L’ISOLA CLOTILDE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Giugno, 2014 @ 5:58 amDetto altrimenti: lo sapevate che in Trentino c’è anche un’isola? (post 1542)
Scrivo questo post perché ieri, a Riva del Garda, parlando dell’isola Clotilde con alcuni amici del posto, mi sono accorto che non ne conoscevano l’esistenza!
Che a me piaccia Dante … i lo san tuti …lo sanno tutti. Nel XIX Canto del Purgatorio, un riferimento alla Liguria (dopo tutto sono nato a Genova …):
Intra Sïestri e Chiaveri s’adima/ una fiumana bella …
Ecco, questi sono i versi che mi sono venuti alla mente quando ho riscoperto e rivisitato – questa volta insieme a mia moglie Maria Teresa –  l’Isola Clotilde, versi che ho subito parafrasato in:
Intra lo Garda e l’Adige s’adima/un’isolotta bella …
Ma andiamo con ordine. Percorrendo in auto la strada fra Mori e Nago chi non è del posto a stento riesce a percepire che alla sua destra vi è un lago … anzi, che vi sarebbe stato un lago se negli anni ’50, nel corso della costruzione della galleria Adige-Garda, non fosse stata intercettata la sua acqua, per cui da lago quel bacino è diventato una palude.
Prima di quegli anni i miei amici roveretani, in allora ragazzi, ci si recavano in bicicletta per fare il bagno in acque “azzurre†(così mi riferiscono) e – la sera – per salire sull’isola Clotilde per amoreggiare con la morosotta/il morosotto di turno.
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Ma veniamo alla nostra isola. Infatti, se invece percorri la ciclabile, la vedi meglio quella palude, alias Lago di Loppio. La “palude†in genere richiama un concetto negativo: zanzare, fango, insetti d’ogni tipo … una “cosa†da evitare. E invece la nostra “palude-lago†è bellissima. A circa 1,3 km dalla Chiesa “palladiana†che si trova sulla ciclabile a destra, provenendo da Rovereto, vi è l’accesso al lago e  all’Isola Clotilde, attraverso uno stretto istmo di terra. In 10 minuti potete percorre a piedi  l’intero sentiero che la “circumnavigaâ€. Troverete appositi cartelli ad illustrare i reperti archeologici del 500 d. C. e il ricordo che durante la prima guerra mondiale i nostri soldati la occuparono e la difesero contro gli Austriaci, dandole appunto quel nome, Clotilde, in omaggio alla Principessa Clotilde di Savoia.
 Che altro dire se non di andarla a visitare? This is Trentino too … il Trentino è anche questo!
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POLIZIA DI STATO NELL’ALTOGARDA TRENTINO: MOLTO BENE …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Giugno, 2014 @ 1:10 pmDetto altrimenti: meglio la prevenzione che la repressione (post 1541)
Altogarda Trentino, una porzione di lago molto frequentata dalla navigazione da diporto (a vela, ovviamente). E la Polizia di Stato deve controllare il rispetto della circolazione dei natanti e delle imbarcazioni e la corretta completezza delle “dotazioni di bordoâ€. A quest’ultimo riguardo, una interessante e assai apprezzata novità .
Si parte dalla constatazione che per una barca a vela che veleggi nei forti venti del nostro lago, non è poi così facile “fermarsi†e soprattutto lasciarsi doverosamente abbordare dai mezzi della Polizia per i necessari controlli. Ed allora, ecco un intelligente ed utilissimo accordo fra la Fraglia Vela Riva presieduta da Giancarlo Mirandola e la Polizia di Stato – Commissariato di Riva del Garda: la Polizia esegue i suoi controlli quando le imbarcazioni sono in porto. Si verificano le seguenti dotazioni minime obbligatorie: ancora, salvagente anulare con cima galleggiante, giubbotti di salvataggio, libretto uso motore, estintore, assicurazione motore, sistema di svuotamento, sistema di allarme sonoro, sistemi luminosi.
Insomma, una intelligente ed utile collaborazione fra controllori e controllati, un sistema educativo il quale fra l’altro induce l’utenza a controlle le proprie “vecchie” dotazioni di bordo e la aggiorna sull’evoluzione della normativa di settore “prima†che avvengano incidenti per mancato rispetto delle regole e “prima e indipendentemente†dalla applicazione di una sanzione per la loro violazione. Della serie: meglio prevenire e navigare sicuri che navigare male e subire sanzioni. Brava Fraglia Vela Riva, brava Polizia di Stato!
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INVASIONE DI … CAMPO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Maggio, 2014 @ 5:49 pmDetto altrimenti: non solo nel calcio … (post 1539)
Infatti, anche nel ciclismo. Tappa odierna del Giro d’Italia, arrivo sullo Zoncolan, una salita terribile, pendenze dal 10 al 23%. Negli ultimi km il pubblico invade la strada, si avvicina pericolosamente agli atleti impegnati in un rilevantissimo sforzo. Uno di essi arriva a spingere un corridore, Francesco Manuel Bongiorno, che si sbilancia, deve sganciare il piede sinistro dal pedale, appoggiarlo a terra, frenare per non tamponare chi lo precede e che lui sta “tallonando” (Rogers, che poi vincerà la tappa), è quasi fermo. Con un grande sforzo riesce a riagganciare il piede al pedale, a non fermarsi del tutto, a ripartire. Arriverà terzo. “Grazie†a quel tale, Bongiorno ha perso tempo, concentrazione, energie. Ha rischiato addirittura di dovere scendere di sella. Ripartire poi da fermo su una salita al 15%, su una strada molto stretta, con gli altri corridori che ti sorpassano: quasi impossibile. Il responsabile di questa asinata indossava una maglia: quella del campione del mondo: “Campione del mondo degli idioti†commentato i reporter sportivi. Concordo.
L’imbecille si rende conto della cavolata, e un attimo dopo si siede sul bordo erboso della strada e si dispera, prendendosi la propria testa (testa di …., n.d.r.) fra le mani.
Lo stesso vincitore Michael Rogers è stato disturbato al punto di dovere gridare contro i disturbatori, arrivando a staccare una mano dal manubrio per allontanarli da se’.
Mi chiedo: se è reato l’invasione di campo nel gioco del calcio, non altrettanto potrebbe e dovrebbe essere l’invasione “della strada†ad intralciare i campioni del ciclismo?
DALLA FINESTRA, VERSO SERA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Maggio, 2014 @ 7:24 amDetto altrimenti: alzo o sguardo e ….  (post 1539)
E’ stata una giornata faticosa, tanta la strada percorsa, non indifferente il peso che mi sono portato appresso. Finalmente sono arrivato alla meta, al sicuro rifugio ove dormirò ritemprando le forze per domani. Mi rilasso, mi affaccio all’esterno del mio ricovero. Gli ultimo raggi di sole colpiscono le vette di fronte …
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Una camminata in montagna?
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No, amici, una pedalata di 80 Km da Mori a Verona. E il peso che mi sono portato appresso è stato quello della bicicletta. Ma … dice … e quella finestra … quelle montagne? La finestra? E’ quella di casa mia che si affaccia sul Viale Trieste, a Trento. Le montagne? Si tratta della Vigolana … proprio qui, a due passi da casa ….
La foto? Scattata con una macchinetta da quattro soldi, ma tanto è il pensiero che conta, vero amici? Comunque se cliccate sulla foto e aspettate qualche secondo, si ingrandisce (due volte).
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IL COMPROMESSO, LO ZERO BASE BUDGET, LA BICICLETTA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Maggio, 2014 @ 8:03 amDetto altrimenti: e chi ha detto che i compromessi sono negativi? E poi … zero base budghet … chi era costui?  Infine, la bicicletta, che c’azzecca?    (post 1538)
Albert Einstein diceva che “gli unici compromessi inammissibili sono quelli sordidiâ€.
Un esempio di compromesso sordido fu il compromesso di Monaco (settembre 1938), patto fra Hitler, Francia e Inghilterra per il passaggio dei Sudeti dalla Cecoslovacchia alla Germania. In cambio Hitler si impegnava a non avanzare altre pretese. Nel marzo 1939, Hitler invase l’intera Cecoslovacchia.
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Ma torniamo a noi. “Tizio non scende a compromessi … Caio dice sempre ciò che pensa delle persone … per Sempronio o è bianco o è nero†: positività o negatività ? Ve lo immaginate cosa succederebbe se ognuno di noi dicesse in faccia a tutti ciò che pensa dell’altro? E cosa succederebbe se ognuno di noi ponesse l’altro di fronte all’aut aut kirkegardiano: “bianco o neroâ€, “giusto o sbagliatoâ€, “bello o brutto†… in altre parole (meno ipocrite):  “come dico io o come dici tuâ€?
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Il compromesso nasce dalla comunicazione, dal dialogo, dal confronto. La verità la si trova almeno in due, dice Papa Francesco. Fra due soluzioni, il più delle volte quella valida è … la terza! L’opposto del compromesso è l’imposizione di una sola idea, di una sola tesi su tutte le altre. Ciò porta all’assolutismo, alla dittatura del pensiero dominante. Su tutto e su tutti.
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Ed allora, quando vi accorgete che la discussione di sta sclerotizzando sull’alternativa di  due sole tesi, provate ad adottare la tecnica anglosassone dello “zero base budgetâ€, che poi significa “ripartiamo da zero, ricominciamo da capo, riconsideriamo tutto ex novoâ€.
Ero al primo anno universitario di chimica industriale (non ho mai fatto il secondo, perché mi sono laureato in giurisprudenza!). Al laboratorio di analisi  “via secca†ti davano una polverina dicendoti che conteneva, ad esempio, da 5 ad 8 diverse sostanze. Tu dovevi scoprire quali erano. Lavoravi ed arrivavi, ad esempio, ad individuarne quattro, il che significava che per bene che ti andasse, avresti fatto un errore (per omissione). Che facevi allora? Riprendevi il tuo quaderno di appunti e su di esso scorrevi i vari esami: “Questa sostanza c’era .. questa no … questa si ..â€. Tutto si riduceva ad un si/no. Tertium non datur. Se non che, dopo qualche minuto ti ritrovavi al punto di partenza, senza aver concluso nulla! Ed allora l’unica strada era quella di ripartire da zero (zero base budget), di rifare tutte le analisi, sostanza per sostanza, ignorando i risultati (parziali) precedenti.
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Ecco, nei casi di dubbio, rianalizzate tutte le posizioni, prescindendo dai “risultati†dei ragionamenti precedenti. Nel rispetto dell’Altro. E Altro lo scrivo con la lettera maiuscola per rispetto verso quella persona e verso me stesso: infatti io stesso, anch’io sono l’Altro, per lui. Solo che quando siamo bloccati in un ingorgo stradale, ce la prendiamo con gli “altri†che intasano la strada. Noi no, noi non intasiamo, noi siamo diversi, noi dobbiamo andare, noi dobbiamo passare, noi dobbiamo imporre la nostra esigenza, dobbiamo realizzare il nostro progetto (di viaggio) … noi! Noi si/Loro no.
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Riflettiamo, amiche ed amici, riflettiamo … e nel frattempo, invece dell’auto usiamo la bicicletta. Nel senso: ripartiamo da zero e consideriamo non che ci sono troppe “altre†auto ostacolano la “mia” auto (cioè: io o loro!), ma che forse vi è una terza soluzione: l’alternativa a “tutte” le auto: la bicicletta!
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MORI-DOMEGLIARA ANZI VERONA, KM 80
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Maggio, 2014 @ 7:27 pmDetto altrimenti: in bicicletta, of course! (post 1537)
Kilometraggio prudenziale, visto che l’allenamento non è ancora a punto: e allora .. dai, partiamo da Mori stazione, che da Trento ci risparmiamo una trentina di Km! Fino a Domegliara. Così dicono i nostri biglietti FS. Detto fatto. Siamo in due “Fiabbini†Claudio ed io. Le previsioni dicono qualche acquazzone ed io ho portato due mantelle da pioggia.
Mori stazione, ore 09,00, ciclabile verso sud. Dopo 100 metri Alt per lavori. Cartello a destra “Direzione consigliataâ€, cioè l’unica! Ponte di ferro, salitella verso Mori, inizio Mori in pianura e qui viene il bello. Un bel cartello giallo indica bici a destra. Peccato che non vi siano altri cartelli … infatti se segui quello, l’unico, anche se vuoi andare a Verona ti ritrovi a Riva del Garda! Io no, io conosco la strada e scendo a sinistra fino a raggiungere la ciclabile verso sud, dopo l’interruzione lavori.
Signor Sindaco di Mori, diamine … e ce lo faccia mettere un secondo cartello, a destra Riva a sinistra Verona …e che ci vuole? Sennò come fanno i turisti stranieri diretti a Verona a sfuggire all’ingannevole attrazione della Sirena Gardesana?
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Arriviamo alla fine della nostra ciclabile, al vecchio confine Impero d’Austria – Regno d’Italia. Svoltiamo a sinistra, percorriamo un paio di Km e poi, prima del sottopasso FS imbocchiamo a destra la nuova ciclabile, verso sud: evviva!
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5 km avendo la FS a sinistra. Si traversa la statale, dietro il gard rail la pista riprende. Altri 5 km avendo statale e FS a destra, indi altri 10 avendole di nuovo a sinistra. Saliscendi, qualche rampetta secca (10%). Nel complesso percorso meno faticoso del percorso sulla statale. E poi … più bello e tanto più sicuro. Quasi tutto asfalto. Brevi tratti sterrati sconsigliano l’utilizzo di bici da corsa.
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Attenzione: a Ceraino la ciclabile termina contro una villetta in vendita. salite a sinistra verso la statale. Noi – invece – attratti dalla discesa, siamo scesi a destra e abbiamo compiuto un ampio giro circolare in senso antiorario, e per stradelle poderali erbose e fogliose e stretti sentieri, siamo tornati sulla statale proprio dove si trova il cartello di “fine Cerainoâ€, di fronte ad una trattoria. Una piccola piacevole avventura, ma è un vero peccato che manchino quei 4 km di ciclabile che condurrebbero a Domegliara!
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Sindaci della zona, dai, cosa aspettate?
Domegliara, inizialmente era la nostra meta … ma no dai … arriviamo a Verona. Detto, fatto. Saliamo alla ciclabile Canale Biffi, sosta a Bussolengo e poi via, a Verona! A Verona!
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In quest’ultimo tratto abbiamo “perso†la strada una volta. Scusi … per Verona? ma girate a sinistra che trovate la ciclabile! Grazie buongiorno. Verona: San Zeno, l’Arena, la Stazione FS. Alle 16,09 ci “imbarchiamoâ€, per “sbarcare†a Mori un’ora dopo. Tot.km. 80. Tempo? Sole splendido. Cibo consumato da me: un panino imbottito, due banane, una mela, tre fruttini Zuegg, un caffè e tanta acqua con i sali integratori. Mio peso corporeo partenza-arrivo: Kg. 80,5 – Kg. 79,5. Anni? Oltre 140 in due. Quanti oltre? Oltre. Non siate indiscreti, diamine!
BUONA BICI A TUTTI, E SOPRATTUTTO BUONA FIAB TRENTO A TUTTI!
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LA RIFORMA DEI VITALIZI ALLA POLITICA TRENTINA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Maggio, 2014 @ 6:10 pmDetto altrimenti: non è vero che tutta la politica pensa solo a se stessa. Infatti … (post 1536)
… infatti, qui in Trentino, vi sono partiti politici che hanno onorevolmente impegnato i propri amministratori della cosa pubblica a rinunciare volontariamente a quella parte di “vitalizio†che la nuova legge sta ridimensionando su livelli più “umani†e non più da privilegio medievale.
Ecco, questa è una gran bella notizia che fa onore a quei partiti ed inoltre riavvicina la gente alla politica. solo che …
… solo che alcuni fra i “vecchi†amministratori della res publica  preannunciano che faranno ricorso al TAR “contro questo abuso, questa ingiustizia, etc. etc.â€
Ora, mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una breve sottolineatura. Se un manager sbaglia viene licenziato. Se un politico sbaglia, che succede? Dice: non viene rieletto. Ecco, ci siamo. Questi signori (“signori†si fa per dire!) stanno sbagliando. Quindi saranno sanzionati nel senso che rischiano di non essere rieletti.
Ma … aspettate … forse loro non hanno né la possibilità né la voglia di ricandidarsi … quindi se fosse così non temerebbero quella sanzione. Ma no, cosa vado a pensare … non può essere così, dai … è pur vero che a pensar male si indovina, ma pensar male fino a questo punto, no, non sta proprio bene. Ecco, mi ravvedo e mi scuso con questi signori (“signori†sempre si fa per dire!) per aver pensato male di loro …
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UN GIORNO UNA BANCA MI DISSE …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Maggio, 2014 @ 5:52 pm.
Detto altrimenti: “Un giorno un indovino mi disse ..†è uno dei tanti bei libri di Tiziano Terzani. Chevvolete … a me mi (a me mi) piace parafrasare titoli di libri, poesie, etc.. Ma veniamo a noi.  (post 1535)
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IL FATTO
Un giorno una banca estera (svizzera) mi (anzi, “ciâ€) disse che il ministro di un passato governo stava accreditandosi su certi conti anonimi rilevanti somme sospette. La nostra Guardia di Finanza indaga. Il ministro finisce ai domiciliari. Pare che si tratti di “dirottamento†di milionate di euro pubblici che quel tale voleva “privatizzare†(ah, queste benedette privatizzazioni! Quando impareremo a farle bene?).
 PROBLEMATICA
 Ipotesi A). Il “dirottamento†è avvenuto tramite banche italiane. Domanda: se è stato così, queste nostre banche non si sono accorte di nulla? (1)
Ipotesi B). Il “dirottamento†è avvenuto nel paese estero dopo che le somme vi erano già state portate. Portate …  ma come? In contanti? Se fosse così si sarebbe tornati indietro di decenni, ai tempi degli onesti “spalloniâ€. Vedete … il valore delle tradizioni, del buon tempo antico …
Ipotesi C). Il “dirottamento†è avvenuto “grazie†– si fa per dire – al contributo di compiacenze commerciali e finanziarie internazionali.
SOLUZIONATICA
Ipotesi A) e B) : io ho lavorato una vita in posizione di responsabilità in banche e società e gruppi operativi e finanziari, grandi e piccoli, italiani ed esteri, pubblici e privati. Ho sempre voluto che la gestione del denaro e dei pagamenti fosse rigida, super controllata, inattaccabile a cominciare da me stesso (cioè: io stesso ho sempre creato un sistema di gestione e controllo  “contro†l’eventualità di un “dirottamento†operato da me stesso!) O mùzos deloi … il racconto insegna che … se si vuole che la gestione del denaro sia inattaccabile, si può ottenere che sia tale: volere è potere. Se non la si realizza così sicura, significa semplicemente che non la si vuole così sicura.
Ipotesi C) : occorre intervenire a livello europeo (FORZA EUROPA!), con l’introduzione di procedure di validazione, controllo e certificazione dei movimenti più rilevanti di denaro, per intervenire possibilmente prima che i buoi siano scappati dalla stalla. Mi spiego.  Vi sono stati casi di “dirottatori†di miliardi di lire di denaro pubblico condannati a restituire il “dirottato†a rate, a valere su parte della loro pensione, in quanto il capitale de quo agitur (del quale si tratta) era “sparitoâ€. Fatti i conti, ciò presuppone che il sottrattore viva dai 2000 ai 3000 anni: solo in tal modo la somma dei ratei pensione trattenutigli potranno avvicinarsi all’ordine di grandezza delle somme dirottate. Ecco, raga, abbiamo inventato l’elisir di lunga vita … un elisir davvero esilerante!
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(1)   Io sono il tesoriere di una piccola Associazione culturale senza fine di lucro che organizza concerti ed ha un volume di bilancio annuo sui 12.000 euro (dodicimila euro). Se devo pagare un concertista estero la sua prestazione in Italia (si tratta, ad esempio, della enorme cifra di 400-500 euro), la banca mi chiede copia del contratto, mie dichiarazioni etc.. In questo caso, il controllo è veramente rigido, e mi sta bene. Tuttavia In dialetto trentino si direbbe che il sistema “Sera la spina e mola dal boron/coconâ€. Traduco: il cantiniere si preoccupa di chiudere bene il rubinettino della botte, ma non si accorge che il vino sta fuoriuscendo dalla grande apertura usualmente utilizzata dagli operai per introdursi nella botte e pulirla o ripararla. Tale bus, nel nos dialet, se ciama “boron†o “cocon†.
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SEMESTRE ITALIANO UE: UNA NUOVA EUROPA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Maggio, 2014 @ 7:06 amDetto altrimenti: la creatività italiana in Europa!  (post 1534)
Ovvero … approfittiamo della favorevole congiunzione “astrale” di tre importanti eventi (della serie: “chi sa fare le connessioni vince!”)
A)   il “dopo Gotterdaemmerungâ€, ovvero il “dopo caduta degli dei Silvio e Beppe”. Tacciono le politiche urlate, istrioniche, populiste, demagogiche, roboanti di nulla. E’ stato tolto il sonoro all’urlo di Munch. Tacciono il “tutto va bene†e il “tutto va maleâ€. Si è creato spazio (ma in natura lo spazio vuoto non esiste!)
B) Il successo dei partiti europeisti in Italia, controcorrente alla generale tendenza anti europeista in Europa;
C)   il semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’ UE.
Orbene, la concomitanza di questi tre favorevoli Eventi A), B) e C)  mi induce a ipotizzare che lo spazio vuoto possa essere riempito dall’UE “italianaâ€Â come segue:
1)   sia attuata una semplificazione ed una spending review del funzionamento dell’UE e siano istituiti Uffici UE nelle Euro Regioni, il cui primo compito sia di “fare cultura europeaâ€;
2)   l’Italia proponga “comunque e a prescindere”  un modello costitutivo e organizzativo funzionale di “Stati Uniti d’Europa†che preveda fra l’altro anche la possibile risposta alla domanda “quo vadis, Europa?”
3)   l’UE deliberi la possibilità per gli Stati di operare un rescheduling anche parziale del debito attraverso la possibilità di emettere titoli di debito pubblico irredimibili, in sostituzione dei titoli redimibili (cosiddetto swap);
4)   sia varata una politica europea per l’immigrazione, fiscale, bancaria e finanziaria la quale ricerchi un accordo con gli USA anche per la messa al bando dei paradisi fiscali;
5) si costituisca una sorta di FBI Europea per i reati di corruzione, mafia, finanziari e fiscali;
6)   si vieti l’importazione di merci da paesi che non rispettano i diritti civili, dei lavoratori e le norme per la salvaguardia ambientale;
7) l’UE si doti della ERA-European Rating Agency, per classare – fra l’altro – le Agenzie di Rating USA.
Provocazione, la mia? Forse anche tale. Utopia, la mia? Aspirazione non realizzabile? No, amici; aspirazione forse non “ancora” realizzabile, ma “giorno verrà …†scriveva il Manzoni …
P.S.: in rosso le iniziative a mio avviso più immediatamente realizzabili
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LA DEMOCRAZIA DI SOCRATE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Maggio, 2014 @ 12:52 pmDetto altrimenti: la “democrazia†che condannò a morte Socrate    (post 1533)
Oggi ultima riunione sui classici con la nostra Prof (Prof) Maria Lia Guardini  prima delle “vacanze estiveâ€. In autunno riprenderemo con gli altri sue Dialoghi di Platone, Il Critone (organizzazione della fuga dal carcere, rifiutata da Socrate) e il Fedone (immortalità dell’anima, la morte di Socrate). A seguire i lirici e quindi i filosofi.
La Democrazia … spesso è solo una democrazia, cioè ottima solo teoricamente ma all’atto pratico. Il che non vuol dire che non la si debba sempre perseguire, sia chiaro a tutti!
Ieri ho sentito affermare – e concordo!” – che se in una votazione abbiamo il 99% dei votanti in accordo fra di loro ed 1% contrario, la democrazia la si attua e verifica nel modo con il quale quel 99% si rapporta con quell’1%. Ovvero, il “chi vince le elezioni governa†non vale. Piuttosto vale il “chi vince le elezioni apre e conduce il dialogo. Fra tuttiâ€. Il mio “amico†più volte citato Josif Brodskij, premio Nobel per la letteratura, sepolto a Venezia, nella prolusione che troviamo all’inizio del suo libro “Il canto del pendoloâ€, rivolgendosi a giovani universitari scrive: “Diffidate delle unanimità degli eserciti compatti, dei bilancio ben assestati … se non altro perchè all’interno dei grandi numeri più facilmente può nascondersi il maleâ€.
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La democrazia è dialogo, comunicazione, maieutica. La politica? Crede di sapere ma se non ascolta non sa. Firmato Socrate.
I grandi numeri, l’omologazione, l’esclusività della ragione e del pensiero: è contro tutto ciò che si era mosso Socrate. Si era mosso contro chi “credeva di parereâ€, lui che si riteneva diverso perché dichiarava di “sapere di non sapereâ€. Socrate si era mosso contro la politica dominante nel senso che spronava ognuno a tirare fuori da solo la propria coscienza e a rifiutare il “vieni che ti dico come si faâ€. Socrate, antesignano del passaggio dalla IT-Information Technology alla ICT-Information Communication Technology. La comunicazione, il dialogo erano gli strumenti della sua maieutica (Maia, la levatrice sterile che fa nascere gli altri), attraverso la quale stimolava ognuno a riconoscere, conoscere e seguire la propria coscienza. Il che tendeva a “liberare le menti†(soprattutto dei giovani) dal seguire pedissequamente il top down della (pseudo) democrazia ateniese. E i giovani “corrotti†erano quelli che â€pretendevano†di ragionare ed agire secondo coscienza.
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Don Primo Mazzolari: “Quando entrate in Chiesa, vi togliete il cappello, non la testaâ€. Papa Francesco, ovvero il primato della coscienza. La coscienza. Mi si obietta: “Ma io ho paura di avere come legge guida quella della coscienza, perché molti (uomini di potere d’oggi, n.d.r.) dimostrano di non averlaâ€. Al che io replico: “Oggi molti sono passati dalla moralità all’immoralità . Alcuni anche dall’immoralità all’amoralità . Agli appartenenti a quest’ultimo drappello è inutile rivolgersi, non riconoscono regola alcuna. Mi si chiede: “Ma come si fa a diventare persone morali?”. Rispondo: “La moralità è cultura, cioè è insieme di conoscenze, cioè presuppone l’educazione. Oggi i corrotti ed i ladri compiono un ulteriore misfatto: diseducano e corrompono in govani. Questi sì che sono da condannare, non Socrate”.
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La democrazia ateniese ha voluto fermare Socrate, “pericoloso sovversivo†che insegnava ai giovani a far funzionare coscienza e cervello. Socrate che metteva in dubbio la democraticità sostanziale della democrazia ateniese. Accusatori di sempre e nuovi, argomentazioni ridicole. Socrate avrebbe potuto facilmente patteggiare una pena assai minore. E invece egli stesso – da quanto risulta dal report di Platone che era presente al processo e che scrisse appunto “L’apologia di Socrate†– fece un “patteggiamento al contrario†e cioè scartò lui stesso a priori ogni altra possibile pena alternativa quale una multa, il carcere, l’esilio. Socrate volle essere condannato a morte, per testimoniare sino in fondo la sua coerenza. Tanto, “ho 70 anni … e poi se la morte è un sogno che male fa? E se invece è un viaggio verso un luogo nel quale potrò incontrare eroi e giudici veri – diversi da voi – ben venga la morte …â€
I giudici. Erano popolari, in numero di 501. Socrate fu condannato con uno scarto di soli 31 voti. Socrate – per come dci riferisce Paltone – fa il suo discorso ai giudici dopo essere stato condannato a morte.
La prigione, il “braccio della morte”. In attesa dell’esecuzione, Socrate viene incarcerato (la prigione di Socrate è una sorta di catacomba scavata nella roccia, assai vicina all’Acropoli). Rimane in catene per 30 giorni, fino  a quando il ritorno della nave sacra da Delo (trattenuta dal forte vento da nord, il famoso Meltemi) fa ritorno, ponendo fine al tempo durante il quale la città doveva rimanere “pura†e non poteva eseguire condanne a morte. I suoi amici avevano organizzato la sua fuga ma Socrate si rifiuta: “Dura lex sed lex†avrebbero detto poi i Romani … E qui sorge il problema (irrisolto, n.d.r.) se si debba comunque ubbidienza ad una legge iniqua: “Ho gasato gli ebrei … questa era la legge, questi gli ordiniâ€.
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Anche oggi, nel 2014 d. C., abbiamo folle di “giudici popolari†i quali, all’interno di un processo attivato sulla base dell’iniziativa di un singolo che magari opera attraverso un blog,   tendono a condannare con un processo sommario chi cerca di ragionare e di votare con la propria testa secondo coscienza. E’ una cicuta mediatica quella che taluno cerca di somministrarci, una sorta di avvelenamento lento ma continuo, che prima addormenta la mente e poi uccide la coscienza e la capacità di giudizio autonomo. Solo che noi abbiamo il vantaggio di potere leggere “L’apologia di Socrate†scritta dal suo concittadino Platone. E di esserne ammaestrati.
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Mentre riflettiamo su quanto sopra, possiamo andare ad acquistare l’ultimo libro di Luciano Canfora “Democrazia e oligarchiaâ€. Ne vale la pena …
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