POLITICA AL SINGOLARE O AL PLURALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Ottobre, 2015 @ 6:17 am

Detto altrimenti: uno, nessuno, centomila?     (post 2153)

Dal greco: polùs, pollè, polù: molto. Al plurale polloi, molti. Polis, città, la riunione di molte persone. Politica, l’attività attività svolta da molte persone che si occupa della città, ovvero di molte persone. Insomma, non si scappa: la politica è al plurale!

Solo che, soprattutto qui in Italia, tot capita, tot sententiae, ovvero ognuno ha da dire la sua, ognuno la pensa in modo diverso. Eh già … siamo figli degli antichi Romani, a loro volta eredi della cultura (anche politica) greca. Non per niente Graecia capta ferum victorem cepit, ovvero la Grecia, sconfitta militarmente, conquistò il feroce vincitore con la propria cultura. Quindi la colpa e della Grecia! E ti pareva che no scaricassimo la responsabilità su altri …

mondo-di-atene1[1]La Grecia … ma quale cultura politica ci ha trasmesso? “La democrazia ateniese”, “Il mondo di Atene” (Luciano Canfora docet), la testimonianza dell’anonimo ateniese pervenuta fino a noi (l’autore? ma se è anonimo, via …). La conclusione? La democrazia è la migliore forma di governo anche se è la più difficile da attuare pienamente. E qui interviene la matematica: la (buona) politica non è un valore assoluto, ma un limite, un “tendere a” nel senso che ove si rispetti il pluralismo, la politica che ne deriva “tende ad essere” una buona politica.

Infatti buona politica significa innanzi tutto pluralismo che a sua volta significa innanzi tutto rispettare le idee altrui, ovvero praticare un confronto leale, aperto, alla luce del sole con le idee altrui, rispettare chi alla fine grazie ai numeri è prevalso a seguito di un confronto rispettoso dei ruoli istituzionali.

Ma pluralismo significa anche cambiamento, rinnovamento, crescita. Mi spiego con un esempio: se avete abitato per trent’anni nella stessa casa, vi siete abituati a non “vedere” anche ciò che non va: un tappeto scucito, un mobile sbrecciato, una parete annerita. Ma se dopo di voi in quella casa entra un altro inquilino, be’ … costui vede subito tali particolari e vi pone rimedio. Insomma, ogni tanto un po’ di ricambio fa solo bene, rinfresca la mente e l’ambiente e garantisce che il cambiamento sia un miglioramento.

Il contrario? Buono, cattivo. Alto, basso. Dolce, amaro. Lungo, corto. Chiaro, scuro. Politica, monolitica. Ovvero: la cattiva politica inizia a dilagare quando qualcuno inizia a pensare di essere migliore degli altri.

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I DIALOGHI DI PLUTONE (se cliccate nel riquadro sotto il mio curriculum, ne trovati tanti altri …)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Ottobre, 2015 @ 4:36 pm

Detto altrimenti: “Tempo di seconda mano”       (post 2152)

Personaggi ed interpreti: Tizio; Caio; Plutone (sotto le false spoglie di Sempronio)
Scena unica, Atto unico: ai tavolini di un bar in Piazza Domo a Trento

Tizio sta leggendo un libro, “Tempo di seconda mano” quello che ha fruttato il Nobel 2015 per la letteratura a Svetlana Aleksievic …

Caio: Ciao Tizio, che fai, leggi? Fammi un po’ vedere … che strano titolo … cosa vuol dire?

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Svetlana Aleksievic

Tizio: … nel senso che dopo il crollo del comunismo, la mancata corretta evoluzione della politica aveva fatto sì che “ il futuro non fosse dove avrebbe dovuto essere”, ovvero che la gente rimpiangesse la relativamente comoda felicità derivante dal benessere di una politica ordinata, preferibile a parer loro rispetto ad una politica libera, fondata su una faticosa e difficile conquista della libertà di pensiero.

Caio: Politica ordinata, in quanto politica non-disordinata?

Tizio: No, io credo piuttosto politica ordinata nel senso del participio passato del verbo comandare …

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Caio: Ho capito. Sai … talvolta mi si contesta di essere iscritto ad un partito locale, quindi piccolo rispetto ai partiti nazionali. Io replico che la cosa non mi sconvolge affatto. Mi spiego: preferisco di gran lunga far parte di un partito locale liberamente pensante piuttosto che aderire ad un partito nazionale quindi “grande”, il quale potrebbe far vivere anche a me un “tempo di seconda mano”. Grande poi … mi piace ricordare quel corazziere che aveva detto a Napoleone “Maestà, io sono più grande di voi”. Al che Napoleone aveva risposto: “No, tu sei solo più alto”.

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Josif Brodskij

Tizio: E poi, i grandi numeri … io stesso più volte ti ho citato Josif Brodskij, altro premio Nobel, il quale nel suo libro “Il canto del pendolo” invitava gli studenti a diffidare del mono-pensiero, delle folle osannanti, delle unanimità uniformi, se non altro perché all’interno dei grandi numeri più facilmente può nascondersi il male.

Caio: Il mio, un partito la cui storia è stata, è e sempre di più sarà “storia di vita” e non “storia di sopravvivenza”. Storia di vita, e la vita è evoluzione continua del fisico e del pensiero, è dialogo, è libera comunicazione”.

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Tizio: Già, comunicazione … termine che a me piace far derivare da communis actio, azione comune, la quale appunto presuppone il dialogo. Certo che dialogare con chi non vuole dialogare è abbastanza arduo. Infatti il dialogo non si può instaurare se non vi è un “primo trasmettitore” al quale l’altro risponda o se, in presenza del trasmettitore, sia latitante il “risponditore”.

Caio: Hai ragione: la mancanza di comunicazione uccide. Uccide la libertà, uccide la democrazia, uccide la politica.

Tizio: Concordo. Pensa un po’ la negazione del “diritto di corrispondenza” – che il comunismo intimava  come pena accessoria a chi voleva incarcerare e sopprimere in modo “discreto” – era proprio la negazione della “comunicazione” fra l’incarcerato e il mondo esterno. Questo “isolare la persona”, negarle la possibilità di rapportarsi … ecco questo sarebbe un “tempo di seconda mano”, un “futuro passato”, un nuovo “tempo” nella coniugazione dei nostri verbi: un passato che ritorna.

Caio: E invece mi pare che il mio partito – soprattutto negli ultimi due anni – la prima comunicazione l’abbia instaurata con la “base”, ovvero con le persone, iscritte o non al partito, ma sicuramente iscritte – o desiderose di iscriversi – alla società civile liberamente, autonomamente e originariamente pensante.

Una terza persona si avvicina al tavolino dei due amici: Plutone, sotto le false spoglie di Sempronio

thMAZYI1R8Sempronio: Scusate signori, vi ricordate di me? Un certo numero di post fa … dai … che ci siamo già incontrati ai tavolini di questo bar … e manco a farlo apposta il mio tavolino è sempre quello vicino al vostro, per cui anche questa volta non ho potuto fare a meno di “sentire” i vostri ragionamenti che sono così interessanti che li ho proprio “ascoltati” con attenzione, anche se non li condivido in toto

Tizio: Ma sì, mi ricordo di lei, come sta? Posso offrile un caffè .. una sigaretta?

Sempronio: Il caffè sì, grazie. La sigaretta no, sa … il fumo mi brucia in gola .. e dire che dovrei esserci abituato.

Caio: Perché .. che lavoro fa lei? Lavora negli altiforni?

Sempronio: In un certo senso, ma lasciamo perdere il mio lavoro. Piuttosto veniamo ai vostri ragionamenti riguardo ai quali mi permetterei di sottoporvi una sottolineatura.

Tizio: La prego …

Sempronio: Ecco, vedete amici, avete citato il libro della Svetlana Aleksievic, anch’io lo sto leggendo e mi ha colpito un passaggio, quello relativo alla lingua. La scrittrice afferma che gli esseri umani hanno molte lingue: quella che utilizziamo da bambini e quelle altre, tante, ciascuna diversa che utilizziamo per strada, sul lavoro, in viaggio, di giorno, di notte … Ora mi domando: i vostri ragionamenti restano fra di voi o sono destinati anche ad altre persone, magari che so … ad essere pubblicati su di un blog? Perché in tal caso mi chiedo se essi saranno compresi a fondo, o anche  se essi potrebbero offendere qualcuno … qualcuno che sia “politicamente migliore” degli altri …

Caio: Lei ha ragione, ma che vuole, Lei stesso avrà notato che il nostro blogger, quel tale Riccardo, ha recentemente citato un’opera di Umberto Eco “Lector in fabula” nella quale si afferma che chi scrive – e parla, aggiungo io – lo fa già pensando di indirizzare il suo messaggio in una certa direzione, e noi due siamo concordi nel pensare di averlo indirizzato alle persone giuste … ma che sta facendo … se ne va? Stia attento … attento a quel camion … non vede che le sta tagliando la strada? E poi, quanto fumo scarica nell’aria … deve avere un motore ben vecchio …

Tizio: Ma dove è finito quel signore? E’ sparito dietro la nuvola di fumo e scintille emesse da quel camion … sparire così … sottrarsi alla discussione … diavolo d’un uomo! Vallo a capire … vuoi vedere che appartiene a quel gruppo di persone alle quali noi due abbiamo inteso inviare il nostro messaggio? E poi, quel suo riferimento a qualcuno “politicamente migliore” degli altri … ma via … mi piace ricordare un’altra frase di Bodskij: “Il male inizia a dilagare quando qualcuno inizia a pensare di essere migliore degli altri”.
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STIPENDI PUBBLICI D’ORO, ANZI … DI PLATINO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Ottobre, 2015 @ 8:02 am

Detto altrimenti: pare che nella finanziaria …..   (post 2151)

Pare. Dice … già oggi esistono tre fasce massime: 240, 192 e 120 (mila euri all’anno lordi). Ma a me risulta che in alcune grosse municipalizzate gli emolumenti di tre colleghi, il Presidente, l’Amministratore Delegato e il Direttore Generale si aggirino intorno ai 500 mila euri l’anno lordi ognuno! E allora? E allora “le leggi son ma chi pon mano ad esse?” E poi ci sono i capi della nostra Polizia, anzi, c’è  “il” capo che si incassa tre volte lo stipendio del suo collega della CIA made in USA e via di questo passo.

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Cumuli, la prima vocale è una “u” non una “i” !

Dice … ma quelle persone hanno una grande responsabilità. Eh no, cari miei, ecchevvordì? Che quando un manager pubblico (uno preso a caso, e non facciamo nomi per rispetto della privacy), uno  preso a caso (ma non troppo!), ha mandato in perdita per milioni e milioni di euri l’Alitalia e/o le ferrovie, ecchè … dopo, essendo “responsabile” è stato condannato a ripagare tutte le perdite? E quand’anche: avrebbe i denari da restituire? Dice … ma se li paghiamo di meno se ne vanno, ce li porta via la concorrenza. Ebbene sì, che se li prendano pure questi nostri campioni! Voglio vedere se non succede loro come alla Bella di Campiglia, quella che tutti la vogliono e nessun se la piglia!

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Vedete amiche lettrici ed amici lettori, io parlo per esperienza personale (e scusate l’autocitazione). Da giovane manager sono stato dirigente capo della Finanza Italia della più grande società finanziaria italiana (era una finanziaria pubblica) e da quasi pensionato a capo di una piccolissima SpA (comunale) della mobilità in una città di 15.000 abitanti. Io ero sempre lo stesso. Ho conseguito risultati molto significativi in entrambi gli ambiti. Solo che nella Finanziaria i miei risultati erano amplificati dall’enorme dimensione della società, per cui erano “grandi”. La “quantità” del mio merito (se mai il merito si potesse “pesare”) era la stessa nei due ambienti. Il mio stipendio? Nella finanziaria era cinque volte quello di un impiegato di banca, ovvero alto ma non esagerato. Nella piccola Spa io ricoprivo tre ruoli, Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Generale (così l’Ente Pubblico Azionista risparmiava!) e venivo retribuito con una “paghetta” di poco superiore a quella di uno dei capi-ufficio a me sottoposti.  In quest’ultimo caso, i miei risultati, grandi se rapportati agli obiettivi che mi erano stati fissati, venivano valutati piccoli ova “misurati” con la dimensione della società e quindi poco remunerati.

Come concludo? Che è (anche) la dimensione dell’ambito entro il quale siete chiamati ad operare che fra “grande” o “piccolo” il vostro apporto, il quale comunque deve essere valutato alla luce della sua “strategicità”. Mi spiego: è strategico ciò che è indispensabile e insostituibile. Orbene, a mio avviso tanti super manager pubblici stragapagti non sono affatto strategici, nel senso che se lanciassimo un bando di gara internazionale per reperire i manager da collocare al loro posto offrendo una retribuzione pari ad un terzo di quella oggi pagata ai nostri eroi, avremo delle belle sorprese, nel senso che ci arriverebbero i curricula di decine di persone super qualificate. Non ci credete? E allora facciamo la prova! Vedremo chi alla fine avrà avuto ragione!

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IL SABATO DEI … “VILLAGGI”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Ottobre, 2015 @ 7:58 am

Detto altrimenti: vive il Trentino, evviva il Trentino!              (post 2150)

Le offerte sociali e culturali in Trentino sono tantissime. Qualcuno dice “sono troppe, non si riesce a stare dietro a tutte”. Io dico: ben vengano tante occasioni! Le metti in fila, stabilisci le tue priorità  conscio che nessuno ti obbliga a seguirle tutte e nessuno ti rimprovererà per le tue assenze alle altre!

IMG_3538Ieri, sabato, la mattina a presidiare lo stand della FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Trento - Associazione presieduta da Guglielmo Duman e della quale sono segretario, presso la Fiera “Fa’ la cosa giusta”. Infatti noi ciclisti la cosa giusta la facciamo: in città usiamo la bicicletta invece dell’auto e poi a pedali facciamo anche tanto turismo culturale. Stile di vita, dicono … il nostro modello è l’Olanda: se andate a cercare fra i miei post, troverete descritta la nascita e lo sviluppo dell’utilizzo della bicicletta in quel paese. In breve ve lo ri-racconto. Dopo la guerra l’Olanda ebbe anni di crescita del PIL a tre cifre, il che comportò un forte sviluppo della circolazione automobilistica che però provocava molti incidenti nei quali morivano circa 700 bambini all’anno. La popolazione scese in strada e la politica automobilistica fu trasformata in politica ciclistica.

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Ruggero Polito, pianista, violinista, musicologo, Presidente Emerito del Tribunale di Rovereto

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Pomeriggio a Riva del Garda, ad assistere al concerto organizzato dall’Associazione Amici della Musica (di cui sono tesoriere), già presieduta per circa mezzo secolo dal compianto carissimo amico Ruggero Polito ed ora affidata alla presidenza del professor Franco Ballardini. Si è trattato del concerto di alcuni dei migliori neo diplomati del locale Conservatorio Bonporti:

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Francesca Lombardi, flauto – Emanuele Grossi, chitarra

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IMG_3541accompagnati al pianoforte da Antonio Vicentini, il giovane Vice Presidente dell’Associazione, non più neo, bensì ormai vetero-diplomato.

Preceduto da una illuminante presentazione del professor Ballardini, ecco il repertorio eseguito:

Prima parte, flauto e pianoforte, brani di Jacques Ibert (1890-1962). Compositore francese neo-classico “a modo suo”, ovvero non nel senso di riprendere i temi classici, bensì nel senso di non essere romantico, ovvero più moderno della sua stessa epoca. Il flauto di Francesca Lombardi ha saputo “riempire di se’” l’atmosfera quasi come se fosse un violino, tanto era continua e suadente l’interpretazione della Sonatina “Jeux” (1923) e del “Concerto per flauto” del 1934.

thRNP5SWDDA seguire, la chitarra di Emanuele che ha magistralmente eseguito “Farewell” di J. Dowland (1536-1626); Preludio e Fuga dalla Suite BWV 997 di J. S. Bach (1685-1750); Caporiccio diabolico del 1935  di M. Castelnuovo Tedesco Op. 85 A (1895-1968); Koyunbaba op. 19 del 1985 di Carlo Domeniconi (1947 - gli auguriamo vita lunga!).

Manco a dirlo, Francesca ed Emanuele, entrambi classe 1994, entrambi pluri diplomati a pieni voti, hanno riscosso calorosi applausi dal numeroso pubblico accorso ad ascoltarne le esecuzioni.

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L’Associazione Amici della Musica li ringrazia per la cortese e generosa disponibilità e ricorda che nel corso dell’anno si terranno ancora tre concerti: il 7 ed il 21 novembre in Riva del Garda e l’8 dicembre in Arco. Il 29 ottobre poi si terrà la consueta Assemblea dei soci per l’elezione del nuovo direttivo, l’approvazione del preconsuntivo 2015 e delle stime (non ancora vere e proprie previsioni) dell’anno 2016, nel quale l’Associazione celebrerà il sessantesimo anno di vita!

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VIAGGIO IN ITALIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Ottobre, 2015 @ 5:44 pm

Detto altrimenti: da Trento ad Arezzo e ritorno    (post 2149)

Partiti ieri mattina, rientrati oggi pomeriggio. Ma … dice … andare ad Arezzo sarebbe un viaggio “in Italia”? Eh già, ragazzi, ma lo sapete che se un Trentino sposa una di Rovereto di lui dicono che “elo l’ha sposà ‘na meza taliana de Roveredo”? Ma bando agli scherzi e torniamo seri.

18_corallo_scuro[1]Uscita dell’autostrada a Firenze Sud, direzione Pontassieve e quindi Stia. Stia, la “capitale” del famoso “panno rosso del Casentino”, ovvero di un tessuto con una sua spiccatissima personalità nella trama, nei colori e nei modelli che se ne confezionano. I colori … avevo provato a trovare un loden rosso per mia moglie da Innsbruck a Bolzano a Trento: niente da fare. A Stia invece il rosso classico del Casentino a iosa, nella sua versione “base” e in molte altre sfumature. Ma se volete saperne di più, andate su internet e cercate la Tessitura TACS di Stia. E mi fermo qui.

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L’accesso alle casette dei nove frati residenti

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E poscia che trovammo la mantella
volgemmo nostri piè a superare
boscosa, aspra e ripida forcella

per l’eremo Camandol visitare.

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Foresta splendida, non “ripulita”, bensì ricca, al suolo, degli alberi caduti, allo stato “naturale. La foto, scattata dall’auto, non le fa giustizia.

No, non sono versi del Padre Dante ma molto più semplicemente miserrimi endecasillabi miei. Già, infatti la nostra seconda tappa è stata il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi o almeno quella parte che si attraversa (comodamente in auto) per arrivare all’ Eremo dei Camandoli. Rapida vista ad una “cella” (la Chiesa era chiusa) e al piccolo bazar annesso, nel quale ho trovato una bella guida dei percorsi in mountain bike. Chissà che prima o poi noi di FIAB Trento non si decida … Sta di fatto che dal 13 al 15 novembre, in Arezzo, si svolgerà Agri@tour, la 14° edizione del salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che al suo interno ospiterà la terza edizione della sezione speciale dedicata al cicloturismo Ciclo@tour, in collaborazione con la FIAB!

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3 - WP_20151022_19_04_58_PanoramaDa lì di volata ad Arezzo, in tempo per visitare la splendida Piazza Grande detta anche Piazza Vasari chiusa sul lato superiore dal grandioso Palazzo delle Logge, con il suo bellissimo porticato cinquecentesco progettato dal Vasari, porticato ricco di antiche botteghe e di più recenti locali. Indi nella Chiesa di S. Maria della Pieve, nella quale abbiamo assistito alla S. Messa celebrata dal Vescovo nella ricorrenza della elezione a Papa di S. Giovanni Paolo II.

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“Maledetti Toscani” (Curzio Malaparte) … “Io sono l’Aretin poeta tosco, di tutti dissi mal fuor che di Cristo, scusandomi col dir non lo conosco”.

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A cena dove. Su indicazione di amici, alla “Buca di San Francesco”, a fianco della Basilica di S. Francesco. Splendida la location: pavimento di una antica via (romana?), affreschi e dipinti d’epoca alle pareti. Il capo cameriere (o maitre? Mi scuserà se mi sbaglio) simpaticissimo, cordiale e soprattutto “proponente”. Infatti, un solo avvertimento: se volete scegliere voi le portate dovete insistere e superare le sue ammalianti proposte che vi serve a raffica.

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14 marzo 2012. (3)

Ruggero Polito: cliccate il suo nome, qui nel blog …

A cena. I nostri vicini: due signori di Salerno, anzi, uno “quasi” di S. Mango Piemonte (SA), il paese che diede i natali al compianto, nostro carissimo amico Ruggero Polito: Ferdinando P. e Vito S. – Io stesso, approfittando di quel poco di intonazione del dialetto partenopeo di cui molto ingiustamente mi vanto, attacco discorso anche incoraggiato dalla cordialità dei loro sguardi, ricordando l’amico Ruggero, Presidente Emerito del Tribunale di Rovereto, musicologo, musicofilo, violinista, pianista e per mezzo secolo Presidente dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda. Ci riserviamo di riparlarne insieme, magari con l’attuale Sindaco di S. Mango Piemonte!

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Mattina successiva: salita a piedi (non è né lunga né faticosa) all’ “Acropoli” dove si trova il Duomo, del quale ho fotografato lo splendido altare in marmo e sullo sfondo le alte vetrate tipo Sacra Cappella di Parigi: lo so … lo so … quelle sono più alte e più numerose, ma nella “nostra” cattedrale vi sono una moltitudine di altri tesori, quali – ad esempio – gli affreschi di Piero della Francesca.

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Dall’aztecho “Cuetsakoatl”, il nostro  “Cioccolato”

Mappoi (ma poi) la ciliegina sulla torta: la visita alla Basilica gotica  di S. Francesco e, nei sotterranei alla mostra  “Tè, Caffé e Cioccolato, le Bevande Coloniali”, nonché “Argenti e salotti del Settecento italiano”. E anche qui le foto si sprecano. L’origine storica delle bevande, le loro caratteristiche “tecniche” come interpretate nei secoli, citazioni letterarie e “musicali”, arredi e stoviglie d’epoca e a far da sottofondo, la Musica di Mozart!

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9 - WP_20151023_030.

La Basilica di S. Francesco: finalmente si paga per entrare! Non vi suoni strano – detto da un genovese – questo mio “finalmente”. Infatti in Italia abbiamo migliaia di capolavori-tesori d’arte che letteralmente regaliamo ai turisti, mentre se vai all’estero (Spagna e Francia in primis) ti vendono i biglietti anche per … lasciamo perdere … per non parlare degli USA, quelli che la cosa più “antica” che hanno sono le pantofole della nonna. Ma veniamo a noi. Si entra. In piena stagione turistica la durata della visita dietro l’altare per illuminarsi degli affreschi di Piero della Francesca si hanno solo 30 minuti: infatti contingentano l’affluenza per evitare ingorghi che fra l’altro potrebbero danneggiare le opere d’arte.

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thARYKQWBPFra gli affreschi la celebrazione della Legenda Aurea, la raccolta medievale di agiografie (biografie dei Santi) composta in latino da Jacopo da Varagine (Varazze), frate domenicano e Vescovo di Genova ai tempi del Barbarossa, opera compilata a partire circa dall’anno 1260 fino alla sua morte avvenuta nel 1268. L’opera costituisce ancora oggi un riferimento indispensabile per interpretare la simbologia e l’iconografia inserite in opere pittoriche di contenuto religioso. Jacopo da Varagine che – fra l’altro – teorizzò la derivazione del potere della Repubblica Marinara di Genova direttamente da Dio, saltando Papato e Impero: cosa mai non vuol dire la potenza di tre cinta di mura e di una formidabile flotta! Non per niente quella linguaccia toscana di Dante ce l’aveva con noi Liguri: “Ahi genovesi, uomini diversi / d’ogne costume pien e di magagna / perchè non siete voi del mondo spersi?”.

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FIAB, ovvero “Rari nantes in gurgite vasto”!

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Partiti da Arezzo alle 11,30, siamo arrivati a Trento alle 16,00: 400 km senza superare i limiti imposti dal codice della strada, “stanchi ma felici per le belle giornate trascorse”. Così presto a casa? Già, a riposarmi un poco perchè domani a Trento io sono “standista” al padiglione FIAB- Federazione Amici della Bicicletta alla fiera nazionale del consumo e degli stili di vita sostenibili “Fà la Cosa giusta”! E poi, perchè in bici? Ve lo dico con una mia poesiola:

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BICI, PERCHE’ ?

 Perché

in una chiesetta al Ghisallo

riposa sospesa

antica reliquia a pedali.

Perché

insieme a lei

tu scali la vetta

compagno soltanto a te stesso.

Perché

ti ha insegnato

ad alzare più spesso lo sguardo

a scrutare che cielo farà.

Perché

sempre incontri qualcuno

che non ha timore

di aprire la sua vita al vicino.

Perché

con il vento dei sogni

giocando

ritorni un poco bambino.

Perché

restituisce

ad un uomo affannato

profumi di suoni e colori.

Perché

in salita

ricorda ad ognuno

che volendo e insistendo si può.

E poi, … perché no?

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Good bike a tutte e a tutti!

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CORRUZIONE COME INDEBITAMENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Ottobre, 2015 @ 7:02 am

Detto altrimenti: fatti paralleli                                           (post 2148)

Indebitamento pubblico. Ci abbiamo scaricato per decenni e decenni tutte le nostre inefficienze. Abbiamo cominciato a cercare di fermarci solo quando siamo arrivati al “livello (europeo) di guardia”. Corruzione (questa mattina gli arrestati sono dell’ANAS): mangia tu che mangio anch’io. Abbiamo cominciato a cercare di fermarci solo quando siamo arrivati al “livello (europeo) di guardia”.

thFXYNRVONDice … ma tua è antipolitica, qualunquismo. Eh no, cari miei, io da tempo sto registrando su un blocco notes tutti gli scandali  e le ruberie del denaro pubblico perchè voglio fondare un giornale mio: “Lo scandaliere”, per seguire tutte queste vicende. Esso avrà anche una pagina economica-finanziaria, per la valorizzazione e l’attualizzazione del totale del danno arrecato alla finanza pubblica. Questo totale, di volta in volta, sarà diviso per 60.000.000. in tal modo ogni lettore (italiano) saprà di quanto egli personalmente è stato derubato.

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LA MARCIA DELLA VERGOGNA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Ottobre, 2015 @ 6:50 am

Detto altrimenti:  alla faccia della nostra memoria corta, cortissima ….. (post 2147)

thR753A6A4La strage degli Armeni in marce forzate verso la morte; l’olocausto degli Ebrei. Solo per citare due genocidi “europei”. Già … degli altri – africani, cinesi, tibetani etc. – ce ne importa ancora di meno. La marcia – e le marce si fanno a piedi – di uomini, donne, vecchi, bambini verso l’Europa per fuggire dalle guerre. A piedi, sotto il sole, la pioggia … e per rifugio, la notte, il cielo. E noi al massimo cambiamo canale. Ma ormai sono in Croazia, in Slovenia: sono arrivati a quelle frontiere dove anche noi abbiamo fatto la coda. Quest’estate per andare e tornare dalle vacanze. E se quelle loro marce durassero anche fino alla prossima estate, noi che faremo? La nostra coda – in auto – a fianco della loro? Oppure … ah, ecco … ci sono: a casa cambiamo canale; quest’estate cambiamo le mete delle nostre vacanze. Eh già … ce lo meritiamo un po’ di relax e quegli spettacoli … via, ci sarà bene chi ci pensa, ecchè? Dobbiamo fare tutto noi?

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LA REGIONE LOMBARDIA SI FARA’ CARICO DELLE SPESE DELLA DIFESA …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Ottobre, 2015 @ 8:53 pm

Detto altrimenti: a che titolo?          (post 2146)

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Ghe pensi mi …

Un ladro entra in casa tua di notte. Tu spari e lo uccidi. Legittima difesa? Eccesso di legittima difesa? Omicidio colposo? Omicidio volontario? A me tuttavia interessa un particolare: la regione Lombardia ha dichiarato che si farà carico delle spese della difesa dell’imputato. A che titolo, mi chiedo … la regione può spendere il denaro pubblico uti princeps, ovvero come se fosse un principe nel suo principato? Chi mi sa dare risposta? La Corte dei Conti non ha nulla da eccepire?

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P.S.: intendiamoci: io non intendo nè assolvere nè condannare chi ha sparato. Il problema che mi pongo è un altro. E me lo porrei, identico, qualunque fosse il colore politico della giunta lombarda.

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COLORI D’AUTUNNO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Ottobre, 2015 @ 12:28 pm

Detto altrimenti: colori profumati     (post 2145)

 

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No, non sono le foto delle pur splendide foreste trentine in autunno, prima fra tutte quella che incorona il Lago di Tovel. Questo scatto è stato fatto sul balcone della mia cucina a Trento. Rosso e azzurro, salvia e rosmarino che hanno avuto il coraggio di fiorire in autunno.

Colori profumati, dicevo …

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“SATYRICON” DI PETRONIO ARBITRO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Ottobre, 2015 @ 1:10 pm

Detto altrimenti: sono ricominciate le letture dei classici presso la Biblioteca Comunale di Trento, con la Prof Maria Lia Guardini                   (post 2144)

Primo secolo dopo Cristo. La Roma di Nerone. Petronio era anche un “politico” (arrivò alla carica di Console), ma soprattutto è giunto a noi come arbiter elegantiae presso la corte del “divino” Nerone.

Un romanzo. Il genere letterario ultimo a nascere ma mai morto, a differenza del genere epico, nato secoli prima, risuscitato con Dante, Tasso e Ariosto, oggi morto. Il romanzo, come l’altro – famoso – di Apuleio (Le metamorfosi). Metamorfosi e viaggi, temi ricorrenti (anche in Pinocchio); il romanzo, il cui contenuto è “in contatto” con il presente; il romanzo dell’uomo-non-protagonista-assolto. Nell’epica, l’eroe è legato al passato e il “consumatore di epica” deve fare atto di … memoria. Al contrario, il “consumatore del romanzo” è invitato ad immaginare il prosieguo dell’opera, deve e può quindi fare un atto di “fantasia creatrice”.

La data del Satyricon è incerta. L’opera è pervenuta a noi solo in minima parte (un settimo del totale?). Pare che possa essere la critica ai costumi corrotti della corte di Nerone: il mondo che Petronio descrive è il “mondo basso”: tuttavia egli racconta, non giudica. Infatti, a differenza di Orazio, in Petronio manca la pars construens.

thLIGPKL6YPetronio (Tito Petronio Nigro) chi era costui? Tacito lo descrive come un dandy, un magister di bunga bunga, un arbiter elegantiae, fino a quando il perfido Tigellino non lo mette in cattiva luce presso il capo, per cui gli è consigliato di … suicidarsi, cosa che egli fa tagliandosi le vene e morendo lentamente durante l’ennesimo banchetto.

Il romanzo rappresenta il completamento della dissoluzione del genere epico. Non vi è legame con la tradizione e quand’anche … i modelli epici sono modificati, invertiti. Lo stesso accade al suo linguaggio, che non è il linguaggio epico indifferentemente in bocca a tutti, bensì di volta in volta il linguaggio specifico di ogni protagonista: ricco e forbito, retorico, familiaris, popolare, plebeius, volgare, servile: esattamente l’opposto del mono-stilismo, dell’alto-mimetico del linguaggio artificiale con il quale – ad esempio – i popolani del ‘600 invocano “Addio monti sorgenti dall’acque …”

Un romanzo con dentro alcuni romanzi (tipo Manzoni, la storia della monaca di Monza dentro quella di Renzo e Lucia). Per capirsi, a differenza degli odierni gialli svedesi o delle trilogie di Ken Follet che racchiudono storie intrecciate. In Petronio la storia è una sola, e ogni tanto un protagonista racconta la sua “barzelletta” ovvero il suo romanzo.

Il viaggio è presente anche qui, ma non alla ricerca della Patria (Ulisse), della gloria (Argonautiche, Enea), dell’aldilà (Dante), bensì alla ricerca della sessualità perduta.

Ho accennato al linguaggio retorico. I retori, nel romanzo, affermano che la decadenza della retorica e della letteratura è dovuta alla mancanza di libertà. Petronio afferma che nella tirannide si può dire la verità e si è uccisi; si può osannare il tiranno e si fa carriera; infine si può tacere e aspettare.

L’attualità di Petronio? La corruzione dei costumi romani; la “dittatura” di certi capi partito.

P. S.: Prossimo appuntamento: martedì 3 novembre ore 10,00 Biblioteca Comunale di Trento, primo piano, aula a fianco della Sala degli Affreschi, sempre sul Satyricon. Entrata (e uscita) libera. Vi aspettiamo!

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