CARO JUNKER TI SCRIVO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Dicembre, 2014 @ 8:33 pm

Detto altrimenti: eh, no, cari amici, non ce la faccio a stare zitto … (post 1815)

Ma quei soldi ... li portavano in Lussemburgo a mia insaputa, li portavano ...

Ma quei soldi … li portavano in Lussemburgo a mia insaputa, li portavano …

I nostri mali? Corruzione associata ad evasione fiscale associata ai paradisi fiscali associati al Lussemburgo di Junker. E allora, da che pulpito viene la predica? Oggi di fronte al suo ultimatum dato a Francia ed Italia (” Italia, Francia, vi aspetto a marzo: a primavera s’apre la partita …” . Ma, dico io, quando e da chi ho già sentito questo ritornello?), sono emersi elenchi di SpA nostrane che hanno “beneficiato” del “diverso” sistema fiscale lussemburghese … ovvero, beneficiato dell’azione di chi teneva aperto il sacco nel quale taluno stipava i denari sottratti al nostro fisco, e che ora ci fa la predica? Ma via, Junker Zappata … via … te la dico in dialetto toscano: gnamo, tira via, falla finita che ‘sta mattina ‘un è serata! Un  lo vedi c’hai bell’e rotto …. diciamo … le scatole?

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(Mi alzo … interrompo la scrittura … vado in sala: RAI 5 trasmette una lectio magistralis di Riccardo Muti su l’ “Attila” di Verdi, l’Attila nordico, fermato da Papa Leone e dalla visione dei due giganti (di Raffaello), San Pietro e San Paolo: “Questo dei numi è il suol!” Arretra,  arretra anche tu Junker!)

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La parola alla difesa: imputato Junker, si discolpi! Junker: “Obiezione, Vostro Onore: io, che volete … l’avete visto anche voi, queste argomentazioni … le hanno tirate fuori quando mi sono insediato e ora che sto facendo il duro …, sono semplicemente strumentali”.

Il “Vostro Onore”: “Imputato Junker, obiezione respinta: Infatti sarebbe come affermare che l’azione dei Carabinieri che arrestano un ladro è biasimevole perchè è strumentale”.

Evasione fiscale, la grande evasione fiscale perdura … poi facciamo i concordati … invece di 100 dammene 20, della serie “meglio pochi e subito”. E la gente si ribella. … dice … si butta nell’antipolitica …

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Se per antipolitica si intende impedire il normale esercizio dell'azione parlamentare, allora l'antipolitica è un reato

Se l’antipolitica arriva ad  impedire il normale esercizio dell’azione parlamentare, allora l’antipolitica è un reato

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Il Presidente Napolitano denuncia la pericolosità e l’illegalità dell’antipolitica. Concordo con quel Galantuomo, sia chiaro!  Se non altro perché la Politica è sintesi democratica delle idee. Altrimenti così come noi “taliani” siamo 60.000.000 di Commissari Tecnici della Nazionale di calcio, ugualmente ci auto-inquadreremmo  in altrettanti 60.000.000 di gruppi politici formati, ognuno, da una sola persona, della serie “tot capita tot sententiae”.

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Tuttavia oggi mi è capitata una cosa anzi due.

  • th[6]Mio figlio, a Bologna, alla guida della mia auto, ha preso una multa – pagata entro 5 gg. solo €71,94 – perché lui (residente a Bologna) è entrato in una ZTL alle 19,58 quando l’accesso alle auto dei non residenti (la mia) sarebbe stato consentito dalle ore 20,00. Capirete che considerando che non tutti hanno orologi Rolex sintonizzati via radio sull’ora ufficiale della PLB-Polizia Locale Bolognese, il sistema di rilevamento tramite fotocamere e fotocellule avrebbe potuto essere tarato in modo da consentire una certa tolleranza, chessò, di cinque minuti. Ma a parte l’aspetto tecnico osservo come siamo bravi a perseguire in tempo reale e al minuto secondo queste “grandi” infrazioni, ma poi ci scappano i milioni di Mafia Roma, del Mose, dell’Expo etc. . Evvabbè … potremmo sempre chiedere aiuto ai vigili urbani di Bologna … non vi pare?
  • thBJ632CPHOggi ho visitato tre santuari: la mia Banca, la sede Acli mia “commercialista”, l’Agenzia delle Entrate: infatti in banca risultata non pagata la penultima rata (circa 90 euro)  di un piano di pagamenti di una imposta a mio carico. Allarme rosso! Come mai la banca aveva pagata la terzultima e l’ultima rata e non la penultima? Ecchè, mica voglio vedermi arrivare e casa una “cartella” di valore doppio! Alla fine il mistero è stato svelato in pochi secondi dalla stessa Agenzia delle Entrate (sportello 3,  impiegato pugliese, gentile ed efficace, che ringrazio) (1) : la banca aveva pagato due volte una rata precedente, quindi in totale io avevo già pagato tutte le sei rate anche se avevo saltato la penultima.

Ora mi domando: così come si “amministrano” con precisione e rigore le due fattispecie sopra elencate, perché non si “amministra” con altrettanta precisione la gestione di milioni e milioni di denaro pubblico e invece si cerca di chiudere le stalle quando i buoi sono già scappati? Una proposta: istituiamo l’Agenzia delle Uscite e facciamola organizzare e gestire dallo stesso sistema computerizzato che regola quella delle Entrate! Gli impiegati? Intanto assumiamo quello che mi ha risolto il problema ‘sta mattina. Poi vedremo …

th8F18STTVAltrimenti vien da chiedersi : cui prodest? Cui bono? A chi giova? A vantaggio di chi? Dicevano gli antichi Romani! A vantaggio nostro, dicono alcuni Romani moderni (solo alcuni, per carità, non generalizziamo!) che dico? Moderni?  Moderni no …. attuali … anzi no, nemmeno attuali  … diciamo “di oggi” … ecco, sì, Romani di oggi, così va meglio (infatti i termini “moderni” e “attuali” hanno una naturale connotazione troppo positiva e ‘sti “signori” di positivo propio nun c’hanno nulla!).

Et e hoc satis, per oggi.

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(1) l’impiegato aveva un accento toscano ma è pugliese. Allora gli ho suggerito di ascoltare la canzone di Arbore “Se tu sei con me” …. sui Pugliesi, reperibile anche in internet.

 

 

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EDIPO RE, QUELLO DI SENECA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Dicembre, 2014 @ 4:02 pm

Detto altrimenti: la stessa tragedia due autori, due diverse visioni   (post 1814)

Biblioteca Comunale di Trento. Gruppo di lettura dei classici “di” Maria Lia Guardini, la nostra Prof. Il 25 novembre scorso  avevamo visto quello di Sofocle (cfr. ivi).

Edipo si crede figlio di un re e di una regina (Corinto) . L’oracolo gli predice che avrebbe ucciso il padre e sposato la madre,. lui va in altra città (Tebe) , uccide un tizio (re) per una questione di precedenza stradale (sic) e ne sposa la vedova (che risulterà essere sua madre che lo aveva affidato infante a certe persone, per liberarsene), diventa re Gli dei mandano la pestilenza su Tebe. L’oracolo dice che per fermare la pestilenza occorre punire chi uccise il vecchio re. Viene fuori tutta la verità. Edipo per punirsi si acceca. la madre-moglie si uccide.

Qualcuno potrebbe dire: si tratta di un post “erudito, riservato a pochi”. E invece no. No se facciamo un duplice sforzo: quello di immergerci del periodo storico (per conoscere meglio la Storia (e poichè historia magistra vitae … hai visto mai che prima o poi noi alunni s’impari qualcosa di buono!) e quello di vedere se non sia possibile attualizzate quelle situazioni, ovviamente “mutatis mutandis”.

L’angolazione dell’approccio può essere molteplice: storica, psicologica (le più rilevanti); letteraria, teatrale, morale, religiosa, per citarne alcune delle altre.

Dice .. la Storia? Ma è una tragedia, un parto della fantasia! Dico, si, è vero, ma chi l’ha scritta è un personaggio storio che è vissuto un periodo storico. E Seneca sotto sotto ha la pretesa di educare nientepopodimeno che … Nerone! Infatti nel periodo dell’età imperiale (Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone) veniva avvertito molto forte il problema della libertà e il ruolo di governo del “principe ideale” in contrapposizione al “principe tiranno”.  Ed Edipo, tiranno un po’ lo è, quando ad esempio ordina a taluno di parlare “o vuoi che ti ci costringa con la tortura?” E a chi gli risponde che il “diritto a tacere” è la richiesta minima che si possa fare ad un re, replica “Per un re e per un regno spesso la libertà di tacere è più pericolosa della parola, quindi parla!”.

Psicologicamente. I personaggi di Seneca sono tutti caratterizzati psicologicamente, un vero campionario. Essi passano dall’inconscio al conscio. In Sofocle passavano dallo sconosciuto al conosciuto.

Letterariamente. Forme e vocaboli ricercati, frasi brevi, conclusioni sintetiche ad effetto. destinato alla lettura per un pubblico dotto. Poco rappresentabile a teatro. Quanto alla descrizione della peste, sembra quella manzoniana (ovvero: viceversa!). Viene poi in mente Lucrezio, là dove si descrive la natura. E infine Shakespeare, to be or not to be … vivere o morire, resistere o farla finita ….

Teatro. In Seneca il coro ha una funzione quasi lirica, è una voce molto erudita, fuori capo per “far passare” elementi filosofici e morali sui quali meditare: Si differenzia dal coro di Sofocle che è “drammatico”, ovvero partecipa all’azione e agisce sulla base del comune sentire. Il prologo poi anticipa il tema dominante dell’ “angoscia”, diversamente dal prologo greco che invece prepara la vicenda. In scena: Edipo esce di scena quasi sempre da solo. Nella “sceneggiatura” vi è alcune volte quasi gusto dell’orrido (Seneca, Dario Argento ante litteram) nella descrizione di sacrifici mal riuscii; dell’auto accecamento; del karakiri della regina. La sceneggiatura è divisa in cinque parti, come sarà fino alla commedia dell’arte.

Morale. Tragedia ethocentrica, concentrata sugli aspetti morali, sintesi dell’etica stoica: vivi, resisti combatti ma se proprio vedi che non ce la fai, puoi sempre suicidarti.

Religione. Dio è il logos. Per i latini è la logica. Per i Greci il logos dell’uomo libera l’uomo dal male. Per i cristiani il logos è il salvifico atto divino di grazia.

Ma la ciliegina sulla torta la nostra Prof l’ha messa fine, quando chi ha spiegato come il Signor Bertolt Brecht vede la differenza fra Seneca ed Euripide, ovvero fra la dorma “drammatica” e la forma “epica” del teatro. Prima di elencare le differenze, mi permetto di esporre una mia personale breve considerazione: proviamo a porre noi stessi di fronte agli avvenimenti della nostra vita: li viviamo in forma drammatica o in forma epica? La differenza non è da poco. Infatti la “narrazione” che gli altri o noi stessi facciamo ad altri o a noi stessi dei fatti della vita può articolarsi diversamente:

Forma drammatica del teatro (e della vita)

(Seneca)

Forma epica del teatro (e della vita) (Euripide, Sofocle)

Azione Riflessione
Si è coinvolti nell’azione scenica e si esaurisce la propria azione Si è spettatori stimolati
Emergono sentimenti Emergono decisioni
Emergono emozioni Emergono nozioni
Si è immessi in un’azione Si è posti di fronte ad un’azione
Emergono suggestioni Emergono argomenti
Si conservano le sensazioni Le sensazioni diventano consapevolezza
L’uomo è noto, conosciuto L’uomo è oggetto d’indagine
L’uomo è immutabile L’uomo si cambia e modifica la realtà esterna
Tensione riguardo all’esito finale Tensione riguardo all’andamento
Le scene sono interconnesse Ogni scena è autonoma
Corso lineare degli accadimenti Contra
Natura non facit saltus Contra
Il mondo com’è Il mondo come diviene
Ciò che l’uomo deve fare Ciò che l’uomo non può non fare
Gli impulsi dell’uomo I motivi dell’uomo
Il pensiero determina l’esistenza Contra

 

E ognuno di noi, dove si colloca?

Prossimo appuntamento: 13 gennaio 2015, Edipo a Colono. Seguirà: dalla Medea di Euripide alla Medea di Seneca.

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RODODACTILOS EOS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Dicembre, 2014 @ 7:59 am

Detto altrimenti: l’Aurora dalle dita rosa   (post 1813)

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Spesso i miei articoli sono lunghi. Forse troppo. E allora, eccone un molto breve per abbassare la media: questa mattina dalla finestra del mio studiolo, a Trento, una foto.

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CONCERTO DELL’IMMACOLATA AD ARCO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Dicembre, 2014 @ 11:27 pm

Detto altrimenti: la Camerata Musicale di Arco, il Maestro Direttore Giorgio Ulivieri … (post 1812)

Arco di Trento … Chiesa Collegiata … l’8 dicembre di ogni anno … subito dopo la S. Messa … il concerto dell’Immacolata inaugura la stagione.

14 marzo 2012. (4)

Ruggero Polito

La camerata Musicale di Arco, fondata nel 1992-1993 dal M.° Giorgio Ulivieri, pensionato dopo ben 30 anni di “violino alla Haydn” raduna musicisti di provate capacità, oltre ad ospitare musicisti famosi. Noi, da Riva del Garda, ci andiamo sempre, perché Giorgio, il M° Giorgio Ulivieri è un caro amico ed anche perché nella Camerata suonava il nostro amatissimo e compianto Ruggero Polito che per quasi 50 anni aveva presieduto l’ Associazione Amici della Musica (chiamandomi a fargli da tesoriere): oggi è stato il primo “8 dicembre” dopo la sua scomparsa (18 marzo 2014), e il Presidente della Camerata, l’amico Michele Liboni, lo ha voluto ricordare. Presente fra il pubblico la moglie signora Maria Grazia.

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WP_20141208_012Ma veniamo al concerto, anzi, al concertone! Infatti l’organico dei musicisti è stato molto ricco. Violini: Renzo Michelini, Rossana Caldini, Stefano Bonora, Paolo Segatta, Chiara Morstabilini, Joerg Schwalm, Astrid S. Harland, Stefano Faustini, Michael I. Girardi, Marco Tanesini, Giulio Robol – Viole:  Paolo Turri, Chizuro Deguchi, Luca Giordani – Violoncelli:  Silvano Zanoni, Giovanna Trentini – Contrabbasso: Rodolfo Merizzi, – Oboe, Daria Morandi – Organo,  Giuseppina Parisi …

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Morandi, Molinari, Pichler

… i quali tutti non me ne vorranno se cito a parte i solisti: alla tromba Omar Morandi; voce soprano Elisa Pichler, voce contralto Cecilia Molinari.

Inoltre, il Coro Polifonico “Laboratorio Musicale” di Ravina, guidato dal direttore Maurizio Postai.

Questo ricco ensemble ha eseguito, sotto la magistrale direzione di Giorgio Ulivieri, arie e brani di J. S. Bach (“Aria sulla quarta corda” e brani dalla “Passione secondo Matteo”); di G. P. Telemann (Sonata da concerto in Re magg. per tromba e orchestra d’archi) e di A. Vivaldi (“Gloria”). La Chiesa era piena. L’esecuzione ottima, seguita da un bis dal Gloria di Vivaldi.

Da Riva del Garda molte persone,  amici che spesso vedo anche ai “nostri” concerti della citata Associazione, presieduta ora dal prof. Franco Ballardini. Personalmente ho molto apprezzato il primo violino, il rivano Renzo Michelini, violino nella Haydn, amico (e velista gardesano come me) ed i solisti: la tromba di Omar Morandi e le splendide voci delle due cantanti Cecilia Molinari ed Elisa Pichler.

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Un rarissimo ensemble: Ulivieri, Polito

Un rarissimo ensemble: Ulivieri, Liboni, Polito

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Questo mio post non vuole né può essere di critica musicale, giacchè io non sono un musicologo ma solo un musicofilo. Lo scrivo per  altri motivi: per sottolineare quanto si riesca a “creare” (Bravo, M° Ulivieri!) e quanto di bello ci sia offerto nella “Busa” del Garda, “anche” sotto il profilo dell’offerta musicale. Inoltre, questo  è il modo migliore  ( ed anche l’unico!) che ho per dire “grazie” al Maestro Direttore Ulivieri, al Direttore Postai e a  tutti i musicisti, sottolineando la loro prestazione alle migliaia delle mie lettrici e dei miei lettori.

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Arco poi … mostra sempre una sensibilità particolare a questo genere di iniziative … noi stessi della citata Associazione rivana portiamo qui alcuni nostri concerti: l’ultimo è stato a novembre, a Palazzo Panni, con la violinista russa Elizaveta Ivanova, vincitrice del concorso internazionale di Verona di due anni fa, la quale l’anno scorso  aveva suonato a Riva del Garda.

Mi congedo da questo “post arcense” riproponendo a tutti una … anzi, “la” mia poesia scritta per questa bella città:

Arco

Das Reich

hat seinen Bogen gespannt

um Blitze aus Stein

zu schleudern

in die nassen Flanken

der Sarca.

Rocca arcoGhibellinisch

die Burg

beherrscht die Geschichte.

Felsueberhaengende Kraefte

zeichen den Himmel

den die siehst

von fernen See

und vermaehlen sich

in der Kathedrale aus Stein

mit den tanzenden afrikanischen Palmen.

Ovvero ….

L’impero

ha teso il suo arco

a scagliare

saette di pietra

nei fianchi bagnati

del Sarca.

Ghibellino

il castello

troneggia la storia.

Strapiombi di forze

modellano il cielo

che vedi

dal lago lontano

e sposano

in duomo di pietra

le palme africane danzanti.

E … i Rivani non se ne abbiano a male: ho scritto in tedesco (in tedesco? Io speriamo che me la cavo …) una poesia anche per Riva del Garda (ed una per Torbole). Ma questa è un’altra storia.

Buona Musica a tutti!

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EPPUR SI MUOVE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Dicembre, 2014 @ 2:23 pm

Detto altrimenti: visto che non nevica, fra un post e l’altro …  (post 1811)

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Where the eagles dare …

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Ebbene sì, amiche e amici, questa stagione più biciclistica che sciistica … si pedala con gli occhi al cielo per vedere di nascosto che tempo che fa … Questa mattina, fra la tornata di post mattinieri e quella dei pomeridiani, ho fatto una pedalatina di una quarantina di km, da Riva del Garda alla centrale Fies, alla base dello strappo al 20%, e ritorno. Cosa? Sono un pigrone? Non avrei affrontato quella salitaccia perché ero con la bici da corsa e non con il più demoltiplicato rampichino? Perché era una settimana che ero fermo? Ma cosa dite mai … il fatto è che sapevo a che ora Maria Teresa buttava la pasta e non volevo trovarla scotta … tutto qui … lo giuro!

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Un bel dì vedremo … un fil di neve!

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Le foto? una alla base della salita incriminta. Una sulla via del ritorno, scattatami da una gentile signora di passaggio: sullo sfondo, in alto, si scorge quella miseria di neve che c’è sulla Cima Paganella.

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LA CORRUZIONE SCOPERTA: PUNTA DI UN ICEBERG ANZI DUE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Dicembre, 2014 @ 2:07 pm

Detto altrimenti: punta di un iceberg? No … di due!   (post 1810)

thONURAGFCMi spiego. La “corruzione scoperta” probabilmente non è “tutta”. Infatti quella “scoperta” può essere la punta di un iceberg (il primo) molto più grande. Tuttavia esiste  un secondo iceberg da “pesare”, molto più grande ancora del primo. Facciamo un esempio numerico:

  • si scopre corruzione (mazzette) per 20.000 (a)
  • Probabilmente il volume dell’ “iceberg mazzette totali, comprese quelle non scoperte” è quanto meno di 10 volte maggiore, quindi pari a 200.000 (b, primo iceberg)
  • Chi corrompe per 200.000 lo fa perchè ha un guadagno illecito dieci volte maggiore, pari a 2.000.000 (c ).
  • Quindi il costo della corruzione per lo Stato non è solo a), non è nemmeno b) bensì è pari a (c) ovvero a 2.000.000 (secondo iceberg).

O mùzos delòi … la favola insegna che se vogliamo cercare di restare all’interno dell’ordine di grandezza congruo per iniziare a comprendere il reale danno che la corruzione arreca allo Stato, ovvero a ciascuno di noi (pro rata, s’intende), dobbiamo ogni volta moltiplicare per 100 il valore della “mazzetta scoperta”.

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ARGENTINA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Dicembre, 2014 @ 1:35 pm

Detto Altrimenti: cosa mi richiama alla mente il nome “Argentina”  (post 1809)

  1. 9788811679325[1]Il consolato argentino a Genova, vicino a casa mia, nel quartiere residenziale di Albaro, davanti ai quali uffici nell’immediato dopoguerra (io sono del 1944) la gente – per ragioni molto diverse (!?) – faceva la fila per ottenere il visto di entrata in quel paese.
  2. I quaderni e le storielle con Evita Peron che ci venivano distribuiti alle scuole elementari.
  3. Piazzale Argentina, a Roma.
  4. Maradona.
  5. La Terra del Fuoco, il passaggio di Magellano, i libri dei romanzieri locali; i diari dei primi navigatori che affrontarono in solitaria e a vela quel passaggio.
  6. Don’t cry for me Argentina, una bella canzone cantata da tale Madonna.
  7. Il libro “Operazione Odessa – La fuga dei gerarchi nazisti verso l’Argentina di Peron” di Uki Goni (Garzanti, 2002).
  8. Le accuse mosse (per ora non documentate) ad un politico romano di avere portato valigiate di banconote in quel paese.

 

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IL REDDITO DI CITTADINANZA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Dicembre, 2014 @ 8:44 am

Detto altrimenti: non è un problema di soldi, ma antropologico   (post 1808)

Dice …. “Non ci sono i soldi per creare questo reddito”. Dico: no, non è così. Il problema non è “la mancanza di fondi” ma la “mancanza del senso di appartenenza”: ovvero, ognuno di noi  “è” e si “deve sentire” membro di una Grande Famiglia, la Cittadinanza Intera. Una famiglia, una Grande Famiglia, non in senso televisivo, non in senso mafioso bensì in senso civile e sociale.

Ora, se in una famiglia coesa, due componenti lavorano e guadagnano, e altri due, uno per vecchiaia ed uno per il suo stato di disoccupazione, non hanno un reddito, be’ …. prima si utilizza in loro favore parte del reddito dei due componenti attivi e poi si pensa al resto.

Ecco, se ci sentissimo tutti parte dell’Unica Grande Famiglia “Cittadinanza Italiana”, innanzi tutto destineremmo risorse al reddito di cittadinanza in favore di chi reddito non ha e dopo, solo dopo, all’acquisto dei cacciabombardieri F35, alle superautoblu, ai superstipendi, alle superbuonuscite, alle superpensioni, ai supersprechi, etc..

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COMMISSARIARE ROMA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Dicembre, 2014 @ 8:26 am

Detto altrimenti: no, per favore … non facciamo fesserie!   (post 1807)

La rabbia, la reazione a caldo, un certo clima forcaiolo che fa di ogni erba un fascio grida: “Al commissario! Al commissario!” A me piace ragionare in modo diverso:

 1) No al commissariamento, che il sindaco Marino resti al suo posto e contribuisca a faccia pulizia.

2) No al commissariamento, perchè ‘l tacon saria pezo del bus … la pezza sarebbe peggio del buco … Ve lo immaginate la reazione a livello mondiale? Roma è una “cittadina” abbastanza conosciuta nel mondo … o no? L’Italia perderebbe ulteriore credibilità, lo spread potrebbe crescere, le tasse potrebbero aumentare, i servizi potrebbero diminuire ed io sicuramente starei sempre peggio.

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FONDAZIONI? METTIAMOCI MANO … ANDIAMO A VEDERE COSA FANNO!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Dicembre, 2014 @ 7:16 am

Detto altrimenti: Matteo, pensaci tu … prendi lo spunto dallo “scandalo al … Censis”! Falla esaminare questa benedetta legge sulle Fondazioni!   (post 1806)

(le lettere minuscole per un particolare cognome non sono utilizzate a caso)

de rita padre, espressione fredda, in inglese "cool face"

de rita padre. Faccia fredda: in inglese “cool face”

CENSIS: “A partire dal 1973 è diventato una Fondazione riconosciuta con Dpr n. 712 dell’11 ottobre 1973, anche grazie alla partecipazione di grandi organismi pubblici e privati”. Così recita il sito . E il signor de rita ci si è impiegato come presidente da 30 anni. Con quale stipendio? Mah … non si sa. E poi, sicuramente aveva un contratto a tempo indeterminato! Ed ora suo figlio è stato “assunto” come Segretario-Direttore Generale. Direttamente, senza procedura di pubblica visibilità. Con quale stipendio? Mah, non si sa …

Dice … “Ma sono enti di diritto privato!” Rispondo: si, però operano con denaro principalmente pubblico! E poi .. quella dicitura: “anche grazie alla partecipazione di grandi organismi pubblici e privati”! “Partecipazione” o finanziamento? – “Anche”? E gli altri chi sono … marziani? – “Pubblici e privati”? Quanti denari pubblici e quanti privati? L’hanno studiata bene, quella dicitura … intelligente … anzi, soprattutto furba! Bravo de rita!

“de rita”, no … non De Rica! “Quello De Rica” (simpatico napoletanismo) fa la salsa di pomodoro e le marmellate! Il nostro, quello con la “t” fa direttamente la frittata! Già, e l’ha fatta bella assumendo il figlio per diritto ereditario …

Dice … “Caro blogger, ma se ti ho detto che sono enti di diritto privato! Ma tu, caro il mio blogger, allora sei proprio de coccio!” Dico: ma qua’ diritto privato!? Quegli gli enti (simpatico napoletanismo, v. prima) che ricevono soldi e sovvenzioni con denaro pubblico sono pubblici! Anch’io ho un figlio molto bravo sai, sta lavorando bene in una grande società ma mi ha detto che preferirebbe andare lui a fare quel mestiere in “casa de rita” … Che requisito ci vuole? Che il padre – ovvero io – dica che lui è bravissimo. Ah si? E io lo dico: “Mio figlio è bravissimo, molto più dei  figli degli altri padri”.

Dice …“Ma de rita non violato alcuna legge”. Dico … ah si? Ma la legge morale non esiste? Oppure ci sentiamo in dovere di rispettare la morale solo se riportata in qualche articolo di legge o di un regolamento di attuazione?

Ora … sapete perchè il signor de rita “si è permesso” di farla così grossa? Per una serie di motivi:

  • Scandalo al Censis? Scandalo al sole! Infatti, in Italia, più grossa e alla luce del sole lo fai lo scandalo, più “passa”;
  • perché basta sopportare senza reagire la prima ondata di piena della indignazione sulla stampa che poi tutto si acqueta (infatti un proverbio siciliano insegna: “calati juncu ca passa la china”, ovvero piegati canna, che poi la piena del fiume passa e tu ti rialzi). Se non le sa de rita padre queste cose …
  • gli Italiani hanno memoria corta (v. anche punto precedente);
  • così fan tutti;
  • e poi, il Milan ha perso dal Genoa, quella sì che è una notizia!
  • E il Sassuolo che stava per sconfiggere la Roma … vuoi mettere?
  • “Panem et circenses” (vedi i due numeri precedenti).
  • Perché se non è capace lui, de rita padre, ha prevedere la reazione degli Italiani …

E invece no! Io sono de coccio? Ho la testa dura? Ebbene sì! E propongo:

  • uno sciopero generale di protesta contro il “sistema de rita”;
  • che il nostro Primo Ministro Matteo Renzi (1) faccia rivedere la legge che regola le Fondazioni e faccia controllare come hanno utilizzato i miei denari (2), ovvero i denari pubblici che il Sistema Pubblico ha regalato loro.

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(1) Matteo,  dai … che con la scusa de rita dai una ripulita anche a tutte le fondazioni dei partiti politici … dai … e quando ti si ripresenta un’occasione simile?

(2) I denari “miei” ? Anche i vostri care lettrici e cari lettori, ovviamente anche i vostri, ci mancherebbe altro!

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