UN PO’ DI LATINORUM …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Gennaio, 2015 @ 10:01 pm

Detto altrimenti: Alessandro Manzoni, “I promessi sposi”, cap. II: “Che vuol ch’io faccia del suo latinorum?” dice Renzo a Don Abbondio che cerca di rimandare la celebrazione delle nozze nascondendosi dietro le molte regole canoniche che regolano il matrimonio   (post 1895)

Post 1895, anno 1895. In Sicilia, con la scusa delle varie rivolte, si toglie il diritto di volto al 50% degli aventi diritto 8che erano già pochini!), Il Signor Gillette inventa la lametta da barba.

Il “latinorum … a suo tempo noi ragazzi (ragazzi di allora) si diceva mapperchè invece di questa lingua morta non ce ne fanno studiare una viva (in più, oltre quelle già previste)?

E invece oggi, dopo “qualche anno” (quanti anni ho? Andate a leggerlo nel breve curriculum sotto la mia foto, nella home page), senza voler apparire uno snob della cultura – soprattutto oggi che il latino ed il greco siano ancora di più “cose in più” – oggi, dicevo, mi accorgo di essere stato fortunato per quella “costrizione” a suo tempo subita così “contro pelo”. Fortunato e ricco. Ricco, dite voi? Ecchè, ti stai arricchendo con l’impartire lezioni private a caro prezzo?

No, raga, scialla, no.

Ricco perché gli sforzi e gli esercizi di logica, di precisione, di analisi e di sintesi ai quali ti induce lo studio di quelle due lingue rendono le tue capacità mentali assai più forti, formate, addestrate a … a cosa? A tutto, ad ogni genere di “tentativo di comprensione, di dialogo, di comunicazione”. Una palestra. Fate conto: uno si è allenato per anni in una difficile palestra di roccia. Quando poi affronta le scalate delle Dolomiti è chiaro che si trova meglio di chi non si è allenato in quella stessa misura.

Ma … bando alle ciance e veniamo ad un po’ di “latinorum” vero, ad alcune sue sintetiche espressioni, all’essenzialità del suo pensiero così come traspare dall’essenzialità del suo linguaggio.

Age quod agis (Plauto): se fai una cosa, falla bene (soprattutto se sei un legislatore, n.d.r.)

  1. Corruptissima republica, plurimae leges (Tacito): quando la repubblica giunge all’estremo della sua corruzione, allora si varano moltissime leggi (e viceversa, n.d.r.).
  2. Legem brevem esse oportet, quo facilius ab imperitiis teneatur (Seneca): ogni legge deve essere breve per essere facilmente comprensibile dai non addetti ai lavori.
  3. Leges bonae ex malis moribus procreantur (Macrobio): le buone leggi nascono dai mali costumi.
  4. Non omne quod licet, honestum est (Cicerone): non tutto ciò che è legale è anche onesto.
  5. Legum servi sumus ut liberi esse possumus (Cicerone): siamo servi delle leggi per potere essere liberi.
  6. Quid faciant leges, ubi sola pecunia regnat? (Petronio): che possono mai fare le leggi là dove regna solo il denaro?
  7. Quod non vetat lex, hoc vetat fieri pudor (Seneca): ciò che non vietano le leggi può vietarlo l’onestà.
  8. Silent leges inter arma (Cicerone): le leggi taccion in tempo di guerra.
  9. Summa lex summa iniuria (Cicerone): per quanto sia perfetta una legge, tuttavia può arrecar danno a taluno.
  10. Nulla lex satis commoda omnibus est (Tito Livio): nessuna legge può andare bene a tutti.

Ecco, per oggi basta. Provate a ricollegare molte situazioni odierne ai principi affermati (o violati) nelle massime qui sopra riportate. Poi ne riparliamo.

Un esempio? Dicono che la pensione di circa 600.000 euro l’anno assegnata all’avvocato dipendente del Comune di Perugia è stata fissata nel rispetto della legge: valutate questo fatto rispetto alle massime di cui ai nn. 4 e 7. Oppure, altro esempio: provate  a valutare le leggi sugli appalti di fronte alla corruzione (n. 4).

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RIPASSIAMO IL CODICE DELLA STRADA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Gennaio, 2015 @ 7:41 am

Detto altrimenti: per non dimenticare ….. (post 1894)

Post 1894, anno 1894. A Oropa (Biella) il giovane Jameson ha il’intuizione della radio che sarà poi inventata l’anno dopo da tale Guglielmo Marconi, il quale, ventenne, a Londra, fonderà la Wireless Telegraph and Signal Company.

Codice della strada? E lasciatemi sfogare un po’, cribbio!

Lo sapevate che un articolo del Codice della strada prevede una sanzione per i pedoni che ingombrino i marciapiedi, fermandosi a chiaccherare in crocicchio? (L. 27.12.2013 n. 147, Titolo V, art. 190, n. 4 – Sanzione amministrativa da €25,00 ad €99,00)

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Divieti di sosta va bene, ma perché non iniziare a sanzionare sulle strade e autostrade anche e soprattutto l’ inosservanza del mantenimento della distanza di sicurezza? Quante volte, soprattutto in autostrada, veniamo “spinti” dall’auto che ci segue! Io non ho la guida lenta, ma talvolta quando sono a 130 kmh, vengo “spinto” da chi arriva a 180 kmh!

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Rotatorie, e qui viene … il bello! Sono ottime ove si conoscano e si applichino le regole per la loro costruzione ed utilizzo.

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Costruzione: si dovrebbe far sì che le strade di accesso alla rotatoria vi si innestino in modo “ortogonale” (fig. 1) e non in modo “tangenziale” (fig. 2). Infatti in tal caso l’automobilista non percepisce immediatamente che sta per impegnare una rotatoria con tutte le sue regole, ovvero con l’obbligo di dare la precedenza a chi si trova già al suo interno.

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Utilizzo: il problema sorge soprattutto quando una rotatoria regola l’incrocio fra due strade di diversa importanza. Infatti le colonne di auto che procedono lungo la strada principale tendono a procedere veloci, senza rispettare fra di loro la distanza di sicurezza, senza percepire l’esistenza e le regole della rotatoria e quindi senza dare la precedenza a chi è entrato nella rotatoria prima di loro. Nella figura, all’auto 9 entrata in rotatoria ben prima delle auro 1, 2, 3 spesso non viene concessa la dovuta precedenza quanto meno proprio da quelle stesse dalle auto 1, 2 e 3.

La regola? Tutte le quattro strade di innesto portano in segnale di dare la precedenza. A chi? Semplicemente a chi ha impegnato la rotonda prima di te, non a chi è più grosso, veloce, potente, pre-potente, incolonnato, proviene da strada principale, etc. etc.!

Buona guida a tutti!

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C’EST L’ARGENT QUI FAIT LA GUERRE ET … LA POLITIQUE AUSSI ed altri racconti

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Gennaio, 2015 @ 7:27 am

Detto altrimenti: da che mondo è mondo … (post 1893)

Post 1893, anno 1893. I Krupp con Diesel realizzano il primo motore “a ciclo diesel” denominato “D”. In Sicilia il Movimento dei Fasci costituisce il Partito Socialista Siciliano. Continua lo scandalo della Banca Romana.

L’ISIS chiede 200 milioni di dollari USA per non sgozzare e decapitare due prigionieri. Se non è guerra per denaro questa …

"Non capisco perchè noi si debba pagare 200 ciò che costa 100"

Non capisco perchè noi si debba pagare 200 ciò che costa 100″

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GILBERTO GOVI, (foto a lato) commedia “Colpi di timone”. Convinto di essere condannato ad una morte imminente a causa di un incidente, inizia a dire pane al pane e vino al vino denunciando apertamente le malefatte altrui. Cos’ facendo, inaspettatamente raccoglie molto consenso all’interno del suo ambiente di lavoro.

OBAMA, libero dalla possibilità di una rielezione, e forte dei risultati economici ottenuti (in termini di politica estera, PIL  di occupazione) dice pane al pane e vino al vino, e cioè che i ricchi devono contribuire maggiormente al miglioramento della condizione del ceto medio e dei poveri. Mi chiedo: se limitassimo molto la possibilità di rielezione dei nostri politici, forse sarebbero indotti maggiormente a fare sul serio il bene del paese anziché il loro personale.

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DESTRA, SINISTRA. Dicono in molti che non sono più concetti ai quali ci si possa riferire … A pensar male …. ed io voglio indovinare: forse chi dice così lo fa perché vuole che il suo cambiare schieramento non possa essere accusato di “banderuolismo” o “scilipotismo” che dir si voglia. Dice … ma qual è il tuo pensiero? Eccolo:

  • Che soprattutto ai piani alti – salvo rare eccezioni – le ideologie di destra e di sinistra siano state sorrette dalla ricerca del potere e del denaro, rispettivamente prevalentemente in capo alle classi più ricche e a quelle più povere;
  • che “destra e sinistra” almeno figurativamente, ci riportano ad una suddivisione “orizzontale”;
  • che oggi la suddivisione ideologica sia più appariscentemente “verticale”: ai piani alti, vista mare, i ricchissimi; a livello strada, il ceto medio; negli interrati, i disoccupati, i sottoccupati, i senza futuro;
  • che occorra aiutare soprattutto chi sta ai piani interrati per elevarli … fino a dove? Ovviamente fino al livello strada. Infatti è improbabile pensare un percorso diretto dall’interrato ai pani alti.

CETO MEDIO. Da qui l’importanza di non distruggere il ceto medio, sia come meta raggiungibile dagli interrati, sia come classe la quale – se non altro grazie alla sua elevata composizione numerica – consuma molto garantendo la produzione.

FS – FERROVIE DELLO STATO. Al che ripristinerei anche le tre classi ferroviarie e tre tipi di treni: prima, seconda e terza classe; treni accelerati, ordinari, rapidi. Già, perché l’attuale strutturazione del sistema ferroviario italiano rispecchia quella della società attuale: treni elegantissimi, sempre più veloci e costosi da un lato; treni per pendolari e linee secondarie sempre più carenti, rari, sporchi, dall’altro. etc.. Secundum non datur.

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Warning, attenzione: per certi aspetti io sono un “kelseniano” e amo seguire il metodo del filosofo del diritto Hans Kelsen: estremizzare al massimo i concetti per verificarli, salvo poi ridimensionare il tutto.

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IN BICICLETTA, ROVISTANDO TRA I RIFIUTI – ECOLOGICAL CYCLING

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2015 @ 10:26 am

Detto altrimenti: pedalando dall’Olanda all’Australia, tappa in Adelaide fra gli sprechi della cosiddetta civiltà     (post 1892)

Post 1892, anno 1892. Lo scandalo della Banca Romana. Autorizzata a stampare moneta, ne aveva stampata “un po’ … riservatamente” per usi personali. Evvabbè … chessaràmmai .. diremmo oggi (2015) …

Leggete il mio post del 7 novembre 2014 . Ero al bicgrill di Nomi (Trento). Incontro alcuni amici in compagnia di un ragazzone, Matthew, che sta pedalando dall’Olanda fino in Australia. Mi danno il suo link per seguirne l’avventura . http://arctic-cycler.com/2014/10/04/day-22-98km-trento-manerba/.

Iscrivendosi al suo blog lo si segue tappa tappa. Arrivato in Turchia mi sono chiesto come avrebbe fatto a superare le zone di guerra. Risposta: in aereo fino in Australia! Pausa invernale. Dopo un po’ si rifà vivo e riprendono le “trasmissioni” via internet. Vi traduco (malamente, ma il senso è corretto) la prima, arrivata proprio oggi, 21 gennaio 2015, dall’indirizzo mail comment-reply@wordpress.com

Inizia

Dumpster Diving in Adelaide (immersione in un mare di rifiuti a caccia di cibo in Adelaide)

Durante la  pausa invernale scriverò alcuni post-non-a-pedali su alcune mie riflessioni ed esperienze. Ricomincerò a pedalare nel prossimo mese di marzo.

“Annusa questo”, mi sussurra Jeremy, mentre scruta attentamente dentro un grosso bidone. Vedo del bianco. “Qualcuno pensa che questo cibo non sia più utilizzabile”. Un mucchio di pane ancora fresco quasi galleggia in mezzo ad un lago di … farina. “Quanto spreco! E nel momento che io me ne servo mi sento quasi un ladro, un fuggitivo”. Ho capito: stiamo “rubando” gli scarti di un supermarket in Adelaide.

Questa attività è definita “dumpster diving”, immersione nei rifiuti, ovvero recuperare cibo dagli scarti dei supermercati. Ne avevo sentito parlare la prima volta a Dubrovnik allorchè un ciclista come me, Clement, mi disse che aveva percorso 3.000 km dalla Francia senza spendere un euro per mangiare. E un altro pedalatore, Florian, ha utilizzato la stessa risorsa nella sua pedalata dalla Germania all’Australia.

Dumpster divingSiamo nel cuore della notte. Nel retro del supermercato. Le bici sono parcheggiate e assicurate. Siamo armati di pile frontali. I nostri sensi sono allertati. Gli impiegati del supermercato sono ancora all’interno? Corriamo rischi? Non è che il camion della spazzatura viene a portarci via il nostro bottino … Jeremy, il nostro “istruttore di dumpster diving” ci fa avvicinare ad un sacco. L’odore che ne esce è indistinto. Ne estraiamo cartoni di latte e di succhi di frutta integri, ancora freddi e non scaduti; pane, focacce e dolci d’ogni sorta, impacchettati ed integri … insomma, più ci “immergiamo”, più recuperiamo.

Penso. Società dei consumi e dello spreco. Per noi questo cibo è gratuito, ma altri hanno lavorato e pagato per produrlo. Avrei preferito comperarlo questo cibo … per mia fortuna io ho abbastanza denaro. Comunque questo spreco non va bene, non è giusto …

 Finisce, ed io concludo

Il problema è mondiale. Una gran parte dell’umanità è obesa. Una grandissima parte dell’Umanità patisce la fame e di fame muore (le lettere minuscole e le maiuscole non sono utilizzate a caso).

 Appendice libraria

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Mi viene in mente un grande navigatore solitario, Bernard Moitessier (fra i suoi numerosi libri suggerisco la lettura di “Tamata e l’alleanza”). Senza soldi fece più volte il giso del mondo a vela, costruendosi le cime dagli spezzoni di cime che recuperava fra i rifiuti, chiedendo ed ottenendo dalle ditte produttrici biscotti per cani,. etc..

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Comunque, la bicicletta è anche tutto questo. In tutt’altro contesto … a proposito di libri … sto leggendo “Breaking News” di Frank Schaetzing (Editricenord). A pagina 140 un brano-bici, sia pure in tutt’altro contesto, ripeto. Eccolo:

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“La bicicletta aiuterà il singolo a far valere i suoi diritti. I pedoni si trascinano con lentezza e tristezza incomprensibili. Una pedalata, e li superiamo. Nulla è per noi troppo vicino o troppo lontano. Questo veicolo diventa così un paradigma intelligente del destino delle idee, della loro sofferenza e del loro magnifico trionfo finale”

 Mica male, vero? Che ne dite?

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VARIE ED EVENTUALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Gennaio, 2015 @ 6:39 pm

Detto altrimenti: Verkaufen Sie nicht die Firma!     (post 1891)

Post 1891, anno 1891. Giolitti (liberale) vuole aprire a Turati (socialista moderato). I Socialisti massimalisti si oppongono. Giolitti apre al centro destra e pone le basi del pre-fascismo.

th[3]Non vi vendete la società! Usualmente, come ultimo punto all’ordine del giorno delle riunioni dei Consigli di Amministrazione di una SpA, vi è il punto “Varie ed eventuali”, per essere comunque legittimati a discutere eventuali problemi minori insorti nel frattempo. Orbene, talvolta può succedere che in questa fase, quando i consiglieri di amministrazione sono stanchi, un po’ distratti, molti di loro stanno già facendo la “cartata” (raccolta delle proprie carte) e alcuni si sono già alzati dalle poltrone,  può succedere – dicevo – che taluno avanzi una proposta rilevante, la quale può anche essere approvata approfittando della distrazione di chi ha fretta di lasciare la sala. Ecco perché un mio ex Direttore Generale (Siemens Milano), lasciando la sala di Consiglio, diceva a noi Direttori: “Verkaufen Sie nicht die Firma”  …ovvero, “Non vi vendete la società” (sottinteso: “Appena io sono uscito”).

Ora possiamo iniziare.

VARIE ED EVENTUALI (di tutto un po’ … di tutto un … blog)

Democrazia: governo della maggioranza del popolo. All’interno di un partito, la minoranza che deve/può fare? Accettare la decisione presa a maggioranza? Continuare a opporsi con manifestazioni solo interne al partito? Esprimere la propria opposizione anche all’esterno del partito? Dare le dimissioni dal partito?

th0S3DR88UIl Presidente Emerito della Repubblica, Senatore Giorgio Napolitano entra a far parte del gruppo senatoriale “delle Autonomie”. Come Trentino (sia pure acquisito da 25 anni) mi fa piacere. Come Italiano, ne apprezzo ancora una volta  l’equilibrio.

Lo stesso Presidente va dal barbiere del suo rione, fra la gente e non nella barberia del Parlamento. Lo stesso dovrebbero fare tutti i politici e i parlamentari già quando sono in carica, a meno che la berberia del Parlamento pratichi gli stessi prezzi delle barberie esterne. (Parlamento, parlamentari: maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso).

Il Franco Svizzero si è rivalutato sull’Euro. il Rublo sui è svalutato già da solo. L’economia targata CH è un po’ in crisi ma vabbè … c’è chi da tanto tempo sta molto peggio …

Oxfan una associazione di 17 ONG, ha calcolato che l’1% del mondo possiede una ricchezza maggiore del rimanente 99%.

Il Papa: “Procreate responsabilmente, direi che tre figli è l’ideale per una famiglia”. Oltre si rischia di entrare nel mondo di Fratel Coniglietto.

3%? Punibile solo chi evade oltre il 3% del proprio reddito? Ma quando mai !? Per escludere la punibilità dei piccoli errori fiscali, basta stabilire una soglia-franchigia minima, senza andare a vedere quale sia il reddito di ognuno. O no?

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EDIPO A COLONO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Gennaio, 2015 @ 3:54 pm

Detto altrimenti: Carneade, Chi era costui?   (post 1890)

Post 1890, anno 1890: Codice Penale Zanardelli, ma … più potere ai militari, quasi un pre-fascismo. Festa del Primo Maggio: la prima volta.

La nostra Prof Maria Lia Guardini nella biblioteca Civica di Trento: prosegue il commento alla lettura dei classici (prossimo appuntamento, 9 febbraio ad ore 10,00: prepararsi sulla Medea di Euripide e di Seneca).

 

Don Lisander

Don Lisander

Per chi ha letto quel romanzetto ove si tratta di Promessi Sposi … a chi piace a chi no, il Manzoni. A me si anche se è paternalistico verso i poveri, la provvida sventura, il dolore che purifica etc. Oggi Don Lisander potrebbe forse essere di CL! A me piace non certo per questo aspetto, che gli contesto, ma per il Manzoni pittore della natura e dei sentimenti, il Manzoni sarcasticamente critico della politica del più forte, delle leggi così complicate che se hai un buon avvocato le puoi rigirare come vuoi, il Manzoni alla “je suis Charlie” contro il potere, il Manzoni che fa parlare in dialetto toscano i contadini baggiani (briazoli): “Oh, in quanto a questo! – disse l’oste: … Dunque leva tutti quest’imbrogli, e porta in vece un altro fiasco; perché questo è fesso …”.

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Dunque, qualche capitolo prima, Don Abbondio si domandava chi fosse quel tal Carneade. E qui, alla mia lettura, chi non ha fatto studi classici si potrà ben chiedere chi fosse Sofocle, l’autore della tragedia Edipo a Colono. Edipo, complesso di Edipo, “Edipo Re”, “Edipo a Colono” … via, trovate tutto in internet, quindi lo dò (ma si scrive poi con l’accento?) per scontato …

th5IPCO1YQPrima di Sofocle, Eschilo ha dato la via al teatro, introducendo sulla scena il dialogo fra due persone. Così facendo ha interrotto l’evoluzione della lirica corale verso il melodramma: Teatro batte Melodramma uno a zero. Eschilo ha piena fiducia negli Dei e nella crescita della Polis, dello Stato, del suo PIL e della sua politica (la politica all’epoca era solo politica di guerra).

Sofocle: v. dopo.

Euripide: più concentrato sull’uomo sulla sua ragione, sulla sua personalità. Inizia con ottimismo, ma il suo ottimismo finisce poi nello sconforto totale: si sale in alto per poi cadere dall’alto. L’idea della democrazia è meravigliosa: peccato che resti solo un’idea (così anche Tucidide)

Aristofane, ne “Le rane”: gara poetica fra Eschilo e Euripide. Aristofane fa dire a Sofocle: “Io non gareggio, faccio il tifo per Eschilo ma scendo in gara solo se vedo che rischia di vincere Euripide”.

Tutti questi signori sono vecchi. Anche la democrazia di Atene è vecchia. Lo è anche se Atene è il luogo dell’accoglienza degli esuli, degli immigrati (Colono – dove è nato Sofocle – è un sobborgo di Atene): lo si vede nella lode che il coro fa della bellezza di Atene lode che pure contiene i semi della tristezza, della fine (anche nel discorso del coro sulla vecchiaia). Infatti è la descrizione dell’Atene dell’infanzia, modificata dai segni della vecchiaia. i “narcisi” narchè, narcosi, morte.

Il coro in Sofocle esprime il pensiero dell’autore. Anche in questo Sofocle ha innovato. non più il pensiero della gente, del pubblico, ma il suo. Altre innovazioni sofoclee:

  • il coro aumenta da 12 a 15 componenti fra i quali il “capo” (coreuta) diventa attore egli stesso. Con il che …
  • … Sofocle aumenta il numero deli attori da due (proto-agonista e deutero-agonista) a tre (trit-agonista) …
  • … introduce elementi scenici.

thFZPHLNWLSofocle “si muove verso” Eschilo me se ne differenzia: entrambi si rifanno agli Dei, ma Eschilo ha una visone positiva, Sofocle no: per Sofocle gli Dei sono i responsabili del male del mondo. Edipo ha una sola colpa, quella di essersi punito per una colpa non sua, bensì degli Dei. Tuttavia in Sofocle manca una denuncia contro di essi, manca una professione di ateismo, bensì c’è una ostinata rassegnazione alla fede, una completa accettazione dell’essere, del vivere.

Sofocle “crea” il prototipo dell’eroe tragico che si differenzia da quello di Euripide, che è più umano, psicologicamente più credibile.

L’Edipo a Colono è una tragedia. E se poco prima della fine edipo “scompare” accolto fra gli Dei? In un bosco sacro? In un limbo di pace? … subito dopo, alla fine, le sue due figlie-sorelle dicono: “Abbiamo nostalgia anche della soffrire, non abbiamo più nemmeno la sofferenza”. Se non è una chiusura tragica questa …

 Letta oggi la tragedia ha in se’ elementi di modernità

  • Le donne spesso sono migliori degli uomini;
  • è consuetudine (perversa) rapire le donne ed esercitare il ricatto;
  • la democrazia non “realmente vissuta e praticata”, invecchia.
  • ciò che non è mai messo in dubbio è l’accoglienza dell’ “altro” e la fede alla parola data. Considerazioni queste che, a mio avviso, sono l’elemento di luce che squarcia le tenebre della tragedia.

 

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LIBERTA’ DI STAMPA E LIBERTA’ DAL BISOGNO, DALLA FAME, DALLE MALATTIE, DALLE GUERRE, ETC.

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Gennaio, 2015 @ 2:56 pm

Detto altrimenti: reazioni diverse alla loro violazione      (post 1889)

Post 1889, anno 1889. A Parigi s’inaugura la Torre Eiffel, a Firenze la prima linea tranviaria d’Italia.

A Parigi. Terrorismo. Attentati. Contro la libertà di stampa. Reazione internazionale contro la violazione del diritto alla libertà di stampa. Io ho scritto: “Je suis Charlie”.  Ora scrivo, “Je suis Charlie e” : sono Charlie nel senso che a nessuno deve essere consentito “farsi giustizia” da solo, tanto meno a mitragliate. Quanto alla libertà di stampa, scrivo: ok, ma “libertà” non vuol dire “faccio ciò che voglio”, ma “posso scegliere fra diverse possibilità di azione”. E fra queste possibilità potrebbe benissimo essere esclusa quella di insultare la religione altrui. L’apposizione di un tale confine (a bella posta non lo definisco limite) nulla toglie alla “condanna del terrorismo” e alla “affermazione della libertà di stampa”.

In Europa, nel mondo, E’ violata la “libertà dal bisogno, dalla fame, dalle malattie, dalle guerre, etc.” di miliardi di persone. Come sarebbe bello vedere sfilare le folle dei cittadini e dei governanti anche contro queste violazioni!

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TRENTO FUORI E DENTRO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Gennaio, 2015 @ 6:21 am

Detto altrimenti: mattina e pomeriggio (di ieri)     (post 1888)

Post 1888, anno 1888. “Legge elezioni comunali”: sono elettori i maschi over 21 che sappiano leggere e scrivere e paghino almeno 5 lire l’anno di tasse.

altAmjBqRAeQnzvRcQjCajyzwAEqgYCHQD6DAlMCBqL_3eoTrento “fuori”, anzi …”sopra”! In Paganella! Ve l’avevo detto che la neve stava arrivando! In Paganella, a quota 2100, mezzi metro! Trento, sciare a km … no, non zero, ma quasi. In città come Roma, Milano, uno si concede una partita a tennis. Infatti gli ci vuole una mattinata fra l’andare, giocare e rientrare. Noi qui a Trento in una mattinata arriviamo a concederci tre ore di sci! Dicevo, non proprio a km zero, perché da casa alla partenza degli impianti della Paganella ci sono circa 35 km (a quelli del Bondone 25!). Ma se si riattivasse la seggovia Zambana Vecchia-Fai, ce la caveremmo con 20 km (tutti di pianura!). Dopo tanta carenza di neve, ero così felice che ho abbracciato un abete!

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Mirna, di spalle rubiconde, mani con dieci dita aperte, parla a Nadia, nerovestita prima della dama in bianco …

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Pomeriggio “dentro”. dentro il Cafè de la Paix  per l’evento della presentazione del libro “Io tinta di aria” di Nadia Ioriatti, all’interno del gruppo Librincontri organizzato e gestito dalla grande lettrice blogger Mirna Moretti (v. il blog di Mirna e i suoi due sull’argomento).

Questa mattina, “dentro” la Biblioteca Comunale di Trento alla serie di “letture” dei classici sotto la guida della Prof Maria Lia Guardini. Ci cimenteremo con “Edipo a Colono” di Sofocle.

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Che volete … vita da pensionati, niente di più … e poi dicono che a Trento la qualità della vita è fra le migliori d’Italia …. (ed hanno ragione!)

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IL GIORNALE DEL GIORNO DOPO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Gennaio, 2015 @ 3:54 pm

Detto altrimenti: può succedere di vivere in anticipo una notizia o un evento che poi trovate nel giornale del giorno dopo …   (post 1887)

Post 1887, anno 1887: Mazim inventa la mitragliatrice,  Nobel la dinamite.

th[9]Ieri, alle ore 08,04 del mattino, al punto n. 19 dell’elenco contenuto in quel post scrivevo che le aliquote fiscali usualmente si fermano (iniquamente, n.d.r.) al livello di circa 200.000 euro di reddito e non si occupano delle fasce superiori … molto superiori. Questa mattina dalla stampa si apprende che il Presidente Obama si appresta ad elevare la tassazione delle fasce di reddito superiori a dollari USA 500.000 (circa 450.000 euro) dal 23% al 28%; tassare i trust tramite i quali viene evasa l’imposta di successione; a tassare maggiormente banche e finanziarie di grandi dimensioni per tassare le operazioni finanziarie (nel frattempo il PIL USA cresce del +5% e la disoccupazione è scesa dal 10 al 5%).

Nel frattempo? Nel frattempo qui in Italia succede che un tale propone una tassazione al 20% per tutti! Ma dove mai li prenderebbe tutti ‘sti soldi per finanziare questo sgravio? Controcorrente. Ecco, Italia controcorrente. Ma, dico io, se facciamo fatica a galleggiare appena appena, come possiamo pensare di navigare contro corrente?

thUDNLYHP1Italia. Si apprende che le prime dieci famiglie di ricconi possiedono un capitale pari a quello di 20 milioni di Italiani e che prima della crisi il patrimonio di questi dieci Paperon de’ Paperoni era pari a quello di soli dieci milioni di Italiani. Ovvero, con la crisi è tornato Lascia o raddoppia: infatti c’è chi “lascia” (ovvero, “perde” il lavoro e/o la pensione) e chi raddoppia (il proprio patrimonio). Di positivo vi è che la composizione odierna di questa squadra “a dieci” è formata soprattutto da imprenditori veri e non più da imprenditori della finanza (ovvero “finti”). Almeno questo …

Ora io mi permetto di osservare che fra quei 20 … anzi no, fra quei 60 milioni (– 10 Paperoni) di Italiani, vi è una moltitudine di soggetti con redditi dai 450.000 euro in su. Allora, perchè non copiamo dagli USA anche il modo di tassare maggiormente questa grossa fascia di reddito, e non solo la moda dei blue jeans e della Coca Cola? Nessuno dei grandi manager e burocrati pubblici potrebbe avere di che lamentarsi perché tanto è stabilito che nessuno di loro può incassare (ohibò … stavo per scrivere “guadagnare”!) più di quanto guadagna il Capo delle Stato, che è molto meno! E allora, di che si dovrebbero preoccupare?

... e mo' che faccio?

… e mo’ che faccio?

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Il giornale del giorno dopo, questa volta quello di domani. Ieri abbiamo appreso che tale Sig. Scaroni, ex numero uno dell’ENI, avrebbe detto (come risulta da una intercettazione) all’allora ministro Passera, che “probabilmente quei 198 milioni di euro erano una tangente pagata all’estero”. Ora mi chiedo: il ministro si è lasciato dire queste cosucce senza fiatare? E la tangente, da dove e come “esce”? In nero, ovviamente, ma prima deve essere entrata in nero … Come?

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Mi si dice: si sa che o si fa così o all’estero non si opera. Va bene, ho capito. Ma allora creiamo un fondo in bianco (ufficiale) per pagare somme a soggetti che restano anonimi. Dice … non si può fare … Dico, ma allora le nostre leggi sono lì per finta, un po’ valgono … un po’ no. Dice: Bisogna capire … sono cose di questo mondo … non bisogna essere fiscali … Dico: Ah, vabbè … ho capito … scusate …. non lo faccio più. Speriamo che il giornale del giorno dopo (di domani) non insista a rispolverare questa storia spiacevole anche perchè …

… anche perché in Russia è vietato anche ciò che è permesso. Negli Usa e in Francia è permesso ciò che non è vietato. In Germania e in Svizzera vi sono elenchi precisi di cose vietate e di altre permesse. In Italia è permesso anche ciò che è vietato.

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RELIGIONE, MORALE, POLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Gennaio, 2015 @ 5:23 pm

Detto altrimenti: poche righe in cerca di chiarezza   (post 1886)

Post 1886, anno 1886: 11 febbraio (11 febbraio? No, non quello dei Patti lateranensi!): si vota una legge ipocrita a “difesa” dei minori: è vietato utilizzarli al di sotto dei 9-12 anni nelle fabbriche e nelle miniere, MA NON in agricoltura e nei lavori domestici, che poi erano i settori nei quali erano i bambini erano maggiormente occupati.

Recentemente un lettore ha scritto che io mescolerei religione e politica. Scusandomi se ho dato questa impressione, chiarisco il mio punto di vista.

Religione: per il cristiano (io cerco di essere tale)  Religione è “Creazione e Resurrezione”: the rest are details. Questa Religione, poi, non “è” morale, ma “ha” (adottato) una morale: infatti ricordo che il principio “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te e fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te” era scolpito nella roccia del Codice Hammurabi, 2200 anni prima di Cristo.

Morale: vedi sopra (ovvero: è un valore innanzi tutto laico).

Politica: intesa non come politica, bensì come “Politica” con la “P” maiuscola, ovvero come  “interesse, capacità, volontà, impegno ad occuparsi della Polis in allora Città Stato, oggi, lo Stato” A mio sommesso avviso oggi la Politica dovrebbe rifarsi a valori morali (laici) che poi sono quelli propugnati dalla dottrina sociale di Papa Francesco, senza per questo che una persona come me, che ritiene che quei valori e non altri siano gli unici per “raddrizzare” l’andamento dell’umanità, possa essere accusato di confessionalismo.

Infatti, fenomeni come la politica coloniale, il comunismo, il liberismo, la globalizzazione, la massimizzazione del profitto economico “a prescindere”, lo sperpero delle risorse naturali, le enormi disuguaglianze sociali, il razzismo, l’imperialismo, l’assolutismo, la corsa agli armamenti, la schiavizzazione di interi popoli, la negazione della persona umana, l’intolleranza religiosa, etc. hanno tutti mostrato i loro limiti e gli effetti perversi che hanno prodotto e stanno producendo anche a danno dei loro stessi propugnatori. Occorre quindi cambiare il “modello di mondo”: se poi un modello di mondo (migliore) mi è indicato da un signore che fra l’altro fa anche il Papa, a me va benissimo.

P.S.: in questo stesso senso vanno interpretati i miei frequenti riferimenti a molti uomini di chiesa, quali Don Lorenzo Milani, Don Lorenzo Guetti, Don Luigi Ciotti, San Tommaso Moro, Don Marcello Farina (dal quale ultimo ho imparato – fra le tante altre cose –  il vero significato di “Bene Comune”).

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