JE SUIS CHARLIE (PARIGI BRUCIA, 3a PUNTATA)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Gennaio, 2015 @ 7:55 am

Post 1865, anno 1865: terza guerra di indipendenza. La Prussia sconfigge l’Austria, che si accorda con la Francia di cederle il Veneto che poi la Francia passa all’Italia prima di un plebiscito burla. Oggi sto scrivendo da Riva del Garda: Garibaldi fu fermato qui vicino, a Bezzecca (“Obbedisco!”).

“Je suis Charlie”. Firmato (molto, molto più semplicemente anche) dal vostro blogger.

Detto altrimenti:

  1. “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perchè tu possa esprimerla”. Firmato Voltaire.
  2. “Io non sono Charlie. Io sono Ahmed Merabet, il poliziotto ucciso. Charlie Hebdo metteva in ridicolo la mia fede e la mia cultura e io sono morto per difendere il suo diritto di farlo”. Firmato Dyab Abou Jahjah, scrittore di origine libanese.

 

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La grande  differenza fra un delinquente vigliacco ed un musulmano di 42 anni, padre di due figli, che stava facendo il proprio dovere.

 

 

 

 

 

 

 

 

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TRE ORE A SCIARE IN PAGANELLA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Gennaio, 2015 @ 6:57 pm

Post 1864, anno 1864: Lo Stato (Piemonte allargato) vende i beni demaniali e della Chiesa del sud ai nobili locali e con questi denari finanzia il trasferimento delle industrie dal sud al nord. Le banche meridionali sono “autorizzate” a comperare con il loro oro le banconote della banche del nord. Uaoooo!

 

Detto altrimenti: aspettando una buona nevicata …. (post 1864)

7 gennaio 2014

7 gennaio 2014

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… che pare possa arrivare dal 15 gennaio in poi! Già, perché – come si dice in Trentino – talvolta accade che “o massa o miga”, ovvero, o troppo o niente. Troppa no, ma tantissima neve l’anno scorso. Quasi niente  – fino ad oggi – quest’anno.

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Gennaio 2015: ma ora arriva, arriva la neve!

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Vi allego due foto: una del gennaio 2014 ed una di oggi. Giudicate voi.

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Ed allora, dopo poche ore di sci alquanto problematico per la scarsezza e la qualità della neve (ieri c’è stato sui monti un vento foen (1) fortissimo che contribuito alla creazione dell’ l’inversione termica (2) ed ha portato sulle piste foglie e rami vari, che però gli addetti alle piste hanno poi rimosso), dritto a casa, che dalla Cima Paganella fra sci e auto raggiungo in un’ora esatta.

A casa mi sono messo al computer a riflettere sul post precedente. Mi dispiace che non sia stato io a scriverlo, tanto lo condivido! Ed allora mi sono concesso un intervento consolatorio, quello di aggiungere allo scritto alcune foto con le relative didascalie.

L’articolo che ho ospitato affronta la questione dal punto di vista del suo “recipiente” ovvero dalla parte di chi la “riceve” quell’azione, ovvero dalla parte di chi potrebbe porsi nella diversa condizione di “non recipiente” (“recipiente”, dal latino “recipere”, ricevere, accogliere). Il che non “assolve” certo chi quella azione ha commesso. In altre parole: se un gioielliere non munisce il suo negozio di serrature molto robuste e subisce un furto con scasso, ciò non assolve certo il ladro dalla condanna per furto con scasso. Mi spiego meglio perchè non voglio essere frainteso: le “serrature molto robuste” che noi Europei dobbiamo istallare non sono quelle che vorrebbe apporre Salvini ai “cancelli dell’immigrazione”, ma quelle rappresentate dalla adozione di democrazia vera, di equa distribuzione della ricchezza e della “quantità di futuro” per ogni persona, tal che ogni persona che  “viene ad abitare l’Europa” sia impegnata a costruire il futuro proprio e altrui all’interno di un “orizzonte raggiungibile” (v. foto nel post precedente) piuttosto che a distruggere tali prospettive, operando su una spiaggia dalla quale non si riesce nemmeno a scorgere la linea dell’orizzonte.

Je suis Charlie

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  1. Foen: vento che proviene dal nord della Alpi, le scala, si raffredda, cede umidità (acqua e neve) e le discende – qui da noi quindi verso sud – riscaldandosi e riscaldando l’ambiente, in questo caso, montano.
  2. Inversione termica: fa più caldo in montagna che in fondo valle: infatti l’irraggiamento solare in certe condizioni (ad esempio in presenza di foen in quota) produce un riscaldamento maggiore in montagna che non in fondo valle, per cui si creano “nubi al contrario”, cioè in basso, cioè nebbie in pianura.

 

 

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EDIZIONE STRAORDINARIA: PARIGI BRUCIA? (SECONDA PUNTATA)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Gennaio, 2015 @ 5:51 pm

Detto altrimenti: Parigi brucia? No, l’Europa brucia … affrettiamoci a spegnere questo incendio! Amici, come sapete, questo è un open blog e coma tale è aperto a contributi altrui. Quello che segue è tratto da un altro blog: Narcolessico.   Il post è molto lungo  al che mi permetto un suggerimento: leggete le parti in grassetto. Vi indurranno alla lettura del testo intero! (post 1863: le foto le ho scelte ed inserite io)

(data la gravità dell’attentato non mi soffermo sull’anno 1863, nel quale si videro 100.000 soldati del’esercito piemontese contro i “briganti” del sud e passo direttamente all’argomento de quo)

Inizia qui il post altrui

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Non è uno scontro tra civiltà, è vero. Gli attentatori sono nati e cresciuti nell’Europa del Diritto e della Rivoluzione Francese. E allora, se di civiltà si tratta, è una civiltà che inciampa in se stessa.

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Così come trovo pietosi i giornali che ieri titolavano “Questo è l’Islam” o “Strage islamica”, trovo altrettanto vaporose, anche se meno indegne, le spiegazioni panassolutorie che – da sinistra – dissolvono tutto nella grande vicenda del conflitto fra Nord e Sud del mondo, fra chi detiene e chi no, fra chi si permette il lusso dei diritti e quelli che ne pagano il prezzo all’altro capo del mondo senza poterli a loro volta maturare. Questa volta lo schema non regge. “Loro”, questa volta, siamo noi. E per davvero. È tutta “roba nostra”, interna, dalla A alla Z. Facciamocene carico e basta.thJT5MQYBEE per farcene carico tocca chiedersi come mai una proposta del genere riesca a fare breccia, o addirittura a maturare in relativa autonomia, nella testa di persone che in vita loro hanno visto più Mc Donald che minareti, più chiappe che burqa, più XBOX che edizioni del Corano. Cosa la rende appetibile? Una loro follia? Troppo semplice, troppo comodo, troppo “farmaceutico”. Sociopatici e psicopatici, ovviamente, non mancheranno ma le reclute europee dell’Isis cominciano a essere un tantino troppe per pensare di affidarsi a salvifiche secchiate di Torazina.

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th918LFO6BE allora eccoti Salvini. Toglie la mano dal sedere di una leghista compiacente (chiappe), appoggia il doppio cheesburger (Mc Donald) vicino al suo joypad (XBOX), mette in pausa “Milan – Napoli” e si prepara a rispondere. Perché lui una risposta ce l’ha. Oh sì che ce l’ha. La colpa, per Salvini e Salvinisti, ricadrebbe su di un’Europa, trattata rigorosamente alla stregua di un “essere” mitologico dalle oscure e lascive volontà, che non avrebbe più le palle di difendere la propria identità e le proprie radici (cristiane, e che altro se no?), un’Europa – in ogni caso – che non affermerebbe più nulla di suo e sarebbe ormai diventata un inerte ricettacolo di flussi migratori incontrollati, attraverso i quali – come un virus – si diffonderebbe il germe dell’estremismo. Wow! Fate attenzione, gente. Il periodo di incubazione pare piuttosto breve: vi addormentate come devoti mariani e vi svegliate Salafiti. E avete fatto così in fretta che l’arabo, ancora, non l’avete imparato, quindi brancolate nel salotto di casa posseduti da una lingua che blaterate senza conoscere e schiacciate forsennatamente il telecomando della TV cercando di far esplodere Enzo Miccio.

No, ovviamente non è nemmeno questo. Perché ok inciampare, ma non così. Il corto circuito è più ampio.

L'orizzonte? Invisibile!

L’orizzonte? Invisibile!

La Cultura del Diritto entra in crisi quando viene meno l’orizzonte pratico su cui esercitarla. Stabilire il carattere “incomprimibile” dei diritti della persona significa, cioè, assicurarle gli strumenti minimi per realizzarsi, strumenti che tendono però a diventare inutili nella misura in cui l’orizzonte fattivo di questa realizzazione si sposta gradualmente in avanti, fin quasi a sbiadire o – in alcuni casi – a rendersi indisponibile, invisibile, irraggiungibile. E allora i diritti della Persona e la storia gloriosa della loro conquista, restano fra le mani come frasi sospese, a cui manca un complemento, una chiosa.

E qui, forse, scatta il corto circuito più significativo.

Si, perché il tratto più caratteristico della cultura occidentale è, da sempre, il moto a luogo, l’inesausto rilancio di un lasso – fisico e/o immateriale – da riempire di attesa, desiderio, speranza, volontà, progetto. Se questo lasso viene meno, se dal lasso si passa cioè al suo collasso, se non si riesce più a concepire il progetto o a dare credito allo spazio in cui questo dovrebbe svilupparsi e realizzarsi, ecco che sorge un problema. È un problema strutturale, inconscio, addirittura “tecnico”, che riguarda in eguale misura la cultura liberale e quella d’ispirazione e memoria socialista – entrambe vocate al moto a luogo, entrambe tese alla realizzazione della Persona, poco importa – in questa sede – che tale realizzazione si specifichi nell’individuo o nella collettività.

... e allora, mettiamole le strisce!

… ed allora, mettiamole le strisce!

Qualcuno una volta ha detto che il senso non conosce il proprio “fuori”. L’insensatezza, l’assenza di senso, non esiste, non si dà. A un senso che non sta più in piedi, semplicemente, se ne sostituisce un altro, che funzioni meglio. E in questa nostra Europa, che non dispiega più alcun progetto e non sa più come chiudere la sua frase, quella proposta omicida, terroristica e assassina non manca affatto di senso, non è minimamente folle. Finiamola con i riferimenti alla cecità, al buio, all’insondabile, all’arcano, all’ommioddiochecazzo. Quella proposta è lucida, perfetta: o ce ne rendiamo conto oppure dovremo rassegnarci a vederla, veramente, dilagare. Tanto per cominciare funziona meglio, molto meglio di qualunque Cultura del Diritto. Perché anziché offrire la prospettiva di un’altra e diversa realizzazione, esposta a frequenti fallimenti, sostituisce il senso della realizzazione con il senso del martirio, il moto a luogo con la fine, il rilancio con il crollo, dando a tutti questi termini accezioni e qualifiche positive. In questo, per altro, è aiutata dal fatto che molte di queste nuove “reclute” sono già “sacrificate” (crisi, disoccupazione, indigenza, ignoranza, degrado, quello che vi pare) e mancavano solo di qualcosa che riconoscesse al loro sacrificio, o a un altro sacrificio (il martirio), un valore ineguagliabile, tale da trasformarli da reietti (o poco più) in eroi (o poco meno).

E funziona meglio anche perché offre loro la possibilità di percepire un radicamento che l’Occidente, evidentemente, preclude loro. È un radicamento paradossale, che li connette idealmente e di fatto a una causa illocata, priva cioè di luogo, sgrammaticata, buttata nel mondo come un tiro cieco di dadi su un tavolo unto e che, tuttavia, è più autentica – sulla loro pelle – delle comunità europee in cui sono nati, in cui sono cresciuti, in cui si trovano e di cui, con ogni probabilità, sentono di non fare più parte.

In tutto questo, mi pare ovvio, l’immigrazione conta zero e forse pure meno.

Ecco il primo nemico da sconfiggere: l'antipolitica

Ecco il primo nemico da sconfiggere: l’antipolitica

Da questo punto di vista l’Italia corre un rischio fin ora sottovalutato, e in realtà assolutamente peculiare. L’astensione e la fluidità evidenziata dagli italiani nelle urne, dove i pesi si spostano con la velocità di esseri alati, tradisce la fragilità del credito di volta in volta concesso al politico di turno (Berlusconi, Grillo, Salvini). Alla diffusione del malaffare si accompagna una diffidenza sempre più aspecifica nei confronti della politica e questa diffidenza, proprio perché aspecifica, rappresenta un terreno molto fertile nel quale una proposta di radicale e adolescenziale purezza, come quella terroristica, può attecchire.

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Anche perché, vale la pena di ricordarcelo, il nostro baluardo al momento è Angelino Alfano, considerazione che dovrebbe suggerirvi una certa indulgenza nei confronti di chi – avendoci pensato – sentisse l’impulso di agguantarsi a piene mani i gioielli di famiglia.

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thCMZ0L632Certamente, come diceva il premier norvegese dopo Utoya e come ha ribadito oggi anche Gino Strada, “occorre reagire con più apertura e più diritti”. La Cultura del Diritto è per definizione espansiva, altrimenti perde il tratto esplorativo che la rende una straordinaria ricerca sull’uomo e si trasforma in qualcosa di più asfittico e tremulo, velocemente archiviabile. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno, insomma, è una torsione liberticida del tipo di quella che si è avuta negli Stati Uniti, dopo l’11 settembre, con il Patriot Act. Dobbiamo però sincerarci che questa “apertura” non venga solo ampliata ma anche percorsa e riempita di contenuti. Apertura, insomma, “de che”? Per pensare, soprattutto, cosa? Secondo quali logiche e con quali obiettivi? E dobbiamo preoccuparci, inoltre, che questi diritti non vengano solo ribaditi ma anche fruiti, esercitati, favoriti, tradotti nei progetti delle persone e riflessi nei loro risultati.

Diciamola in maniera più brutale: nel mercato delle idee, la Cultura del Diritto non può accontentarsi di essere “giusta” (qualunque cosa questo significhi): deve tornare a essere conveniente.

Perché ora come ora corriamo il grosso rischio di sembrare dei cretini che fanno la spesa, la lasciano in macchina, si chiudono in casa e muoiono di fame senza capire perché.

La parte malata, al momento, siamo noi. I terroristi no: purtroppo quelli stanno da Dio. Purtroppo.

 Finisce qui il post altrui

Ed io … che altro potrei aggiungere? Assai molto più semplicemente mi permetto di aggiungere: che la politica torni ad essere POLITICA; che si facciano gli Stati Uniti d’Europa; che vi siano minori disuguaglianze sociali; che vi sia un futuro per tutti.

Je suis Charlie

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RENZI SI, RENZI NO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Gennaio, 2015 @ 3:17 pm

Detto altrimenti: non prescindiamo dall’ “eredità” che ha ricevuto in dote … (post 1862)

Post 1862, anno 1862: fine della schiavitù made in USA. Guerra di secessione americana. si scopre il petrolio. in USA Nasce  il Ku Klux Kan

 

Fra le tante foto  presenti in internet, non è facile sceglierne una "neutra" ...

Fra le tante foto presenti in internet, non è facile sceglierne una “neutra” …

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A chi dice “Renzi no” chiedo: quale alternativa proponi? Il Premier Renzi a mio avviso si sta muovendo verso l’adozione di una politica che ponga alla sua base una “visione d’insieme” e non la somma di tante “percezioni sensoriali”. Il che è già molto. Infatti, il “muoversi verso”, il “tendere a “ è già molto! Il che tuttavia non impedisce di cercare di pre-definire quello che potrebbe/dovrebbe essere l’obiettivo finale, ovvero un possibile modello di “politica della visione d’insieme”. Traduco con un esempio:

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  • l’esposizione dei dati finanziari dello Stato in modo direttamente comprensibile da tutti gli “Azionisti”, ovvero da tutti noi Cittadini;
  • l’individuazione di un diverso modello di sviluppo Italia;
  • la riscrittura dell’ordine di tutte le priorità;
  • l’emissione di titoli di debito pubblico irredimibili;
  • l’elenco completo delle caste da azzerare e dei privilegi da cancellare;
  • il ripristino del principio che la legge è veramente uguale per tutti;
  • la proposta italiana per gli Stati Uniti d’Europa;
  • la proposta italiana per una diversa più semplice e funzionale “Italia delle leggi e delle Istituzioni”;
  • la non rottamazione della risorsa “esperienza altrui”.

Utopia la mia? Sicuramente si, come realtà non ancora realizzata! Verità assolute le mie? Quando mai!? E’ solo un semplice tentativo che forse (ripeto: forse) può avere un certo valore quanto al metodo che propone. Per il resto … videant consules ne quid detrimenti res publica capiat … ovvero “ci pensi chi di dovere a che l’Italia non sia (ulteriormente, n.d.r.) danneggiata”.

 P.S.: cosa penso del 3% del reddito quale limite alla condanna per evasione fiscale? Se vi si aggiunge “fino ad un massimo di € … chessò? 1.000? 5.000? 10.000? … mi  sta bene: infatti serve per non perseguire come evasione fiscale i piccoli errori di calcolo. Ma se non si pone questo limite, non mi sta bene, perché vuol dire che i ricchi possono evadere molto, i poveri poco e quindi che la legge non è per nulla uguale per tutti.

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PARIGI BRUCIA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Gennaio, 2015 @ 6:35 am

Detto altrimenti: la terza guerra mondiale (la strage di giornalisti a Parigi)    (post 1861)

Post 1861, anno 1861: Itali! Italia! anzi … Piemonte, Piemonte … soprattutto al Sud: la conquista del … Sud con una sanguinosa guerra civile (definita guerra al brigantaggio) per sconfiggere gli “ind ..igeni” di quelle terre e spoliarle a vantaggio del nord. A me ricorda un po’ la conquista del West americano … basta sostituire al loro Est-Ovest il nostro Nord-Sud ed il gioco è fatto


C_2_VideoAsset_46006_boVideo_thumb_7[1]USA, Twin Towers, attacco aereo. Europa, redazione di un giornale francese, attacco terrestre.
La globalizzazione del terrorismo. Chi sono questi criminali che usano così bene i kalashnikov e la lingua francese? Una ipotesi: forse singoli criminali in cerca di referenze. Infatti, dopo un “successo” del genere, possono ben aspirare a ruoli molto ben retribuiti nelle fila delle multinazionali del terrorismo. Come ci possiamo difendere noi Europei? Una Polizia unica, un Esercito unico ovvero costituendo gli Stati Uniti d’Europa e rafforzando le forze di polizia e l’esercito di terra più che la flotta dei cacciabombardieri F 35.

Ricordate Milosevich? Ciò che lo rendeva pericoloso ed inaccettabile a noi occidentali non era il suo regime dittatoriale, ma il fatto che avesse organizzato e disponesse del più forte esercito di guerriglieri in tutta Europa. Al che, l’occidente gli chiese di rimborsare tutti i suoi debiti ed egli suddivise l’obbligo finanziario fra i vari stati della confederazione e fu la guerra (economica ben prima che di religione). Poi quando quell’esercito così pericoloso si fu quasi del tutto autodistrutto, bastò una settimana alla Croazia – aiutata dall’occidente (Legione Straniera Francese) – a ricacciare i Serbi a casa loro. Fantapolitica? Io non credo, fortse … fate voi … però io c’ero, si, in quelle terre … si, io c’ero … no … non durate la guerra ma immediatamente dopo, a fare volontariato e raccolsi molte testimonianze autorevoli in tal senso …

Ma torniamo ai giorni d’oggi. Il nuovo terrorismo per me ha anche una matrice da multinazionale economica: d’altra parte, niente di nuovo sotto il sole e la storia è maestra di vita  .. o no? Ricordate le nostre “Crociate”? Motivi religiosi? Ma quando mai!? Alla base vi furono spinte politiche ed economiche. E la “conversione” degli indios del centro e sud America, fatta con un Crocifisso ma soprattutto con tanti cannoni spagnoli? Fu una sorta di “caccia al tesoro”. O no?

Je suis Charlie

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QUOTA 450

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2015 @ 9:48 pm

Detto altrimenti: una quota altimetrica? Vediamo un po’ …     (post 1859)

Post 1859, anno 1859: è guerra! Austria v. Francia e Piemonte

thLPOXKKPMQuota 450. Ricordate le cronache della prima guerra mondiale? “Si lotta per la conquista della quota 140 … della quota 500, 2000, 3000″. Oggi no. Non si lotta ma si fanno leggi che stabiliscono che il tetto massimo delle retribuzioni pubbliche non vale per i commissari straordinari governativi, etc. etc.. Insomma: la legge è uguale per tutti tranne le eccezioni di legge. Ed allora ecco che si torna a lottare per essere ricompresi in quelle leggi deroga o per non essere ricompresi nella legge base. Insomma, il traguardo è (almeno) quota 450. Ma 450 cosa? E’ semplice: 450 mila euro all’anno di retribuzione.

Ma non basta. Infatti si inverte l’ordine logico dei ragionamenti e invece di dire: “Sei bravo quindi ti pago di più” si dice “Ti pago di più quindi sei bravo, e poichè sei bravo io non ti voglio perdere e poiché non ti voglio perdere di consento di cumulare diverse retribuzioni e accetto la clausola che tu mi imponi che recita che se poi io mi stanco di te, che sei così bravo, devo pagarti una penale di … facciamo 3 o 4 volte lo stipendio annuale”.

E tu, tu che hai conquistato quota 450 o che aspiri a quella quota, che hai da dire in tua difesa? Cosa? Ho sentito bene? Che tutto sommato non è poi una gran somma, che è lorda, ci sono le imposte da pagare e poi … e poi che ci sono retribuzioni di un milione l’anno e quindi che ce la prendiamo a fare con te? Ah … vabbè … ho capito … se le cose stanno così … scusa, ci eravamo sbagliati. Buona quota 450, quindi, a te e a tutti i tuoi colleghi!

Ah, scusate, dimenticavo: quota 450 di stipendio ma poi ci sono le indennità, tutte pensionabili. Ma non si chiamano stipendio, ma indennità. In effetti esistono a varie quote, anche sotto quota 450, indennità che arrivano a superare la voce stipendio. E i benefit vari. Vabbè … dai, allora non la finiamo più, dai, blogger, smettila: non stiamo a fare dell’antipolitica …

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(UN GIORNO) UN VOLTO MI DISSE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Gennaio, 2015 @ 10:41 pm

thQSEUKRE8Post 1858, anno 1858: in India le truppe indigene si ribellano. La GB scioglie la Compagnia delle Indie e l’India diventa possedimento diretto della corona (ah, vabbè, allora, se le cose stanno così …)

Detto altrimenti: è chiaro che a me piacciono i libri di Tiziano Terzani … Lui aveva scritto “Un indovino mi disse”, le parole “Un giorno” le hanno aggiunte nel film che ne hanno ricavato.   (post 1858)

A parte ciò, un mio amico mi “ha detto” poco fa … non “mi disse” tanto tempo fa … Cosa mi ha detto? Mi ha detto che un Volto gli ha detto. Lo cito virgolettato ma a memoria, quindi l’amico – se leggerà questo mio post – vorrà perdonare qualche inevitabile  inesattezza.

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Inizia

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Kaunas, 19o6 – Parigi, 1995

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“Vedi, Riccardo, io leggo tutti i tuoi post. Talvolta tu citi un filosofo, Emmanuel Levinas, il “filosofo del Volto” … quello che diceva che “il Volto dell’altro ti scruta, ti interroga, si aspetta una risposta da te”.

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Solo

Solo

Ebbene, spesso io, camminando per strada, incontro spesso  il Volto di gente che soffre. Non si tratta sempre o solo di Persone che chiedono l’elemosina. Vi sono anche Persone che forse ne avrebbero bisogno ma non la chiedono; Persone che cercano di lavorare ma si accorgono che non riusciranno nel loro intento; Persone dallo sguardo assente che il lavoro nemmeno più lo cercano; Persone che sembrano “normali” ma che ti accorgi essere Persone sole … per non parlare di quella vecchina che ogni giorno trascina i suoi pesanti fardelli su per la Via Grazioli a Trento per andare ad occuparsi del suo minuscolo negozietto di fronte alla scalinata della chiesa: quanto giornali venderà … alla settimana? Dieci? Quante coppia di uova? Dieci? Talvolta le ho offerto il mio aiuto, a lei che ricurva sotto il peso degli anni riusciva a stento a trascinare se stessa.

Ebbene, Riccardo, io trovo tutto ciò semplicemente scandaloso … ovvero che la cosa sia uno “scandalo” nel senso classico del termine, cioè quello greco di “inciampo, ostacolo” alla coscienza morale che tutti dovremmo avere. Ostacolo che però noi ignoriamo e ipocritamente aggiriamo proseguendo per il nostro cammino. Io per primo. Io dovrei fermarmi per aiutare non solo quella vecchietta ma tutti quelli che incontro e che vedo essere bisognosi di aiuto. Solo che mi limito ad una elemosina, ad un pensiero di commiserazione, ad una riflessione. Niente di più. Perchè? Perché ho paura: chi sarà mai costui? In quale impegno mi vado a ficcare? Ci sarà pure qualcun altro che ci pensa …

La sua paura … della vita, la mia paura … di quella persona. L’altra sera stavo andando al cinema .. l’entrata della sala è in fondo ad una discesina … incrocio un giovane, avrà avuto 28 anni, senza cappotto (siamo in inverno), la barba incolta, l’aria sporca. A tracolla, fermata con uno spago, una coperta arrotolata … si guardava intorno, scrutava nelle “pieghe” di due palazzi alla evidente ricerca di un posto nel quale sdraiarsi per passare la notte. Ho distolto lo sguardo per … paura che il suo Volto mi chiedesse qualcosa, mi interrogasse, mi mettesse di fronte alla mia responsabilità di persona indifferente di fronte ad una Persona …

Finisce

Ecco, amici, ho raccolto una sorta di confessione di un amico. Queste sue parole mi hanno fatto ricordare una frase di alcuni miei colleghi della Siemens Monaco:  “Noi qui viviamo i bei quartieri residenziali e anche le strade che percorriamo per andare in ufficio attraversano quartieri belli. Quelli brutti, quelli industriali, sono da tutt’altra parte, in zone separate, non come voi a Milano … che siete costretti a vedere cose brutte mentre vi recate al lavoro”.

Ecco, ma c’è di più: ovvero, che spesso si preferisce non vedere nemmeno ciò che si guarda. Guardo ma non vedo. Non la voglio vedere più di tanto la sofferenza altrui. Quando andiamo in Chiesa – almeno, chi ci va – confessiamo questo peccato? Dice … ma io non credo, non ho la Fede … Vabbè, dico io, ma la coscienza morale non è necessariamente frutto della Fede. La coscienza morale viene temporalmente prima della fede e della religione. La nostra Religione infatti è Creazione e Resurrezione (per chi ci crede). La morale … be’ “quella la morale” (per dirla in napoletano) ben 2.000 anni prima di Cristo era scolpita nella pietra pietra del Codice di Hammurabi: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te; fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te”.

Chiudo questo mio post un po’ particolare. Quale il nuovo modello di sviluppo (morale) del Paese Italia, dell’Europa, del Mondo? Quello che parte dal basso, dalla soluzione dei “piccoli” problemi di ognuno, dal rispetto di ogni Persona e dei suoi “diritti acquisiti” con la nascita su questa Terra. Altro che i diritti acquisiti alle super retribuzioni-liquidazioni-vitalizi-pensioni-privilegi d’oro d’ogni sorta!

Buona Epifania a tutti!

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DE IURE CONDITO, DE IURE CONDENDO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Gennaio, 2015 @ 8:13 am

Detto altrimenti: de iure còndito, de iure condendo     (post 1857)

Post 1857, anno 1857: Piemonte e Austria si preparano a farsi la guerra

De iure còndito, sulla base delle leggi vigenti. De iure condendo, sulla base delle leggi che si vorrebbe fossero emanate.

th[9]Don Ciotti recentemente ebbe a dire (cito a memoria, Don, abbi pazienza!): “Sono perniciosi i comportamenti contro le leggi, ma, forse, sono assai più dannosi molti comportamenti conformi a certe leggi”. Il che significa che molte leggi sono da cambiare. In altre parole: non è sufficiente che ci si concentri sulla fase repressiva di chi viola la legge, ma ancor prima, su due fasi concettualmente precedenti:

  • la prevenzione dei comportamenti illegali;
  • la modifica del sistema delle leggi e delle istituzioni che consentono oggi comportamenti formalmente legali ma sostanzialmente iniqui.

thZD11UPOFL’attuale premier, checchè se ne dica, ci sta provando. Intendiamoci, io non gli faccio sconti, come quando affermo che la visione d’insieme che egli ha a mio parere non è ancora sufficiente (1), o quando gli contesto di avere legittimamente (legalmente ma in modo assolutamente inopportuno!) utilizzato l’aereo per andare in Val d’Aosta a sciare. In questa sede intendo dire solo che occorre dare la stessa centralità alla prevenzione di certi comportamenti ed alla riscrittura del sistema delle leggi e delle istituzioni, italiane ed europee.

La prevenzione? un esempio banale: se l’inventario del vostro magazzino merci fa emergere differenze rilevanti (mancanza di merci o loro eccedenza), non è prioritariamente un problema di inventario ex post, ma piuttosto di una corretta gestione ex ante!

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Quanto al ridisegno dei due sistemi (leggi e istituzioni) bene vedrei il “metodo Tommaso Moro (v. post precedenti), ovvero il ridisegno ex novo di tali sistemi prima, da approvare e poi, da sostituire agli attuali.

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(1) infatti vorrei vedere:

  • la riscrittura dell’ordine di tutte le priorità;
  • l’esposizione dei dati finanziari dello Stato in modo direttamente comprensibile da tutti gli Azionisti, ovvero da tutti noi Cittadini;
  • il lancio di titoli di debito pubblico irredimibili;
  • l’elenco completo delle caste da azzerare e dei privilegi da cancellare;
  • il ripristino del principio che la legge è uguale per tutti;
  • l’individuazione di un diverso modello di sviluppo Italia;
  • la proposta italiana per gli Stati Uniti d’Europa.

 

 

 

 

 

 

 

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VARIE ED EVENTUALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Gennaio, 2015 @ 8:34 pm

Detto altrimenti: maccome è possibile? (post 1857)

Post 1857, anno 1857: Carlo Pisacane sbarca a Ponza e viene ucciso con i suoi.

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Medio Evo

Medio Evo

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Incredibile ma vero  1 –  Roma, qualcuno ha inserito nel gruppone delle leggi un articoletto che afferma non punibile chi evade meno del 3% del reddito imponibile. Io mi sono sempre chiesto: nelle commissioni parlamentari, come fanno i membri a verificare quei metri cubi (sic) di carte che la TV ci mostra posate sulle loro scrivanie? Nella sostanza, a parte che quella legge avrebbe “salvato” un famoso evasore, essa avrebbe avuto un sapore medievale: chi è ricco può evadere molto, chi è povero, poco. Ovvero: la legge è uguale per tutti i ricchi ed uguale per tutti i poveri ma diversa da quella dei ricchi.

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Appena inaugurato ...

Appena inaugurato …

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Incredibile ma vero 2 –  Sicilia, dopo una settimana dall’apertura, crolla un viadotto della superstrada Palermo-Agrigento. Si aprono inchieste etc.  Ma la direzione lavori e i collaudatori, what damn’ had they being doing? Sleeping? Chemminchia (1) stavano facendo? Dormivano?

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(1) scusate … utilizzo la lingua locale almeno così sono sicuro che mi capiscono …

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MACCOME SI FA A NON SCRIVERNE?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Gennaio, 2015 @ 10:05 pm

Detto altrimenti: lo vedete anche voi, io ci provo a scrivere post “ameni” mappoi (mappoi) … ti ci tirano per capelli a tornare sulla “brutta strada” … (post 1856)

Post 1856, anno 1856: Inglesi e Francesi aggrediscono la Cina e le impongono di importare l’oppio coltivato dagli schiavi in India, chiamati coolies (fa più fine, n.d.r.).

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Mea culpa. Qualche post fa constatavo che la disciplina dell’art. 18 riguardasse solo il settore privato e che quello pubblico  fosse indenne da qualsiasi aggiornamento della regolamentazione. Mi sbagliavo. Me ne scuso con il Governo.

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“Vado, entro, timbro e poi esco a prendere un caffè e a fare la spesa al supermercato. Lo fanno tutti, da sempre”. Il fatto è realmente accaduto. E’ grave. Ma è ancora più grave che chi lo commette non ne percepisca la gravità. Infatti tutto ciò non è solo o principalmente sintomo di illegalità e immoralità (violazione delle leggi e delle regole della morale) ma anche soprattutto di a-moralità (leggi umane e morali … cosa?).

thM917LCQILa polizia locale romana minaccia sciopero perché … i suoi agenti non sono disponibili a ruotare sulle aree cittadine e sono contrari a che si esaminino le “ragioni” di un assenteismo dell’85% nella notte di Capodanno. Cosa ne penso? Che abbiano ragione: si tratta di “diritti acquisiti”. S’è sempre fatto così …

Seriamente: la polizia locale romana ha offerto un bell’ assist al Governo: infatti, come si può pensare che dopo una simile manifestazione di “attaccamento al … lavoro” il Governo non intervenga? In ogni caso va dato atto a questo Governo di avere avuto il coraggio di affrontare i privilegi di una casta. Speriamo che  si affrontino anche quelli delle altre caste. Avanti così, Governo! Un suggerimento? Elimina i tariffari di avvocati e notai: libero mercato anche per loro, diamine!

thKUXGVDFQIl Premier Renzi va a sciare con l’aereo di Stato. Lo prevede il protocollo di sicurezza. Premessa: lungi da me sostenere tesi a quattro o cinque stelle ma. Ma Don Ciotti ha recentemente affermato che occorre guardarsi anche da chi agisce nel rispetto delle leggi, di certe leggi. Traduco: anche se previsto da protocolli vari, si tratta di un comportamento assolutamente inopportuno. E quei protocolli vanno cambiati.

Assolutamente condivisibile, invece, a parer mio la presenza della scorta e l’utilizzo di una caserma degli alpini quale alloggio. Piuttosto occorrerebbe fare un altro intervento, quello sulle cosiddette “basi logistische” delle forze armate, delle forze dell’ordine, etc. che altro non sono che case vacanze. Oppure, se non altro, cambiamo loro nome e chiamiamole per quello che sono: case vacanza, appunto (quanto costano alla collettività?).

thRGHT1FEIIn una cittadina (non del sud, no, questa volta del nord!) la sindaco blocca una lottizzazione milionaria perché manca la prevista fidejussione. Ah si? Come si permette? E noi la minacciamo … stia attenta a non finire sotto un’automobile un giorno o l’altro.

In un paesello del nord la figlia undicenne di un poliziotto della stradale prende la pistola d’ordinanza del papà (lasciata a portata di mano in un cassetto) e mentre la esamina parte un colpo che la uccide. Il padre è imputato di omicidio colposo. Io  ho fatto il militare, conosco la Beretta calibro 9. Il colpo parte se la pallottola è in canna. Per far “salire” la pallottola in canna occorre che sia inserito il caricatore e che si faccia scorrere all’indietro il carrello, il che richiede una certa competenza ed un certo sforzo, per cui penso che la pallottola fosse già in canna. Inoltre ci sarebbe anche la “sicura”. E allora osservo:

  • l’arma non avrebbe dovuto essere lasciata a portata di mano di una bimba;
  • il caricatore non avrebbe dovuto essere inserito nell’arma;
  • la pallottola non avrebbe dovuto essere già in canna;
  • la sicura avrebbe dovuto essere inserita.

Che ne penso io? Cose dell’altro mondo? No, purtroppo cose di questo mondo …, di questo nostro mondo!

P.S.: e poi … tre colpi? Ovvero, la bimba avrebbe sparato due colpi a caso e con il terzo si sarebbe uccisa … Certo, l’arma è una semiautomatica, con il gas di scarico di ogni esplosione ricarica lo sparo successivo, tuttavia resta un mistero …

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