a se stessi dati interiori. Ovvero, il sogno ricava icone oniriche che hanno generato metafore, allegorie, similitudini, miti, riti, sacralità, dei, coesione di gruppo, etica, civiltà umana, arti varie. Dal sogno si originano anche fenomeni allucinogeni quali figure geometriche, visive, auditive e della geometria umana (braccia, mani, occhi smisurati e collocati “non al loro posto”), in modo identico in tutto il mondo: ovvero, il sogno creatore, inaspettata emersione progettuale della psiche che viene da lontano, dai nostri antenati di milioni di anni prima. Ed ecco la Zambrano: il suo pensiero riconduce ad unità interpretativa ed interpretante e coordina questo nuovo umanesimo.

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L’ala minore della saletta

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La parte filosofica è stata intercalata da due splendidi interventi musicali (Debussy: “Les fées sont d’exquises danseuses”; La cathédrale engloutie”) di Stefania Neonato, pianista e fortepianista di fama internazionale.

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Stefania Neonato (foto dal sito ufficiale)

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In sala l’altra colonna del “Giardino”, il soprano Maria Letizia Grosselli (uguale levatura!) insieme a Stefania la “coppia” promotrice e co-fondatrice dell’Associazione!

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Marconi, Savelli, Turri Vitaliani: ha introdotto Mirna Moretti, del Direttivo del “Giardino”

Molto sommessamente mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una sottolineatura. Ciò che mi ha maggiormente colpito è il riferimento all’etica (morale) innata ed universale nell’uomo di tutti i luoghi e di tutti i tempi. Un esempio? L’etica che Hammurabi nel 2200 avanti Cristo aveva scolpito nella roccia come si debba “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te; fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te”. Etica che in ogni caso, anche nei più “riottosi” riaffiora nei sogni. In questo io vedo il “divino” dell’umanità, il Dio presente anche in chi lo nega, presente in ognuno anche “a sua insaputa”.

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Termino qui questo mio diverso “post al sole”, al sole delle nevi in Paganella ma soprattutto al Sole di una riflessione illuminante. Grazie! Al Giardino delle Arti, all’Autrice e ai co-Autori dell’opera presentata.

P.S. 1) : Il Giardino delle Arti, Associazione fondata nel 2013, si prefigge di “far dialogare fra di loro le varie arti”: musica, poesia, danza letteratura. pittura, scultura, etc. secondo una loro nuova “rinascimentale rinascita”: L’iscrizione è aperta a tutti, a “produttori” di arte e a suoi “fruitori”. Iscrizioni presso la blogger Mirna Moretti.

Un "post" al sole!

“Sciando” a prendere un caffè in un  “post” al sole!

P.S. 2) : THE DAY AFTER, ovvero oggi sabato 24 gennaio 2014, in Paganella di nuovo (solo la mattina, chevvicredevate?). In seggiovia ho incontrato due giovani e distinte  signore di Verona che parlavano di libri. Prima dell’arrivo, mi sono permesso di intromettermi per complimentarmi con “due signore che leggono” segnalando loro “Suite francese” di Irene Nemirowski e il blog della Grande Lettrice Mirna Moretti www.trentoblog.it/mirnamoretti.

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UNA TRAGEDIA AMERICANA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Gennaio, 2015 @ 6:48 am

Detto altrimenti: libri, libri …. ovvero “Un post al sole”     (post 1896)

Post 1896, anno 1896. La carneficina di Adua mette fine al primo tentativo coloniale italiano. Michelin crea il primo pneumatico.

Ero ragazzo. Genova. Associazione Italo Americana. Uno dei pochi libri in lingua straniera che ho letto nella mia vita: “Una tragedia americana” di Theodore Dreiser (1931).

Dal film: la scena che precede l'omicidio

Dal film: la scena che precede l’omicidio

Clyde è figlio di un predicatore itinerante. Avendo grandi ambizioni, lascia la famiglia e inizia a lavorare. Chiede aiuto al ricco fratello della madre e viene assunto nella sua fabbrica di camicie. Clyde non solo riesce ad occupare una posizione di rilievo, ma, grazie al suo carattere aperto, si inserisce benissimo nella cerchia di amici dei cugini. In fabbrica conosce Roberta, con cui intreccia una relazione, ma allo stesso tempo la ricca e viziata Sondra si innamora di lui. Clyde sta per fidanzarsi con Sondra e consolidare la sua posizione, quando Roberta gli comunica di essere incinta e di volere il bambino e lui. Clyde la uccide, tentando di far passare la sua morte come un tragico annegamento, ma viene scoperto, processato e condannato a morte.Solo allora si renderà conto di quanto abbia sprecato la sua vita. Dal libro è stato tratto il film “A place in the sun, Un posto al sole” con Montgomery Clift e Liz Taylor.

Un posto al sole, quello che cercava l’Italia colonialista, il film di cui sopra, la soap opera della nostra TV … Questo mio, invece, è …. un post al sole!

Poco tempo fa un mio amico, rovistando fra le vecchie carte trovate in un baule in soffitta, ha trovato un manoscritto del nonno a suo tempo emigrato in Argentina, scrittore dilettante, morto anni addietro, ed ha voluto parlarmene. Si tratta delle bozze di quello che sarebbe stato un suo romanzo. Nella prima pagina infatti il nonno aveva scritto: “Una tragedia americana – Romanzo”. Incuriosito dal titolo, mi sono fatto prestare quei fogli e li ho letti. Si … si trattava della bozza di un romanzo, anzi, di un romanzo giallo: se ne descriveva per sommi capi la vicenda e la suddivisone in capitoli. Vi riassumo qui di seguito la trama.

Il popolo argentino reclama verità e giustizia

Il popolo argentino reclama verità e giustizia

America, questa volta del sud. Argentina. Terroristi iraniani compiono un attentato contro una sinagoga ebraica provocando la morte di decine di fedeli. Dopo anni di indagini, il procuratore incaricato di far luce sul crimine scopre che il governo argentino è sceso a patti con quello iraniano: la cosa sarà insabbiata in contropartita di forniture di petrolio e armi a prezzo agevolato. Il procuratore – descritto come amorevole padre di famiglia, combattuto fra il proprio senso del dovere e le suppliche della moglie che teme che le loro tre figliolette possano diventare orfane di padre (ecco la tragedia!) – denuncia lo scandalo. Pochi giorni dopo, nel corso di un week-end durante il quale la famiglia era al mare e lui in città, a casa, solo, ad istruire i processo, viene trovato morto nel suo studio. Un colpo d’arma da fuoco alla tempia. Suicidio, grida il governo. No, dicono i medici legali, è omicidio. Si, dice la polizia scientifica, è omicidio: la porta dell’appartamento era chiusa dall’interno, ma ci sono tracce di effrazione e del passaggio di una persona nei condotti dell’aria condizionata e non vi sono tracce di polvere da sparo sulle mani della vittima, né le classiche bruciature “da suicidio” sulla sua tempia. Il colpo è stato sparato da lontano. Omicidio? D’accordo, dice il governo, e cambia subito la propria versione: è vero, è un omicidio perpetrato da chi vuol far credere che sia un omicidio di Stato, un complotto politico contro il governo.

Ecco, tutto qui. La cosa mi ha affascinato …che fantasia, quel nonno! Chissà se qualche produttore cinematografico non vorrà trarre un film anche da questo “quasi romanzo”  … Solo che il titolo non potrebbe più essere “Un posto al sole” … bensì … ecco … ci provo … forse potrebbe andar bene lo stesso titolo del romanzo: “Una tragedia americana”. Io, molto più modestamente, nel frattempo ne ho tratto un post,  “Un post al sole”.

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