PASQUETTA IN … BICI? NO … PIOVE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Aprile, 2014 @ 3:12 pm

Detto altrimenti: FIAB bagnata, FIAB fortunata …  (post 1494)

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FIAB – FEDERAZIONE AMICI DELLA BICICLETTA TRENTO – 21 aprile, i natali di Roma e … la prima uscita FIAB della stagione. Piove:  ‘sa fente, stente, nente o ‘sa fente? Cosa facciano, stiamo (a casa) o andiamo? Lascio Maria Teresa a casa e vado in bici, super bardato, all’appuntamento: 4 km a/r. Ci siamo ritrovati in tre, i due della foto e chi l’ha scattata. Piove. Tutti a casa … e quindi in auto all’appuntamento alla tappa successiva: la visita guidata alla Chiesa di S. Apollinare in … Trento!

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2 - thCAGWBR32La chiesa. Fuori la cinta … dell’Adige che prima non passava di lì, prima che a fine ‘800 gli Austriaci lo deviassero per far spazio alla stazione ferroviaria. Ci fa da guida il parroco, Don Rattin. Ci spiega: lì fuori antichi muretti, traccia dell’originaria chiesa romanica del secondo secolo poi dedicata a S. Apollinare – protettore di Ravenna – dal re  Teodorico. Pare fosse una chiesa dei cristiani “ariani”, che cioè credevano nel fatto che l’Uomo Cristo fosse stato adottato da Dio solo alla fine della sua vita, per cui i fonti battesimali erano collocati a occidente, alla “fine” della giornata (e della vita) di ognuno (al contrario dei “nostri”, collocati ad oriente).

3 -WP_20140421_005Dal settimo secolo all’anno mille non si hanno notizie della chiesa. Nell’undicesimo secolo invece, un fiorire di iniziative: si fondano i grandi Santuari (Novacella, S. Michele all’Adige). A est di Bergamo si forma una grande Congregazione Benedettina. Il Vescovo di Trento vuole rimpolpare la Congregazione Benedettina di Trento e chiama i bergamaschi, che nel 1046 arrivano a Trento e si installano a S. Lorenzo. Il Vescovo concede loro la proprietà dell’area dall’attuale S.Lorenzo a S.Apollinare (L’Adige, come detto,  scorreva altrove). A loro si uniscono 15 frati francescani. Tutti costoro si trasferiscono nel monastero di S.Apollinare, demoliscono la vecchia chiesa romanica e edificano quella attuale. Successivamente la chiesa, all’interno, viene “controsoffittata” a metà della sua altezza. I monaci si sparpagliano sul territorio per amministrare i beni del monastero (da Malè a Torbole). Ne resta “in casa” solo uno (Monaco Benedetto) a Trento che entra in conflitto con il Vescovo che vuole confiscare i beni del monastero, beni che alla fine passano in proprietà del Capitolo Cattedrale di Trento, governato da un “prepositore” nell’ufficio della Prepositura (nell’attuale Via Prepositura). Don Rattin ci fornisce moltissime altre notizie, che ora, grazie alla sua guida e impostazione, possiamo anche ricercare in internet. Grazie, Don Rattin, molto apprezzata la Sua disponibilità e la Sua equilibrata e ricca esposizione!

4 - WP_20140421_010Subito dopo la comitiva dei “Pedalatori appiedati” (dalla pioggia) si concede un bicchiere all’aperto, organizzato da Tino ed Elena. Indi, come da programma, si va in auto all’inaugurazione dell’anno sociale al Bicigrill di Trento. Lì, viene presentata dal Presidente Guglielmo Duman l’iniziativa del 25 aprile (tutti a Verona per l’ “Arena per la Pace”). Pranzo pasquale  a base di primi piatti o (“o” = oppure) di agnello. Indi, ad ore 15,30, “null’altro essendovi da discutere e deliberare, la riunione è sciolta”.

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Il Presidente Guglielmo Duman

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Quanti eravamo? 35 persone sui 110 iscritti. Ecco, raga, FIAB non è solo bicicletta. E’ anche ecologia, cultura, arte, storia, convivialità, amicizia, spiritualità. Che altro dirvi se non “Iscrivetevi alla FIAB! Con 18 euro l’anno avrete la tessera, la rivista e l’assicurazione per le nostre uscite. Il programma? Trovate tutto su slowbiketrento.xoom.it. Vi aspettiamo!

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(Prossime uscite: 25 aprile a Verona. In maggio, il primo maggio ad Appiano, indi il 10 maggio bici+vela; verso fine mese tre giorni nelle pinete del Ravennate e a Ravenna, comprese S. Apollinare Nuovo e in Classe! Indi poscia … cicloraduno nazionale in Sicilia, etc. etc..)

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REAZIONI A CASTE … NA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Aprile, 2014 @ 5:54 am

Detto altrimenti: a castena, si, proprio così, non a catena …  (post 1493)

Privilegio: “Esenzione, immunità, franchigia, trattamento di favore, onore speciale che riguarda una persona o una sola categoria (casta) .

Si interviene sui privilegi della magistratura e delle banche: cioè di … caste!

Si innestano due reazioni a … caste … na.

Delle banche ho già parlato spesso e molto. Della magistratura … suggerisco l’articolo del Direttore del quotidiano l’Adige del giorno 20 aprile 2014, pagg. 1 e 63, che mi permetterò di riassumere fra qualche post.

P.S.: in quali categorie devo classificare questo post? Non ho dubbi: nelle categorie “morale” e “governare”

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1492: LA SCOPERTA DELL’AMERICA …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Aprile, 2014 @ 8:15 am

Detto altrimenti: … e la creazione dell’Europa!     (post 1492)

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Le stelle le ha già. Regaliamole presto le strisce!

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Imminenti le elezioni europee. Pare che tutto si debba risolvere su Europa si Europa no. Cioè, invece di cercare di mandare in Europa persone capaci, serie, oneste, meritevoli tutto si incentra sulla propaganda a favore e contro il percorso verso gli Stati Uniti d’Europa (premetto: io sono favorevolissimo agli Stati Uniti d’Europa).

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Detto questo, iniziamo. Si sente dire (e si può tranquillamente documentare e quindi condividere):

  • In Germania l’operaio guadagna molto più  del nostro.
  • In Francia il turismo è sviluppato il doppio del nostro.
  • In Austria per sapere se puoi o meno costruire un capannone industriale basta una settimana.
  • In Olanda il codice della strada è molto più rispettato che da noi in Italia.
  • In Svezia il sistema carcerario è decisamente migliore del nostro.
  • In Inghilterra solo per il sospetto di una irregolarità nella propria nota spese, il politici si dimette.
  • Negli altri paesi europei i parlamentari sono pagati molto meno dei nostri.
  • etc. etc..

 Ma allora, perché non “imparare e copiare” dagli altri? Perché non accettare di essere inseriti in un Sistema (Stati Uniti d’Europa) che ci “costringerebbe ad essere virtuosi”? No, alcuni di noi si vogliono isolare, vogliono che ci si chiuda in noi stessi, che si sia semplicemente autoreferenziali: “Noi siamo bravi, ce lo diciamo da soli e basta. La moneta unica? Quando mai! Torniamo alla lira”  dicono. Già, poi vi voglio veder quante lirette occorrerebbero per importare energia e materie prime! Dice … e allora noi ne stampiamo di più … Sì, dico io, ma gli altri se ne accorgono ed aumentano i prezzi.

(Attenzione: il 18 aprile scorso scrivevo: “La ragione principale del successo di tale democrazia (la pseudo democrazia ateniese del tempo di Pericle, n.d.r.) , secondo l’anonimo, è che “un popolo preferisce essere cioè il popolo delle libertà sotto un cattivo governo permissivo, piuttosto che essere regolamentato da un buon governo”).

Ricordo che mio babbo, carabiniere, classe 1912, prigioniero dei Tedeschi in Germania, era riuscito non so come a farsi pagare qualche lavoretto. Ebbene portò a casa banconote del valore facciale, ognuna, di milioni e milioni di marchi che poi lui, al rientro in Italia, diede a noi bambini per giocare. Che peccato! Noi bimbi non si era in grado di capire il valore storico dei quei pezzi di carta e , giocando, li abbiamo ritagliati, distrutti e dispersi … peccato!

Un altro esempio. Io sono padrone di una industria in Italia. Mi serve un capo azienda. So che un olandese è bravissimo nel settore. lo cerco, lo assumo. Perché non dovrei? Perché si tratta di un Olandese? Lo stesso vale per i governanti. Se avessimo gli Stati Uniti d’Europa, io voterei i governanti migliori anche se non italiani e non voterei in ogni caso una persona non meritevole solo perhè si tratta di un Italiano.

Infine, sul campo della geopolitica: quale peso può avere l’Europa dei singoli Stati di fronte alla globalizzazione mondiale della gestione della finanza, dell’ambiente, del commercio, delle risorse, degli equilibri militari a livello mondiale?

Ecco, se io dovessi mai fondare un partito politico (e non succederà mai) lo chiamerei “Forza Europa!”

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REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA e giustizia sociale

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Aprile, 2014 @ 7:21 am

Detto altrimenti: eravamo quattro amici al bar … (post 1491)

Inizia

Amico n. 1

“Sforbiciate ai superstipendi … tassazione delle rendite finanziarie … ovviamente molti protestano … chi è abituato ad un certo livello retributivo e di rendimenti finanziari … è ovvio che protesti. Tuttavia voglio testimoniare il mio caso: quando lavoravo ero anch’io un manager ben pagato, no … non ai livelli milionari dei bancari o dei super manager pubblici, no, molto di meno, tuttavia si trattava pur sempre di alcune centinaia di milioni lordi di lire l’anno. In allora io non sapevo quanto costava la benzina …né se sul mio conto corrente erano già state addebitate tasse o spese condominiali … né il mio tenore di vita subiva contraccolpi se veniva aumentata la tassazione Irpef … niente di tutto questo. Ciò che guadagnavo era comunque più che sufficiente a farmi vivere bene e a risparmiare. Oggi io son o un pensionato … no, non un super pensionato … una pensione media … non  mi manca nulla, sono ancora un privilegiato. Tuttavia oggi devo “tenere i conti”, valutare bene ogni spesa, rinunciare a certe spese, etc.. Ecco perché affermo che io posso testimoniare come in una situazione economica e finanziaria come quella attuale, non solo sia lecito ma sia necessario intervenire innanzi tutto sugli stipendi più elevati, sulle rendite finanziarie ben prima che sul blocco delle pensioni medio basse o con tassazioni indirette e quindi automaticamente lineari”.

Amico n. 2

”Si, io ho una pensione molto alta, ma ho pagato contributi per 45 anni! Sono soldi miei!

Amico n. 3

“Ma cosa dici? Tu percepisci una pensione retributiva, calcolata cioè sull’ultima tua retribuzione, e se facciamo un conto e calcoliamo la contribuzione media a carico tuo nel corso dell’intera tua vita lavorativa, risulta che tu hai accumulato un capitale la cui rendita è di molto, ma di molto inferiore alla rendita (pensione, n.d.r.) che tu percepisci mensilmente. E poi, anche sulle pensioni minime occorre riflettere: infatti  ci sono quelle vere e quelle finte. Finte sì, perchè il mio ex pescivendolo ha sempre dichiarato un reddito bassisimo, ha una pensione minima ma ha la casa di proprietà in città, al mare ed in montagna e cambia auto ogni due anni …

Amico n. 2

Ma allora .. tu saresti un operfetto comunista: tutti uguali ci vuoi!

Amico n. 4

(sono io) “Scusare se intervengo, amici. No, nessuno vuole il “comunismo tutti uguali”. Io credo che lui (l’amico n. 3 -N.d.r.>) si riferisca al concetto di Bene Comune, nel senso che “il” bene che ognuno desidera per se stesso è “comune” in quanto conviva con i tanti altri “Bene” – anche diversi – che ognuno di noi legittimamente vuole per se stesso. Mi spiego: è legittimo che esistano pensioni diverse, che alcune siano più alte di altre, pruchè da questa disuguaglianza non derivi una iniqua distribuzione della ricchezza. Purchè, in altre parole, di fronte a chi sta “benissimo” non vi siano persone senza reddito o con reddito minimo insufficiente a far fronte alle necessità di una vita dignitosa.

Finisce

Amici lettori, questo è un “open blog”, cioè ovviamente aperto non solo ai vostri commenti, ma anche a vostri eventuali post, scritti e firmati da voi. Quindi, per una questione di equità e di par condicio, se qualche lettore desidera confermare o controbattere le dichiarazioni dei tre amici …. io sarò ben lieto di dargli spazio nel blog, pubblicando o meno il suo nome come mi sarà da lui indicato.

 

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LE BANCHE PER TUTTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Aprile, 2014 @ 6:45 am

Detto altrimenti: no, non banche “in favore” di tutti, ma banche “comprensibili” da parte di tutti    (post 1490)

Fare banca significa contemporaneamente “raccogliere risparmio e fare credito a famiglie ed imprese”.  Semplice, no? E invece le banche si sono messe a “fare finanza”, cioè a utilizzare il risparmio raccolto per effettuare investimenti finanziari in derivati etc..  Ciò ha generato nel breve periodo rilevanti guadagni per le banche e rilevantissimi “premi di produzione” al top management bancario. Ma poi, con il crollo dei mercati finanziari e lo scoppio delle varie bolle finanziarie, le banche hanno subito forti perdite. Nello stesso periodo la crisi economica ha generato forti insolvenze e quindi … quindi cosa è successo? Ve lo spiego:

L’ABI – Associazione Bancaria Italiana impegna le banche a “non fare finanza” per i prossimi cinque anni (ma prima? ma dopo? N. d. r.). Nel frattempo …

… i cittadini pagano le tasse allo Stato.

Lo Stato versa denari all’Unione Europea.

L’Unione Europea eroga prestiti a tasso molto basso alle banche.

Le banche utilizzano questi finanziamenti per sottoscrivere titoli di Stato e non per far credito a famiglie ed imprese.

Le banche nel frattempo non interrompono l’erogazione di stipendi e buonuscite più che milionarie al proprio top management, perché “siamo SpA, quindi di diritto privato … quindi siamo libere di fare quello che vogliamo”.

…  o no?

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4 – IL CODICE DELLA STRADA … e del marciapiede

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Aprile, 2014 @ 9:11 pm

Detto altrimenti: non lo sapevate che … (post 1489)

… che la legge dello Stato conosciuta come Codice della Strada, al Titolo V, art. 190, n. 4, vieta ai pedoni di sostare in gruppo sul marciapiede, intralciando il transito degli altri pedoni, pena una sanzione amministrativa da 25 a 99 euro?

Scommetto che non lo sapevate … dai … siate sinceri … dite la verità che non lo sapevate!

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3 – A LEZIONE DI GUIDA: la distanza di sicurezza

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Aprile, 2014 @ 9:03 pm

Detto altrimenti: gutta cavat lapidem … hai visto mai che a forza di ripeterle certe cose … (post 1488)

Ho assistito da pochi giorni alla cerimonia sull’operato della Polizia Locale nella mia città, incentrata sul controllo del rispetto del Codice della Strada. Guida senza patente o senza assicurazione, eccesso di velocità, divieto di sosta … non mi pare che siano state elevate contravvenzioni per violazione dell’obbligo del rispetto della distanza di sicurezza rispetto al veicolo che ci precede. Eppure … eppure, matematica alla mano, considerando che il tempo di reazione medio fra la percezione dell’ostacolo e l’inizio della franata è di un secondo, questi sono gli spazi di arresto alle varie velocità:

Velocità di marcia (Km/h)      50       60     90    100    130
Spazio in metri percorso nel tempo di reazione

14

17

25

28

36

Spazio in metri di frenatura

11

16

35

43

72

Spazio totale in metri (distanza di sicurezza)

25

33

60

71

108

 Ora, cari amici lettori, vi invito a fare un esperimento. In una strada extraurbana con traffico medio, sulla quale procedete a 90 kmh, provate a mantenere rispetto al veicolo che vi precede la distanza di sicurezza di 60 metri. Io scommetto che presto sarete “tallonati” da un altro veicolo, quasi a suggerirvi e ad invitarvi a riempire quello spazio che a suo dire state inutilmente “sprecando”. Se voi insistete, il vostro tallonatore vi sorpasserà con una manovra alla Fittipaldi (vedi precedente post “Il sorpasso”), costringendovi a rallentare per ripristinare quei famosi 60 metri di sicurezza. La stessa cosa si ripeterà con altri successivi veicoli, per cui voi, alla fine, continuerete a rallentate e a “retrocedere” nella “graduatoria” della colonna di auto.

Come rimediare a tutto ciò?

In Svezia hanno un sistema semplice: il cittadino può segnalare queste violazioni del Codice della Strada alla Polizia che provvede ad elevare la contravvenzione. Per noi, qui in Italia … fantascienza pura, purtroppo!

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2 – EDUCAZIONE (AUTO) STRADALE: il sorpasso

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Aprile, 2014 @ 5:12 pm

 

Detto altrimenti: ma cosa vi insegnano a scuola (guida)? (post 1487)

thCAE0N3VTMa cosse v’insegnan a schea? Era la frase in dialetto genovese che talvolta anziani e compassati passeggeri rivolgevano a noi, ragazzini irrequieti e un po’ troppo vivaci, quando, a bordo del vecchio tram (anni ’50) da e verso scuola, alzavamo il tono di voce e inserivamo nei nostri discorsi qualche “parolla du gattu”, parola del gatto, ovvero qualche “parolaccia”. Tipica era il “belin!” che – a parte il significato letterale di base di “organo sessuale maschile”, significa, a secondo del tono con il quale viene detto, approvazione, negazione, stupore, ira, gioia etc.. Insomma, una sola parola per tanti significati: anche così si risparmia (a Genova)!

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thCA4ER72W.

Ecco, ora mi viene da ripetere quella domanda: “Ma cosa vi insegnano a scuola (guida)?” E non la rivolgo a ragazzini, ma soprattutto a tanti uomini maturi (maturi … si fa per dire …) quando, soprattutto in autostrada, alla guida della loro auto li vedo affrontare la fase di sorpasso in un modo assolutamente errato. Mi spiego:

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Modo utilizzato (errato, pericoloso e illegale)

Ci si avvicina a forte velocità all’auto che precede, quasi la si volesse tamponare – o, al meglio, spingere – si frena a pochissimi metri dalla sua “poppa”, la si tallona dappresso e poi, solo all’ultimo metro, improvvisamente si effettua il sorpasso a sinistra e altrettanto improvvisamente si rientra a destra, con una manovra che chi scrive ama definire “alla Fittipaldi”.

Modo che dovrebbe essere utilizzato (corretto, sicuro e legale)

Ben prima di avvicinarsi all’auto che precede, si aziona l’indicatore di direzione di sinistra, ci si sposta – non improvvisamente – sulla sinistra e si effettua il sorpasso con una manovra decisa senza avvicinarsi alla “poppa” dell’auto che si intende sorpassare. Indi si rientra  adestra senza fretta, gradualmente. In tal modo, inoltre, si ha una migliore visibilità di ciò che ci aspetta nella fase di ultimazione della manovra e non si “spaventa” il veicolo sorpassando e sorpassato.

Perché scrivo questo post? Perché, vecchio di patente da cinquant’anni, dotato – a detta dei miei amici – di guida fluida, veloce, sicura e rispettosa del codice della strada, sono stanco di essere “spinto” da chi mi vuole sorpassare in tal modo. Inoltre sono reduce dall’avere subito:

1) un lievissimo tamponamento in autostrada, per fortuna conclusosi quasi in un nulla: io, il tamponato, a 120 kmh e lui, il tamponante, a 121 kmh, ma ad un metro di distanza dalla “poppa” della mia auto”!

2) un sorpasso “sulla destra” nella galleria dei Giovi Genova-Milano da parte di un SUV Porsche Cayenne con lieve strisciata sul lato destro anteriore della mia auto, sorpasso  conclusosi per un vero miracolo solo con pochi danni alla carrozzeria (pagati dall’assicurazione del SUV), ma con un rischio mortale per un centinaio di persone (me e mia moglie compresi) ove le due auto si fossero urtate e accartocciate in galleria: infatti era una domenica pomeriggio, il traffico molto intenso ed io ero già in fase di sorpasso di una terza auto! (Poichè io non stavo eseguendo un sorpasso alla Fittipaldi e stavo “tardando” a rientrare a destra, si era creato lo spazio materiale perchè il SUV si infilasse fra la mia auto sorpassante e l’auto che io stavo finendo di sorpassare con manovra, la mia,  “non alla Fittipaldi”).

Turista per caso io? No, “vivo” …  per caso, io!

P.S.: la “poppa” della mia auto, come si vede che sono un velista …

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1 – LA PRECEDENZA … nelle rotatorie

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Aprile, 2014 @ 3:35 pm

Detto altrimenti: riporto qui una mia lettera inviata al Comandante della Polizia Locale di Trento   (post 1486)

Pregiatissimo Dr. Giacomoni,

chiedo un Suo autorevole intervento affinchè, attraverso l’organico del Suo Corpo, siano sensibilizzati (rectius, educati) gli automobilisti su di un aspetto non irrilevante della circolazione stradale: la condotta da adottarsi nelle rotatorie.

Obbligo di dare la precedenza a chi si trova già all'interno della rotatoria ...

Obbligo di dare la precedenza a chi si trova già all’interno della rotatoria … o  no?

Purtroppo infatti in città avviene spesso che colonne di auto provenienti da una via che nel passato (prima della realizzazione della rotatoria) era strada con diritto di precedenza, oggi pretendano di continuare ad usufruire di quella precedenza “a prescindere”. Come? E’ presto detto: all’avvicinarsi alla rotatoria, invece di rallentare e di dare doverosamente la precedenza a chi sia già all’interno della stessa, i conducenti accelerano, si avvicinano molto all’auto precedente (non rispettando la distanza di sicurezza), creando un flusso ininterrotto di traffico veloce che prepotentemente si prende di fatto ed arbitrariamente la precedenza anche su chi – provenendo da destra ed essendo già all’interno della rotatoria – cerca di attraversare la stessa avendo a buona ragione diritto di precedenza.

Mi domando: non è possibile, almeno per una giornata, collocare i poliziotti locali alle rotatorie per distribuire o far distribuire un manifestino che spieghi come ci si deve comportare? Oppure, meglio, per sanzionare chi crede che il tallonare dappresso l’auto che precede gli dia diritto di precedenza su chi viene da destra ed ha impegnato la rotatoria ben prima di lui? Ancora, non sarebbe il caso di istallare telecamere di controllo nelle principali rotatorie? Sono apparecchiature poco costose i cui dati possono essere trasmessi alla centrale operativa gratuitamente attraverso una rete wireless o – con poca spesa – attraverso internet.

La ringrazio per le determinazioni che vorrà assumere e porgo a Lei e a tutti i Suoi collaboratori il miglior augurio di buon lavoro

Riccardo Lucatti

P.S: solo nel post e non nella lettera di cui sopra:

Le situazioni di insicurezza sono accentuate soprattutto laddove l’incrocio preveda l’immissione in strade percepite dagli autisti con differente precedenza (per esempio in una strada urbana di scorrimento interno, da una  una via  laterale stretta). In tali condizioni, da parte di chi percorre la strada principale, colpevolmente  non viene percepito il segnale di dare la dovuta precedenza. Infatti l’autista sulla strada principale, vedendo con la coda dell’occhio  sopraggiungere un’auto dalla  laterale a cui dovrebbe dare la precedenza, al contrario accelera  per passare comunque per primo, violando la legge e creando situazioni di pericolo.

 

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TRENTO, TRENTINO … in Aprile

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Aprile, 2014 @ 4:30 pm

Detto altrimenti: Trento … da Tridentum? Ma siamo sicuri? (post 1485)

No. Non siamo sicuri. Infatti già prima dell’arrivo dei Romani, la città, allora un villaggio, aveva un nome che richiamava il numero “Tre”: infatti si trovava al punto di confluenza di tre fiumi: l’Adige, il Velo e la Fersena. Ma in questa sede il numero tre ha un altro significato, quello che emerge dalle foto che seguono.

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1 – Sei giorni fa …

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2 – Tre giorni dopo, cioè tre giorni fa …

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Cima Paganella, m. 2125, verso sud (Lago di Garda)

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3 – Altri tre giorni dopo … cioè oggi! (Ultima sciata di stagione in Paganella)

 

 

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Ultima in Paganella, ok. Ma altrove? E’ (nostra) usanza chiudere la stagione alle alte quote del Tonale o della Val Senales o di Solda in Sud Tirolo, oltre i 3.000 metri. Nel frattempo, contravvenendo alla regola quasi monastica di un pranzo molto sportivo  a base di  minestra di orzo e succo di mela, oggi, per festeggiare la fine stagione, alla Malga Zambana ci siamo concessi un pasto un po’ meno frugale (tanto poi abbiamo smesso di sciare): gnocchi conditi con gli asparagi di Zambana e … una bottiglia di Teroldego rotaliano che è stato offerto anche agli altri sciatori presenti.

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E la neve? Buona fino alle 13,00 poi un poco pesante, ma sempre sciabile. Quanta ce ne è ancora? Giudicate voi dal suo spessore nella foto qui accanto …

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