BICINTRENTINO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Maggio, 2014 @ 2:44 pmDetto altrimenti: Trentininbici   (post 1522)
Eh già … oggi devo scendere a Riva del Garda … domani c’è una regata … e già che ci sono ci vado in bicicletta. Nooo, con la bici non in regata! Cosa avete capito!? Con la bici da Trento a Riva del Garda! Poi con una barca a vela …
La via “normale†è seguire la ciclabile della Valle dell’Adige, subito dopo Rovereto girare a destra ed è fatta. Fatta … già … fatta già tante volte anche quest’anno che ho voluto cambiare. Maria Teresa mi ha portato in auto da Trento a Cadine, lì ho scaricato la bici e via! 45 km e arrivo a Riva. Infatti la salita Trento – Cadine è impossibile per le bici … no, non tanto per la pendenza (se sei allenato …) ma per le gallerie! Nemmeno se mi pagano le faccio in bici, tanto meno in salita! Ecco, ci manca questo collegamento ciclabile.
Cadine, si scende ai laghi di Terlago (che non ho fotografato).
Si traversa la piana sottostante Vigolo Baselga (sullo sfondo, il Bondone, ancora innevato).
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Si risale, indi
si scende ai Laghi di S. Massenza.
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Si costeggia il Lago Toblino.
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Si costeggia il lago di Cavedine.
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Si segue la ciclabile lungo il Sarca (con un pescatore dentro).
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Si arriva al Lago di Garda.
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Tante soste per foto … non ho mai impiegato così tanto per fare questo tragitto … ma era troppo bella la giornata … ho voluto portarmela a casa!
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EUROPA (ED EURO) PER TUTTI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Maggio, 2014 @ 8:18 amDetto altrimenti: cerchiamo di utilizzare un linguaggio semplice, comprensibile da parte di tutti, anche di chi non ha esperienze di politica, geopolitica, economia, finanza, internazionalizzazione, globalizzazione, etc. etc.                       (post 1521)
Ultimo dopoguerra. Io, classe 1944, ero un bambinetto. Giocattoli, pochissimi. Tuttavia ero in grado di distinguere fra un giocattolo tedesco (alluminio e acciaio, componenti avvitate) e un giocattolo italiano (latta, componenti tenute insieme da linguette ribattute). E dire che la Germania era appena uscita distrutta dalla guerra! I suoi giocattoli erano marcati “Made in U.S. A. Zona Germanyâ€, prodotti nella zona della Germania sotto il controllo USA.
Riflettiamo, amici, riflettiamo …
Oggi la moneta unica Euro è un passo (non il primo, che è stato la CECA. Comunità Economica Carbone e Acciaio) verso gli Stati Uniti d’Europa.
La moneta rappresenta la ricchezza della nazione. Una nazione con economia forte ha una moneta forte. Il marco tedesco era una moneta forte. La lira era una moneta molto meno forte. L’Euro è una moneta sintesi delle monete e delle forze dei paesi che lo adottano, purchè ogni paese sia meritevole di restare in questo consesso. Da qui i vincoli di bilancio etc..
Dice: ma noi vogliamo uscire dall’Euro! Bravo merlo, dico io! E che facciamo? Torniamo alla liretta, lasciamo che la nostra economia “si confronti con se stessaâ€, la mattina ci alziamo e mentre ci facciamo la barba allo specchio (oppure, per la par condicio: mentre ci mettiamo il mascara sulle palpebre) ci diciamo quanto siamo bravi noi? Che facciamo? Rifiutiamo il confronto con le altre economie e diventiamo sempre “più peggioriâ€? Ma via … sapete che succederebbe? Che la nostra economia andrebbe sempre peggio, che per acquistare le materie prime e l’energia di cui siamo deficitari spenderemmo montagne crescenti di lirette visto che all’estero le valuterebbero sempre di meno. Il che ci porterebbe a stamparne sempre di più il che porterebbe l’estero a valutarle sempre di meno. Maggiori costi all’importazione, maggiori prezzi interni, svalutazione del potere di acquisto di stipendi e pensioni, enorme crescita del costo del nostro debito pubblico, espresso in Euro, che dovrebbe essere rimborsato in Euro, valuta che prima dovremmo acquistare con le nostre lirette e che ci osterebbe un occhio – anzi due – della testa (vuota) che avremmo avuto se, quando e in quanto avessimo deciso di “uscire dall’Euroâ€!
Uscire dall’Euro? Maccome (maccome) si fa a sparare simili ca … stronerie?!
Una riflessione: quali sono i paesi che “non hanno voluto†entrare nella UE e/o nell’Euro? I principali solo la CH e la GB, in quanto paesi che si sono “guadagnati” una indipendenza finanziaria (basata tuttavia su una deplorevole e deprecabile “moralità internazionaleâ€). Questi due paesi si sono potuti “concedere il capriccio†di non aderire rispettivamente all’UE – Euro. Noi, questo sfizio non ce lo possiamo cavare …
Ma facciamo un ulteriore ragionamento, geopolitico. L’Europa, che ha colonizzato il mondo intero, l’Europa dalla quale sono partite le carovane di Marco Polo e le navi di Colombo, se vuole mantenere un ruolo nel nuovo sistema geopolitico globalizzato, deve trasformarsi negli Stati Uniti d’Europa. Altrimenti, giorno verrà …. (scriveva il Manzoni) … giorno verrà – anzi è già venuto – che altri decideranno per noi, checchè oggi molti politici nostrani dicano che non è vero, che siamo sovrani in casa nostra etc. etc. …
In realtà … è vero, decidiamo noi, noi che siamo molto “politiciâ€. Come quel presidente (politico) di una Spa che, quando si accorgeva che in Consiglio di Amministrazione stava per prevalere una tesi diversa dalla propria, chiedeva una breve sospensione, usciva dalla sala, andava a fare la pipì, si lavava le mani, rientrava in sala riunioni e lui stesso proponeva ai voti la tesi che se proposta da altri lo avrebbe visto politicamente sconfitto. Ecco sì, aveva deciso lui … così come oggi molta della nostra politica (internazionale) è decisa da noi stessi, autonomamente…. (autonomamente? Dai … fa per dire – n.d.r.).
Mappoi (mappoi) ci siamo dimenticati delle “strette valutarie e creditizie†del passato? Di quando possedere un dollaro USA era un reato? Di quando a fronte di una importazione si doveva versare alla Banca d’Italia in un conto infruttifero e indisponibile per sei mesi una somma pari alla metà del pagamento fatto all’estero? Di quando alcuni Stati – non solo noi quindi – erano stati costretti a creare una doppia valuta, quella commerciale e quella finanziaria? Non sto parlando di secoli fa, ma solo di qualche decennio!
Historia magistra vitae, sit sane verum … La storia è maestra di vita, sia pur vero. Certo è che noi siamo alunni poco attenti … e non impartiamo mai la lezione!
Uscire dall’Euro? Maccome (maccome) si fa a sparare simili ca … stronerie?!
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DEI DELITTI E DELLE PENE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Maggio, 2014 @ 7:28 amDetto altrimenti: Cesare Beccaria si rivolta nella tomba … (post 1520)
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1988: è assassinato il sociologo giornalista Mauro Rostagno
2014: il mandante e il sicario del crimine sono condannati all’ergastolo
1988-2014? No comment!
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P.S.: un suggerimento per i criminali. Se decidete di ammazzare qualcuno, fate in modo che mandanti e sicari abbiano dai 50 anni in su. Tenuto conto della durata dei processi, se proprio alla fine sarete condannati, ve la caverete – grazie al limite d’età che avrete nel frattempo ragggiunto – con i domiciliari o i servizi sociali.
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VIAGGIO IN …. TRENTINO, ANZI, NELLE VALLI TRENTINE, ANZI, NELLE COMUNITA’ DI VALLE DEL TRENTINO, LE CDV.
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Maggio, 2014 @ 5:54 amDetto altrimenti: da Provincia Autonoma di Trento – PAT a Unione delle Comunità di Valle Trentine     (post 1519)
CDV – Inizialmente ero a favore, se non altro perché si iniziava, tramite loro, a non chiamare più il Trentino “Provincia Autonoma†bensì “Unione delle CDVâ€.
Successivamente, di fronte alla contrapposizione delle CDV con i Sindaci, io mi sono schierato dalla parte dei Sindaci.
Oggi, terza riflessione: vanno bene le CDV, purchè sia applicato il principio di sussidiarietà , che non vuol dire “elargire sussidiâ€, bensì “non faccia l’Ente Superiore ciò che può fare l’Ente inferioreâ€. In altre parole, purchè le CDV ricevano competenze e risorse finanziarie  “a danno†della PAT e non dei Comuni.
Quanto sopra tuttavia a mio sommesso avviso dovrebbe comportare una rielezione dei Presidenti delle CDV, che non possono essere quelli eletti distrattamente da basse percentuali di votanti, quando ancora non si sapeva (né ciò è nemmeno oggi del tutto definito), se e come avrebbero agito le CDV, con quali poteri e con quali dotazioni finanziarie.
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NOTIZIARIO TRENTINO DEL MATTINO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Maggio, 2014 @ 7:26 amDetto altrimenti: multa paucis, molti argomenti in poche righe  (post 1518) … che poi è meglio un post solo con tante notiziole piuttosto che costringervi a sfogliare molti post separati … dai … nicht wahr?
1 – Un importante esponente del PD (Alessandro Olivi) afferma che “non servono i partiti territoriali (UPT, PATT, etc.)†… che il PD ha origine dai valori popolari … A me pareva che i popolari (Don Luigi Sturzo) fossero nati in parallelo (ma separati da – ) al movimento socialista e comunista, in opposizione al fascismo (v. Gaetano Salvemini, Lezioni di Harvard, Le origini del fascismo in Italia). La “territorialità †non è chiusura in se stessi, ma difesa dei valori locali di fronte all’appiattimento della globalizazzione e al “gartion†(indiscriminato mucchio selvaggio) centralistico degli “ideali†e delle “ideologie†(Nanni Moretti a D’Alema: “Fai qualcosa di sinistra!â€).
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2 – Un tale dice: “Il partito territoriale piccolo, quindi non vale …”. Io dico: Josif Brodskij, premio Nobel per la letteratura, nel suo libro “Il canto del pendolo” afferma: “Diffidate dei bilanci ben assestati, degli eserciti molto organizzarti, delle unanimità … se non altro perchè all’interno dei grandi nuneri più facilmente può nascondersi il male”.
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3 – Un esponente politico (Franz Pahl, Presidente dell’Associazione degli ex Consiglieri Regionali) afferma: “I vitalizi? Li hanno già tagliati del 40%. Non accetteremo altre riduzioniâ€. Del 40% dico io? Ma a quanto ammontano il vecchio ed il nuovo 100%?
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4 – Cumuli: nubi a sviluppo verticale, indice di aria instabile. Sono anche somma di privilegi medievali che consentono di percepire contemporaneamente più remunerazioni (stipendi, pensioni, indennità , etc.), indice di giustizia sociale instabile.
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5 – L’evoluzione della storia a due velocità . Nel 3000 a. C. gli Ixsos invasero l’Egitto. Vigeva la forza delle spade. Nel 1912 d. C. la Hoepli pubblicava il “Codice cavalleresco Italiano†a firma di tale Comm. J. Gelli. In esso si prevedeva che a fronte di una offesa grave, in duello si dovesse infliggere all’avversario una ferita grave. Mi pare che la velocità dell’evoluzione della storia in 4912 anni sia stata lenta. Per converso, dal 1912 d.C. al 2014 d.C. la velocità evolutiva della storia è stata molto maggiore: dalla spada siamo passati ai cacciabombardieri F 35.
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6 – Si afferma: l’Italia è la seconda potenza industriale europea (dopo la Germania). In Francia la prima industria è il turismo. Affermo: l’Italia è la terza potenza industriale europea (dopo la Germania e la Francia) … in compenso …
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 7 – … in compenso il Colosseo rimarrà chiuso al pubblico nella “Notte dei Musei†perché non si trovano i cinque custodi volontari disponibili a prestare servizio. Il Ministro afferma: “Ho le mani legate, l’attuale normativa non mi consente di intervenireâ€. Io affermo: Ministro, ci dovevi pensare prima, modificare la normativa e garantirci il risultato. Il mio vecchio Presidente Amministratore Delegato della STET, Dr. Carlo Cerutti era solito dirci  “Non venite qui da me con la problematica, bensì con la soluzionaticaâ€.
8 – Nulla die sine linea, non passi giorno che il disegnatore non si eserciti nel tracciare almeno anche una semplice riga … Oggi, purtroppo, nulla die sine scandalo … della serie “uno scandalo al giorno leva i precedenti di tornoâ€. Ed allora propongo la creazione di un nuovo quotidiano, lo Scandaliere, per seguire l’evoluzione di tutti gli scandali, affinchè noi non si cada nel tranello del “chiodo scaccia chiodo†e ci si ricordi e ci si scandalizzi solo degli scandali più recenti (qualche esempio? Che fine ha fatto lo yacht comperato con i soldi che noi abbiamo dato allo Stato e che lo Stato ha dato alla Lega e che la Lega ha dato al figlio di … )? E dell’Ilva, che si sa più?
9 – Europa. Andiamo a votare a favore, per favore! Se ne uscissimo, cosa succederebbe? La catastrofe! Ve la racconto nel post successivo.
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10 – Il giornalista Paolo Martocchia ha tenuto ieri al Centro Bernardo Clesio una interessante relazione – a trent’anni dalla morte – sul Frate Francescano pittore Padre Giovanni Lerario, che ha operato in ambito internazionale a ulteriore testimonianza del valore universale dell’arte sacra e profana. Maggiori notizie sull’artista in internet o nella sua biografia “Padre Giovanni Lerario” a firma di P. Nicola Petrone, Litografia Botolini Srl – I 66020 Rocca San Giovanni (CH).
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11 – Ricevo dall’Agenzia delle Entrate l’accertamento per €55,00 (che diventano €66,17 con sanzione e interessi) per un asserito errore nella mia dichiarazione dei redditi, errore commesso dal CAF che la ha redatta. Verificherò e quanto deventualmente dovuto, sarà puntualmente pagato. Ecco, vorrei che la stessa attenzione fosse riservata dall’Agenzia per impedire ai grandi evasori di accumulate 100 milioni (100 milioni) di debito (un famoso motociclista) o miliardi di debito (i gestori delle macchinette mangia soldi) verso l’Agenzia, poi concordati a 30 milioni (o proporzionalmente a molto meno, i gestori delle suddette macchinette). Io, mi domando, perchè non dovrei essere ammesso a concordare i miei €62,17 a…. chessò … facciamo €20,00?
P.S.: la numerazione degli argomenti agevolerà il riferimento per chi volesse commentare i singoli punti.
Per ora basta così. Buona giornata a tutti i miei lettori.
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ARCOPORTO SI/NO NELL’ALTOGARDA TRENTINO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Maggio, 2014 @ 8:25 amDetto altrimenti: Arcoporto si, no; altro cemento si, no. Polemica di questi giorni  (post 1517)
Né si, né no, dico io. Il problema è mal posto. Infatti non si deve partire dal “progetto di un porto†ma dal “progetto di un nuovo prodotto turistico che può anche prevedere un portoâ€. Ed allora, per inquadrare il tutto in una progettazione turistica e non semplicemente edilizia, proviamo ad immaginare la costituzione di una Scuola di Perfezionamento Velico Classe Crociera di livello internazionale, a metà fra i famosissimi Glenans francesi e la altrettanto conosciuta Scuola Vela di Caprera, la quale può anche prevedere la costruzione di un nuovo porto.
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Come chiamarla? “Trentanodi Srlâ€, oppure “Università della Vela Altogarda – Univela†etc.. Non è questo il problema. Il punto è sfruttare i notevoli flussi di turisti già esistenti e crearne di nuovi durante tutto il corso dell’anno! Dice … ma in inverno fa freddo, c’è al neve sui monti rivani … Ecco, appunto: “Vela fra la neve!†e trasformiamo in una opportunità ciò che avrebbe potuto sembrare un ostacolo!
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Nell’Altogarda Trentino si concentra il maggior numero di regate internazionali e il maggior numero di turisti della provincia. Siamo Già conosciuti in tutto il mondo, ed allora, perché “accontentarsi†delle singole pur valenti scuole vela degli attuali Circoli Velici? Perché non puntare in alto, verso una Scuola unica, di livello internazionale? L’iniziativa potrebbe essere accompagnata dalla istituzione del Film Festival Internazionale della Navigazione e a Vela, sulla scia del successo degli altri già affermati festival Trentini. sarebbe un “unicum†europeo e forse anche mondiale.
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Come realizzare tutto ciò? Si potrebbe attivare la Comunità di Valle, iniziando lei stessa a reperire un Main Sponsor di livello internazionale. E non mi si dica: “Ok, portami un progetto ben strutturato che ne parliamoâ€, perché in Italia non si progetta bene perché si teme che manchi il successivo finanziamento e non si finanzia perché manca un buon progetto. Ed allora, come uscirne? Innanzi tutto con un atto di volontà politica che sblocchi l’impasse progettuale-finanziario ad avvii il tutto.
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I CLASSICI NELLA BIBLIOTECA DI TRENTO, CON LA PROF MARIA LIA GUARDINI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Maggio, 2014 @ 8:14 amDetto altrimenti: la peste in Atene e la guerra del Peloponneso – Pericle muore  (post 1516)
Penultima “lezione†dell’anno. la prossima sarà il 27 maggio 2014, ore 10,00 primo piano della Biblioteca Comunale di Trento, sala a fianco della Sala degli Affreschi e verterà sulla “Apologia di Socrate†di Platone.
Tucidide descrive la peste (430-429 a. C.). Con freddezza e distacco. Per certi aspetti tecnici (ad esempio: gli untori …) richiama alla mente la peste manzoniana dei Promessi Sposi.
La peste e gli esiti incerti della guerra inducono gli Ateniesi a mettere sotto accusa Pericle che se la caverà con una multa (a fronte di sottrazione di denaro pubblico!) e che poi comunque verrà rieletto.
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Pericle ha autorevolezza ed autorità . Sa comunicare bene. Trasforma il momento dell’accusa mossagli in una occasione per il suo terzo ed ultimo discorso all’Assemblea:
 “Il politico che ha buone idee e intuizione ma non sa comunicare vale poco, quanto il politico senza idee e senza intuizione. Io ho idee e intuizione e so comunicare.
La guerra va malino? L’abbiamo decisa insieme. E poi, noi siamo una tirannide (sic): possiamo anche non fare nuove conquiste, ma perdere quelle che abbiano già fatto è pericoloso. Lasciamoli avanzare per terra. Chiudiamoci in Atene e dominiamo il mare. Non potranno rifornirsi e se ne andranno, anzi, andiamo noi a portare loro la guerra a casa loro via mare!
Molti nemici, molto onore; credere, obbedire, combattere. Vincere! E noi vinceremo se non perderemo la calma; se manteniamo forte la flotta; se non cerchiamo di estendere il dominio terrestre; se non mettiamo a rischio la città di Atene.
Quando è salvo il pubblico interesse, sono i privati a trarne maggiore profitto. Profitto che manca loro quando lo stato va in rovina. Se il privato va bene ma la città va male, tutto crolla. Se il privato va male ma la città va bene, tutto è salvo.
Oggi purtroppo il furbastro che ha successo è ammirato. L’uomo onesto è disprezzato. Si preferisce essere stimati abili bricconi piuttosto che onest’uomini.â€Â
Tucidide sembra stimare Pericle. Afferma: Atene era formalmente una repubblica, di fatto un principato ben governato da Pericle. La guerra fu persa perché dopo Pericle, morto di peste, si scatenano lotte interne; si organizza una inopportuna e disastrosa spedizione in Sicilia (voluta da Alcibiade); scoppia una sanguinosissima guerra civile, durante la quale scompare qualle ache sarà la pietas romana e il rispetto di tutto e di tutti; durante la quale durante la quale vince chi grida più forte, chi soverchia, chi uccide prima.
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NUOVO LESSICO FAMILIARE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Maggio, 2014 @ 6:34 amDetto altrimenti: “nuovi†modi di dire che – purtroppo – ci sono diventanti familiari … (post 1515)
Agibilità politica, diritti acquisiti, gestioni separate, too big to fail, too big to jail, così fan tutte, a mia insaputa, democrazia della rete.
(N.B.: le foto non sono in ordine. Fra tutti coloro che avranno saputo metterle nell’ordine giusto sarà estratta una copia della nostra Carta Costituzionale con evienziate in rosso le parti non attuate)
Agibilità politica. Puoi pretendere che ti sia concessa solo se sei un politico, diventa un tuo “diritto acquisito” (v. relativa voce). In realtà è un privilegio di casta. Ti consente di non “andare al gabbioâ€, cioè di non essere arrestato, nemmeno ai domiciliari. Se non sei un politico non la puoi reclamare e vai al gabbio.
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Diritto acquisito. Dicesi di privilegio medievale consolidato nel tempo, da tempo (e nello spazio, nel senso che “così fan tuttiâ€, v. relativa voce). Si applica solo a privilegi odiosi soprattutto per chi è privo del necessario. Non si applica ai diritti sanciti dalla Carta Costituzionale quali quelli alla famiglia (potersene costituire una), al lavoro (averlo e mantenerlo), all’istruzione, alla salute, etc..
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Gestioni separate. In una famiglia le risorse sono limitate. Ad un componente – un figlio prepotente, viziato e capriccioso – si consente l’acquisto e la manutenzione di un’auto di lusso, con il che è impegnato il 70% del totale delle risorse. Il rimanente 30% viene suddiviso (ma equamente, che vi credevate?) fra tutti gli altri componenti per tutte le altre necessità familiari. La gestione di quel 70% dicesi “gestione separataâ€.
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Too big to fail. Altri dicono “too big to jail”. Troppo grande per essere lasciata fallire e/o arrestata. Dicesi di ciascuna delle principali banche europee che con i risparmi dei depositanti invece di fare banca (prestare denaro a famiglie e imprese) si sono messe a fare speculazioni finanziarie sino a rischiare il fallimento, per evitare il quale l’UE ha dato loro 3.200 miliardi di euro che l’UE aveva ricevuto dagli Stati e che gli Stati avevano ricevuto (rectius, prelevato) dalle tasche dei cittadini.
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Così fan tutte. Opera di tale W. A. Mozart. Dicesi anche delle tesorerie dei partiti politici che hanno rubato denari. Il lessico è stato introdotto da tale B. Craxi. Dicesi anche nei casi di mega-pluri-corruzione in grosse OO.PP. (Opere Pubbliche). In questo caso il lessico è stato adattato alla nuova fattispecie da tale S. Berlusconi, il quale, di fronte alla raffica di arresti per l’Expò di Milano, afferma: “In tutto il mondo quando vi sono grandi iniziative, è normale che ognuno cerchi di farsi raccomandare, cerchi appoggi per avere appalti … tutto normale … così fan tutte le imprese …â€
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A mia insaputa. Dice così che riceve in regalo una somma da €800.000 in su, o chi viene intercettato dagli inquirenti (a sua insaputa, appunto) mentre agevola la latitanza di condannati. L’espressione è stata inoltre adattata dal citato S. Berlusconi per indicare la condizione di un proprio deputato condannato per mafia etc., il quale era deputato del suo partito “ a sua insaputaâ€, nel senso che era proprio lo stesso Silvio che “non se lo ricorda … ne aveva tanti di deputati propri …â€
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Democrazia della rete. Dicesi di situazione nella quale si ricevono milioni di voti; si crea una rete di centomila aderenti; si votano decisioni con la partecipazione di diecimila votanti; decide uno solo anzi due. L’espressione, sia pure con lessico adattato ai tempi, trae la sua origine storica dalla cosiddetta Repubblica Ateniese di Pericle, nella quale i numeri erano i seguenti: sudditi (delle città conquistate, i cosiddetti “alleatiâ€) paganti tributi ad Atene: 250.000. Cittadini Ateniesi aventi diritti politici: 30.000. Cittadini votanti partecipanti alle assemblee. 5.000. Cittadini che prendevano la parola nelle Assemblee: 10. Cittadino che decideva: 1 (uno): Pericle. L’evoluzione del concetto sta in questo, che si è passato da un solo decisore e due decisori. Questo passaggio dicesi “positiva evoluzione della democraziaâ€
EUROPA! EUROPA!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Maggio, 2014 @ 6:12 amDetto altrimenti? “Terra! Terra!â€, gridò quel marinaio di Cristoforo Colombo allorquando …. E fra qualche anno, chi dall’Ameica arriverà con una (simbolica) caracca (non era una caravella!) in vista del nostro continente, ci auguriamo che possa lanciare il grido “Europa, Europa!”  (post 1514)
Quarant’anni fa. Ne avevo trenta. Mi iscrissi al MFE – Movimento federalista Europeo di Altiero Spinelli. Oggi ricordo questa mia decisione d’allora con orgoglio. Il mio collega della Stet Roma e carissimo amico Gianni Ruta (poi prematuramente scomparso) salì sul Monte Bianco per piantarvi la bandiera europea. Quarant’anni fa.
L’Unione Europea, nata come CECA nel dopoguerra, per regolare carbone e acciaio, per regolare cioè la non-guerra e darci la Pace. Come è avvenuto. In seguito la collaborazione europea si è ampliata. La pace ormai per noi parrebbe un bene scontato, come la salute: la apprezzi veramente quando comincia a mancarti.
Solo che nel frattempo è intervenuta la globalizzazione, che non era prevista. Ed allora, anzi, ed ora, abbiamo bisogno di una Europa sempre più unita, degli Stati Uniti d’Europa. Checchè ne dicano i distruttori, detrattori, superficiali e pericolosissimi lettori della realtà geopolitica odierna e prossima futura.
Ieri sera. Sono stato ad ascoltare un’amica, Donatella, la quale ora è “anche†segretaria di un partito politico. Ma è rimasta soprattutto una cara amica, ovviamente. Ed ho ascoltato con uguale attenzione e piacere anche Herbert Dorfmann, candidato alle elezioni europee.
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Donatella: soprattutto la dimensione “storica e geopolitica” di una Europa Unita. Dorfmann, quella operativa e autonomista. Ottima integrazione!
EUROPA, EUROPA; in quanti (molti!) miei post trovate la fotografia della bandiera dell’Unione Europea …
Le elezioni europee. Molti le interpretano erroneamente come “elezioni di secondo gradoâ€. E invece no, amici, sono di primissimo grado! Infatti se vogliamo continuare ad avere “voce in capitolo†nel mare magnum della globalizzazione geopolitica, dobbiamo diventare Cittadini degli Stati Uniti d’Europa.
Le elezioni europee. Si vota in 73 seggi suddivisi in cinque circoscrizioni. Noi apparteniamo alla circoscrizione del Nord Est. Il Parlamento Europeo. 751 deputati, in numero costante pur in presenza di un numero crescente di stati aderenti … quindi per essere eletti occorre poter contare su di una massa considerevole di voti, cosa che qui da noi manca. Per fortuna, tuttavia, esiste il nostro diritto ad avere un rappresentante delle minoranze linguistiche, purchè – ecco il punto – raggiunga 50.000 preferenze. Ed ecco che l’unica possibilità – unica! – che abbiamo di avere un rappresentante “territorialeâ€, del nostro territorio, della nostra Terra (“Terra! Terra!†… ritorna quel grido …) è di concentrare i nostri voti su un unico candidato.
Macchè – dice – fai propaganda elettorale? No, faccio propaganda europea! Eppoi, quando arrivai in Trentino, 25 anni fa, chiamato (sic!) a lavorarvi sotto tale Bruno Kessler a fare il Direttore dell’ISA, mi dissero: “Qui in Trentino non si può fare a meno di fare politicaâ€. Io non avevo mai fatto politica, né la faccio ora. Solo che qui vivo la “polisâ€, la comunità in modo molto più intenso che altrove (e il mio “altrove†lavorativo e di vita è stato Roma, Torino, Genova, Milano). Tutto qui.
Qui in Trentino ho risolto il mio problema antropologico, ovvero mi sono sentito appieno parte integrante, soggetto attivo della “polisâ€Â come non mai. Ecco, si dice che il primo problema in Europa sia quello dei 20.000.000 di disoccupati. Io mi permetto di dire che il primo problema è quello antropologico: cioè, che ognuno di noi, occupato o disoccupato, si “senta†Cittadino Europeo.
Europa e Autonomia. Don Lorenzo Guetti andò in Austria e volle l’Autonomia perché era impossibile per la sua gente andare anche solo ad Innsbruck a reclamare e a difendere i propri diritti. E noi oggi dobbiamo “andare in Europa†per far altrettanto, per assicurare a noi, ai nostri figli, ai nostri nipoti l’Autonomia di oggi e ancor di più quella di domani, l’Autonomia delle Euroregioni (montane, soprattutto) all’interno della evoluzione del rapporto Stati Nazionali – Stati Uniti d’Europa. “Andare in Europa†… Ma … dice … come fare? Come? Andando a votare alle Europee, e votando per “il†nostro (unico possibile) rappresentante: Herbert Dorfmann. Chi non va a votare non vuole governare se stesso e lascia ad altri il diritto, il potere di governare se stesso.
Votare in Europa, votare per l’Europa: un “dovere di coscienzaâ€. Il primato della coscienza. E il rispetto della nostra coscienza viene ancor prima del “dovere moraleâ€, come ci insegna Papa Francesco. Detto altrimenti? Se non lo vogliamo fare per noi, facciamolo per i nostri figli e nipoti: votiamo per il processo che può e deve condurci agli Stati uniti d’Europa! Ce la sentiamo di tradire le generazioni passate che ci hanno regalato l’Autonomia? Ce la sentiamo di tradire le generazioni future che la nostra eventuale inerzia potrebbe sottrarre loro questo preziosissimo bene?
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Dice … si, vabbè … ma terra terra … se uscissimo dalla “Terra Europa” e dall’Euro, che succederebbe? Vi elenco solo poche conseguenze:
La moneta lira si svaluterebbe da sola; il costo del ripagamento (in EURO!) del nostro debito salirebbe alle stelle; la bolletta energetica esploderebbe;  i risparmi, le pensioni, gli stipendi perderebbero metà del loro potere di acquisto. L’unico apparente rimedio sarebbe svalutare noi stessi ed ulteriormente la lira per incrementare le esportazioni, ma essendo noi un paese manifatturiero privo di materie prime, il costo dell’acquisto delle materie prime salirebbe di molto etc. etc.. Ed allora, come potremmo “manifatturare†materie prime che non riusciremmo ad importare? Il risultato? Una economia di tipo albanese (e dico questo con il massimo rispetto per quel Pese, s’intende!). Eppoi, le decisioni geopolitiche … quale ruolo avrebbe il “vicus Italiaâ€, il “villaggio Italia†nel contesto dei colossi mondiali USA; URSS (già … URSS!), BRIC, etc.? AND, LAST BUT NOT LEAST, LA NOSTRA AUTONOMIA? In Europa si difede e rafforza a livello euroregionale. Nell’Italia voluta dagli anti europeisti, viene distrutta.
Quindi: “Terra! Terra!†ma “Terra Europa”, questa volta, non terra America …
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ABBIAMO IL CERVELLO: USIAMOLO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Maggio, 2014 @ 11:45 amDetto altrimenti: dai, che non ce lo siamo ancora bevuto …  (post 1513)
Alla TV
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Tizio insiste perché gli appartenenti alla Forze dell’Ordine siano contraddistinti da numeri di riconoscimento.
Caio replica e obietta: “Se in una manifestazione ci sono manifestanti con casco o con fazzoletti e passamontagna che li rendano irriconoscibili, la manifestazione deve essere vietataâ€.
Io dico: Caio non può obiettare con “pere†a chi gli parla di “meleâ€. I due frutti (e le soluzioni dei due problemi) non sono alternativi/e!
 2
Tizio critica gli applausi dei poliziotti ai colleghi condannati per omicio colposo.
Caio, loro rappresentante sindacale. si arrampicaa sui vetri per giustificarli, con frasi dìgeneriche del tipo: noi siamo per la legge, la verità …
Sempronio, dopo una settimana, informa che gli applausi erano diretti ad altri poliziotti, quelli insultati dai manifestanti in altra occasione.
Io dico: Sempronio interviene solo dopo una settimana?
3
Tizio afferma che il pericolo di corruzione non c’è solo per l’Expò di Milano, ma anche per il TAV e si chiede perché non si esamina a priori la correttezza delle procedure degli appalti TAV.
Caio replica: per il TAV il problema è un altro, quello della decisione del governo e della opposizione dei violenti e dei non violenti.
Io dico: Caio non può obiettare con “pere†a chi gli parla di “meleâ€. I due frutti (e le soluzioni dei due problemi) non sono alternativi/e!









































