LA SQUADRA NAZIONALE POLACCA DI SCI … VERY JUNIORES

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 2:09 pm

The Polish Olimpic National Ski Team (very juniores, of course!), with their instructor

Questa mattina presto ero a sciare in Paganella. Da bravo nonno qual sono, non mi sono persa questa istantanea. E poi … I promised them … avevo promesso loro un post! Ecco, this is all, questo è tutto. See you tomorrow, ci vediamo domani, sempre sulle stesse nevi, on the same snow … and have a good training for next Olimpic Games!

Buone vacanze, e auguri per le Olimpiadi!

Nonno (grandfather) Riccardo

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GRILLO: ” IL 15% DI VOI MI POTRA’ TRADIRE”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 1:51 pm

Detto altrimenti: solo il 15%?

Grillo, hai imbarcato molti ex disoccupati. Pensi che vogliano correre il rischio di elezioni anticipate, il rischio di non essere rieletti, di non maturare stipendio e vitalizio?

Fine del post

Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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GRILLO REGATANTE A VELA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 1:44 pm

Detto altrimenti: ligure lo è … e allora forse è anche un velista …. anzi, un regatante!

Goletta “Italia”: 10 persone bastano, per regatare, se “governano” tutte, però …

 

Grillo vuole diventare skipper del veliero Italia, che ha un equipaggio di 10 persone. Tanto ha fatto e tanto ha detto che è riuscito a farvi imbarcare quattro marinai di sua fiducia, ai quali ha detto: “Non partecipate alle manovre per il governo del veliero Italia. Vedrete che senza il vostro apporto il veliero Italia perderà la regata. A quel punto arrivo io, incolpo lo skipper attuale e assumo  il comando”.

 

 

 

Fine del post

Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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GRILLO …UN REATO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 1:32 pm

Detto altrimenti: forse si …

Diffondere notizie che turbino il regolare andamento delle quotazioni di borsa è un reato.
Grillo ha diffuso presso la stampa estera il seguente messaggio: “L’Italia di fatto è già fuori dall’Euro. Appena gli stati e la finanza estera si saranno liberati dei nostri titoli di debito pubblico, lasceranno andare l’Italia alla deriva” . Cito a memoria, ma il concetto è questo. Mi domando: le sue affermazioni non contribuiscono a far diminuire la fiducia dei mercati e quindi a fare aumentare il rischio Italia, a far diminuire il valore dei nostri titoli e quindi a far aumentare gli interessi che noi tutti paghiamo a fronte dell’indebitamento pubblico?
E’ lecito e legittimo da parte sua parlare così? Non vi è alcuna sanzione di legge o almeno sociale?

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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LA GIUSTIZIA SECONDO BERLUSCONI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2013 @ 7:02 am

Detto altrimenti: giustizia? (Ecco un altro open post dell’open blog, firmato GFP)

Tutti siamo innocenti davanti alla legge fino a prova contraria e la prova contraria la può stabilire solo il giusto processo. Fino a qui penso che tutti siamo d’accordo. Non è però d’accordo Silvio Berlusconi e i parlamentari che “non istigati la lui” (?) , come dicono loro, si sono precipitati a Milano alla sede del Tribunale dove si celebrano alcuni suoi procedimenti penali (ripeto, penali!) a manifestare contro la Giustizia Italiana. Pacificamente, dicono loro. A me è sembrata una minaccia. Minaccia ventilata più volte da esponenti di rilievo del PDL (come quella di ricorre all’Aventino). Non posso pensare che i cittadini che hanno votato PDL siano tutti contenti di aver visto una simile aberrante manifestazione. Ho parlato con alcuni di loro a Rovereto e tutti hanno stigmatizzato negativamente l’avvenimento. Perché Alfano non fa sondare il pensiero dei pidiellini?
Certamente bisogna stare bene attenti alla deriva che potrebbe portarci un acuirsi della situazione tragica nella quale ci troviamo.

Garantire a Berlusconi la partecipazione alla complessa fase politica in pieno svolgimento non era doveroso.
Respingere l’ipotesi del complotto dei giudici richiamato insistentemente da lui e dai suoi sostenitori più accaniti era doveroso.
Censurare lo squallido comportamento dei parlamentari riunitisi al tribunale di Milano era d’obbligo.
La giustificazione di tale atto è politicamente scorretta. Non è pensabile di giustificare un gruppo di persone elette dal popolo che si ribella contro un potere dello Stato.
Fortunatamente il CSM si è astenuto dall’ interpretarlo.
Cosa vogliono i pidiellini? Un legittimo impedimento “perpetuo e ad personam”?
Con questa manifestazione a dir poco sediziosa e intollerante vogliono far tacere la Giustizia? Vogliono assicurare al loro leader un salvacondotto perpetuo?
Devono invece mettersi bene in testa che chi sbaglia paga.
Se non si interviene in tempo – e questo lo devono capire subito Bersani, Monti e Grillo – rischiamo di balcanizzare la nostra cara e amata ITALIA.

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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PER UNA POLITICA COME PROFESSIONE (da narcolessico)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Marzo, 2013 @ 9:06 pm

Detto altrimenti: ridurlo e controllarlo, si. Abolirlo, no. Cosa? Il finanziamento pubblico ai partiti.

“Non fidarti di chi non vuole soldi, di chi non vuole essere pagato, di chi afferma di fare le cose per puro spirito di servizio (Casalegno, n.d.r.).
Che certe cifre vadano riviste al ribasso è cosa ovvia, dunque è cosa non interessante: lo si faccia e basta.
Tuttavia, anche e soprattutto in tempi di crisi, bisogna riservarsi la lucidità necessaria a capire che fare le leggi per un intero Paese costituisce un compito di enorme responsabilità, che non può e non deve essere retribuito come se si trattasse di un impiego qualunque.
Un elettore maturo deve fare attenzione a preservare le ragioni del professionismo e della professionalità, perché queste sono le sole che lo autorizzeranno a chiedere conto di quanto è stato fatto. Di sicuro non potrai pretendere nulla da uno come Franco Battiato, che fa l’assessore per la Regione Sicilia ma rifiuta lo stipendio per tenersi le mani libere e levare le tende alla prima difficoltà.
Se però sei interessato a prendere il 50% dei voti, allora la cosa è molto più semplice e te la cavi con poco: urla più forte degli altri, brucia qualche strega, taglia i fondi. E tagliati i fondi, cambia la moneta, vestiti con abiti di stoffa riciclata e non dimenticare di trovare un momento per dichiarare a qualche microfono spento che anche tu, a tuo modo, credi in Dio. A tuo modo, mi raccomando. Altrimenti sei uno del sistema.”

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… a meno che … i  “politici” non siamo ragazzi alle prime armi … (n.d.r.)

Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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COALIZIONI O PARTITI?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Marzo, 2013 @ 8:53 pm

Detto altrimenti: dobbiamo rifarci alle coalizioni o ai partiti, per capire chi ha vinto, come distribuire i ruoli istituzionali e chi deve condurre le danze?

La legge elettorale vigente. Brutta, orrenda, tutto quello che volete, ma vigente. Da essa noi elettori siamo penalizzati due volte:
1) i candidati parlamentari sono scelti dai partiti e non da noi elettori;
2) il premio di maggioranza su base su base regionale (senato) snatura il peso specifico del voto.

Inoltre occorre dire che il premio di maggioranza va alla coalizione. Ora accade che un partito non coalizzato (M5S) che al Parlamento ha ricevuto più voti del partito appartenente alla coalizione di maggioranza relativa, la quale come tale ha ricevuto il premio di maggioranza ed è diventata di maggioranza assoluta, chieda per sé la presidenza della camera dei deputati.
Ecco, io credo che occorra modificare la legge elettorale, ma fino a quel momento, non ritengo accettabile la motivazione a base della richiesta del partito che accampa per sé detta presidenza. Ciò perché in tal caso noi elettori saremmo “violentati” una ulteriore volta, cioè non potremo nemmeno fare affidamento sulla legge vigente, la quale, per quanto detestabile, deve invece poter rappresentare un punto di riferimento fisso e non opinabile o interpretabile da ciascuno “pro domo sua”.

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità

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LA RAGIONE ED IL TORTO … in Grillo

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Marzo, 2013 @ 9:23 am
Don Lisander”

 

Detto altrimenti? Non c’è modo che dirla con il Manzoni: “La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell’uno o dell’altra” 

 

 

 

E allora proviamo a vedere se e cosa ci sia di buono nel Movimento5Stelle. Siamo in aereo. Improvvisamente una perdita di quota. Poi si riprende regolarmente. Un passeggero, “tirandosela” da esperto: “Il solito vuoto d’aria”. Eh no, caro mio, nel nostro sistema fisico terrestre (e politico) i vuoti d’aria ( e di politica) non esistono, anzi, nella nostra natura non esiste il vuoto. Si è trattato di una corrente d’aria discendente o del rallentamento di una corrente ascendente.

Lo spazio, fisico e politico, è sempre “pieno” in quanto sempre “riempito”. La storia non ci ha insegnato nulla, evidente,ente. Infatti, se nel 1919, grazie al potenziale elettorale aumentato a seguito del suffragio universale si fossero attuate le necessarie riforme, non sarebbe arrivato il fascismo a riempire quei vuoti.

Ed oggi? Nel “secondo ventennio” quello berlusconiano, non sono state fatte le riforme di cui il Paese aveva bisogno. Ed ecco Grillo. E’ un fatto fisico, prima che politico, né intendo dare del fascista a nessuno, sia chiaro.

E poi, d’altra parte … le caste, la corruzione, l’evasione e l’elusione fiscale! Non se ne poteva e non se ne può più! Le caste … i privilegi … non li abbiamo ancora “scoperti” tutti … ci sono i “centri logistici (rectius, centri vacanze) dell’esercito; settori dell’impiego pubblico nei quali si va i pensione a 50 anni, perchè “i periodi fuori sede valgono il doppio”; pensionati definiti “personale di riserva” e pagati con stipendi pieni; assicurazione auto privata pagata dal datore di lavoro (pubblico); etc.. Ma c’è ben altro, direte voi. Si lo so, ma tant’è … Come dare torto su questo aspetto al novello Savonarola?

Caste e privilegio ci hanno impoverito. Ma Silvio dice: a fronte dei 2.000 miliardi di debito pubblico ci sono 8.000 miliardi di ricchezza privata. Premesso che questi dati confermano che alcuni privati si sono arricchiti sottraendo ricchezza al “pubblico” (è un fatto matematico, finanziario, fisico, non politico (anche se … per quanto .. a ben guardare ……), non è che l’assistenza sanitaria, gli stipendi e le pensioni li puoi pagare con quegli 8.000. A meno di tassarli (e ci risiamo, vedete … chi ha di più dovrebbe dare di più, molto di più).

Ma tutto ciò non servirebbe se non si tappassero tutti i buchi da cui la finanza pubblica è sottratta al finanziamento del bene comune. Ed allora ecco il “Grillo Controtutto Controtutti”, il Grillo trascinatore, come altri prima di lui. Dal fascino al fascismo di Mussolini; da lì  al  fascino di Berlusconi e poi al fascino di Grillo. Purchè non si vada allo “sfascio” dell’Italia!

Ma cosa c’è di buono nell’ondata tzunami di Grillo? A mio avviso l’averci fatto salire in piedi sui banchi per avere dell’aula Italia una visione “da un punto di vista” diverso, da “un diverso angolo visuale”. Ricordate il film “L’attimo fuggente”?

Cos’altro c’è di buono in Grillo? La “possibilità”, l’”occasione” che Grillo ha di accettare il dialogo e la partecipazione al governo. Ha voluto “entrare nel sistema”. Ora è dentro il sistema. Lo vuole cambiare? Ok, secondo le regole del sistema, non boicottando la formazione del governo, con un atteggiamento che provocherebbe (quanto meno nel breve periodo) ulteriori danni ai cittadini che sono già alla canna del gas!. Io credo che se Grillo accettasse di contribuire a votare la fiducia ad un governo PD aumenterebbe la sua credibilità e la sua forza attrattiva verso fasce sempre maggiori di elettorato. In caso contrario, vista la coincidenza di molti punti programmatici del PD con quelli del 5stelle e la comune opposizione del PD e del 5Stelle nei confronti di Berlusconi (“Che si faccia condannare e scappi sulle spiagge africane come Craxi”; “Il 5Stelle voterà a favore del suo arresto”,  firmato Grillo. Più di così non si può, n.d.r.), la gente non potrebbe che ricondurre alla responsabilità di Grillo gli ulteriori danni che il Paese sarebbe chiamato a sopportare.

BEPPE, GIA’ OGGI LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI NON “SCENDE” NEI 5 STELLE: AL MASSIMO IN UNA LOCANDA O IN UN OSTELLO … E TU CHE FAI? LA VUOI RIDURRE A DORMIRE IN AUTO? DAI, FACCIAMOLO ‘STO GOVERNO! SARAI PIU’ CREDIBILE TU STESSO!

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Ceterum censeo … e poi penso che non sia accettabile che parlamentari del secondo partito di maggioranza relativa del paese, violando le regole di accesso (controlli elettronici compresi, tanto per capirsi), invadano il tribunale di Milano cercando di forzare l’andamento della giustizia e interferendo nel principio costituzionale della separazione dei poteri. Inoltre, così come non approvo chi nel passato ha definito il parlamento un possibile “bivacco di manipoli”, non approvo oggi chi lo definisce “una scatola di sardine”. Prendo infine atto che oggi due persone sono purtroppo di ostacolo all’esercizio della democrazia: una, per i suoi problemi giudiziari; l’altra, per la indisponibilità a “partecipare” al governo del paese, essendo disponibile solo al “proprio” governo, benche’ in minoranza, aspirando inoltre essa – nel frattempo – non a raggiungere la maggioranza dei consensi, ma la totalità.

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TRENTINO: (sono state) ABOLITE LE COSIDDETTE “PORTE GIREVOLI”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Marzo, 2013 @ 9:01 am
Questa notte a Trento nevicava …

Detto altrimenti: se un consigliere viene nominato assessore, resta anche consigliere, non gli subentra nessuno … e così si risparmiano soldi

Si, vabbè … ma.  Infatti la cosa mi fa venire in mente le ultime votazioni per la fiducia al Governo Berlusconi. Oggi tutti sono attenti a scoprire se ci fu o meno una “campagna acquisti”. Io da tempo mi ero concentrato su di un altro fatto: che in occasione di quelle votazioni in “zona cesarini”, cioè al limite (numerico) della approvazione, arrivassero trafelati i componenti del Governo Berlusconi (che erano anche parlamentari) a votare la fiducia del parlamento al  … Governo Berlusconi, cioè a  se stessi!

Ecco, il parlamento (e i Consigli Comunali) non dovrebbe “governare” ma “fare leggi e controllare”. Infatti la funzione di governo è affidata al Governo e alla Giunta cioè ai ministri e agli assessori. Si tratta di applicare e rispettare due principi fondamentali: la separazione dei poteri e la necessaria mancanza del conflitto di interessi fra funzioni diverse, confusione di poteri e conflitto di interessi che invece esistono quando uno vota la fiducia a se stesso o applica le leggi che lui stesso ha emanato.

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LA STORIA D’ITALIA – 3) DAL FASCINO AL FASCISMO AL FASCINO (OVVERO, “ALLARME DEMOCRAZIA”)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Marzo, 2013 @ 5:48 pm

Detto altrimenti: tanto per collegare passato e presente, Italia ed estero, leggete anche il post immediatamente precedente (Chaves-Grillo), non solo le prime due puntate di questa serie …

Giolitti … del periodo pre-fascista …  si disse che l’Italia era difficilmente governabile perchè vi mancava il bipolarismo. Errore. Infatti, il bipolarismo mancava di fatto anche in tutti gli altri stati europei e in USA. In realtà, ciò che serve per un sano funzionamento di un sistema parlamentare non è il bipolarismo, ma una maggioranza che governi ed una opposizione che “si opponga”.

Questa caratteristica … non vi ricorda una carenza attuale della nostra politica?

Il percorso politico di “salita al potere” di Benito Mussolini è stato assai diversificato e tortuoso, con molti “tornanti” montani, direi … del tipo “Stelvio” … ed approda alla dottrina della “minoranza (violenta) organizzata”. E dove si rivolge Benito per raccogliere la sua minoranza? Fra le fila dei reduci di guerra – fra cui 160.000 ufficiali – stanchi, delusi, arrabbiati, scontenti, preparati solo al “mestiere delle armi e della violenza” e non la reinserimento nella società.

 

E dire che … e dire che nel 1919, grazie al suffragio universale, ci sarebbe stata un’ampia maggioranza democratica per fare le riforme necessarie (anche Berlusconi ha avuto per tanti anni una forte maggioranza, ma le riforme necessarie non si sono viste. Ed ora … ecco …siamo … al punto in cui siamo). Quali le riforme non fatte nel 1919? La riconversione delle industrie ex belliche; la distribuzione delle terre ai mezzadri; un grande piano di opere pubbliche; la lotta all’analfabetismo; una politica estera di buon senso (ad esempio, non esasperarsi nel richiedere la Dalmazia e invece reclamare Fiume. In tal senso ci provò Bissolati, ma Benito lo sabotò).

Nel marzo 1919 Benito fonda il “fascio di combattimento” con 100 iscritti. Programma: “Suffragio universale bisex; decentramento amministrativo; eliminazione del senato; eliminazione della polizia politica; eliminazione dei titoli nobiliari; eliminazione del servizio di leva obbligatorio; sequestro dei beni vescovili; abolizione delle SpA, delle banche e del marcato azionario; censimento della ricchezza e confisca dei patrimoni improduttivi; la terra alle cooperative contadine; la gestione delle industrie e dei servizi pubblici locali ai sindacati. Di tutto e di più, diremmo noi oggi. Non vi ricorda l’odierno “contro tutti” di …?

Mussolini mette in stato di accusa tutti i partiti e le forme democratiche ma nello stesso tempo chiede il suffragio super universale bisex (no, non via web, no …)? Forse era alla ricerca di una democrazia formale per gli altri e di una potere assoluto sostanziale per se stesso. Forse … ma almeno lui, poi, in parlamento ci è andato …

Mussolini si presenta come un ultrarivoluzionario che spinge le masse a rivoltarsi contro tutto e contro tutti e a credere solo in lui.

Domanda: quale altro recente politico spinge le masse a rivoltarsi contro tutto e contro tutti e a credere solo in lui?

Per Mussolini cessano gli aiuti finanziari francesi ed iniziano quelli delle fabbriche di armi italiane (Ansaldo in testa). Lui fa l’ultra rivoluzionario che sconfigge i rivoluzionari “semplici”. Una sorta di controfuoco per “arginare i fuochi dei sovversivi rossi”, almeno così lo interpretano gli industriali che lo finanziano.

Una scena de “I cavalieri” di Aristofane

 

D’altra parte, non aveva inventato nulla di nuovo. “Qualche anno” prima di lui un certo Aristofane, nella sua commedia “I cavalieri” ci narra di come il partito aristocratico in Atene, per sconfiggere il potere del demagogo Cleone, avesse assunto un “venditore di salsicce” che era capace di gridare più forte di Cleone: “Se lo superi (nelle grida)  abbiamo vinto!” Dal venditore di salsicce al conquistatore di un impero, al …. lasciamo perdere… L’evoluzione della specie.

 

  

Ma ora appare sulla scena il Partito Popolare Italiano. Lo vedremo alla prossima puntata, la quarta della serie.

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