IL PERICOLO DELLA NORMALITA’ PERUGINA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Gennaio, 2015 @ 8:04 am

Detto altrimenti: prendo lo spunto dai post precedenti sulle pensioni d’oro perugine  (post 1885)

Anno 1885: colonialismo avanti tutta! Invece di coltivare le terre incolte in Italia, andiamo a depredare gli Africani: a cannonate! A gennaio Starley applica pedali e catena al suo velocipede ed inventa la bi-cicletta. Dopo nove mesi Daimler applica un motore alla bi-cicletta ed inventa la moto-cicletta.

La normalità. Oggi, con molta superficialità, troppe situazioni e comportamenti sono generati e accettati come “normali”. Normale infatti – e smetto di virgolettare il termine per mia semplicità di scrittura – letteralmente significherebbe “secondo la norma”. Ma qui sorgono due complicazioni:

  • Ciò che è normale, a quale norma o categoria di norme viene riferito?
  • Nell’utilizzo comune ormai il riferimento ad una norma si è perso e il termine viene oggi utilizzato ed inteso come “assolutamente accettabile, ovvio, lineare”, ovvero in linea con la prassi del “così fan tutti”. Ma se tutti “fanno male”, come la mettiamo?”. Vediamo alcuni casi di pericolosa normalità:
  1. Comune di Perugia

    Comune di Perugia

    Perugia: il diritto acquisito ad una pensione di platino (l’oro non basta più!) a seguito di un contratto di lavoro esiste e va tutelato. Quelli acquisiti a seguito della Costituzione (all’istruzione, alla salute, al lavoro, a farsi una famiglia, ad avere un futuro) no. Normale.

  2. Evadi 100 euro, ti arriva la ripresa fiscale a casa e fra sanzioni ed interessi ne paghi 130 o più . Evadi 100 milioni di euro, ti arriva la proposta di concordato e ne paghi 30. Normale.
  3. Il fumo uccide e il gioco induce dipendenza, ma lo Stato è il primo dispensatore di fumo e di gioco d’azzardo. Normale.
  4. Nessun dipendente pubblico può guadagnare più del capo dello stato. Sono esclusi da questo limite le seguenti categorie … Normale.
  5. Tutti vanno in pensione a 70 anni … Sono esclusi da questo obbligo le seguenti categorie …”. Normale.
  6. I parlamentari condannati in via definitiva per mafia continuano a percepire il vitalizio. Normale (trattasi di diritto acquisito, v. sopra, n.1).
  7. Dove vanno a finire ... le monetine?

    Dove vanno a finire … le monetine?

    I gestori delle macchinette mangiasoldi del gioco d’azzardo sono fra i maggiori evasori fiscali. Vengono scoperti e fanno il concordato fiscale (v. sopra, n. 2). Domanda: chi cambia in banconote le tonnellate delle monete raccolte dalle macchinette? Non si sa. Normale.

  8. Si cerca di tutelare per legge il lavoratore di fatto dipendente che opera sulla base di una falsa partita IVA, ma non si interviene a monte, bloccando la concessione di false partite IVA o revocando quelle risultate false. Normale.
  9. Uno scandalo al giorno leva il precedente di torno. Normale.
  10. Spesso il potere è separato dalla responsabilità. Normale.
  11. Il sistema delle scatole cinesi nel gioco delle SpA viene utilizzato anche nella realizzazione della catena delle regole. Io stabilisco una legge interpretabile elasticamente. Il delegato stabilisce un regolamento interpretabile in modo ulteriormente elastico. etc.. Alla fine la mia legge è stravolta “a mia insaputa”. Io non reagisco. Normale.
  12. Plurimae leges corruptissima republica. Normale.
  13. Dopo anni ci accorgiamo che i denari pubblici stanziati per l’accoglienza degli immigrati sono rapinati dalla malavita. Dopo anni. Normale.
  14. Attentati di Parigi. Nella settimana successiva si arrestano decine di terroristi. Tutti nella settimana successiva. Non prima. Normale.
  15. Prof. Avv. Victor Uckmar

    Prof. Avv. Victor Uckmar

    Un famosissimo avvocato professore (UniGe) tributarista genovese (Victor Uckmar) denuncia pubblicamente l’abuso della false Srl immobiliari adottate da molti privati per eludere oneri fiscali e non succede nulla. Normale.

  16. Bilancio pubblico. Alcuni settori riescono oggi a farsi attribuire fondi decennali a prescindere dall’eventuale modifica dell’ordine delle priorità del domani. Si tratta di fondi impegnati “a prescindere”. Normale.
  17. La legge è uguale per tutti tranne le eccezioni di legge. Normale.
  18. Chi subentra nel governo dell’Ente Pubblico (Stato, regione, provincia, città) non può intervenire sulle somme bloccate (diritto acquisito, v. sopra, n. 1) e può operare solo a valere sulle risorse che residuano dopo avere dedotte quelle “impegnate” (v. n. 16), ovvero può governare “molto poco”. Normale.
  19. Quando si scalettano le aliquote fiscali ci si limita a differenziare i redditi fino a … facciamo 200.000 euro l’anno. Al di sopra no. Normale.
  20. Il risparmio va bene,  le banche vanno male, ricevono sussidi pubblici, non fanno credito a famiglie e imprese, i super manager bancari si pagano super retribuzioni/pensioni/liquidazioni di platino (diritto acquisito, v. n. 1). Normale.
  21. Nel più ricco, potente e conosciuto paese arabo le donne non possono guidare le auto, non possono scappare da un edificio in fiamme se non hanno il velo e vi muoiono bruciate vive. L’occidente non reagisce. Normale.
  22. Decine di morti per strage in Europa, reagiamo moltissimo tutti. Migliaia di trucidati in Africa, reagiamo moderatamente. Normale.
  23. thQ235LIR6Il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni, firmato tale Alcide De Gasperi. Oggi la politica è troppo spesso fatta da politici e non da statisti. Normale.
  24. Le nostre industrie delocalizzano in paesi che non rispettano i diritti civili e dei lavoratori e poi noi importiamo la loro produzione licenziando i nostri operai. Normale.
  25. La GB fa parte dell’UE e non accetta le regole UE sui controlli bancari e fiscali. Noi dobbiamo svenarci per quel diabolico 3%. Normale.
  26. In Parlamento non si parla ma si urla e noi continuiamo a chiamarlo parlamento e non urlamento. Normale.
  27. L’Inps è in perdita. Le sue gestioni separate no. “La nave affonda! I passeggeri di prima classe si imbarchino sulle scialuppe di salvataggio: gli altri no”. Normale.
  28. …..
  29. …..
  30. ….
  31. Ci siamo abituati alle normalità di cui sopra. Normale.

(I casi di normalità non completati sono a disposizione delle lettrici e dei lettori)

Buona domenica a tutti. Ve lo auguro di cuore: questo è  “veramente e giustamente” normale!

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SUPERPENSIONI A PERUGIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Gennaio, 2015 @ 1:54 pm

Detto altrimenti italiani, cornuti e mazziati!   (post 1884)

Post 1884, anno 1884: Colera in Italia. Guerre coloniali? C’è chi ci si arricchisce. L’ing. Benz si allea con l’ing. Daimler che ha inventato un motore ad alcool che però egli trasforma in motore a Benz …ina, dal che nasceranno le Sette Sorelle del petrolio (l’alcool lo avrebbero potuto produrre tutti, anche ogni contadino … e chi avrebbe mai potuto controllare tale mercato? N.d.r.). La prima automobile di chiamerà Mercedes, dal nome della moglie del primo ricco committente.

Una vecchia canzone degli anni ’30: “Se potessi avere … 108 milioni di lire al mese … (di pensione)”

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“Corsera dello giorno 16 gennaio, per la penna di Messere Gian Antonio Stella, ci racconta dello modo e dello tempo per li quali l’ avvocato Mario Cartasegna, dipendente dello libero Comune di Perugia, se n’abbia a ire in pensione con 651.000 ducati (altri li appellano “euri”) all’anno. Lo giorno appresso Messer Stella intervista sullo medesimo giornale detto avvocato, lo quale spiega esser tutto in regola, acconcio alle leggi e per lo ciò eziandio normale.”.

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Quella pensione si è formata "a mia insaputa"

Quella pensione si è formata “a mia insaputa” (comunque lui ci ha messo la faccia …. mezza, ma ce l’ha messa)

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Italiani, cornuti e mazziati! Si dice di quei mariti traditi dalla moglie e bastonati dal loro amante. Avvocato Mario Cartasegna, ci risparmi la sua “normalità”. Lei sta ricevendo dalle finanze pubbliche somme abnormi di denaro alimentate anche con le tasse che io verso allo Stato che si trasformano in trasferimenti dello Stato ai Comuni e che il Comune di Perugia versa a Lei. Quindi, per la proprietà transitiva, i denari che Lei incassa in misura tripla dell’emolumento della Signora Angela Merkel e doppia del Signor Barak Obama provengono anche dalle mie tasche. E già questo non mi sta bene, anche perchè  vorrei  che quei denari fossero destinati a finanziare l’inserimento nel lavoro di giovani e non giovani.

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Ma almeno, avvocato Cartasegna, La prego, non insulti la nostra intelligenza, non si sforzi di dire che “Lei non sapeva” … “cos’altro avrebbe potuto fare …”, “che ci sono altri casi” …”che tutto è dovuto a “Errori …erano leggi … regolamenti…” che “mica può restituire” etc. (cito dall’articolo Corsera di oggi). Ci risparmi l’insulto e lo sfregio della Sua “normalità”.

Sa cosa mi auguro?

  • Che la Corte dei Conti si muova e accerti la responsabilità di chi per azione o omissione ha consentito questo scempio, questa oscenità, questo scandalo, questo “furto” del pubblico denaro (scrivo “furto” fra virgolette nel senso che non uso il termine nel suo significato letterale e così evito una querela per diffamazione);
  • che noi cittadini si faccia una class action contro tali personaggi;
  • che l’INPS ridimensioni la Sua pensione per “eccessiva onerosità sopravvenuta”, Cosa? non si può? Lo so, lo so … questa fattispecie tecnicamente non ricorre … lo so che Lei è avvocato … io sono solo un manager. laureato sì in giurisprudenza, ma vuol mettere … con un avvocato vero … mica posso pretendere di confrontarmi …);
  • che i sindacati proclamino uno sciopero generale;
  • che tutti noi si rifletta su una frase pronunciata da Don Ciotti che affermava che molto del male è compiuto da chi opera nei limiti delle leggi;
  • che il Governo da un (male)fatto prenda lo spunto per controllare tutti i possibili casi del genere in tutto il paese, nominando un procuratore generale speciale per la l’analisi del fenomeno, la prevenzione e la repressione dei crimini che si perpetrano “in osservanza delle leggi e dei regolamenti”.

P.S.: Quo usque tandem … fino a quando (sopporteremo senza ribellarci)? E a Lei, che altro dire?Gle lo dico in latino, tanto Lei che è laureato in legge, di latinorum se ne intende: “Te pudeat!” che tradotto, per quelli dello scientifico, significa “Vergognati!”

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RENZI, REN …DICI LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI !

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Gennaio, 2015 @ 5:27 pm

Detto altrimenti: Renzi, Renzi, rendici la fiducia nelle istituzioni …  (post 1883)

Post 1883, anno 1883: gli Italiani scoprono il patto della Triplice Alleanza Italia, Austria, Prussia) e scoppia l’irredentismo.

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Vistosi sconfitto, si suicidò

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“Varo, Varo …rendimi le mie legioni!” Così gridava l’imperatore Augusto dopo che il suo generale Varo si era fatto annientare dai Germani le proprie (dell’imperatore) legioni romane nella foresta di Teutoburgo il 9 d. C.! La differenza fra i due casi Varo-Renzi è che la fiducia (in parte già) persa non è venuta meno per colpa di Renzi. Ed è venuta meno per una pluralità di leggi e incroci istituzionali che vietano molto a molti  ma consentono tutto a troppi …

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th24QIU0DMSan Tommaso Moro, al secolo Thomas More, decapitato nel 1435  perché non riconosceva al suo sovrano la qualità di capo religioso (santificato nel 1935)  nella sua “Utopia” auspicava che le leggi fossero poche, interpretabili e applicabili senza necessità di avvocati. E invece …

 … invece … plurimae leges corruptissima republica, ovvero la proliferazione delle leggi, regolamenti, livelli di potere per di più scissi dai molti livelli di responsabilità provocano la “corruzione” ovvero il “corrompersi”, il “deteriorarsi”, lo “sgretolarsi” dello Stato, della fiducia dei cittadino nelle istituzioni e nella politica. Oggi più che mai.

Leggete il post precedente.

Dice: “Ma tu, blogger, con il sottolineare continuo che fai del malaffare e della mala politica, fai tu stesso antipolitica”.

Rispondo: “Eh no, caro mio, quella l’antipolitica (efficace espressione napoletana) è la tua, quella che ti induce a pensare e agire come stai facendo, ovvero sulla base del “vabbè, il mondo va così … pensiamo a costruire non a criticare … uffa co ‘sto rivangare, evidenziare … ma che vai “trovando” (al posto di “cercando”: altro simpatico napoletanismo), etc.”

Dico: “Ma insomma, in una Famiglia (quella degli Italiani) nella quale le badanti a €1.200 al mese pagano le tasse, la disoccupazione è elevatissima, moltissimo giovani non hanno né lavoro né un futuro, ci possiamo permettere privilegi come quelli di cui al post precedente!?”

Dice: “Post precedente? L’avvocato perugino? Ma se tutto è stato fatto secondo la legge!”

th[6]Rispondo: “A parte che non è così, ti ricordo quel tale sindaco di Firenze, Giorgio la Pira. Stava assegnando case popolari secondo criteri di onesta equità. Gli fecero osservare che la legge prevedeva altri criteri. Rispose: io assegno le case voi andate a cambiare la legge”. E allora, Presidente del Consiglio Matteo Renzi, oltre a dare centralità alla lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, dai centralità anche alle violazioni della “accettabilità” perpetrate in piena osservanza di leggi e regolamenti mostruosi, dal latino monstrum, che fra i vari significati annovera anche “cosa incredibile, cosa contro natura”.

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DAL CORSERA ODIERNO – RASSEGNA STAMPA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Gennaio, 2015 @ 10:52 am

Detto altrimenti: perché non si ignori ma si rifletta …. (post 1882)

Post 1882, anno 1882: un operaio entra in Parlamento. A Trieste gli Austriaci impiccano Guglielmo Oberdan. l’Italia è colonialista.

CORSERA ODIERNO

Pag. 3 – Articolo di Fiorenza Sarzanini. per la liberazione di Vanessa e Greta è stato pagato un riscatto di 12 milioni di euro. Bene! Ma ora si potrebbe rafforzare l’  “industria” dei rapimenti e dei riscatti …

Pag. 9 – Articolo di Gian Guido Vecchi. Il Papa e la strage di Parigi. Vedi post precedente. Bene? Male? Chissà …

Pag. 13 –  Articolo di Mario Sensini. Primi accordi Italia-CH sulle evasioni fiscali e valutarie. Molto bene.

th9J9TZHK3.

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Pag. 25 – Articolo di Elisabetta Soglio. Licenziata Carmen Zizza, Direttore Generale  dell’ASAM milanese. Ex impiegata, non laureata (evvabbè …) adusa a concessione di incarichi professionali e spese private proprie ed altrui ut princeps, come se fosse una principessa medievale. Male lei. Bene il licenziamento.

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PathUMGBHV1Dg. 27 – Articolo di Gian Antonio Stella: l’avvocato Mario Cartasegna, assunto dal Comune di Perugia nel 1972, che percepiva uno stipendio di €10-12.000 mensili, andrà in pensione con €651.000 all’anno perché così era stabilito nel contratto, che parametrava la pensione ai risultati della cause vinte. Si tratta del doppio dell’emolumento di Barak Obama e il triplo dello stipendio della Merkel. Il TAR gli ha dato ragione. Nessuno appella la sentenza. L’INPS apre un’inchiesta. Io mi domando: da parte del Comune, chi è responsabile di quel contratto di lavoro, di quelle decisioni? Su quale base legislativa ha agito? Malissimo! Non ci resta che sperare nella Corte dei Conti e subito dopo nel legislatore. (L’articolo è a riproduzione riservata, non posso dirvi di più …)

Diritti acquisiti vabbè, ma quando sono “overdosi” diventano “privilegi acquisiti” ovvero una nuova droga da debellare. Dice Don Ciotti: “Il danno maggiore spesso lo fa chi opera all’interno della legge” (sbagliata, n.d.r.).

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PAPA FRANCESCO E LE PAROLE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Gennaio, 2015 @ 8:29 am

Detto altrimenti: “le parole sono pietre”, firmato Don Lorenzo Milani  (post 1881)

Post 1881, anno 1881: Economia in crisi tranne il biellese. Forte emigrazione. “Avanti Savoia!”  con il colonialismo.

Papa Francesco:

  • “Nessuno può uccidere. Nessuno può uccidere in nome di Dio”
  • “Chi offende la madre altrui si può ben aspettare di essere colpito da un pugno”

thE8LZGMXCHo citato le parole del Papa virgoletatte ma a memoria. Io non mi permetto di giudicare Papa Francesco. Mi limito ad una analisi lessicale e contenutistica, provando a tradurre le due frasi con una terza frase (mia). Eccola:

 “Non è assolutamente lecito uccidere, tanto meno in nome di Dio. In parallelo, chi offende un Dio, il Dio altrui, ne offende la madre. L’offeso non può e non deve uccidere l’offensore, ma l’offensore può ben ipotizzare che l’offeso non rispetti questo divieto”. Ovvero “Io non approvo chi uccide ed in particolare chi uccide in nome di Dio, ma posso purtroppo prevedere che ciò accada di fronte a certe offese al prprio Dio. Quindi: non offendete nessuno. Non offendete Dio, quel Dio, nessun Dio”.

 Ma insomma, io, cosa penso?

  •  Che le parole sono pietre che possono essere utilizzate sia per costruire una casa sia per colpire alla testa una persona, anche involontariamente;
  • che la legge francese sulla libertà di stampa non è stata violata; che potrebbe essere utile aggiornare quella legge; che la legge contro il terrorismo e lo stragismo è stata violata;
  • che fino a quel momento io cogito ergo … je suis!

 

E a proposito di “parole” molto bello è il saluto della religione islamica:al-salam alaikum (“la pace sia con te”)  al che si risponde: wa alaikum al-salam – wa  rahmutu Allahi – wa barakatuhu  (“con te, la pace, e la misericordia di Dio e le Sue benedizioni”, da cui capiamo il significato del nome di Obama: Barak, “Benedetto”).

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FRANCO SVIZZERO ED EURO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Gennaio, 2015 @ 8:08 am

Detto altrimenti: inizio a riflettere anche su questo aspetto   (post 1880)

Post 1880, anno 1880: Edmondo De Amicis pubblica “Cuore”. Si inaugura la funicolare del Vesuvio; alla Baia di Assab si applica la legge militare italiana.

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th[10]Euro in crisi, un franco svizzero in crescita troppo forte avrebbe penalizzato l’economia svizzera (di esportatori). La banca centrale svizzera aveva quindi fissato un tetto alla crescita del franco svizzero: non più di 1,2 euro per un franco svizzero. Per mantenere questo livello, la banca svizzera aveva continuamente venduto franchi e acquistato euro (ma fino a quando avrebbe potuto continuare?). Ieri la banca svizzera ha ritenuto che le condizioni fossero cambiate ed elimina il cambio fisso. Il franco esplode (in crescita, +30%), la borsa svizzera perde terreno (ma la banca abbassa i tassi di rendimento del franco svizzero e frena la caduta): la sola Swatch – grande esportatrice – perde il 16% – le borse europee salgono.

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Mount_Washington_Hotel_2003[1].

Nel 1970, io, classe 1944, ero giovane. Gli USA, con gli accordi di Bretton Woods (1944, v. foto a lato). avevano fissato il cambio del dollaro all’oro (35 dollari l’oncia) il che portava il dollaro a 625 lire, non perchè si fosse di fronte ad un dollaro troppo che avrebbe penalizzato l’economia USA, ma perché in tal modo gli USA non avrebbero avuto “sorprese” dalle oscillazioni impreviste ed imprevedibili sui cambi. E poi, il limite era un freno alla caduta del dollaro. Lo sblocco del 1970 del dollaro dall’oro, il dollaro scende a 450 lire e l’economia USA ne trae vantaggio.

Insomma, quando si tratta di cambio fisso, domandiamoci: fisso perché non “salga oltre” o fisso perché “non scenda al di sotto”?

P.S.: ve lo immaginate quanto ha guadagnato in un sol giorno chi – avendo avuto sentore dell’operazione – ha acquistato ieri l’altro franchi svizzeri  pagandoli in euro? Sarebbe interessante un’indagine su tutte le transazioni di questo tipo, per vedere chi è stato “intelligente” e chi “non informato”. Cosa? Io sono un mal pensante? E’ vero, però a pensar male …

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MARO’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Gennaio, 2015 @ 7:20 am

Detto altrimenti: finalmente uno spiraglio di soluzione, ma …   (post 1879)

Post 1879, anno 1879:

  • Cairoli –Cordusio- Duomo, tre fermate della MM. Metropolitana Milanese. Cairoli, chi era costui? Un primo ministro della sinistra storica che ha rischiato la sfiducia perché voleva abolire la tassa sul macinato (sul pane!) a carico della povera gente ed inoltre perché aveva dichiarato che le spese militari erano improduttive!
  • Garibaldi lascia la politica.
  • La città di Biella decolla (famiglia sella).
  • la Siemens lancia il primo locomotore elettrico.
  • L’Italia si avvia a tentare la politica coloniale (Baia di Assab).
... e allora, mettiamole le strisce!

… e allora, mettiamole le strisce!

La stampa indiana inizia a scrivere “Basta con questa farsa: che siano giudicati dal Tribunale Militare di Roma. L’India di sta facendo autogoal. A rischio i rapporti con UE e Italia”. Bene. La presa di posizione UE e italiana inizia a fare effetto. Ecco, però a questo punto io mi pongo una domanda:

  • se invece della UE si fosse trattato degli USE-United States of Europe;
  • se la presa di posizione fosse stata congiunta di USA e USE;
  • se oggetto della presa di posizione fosse stato da parte dell’India il rispetto dei diritti umani, ovvero dei diritti degli affamati, delle donne, dei malati, dei moribondi, dell’infanzia, dei fedeli di tutte le religioni, dei lavoratori …

ecco, se tutti questi “se” si fossero verificati, quali risultati avrebbe raggiunto l’Umanità?

 

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INTERVALLO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Gennaio, 2015 @ 6:02 pm

Detto altrimenti: ecchè, non me lo volete concedere un piccolo intervallo?  (post 1878)

Già. Intanto devo colmare alcune lacune: infatti dal post 1974 in poi non ho più pubblicato le notiziole dell’anno corrispondente. Eccole:

1874: la Camera boccia il progetto di legge che prevedeva l’istruzione elementare obbligatoria.

1875: La spendig review di Quintino Sella conduce i conti al pareggio.

1876: la sinistra storica (Francesco Crispi) va al potere.

1877: sfruttando l’idea dell’italiano Felice Matteucci, l’ing. Otto “inventa”  il motore a scoppio a quattro tempi (motore detto oggi  “a ciclo otto” che si distingue da quello “a ciclo diesel, altro ingegnere tedesco, che poi ha arricchito il suo motore con le candelette di preriscaldamento dell’ingegnere tedesco Ricardo con un “c” sola).

1878: l’ing. Benz inizia a fabbricare auto (con il motore a ciclo otto) (e bravi … ah ,,, ‘sta Germania uber alles …!)

Dice … ma qua’ intervallo che sei sempre al computer!? Eh no, raga, oggi sono stato a sciare a Madonna di Campiglio. Vi allego una foto scattata con il telefonino che quasi quasi mi ispira qualche verso:

 WP_20150115_001Neve 1

onde

scolpite dal sole

slavinano a valle

pensieri montani

in libertà

oppure:

Neve 2

il vento

ha scritto una favola bianca

che  legge al sole

felice

la sera

 

(quale delle due “Neve”  preferite?)

 

Sullo sfondo, fa capolino la parte superiore dello spigolo del Crozzon di Brenta, 1000 metri di scalata: sarebbe un “terzo grado” (vecchia classificazione, quella dei “miei tempi” … di “sti ani” per dirla in dialetto trentino!) ma veniva classificato “quarto grado” per la sua lunghezza.

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UN ALTRO “POST ALTRUI”, QUESTA VOLTA DI GIANFRANCO PETERLINI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Gennaio, 2015 @ 5:06 pm

Detto altrimenti: raga, si è sparsa la voce! Stanno arrivando contributi “altrui” per la pubblicazione nel mio “open blog”. Questa segnalazione del lettore Gianfranco mi affascina, perché io sono assolutamente convinto che “le parole sono pietre”, come scriveva Don Lorenzo Milani … (post 1877)

Inizio del “post altrui”

th[4]Noam Chomsky (foto a lato) padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.

La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.

1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).

2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.

3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa.

5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.

6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.

8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.

9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.

10) I media puntano a conoscere gli individui più di quanto essi stessi si conoscano (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla). Ciò significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.

Fine del post altrui

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PARIGI BRUCIA? POST “ALTRUI” DI PAOLO CONSIGLIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Gennaio, 2015 @ 6:31 am

Detto altrimenti: open blog, aperto alle lettrici ed ai lettori ed anche – ovviamente – alle opinioni diverse dalle mie! Ecco qui la “Parigi brucia” di Paolo Consiglio   (post 1876) – (Il mio breve commento direttamente in calce al post)

Inizia il “post altrui”

Il micidiale cocktail Fe-Fe

Ritornando ancora sul tema della strage di Parigi vorrei anzitutto mettere in discussione alcune perentorie e ripetute affermazioni di Riccardo sul carattere e origine di questa criminalità e successivamente intervenire sulle domande poste da Fulvio Maiello (post 1870) e da Giovanni Soncini (nel commento allo stesso post) sull’argomento dei limiti alla libertà di satira, invitando chi mi leggerà a fare alcune riflessioni.

Riccardo ha affermato: “a mio avviso siamo di fronte alla strumentalizzazione di masse di ignoranti con la (falsa) motivazione “religiosa” per conquistare a vantaggio dei capi potere, territori, denaro, petrolio, miniere, diritto allo stupro, alla schiavizzazione delle donne, etc.”. A mio avviso si tratta di multinazionali del crimine che “catturano” clienti non per comperare Coca Cola, sigarette o mobili Ikea, ma per compiere atti di guerra per i fini sopra elencati.”

A mio parere questa è un’interpretazione tipicamente complottistica e consolatoria.

Consolatoria perché dei terroristi che fondamentalmente agiscano con delle motivazioni a noi vicine e comprensibili come il denaro e il potere (il nostro attuale dio) fanno molta meno paura di persone che agiscono per sentiti motivi religiosi e ideali  e che quindi ci appaiono del tutto estranee, lontane e nemiche.

Esaminiamo i fatti. Il periodico “Charlie Hebdo” ha pubblicato molte vignette che sono apparse gravemente offensive ai fedeli musulmani. Ognuno di noi ha potuto vedere in internet  le vignette e soprattutto le copertine del settimanale. Penso che alcune si possano senza dubbio definire blasfeme e anche oscene, non solo quelle su Maometto ma anche le tante sul Papa e sulla religione cattolica.

Il 7 gennaio due uomini irrompono con la forza nella sede di “Charlie Hebdo” ed uccidono 10 persone (più 2 guardie) gridando in arabo “Allah è il più grande” e “Abbiamo vendicato il Profeta”.

E’ più che evidente che si tratta di un crimine a matrice religiosa islamica.

E allora io mi chiedo: chi compie un orrendo delitto, una strage, di questo tipo? Anzitutto è un fanatico religioso, un credente, una persona che crede in assoluto nel suo Dio, che non ha il minimo dubbio sulla sua fede, che è pronto anche a morire per la sua religione.  Non basta, di persone così (tra i musulmani, non certo tra i cristiani) ce ne sono milioni. Deve anche essere un violento, una persona feroce, di una ferocia animale istintiva, quella che alberga nel profondo in ciascuno di noi.

E allora ecco la ricetta del crimine religioso: la fede più la ferocia, un cocktail micidiale che, al solo scopo di ricordandocene,  potremmo chiamare “il cocktail Fe-Fe”.

L’ipotesi complottistica di Riccardo appare allora doppiamente consolatoria, perché prescinde, oltre che dalla fede, anche dalla ferocia animale primigenia, che sempre ci spaventa perché sappiamo che alberga, anche se latente, in tutti gli uomini. E’ la stessa ferocia che appare in tanti delitti della cronaca nera di  tutti i giorni: i cosiddetti “femminicidi”, i purtroppo non tanto rari infanticidi, la ferocia che ci spaventa tanto che in questi casi preferiamo parlare di persone che hanno commesso i delitti “in preda a raptus”, in un momento di “incapacità di intendere e volere”. E’ la ferocia che si manifesta anche in certi episodi di tifo calcistico violento.

Nel nostro mondo occidentale, nel nostro mondo cristiano (almeno di nome ma sempre meno di fatto) la ferocia non è più associata alla religione. Ma è sempre stato così?

Viene subito da pensare alle crociate ma, in fondo, quelle erano guerre nelle quali ci si ammazzava da una parte e dall’altra. Casomai si può pensare alla crociata del 1209 contro gli albigesi, gli eretici catari, durante la quale furono sterminate le popolazioni di intere città. Secondo le cronache dell’epoca ad un legato pontificio fu chiesto come distinguere chi, delle persone rifugiate in una chiesa, dovesse essere bruciato sul rogo come eretico ed il legato rispose: “Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi.”

Nelle lotte tra cattolici e protestanti basta ricordare la notte di S. Bartolomeo, nella quale i cattolici uccisero, secondo gli storici, tra i 5000 e i 30000 protestanti.

E quante furono le persone torturate e bruciate dall’Inquisizione? Un nome per tutti: Giordano Bruno. E quante le “streghe” bruciate vive? Quello sì fu un vero “femminicidio”!

Pensando alle tantissime persone uccise in nome di Dio viene spontaneo ricordare quella che considero una delle migliori battute di tutti i tempi: “Sono ateo, grazie a Dio!”

Poi le uccisioni per motivi religiosi andarono calando, pur non scomparendo del tutto e mischiandosi spesso a contrasti politici. Perché? Siamo diventati meno feroci o semplicemente abbiamo cominciato a credere sempre meno? Guardando ai nostri giorni i pochi parroci rimasti costretti a fare il giro di quelle che una volta erano dieci parrocchie, ciascuna con almeno due preti,  e vedendo i conventi vuoti che chiudono uno dopo l’altro, propendo per la seconda ipotesi.

Se la fede va scomparendo l’altro ingrediente del cocktail, la ferocia, che fine ha fatto?

Nel secolo passato ha fatto la sua massima comparsa nei tanti genocidi di milioni di persone, ferocia legata alla politica ma spesso associata ad una qualche fede terrena.

Ma forse sono andato troppo lontano ed è ora di tornare ai tragici fatti di Parigi.

Quali risultati hanno in definitiva ottenuto i terroristi (oltre ad una ventina di morti)?

“Charlie Hebdo” ha avuto una pubblicità colossale ed è passato da una tiratura di decine di migliaia di copie ad una di milioni. Vignette offensive che prima erano viste da pochi lettori affezionati sono state viste da tutto il mondo. I tantissimi musulmani pacifici non ne hanno certo beneficato perché sono aumentate le forme di diffidenza verso di loro.

Non c’è che dire: veramente dei bei risultati, degni di persone intelligenti!

Dove sono i vantaggi  in termini di potere, territori, denaro, petrolio, miniere, ecc. di cui parla Riccardo?

La reazione, con la sfilata di domenica, è stata enorme, forse anche sproporzionata se si pensa ai tanti delitti di matrice religiosa di ben maggiori proporzioni (basta pensare alla Nigeria).

Io penso che si sia trattato di una reazione ancora una volta istintiva e quindi animalesca: il branco, diventato tribù e poi nazione si sente attaccato da un nemico esterno e reagisce compattandosi.

I nemici sono dei fanatici religiosi. Per contrasto “Je suis Charlie” potrebbe voler dire “io non credo” e quindi non uccido per una fede e non accetto che venga ucciso per una fede.

Per finire, come annunciato all’inizio, qualche parola sulla libertà di satira.

Secondo me bisogna riflettere sul fatto che le vignette vengono pubblicate su un settimanale in libera vendita. Chi si sente offeso da certa satira anti religiosa è liberissimo di non comprare il periodico e quindi di non vederle e non offendersi.

Quelli che, come me, non sono più giovani si ricorderanno quello che succedeva tanti anni  fa (quanti? Forse erano gli anni 70) con il sequestro delle “pubblicazioni oscene”. C’era un giornaletto settimanale specializzato nelle fotografie di ragazze poco vestite e che veniva regolarmente sequestrato tutte le settimane da qualche pretore pruriginoso. Per lo più erano ragazze in bikini molto ridotti, forse qualche topless, cose incredibili  con tutto quello che si è visto dopo!  Ebbene: chi si sentiva offeso “nel comune senso del pudore” non era certo obbligato a comprare il giornale!

Al giorno d’oggi ci sono migliaia, forse centinaia di migliaia o milioni, di siti porno, ma nessuno pensa di andare ad uccidere le porno dive e gli operatori, semplicemente chi non è interessato non va a vedere i siti porno. Sembra che la civiltà sia questa: tollerare che esista anche quello che non ci piace e questo dovrebbe valere anche per la satira religiosa e politica.

Paolo Consiglio, 14 gennaio 2015

Finisce qui il post altrui

Paolo, le multinazionali hanno i loro generali ed i loro soldati. Anche quelle del crimine. Sicuramente i soldati sono obnubilati dal fanatismo religioso e dalla innata primordiale ferocia beluina , ma la motivazione di fondo che induce i generali a strumentalizzare tali loro impulsi a mio avviso hanno ragioni  diverse: potere e denaro. Poi, ognuno ovviamente la pensi e la scriva come meglio crede: io non definirò mai nè perentorie, nè assolutistiche, nè consolatorie nè in alcun altro modo le altrui opinioni. Grazie per il tuo pregevole e storicamente ricco contributo.

Cogito ergo … je suis Riccardo

Risponde Paolo:

“La scelta che hai fatto di pubblicarmi in un post autonomo è stata ottima, perché un commento a un post di 3 giorni prima sarebbe praticamente svanito nel nulla. Ti ringrazio tantissimo per avermi ospitato nel tuo blog, pur esprimendo io dei pareri critici nei riguardi dei tuoi. Sono fermamente convinto dell’utilità del confronto di pareri diversi, al fine di formarsi una propria opinione, pur rispettosa di quelle altrui. E, visto il tuo commento, vorrei precisarti che gli aggettivi da me usati non volevano assolutamente essere offensivi: “perentorio” voleva dire che sembrava non ammettere discussioni e qui devo ammettere di essermi sbagliato e te ne chiedo scusa.”Consolatorio” era una interpretazione di tipo psicologico, un’ipotesi di motivazione inconscia. Ti ringrazio ancora e ti saluto cordialmente. Paolo”

(v. anche i commenti a questo post)

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