TERZO SETTORE E VOLONTARIATO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Dicembre, 2018 @ 8:11 am

Detto altrimenti: tanto tuonò che piovve …. (post 3436)

La riforma del terzo settore: una regola di cui molte associazioni, enti e istituzioni avevano bisogno e molte no, ma si sa, rsumma lex summa iniuria: per quanto sia perfetta una legge, tuttavia essa potrà sempre essere d’impaccio per qualcuno.

Infatti vi sono associazioni ed Enti “allegri” nella gestione del denaro e dei beni (ve ne sono alcuni nei quali dal bilancio sono “spariti” immobili e/o nei quali ci si autopagano stipendi e consulenze da favola!) che hanno indotto il legislatore a porre vincoli e  controlli. Bene. Tuttavia questi paletti sono ostacoli al funzionamento di associazioni ed enti di dimensioni minori (minime, direi) nelle quali proprio non si avvertiva la necessità di questa regolamentazione.

E  veniamo al volontariato, a quello vero, cioè (giustamente) non retribuito. Alcuni decenni fa ero volontario (vero) nella Repubblica Serba di Bosnia, insieme a tanti amici. Ci pagavamo il viaggio e il soggiorno, ogni tipo di spesa, utilizzavamo le nostre auto e le nostre ferie per dedicarci al soccorso di quelle popolazioni. In un’occasione conobbi un tale che faceva grosso modo il nostro stesso lavoro, solo che era inquadrato in una associazione governativa ed era lautamente stipendiato. Ecco, non dico che non ci vogliano anche queste persone, solo che occorrerebbe definirle con un nome diverso da “volontari”: potremmo definirli, ad esempio, “Funzionari dell’ONU, etc.”.

Tuttavia la gratuità presenta un lato debole di cui occorre prendere atto e che occorre superare: in genere, il “volontario” si sente obbligato solo nei limiti delle sue forze e disponibilità (si impegna molto, gratuitamente e seriamente e dove arriva mette punto) e non invece nel limite di un obiettivo da raggiungere in ogni caso. Invece egli deve vivere la propria decisione (di essere volontario) “cum onere suo”, cioè con tutti gli obblighi che essa comporta, primo fra tutti quello della risoluzione del problema e non solo del migliore utilizzo del proprio tempo e denaro.

Ciò è particolarmente necessario in presenza di associazioni in forte crescita, il cui sistema organizzativo e gestionale deve essere fatto virare verso sistemi aziendali, basati su tutte le funzioni tipiche di una SpA: organizzazione e controllo, formazione, crescita e motivazione del personale, decentramento, amministrazione e finanza, budget e pianificazione pluriennale, piano strategico.

Una parola sul decentramento: un sistema che sta crescendo o che vuol crescere deve decentrare potere e responsabilità. Un sistema che decentra potere e responsabilità pone le basi per la propria crescita. In caso contrario c’è solo l’involuzione del sistema.

Ecco, mi sarei aspettato che la riforma del Terzo Settore avesse affrontato anche questi aspetti.

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DAL 6 DICEMBRE 2011 AL 6 DICEMBRE 2018

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Dicembre, 2018 @ 6:05 am

Detto altrimenti:    post n. 3424, il primo dell’ VIII° Anno EB-Era Bloggista

downloadL’ultimo post del Primo Settennale di vita l’ho pubblicato ieri, ma i festeggiamenti ho preferito rimandarli ad oggi, primo giorno dell’ottavo anno di vita. Come andò, in allora? Andò che la cara amica Mirna (Mirna Moretti, la GL-Grande Lettrice di “Un libro al giorno”, animatrice del GdL-Gruppo di Lettura Librincontri presso il caffè Città di Piazza Italia) era stata chiamata dall’Editore Ing. Andrea Bianchi a bloggare su Trentoblog in tema di libri e aveva accettato. Richiesta poi di indicargli un possibile potenziale blogger a tema libero, aveva pensato a me. Ecco come andò ed io non la ringrazierò mai abbastanza! Infatti  il blog è diventato la mia coscienza, il mio stimolo, il mio relax, il mio sfogo,  il mio diario, il mio tentativo (chissà se ci riesco) di contributo al miglioramento del mondo, il mio instancabile compagno di viaggio. Pensate un po’: incontro un’amica che non vedo da tempo e le dico: “Come va? E’ tanto che non ci in contriamo!” E lei “Ma cosa dici mai? Io leggo tutti i giorni i tuoi post!” Della serie: con un blog non sei mai solo. E oggi, per celebrare l’inizio dell’ottavo anno di vita, ho pensato di

  • fornirvi qualche dato statistico sui miei post;
  • sottoporvi una riflessione sul GC-Grande Cambiamento intervenuto in questi sette anni;
  • darvi un’idea circa un possibile regalo di Natale.

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Statistica 

“One post a day keeps the doctor away“! Allora io continuerò a godere di ottima salute visto che in sette anni ho pubblicato 3.423 post ovvero 1,4 post al giorno festivi compresi, articolati su 172 pagine web. La fascia di lettori più nutrica è quella dai 25 ai 35 anni, per il 51% maschi e gli argomenti più “cliccati” sono sport e turismo; quelli più “scritti” sono  musica, sociologia, politica, democrazia. La durata media di ogni lettura è di 1,10 minuti. Nel periodo ho ricevuto   2.210 commenti e 650 spam. La frequentazione media  varia da 50 (giorno festivo estivo) a 200 lettori al giorno. I lettori ricorrenti sono fra il 10 e il 30% del totale (ovviamente i nuovi, ogni giorno, fra il 90 e il 70%). Mia connessione ai social: nessuna.

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Il GC-Grande Cambiamento 

Sette anni fa – Oggi? I cannot help myself underlineing  … non posso fare a meno di sottolineare la pesante involuzione subita dall’Umanità, nel doppio significato di “insieme di persone” appartenenti alla stessa, unica razza: quella umana, appunto; e di “qualità positiva” che dovrebbe contraddistinguere questo insieme di esseri viventi. Quo vadis mondo?

Possibile regalo di Natale 

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                 Libro d’amare

Regalate e regalatevi un Built in Orderly Organized Knooledge, in sigla un BOOK, un libro. Infatti è il massimo della tecnologia! Volete mettere? Niente fili, niente batteria, è compatto e portatile, può essere usato anche comodamente seduti davanti al caminetto acceso. E’ costituito da una sequenza di fogli numerati (di carta riciclabile) ciascuno dei quali contiene migliaia di bit d’informazione. Questi fogli sono mantenuti insieme nella sequenza corretta da un’elegante custodia detta rilegatura. Ogni parola viene scannerizzata otticamente e l’informazione è direttamente registrata nel cervello. C’è un comando “browse” che permette di passare da una pagina all’altra, sia in avanti che all’indietro, con un solo colpo di dito. Un’utility detta ”indice” permette di trovare istantaneamente l’argomento voluto alla pagina giusta. Si può acquistare un optional chiamato ”segnalibro” che permette di tornare dove ci si era fermati la volta prima, anche se il Book è stato chiuso. E’ stato inoltre messo in commercio il Portable Erasable-Nib Cryptic Intercommunication Language Stilus, in sigla PENCIL (matita).

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Dice … ok, capito, ma quale Book suggerisci, caro blogger? Quale? Fra i tanti quello dalla cui pagina 19 ho tratto le indicazioni di cui sopra: “Pape Satan Aleppe – Cronache di una società liquida”, di tale Eco dr. Umberto, Ed. La Nave di Teseo, febbraio 2016: 469 pagine, €20,00, cioè 4,27 centesimi di euro a pagina: dai che vi conviene! E’ una miniera di riflessioni!

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Dice … ma un’alternativa no? Certo raga, scialla, ma sempre in tema di Umanità/umanità: vi propongo il romanzo, “Le rughe del sorriso” di Carmine Abate (Mondadori)  (Abate, già Premio Campiello 2012 con “La collina del Vento”).

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Buon compleanno BLOG! E – a tutte e a tutti – buon BOOK, buoni post, buon Natale ma soprattutto buona, cara, preziosa vecchia Umanità!

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CARMINE ABATE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Dicembre, 2018 @ 3:39 am

Detto altrimenti: … e il suo ultimo lavoro “Le rughe del sorriso”       (post 3424)

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        Lo scrittore e il blogger

Conoscete il Premio Campiello? E’ un Premio che viene assegnato secondo un procedimento molto articolato che prevede – fra l’altro – il voto di giudici popolari “segreti”. Come si fa? Si scrive, ci si propone e se si viene accettati si riceve la copia dei cinque libri finalisti con l’obbligo di leggerli e di pronunciarsi nel più assoluto silenzio e segreto nel senso che non dovete dire a nessuno che fate parte di quella giuria. Mia moglie Maria Teresa è stata giudice nel 2014. Carmine ha vinto il campiello nel 2012 con “La collina del vento”. Calabrese “ma” vissuto molto in Germania e da moltissimo in Trentino (Carmine, non te la prendere, anche di me dicono “Nato a Genova, “ma” residente a Trento da trent’anni”: ti assicuro, in quel “ma” non c’è alcuna malizia!) … in Trentino, si diceva, ed in particolare a Besenello, dove è (stato?) collega della nostra amica collega lettrice (del Gruppo Librincontri di Mirna Moretti) Raffaella Masera, la quale ci ha avvisati della presentazione, ieri sera in casa Libreria Mondadori, del suo ultimo lavoro. Detto, fatto: io ci sono andato. Che dire?

downloadLa Persona. Gradevolissima (un giovanotto, 10 anni meno di me, maccomesipermette?).

Il libro ho già iniziato a leggerlo e sin dalle prime pagine ne sono stato catturato, innanzi tutto per la spontaneità del linguaggio-semi-dialetto alla Camilleri: uno scrigno di gioielli, i dialetti, che i like, le faccine, i xchè, i tvb e gli altri obbrobriosi segni convenzionali del web non riusciranno mai a distruggere.

La dedica che Carmine mi ha fatto? Non avrebbe potuto essere più bella: “A Maria Teresa e Riccardo, amici della mia cara collega Raffaella, con tanta stima”.

La Calabria. Ne abbiamo parlato un poco, solo un poco xchè (!) io ho conosciuto solo Reggio Calabria, la sua passeggiata a mare (il km più bello del mondo), un amico di lavoro (Ing. Agostino S.) e i due Bronzi di Riace, paese che ora conosco anche per il suo sindaco (coraggio, sindaco, siamo con te!).

L’8 dicembre p.v. a Besenello ci sarà un suo evento (cfr. post Prossimi Eventi): farò il possibile per esserci.

Grazie, Carmine!

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INTERCETTAZIONI PERICOLOSE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Dicembre, 2018 @ 7:16 pm

IMG-20181204-WA0007Detto altrimenti: non ci crederete, ma è tutto vero!   (post 3423)

Stavo giocherellando con il mio smartfone quando sono enrtato mio malgrado all’interno di una conversazione privata … e allora mi sono detto che forse Babbo Natale deve scriverla davvero una letterina a non solo a Salvini …

Inizia 

Giggi, Giggi … è scuppiat nu casin,  se ne so’ accuort …

Papà , accuort e che? Chi?

Quelle e licenze edilizie, i cuntratt e faticà …

Che dici? Quelli che nun tenevamo?

Overo, Giggì, e mo’ che facimm?

Che fatt tu papà, io so’ ministro.

E proprio perché tu sii ministro che s’ha da truvà na soluzione.

Ma tu che vai trovann a me? Nui simme “onesti, onesti, onesti”.

Vabbuo’ o saccio pur’io e pur io so’ onesto, ma na vota sola.

E vabbuo’ papà, facimme accussì: tu t’hai a scusà; hai e ricere che chelle le case erano sgarrupate e che abbisognava da fa’ in ogni caso; che ti si sbagliato; che eri poveriell e  chilli li operai nun tenevano a faticà e a che a issi hai fatto nu regalo overo. E poi invocheremo lo stato di necessità: simme a Natale e tutt so’ cchiù bbuone!

A Giggì, vieni a papà …. tu si nu piezze e core!

Finisce

P.S.: no, raga, non è una delle solite storielle che girano in internet, no. Questa è mia, anche se io sono un genovese “vivente” a Trento da trent’anni! Il fatto è che sono appassionato di dialetti, ed ogni tanto ci provo, come quando – per fare un esempio – anni fa scrissi una poesia in dialetto trentino: fatta leggere a Paolo Castelli (famoso autore, commediografo e attore locale), mi ha detto :”Erori non ghe nè ma se capise che sei ‘n Talian …”. Evvabbè, mi sono detto, accontentati, Riccardo. Ora ci ho rifatto con il napoletano che però ho fatto correggere dalla cara amica Rosetta, napoletana verace; io, al quale un negoziante di Napoli, durante una mia visita qualche anno fa a quella bellissima città,  disse: “Signurì, vui site nu Napoletano mancato!” Complimento che gradii molto.  E allora, ecco un paio di proverbi del giorno, uno napoletano ed uno spagnolo: la traduzione fatela voi, ecchè, vi devo dire tutto io? Quando mai !?

  • Fattella  ca gente meglio e te e fance e spese!
  • Piensa mal y acertaràs!

E allora, chi traduce?

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NATALE 4 (dell’ ACCADEMIA DELLE MUSE)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Dicembre, 2018 @ 7:56 am

Detto altrimenti: Serata augurale di “musica, canto e danza su ghiaccio” (post 3422)

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        Stefania, Cristina, Maria Letizia

Undicesimo anno di attività per il nostro Circolo Culturale, al cui interno ognuno offre agli Altri un po’ di se stesso: innanzi tutto Umanità e Amicizia, intese come attenzione all’Altro. Poi, la sua “arte” di dilettante o di professionista nei vari campi della Musica, Canto, Letteratura, Storia, Pittura, Viaggi, Fotografia, Teatro, Danza, Sport, etc. etc.. Ieri sera…tona di Auguri con la Musica ed il Canto di due Artiste Vere di fama internazionale: la pianista e fortepianista Stefania Neonato http://www.stefanianeonato.com/?q=node/2 (pianoforte)  e la soprano  Maria Letizia Grosselli http://www.gabrielanechina.com/maria-letizia-grosselli.html con il loro recital “Note di Donne”.

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Ecco il programma di sala, con ogni brano precedeuto da una spiegazione ed introduzione storico-musicale da parte di Stefania: Clara Wiek,:”6 lieder Op. 33″ – “Notturno Op. 6 per pianoforte solo” dalle “Soirées Musicales” – Fanny Mendelssohn: “Wanderlied, Sehnsucht nach Italien, Sehnsucht”; Ponte molle per piano solo; “Gondellied, Nach Sueden”. Musiche che – nonostante la giovanissima età delle compositrici – denotano una grande cultura compositiva e che – grazie alla giovanissima età delle compositrici – denotano una sana irruenza giovanile.  Bis: “Tarantella” di Rossini.

Indi la storia dei campioni di pattinaggio su ghiaccio, a cura dell’ Accademica Mery, accompagnata da eccezionali filmati di “libellule” su pattini, con il gran finale di Carolina Kostner!

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      Mirna: “Buon compleanno, Maria Letizia!”

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Fra i due “tempi”, la consueta cena e un momento-regalo per dire grazie alla presidente Cristina che ha ideato l’Accademia, la sta costruendo e gestendo (in casa propria!) da 11 anni (ieri sera eravamo ben 55 presenti!).

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Cristina, con i nostri due regalini già posizionati in loco!

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A me è toccato di dire due parole per l’occasione, che riassumo ben volentieri qui: “In un mondo troppo web, spersonalizzato, fatto di velocissimi e impersonali like, Cristina ha creato un’occasione unica di incontro e di espressione reciproca: grazie Cristina e Auguri da parte di tutti noi! Si … vabbè, però domani per piacere andate a leggere il mio post …”

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Cristina e Mery, la storica del pattinaggio su giaccio

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Prima di andare a casa, Cristina ha regalato ad ognuno di noi un barattolo di MA-Marmellata Augurale  elegantemente adornato con un centrino ricamato a mano (!) ed una bottiglietta di infuso digestivo alle erbe varie, così, tanto per non farsi mancare nulla (ed eravamo in 55!): doni preparati con l’aiuto dell’infaticabile Giovanna (grazie anche a te, Giovanna, felice neo suocera!).

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“Buon Natale, amiche ed amici dell’Accademia delle Muse!”

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All’uscita, avendo indossato il mio caldissimo giaccone, ho atteso Maria Teresa nel vialetto esterno d’ingresso. Lì un collega, uno “nuovo”, un amico fisarmonicista che accompagnerà la nostra prossima rappresentazione di una commedia (goldoniana): “E’ solo la terza volta che vengo e sono estasiato: qui troviamo insieme il calore di una famiglia, lo stare insieme fra amici, un’ottima cena, Musica e Canto da Teatro d’Opera, cronache e storie diverse … insomma un mix unico, irripetibile: una serata che ne vale tante!”

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Ecco, questo è stato il nostro NAA – Natale Accademico Augurale. Buon Natale e tutte e a tutti, anche ai non (ancora) Accademici!

P.S.: Be’ Cristina … per il prossimo anno, slargando solo un poco casa tua … una piccola pista di ghiaccio … che ne dici? Se po’ fa’? O anche in giardino, se preferisci …

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NATALE 3

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Dicembre, 2018 @ 10:50 am

 Detto altrimenti: “siccome che” sono a casa agli arresti domiciliari per i postumi di un’influenza … (post 3421)

… il tempo per scrivere non mi manca: ed allora rieccomi a voi con il terzo post “natalizio” (Natale 3): una poesiola. Che poi non è che ogni anno ne scrivo di nuove, solo che ogni anno le ripesco tanto magari l’anno scorso nemmeno eravate miei lettori! Insomma, un blogger si deve pur arrangiare in qualche modo, o no?

Natale di neve

La terra si sveglia

calda e cicciotta

dentro la nuova pelliccia

al pari di grassa e bianca marmotta.

images (1)Si stropiccia

i due piccoli laghetti gelati

e si specchia

vanitosa ragazzina

nell’aria rosa

della nuova mattina.

Sotto i loro mantelli

downloadi tetti delle case sono rossi

come nasini raffreddati

e l’alito dei camini

affresca nel cielo

riccioli bambini

mossi e ribelli.

Nell’orto ghiacciato

il giovane pero ha indossato

i suoi paramenti più belli

che scintillano l’azzurro

di mille soli splendenti.

downloadDalle staccionate

del quadro di Monet

il corvo pennella

con guizzi intinti di nero

favole arabescate

sul bianco quaderno.

Sorridono i bimbi

appena svegliati

impazienti d’uscire

download (1)a creare

vicino al fienile

con piccole mani

gioiose arrossate

il pupazzo di neve

che vorrebbero eterno.

Dal pio campanile

di Pieve montana

si leva in volo preghiera

download (2)d’un’argentina campana:

“Benvenuto bambino Gesù!

Illumina col Tuo Dolce Amore

questa fredda mattina.

Solo Ti prego:

finchè viene sera

non darle troppo calore

e vieni a giocare anche Tu”.

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Vi è piaciuta? Se, si, grazie; se no, grazie lo stesso!

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IL REGALO DI NATALE CHE MI ASPETTO (NATALE 2)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Dicembre, 2018 @ 7:45 am

downloadDetto altrimenti: i retiarii, chi erano costoro?         (post 3420)

Retiarii, si legge reziarii, erano i gladiatori che combattevano armati di un tridente e di e di rete metallica con la quale cercavano di far inciampare e far cadere a terra o direttamente di irretire l’avversario, per poi trafiggerlo a morte. Umberto Eco, nel suo libro più venduto in assoluto, pubblicato 20 anni fa ed oggi ri-edito da La Nave di Teseo (“Il fascismo eterno”), ci aveva messo in guardia prevedendo che saremmo caduti preda delle reti (web/televisive). 20 anni fa … in gamba questo Eco! Su questo libro trovate molto qui, fra i miei post.

Italia: “Lo vuole la rete!” Un nuovo “Dio lo vuole! “Deus vult”? E subito vediamo come attraverso questo nuovo comandamento divino (meglio: attraverso chi manovra la rete) la democrazia si stia democraticamente trasformando in oligarchia attraverso un nuovo micidiale DDT, la Democrazia Diretta per Tutti.

Francia. Altro paese, altra rete, quella di chi si oppone all’aumento della benzina e della tassa di revisione delle auto!

download (1)La “politica contro”: contro gli Ebrei (Germania nazista); contro le plutocrazie (Italia fascista); contro i meridionali (Lega della prim’ora); contro la Politica, gli immigrati e l’UE (governo attuale); ed ora la Francia, contro il caro benzina! Ma via, che delusione! La grandeur francaise non sa trovare un obiettivo più nobile, chessò, contro l’uso della lingua inglese in favore della sua sostituzione con quella francese; contro il “galletto amburghese” in favore del “galletto francese” etc.

Prima dell’avvento di Trump speravo. Speravo nella costituzione degli Stati Uniti d’Europa e di un loro accordo con i cugini USA per la definizione di accordi di sviluppo pacifico dell’intero pianeta. Ma poi, oltreoceano Trump, qui da noi ogni giorno salta fuori un nuovo movimento sovranista: fine di un sogno.

Resta il problema della diffusione della droga. Ieri sera a “Che Tempo che fa” Roberto Saviano ci ha spiegato come l’Honduras sia una delle centrali mondiali del traffico di droga e che ciò determini la fuga di chi – disperato – non accetti di essere di quella partita. Saviano, che ha tenuto all’estero un corso di Economia Criminale, ci ha anche detto che se investiamo 1000 dollari USA in azioni Google, dopo un anno potremo averne indietro 1200-1300, ma se investiamo la stessa somma in droga, alla fine dell’anno di dollari potremo ritirarne 182.000,00 (dice: “Si, vabbè, questi sono i ricavi lordi. Ma vuoi mettere i costi del trasporto, del frazionamento, del taglio, della distribuzione? Non è tutt’oro quel che riluce“. Dico: “Hai ragione … non ci avevo pensato, vuoi vedere che va a finire che ci perdono, poverini!”)

Oggi, alla cocaina si è affiancata un’altra droga, la gestione delle reti web, le quali attaccano la superficie del cervello, impediscono ad ognuno di approfondire qualsiasi aspetto del problema, trascinano le masse verso azioni violente, incontrollabili, annullano la fase della comunicazione, della discussione: chi è più populista, superficiale, rapido e violento vince.

Ed ecco il regalo di Natale che io chiedo a Gesù Bambino: che difenda al 100% la libertà di stampa (cartacea) e faccia porre un freno alla illibertà dello strapotere antidemocratico, violento, invasivo, drogante  dei retiarii del web.

Nel frattempo i GG-Gilet Gialli dicono: “A Roma, a Roma, per difendere il Governo!” Maccome? Difendere il Governo da chi? Ah … già … la migliore difesa è l’attacco, dimenticavo! E poi, mica andranno a marciare su Roma manipoli di camicie nere, ci mancherebbe altro! Camicie nere no, gilet gialli si. Tutt’altra cosa, volete mettere?

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POVERO NATALE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Dicembre, 2018 @ 1:00 pm

 Detto altrimenti: … COME TI HANNO RIDOTTO! (Ma noi, noi ci ricordiamo, così, per caso, cosa dovrebbe significare il Natale? O no?) (post 3419)

Un recente spot TV: “Natale tradizionale, l’albero? Noooo! Il pupazzo di neve? Nooo! Ritrovarsi in famiglia? Noooo! A Natale contano solo i regali”. Ecco, già così il Natale (solo) dell’albero e del pupazzo sarebbe una violenza al vero Spirito del Natale, ma tant’è, mica si può avere tutto dalla vita! Ma arrivare a cancellare anche questi tre simboli a vantaggio del “Dio Regalo” no, è davvero troppo! Ne sono nauseato. Vorrei proprio concoscere il  “cre … ativo” che ha avuto questa trovata geniale!

NATALE VERO. A Trento i dormitori per i senzatetto sono al completo ma … e gli Altri? Le Altre  23 Persone dormono all’addiaccio. Ecco, questo è il Natale: dare ricovero anche a queste persone

E gli Altri

E’ solo per caso che vivi

in questa tua piccola

ingiusta

riserva di gioia

che invano

a te stesso

vorresti celare.

E gli Altri (son tanti)

innalzano voci

a incidere il marmo

di un mondo

che ha chiuso le porte

per non farli entrare.

E gli Altri (son tanti)

percorrono tristi

usuali sentieri di morte

e dolore

insieme a speranze

lacerate da scogli

che strappan dal cuore

brandelli di fede

e futuro.

E gli Altri (son tanti)

seguono muti la rotta

di chi li precede

e guardano avanti

ben oltre quel liquido muro.

Il tuo sguardo li vede

e subito tendi la mano

a chi ti è vicino

e un poco lo aiuti

nel suo lungo

assetato cammino.

E … gli Altri?

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MUSICA !

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2018 @ 3:58 pm

 Detto altrimenti: maccomefanno i Musicisti?!       (post 3418)

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StefaniaQuella l’influenza si sa ti viene anche se sei vaccinato, soprattutto se è una “extracomunitaria” cioè non “prevista” dal vaccino. Ed uno si ritrova agli arresti domiciliari in casa per alcuni giorni. Per me oggi è il terzo. Da Domenica sera vorrò il mio avvocato. E dire che oggi pomeriggio alle 17,00 alla Sala Sosat l’amica pianista e fortepianista Stefania Neonato terrà un recital pianistico insieme al soprano Maria Letizia Grosselli dal titolo “Note di Donne”note_di_donne_web : infatti eseguiranno musiche di Fanny Mendelssohn, Clara Wieck Schumann, Melanie Bonis e Louise Ferrenc.ù

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           Maria Letizia Grosselli

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Dice … ma perché quel titolo? Già, avete ragione,  mi spiego: come fa un Musicista a tenere a mente decine, centinaia di migliaia di informazioni quali ogni nota, la sua intensità, il suo inserimento con altre “consorelle”, il suo necessario coordinarsi con le “note altrui” ovvero quelle vocali o strumentali emesse e/o lavorate da un altro Musicista? Ma non basta, infatti poi c’è il problema della trasmissione dei dati – e sono milioni! – dal cervello alle dita e – quando ci sono, come nel caso del pianoforte – ai piedi (per i pedali). Se ipotizziamo che le variabili possibili siano 20, la loro combinazione senza ripetizione (calcolo fattoriale) ci dà un numero con 18 cifre! Altro che i fantastiliardi di Zio Paperone!

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       Maria Letizia, Stefania, Margherita Giuliani (lettrice)

Ecco perchè mi stupisco e ammiro i Musicisti, al di là dello stupore e dell’ammirazione che ho per un brano ben eseguito. Loro suonano: li vedo quasi estraniars dal mondo, inseguire – anzi vivere – una dimensione tutta loro, nella quale a noi è concesso entrare in silenzio, sederci ed ascoltare. Sembra che per loro tutto sia normale, istintivo, automatico e invece … invece non è così: a quell’ ”automatismo” si arriva solo dopo anni, decenni di Amore e di Studio.

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WP_20170307_006Anch’io, sapete, ho i miei automatismi: dopo una vita passata a fare il manager, mi viene spontaneo gestire automaticamente certe situazioni, e, fuori del lavoro, ormai per me è “naturale” – da velista –  convivere con le variabili dei venti e delle onde del Lago di Garda mentre sono in regata, al timone della mia  barca a vela “Whisper”. Così come mi risulta spontaneo e naturalmente automatico – da sciatore – gestire le variabili coinvolte in una discesa in sci da Cima Paganella. Ma volete mettere il confronto? Queste capacità spariscono di fronte a quelle di Musicisti!

E allora, forza Stefania, forza Maria Letizia, forza Marherita: tutte bravissime! E scusate la mia assenza.

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FUNIVIA TRENTO – BONDONE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2018 @ 11:45 am

 

Detto altrimenti: alcune riflessioni        (post 3417)

Oggi, sul quotidiano “Trentino” a pag. 17, l’intervento di un albergatore del Bondone (Alberto Barbieri) in favore della funivia di collegamento con la città mi fornisce lo spunto per ritornare sull’argomento, in favore della realizzazione di questa grande opera infrastrutturale.

4 - 14 set 2010 (2).

Il rapporto città-montagna. Credo che Trento sia l’unica “Città di montagna” delle nostre Alpi non collegata via cavo con la propria montagna. Vorrà pur dire qualcosa se le altre (Bolzano, Merano, Bressanone, Innsbruck, Briancon, etc) lo sono. Non dobbiamo “portare la città in montagna” (cioè costruire una Trento 2000 in quota) ma occorre “portare la montagna in città” rendendola accessibile da chi sta in città. Qui a fianco: in salita, “faticosetto”!

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2 - verso il Bondone 14 sett 2010.

Il surriscaldamento del clima. Anche in previsione di questo effetto (innevamento sempre più problematico) occorre continuare a poter valorizzare la risorsa “dislivello”, ad esempio inserendo questa risalita funiviaria nei percorsi cicloturistici delle decine-centinaia di migliaia di cicloturisti che transitano per la Valle dell’Adige. Qui a fianco: in discesa, molto meglio!

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btyIl cicloturismo. settore in fortissima espansione, l’opera in questione darebbe un enorme valore aggiunto al già pur forte sistema delle nostre piste ciclopedonali, sistema che potrebbe essere venduto come: “Dal Lago di Resia al Garda”; “dal Brennero a Verona”; “da Resia a Bassano del Grappa”; “dal Passo della Mendola al Passo del Tonale”; “dal Passo del Tonale a Merano”; “dalla Val Venosta al Garda”; etc. molto spesso passando per Trento. Non sono fantasie le mie: la stragrande maggioranza dei percorsi citati esistono già, anche se non del tutto completati e/o conosciuti. Soprattutto ora che si comincia finalmente a riparlare della ciclabile sulla sponda orientale (veronese) del Lago di Garda.

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RISTORANTI LIENZ

        Ristoranti e negozi pieni a Lienz

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L’economia e gli studi di settore. La Provincia Autonoma di Trento li ha già fatti e li può mettere a disposizione di tutti gli interessati. L’Austria (Tirol Mountain Bike Safari) ha già messo in rete 17 funivie le quali in estate offrono un percorso di oltre 700 km di discese, con quel che comporta in termini di indotto economico. Vi siete informati sull’indotto di una semplice bici-discesa di 50 km, la Dobbiaco-Lienz?

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La montagna. Il CAI Centrale ha editato numerosi Quaderni (reperibili in internet) su come usare la bicicletta in montagna.

La città. Trento ne guadagnerebbe essa stessa. Infatti l’età media della popolazione è in aumento, il turista è statisticamente e numericamente sempre più vicino alla soglia della anzianità (oggi posta a 75 anni) e forse preferisce alloggiare in hotel in Città, andare a sciare qualche ora, rientrare e godersi il nostro centro storico. Gli hotel in quota sarebbero invece per  il turismo più sportivo.

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         Tirol Mtb Safari

Il progetto e la SpA realizzativa. E quindi si dia avvio al progetto, magari con una società mista pubblico privata, una “public company” nel senso anglosassone e cioè “pubblica” non perché proprietà della Pubblica Amministrazione, ma perché proprietà dell’insieme dei cittadini! E si inizi a superare  gli impasse tipicamente italiani che non si progetta in modo compiuto perché non si è sicuri del successivo finanziamento e non si finanzia perché il progetto non è ben articolato: il primo passo in questa direzione è dotarsi quanto meno a livello mentale, del General Management che coordini le singole fasi della progettazione. Il nome della SpA? “Trento 2000”.

Il linguaggio del dibattito. E’ chiaro che io sono tendenzialmente favorevole all’opera, così come altri le sono tendenzialmente contrari: il fatto è che tutti noi dovremmo smettere di usare parole che vogliono argomentare con volute parzialità e unilateralità; parole che vogliono persuadere senza che chi le ascolta abbia tutte le informazioni giuste per dare una risposta consapevole e libera: ecco la necessità di un Progetto Generale ben strutturato.

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