ITALIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Febbraio, 2015 @ 6:26 pmRESPONSABILITA’ CIVILE DEI GIUDICI ED ALTRI RACCONTI
Detto altrimenti? Io? No, raga, sia chiaro una volta per tutte: non sono io che sono detto altrimenti, che ho un soprannome, ma è ciò che dico che è detto in modo diverso, non convenzionale … (post 1942)
Post 1942, anno 1942 – Guerra.
E’ legge. Se i magistrati commettono certi errori, lo Stato paga i danni e può rivalersi su di essi fino alla metà di una annualità del loro stipendio. Evvabbè …
Se un manager pubblico sbaglia, paga il 100% del danno procurato. Egli per legge deve essere assicurato ma … ma la Corte dei Conti può contestare addebiti sino a 10 anni dalla cessazione del mandato manageriale e le Compagnie di Assicurazione assicurano solo un periodo di cinque anni.- Evvabbè …
Se un esponente del governo sbaglia (ad esempio a precalcolare i futuri esodati), quella legge viene comunque valutata solo sotto il profilo della Costituzionalità . Poichè è giudicata costituzionale, l’errore materiale che ha provocato danni a molti cittadini non viene sanzionato. Evvabbè …
Se i parlamentari provocano un danno (interruzione del pubblico servizio parlamentare attuata con uscita dall’aula, assenteismo, ostruzionismo), non vi è sanzione alcuna. Evvabbè …
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GRECIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Febbraio, 2015 @ 3:42 pmDetto altrimenti: eis, mia, en: mashile, femminile e neutro, ovvero uno, una, una cosa        (post 1941)
Post 1941, anno 1941 – Guerra!
Italia – Grecia, mia faccia, mia razza! Una (stessa) faccia, una (stessa) razza
In Grecia alcuni hanno rubato denaro pubblico, evaso le tasse, truccato il bilancio pubblico e si sono arricchiti. Molti oggi stanno pagando le colpe altrui.- In Italia, alcuni (molti) hanno rubato denaro pubblico, evaso le tasse, truccato i bilanci privati e si sono arricchiti. Molti oggi stanno pagando le colpe altrui.
In Grecia: rescheduling del debito nel senso di spostamento in avanti delle rate, negata dalla UE.- In Italia: proviamo ad emettere … chessò … 200 miliardi di titoli di debito pubblico “irredimibili†ovvero sui quali lo Stato pagherebbe solo interessi mentre l’investitore potrebbe liquidare il suo investimento vendendo i propri titoli in borsa, titoli irredimibili che dovrebbero avere un rendimento un po’ superiore al rendimento dei titoli redimibili. Essi dovrebbero essere offerti agli investitori in volontaria sostituzione dei titoli redimibili. Si libererebbe plafond del debito e risorse per welfare e investimenti.Why not?
Fine (per oggi)
LIBIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Febbraio, 2015 @ 9:55 pmDetto altrimenti: Libia … che fare ora?   (post 1940)
Post 1940, anno 1940 – Fra quattro anni nasco io. Nel frattempo, il 10 giugno, Maramaldo (Mussolini) uccide un uomo morto e dichiara guerra alla Francia (e alla perfida Albione).
.… ma poi la Francia si è vendicata: ha attaccato con i suoi Mirage la Libia di Gheddafi per cercare di pre-accattivarsi il futuro governo e sostituire le proprie imprese a quelle italiane, ed ora che nel dopo Gheddafi è scoppiato il caos, i primi ad andarci di mezzo siamo comunque noi.
Un post più corto di così …
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MUSICA A RIVA DEL GARDA: IL TRIO NOVALIS
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Febbraio, 2015 @ 7:53 amDetto altrimenti: l’Associazione Amici della Musica organizza …               (post 1939)
Post 1939, anno 1939 – Patti d’acciaio, discorsi di fuoco,  invadiamo l’Albania, minacciamo la Grecia …
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Un giorno un amico mi chiese di fargli il tesoriere … il tesoriere della “sua†Associazione, quella degli “Amici della Musica†in Riva del Garda. Accettai. Se “cliccate†Ruggero Polito trovate tutto in molti post del passato. Un anno fa, improvvisamente, Ruggero è mancato. Gli è subentrato il Prof. Franco Ballardini che ne ha raccolto l’importante eredità . L’Associazione procede anche nella memoria di chi l’ha presieduta per cinquant’anni. Ieri sera nella sala dell’Auditorium del Conservatorio Bonporti, sede di Riva del Garda, si è esibito il Trio Novalis: pianoforte, violino, violoncello.
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Il pianoforte, suonato dal Professore Carlo Levi Minzi, insegnante ordinario al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Il violino, un Angelo Radrizzani del 1940, fatto vibrare da Markus Berthold partecipe al Quartetto Amadeus. Il violoncello, fatto “danzare e suonare†con il corpo, la mente e le mani di Frieder Berthold, partecipe al Quartetto Amadeus.
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Il programma eseguito: Clara Wieck in Schumann (1819-1896) di nove anni più giovane del più famoso marito, che le premorì quarant’anni prima. Trio in sol minore op. 17, scritto nel 1846. Quindi il marito Robert Schumann (1810-1856): due Lieder, Es Fliegen zwei Schwalben, op.79 n. 21 – Il volo delle due rondini; Wenn ich ein Voeglein waer op. 43 n.1 – Se io fossi un uccellino. iNDI, Trio in sol minore n. 3 op. 110 (1851). Programma romantico, accattivante, magistralmente eseguito, “caldo†direi, una musica che “riscalda†la sala non troppo riscaldata da caloriferi accesi per l’occasione. Breve ed incisiva la presentazione da parte del Presidente Ballardini. Entusiastici gli applausi che hanno “reclamato†un bis.
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Fra i presenti. una squadra di giovani calciatori tedeschi, guidati da Alexander Grams … quelli che, appena finita la partita contro un’altra squadra tedesca (sotto la pioggia) si sono cambiati in tutta fretta per non perdere un secondo appuntamento, il concerto, appunto (visto che la partita a pallone era stata persa). Ma, come avviene, vi chiederete, che giovani calciatori tedeschi in trasferta a Riva del Garda, vengano ad un concerto, a questo concerto?La storia merita di essere raccontata: S’era in estate, un pomeriggio in Fraglia Vela Riva, per un concerto “regalato†al Club dalla pianista Professoressa Cristina Endrizzi Garbini.
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Un  vecchio pianoforte, la “sala concertoâ€, una parte a livello sfalsato rispetto a quella del bar della sala del Club. Noi, sotto, i calciatori sopra, con i loro boccali di birra. Mi avvicino, li invito a “scendere†in sala per assistere al concerto. Accettano volentieri. Dopo mesi ricevo una mail da Alexander: stanno tornando a Riva del Garda, ci vogliono incontrare e salutare. Da qui l’invito al secondo concerto, alla fine del quale mi regalano il loro gagliardetto.
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Vielen danke, Alexander! Ich werde im nächsten Sommer aussehen!
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Prossimo appuntamento dell’Associazione Amici della Musica – Riva del Garda: Sabato 28 febbraio, ore 17,30, stessa sala: Ensemble Emilio Rizzi, 12 violoncelli ed un soprano, direttore Italo Rizzi.
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LA MEGLIO SCIATA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Febbraio, 2015 @ 8:02 amDetto altrimenti: le ore del mattino hanno l’oro in bocca … ovvero una sciata al giorno leva il medico di torno  (post 1938)
Post 1938, anno 1938 – Hitler “si prende†l’Austria e come prima cosa si va a “vendicare†dei suoi ex professori che lo avevano giudicato mediocre e di tutti coloro che lo avevano disprezzato.
07,15. Trento-Fai della Paganella, 35 km – Gli sci, durante l’intero inverno, abitano nella mia auto così tutto è più semplice. Borsa degli scarponi alla mano esco di casa presto: in tal modo non mi perdo la trasmissione di Radio 3 “Prima Paginaâ€.
07,40. Posteggio l’auto nel piazzale delle seggiovie (che “aprono” alle 08,30!), subito dopo Fai. Attorno a me il … deserto! Sono padrone dello spazio, di uno spazio silenzioso, di quello stesso spazio che solo mezz’ora dopo sarà conteso dalla madding crowd dei miei colleghi sciatori.
07,50. Entro nel bar “Tre 3â€. Gli avventori sono vestiti di tute nere (o è un blu scuro scuro?). Sono gli addetti agli impianti. Due persone no, hanno tute diverse: una coppia, marito e moglie, i due fotografi che da anni, alla stazione a monte della prima seggiovia, lavorano immortalando “al volo†noi sciatori. Ormai sono amici. Scambiamo quattro chiacchere. Indi, comodamente seduto, è il momento della cerimonia dell’allacciamento degli scarponi, allacciamento senza lacci, visto che da anni ormai sono stati sostituiti da sistemi di leve: così quando arrivi in cima alla montagna sei già pronto.
08,00. Cappuccino e briosc. Una copia de l’Adige a mia disposizione: ne scorro  velocemente i titoli, non mi va di monopolizzarla.
08,10. Escono le tute nere, entrano le tute verdi. Sono i maestri di sci.
08,20. Escono le tute verdi, entrano gli “strazzapisteâ€, gli “straccia piste†ovvero gli sciatori “bonorivi†(mattinieri), i buongustai della neve, ovvero quelli esigenti che vogliono godersi le prime discese sulle piste ancora immacolate, ben battute la sera precedente dai gatti delle nevi. Mentre questi miei “colleghi†bevono un caffè, io sci ai piedi sono già , davanti ai tornelli d’accesso alla seggiovia. Primo! Vuoi metter la soddisfazione? Spesso sono affiancato da tute e facce conosciute: “Ciao, com’ela?†(Come va?). “Dai che nem (la seggiovia si è messa in moto e noi ci avviciniamo ai sedili)… fin tan che ne trovem a siar la va ben…â€
08,30. La seggiovia “ci accettaâ€: si parte!
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08,45. Due seggiovie a fila e siamo alla “Sellettaâ€. Il terzo impianto, quello che porta a Cima Paganella, è ancora fermo per cui si sciano verso destra – vista dolomiti di Brenta – i 220 metri di dislivello che ci conducono alla base della seggiovia “grande†quella che raccoglie i “salitori†della funivia che parte da Andalo e porta tutti a Cima Paganella. La pista è in ombra, immacolata, velocissima: una volata … ma … arrivato d’un fiato alla partenza della seggiovia … acc … mi accorgo che ben tre seggiolini sono stati già occupati da sciatori saliti da Andalo! Ormai questo fatto l’ho sperimentato più volte … tuttavia preferisco salire da Fai – alcuni km in meno in auto – tanto poi … poi mi rifaccio, io, ho il mio trucco segreto io …
08,55. Infatti, arrivato a Cima Paganella, la “Montagna tuta bela†(il dialetto trentino non conosce le doppie) dopo uno sguardo verso il Lago di Garda e a quella meraviglia rappresentata dalle Dolomiti di Brenta, constato che – come prevedevo – i miei pochi “predecessori†si buttano nel versante di Fai, già illuminato dal sole. Eh, no, cari miei, io scendo sul versante di Andalo lungo la pista “Olimpionica 1”, quella che grosso modo costeggia la seggiovia che abbiamo appena utilizzato, per poi proseguire lungo la pista (quasi) “nera†(“Olimpionica 2”) fino alla stazione intermedia della funivia che sale da Andalo.
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La pista è in ombra, ma la visibilità è più che buona, la qualità della neve è ottima, la pendenza quella giusta ed inoltre soprattutto “continuaâ€, per cui prendi un ritmo e lo mantieni per una lunghezza di quasi 3,7 km ed un dislivello di quasi 800 metri. Continua e soprattutto “desertaâ€, ragazzi, come il piazzale della sosta delle auto di cui vi parlavo prima! Sono solo! Mi sento miliardario, padrone di una pista privata, tutta per me … libero da ogni preoccupazione di valutare le traiettoria di altri sciatori: è un po’ come quando in solitaria, con il mio piccolo Fun, ho veleggiato dalla Sardegna fino alla Toscana, due volte anche di notte! Una sensazione meravigliosa, irripetibile, sia in barca a vela sia sugli sci.
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10,30. Intermezzo di un caffè dall’amico Mirco alla Malga Zambana. Pian pianel arrivano gli altri sciatori. Le piste si mantengono ancora in buono stato, il grado di affollamento più che accettabile.
11,30. Ho ho già sciato tre ore. Le piste sono abbastanza affollate. Scio fino al punto di partenza della mattina. Mi tolgo gli sci, in dieci metri sono all’auto.
12.15. Sono a casa, a Trento.
La meglio sciata.
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ROMA RISE, TRENTO RISE …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Febbraio, 2015 @ 3:45 pmDetto altrimenti: ma ora … riderà bene chi riderà ultimo … (post 1037)
Post 1937, anno 1937 – Mussolini in Germania acclamato più di Hitler
Roma. Si scoprono decine e decine di immobili di proprietà del Comune concessi in affitto da anni ed anni a cifre irrisorie (10 euro mensili, euro più euro meno!). Fra i tanti casi un box auto in zona Teatro Marcello a 10 euro, quando il mercato esige fino a  1000 euro!
Trento. La stampa locale riporta che la Guardia di Finanza indaga su di una Associazione fra due Enti culturali e di ricerca sovvenzionati dal pubblico la quale avrebbe commissionato una consulenza di ricerca del costo di 7,5 milioni di euro ad una società di consulenza con un mandato molto generico, per indagini che poi ha fatto – a costo zero – la Provincia.
Mi aspetto che la Corte dei Conti indaghi e scopra chi ha fatto le leggi o i regolamenti o le regole che hanno consentito quanto sopra a danno della collettività ; chi ha agito in osservanza di tale leggi; chi eventualmente ha agito violando leggi diverse; chi non ha controllato; chi ne ha tratto beneficio.
E’ chiedere troppo?
P.S.: Quod non vetat lex, hoc vetat fieri pudor†(Seneca). Quello che non vietano le leggi, lo vieta il pudore.
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AUTONOMIA … DI PENSIERO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Febbraio, 2015 @ 5:37 amDetto altrimenti: del pensiero politico, sociale, etc.   (post 1936)
Post 1936, anno 1936 – In Etiopia, Italiani ultimi colonialisti, ma primi ad utilizzare l’aviazione per bombardare i locali, militari e civili, per di più con bombe incendiarie e chimiche. Italiani brava gente? Quando mai? E poi via, tutti in Spagna, ad aiutare Franco. Tutti? No, per fortuna vi fu anche chi andò in Spagna a combattere la dittatura,  … quelli si Italiani brava gente!
L’uomo politico, la sua spiritualità ? Quando “condivide la situazione altrui†disse tale Bartolomeo Sorge, 30 anni fa, in un convegno sui Colli Euganei. No, aveva prima detto tale Lorenzo Milani, quando “si prende cura diâ€. Lorenzo Milani, che al “me ne frego fascista†contrappose il “I careâ€, io mi prendo cura di†: ecco il significato odierno di “cura†de “la curaâ€. Quello la cui adozione io mi permetto di caldeggiare e condividere. No, dice oggi un altro, quando pratica la solidarietà .
Io scelgo “I care”. “Prendersi cura di†ma … a quale fine? Il mio amico Marcello Farina dice “per realizzare il Bene Comuneâ€, ovvero, prosegue, “che poi è il Bene alla cui realizzazione tutti contribuiscono, sin dall’inizio, con il proprio contributo personale”. Bene Comune che era stato il motore dell’Autonomia del Pensiero e dell’Azione di un altro Lorenzo, tale Lorenzo Guetti (Vigo Lomaso, Giudicarie esteriori, TN), fondatore della Cooperazione Trentina modello Raiffaisen ed iniziatore dell’Autonomia Trentina.
Autonomia come cosa? Come capacità e volontà di autogoverno. Alla base vi sta un Pensiero, una considerazione antropologica di “appartenenza†reciproca al territorio. Eppure anche questo concetto è stato superato, almeno da me, grazie ad un amico antropologo e sociologo, Italo Gosetti. Già , dice … solo uno stupido non cambia mai idea. Ed io almeno questa volta mi sono salvato e l’idea l’ho cambiata! Infatti l’ “appartenenza†appartiene (scusate il gioco di parole) soprattutto ai Sud Tirolesi (heimat). Noi qui, (1) Trentini, ci distinguiamo per un’altra caratteristica: il “Carattereâ€, il “carattere montanaro†che ben emerge dal confronto fra il nostro mondo di montagna e quello della confinante pianura, confronto che i Sud Tirolesi non possono certo fare, stretti da ogni lato “solo” da montagne.
Ma qui viene il “bello”. Carattere di ciascun Trentino, di tutti, non di una sola persona. E qui viene il “bruttoâ€. Infatti se per pigrizia mentale o per fascinazione i Trentini si lasciassero affascinare dal pur ottimo carattere di una sola persona, perderebbero lo stimolo a vivere e a mantenere il loro Personale Carattere, ovvero l’Autonomia di tutto: di pensiero, d’azione, di autogoverno.
P.S.: Josif Brodskij, premio Nobel per la letteratura, nel suo “Il canto del pendolo” (Ed. Adelphi) afferma: “Guai ai pensieri uniformi, ai bilanci ben assestati, agli eserciti numerosi, alle maggioranze assolute … se non altro perchè nei grandi numeri più facilmente si alligna il male” (cito virgolettato ma a memoria).
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(1) io sono Trentino solo d’adozione (da 25 anni), essendo nato a Genova. Ma la mia città natale è terra di leva di mare e di leva di montagna ed io qui in Trentino ne ho scalate di cime in Brenta e sulle Pale di S. Martino …
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DOPO PERUGIA, LA SICILIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Febbraio, 2015 @ 1:46 pmDetto altrimenti: basta, non se ne può più …  (post 1935)
Post 1935, anno 1935 – “Faccetta nera, bell’abissina, aspetta e spera che già l’ora si avvicina …”
Il 17 gennaio scorso scrivevo di una scandalosissima super pensione ad un avvocato dipendente del comune di Perugia (cfr. ivi).
Oggi scrivo della Trinacria alias Sicilia. Il Signor Dottor Paolo Modica de Mohac, Avvocato Consigliere Parlamentare Cavaliere di Grazia del S.M. Ordine Costaniano, Ramo di Napoli, Discendente da Antica Famiglia Aristocratica, Dirigente della Regione Sicilia, va in pensione ad anni 54 (cinquantaquattro) con €12.000 netti al mese, chiedendo che l’accredito gli sia fatto in Tunisia così “non paga tasse†(avrete notato che “per rispetto†quante  lettere maiuscole ho utilizzato!)
Quo usque tandem … abuteris patientia nostra? Fino a quando abuserai, o Regione Sicilia, o Comune di Perugia, etc. della nostra pazienza?
Ma già … non sono novità … Sentite questa. Quando ero a capo della finanza Italia della Stet-Società Finanziaria Telefonica p. A, Torino (all’epoca la più grande finanziaria italiana), il Vice Direttore Generale di una grandissima banca ebbe a confidarmi che quando i loro big andavano in pensione, le tasse sulla loro (miliardaria in lire) buonuscita venivano pagate all’erario “a debito del conto economico della bancaâ€. Quale banca? Eh, no, raga, non ve lo dico anche se il reato di evasione fiscale è caduto in prescrizione …
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Lo scandalo al sole del Maine-USA del 1959 è assai meno grave dello scandalo al sole della Sicilia-Italy  del 2015!
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Insomma: Don Ciotti ebbe recentemente a dire che lo preoccupano sì quelli che agiscono male  palesemente contro al legge, ma ancora di più teme i danni di chi agisce male dentro la legge o ai suoi confini. E bravo Don Ciotti …
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Quod non vetat lex, hoc vetat fieri pudor†(Seneca). Quello che non vietano le leggi, lo vieta il pudore.
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LE ARGONAUTICHE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Febbraio, 2015 @ 3:47 pmDetto altrimenti: un bel libro di avventure in 1781 versi commentato nel Gruppo di lettura dei Classici di Maria Lia Guardini presso la Biblioteca Comunale di Trento   (post 1934)
Post 1934, anno 1934 – Hitler e Mussolini diventano amiconi. Tale Enrico Fermi e i suoi amici di Via Panisperna ottengono la prima fusione dell’uranio.
Nella quarta di copertina del libro (Ed. BUR) si leggono tre nomi: quello dell’autore Apollonio Rodio e dei due commentatori, Guido Paduano e Massimo Fusillo. Il primo è vissuto nel III secolo a. C.. Gli altri due vivono ancora oggi: accostamento molto significativo, a testimoniare la vicinanza dei contemporanei all’autore.
Alessandra d’Egitto, centro della cultura ellenistica. A soppiantare Atene. La lingua greca era diffusa come oggi è quella inglese. Alessandria, centro culturale di primissima importanza, con il suo Museo, che era una sorta di Silicon Valley della cultura con tanto di scuole superiori super college e la sua biblioteca, di cui era direttore Apollonio Rodio. Tutto ciò che è pervenuto a noi delle opere classiche è dovuto all’attività dei ricercatori di quella Biblioteca e – successivamente – alle trascrizioni dei monaci medievali. Grazie a tutti costoro, di vivo cuore!
Gli studiosi alessandrini (tra cui Callimaco) solo per darvi un’idea del loro lavoro, erano riusciti a contare – a mano! – quante volte una stessa parola fosse ripetuta ad esempio nell’ Iliade o nell’Odissea! Solo per capirsi … Ma soprattutto hanno voluto innovare: intanto, chi studiava, ordinava, catalogava etc. era anche uno scrittore, come Apollonio. E poi, presi i canoni classici, gli Alessandrini hanno voluto innovarli, un po’ come si è innovato e rinnovato più volte il nostro cinema, la nostra musica classica e leggera.
Ma veniamo al racconto. C’era una volta un re greco cattivo che voleva liberarsi di un tale Già sone. Sperando di farlo soccombere in un’impresa temeraria, lo manda alla conquista del Vello d’Oro, Vello che gli avrebbe dato fortuna, potere, ricchezze, etc.. Il nostro erae imbarca una “carga” di colleghi eroi e salpa da un porto ad ovest del Peloponneso, attraversa lo stretto dei Dardanelli e naviga fino all’ultima sponda orientale del Mar Nero. Conquista il vello e per tornare, dal Mar Nero risale il Danubio, scende con il Rodano fino al Golfo di Marsiglia, costeggia l’Italia, attraversa lo Stretto di Messina, una puntatina in Libia e poi a casa. Niente male, vero? Chissà se qualche tour operator non sia invogliato ad organizzare un viaggetto simile …
A prima vista parrebbe bis dell’Odissea. E invece no. Intanto sono 4 libri contro i 24 di Omero. E poi in questo poema che sembrerebbe epico, in realtà prevale il tema amoroso tipico dei poemi lirici. Ancora, erudizione massima, massima cura formale e sostanziale, quasi un manuale: “Vedete, è così che di fa, così si deve fare….I miti? Ve li racconto tutti, io … e poi, il controllo del tempo! Dove lo mettete? Altro che i vostri registi moderni! E non mi manca l’ironia, diamine! Le similitudini? Ci ho messo anche quelle, ma più calzanti, più precise di quelle di Omero, un grande maestro non c’è che dire, ma i tempi cambiano, le mode … i gusti … la maturità del lettore … Cosa? che dite? Che ho sbagliato a infilare storie d’amore in un poema epico? Ma dai … in quanti vostri film d’avventura ci sono le storielle amorose di questo o quel protagonista … dai, non mi sembra il caso …†firmato: Apollonio Rodio.
Riprendo io: è anche un romanzo di navigazione a vela e a remi, un romanzo di avventure, con molte trovate inaspettate, come quando si fanno sbarcare i nostri eroi in un’isola abitata solo da donne (e vai!), o quando il loro campione viene sfidato al pugilato da un re tirannico che però viene abbattuto con un pugno all’orecchio del tipo di quello di Ulisse al pitocco Iro, che lo voleva scacciare dalla mensa dei Proci (Iro ad Ulisse: “Vattene, vecchio, dalla soglia, se non vuoi che io ti trascini via tirandoti per un piede!â€).
Perché abbiamo letto le Argonautiche? Perché vi si parla anche di Medea. E dopo avere letto la Medea di Euripide e quella di Seneca, non poteva mancare questa. Anche qui Medea è un po’ tradita dal suo “eroe†che però eroe non è, vince le sfide grazie alle arti magiche della donna, salvo poi essere pronto a sacrificarla pur di salvare se stesso: “Lo vedi bene, cara, che non si può fare altro, io vorrei … si, ti avevo promesso amore eterno .. ma le cose cambiano … come si fa … o te o me, e allora, abbi pazienza …â€. Nella scala Sciascia degli “uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaqquaraquà †il Già sone di Apollonio Rodio è … ominicchio.
P.S.: da velista e appassionato della storia della navigazione a vela: le navi che si vedono illustrate prima nel post non sono del tipo di quella utilizzabile da Già sone. La sua, infatti , poteva essere una nave greca, a bordo molto basso, ad un solo ordine di remi con un albero ed una vela quadra, inadatte quindi – barca e velatura – a risalire il vento. Barca parzialmente pontata, senza cabine di sorta (Apollonio stesso narra che per dormire si accovacciavano sulle gomene …).
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CONTENITORI E CONTENUTI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Febbraio, 2015 @ 2:53 pmDetto altrimenti: … anche in politica   (post 1933)
Post 1933, anno 1933 – 31 gennaio, Hitler al potere.
All’estero cambiano i politici e i partiti restano. Da noi il contrario. Ed io? Io voglio fare come tale Tommaso Moro, alias Thomas More che scrisse L’Utopia, cioè come “avrebbe dovuto essere†a suo parere lo Stato.
Innanzi tutto la politica dovrebbe essere povera … Povera? Dite voi? Si, povera di denaro (non di Idee!)  ovvero dei propri stipendi, privilegi … tal che alla Politica Vera si dedicasse veramente solo chi la sentisse come servizio agli Altri (maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso).
E poi …
Attività legislativa e di governo in 11 comandamenti
- Il parlamento (e non più il governo) fa le leggi
- abolito il voto segreto
- vietato l’ostruzionismo parlamentare
- vietato l’assenteismo parlamentare
- vietata la crisi di governo al buio
- vietata l’interruzione del pubblico servizio “Lavori Parlamentariâ€
- obbligatorio sanzionare la mancata emanazione di leggi in esecuzione dei principi costituzionali
- obbligatorio sanzionare la mancata attuazione di quanto previsto nelle leggi di cui al punto precedente
- la legge è uguale per tutti, senza le eccezioni di legge
- vietata la politica dei contenitori
- obbligatoria la Politica dei contenuti
Sei regolette aggiuntive
-  Vietato a chi opera nel settore pubblico o sovvenzionato dal pubblico guadagnare più del capo dello Stato
- nessuno dovrebbe potersi fissare lo stipendio da se stesso
- vietate le gestioni separate
- vietato il cumulo di stipendi, pensioni etc.
- partiti politici organismi di diritto pubblico
- niente più fondazioni politiche
Conclusione
Utopia, appunto la mia! Infatti: in Gran Bretagna e in Francia è tutto permesso tranne ciò che è vietato; in Germania alcune cose sono vietate, altre sono permesse; in Russia è vietato anche ciò che è permesso; in Italia è permesso anche ciò che è vietato …
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