VELE RIVANE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Gennaio, 2015 @ 5:32 pmDetto altrimenti: e chi l’ha detto che nell’Alto Garda Trentino si veleggia solo in estate?    (post 1855)
Post 1855, anno 1855: il Regno di Sardegna sopprime gli enti ecclesiastici e ne incamera i beni. Pio IX scomunica i parlamentari che hanno votato la legge. (Evvabbè … n.d.r.)
Ragazzi, domani esco “a velaâ€. Normalmente lo faccio il primo di gennaio, perché … “chi veleggia a Capodanno veleggia tutto l’annoâ€, ma quest’anno … la famiglia … i figli … la nipotina … la bisnonna … un salto a sciare in Grostè … e così ‘sta volta sono in ritardo di quattro giorni! Cercherò di farmi perdonare con una mia poesia “vecchia†di alcuni anni ma sempre attuale, che trovate anche riprodotta (bontà loro!) in un quadretto appeso  dentro i locali della Fraglia Vela Riva, a Riva del Garda. Infatti parla di ….
… VELE RIVANE
Il cielo è pulito, fa freddo.
Il Vento del nord respinge la nebbia.
Le palme e gli ulivi son scossi e muovon le foglie
qual ali che voglian migrare.
C’è Vento sul Lago da giorni.
Le cime nevose dei monti
dipingono l’aria di candidi sbuffi.
Nel porto un’orchestra.
Ascolta
tintinna di magico timpano
sartia d’acciaio
e insieme a folate impetuose
dà fiato ad un oboe solenne.
E l’onda, smorzata dal molo, applaude il concerto
lambendo gli scafi seduti in poltrona
nel proprio teatro di luci e di suoni.
In alto un gabbiano galleggia nel fiume sospeso.
Sull’acqua reali due cigni attendono il tempo.
Dal seno materno del porto si stacca una prora:
s’avanza invelata e scruta l’invito del vento.
Dapprima procede più lenta
poi prende vigore sull’onda che s’apre e l’accoglie
nell’umido abbraccio d’amante in attesa.
Carena sussulta si slancia
respira lo stesso respiro del cielo
e all’acqua regala la forma.
Le creste dell’onde s’uniscono all’aere in spume rapite.
Lo scafo ormai vola: e mentre ti portan sue ali
Lo senti vibrare, gioire e chiederti: “Ancòra!â€.
Ma devi tornare
e volti la rotta in faccia alla furia che avverti più vera.
Non lotta con l’onda la prora che s’alza:
l’affronta, ricerca un’intesa, la trova, procede:
la senti che parla di te con l’acqua e col vento.
Fine. Vi è piaciuta? Spero di si, e che vi aiuti a perdonarmi i quattro giorni di ritardo della prima uscita a vela dell’anno.
P.S.: la mia barchetta è un FUN francese, un sette metri virgola qualcosa, da regata (dislocamento ovvero peso, 1000 kg;  stazza 2,8 tons; lft m. 7,5), 25 anni d’età per un  modello  di 35 anni fa per un timoniere di 71 anni fa,  but still going strong (still going strong chi?). In regata, quattro persone, altrimenti … anche da solo! “Lei” si chiama Whisper e a lei ho dedicato una poesia speciale …
 Whisper (bisbiglio, sussurro, sospiro …)
t’aspetta
la prendi
la porti nel vento
respira il tuo stesso respiro
sussulti
lei freme
sospira.
Fine, questa volta perdavvero (“perdavveroâ€).
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INGIUSTIZIE FISCALI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Gennaio, 2015 @ 7:40 amDetto altrimenti: fisco non “giustoâ€Â  (post 1854)
ANTEPRIMA
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Post 1854, anno 1854: l’ipocrisia USA vieta la tratta degli schiavi ma non il loro commercio e il loro “allevamento†(sic): i figli degli schiavi sono di proprietà del padrone … Ieri, 2 gennaio 2015, Papa Francesco (e Giorgio Napolitano) denuncia e condanna l’esistenza della schiavitu’ .
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ORA POSSIAMO COMINCIARE
Anno nuovo, imposte vecchie e nuove. Dice … le abbiamo diminuite, per la prima volta. Globalmente, forse, ed io non contento questa affermazione, anche perché non ho gli elementi per verificare questi calcoli. Tuttavia osservo che l’alleggerimento della pressione fiscale dipende dall’andamento della guerra all’evasione fiscale e alla corruzione. Ma in questa sede voglio occuparmi di “mali fiscali concettuali antichiâ€.
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IRPEG e IRPEF e le false SRL. IRPEG e IRPEF sono erroneamente definite entrambe imposte sul “reddito†(rispettivamente delle persone giuridiche e fisiche). Solo che in realtà sono imposte sull’ “utile†delle persone giuridiche e sul “reddito†di quelle fisiche. Il che significa che le persone giuridiche pagano le imposte solo su ciò che resta loro dopo avere dedotto tutti i costi, mentre le famiglie no. Ora, poiché la Costituzione afferma che lo Stato difende e tutela la famiglia etc.., si dovrebbe consentire alla stessa di dedursi tutti i costi, ad esempio, le spese condominiali relative all’alloggio di proprietà . Ciò non avviene, ed allora chi ha un solo appartamento è svantaggiato rispetto a chi ne possiede alcuni, ad esempio quattro. Perché? Ecco la spiegazione: La persona fisica che possiede quattro immobili che fa? Costituisce una Srl, le conferisce gli immobili, le fa dedurre tutti i costi e in tal modo diventa un elusore fiscale.
Nel mio post del 13 febbraio 2013 (cfr. ivi, lo trovate cliccando “Uckmarâ€) riportavo la denuncia delle false SRL formulata dall’Avv. Prof. Tributarista Victor Uckmar, mio stimato ex professore universitario (Genova, anni ’60).
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IVA, Imposta sul valore aggiunto. Si dice che “è una partita di giro, ovvero non è un costo, non è un ricavoâ€. Questo per le persone giuridiche, non per le famiglie. Infatti una SpA acquista un bene a 70 e paga il 20% di IVA, ovvero 70+14. La stessa SpA rivende a 100 + 20 di IVA, e versa allo stato 6, ovvero la differenza fra IVA incassata a valle (20) e IVA pagata a monte (14). Ma la famiglia? Ancora una volta è trattata in modo diverso, “iniquo†ovvero “non equoâ€: infatti, su chi si rivale? Su nessuno. E allora? Allora forse ai nubendi invece di contrarre matrimonio religioso (che ha valore anche civile) o matrimonio civile, converrebbe costituire una Srl … Infatti in caso contrario la famiglia paga la tassa di tasca propria sul valore aggiunto in favore di altri!
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IVA? Partite IVA! Anzi, finte partite IVA, ovvero lavoratori dipendenti camuffati da imprenditori di se stessi con un unico “cliente” alias datore di lavoro! Dice … la legislazione sul lavoro se ne sta occupando … anche costoro devono essere tutelati. Mi domando: ma perché l’ufficio IVA non provvede a monte a verificare in sede di rilascio e di rinnovo annuale (pagamento della tassa annuale per il mantenimento della partita IVA) a verificare se si tratta di una partita IVA vera o falsa?
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Dice … ma il 3 gennaio, tu, caro blogger, di ritorno da una sciata al Grostè, non hai niente di meglio cui pensare? Eh già , raga, ma ieri sera alla TV ho appreso di nuove “tasse tariffarie†ed allora mi sono sentito provocato …
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PRIMO POST ANNO IV ERA … BLOGGER!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Gennaio, 2015 @ 3:52 pmDetto altrimenti: nel senso … che il mio primo post è stato del dicembre 2011, non altro, per carità , cosa stavate pensando … lungi da me … è solo il quarto anno del mio esser blogger …    (post 1853)
Post 1853, anno 1853: popolazione mondiale (in milioni di persone): Impero Austria, 32 – Impero Francese, 36 –Impero GB, 30 – Regno di Spagna, 14 – Impero Russo, 60 – Regno di Prussia, 15 – Impero Ottomano, 24 – Regno delle due Sicilie, 8 – Stao della Chiesa, 2,8 – Regno di Sardegna, 5 – Gran Ducato di Toscana, 1,7 – Regno di Baviera, 4,5 – USA, 19 – Columbia, 22 – Regno di Persia, 9 – Cina, 170 –Colonia India, 170 – Africa, 60 – Oceania, 3.
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Discorso alla nazione del Presidente Giorgio Napolitano, ieri sera. Il passaggio che ho preferito: “ E’ compito di ognuno di noi, di ogni singola persona, operare al meglio per la rinascita della nazione …†Ecco, di ognuno di noi, di ogni singola persona, (anche di ogni singolo blogger) come dicevo nel post precedente: tante piccole gocce faranno un mare, un oceano …
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Dopo avere scritto queste poche righe qui sopra, sono andato a “tirare due bordi … †in Bondone … cosa? Con la barca a vela? Noooo … con gli sci! Poca neve, tanto sole. Al bar vengo fermato dal titolare: “Ma lei … non è forse … Morale: il signor Prada (non quello di Luna Rossa, un altro!) è stato maestro di sci anche al Passo del Tonale, dove io avevo a suo tempo rilanciato il sistema degli impianti di risalita, costituendo la Carosello Tonale SpA (v. post del 4 luglio 2012, cliccate “la mia isa”) … Come è piccolo il mondo!
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Al rientro – mentre ascolto il concerto di Capodanno da Vienna – apprendo che durante la precedente trasmissione del concerto di capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia, è stato inquadrato più volte un caro amico, un violinista, Xhoan Shkreli,  che suona con un violino che da anni gli è stato affidato dall’amico scomparso e compianto Ruggero Polito (v. post del 2 aprile 2014). Qui di seguito ritrascrivo un brano di quel mio post:
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Inìzia:
“Un giorno (Ruggero Polito, n.d.r.) si trovava a pranzo in un ristorante a Trento, insieme ad amici musicofili. Il gestore lo riconosce e gli dice che il cameriere ventitreenne che lo sta servendo a tavola studia violino al conservatorio di Bolzano. Detto, fatto! Ruggero lo vuole conoscere. Lo invita a casa sua a Riva del Garda. Apprende che da anni il giovane, un Albanese giunto a Bari all’età di 18 anni e dopo due anni trasferitosi a Trento, dorme quattro ore per notte per conciliare lavoro e studio del violino. Apprende che il giovanotto ha già vinto un concorso e come premio ha ricevuto l’uso di un violino per quattro anni. Apprende che i quattro anni stanno scadendo. Quindi gli presta prima uno, poi due dei suoi preziosi violini (fra i quali un modello Tononi del 1728), da restituirsi “quando ti sarà possibileâ€. Oggi, quel giovanotto, Xhoan (Gioan) Shkreli è nei primi violini alla Fenice di Venezia, è venuto a Riva del Garda per suonare nella Messa funebre di Ruggero e vuole tornare a Riva per offrire un concerto in memoria di Ruggeroâ€.
Finisce
Questo era Ruggero Polito, e questo è nella nostra memoria e nel nostro affetto. E oggi, 1 gennaio 2015, abbiamo rivisto Xhoan, alla TV, nelle prime file, lui e il violino di Ruggero, magistralmente suonato.
Come primo post dell’anno mi pare che si sia riempito da solo di contenuti importanti … ed io che già mi stavo domandando cosa mai avrei scritto oggi!
18- NATALE 2014 ANCORA NEL 2014. DA DOMANI SAREMO NEL 2015 …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Dicembre, 2014 @ 4:04 pmDetto altrimenti? Buon Anno a tutti!     (post 1952)
Post 1852, anno 1852: la Siemens collega con un cavo la Francia all’Inghilterra. Viene realizzata la ferrovia Trieste-Vienna
Ecco, ragazzi, siamo arrivati a fine anno. Questa sera alle 20, 30 il Presidente Napolitano … e poi altri, in controcanto … altri discorsi. E domani i concerti di Capodanno: Vienna e Venezia. E io, questo pomeriggio, che faccio?
Io? Oggi pomeriggio mi concedo una riflessione. Me la concederete anche voi, vero, carissime lettrici e cari lettori delle mie “sudate carteâ€? Il mio pensiero di fine anno è semplice: questo “modello di mondo e di umanità ” non funziona più. Dice … macchè, sei pessimista? No, scialla raga, calma: chi si rende conto che un meccanismo non funziona e che occorre cambiarlo, chi propone un diverso modello di … no, non di sviluppo, ma di …“esistenza†non è pessimista! Infatti se quel tale (in questo caso quel tale sono io) ha un obiettivo di miglioramento, ci crede, si sforza di perseguirlo … be’ raga, quel tale tutto può essere tranne che pessimista!
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Dice … macchè … vorresti cambiare il mondo dalla pagine del tuo blog? No, raga, no di certo, solo che a me piace il latino e i Latini dicevano “gutta cavat lapidemâ€, la goccia incide la roccia. Ecco, il mio augurio è che ognuno di noi porti la sua piccola goccia di acqua potabile nella palude di un mondo per molti aspetti troppo … “maturoâ€, quasi uno stagno nel quale l’acqua fresca fatica ad insinuarsi per rigenerare la vita. Infatti – come dicevo – batti oggi batti domani … la goccia farà il miracolo.
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Dice .. ma sei da solo, o meglio, … siete in pochi! In pochi? Josif Brodskij, poeta e scrittore russo premio Nobel, nel suo libro “Il canto del pendoloâ€, rivolgendosi a studenti universitari, insegna a diffidare dei grandi numeri, dei pareri unanimi, delle masse super organizzate, degli eserciti compatti … se non altro perché “nei grandi numeri più facilmente si può nascondere il maleâ€. E poi continua: “Non disperate mai della vittoria, anche di fronte alla lotta che vi possono fare i potenti, se non altro perché voi dedicate alla vostra azione molto più tempo di quanto non dedichi il potente di turno ad ostacolarla†(il virgolettato è da me citato a memoria)..
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E allora? E allora a voi tutti, “piccolo†numero dei miei lettori (100 al giorno di cui un terzo di “vecchi†lettori e due terzi ogni giorno di “nuovi”), a voi tutti che ogni  giorno sfogliate migliaia di questo blog, a voi tutti che vi soffermate in media per due minuti e mezzo su ciascuna  lettura, a voi tutti il mio amichevole e sincero augurio di un 2015 migliore, ma migliore del 2014 … non certo del 2016 che non sarebbe certo un buon augurio! E non disperate, abbiate un obiettivo, anche se ambizioso, anche se all’apparenza irraggiungibile, quasi utopico. Perché l’utopia non è un quid irraggiungibile, ma un quid semplicemente “non ancora†raggiunto!
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E ALLORA … BUON ANNO DAL VOSTRO OLD BLOGGER RICCARDO!
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17 – NATALE UMARELL
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Dicembre, 2014 @ 4:30 pmDetto altrimenti: dicesi “umarell†…. (post 1851)
Post 1851, anno 1851 : guerra d’oriente in Crimea (Sebastopoli o morte!): europei contro europei …
(QUESTO POST E’ STATO VERIFICATO DAL MIO LEGALE DI BOLOGNA, Â AVV. CHIARA, LA QUALE Â ATTESTA LA VERIDICITA’ DEI FATTI NARRATI)
Vacanze di Natale. Mio figlio Edoardo, ormai bolognese per studi, lavoro, residenza e compagna, è qui con noi a Trento. Legge i miei post e dice: “Papà , quando smetti di scrivere di grandi temi quali l’art. 18 o il pensiero di Tommaso Moro e protesti contro chi parcheggia male l’auto o utilizza male i cassonetti della spazzatura, sei quasi un umarell!”
Umarell? Chi era costui? Presto spiegato. A Bologna dicesi “umarell†persona in pensione, armata di strumenti di distruzione di massa (computer, connessione internet, telefonino per fotografare, talvolta un blog) e soprattutto dotato di una tremenda arma letale: tanto, tanto tempo libero. Sua mission istituzionale: controllare i lavori dei cantieri pubblici. A tal fine l’umarell cerca  scostare le travi o le lamiere che delimitalo la zona del cantiere e ne impediscono la vista. Per evitare danni a queste strutture, il Comune di Bologna ha fatto predisporre nelle recinzioni apposite finestrelle d’ispezione, della misura di cm. 30 x 10 attraverso le quali l’umarell di turno può effettuare i suoi controlli. L’umarell è quello che adora guardare i lavori stradali, quello che ama le ruspe, le gru, i cingolati in generale, le auto che eseguono manovre di parcheggio difficoltose, i negozi di ferramenta, le cantine, i garaggg…,, contesta chi parcheggia male l’auto …”
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Gli umarells sono dappertutto. Da dove è appena successa una tragedia, a dove si consuma una lite, sono sempre in fila alla posta o al Comune, li trovi davanti ai bar e ce n’è uno in ogni appartamento. Gli umarells sono raccolti nel libro “Umarells” di Danilo Maso Masotti, Ed. Pendragon -la Feltrinelli.
Gli umarells hanno questa derivazione semantica: Umarèin (s.m. bolognese – omarino). Umarell (s.m. bolognese – omarello, ometto). Umarells (p.m. omarelli, ometti, pensionati neologismo + bolognesismo + inglesismo, praticamente globish). La dicitura umarells indica “individui in pensione e non solo che hanno ben poco da fare tutto il giorno e giustificano la loro esistenza importunando – o facilitando… – le esistenze altrui, così, tanto per sentirsi utili,  forseâ€.
Gli umarells sono ovunque, anche fra i bloggers. Basta solamente farci caso …
I ” Momenti Umarells” trattati (ognuno con foto) nel libro citato sono contraddistinti, ognuno, dal titoletto : “umarells -” , ovvero:
Umarells e vita di tutti i giorni
 e isveglio, mattinieri, bulli, satellitari, in piazza, al bar, informati, alla fermata, alle poste,  … e ruspe, … e incidenti, formiche, lap dance, curiosi, sputanti, e tesori nascosti, e strade sperdute, e biziclatta, e salite,  e catena lenta, e bambini, e giovani, e parcheggi, e bauli, vigili, e manovre difficoltose, coop-arells, e specchio per allodole, al tek, e pulizie, e tintarella, sincro, e semafori, e carrozzine, intrepid, sur l’erb,  al parco, snò, fozarell, videopoker, pit stop.
Caldarrostaio, barbiere, custode, giardiniere, cuoco, portafortuna, olimpic, stakanov, scioperante, dirigente, volontario.
Umarells e passioni
EÂ Â carte, e bocce, e biliardo, Â lavori stradali, e autofficine, e pulizia, e cassonetti, e politica, e voragini, e garage, e foglie, e fritti, e castagne, e terra, e orti, e scale, e prodigiose invenzioni, e brevetti, e zavagli, e trenini, e vuaccaesse, e compiuters, e lotto, ed eventi sportivi, ultras, e pesca, e television, enterteinment, miusic, reiv, e cucina, e vino, e farmacia.
Umarells e bestie
E cani, e pleistescion, e pesce fresco, e gatti, alla fiera dell’est.
E una ruota, e due ruote, e tre ruote, e sicurezza stradale, monovolume, e quattro ruote, e traffico, e trattori, e cingolati, e camion, e autobus, e arei.
Umarells in gita
E foto ricordo, partenza, monumenti, digestione, merenda, sorsi, ritorno, saluti.
Umarells in vacanza
Bagno 169, al mare, e zdaura, sirenetto, sivolo, e nipotini, beach bocce, mare di cemento, e abbronzatura, cioccapiatti, righeira, cogne, camping, enigmisti.
Umarells contro il resto del mondo
E pubblicità , e linea dura, e sedie, e spifferi, e bigliettini, post-it, e fango, e cani, e disinfestazione, e ambiente, tricologici, e postini, autospurghi, fedeli.
Umarells e zdaure
Attrazione fatale, floreale, e matrimoni, nel verde, harem, nipponico, con due dame, e 8 marz0.
Umarells nel mondo
Thai umarells, e pissoirs, e ufo bocce, britt umarells, bosniarells, amsterdamrells.
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Ma no, dico  a mio figlio, che vai dicendo? Mi gabelli per umarell per qualche innocente riferimento a fatterelli minori in mezzo a tanti problemi di fondo? Ma via … A proposito, scendi dabbasso e parcheggia meglio la tua auto: ieri sera ho notato che non è esattamente allineata con le strisce  …
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16 – NATALE, LICENZIA, PRIVATO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Dicembre, 2014 @ 8:57 amDetto altrimenti: nel pubblico no, no … non nel pubblico  (post 1850)
Post 1850, anno 1850: 1) “Liberializziamo, maggiore giustizia sociale … – ma, si badi bene, solo a parole, però!â€. 2) Si accentua la frattura fra la concezione laica dello Stato e quella clericale da parte della Chiesa. 3) Quanto ai numeri 1) e 2) tuttavia rappresenta l’inizio di processi irreversibili.
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Jobs Act, solo per i privati. Dice … le SpA hanno come obiettivo il profitto (io contesto, ma questa è un’altra storia, n.d.r.), quindi si licenzia per motivi economici obiettivi. Il settore pubblico non ha come finalità il risultato economico, quindi non si possono applicare questi stessi criteri.
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Per inciso: la visione dell’economia basata esclusivamente sul massimo profitto ci ha portato alla condizione mondiale attuale, se è questo che si vuole …
Non concordo su questa spiegazione parziale cioè incompleta, la quale esamina solo uno dei tanti aspetti del problema. Infatti, se non altro: quid juris – ovvero, cosa prevede la legge – nelle SpA pubbliche? Sono migliaia e migliaia! E le banche sovvenzionate da denaro pubblico? Ma c’è ben altro … Vediamo un po’.
A mio avviso soprattutto non valutare quanto meno “economicamente in senso lato† i dipendenti pubblici è un errore in quanto il sistema istituzionale e organizzativo della funzione pubblica è responsabile delle precondizioni indispensabili ad un buon funzionamento del sistema economico finanziario (in senso stretto). Quindi, mantenere “illicenziabili†i dipendenti pubblici perché a loro non sono applicabili i “criteri di anti economicità oggettiva†che sono alla base della neo introdotta licenziabilità privata, è un contro non senso, anzi, peggio, è un contro-senso, ovvero non è semplicemente un “non-agire†ma un “agire in direzione contrariaâ€. Infatti è come legittimare che “il medico ha operato benissimo, l’operazione è stata perfetta. Se il paziente è morto … questi sono fatti suoiâ€, oppure che “io ho rispettato le regole, sono stato efficiente. Se poi è mancata l’efficacia, ovvero il raggiungimento del risultato, ciò non mi riguardaâ€. Sarebbe come punire il reparto vendite se non vende e non anche il reparto marketing, il quale – operando a monte delle vendite – dovrebbe orientarle quanto a prodotto, concorrenza, clientela.
In altre parole: non sto dicendo che ogni ufficio pubblico debba essere organizzato e contabilmente gestito come un “centro di profittoâ€, ovvero con una imputazione di costi e ricavi suoi specifici ed alla fine valutato sulla base dell’utile/perdita economica (in senso stretto) prodotta, ma che avrebbero dovuto essere individuati parametri di valutazione tali da consentire il riscontro non solo della efficienza del dipendente (rispetto da parte sua della cosiddetta “librettaâ€), ma anche il raggiungimento dell’efficacia della sua azione (ovvero del risultato).
Intervallo pubblicitario
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Per quanto, uno per tutti, enti pubblici come l’ENIT che dovrebbe produrre turismo, può ben essere valutato economicamente in senso stretto. Si veda “L’Espresso” 8 febbraio 2014 a firma di Emiliano Fittipaldi. L’ENIT fa crescere …il turismo? No, per adesso fa crescere la pancia di Babbi, suo super manager (“babbo” in siciliano significa “stupido”. Ma chiamalo “stupido” questo qui …!)
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Il programma riprende
Un esempio? Viale sul quale si affaccia casa mia. Noto che le luci stradali sono accese in pieno giorno. Segnalo la cosa ad un “lavoratore del Comune†(a bella posta non specifico se membro della Polizia Locale o altro: infatti, poichè “generalia non sunt appiccicatoriaâ€, nessuno si offenderà !). Mi risponde: “Segnalo la cosa all’ufficio competenteâ€. Replico: “Non basta: lei deve far sì he le luci siamo spente. Fino a quel momento lei è stato efficiente ma non efficace, nel senso che saerà mancato il risultato della sua azioneâ€.
Altro esempio: richiedete un servizio, l’addetto allo sportello pubblico riconosce con voi che sarebbe bene che vi fosse prestato, ma aggiunge. “La procedura non lo permette†e la cosa finisce lì. Invece quel tale impiegato avrebbe dovuto farsi carico di andare dal suo direttore e proporre la modifica della procedura. Quel direttore dovrebbe farsi carico della integrazione della procedura e nel frattempo autorizzare con una sua firma la deroga alla procedura, in maniera da anticiparne il completamento funzionale. E invece, spesso, nel migliore di casi, quando cioè proprio si superi il “non fare assolutamente nullaâ€, ci troviamo di fronte a comportamenti simili a quelli di quel tale che segnalava l’errata accensione della pubblica illuminazione, e cioè ad una qualcosa del tipo: â€Segnaleremo il problema ai superiori organi competentiâ€.
Poi c’è l’atteggiamento. Quello dell’impiegato (organo pubblico che si sente “nostro amministratore†in senso esclusivamente soggettivo (“Io amministro te, sudditoâ€) e per nulla in senso oggettivo (“Io sono il suo amministratore, in quanto lui, il cittadino, mi ha nominato, eletto, mi paga, per amministrare i suoi beni, le sue strutture, le sue istituzioni†: è a lui che devo rendere conto” etc.).
L’atteggiamento? Un lettore mi riferisce:
Inizia:
“Ero nel Centro Italia, in una città …  a capo di una SpA a maggioranza di capitale sociale pubblico, legato alla stessa da un mandato conferitomi dagli azionisti riuniti in assemblea e da un rapporto di lavoro regolato dalla mia partita IVA, quindi da libero professionista. Mi telefona una dipendente del Comune: “Il Sindaco la vuol vedere alle ore … tot ..del giorno … tot ..â€. Rispondo: “Mi lasci solo un attimo per controllare la mia agenda …â€. Al che l’impiegata mi interrompe, bruscamente: “Lei vuol forse dire che il Sindaco deve adattarsi ai suoi comodi?†Ecco, sottolineo che il problema non è che chi dei due – il sindaco o io stesso – dovesse modificare i propri impegni in funzione di quelli dell’altro, ma l’atteggiamento dell’impiegata, la quale si poneva di fronte ad un “sudditoâ€, non di fronte ad un cittadino libero professionista, ben più anziano di lei, di esperienza e ruolo ben più elevato del suo, che stava comunque lavorando per il Comune.
Sempre in quell’area geografica, in un’altra occasione: “Non sei mai stato in elicottero? Dai che un giorno ti faccio fare un giro io …†Solo che si parlava di elicotteri pubblici! Oppure, con orgoglio e ostentazione (ecco il punto! N..d.r): “Da casa all’aeroporto ho consumato il 17%!†(Di benzina, alla guida dell’auto pubblica di servizio! N.d.r.).â€
Finisce
Ecco, a parer mio, questi sono atteggiamenti da licenziamento in tronco.
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15 – BIANCO NATALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Dicembre, 2014 @ 8:23 amDetto altrimenti: the day after … la neve!                                 (post 1849)
Post 1849, anno 1849: Brescia, leonessa d’Italia. La fatal Novara. Gli Austriaci bombardano Venezia. I Francesi Roma. Ahi serva Italia, di dolore ostello …
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Dopo il post precedente, molto impegnato, eccone uno di “pausaâ€, con l’immagine della prima neve urbana di questo inverno 2014-2015. Pochi centimetri, ma quanto basta per creale la “poesia del natale”. Buon proseguimento delle feste a tutti!
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14 – NATALE DISUGUALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Dicembre, 2014 @ 8:05 amDetto altrimenti: Jobs Act per alcuni, per altri no    (post 1848)
Post 1848, anno 1848: moti rivoluzionari in tutta Italia, in tutta Europa. Le cinque giornate di Milano. Arrivano i “tentativi di Costituzione†con i vari “Statutiâ€. Da qui, il modo di dire “è successo un quarantottoâ€.
Questo non è un post “politico†nel senso “partiticoâ€, ma “politico†nel senso dell’antica Grecia, ovvero che si occupa della “polis†cioè della Città Stato, ovvero, oggi, dello Stato.
Il problema del lavoro. Lo si è affrontato dalla parte della contrattistica: contratto a tempo indeterminato si/no, licenziabilità si/no, precariato a piccole/grandi dosi, etc..
Renzi si/no: Qualcuno è soddisfatto. Altri no. Qualcuno dice “Bravo, Renzi!†Altri “Cattivo, Renzi!â€.
Io mi permetto di sottoporre all’attenzione delle mie lettrici e dei miei lettori tre sottolineature:
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A chi critica Renzi, chiedo: “Quale altro nome proporreste?â€
- A chi elogia Renzi, dico: io avrei iniziato con l’organizzazione e il finanziamento delle decine di migliaia di opportunità culturali ed artistiche di cui il nostro paese dispone, opportunità oggi non organizzate e non vendute al turismo mondiale, da rilanciare oggi magari attraverso il co-finanziamento dello start-up di migliaia di cooperative giovanili (e non giovanili).
- Non mi va proprio giù il trattamento differenziato riservato ai lavoratori del settore pubblico, ai quali non va applicata l’eliminazione dell’art. 18.  Trovo questa decisione assolutamente inaccettabile. Infatti il Natale è stato ridotto come la legge: è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale che per altri (ovvero la legge è uguale per tutti, “salvo le eccezioni di leggeâ€).
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13 – NATALE DUE GIORNI DOPO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Dicembre, 2014 @ 6:12 pmDetto altrimenti: l’era en pez che no fiocava …    (post 1847)
Post 1847, anno 1847: nasce il Comune di Roma; un salumiere di nome Liebig inventa un dado che lo renderà miliardario; fra un anno scoppierà un … 48!
Passeggiavo lungo la Fersena, a Trento. Prima neve. Qualche foto e una mia vecchia poesiola che non si adatta del tutto, ma insomma … quasi dai, contententene … accontentiamocene …
Natale di neve ( o due giorni dopo), per i più piccini
La terra si sveglia
calda e cicciotta
dentro la nuova pelliccia
al pari di grassa e bianca marmotta.
Si stropiccia
i due piccoli laghetti gelati
e si specchia
vanitosa ragazzina
nell’aria rosa
della nuova mattina.
Sotto i loro mantelli
i tetti delle case sono rossi
come nasini raffreddati
e l’alito dei camini
affresca nel cielo
riccioli bambini
mossi e ribelli.

Sotto i ponti di Trento Fersena scorre … (Guillame Apollinaire, “Ponte Mirabeau”: “Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna …”)
Nell’orto ghiacciato
il giovane pero ha indossato
i suoi paramenti più belli
che scintillano l’azzurro
di mille soli splendenti.
Dalle staccionate
del quadro di Monet
il corvo pennella
con guizzi intinti di nero
favole arabescate
sul bianco quaderno.
Sorridono i bimbi
appena svegliati
impazienti d’uscire
a creare
vicino al fienile
con piccole mani
gioiose arrossate
il pupazzo di neve
che vorrebbero eterno.
Dal pio campanile
di Pieve montana
si leva in volo preghiera
d’un’argentina campana:
“Benvenuto bambino Gesù!
Illumina col Tuo Dolce Amore
questa fredda mattina.
Solo Ti prego:
finchè viene sera
non darle troppo calore
e vieni a giocare anche Tuâ€.
RL
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12 – NATALE INCIVILE CON FIORE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Dicembre, 2014 @ 1:37 pmDetto altrimenti: piccoli, grandi atteggiamenti molto significativi   (post 1846)
Post 1846, anno 1846: l’anno di Pio IX, il papa “rivoluzionario†(cioè liberale!). La Chiesa inverte la rotta e da tirannia filo austriaca o filo francese, diventa governo filo italiano.
Con un mese di ritardo. Oggi è arrivata la prima “nevegada†della stagione. Prima di celebrarla – era tanto attesa! – voglio aspettare che la città si imbianchi un po’ di più. Nel frattempo segnalo con estremo ramamrico due fatti di ordinaria inciviltà . In questi giorni io ebbi a dire ad un mio amico che questi atti sono il segnale di un menefreghismo, di un disinteresse versi gli Altri. Il mio amico disse: per me sono soprattutto segno di disordine mentale. Ha ragione. Ma anch’io non ho torto … Ma … direte voi … quali sono questi fatti? Eccoli:
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Un modo “paricolare” di parcheggiare al supermercato
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Gli scatoloni nell’apposito contenitore della carta in un condominio signorile nella ben educata città del nord, erede della cultura austro – ungarica.
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Dice … ok, abbiamo capito … ma nel frattempo … la nevegada? Rispondo subito: la volete? Eccola! Dice … ma dai … non è poi ‘sto gran che! Lo so amici, ma l’abbiamo attesa tanto! E poi, se cliccate una, due volte sulla foto … vedrete la magia della leggerezza dei piccoli, delicati cristalli di neve che si sono adagiati con delicatezza sui petali di un fiore inatteso, fiore che nessuno ha mai piantato, figlio di un seme portato dal vento a posarsi in un vaso di terra destinato ad altro, i cui petali hanno indossato i diamanti di famiglia per la loro prima serata di gala …
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