IL NATALE DELL’ ACCADEMIA DELLE MUSE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Dicembre, 2014 @ 9:36 am
Il "Buon Natale" di Adriana

Il “Buon Natale” di Adriana

Detto altrimenti: riunione pre-natalizia del nostro circolo culturale e amicale privato   (post 1782)

Come è noto, ci riuniamo il primo lunedì di ogni mese, quindi anche ieri, lunedì 1 dicembre 2014. Dei cento Accademici, eravamo presenti in oltre cinquanta! Che dite? Fondiamo un partito politico? Dai … che scherzavo! Più volte, su questi miei post, ho riportato il resoconto delle nostre serate ed i programmi futuri. Ieri, seratona augurale natalizia.

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IMG_2582Prima parte: il gruppo musicale “Il gaio Settimino” dei composto da Letizia Grassi (soprano) , Giovanna Laudadio (mezzo soprano), Barbara Tognolli (voce), Sergio Runcher (basso) e Stefano Galletti (basso), accompagnati dal pianoforte di Cristina Endrizzi, dalla chitarra (e voce) di Patrik Coser dalla fisarmonica (e voce) di Barbara, hanno eseguito “Aspettando Natale” brani natalizi di Haendel, Gounod, Tosti, Adam, Bizet, Lennon/Ono, Berlin, oltre ai famosi “Adeste Fideles”, “Spiritual Scendi Moses”, “Gli angeli delle nostre campagne”, “Stille nacht” intervallati dalla partecipazione del Coro dell’Accademia munito dei campanellini per il gran finale di “Gingle Bell”! Standing ovation finale! Grazie, ragazzi!

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Sergio Runcher

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Indi l’angolo della poesia: Mirna Moretti ci ha letto una sua composizione dal titolo

Verso Natale

In questo nostr’ ondeggiare tra  l’ordine

e  il fascino del caos che è la nostra vitaIMG_2578

ci sorprende all’improvviso il buio

di dicembre. La sua ombra calda

scivola improvvisa  sui nostri pensieri

ribollendo di ricordi, ricordi, ricordi.

E per non sentirci orfani d’abbracci

vorremmo come bambini scavalcar le stelle,

correre e prendere per mano mamma e  papà

… e il nostro amore.

Profumo di rose antiche, di cannella e

di bacche di ginepro;   un tintinnare

allegro di bicchieri  e campanelli.

Cavalluccio di legno, abeti scintillanti,

nastri rossi, mani di bambina felice,

cucine calde di aromi nostri e consueti.

E’ Natale, un fluire di ore ambrate,

finalmente  una pausa d’  Armonia

nel nostro vivere  ogni giorno

… come una   vita intera..

Gioie, dolori, partenze, sorprese,

lacrime e sorrisi.

Antichi inverni di scialli colorati,

melograni,  vino caldo e

di noi com’eravamo allora.

E’ Natale una festa d’amore, di luce,

di amicizie care, di un ritrovarsi

in cornici sicure, generose, ridenti.

E  se un sussulto di malinconia

può graffiare all’improvviso il cuore,

basta ricordare che Natale tornerà,

tornerà sempre come fa la luna.

con il suo carico di doni e Amore.

 

Brava Mirna, quando scrivo che sei poetessa di vita e di penna …!

 

E Maria Teresa il testo-poesia di una canzone natalizia incisa da Pierangelo Bèrtoli, una persona diversamente abile:

È nato si dice

 Natale, Natale, Natale…

Allora è arrivato Natale, Natale la festa di tutti,

si scorda chi è stato cattivo, si baciano i belli ed i brutti

si mandan gli auguri agli amici, scopriamo che c’è il panettone,

bottiglie di vino moscato e c’è il premio di produzione.

È nato si dice, poi fu crocifisso,

aveva diviso il mondo in due parti

e quelli che l’hanno trattato più male

son quelli che hanno inventato il Natale.

C’è l’angolo per il presepio e l’albero per i bambini,IMG_2579

i magi, la stella cometa e tanti altri cosi divini,

i preti tirati a parata, la legge racconta che è onesta,

le fabbriche vanno più piano, insomma è un giorno di festa.

È festa persino in galera e dentro le case di cura,

soltanto che dopo la festa la vita ritornerà dura.

Ma oggi baciamo il nemico o quelli che passano accanto

o l’asino dentro la greppia: Natale, il giorno più santo.

È nato si dice, poi fu crocifisso,

aveva diviso il mondo in due parti

e quelli che l’hanno trattato più male

son quelli che hanno inventato il Natale.

 Quindi Riccardo (io)

  • IMG_2600

    Un selfie allo specchio

    ha segnalato “le origini del natale” secondo Luis Brunelli: la storia delle origini della festa quale potete trovare sul blog cliccando “Luis Brunelli”: altro dirvi non vo’ … andate a vedere voi stessi!

  • Ha quindi riferito sull’andamento delle “votazioni” circa il libro da leggere per la nostra discussione comune del 4 maggio. Fra quelli proposti da Mirna, è risultato scelto “Suite Francese” di Irene Nemirovski.
  • Ha distribuito il curriculum di una sperimentatissima badante moldova residente a Torino, già per cinque mesi (in cinque anni) sperimentata per la sua suocera, che si offre quale sostituta mensile in occasione delle vacanze delle badanti titolari. Trattasi di persona di quasi 50 anni, laureata in farmacia, ottimo italiano, assolutamente referenziata.

Prima di “andare a tavola”, ho chiesto la parola per presentare i nuovi AA, Amici Accademici: Verena Depaoli e mamma, Gisella Rigotti, Paola e Fabio Pipinato. Paola e Fabio, cooperatori internazionali, si sono conosciuti in Ruanda all’epoca della nota strage. Sposati, due bei figli. Nella prossima settimana Fabio sarà a Roma, ricevuto da Papa, per un riconoscimento relativo a due loro realizzazioni in Kenya: se scorrete questi miei post alla voce Fabio Pipinato, vedrete di quali splendide realizzazioni cosa si tratta.

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Passata è la tempesta …

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Quindi … tutti a tavola per il consueto piacevolissimo intermezzo enogastronomico.

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Alla ripresa Luigi Sardi e Giovanna Laudadio ci hanno letto brani dall’ultimo libro di Luigi, “1914 Degasperi e il Papa”, sulla tregua natalizia della Grande Guerra proposta dal Papa (v. estratto nel post successivo).

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Subito dopo si è inserito Alfonso Masi con la lettura di una poesia di Trilussa sul Natale:

 Natale de guera

Alfonso Masi (foto di repertorio)

Alfonso Masi (foto di repertorio)

Ammalapena che s’è fatto giorno

la prima luce è entrata ne la stalla

e er Bambinello s’è guardato attorno.

Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara?

Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla?

Fijo, la legna è diventata rara

e costa troppo cara pé compralla…

E l’asinello mio dov’è finito?

Trasporta la mitraja

Sur campo de battaja: è requisito.

Er bove? – Puro quello

fu mannato ar macello.

Ma li Re maggi arriveno? – E’ impossibile

perchè nun c’è la stella che li guida;

la stella nun vò uscì: poco se fida

pè paura de quarche dirigibbile…

Er Bambinello ha chiesto: – Indove stann

tutti li campagnoli che l’altr’anno

portaveno la robba ne la grotta?

Nun c’è neppure un sacco de polenta,

nemmeno una frocella de ricotta…

Fijo, li campagnoli stanno in guerra

tutti ar campo e combatteno. La mano

che seminava er grano

e che serviva pè vangaà la terra

adesso viè addoprata unicamente

per ammazzà la gente…

Guarda, laggiù, li lampi

de li bombardamenti!

Li senti, Dio ce campi,

li quattrocentoventi

che spaccheno li campi?

Ner dì così la Madre der Signore

s’è stretta er fijo ar core

e s’è asciugata l’occhi co’ le fasce

Una lagrima amara per chi nasce

una lagrima dòrce per chi more.

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Sembrava finita e invece … invece abbiamo dato a Cristina il nostro regalino natalizio ….

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… e Cristina ha regalato ad ognuno di noi un vasetto delle sue marmellate, adornato da un centrino ricamato da Giovanna. Infine, siamo andati a casa stanchi ma felici per la splendida serata trascorsa. Grazie Cristina, Buon Natale a tutti!

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 Prossimi appuntamenti aperti a tutti (anche ai non soci)

Domenica 7 dicembre 2014 ore 18,00 a Spazio 14, Barbara Bertoldi e “Cello messa tutta”, concerto Teatro da “Il ritorno della Follia” dell’Associazione Lucilla May (v. allegato inviato direttamente agli Accademici)

 Martedì 9 dicembre 2014, ore 15,00, a Villa Mersi, Circoscrizione Villazzano: Concerto “Cantando Natale”: Cristina al piano a la voce del basso Sergio Runcher.

 Mercoledì 10 dicembre 2014 ore 17,00 presso l’Associazione Culturale “A. Rosmini” – Via Dordi, 8 – Trento, organizzato dalla Fidapa, “L’universo femminile nell’opera di Eduardo De Filippo” ovvero i personaggi femminili nelle commedie di Eduardo De Filippo con riferimento anche alle donne del teatro napoletano di fine ‘800 e del ‘900- Relatore: Dottor Pietro Laino.

 Le nostre gite “fuori porta” possibili o programmate. Già perché noi facciamo anche vita all’aria aperta. Ecco alcune idee:

  •  Valle Aurina in bicicletta (da Brunico … non da Trento!!)
  • Alpe di Rodengo sulla neve
  • Milano, Castello Sforzesco, Museo Egizio e strumenti musicali d’epoca
  • Paneveggio: il legno che suona
  • Arte Sella in Val di Sella
  • Intero programma FIAB (distribuito appena sarà approntato)
  • Perugia: due giorni al cioccolato
  • Castel Toblino dal di dentro
  • Caldonazzo-Centa, le nostre piante
  • Altre, che potranno essere proposte da Monika

Prossimi appuntamenti riservati ai soli Soci Amici Accademici

(data in corso di definizione) Cena natalizia promossa da Maria Teresa e Riccardo presso Agritur Ai Molini, ritrovo ad ore ……. del giorno ….  al parcheggio di Via Monte Baldo per la composizione degli equipaggi sulle auto, indi ritrovo ad ore …. all’Agritur ai Molini, Via Molini, 6/8  I 38010 Faedo tel. 0461 650817 – Prenotazioni via internet presso  riccardo.lucatti@hotmail .it entro e non oltre il ….. (costo stimato, €20,00). Per arrivare: S. Michele all’Adige, lasciarsi sulla destra il Museo delle arti contadine, salire, salire, salire per circa 4 km e alcuni tornanti. Poco prima del paese, in concomitanza di una curva a destra, prendere il bivio a sinistra e dopo 200 metri ed una salitina stretta, ripida e tortuosa, siete arrivati nel piazzaletto del ristorante.

lunedì 12 gennaio 2015: Carlo Fierens e la sua chitarra classica/Cristina Endrizzi, canzoni e Napoli -Enrico Fuochi parla di fotografia e di FotoFiabe.

 lunedì 2 febbraio 2015: Recital di Alfonso Masi “Questo amore” – Il Carnevale in teatro.

 lunedì 2 marzo 2015: Barbara Bertoldi e il suo violoncello – Verena Depaoli in “La donna e le ragazze madri dell’800”.

 lunedì 13 aprile 2015: Flora Vedovelli e la sua arpa + flauto traverso in concerto – Umberto Sancarlo, “L’arte nelle monete della zecca italiana”. Marisa De Carli, La vecchia Trento: il Torrione e le case Zelgher.

 lunedì 4 maggio 2015: Donatella Taiuti e Cristina Endrizzi in “Omaggio a Domenico Modugno” – Gruppo di lettura discute su “Suite francese” di Irene Nemirovski,

 lunedì 1 giugno 2015: Concerto degli allievi del conservatorio Bonporti, Sezione di Riva del Garda – Riccardo proietta le diapositive di una gita FIAB.

 venerdì 24 luglio 2014: Festa di mezz’estate nel giardino di Cristina Endrizzi.

 Nient’altro, scusateci … sappiamo che è poco, ma che volete, si fa quel che si può …

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BESSARABIA e MOLDAVIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2014 @ 12:38 pm

Detto altrimenti, Bessarabia, Moldova: elezioni moldave del 30 novembre 2014 (post 1781)

Basta un libro scelto a caso, pescato ad intuito sul banco della libreria ed una badante moldava che si accende l’interesse per quelle popolazioni e per quelle terre.

  • Bessarabia, il libro: “Nel sonno non siamo profughi” di Paul Goma (Ed. Keller).
  • Moldova, la badante: quella di mia suocera.

thBI2PM9Y1Moldova, in rumeno, la lingua originale della Moldova appunto. Moldavia, il nome da noi assimilato, in realtà è russo, di una Russia che aveva costretto i Moldovi ad usare il carattere cirillico per la loro lingua “molto” indoeuropea.

La storia travagliata di quelle terre la trovate – se non altro – in internet. In questa sede dico solo che è stata da sempre terra contesa fra Turchi, Romeni, Russi, Tedeschi. Oggi è “contesa fra i filo UE e i filorussi.

La Moldova è sempre stata terra multietnica, nella quale le diverse etnie vivevano in pace fra di loro fino a quando – ripetutamente – le diverse “potenze”, confinanti o meno, l’hanno invasa pretendendo di omologarla a loro stesse, ad esempio anche con la deportazione di migliaia e migliaia di cittadini delle etnie “diverse”.

Il travaglio di questa terra si coglie anche semplicemente guardando la carta geografica. infatti le è stato intercluso l’accesso al mare (Mar nero) dalla pressione Rumena e Ucraina.

th[5]Le elezioni di ieri. In Moldova vige un sistema elettorale proporzionale puro senza premio di maggioranza. Spesso lo scarto fra le due coalizioni è troppo limitato perché si formi una maggioranza di governo. Al momento di “andare in macchina: affluenza, 57%;  sull’80% delle schede scrutinate è in vantaggio di 4 punti la coalizione pro UE (44% contro 40%); il primo partito è il socialista (21%) filorusso. Se lo scarto attuale sarà confermato, non si potrà formare un governo mono-coalizione e probabilmente i pro UE si dovranno accordare con il partito comunista (18%)  che è anti Russia (!) e pro UE con alcuni distinguo. In campagna elettorale i filorussi erano dati per vincitori, ma recentemente la Corte Suprema ha escluso dalla competizione elettorale un partito filorusso (denominato “Patria”) a causa dei finanziamenti elettorali illeciti che aveva ricevuto (da chi? Immaginate un po’  voi … N.d.r.).

Il pericolo? La destabizzazione e la guerra civile tipo Ucraina: già nel periodo pre elettorale ci sono state violenze (case incendiate!) a danno dei filo-UE e accuse reciproche di furti del denaro pubblico.

Per la campagna elettorale  dai due schieramenti sono stati scritturati due  cantanti famosi (uno italiano pro UE e uno russo pro Russia) con cachet orari di €100,00,00! (Della serie, tutto il mondo è paese!)

 Scrivo queste righe alle ore 12.30 odierne. Appena possibile, aggiornerò la situazione.

3 dicembre 2014:  Una vittoria di misura, per un paese che resta a metà strada tra Europa e Russia. Le elezioni legislative certificano la spaccatura del paese: ha vinto il blocco che guarda a Occidente, ma è una vittoria che renderà difficile governare. I tre partiti filo occidentali (i liberaldemocratici, i liberali e i democratici) che governano dal 2009 hanno ottenuti il 45 per cento dei voti, abbastanza per conquistare 54 seggi parlamentari su 101. Il blocco delle opposizioni filorusse è al 38 per cento. Notevole l’affermazione dei socialisti (filo russi) che sono primo partito con il 21,5 per cento delle preferenze. L’affluenza si è fermata al 56 per cento.

Dal 2009 a oggi, il PIl del paese è cresciuto del 20 per cento grazie alle riforme introdotte dai partiti filo-europeisti ed all’aumento dei rapporti commerciali con l’Europa. Questo ha prodotto un peggioramento nei rapporti con Mosca che ha imposto l’embargo nei confronti di molti prodotti alimentari della Moldavia. A giugno scorso (2014) il governo ha firmato accordi politici ed economici con l’Unione Europea.

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MERIDIONE, LUOGO COMUNE?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2014 @ 11:27 am

Detto altrimenti: … oppure è tutto vero?   (post 1780)

Una signora che ogni tanto viene a casa mia a dare una mano (stirare) è appena tornata da due settimane di vacanza in un bella, molto nota ed esclusiva (in alta stagione) isola del nostro meridione. Il suo commento.

“Belissima, i fiori, i colori, el clima calt … quindese di de sol … no par nianca d’eser a novembre … però le auto tute sbugnade tegnude su col fil de fer; no i rispeta le precedenze però no i se arabia tra de lori e i parte;  putei  en doi sui motorini e senza casco; en machina i va senza zintura de sicureza e i parla col telefonin; gli orti no iè coltivadi; muci de cache de can per strada che bisogna far slalom gigante …”

Peccato.

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ALITALIA E TURISMO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2014 @ 10:34 am

Detto altrimenti: l’Alitalia va male? No!      (post 1779)

No, non “va” male. ““E’ andata” male anzi malissimo. Al che una riflessione.

Quo vadis, Alitalia?

Quo vadis, Alitalia?

l’Italia è il più grande museo all’aria aperta del mondo, la prima custode di arte, architettura, cultura, qualità della vita, buon cibo,  bella moda,  miglior design,  miglior mix di bellezze naturali  etc,. a livello mondiale e sviluppa un volume di turismo pari a metà di quello francese.

La crisi Alitalia forse avrebbe potuto essere evitata a due precondizioni:

  • che il turismo fosse stato bene organizzato, promosso e venduto;
  • che Alitalia si fosse proposta come vettore da parte di tutto il mondo dei relativi flussi turistici.

La mia non è la pretesa di avere trovato una “soluzione postuma” né un “colpevole prescritto”. Piuttosto è un’idea per il futuro …

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L’INGANNO DEGLI ORDINI DI GRANDEZZA E DEI BENEFIT NON COMPUTATI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2014 @ 10:22 am

Detto altrimenti: una sorta di paravento agli occhi di chi è distratto   (post 1778)

Anche "al giorno"!

Anche “al giorno”!

Roma. Due persone, una presidente di un ente pubblico ed una a capo di una grande società pubblica, mi dicono: “ A Roma si vive bene si ti puoi permettere di girare in taxi e per farlo devi avere almeno uno stipendio di 4.000 euro al mese, cosa che noi non abbiamo”. Io non ho ribattuto, anche se ho considerato quella “excusatio non petita” oltre che una “vera accusatio” anche un insulto alla mia intelligenza.

Roma. Indagine sulle super buonuscite. Un tale al quale si contestava di avere percepito una buonuscita dopo solo quattro mesi di impegno in una posizione pubblica, risponde: “Si, ma poi si tratta di soli 140.000,00 euro … di cosa stiamo parlando … via ..”. Mio commento: no comment.

Ecco, c’è chi oggi conta sul fatto che anche in certe posizioni, sia applicato lo stesso ordine di grandezza del proprio. E invece … E poi, c’è chi oggi conta sul fatto che la gente possa credere esagerate alcune già anche troppo elevate remunerazioni “apparenti” (ovvero “quelle che appaiono”), contando sul fatto che tutto sommato “cii va anche bene” perché – sempre tutto sommato – ce la stiamo cavando con poco. Infatti, guai se si conoscesse la nostra effettiva retribuzione!

Un possibile esempio: il livello dello stipendio di certa dirigenza pubblica? E’ 100. Ok, è già molto, ma – ancora una volta “tutto sommato” – accettabile da parte dell’opinione pubblica. Tuttavia come sarebbe valutato quel livello retributivo ove si scoprisse che oltre alla voce “stipendio” vi è una “indennità di carica” che può arrivare ad essere 1:1 (cioè a raddoppiare la voce stipendio), anch’essa interamente pensionabile?

Dice … ma tu, blogger, ti riferisci a casi specifici? Rispondo: no, io intendo solo riportare ogni valutazione all’interno di un’unica scala dimensionale, come ha fatto il Premier Renzi quando ha detto che nessuno nel sistema pubblico (comprese le banche sovvenzionate dal pubblico, n.d.r.) può/deve essere remunerato più del Capo dello Stato. Aggiungo: senza che questo imperativo possa essere eluso da trucchi di varia natura e specie.

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CONFLITTO DI INTERESSI MORALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2014 @ 9:48 am

Detto altrimenti: interruzione volontaria della vita in caso di gravissima malattia   (post 1777)

thH626ADFXProblema morale, religioso? Distinguiamo. La nostra religione non “è” la morale, bensì “ha” una morale. La nostra religione è “creazione” e “resurrezione”. The rest are details. La morale preesiste alla nostra religione da almeno 2.000 anni prima di Cristo (Codice di Hammurabi: “Non fare agli altri ciò che non faresti a te stesso; fai agli altri ciò che faresti a te stesso”).

Dice … ma solo Dio, che ci ha dato la vita, può torgliercela. Sono pienamente d’accordo. Solo che a mio avviso ognuno dovrebbe essere responsabile di fronte a Dio delle proprie scelte, senza essere “intermediato”.

Anticipo al conclusione con un esempio diverso ma che forse aiuta a comprendere il mio pensiero. Se io, uomo sposato e credente, desidero ardentemente un’altra donna, non è che commetto adulterio solo se quella donna “ci sta”! Tanto è vero che esiste il comando “non desiderare la donna d’altri”.

Ora, tornando al problema in esame, se io, malato gravissimo, tenuto in vita da macchinari, desidero ardentemente di porre fine alla mia vita, ho infranto quel principio etico-religioso anche se poi gli altri non staccano la spina come io vorrei. A mio avviso infatti devo e posso essere io e solo io direttamente responsabile di fronte alle regole della morale e della religione.

Dice: ma tu, blogger, stai peccando di relativismo … Evvabbè, rispondo, mi sottopongo all’ordalia, al giudizio di Dio. E se ho sbagliato, spero che Dio mi perdoni.

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IMPEGNI PLURIENNALI DI SPESA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2014 @ 9:30 am

Detto altrimenti: quanto di un bilancio pubblico è realmente disponibile per le riforme e per gli investimenti, ovvero per “governare in modo aggiornato il presente ” e non semplicemente per “gestire il passato”?   (post 1776)

Premesse

  • L’Italia delle “emergenze”. Tante, troppe.
  • Ciò significa che non si è fatta una adeguata programmazione pluriennale delle possibili emergenze e quindi dei necessari pre-interventi cautelativi;
  • Tuttavia la maggior parte di un bilancio pubblico è “impegnato”, “vincolato” secondo piani pluriennali di spesa.

 Da quanto sopra discendono tre considerazioni:

  1. si impegnano fondi per molti anni su alcune singole priorità, senza una pianificazione comparativa di tutte le diverse mutevoli priorità all’interno dello stesso periodo pluriennale;
  2. ben poche sono le risorse che residuano per una azione di governo che sia aggiornata alle mutevoli e aggiornate esigenze di un mondo che cambia molto spesso e comunque molto rapidamente;
  3. i “destinatari” di somme vincolate per molti anni a loro favore diventano beneficiari di un privilegio inaccettabile: quello di operare all’ interno di una sorta di “bilancio a gestione separata”, a prescindere dalle esigenze – spesso più impellenti delle loro – di altri comparti.
Fra le altre cose ... siamo sicuri che il ponte delle nostre  navi  portaerei sopporti la spinta del loro decollo verticale? O dobbiamo cambiare anche le navi?

F 35: fra le altre cose … siamo sicuri che il ponte delle nostre navi portaerei sopporti la spinta del loro decollo verticale? O dobbiamo cambiare anche le navi?

Un esempio? Da due anni sono stati vincolati per legge in favore della difesa (militare) ben 20 miliardi all’ anno per ben 10 anni, somme che forse oggi potrebbero essere parzialmente dirottate ad una diversa difesa: quella idrogeologica del territorio.

Nuove caste. E poi, questa “garanzia di disponibilità finanziaria pluriennale a prescindere” … mi ricorda un po’ quel tale Pericle, il quale nella sua “repubblica ateniese” (che poi era una oligarchia, quasi monarchia di fatto, imperialista e antidemocratica) avrebbe dovuto rendere conto della finanza pubblica ogni anno, cosa che Pericle evitò facendosi rieleggere di anno in anno per trent’anni e rimandando sine die il rendiconto, oppure essendone responsabile … da morto! Lo stesso potrebbe accadere per i nostri ministri della difesa e generali delle forze armate: non sarebbe necessario che morissero, per carità … nessuno lo vuole! Basterebbe infatti che “passasse molto tempo”, che i “responsabili non fossero più quelli” che “io avevo le mani legate da scelte precedenti” etc. e tutto si sgonfierebbe come una bolla di sapone nelle paludi degli orientalismi italiani dei nostri controlli postumi a buoi scappati.

Concludo: così come si vincolano per molti anni parti molto rilevanti dei bilanci pubblici, da oggi occorrerebbe iniziare a ragionare su eventuali svincoli di impegni pluriennali, ove non prioritari rispetto a nuove e più gravi “emergenze”.

 

 

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LE RIFORME IRREDIMIBILI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2014 @ 7:10 am

Detto altrimenti: le riforme costano e vanno fatte … ma con quali risorse?   (post 1775)

Ieri sera, l’ing. Carlo De Benedetti (CDB) da Fazio (Chetempochefa): “Le riforme costano. Senza soldi non si fanno. Quelle che non costano non sono riforme”. Concordo (io apprezzo ciò che sta facendo Renzi, ma non basta “spostare i mobili”).

thAO0NDSN6CDB continua: “La Germania a suo tempo lo fece: sospese l’obbligo del limite del 3% e si risanò. Occorre dire all’UE che noi facciamo altrettanto”. Io osservo: “Ing. CDB, ma la Germania era ed è la Germania. Noi, siamo abbastanza seri (seri) da rispettare ciò che andremmo a dire che faremo?”

Un paio di cose di De Benedetti non mi sono andate del tutto bene: 1) che abbia detto che era contrario a Renzi ma che ora lo approva: infatti questa affermazione mi ha fatto sembrare l’intervista come organizzata  “ad hoc”; 2) che  abbia detto, citando la cifra con assoluta naturalezza che “… con 2.000 euro al sud si vive bene e a Milano non si riesce a vivere …”,  come se  il  livello retributivo citato  fosse quello “normale” (magari! N.d.r.) da assumere quindi come campione per testare la sua congruità nelle diverse zone del paese.

Da parte mia propongo che persone assai ben più autorevoli e capaci di me si confrontino con questa ipotesi che vo’ scrivendo nei miei post da tempo: lo Stato emetta una prima serie di obbligazioni di debito pubblico irredimibili (sulle quali lo Stato è obbligato al solo pagamento degli interessi e mai del capitale) con un rendimento un po’ superiore alla redimibili, in sostituzione volontaria delle redimibili. Lo Stato sarà caricato di flussi di interessi (flussi “A”) un poco superiori agli attuali ma abolirà i flussi  della restituzione del capitale (flussi “B”). Ora, poiché i flussi “B” sono molto superiori ai flussi “A”, si creerà una massa finanziaria disponibile per le riforme vere. Inoltre diminuirà la somma totale del debito pubblico, perchè i flussi di interesse non concorrono alla formazione del debito capitale. E se il sottoscrittore dei titoli irredimibili vorrà rientrare in possesso del suo capitale, potrà sempre venderli in borsa.

Ingegnere Carlo De Benedetti, lei cosa ne pensa? E voi, lettrici e lettori, cosa ne pensate? Conoscete qualche economista ben più esperto di me che possa intervenire su questo argomento? Grazie se lo sollecitate in tal senso!

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INCONTRI RAVVICINATI (ELENCO)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Novembre, 2014 @ 4:50 pm

Detto altrimenti: facciamo il punto sulle mie interviste “Incontri” (post 1774)

th0GZNSYPLAll’interno dei miei 1774 post (compreso questo) ho avuto modo di intervistare 24 personaggi. Alcuni di essi molto noti, altri meno, ma tutti fortemente caratterizzati da loro qualità personali e/o professionali. Infatti non mi sono mai posto l’obiettivo di “incontrare” persone cosiddette “formalmente di livello”, ma persone che avessero comunque qualcosa – molto o poco non importa – da dire, ovvero persone  “sostanzialmente di livello”. Quindi ho spaziato liberamente in tutti gli ambiti personali e professionali. Ecco l’elenco dei mie Personaggi che – in questa sede – hanno trovato un loro (ulteriore) umilissimo “autore” (in ordine di apparizione sul blog. Se li volete “rileggere” basta che clicchiate il loro nome nell’apposito riquadro sotto il mio curriculum):

  1. Carlo Fierens, chitarrista classico, Ligure come me
  2. Cristina Endrizzi Garbini, cantante lirica, pianista, mecenate delle Muse
  3. Mirna Moretti; lettrice, poetessa, letterata, blogger, mecenate della Lettura
  4. Luigi Sardi, giornalista, storico
  5. idem c.s.
  6. Maria Pia Veladiano, scrittrice, teologa, educatrice
  7. Mario Barletta, musicologo, collezionista accordatore di pianoforti e fortepiani
  8. Alfonso Masi, professore, letterato, autore, attore
  9. Daniele Donati, storico, studioso, economista
  10. Enrico Fuochi, scrittore, fotografo, viaggiatore, “volatore”
  11. Gian Paolo Margonari, turista camminatore, scrittore
  12. Ruggero Polito, musicologo, musicofilo, musicista, letterato, umanista, amico carissimo
  13. Edoardo Pellegrini, mago del legno, della fotografia, dell’ecologia, del pedale, dei funghi
  14. Mery Modena, gestore di bicituristi
  15. Alessandro Aichner, ingegnere dell’aria
  16. Katia ed Erika Bonadiman, musica e canto
  17. Gian Franco Peterlini,  podista, padre, marito, nonno, imprenditore: esperienza ed umanità
  18. Cristina, mamma
  19. Anonima italiana, lavoratrice
  20. Don Marcello Farina, storico, filosofo, un Uomo per gli Altri
  21. Andrea Danielli, architetto inventa mestieri
  22. Giovanni Straffelini, ingegnere scienziato
  23. Giancarlo Mirandola, Presidente Fraglia Vela Riva
  24. Fabio Pipinato, cooperatore internazionale, altro Uomo per gli Altri

24 incontri in 3 anni, 8 all’anno. Chi sarà la/il prossima/o?

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LA CINA E’ VICINA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Novembre, 2014 @ 3:18 pm

Detto altrimenti: bella scoperta, direte voi!  (post 1772)

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I tempi della storia: nel 1840-1842 noi europei abbiamo fatto (si dice “portato”) ben due guerre alla Cina (le cosiddette guerre dell’oppio) “rea” di avere proibito l’importazione dell’oppio che gli Inglesi facevano coltivare ai loro schiavi indiani. Oggi, il mio berrettino da sole, il giubbotto da vela, il computer etc. e da ultimo le mie ultime scarpe Thimberland sono made in China.

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thMU1VCVNULa Cina. Inizialmente qui da noi si vendevano solo “cineserie” da pochi soldi. Ora ho notato che nostri negozi fino a poco tempo da di alta qualità – se non proprio ancora di lusso – mettono in vendita la loro credibilità, il loro nome, il loro avviamento insieme – ad esempio – a capi di abbigliamento abbastanza eleganti, senza l’etichetta che ne indica l’origine. “Sa, si tratta di quella gran marca italiana … ma abbiamo dovuto levare le etichette perché …” e via discorrendo. A prezzi sbalorditivi. Evvabbè … Leggendo Gomorra di Saviano poi apprendiamo che le Grandi Marche fabbricano i loro capi a … Napoli, avvalendosi dei cinesi. Evvabbè …

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... l'azzurra vision di S. Marino

… l’azzurra vision di S. Marino

Ma le fabbricazioni all’estero, come la mettiamo? La mettiamo che all’estero la manodopera costa meno perchè i diritti civili sono un optional. “Loro” ci hanno copiato e adesso ci invadono con i loro/ex nostri prodotti schiavizzando i loro lavoratori. Ma non basta. Anche i “nostri” hanno delocalizzato e non solo in Cina. Un amico imprenditore, di ritorno l’altro giorno dalla Romania: “In Romania non esiste la crisi del lavoro: le persone che esamino per l’assunzione mi dicono che tanto … se non li assumo io … trovano un altro che li assume. E allora parliamo un po’ dei nostri. Delocalizzano … si perdono posti di lavoro in Italia e gli utili … dove vanno gli utili? A S. Marino? Alle Cayman? In GB? Etc. etc. In Vaticano non più, grazie a Papa Francesco. Si dice che la tale azienda “è sbarcata” in Cina, in Romania, etc.. ma … sbarcata per vendervi i nostri prodotti o per produrre laggiù i prodotti che poi vende a noi?

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Evvabbè, gli ho quasi copiato il titolo …

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Un giorno “un amico mi disse” … che anni fa il suo datore di lavoro, proprietario di una catena di negozi di articoli sportivi, andò in Cina, chiese il prezzo delle migliori racchette da ping-pong. L’equivalente di 500 lire. Le migliori. Da noi si vendevano a 5.000 lire. Ne acquistò una camionata.

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Le stelle le abbiamo già: mettiamole le strisce!

Le stelle le abbiamo già: mettiamole le strisce!

Cosa fare? Ragazzi, io non mi intendo abbastanza di calcio per propormi CT della Nazionale nel bar sotto casa, e quindi …. quindi almeno mi consentirete di esprimermi su di un problema minore, un problema che pare stia di meno a cuore della gran massa della gente di quello della composizione della Nazionale, il problema della possibile soluzione della crisi mondiale. Proviamo un po’ ad immaginare che abbiamo già costituito gli USE – United States of Europe e che gli USE abbiano stipulato un accordo con gli USA, al fine di “imporre” il rispetto dei diritti civili in tutto il mondo istituendi il reato di “speculazione finanziaria internazionale” ed escludendo scambi commerciali, finanziari e culturali con chi non adotta queste regole.

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L’Utopia, di S. Tommaso Moro (è stato fatto Santo, non lo sapevate?)

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Come sarebbe bello! Dice … ma la tua, Riccardo, è un’utopia! E’ vero, solo che l’utopia è un qualcosa semplicemente non “ancora” realizzato. Non ancora, ma un domani – spero prossimo – vedremo … In ogni caso: guai a non avere (almeno) un’utopia! Ed ecco che ci risiamo: il primo problema nostro non è il lavoro: è il problema antropologico, nel senso che ognuno di noi si dovrebbe sentire padrone del proprio Paese, suo co-artefice e co-difensore e non suo predone. Quindi il secondo problema è il problema morale. Il terzo problema, il lavoro. Ve lo concedo.

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th9L8JM2JRP.S: ma non è solo il maggior costo del nostro personale che danneggia la nostra occupazione. Talvolta la responsabilità è anche dei troppo elevati margini di utile del produttore. Un esempio: su una marca di primo livello (“firma” di lusso)  fabbrica in Italia al costo 10 e vende a 100 (tanto la gente acquista ugualmente la “firma”, costi quel che costi) e per di più porta l’utile nei paradisi fiscali, arriva il cinese che non solo fabbrica all’estero al costo di 5, ma per di più vende a 30, collocandosi all’interno della troppo ampia forbice costo-ricavo italiano che genera un utile spesso portato nei paradisi fiscali dai quali si finanzia la produzione in Cina etc, etc.

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