ACCADEMIA DELLE MUSE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Novembre, 2014 @ 10:03 amDetto altrimenti: “Musica†a Trento! (post 1725)
 “Musica†per Platone e per il suo maestro Socrate era l’insieme delle “arti†di tutte le Muse e la prima Musica per loro era Filosofia. E noi, appartenenti al Circolo Culturale privato “Accademia delle Muse†cerchiamo di avvicinarci a queste “artiâ€, soprattutto sforzandoci di farle rivivere noi stessi in prima persona. Non è presunzione la nostra, sapete, ma semplicemente amore per l’amicizia, la musica, la pittura, la poesia, la scultura, la storia, la danza, la letteratura, le arti varie. Insomma, ognuno di noi si sforza di “produrre arte†al livello che ciascun “Accademico†riesce a conquistare per se’ e per gli amici. Per gli amici, dicevo: infatti per noi la prima Musica è l’ “Amiciziaâ€.
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Detto questo … ieri sera – come al solito nella nostra “sedeâ€, ovvero in casa della Presidente Cristina, seratona! Infatti ha riempito la prima parte della serata il quartetto di sassofonisti Smart Sax Quartet composto dai giovani Mattia Grott, Martina D’Amico, Filippo Corbolini, Mattia Giacomozzi i quali (ormai “nominati†Accademici delle Muse, con diritto-dovere di partecipare alle nostre serate!) hanno eseguito il seguente programma.
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P. Iturralde – “Jazz Suite”
- Mattia Grott – “Rendez-vous au point d’orgue”
- V.Williams – “Prelude And Beguine”
- A.Ghidoni – “Blues & Boogie”
- M. Giacomozzi – “Promenade Solitaire”
- G. Faurè (arr. Ghidoni) -“Sicilienne”
- Tradizionale (arr. Curtis) – “Kletzmer Tryptich”
- A. Dvorak – “Danse Slave n. 8”
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Applausi meritatissimi! Noi li avevamo conosciuti in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (vedi il post del 20 settembre scorso) e li abbiamo subito “catturati†alla nostra causa. Oltre alla Musica, questi meravigliosi ragazzi ci hanno regalato anche un po’ di “Scienza della Musicaâ€, nel senso che Mattia G. ci ha brevemente tracciato la storia dello strumento e ci ha descritto i vari modelli di sassofono, mentre Martina ha illustrato i singoli brani che avrebbero eseguito. Insomma, alla fine una standing ovation! Grazie ancora ragazzi e spero per l’anno 2016 di riuscire a portarvi ad eseguire un concerto nell’ambito di quelli organizzati a Riva del Garda dalla locale Associazione Amici della Musica. Nel dopo concerto I ragazzi ci hanno ricordato cha la migliore ditta in assoluto che realizza sassofoni, ognuno dei quali è compost da circa 3.000 pezzi (!) è la Rampone e Cazzani che si trova in provincia di Verbania.
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 (Mattia Grott, desideroso di fare vela, è invitato a veleggiare quando lo desidera sul mio FUN a Riva del Garda. Idem i suoi amici)
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 E’ seguito come di consueto l’angolo delle anteprime, ovvero la segnalazione di tutti quegli avvenimento ed eventi anche esterni alla nostra Accademia ma la cui diffusione ognuno di noi ha particolarmente a cuore. Si tratta di eventi aperti a tutti e non solo ai soci Accademici:
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Innanzi tutto Mirna (la nostra Accademica BGL – Blogger Gran Lettrice www.trentoblog.it/mirnamoretti) ci ha illustrato alcuni possibili libri fra i quali, a seguito di una democratica votazione (voti da indirizzare via mail al sottoscritto) il nostro consesso sceglierà il libro che tutti avranno letto per farne poi oggetto di una comune discussione ed un confronto delle reciproche impressioni. Le indicazioni di Mirna saranno inviate a me e da me circolarizzate a tutti gli Accademici con mail a parte.
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 Giovedì 13 novembre 2014, ore 21,00, Palazzo Calepini, Sala della Fondazione Caritro, in occasione del festival internazionale dell’armonica, Concerto la regina delle Armoniche: Santo Albertini (armonica cromata), Edoardo bruni, pianoforte.
 14, 15 e 16 novembre, presso l’Accademia di musica Antica a Rovereto, Stefania Neonato terrà un Masterclass di fortepiano (v. separata comunicazione).
 Sabato 15 novembre 2014, ore 18, presso la Sala della SOSAT, il pianista compositore Edoardo Bruni presenta il suo ultimo CD “HiperSpectives†e il pianoforte che egli regala alla SOSAT (segue buffet). (Vedi separata comunicazione).
 Sabato 22 novembre 2014, ore 16,00, Concreto presso la Casa famiglia di Via Borsieri. In programma “Operetta mon amour” con Cristina (pianoforte) e le voci di Letizia (soprano), Giovanna (mezzo soprano)  e Stefano (basso).
Venerdì 28 novembre 2014, ore 17,30, al Sass, Alfonso Masi nella rievocazione dell’omicidio Matteotti, nel novantesimo anno della ricorrenza.
Martedì 9 dicembre 2014, ore 15,00, a Villa Mersi, Circoscrizione Villazzano: Concerto “Cantando Nataleâ€: Cristina al piano a la voce del basso Sergio Runcher.
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E’ seguita la solita cena “autogestitaâ€, nel senso che ognuno di noi s fa carico di una “parte†di essa.
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Dopo questo appetitoso intermezzo, è stata la volta di Giovanni Soncini con i suoi “Falsi d’autoreâ€. Egli, ingegnere in pensione, dopo 40 anni di semiconduttori, andando in pensione ha voluto dedicarsi a tutt’altro genere di impegni: la bicicletta (e qui è la mia vittima prediletta, l’agnello sacrificale, nel senso che i 50 km alla volta ormai non glieli toglie più nessuno! Bravo Giovanni, in sella alla “ciclo†più bella del mondo!) e soprattutto alla pittura. Ma perchè “falsi d’autoreâ€? Perché egli prende di mira autentici capolavori e li rielabora, semi copiandoli, aggiungendo particolari inediti e comunque reinterpretandoli.
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Lasciate ogni speranza voi ch’entrate/ dallo Tirallo in taliane spiagge/ che grandi confusion son qui alloggiate …
Giovan Soncin pedalator pittore
- Â re della strada e de la tavolozza
- ricolma ‘l nostro cor di gran stupore
- lor che in gran  pittar egli s’abbozza.
- Eccolo quivi in sul confin d’Italia
- a piè de monti che ‘l Tiralli strozza
- da ciclista indossar sportiva mà lia.
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(Valle dell’Adige. Si noti la precauzione: Soncin Pedalator ha lasciato la  sua ciclo a nord del cippo di confine “sul qual la mano dritta va ponendo”)
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I pittori “presi di mira” da Giovanni e illustrati nella loro reinterpretazione fra gli altri sono stati: Pablo Picasso con rielaborazioni del “Vecchio cieco†affiancato da un ragazzino con in mano una … bottiglietta di Coca Cola! La Globalizzazione, ovvero un monaco buddista che guarda un quadro di Picasso, “Les demoiselles d’Avignonâ€; Edward Munch, “Urlo napoletano†alla vista di tanta immondizia per le strade di Napoli con lo sfondo del relativo golfo e del Vesuvio; Caravaggio (Michelangelo Merisi) ovvero rielaborazione di “Giuditta che decapita Oloferneâ€. E per finire, Jean Derneer, “La ragazza con l’orecchino di perla†con un orecchino diverso, quadro di cui Giovanni ha fatto omaggio a Cristina.
E si vede che era la sera dei regali … infatti io ringrazio Alfonso Masi per la bella recente fotografia (sic) di Dante Alighieri che mi ha voluto regalare …
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Terzo intervento della serata: Antonella Valer, professoressa di economia e diritto al Rosmini, ci ha illustrato “nel fatto e nel diritto†il progetto di legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile, incentrato sulla nuova filosofia di vita che volenti o nolenti, dovremmo e dovremo presto adottare se vogliamo salvare le nostre città e il nostro ambiente dalla asfissia per inquinamento. Da notare: nonostante l’ora avanzata e l’effetto “dopo cenaâ€, l’uditorio è stato catturato dalla sua esposizione dopo la quale molti di noi hanno aderito all’iniziativa firmando l’apposito modulo di raccolta delle 2.500 firme necessarie entro il 15 dicembre 2014 a che il disegno di legge possa essere preso in esame dal Consiglio Provinciale. Altre firme possono essere depositate presso tutti i Comuni e presso le circoscrizioni cittadine di Trento e Rovereto.
Termino riportando il programma della nostra stagione (riservato agli Accademici)
Lunedì 1 dicembre 2014: Il Natale in musica, poesia e coro – Luigi Sardi presenta il suo libro “1914, Degasperi e il Papaâ€.
lunedì 12 gennaio 2015: Carlo Fierens e la sua chitarra classica/Cristina, canzoni e Napoli -Enrico Fuochi parla di fotografia e di FotoFiabe.
lunedì 2 febbraio 2015: Recital di Alfonso Masi “Questo amore†– Il Carnevale in teatro.
lunedì 2 marzo 2015: Barbara Bertoldi e il suo violoncello – Verena Depaoli in “La donna e le ragazze madri dell’800â€.
lundì 13 aprile 2015: Flora Vedovelli e la sua arpa + flauto traverso in concerto – Umberto Sancarlo, “L’arte nelle monete della zecca italianaâ€. Marisa De Carli, La vecchia Trento. Il Torrione e le case Zelgher.
lunedì 4 maggio 2015: Donatella Taiuti e Cristina in “Omaggio a Domenico Modugno†– Gruppo di lettura.
lunedì 1 giugno 2015: concerto degli allievi del conservatorio Bonporti, Sezione di Riva del Garda – Riccardo proietta le diapositive di una gita FIAB.
venerdì 24 luglio 2014: Festa di mezz’estate nel giardino di Cristina.
Le nostre gite “fuori porta†possibili o programmate. Già perché noi facciamo anche vita all’aria aperta. Ecco alcune idee, tutte “aperte al pubblicoâ€:
- Valle Aurina in bicicletta
- Alpe di Rodengo sulla neve
- Milano, Castello Sforzesco, Museo Egizio e strumenti musicali d’epoca
- Paneveggio: il legno che suona
- Arte Sella in Val di Sella
- Intero programma FIAB (distribuito appena sarà approntato)
- Perugia: due giorni al cioccolato
- Castel Toblino dal di dentro
- Caldonazzo-Centa, le nostre piante
- Altre, che potranno essere proposte da Monika
Insomma, una seratona di quelle “albo segnanda lapillo†ovvero da contraddistinguere con un lapillo bianco, ovvero rarissima come i lapilli bianchi che come si sa “generalmente†sono neri. Ovvero: serata irripetibile! Grazie a tutti e soprattutto alla Presidente Ospite Cristina!
 P.S.: questo post è stato lungo e complesso da “mettere insiemeâ€: se ho commesso qualche errore, svista od omissione, mi scuserete e mi “corrigereteâ€!
MI HANNO BUTTATA LI’ …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Novembre, 2014 @ 5:19 pmDetto altrimenti: … UNA SEDIA RACCONTA  (post 1724)
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Ero un po’ usata, ma funzionavo ancora bene. Quando potevo dare sollievo a qualche persona un po’ stanca … be’ voi ci riderete ma io … io mi sentivo appagata! Ero stata all’aperto, al chiuso, in un giardino, in un bar … insomma, per farla breve, un curriculum di tutto rispetto. Lo so, avevo qualche annetto … ma anche il mio blogger, questo Riccardo che sta scrivendo ne ha alcuni anche lui di annetti (mi dicono 70) e mica lo buttano nella Fersena, lui! A dire il vero mi era giunta qualche voce del tipo: “Sai, alla fine tutte noi ci portano al CRM-Centro Raccolta Materiali … sembra triste ma dai, dai che poi non è così! Infatti ci mettono insieme ad altri oggetti di metallo, veniamo fuse e quindi utilizzate per realizzare altre sedie o altri oggetti utili: pensa un po’ mia cugina ora è quel bel cancello che regola l’accesso al Liceo … si …a quello lì, difronte a dove sei ora†… dai, non ti deprimere!â€
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Non ti deprimere, si fa presto a dirlo, infatti nel frattempo … nel frattempo tutti coloro che, prima, vedendomi, tiravano un sospiro di sollievo perchè potevano sedersi un poco, ora, appena mi scorgono storcono il naso per la bruttura che rappresento. A tutti costoro però io voglio dire: “Uei, raga, mica è colpa mia se sono qui! Prendetevela con quell’incivile che mi ha fatto fare questo bel volo, prendetevela! Chi è? Eh già , amici, se lo sapessi lo direi subito alla Polizia Locale, lo direi … mica le sopporto io queste monade …” Ma tant’è … l’unica speranza è che il mio blogger, si, quel Riccardo che ho nominato prima … lui che abita qui di fronte ed ha sempre il telefonino o la macchina fotografica in mano, riesca prima o poi a fotografare uno di questi campioni di stupidità . Che volete che si possa fare d’altro? Ora vi lascio, nella speranza che il Comune provveda presto a rimuovere questo spettacolo.
Buona seduta a tutti, su una delle mie compagne ancora in servizio.
Una sedia
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EFFICIENZA ED EFFICACIA DEI MANAGER PUBBLICI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Novembre, 2014 @ 4:09 pmDetto altrimenti: sono due “cose†diverse … (post 1723)
Recentemente Don Luigi Ciotti ha affermato che lo preoccupano di più le persone “legali†che si comportano male piuttosto che le persone dichiaratamente “illegaliâ€.
 Accendo la TV (L’Arena odierna, Massimo Giletti) e scopro alcune amenità sulla società pubblica sarda “AREAâ€, oggi commissariata, e cioè che i suoi 19 top manager si sono auto valutati “ottimi†e si sono auto assegnati il massimo del premio annuo previsto, in media €25.000 a testa, che si somma allo stipendio ed alla indennità di carica.
Peccato che le interviste della RAI ci abbiano mostrato ascensori murati (sic, murati!), liquami fognari che invadono le cucine, tubature scoppiate, etc..
Area ha circa 180 dipendenti e gestisce circa 26.000 alloggi popolari. Ha lanciato un bando per €3.000.000 per conoscere lo stato di manutenzione dei propri alloggi, affittati al “popoloâ€, visto che gli alloggi che essa gestisce sono “popolariâ€.
Dalle interviste RAI risulta che la maggior parte degli interessati (fra i quali l’ex Presidente Giorgio Sangiorgi) afferma “Abbiamo seguito le regole: siamo stati efficienti, cioè abbiamo rispettato le regoleâ€. Ma io obietto: non siete stati efficaci, nel senso che è mancato il risultato, e cioè non avete prodotto case “civili e abitabili†per chi, ad esempio, essendo affetto da zoppìa (è zoppo), deve fare otto piani a piedi perché gli ascensori sono murati (!).
Voglio terminare in fretta con alcune brevi considerazioni:
- Chi si fa carico di cambiare regole scandalose?
- Quali sanzioni vi sono per chi omette di fare ciò?
- Possibile che tutti i top manager del settore pubblico (circa 4.000) abbiano ricevuto il massimo del “premio†annuo?
- Possiamo chiedere che quando si parla del loro “stipendio†non ci si limiti a citare la voce “stipendio†ma si dichiari anche l’ “indennità di carica†e il “premio†soprattutto se tali emolumenti sono pensionabili?
- E’ lecito attendersi che la Corte dei Conti apra un’indagine sull’intero fenomeno?
 Un amico, che ha visto con me la trasmissione, criticandomi, mi dice: “Non bisogna esagerare … non bisogna fare allarmismo … quella è la legge …, le istituzioni vanno preservate …ci sono evidenti difficoltà … i problemi veri sono altri … occorre capire … non è questo l’approccio giusto … si tratta di valutare nel complesso … mica si può fare tutto e subito … quei livelli retributivi sono in linea con i livelli europei … si tratta di persone che hanno vinto concorsi pubblici … persone che hanno grandi responsabilità … non si può fare di tutt’erba un fascio …†etc. etc.
 Ah, vabbè, ho capito … se le cose stanno così …
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FONDI LIBERI E SOMME IMPEGNATE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Novembre, 2014 @ 9:04 am
Detto altrimenti: com’è difficile governare … (post 1722)
Vi sono alcun i settori della spesa pubblica per i quali chi governa riesce ad “impegnare†fondi per anni: un tot all’anno, garantito a prescindere. Una sorta di variabile indipendente, nel senso: “Io ho tanto all’anno assicurato, per tot anni. Poi, il resto, quello che rimane, siete liberi di dividervelo come voleteâ€. Con il che spesso ci si trova di fronte a due fatti … anzi, a due misfatti:
- Vi è chi spende a man libera, “tanto resto all’interno del budgetâ€;
- Vi è chi deve governare la cosa pubblica con “quello che rimaneâ€: in genere miserie.
Dice … ma vi sono investimenti che richiedono esborsi pluriennali, ad esempio quelli per la Difesa (Ministero della Difesa). D’accordo, replico io, vada per la Difesa ma esiste anche un’altra difesa, la difesa del territorio dalle alluvioni. Ed allora facciamo subito due grandi categorie: da una parte collochiamo tutti (tutti) i settori che necessitano di somme pluriennali garantite (categoria “Aâ€) e dall’altra quei settori che possono essere gestiti e finanziati annualmente (categoria “Bâ€). Dopo di che stabiliamo le priorità all’interno di ciascuna categoria raffrontando fattispecie omogenee. Mi spiego: con riferimento a quanto sopra accennato, è prevalente la Difesa o la difesa? Ovvero, sono prevalenti i cacciabombardieri F35 (somme impegnate, 20 miliardi all’anno per 10 anni!) o la difesa idrogeologica del territorio (somme che dovrebbero essere impegnate, n.d.r.) ? Burrro o cannoni? Direbbe Paul Samuelson …
Quella dei “fondi impegnati” mi pare un po’ come quella delle “caste con privilegi acquisiti garantiti a prescindere” o come quella delle “gestioni separate per cui il bilancio dello Stato si vabbè ma prima io mi faccio il mio …  gli altri poi si vedrà , si arrangino con quel che resta se resta” o come quella delle gestioni separate dei fondi pensione o dell’Inps.
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SPENDING REVIEW NELLE FORZE ARMATE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Novembre, 2014 @ 8:33 amDetto altrimenti: ieri stavo veleggiando nel Garda Trentino quando improvvisamente … (post 1721)
… improvvisamente, di fronte alla pilotina della Benemerita da un anno tristemente ormeggiata inutilizzata nel porto della Fraglia della Vela ho rimpianto il tempo in cui la vedevo navigare per controllare e soccorrere chi navigava sul lago. Spending review, si dice, costava troppo.
La pilotina dei CC ferma. In compenso nei giorni scorsi sulla stampa locale un articolo: la Capitaneria di Porto vuole un ulteriore motoscafo … quelli di cui dispone sono troppo pochi … occorre acquistarne uno in più. Nel frattempo sono arrivate due nuove moto d’acqua della Polizia di Stato.
E poi, veleggiando davanti al Porto S. Nicolò, sopra il forte, c’è un bellissimo palazzotto rosa, vista lago. Un albergo? No. Una casa privata? No. E’ una “base logistica†delle forze armate. Base logistica, alias casa vacanze, simile al Centro Logistico con campi da tennis esistente nella parte alta della città di Riva del Garda. Altra casa vacanze.
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E quando si dice che la spendig review non deve essere lineare … giusto! Infatti questa qui non è lineare, è … selettiva!
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STEFANO CUCCHI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Novembre, 2014 @ 7:56 amDetto altrimenti: omicidio di Stato  (post 1720)
Tutti assolti in appello. Ho sentito alla radio che il rappresentante del sindacato delle forze di polizia avrebbe dichiarato che “se uno conduce una vita balorda, poi non c’è da stupirsi se poi gli capita …†(riporto virgolettato ma a memoria … ma il senso è esattamente questo). No comment.
Sono figlio di un Maresciallo dei Carabinieri. Ho prestato servizio militare quale sottotenente di complemento nella Brigata Alpina Tridentina. Sono laureato in giusripsrudenza. Sposato in Chiesa. Tanto per capirsi.
Ho sempre insistito a che i poliziotti abbiano un numero di riconoscimento sul caso e sul giubbetto.
All’interno delle carceri, dei posti di polizia (e anche delle stazioni dei CC?) cosa succede? Quello che era successo nella caserma di Bolzaneto a “quelli della Diaz”?
Il giudice giudica secondo “il suo libero convincimento†(ma ovviamente non oltre la legge!). Ciò lo mette al riparo da eventuali  “istruzioni gerarchiche†che invece sono lecite, possibili ed ammissibili in altri ambiti (nelle SpA, ad esempio), ma non lo esime dall’obbligo di evitare decisioni arbitrarie, come quando non tiene conto delle moltissime omissioni e trasgressioni – tutte documentate – delle regole che avrebbero dovuto garantire alla vittima un trattamento civile, umano, ma soprattutto legale.
In dubio pro reo, scrivevano e applicavano gli antichi romani. Ma i romani moderni no. Nel dubbio di non potere/volere accettare le certificazioni (degli organi pubblici!) esistenti, hanno deciso che la vittima ha torto ed hanno assolto i picchiatori ed i medici.
Quo usque tandem? Fino a quando, insomma, avremo questo stato (di cose) e questo Stato (quasi) di diritto?
Proceduralmente: se i giudici di primo grado si vedono modificate dal giudice di appello molte loro sentenze, sanno che ciò influirà negativamente sulla loro carriera. Il giudice d’appello invece non sbaglia mai, non può sbagliare, in quanto le sue sentenze possono essere impugnate in Cassazione solo per motivi di diritto, non di fatto, come quando ad esempio abbia (incredibilmente!) comminato una pena di anni superiore a quelli previsti dall’articolo del codice che viene applicato (è successo di recente!). Ma nel fatto no, essi non hanno nessun ulteriore controllo, quindi sui “fatti” sono “infallibili â€. Come il Consiglio di Stato. Quindi, arrivati in quelle posizioni, vi è solo “potere” e non anche la (possibile) “responsabilità “. E il potere disgiunto dalla responsabilità , nel migliore dei casi può diventare superficialità e – nel peggiore – arbitrio e malafede.
Dice … ma vi è l’esigenza della certezza del diritto, non si può andare avanti all’infinito. D’accordo, ma allora rispettate le regole, tutte le regole, anche quelle “intermedie”: ad esempio quelle che riguardano come trattare i fermati, gli arrestati, i carcerati, i malati e i loro diritti. Non solo le “regole finali” ovvero le sentenze passate in giudicato!
Dice … ma Cucchi si drogava … spacciava. A maggior ragione: proprio a queste persone va dedicata più attenzione, più cura, per cercare di recuperarle nell’interesse loro e della comunità , all’interno della giusta applicazione della pena legalmente prevista dal codice penale. Teniamo presente che un detenuto costa alla collettività 250 euro al giorno e che i detenuti che non hanno usufruito di un piano di recupero sono recidivi nella elevatissima  misura del 70%. Quindi, se non lo si fa per motivi umanitari, lo si faccia per motivi economici e pratici, ma lo si faccia.
Quanto alla immutabilità della sentenza di assoluzione … il PM ha annunciato che chiederà un supplemento di istruttoria. Forse – ma io non sono aggiornato e quindi scrivo “forse” – la sentenza può essere impugnata con una azione revocatoria, ove essa non abbia tenuto conto di alcuni fatti i quali nel procedimento di revocazione risulterebbero quindi esaminati ex novo, ovvero “nuovi”. E questi “fatti” non presi in considerazione potrebbero essere tutti quei “fatti intermedi” e quelle “violazioni delle regole intermedie” alle quali accennavo prima.
Oppure vale il principio “ne bis in idem” e cioè che nessuno può essere giudicato due volte per lo stesso reato? Raga, mi sono laureato in legge nel 1968 (alla maniera antica, tradizionale, intendiamoci!) e poi ho sempre fatto un altro mestiere, ovvero ho gestito SpA … quindi mi sia concessa qualche incertezza … L’importante è avere posto il problema. Ad altri la soluzione.
E OGGI MI RILASSO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Novembre, 2014 @ 8:08 pmDetto altrimenti: dopo l’intensissima giornata di ieri, (vedi post precedente) oggi mi rilasso … (post 1719)
L’era ‘n pez che non portavo a vela l’amico Sergio … ed allora eccomi qui, a godere delle ultime giornate di sole autunnale (pare che da lunedì sera prossimo cambi il tempo). Alle 09.30 appuntamento alla barca, nel porto della Fraglia Vela Riva a Riva del Garda. Io sono lì ben da prima: metto in moto il motore fuoribordo con un’iniezione di benzina direttamente nella camera di scoppio (era fermo da un mese!); ripulisco alla bell’e meglio il pozzetto; armo le vele. Arriva Sergio e si parte! Verso Torbole quasi 30 nodi di vento: troppi per una barca da regata priva del giusto peso dell’equipaggio previsto (quattro persone e noi siamo solo in due), quindi ci manteniamo in zona monte Brione e Riva del Garda.
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Bordeggiando bordeggiando incrociamo la barca del mio caro amico Renzo Michelini, ottimo violinista dell’orchestra regionale Haydn, che a sua volta bordeggia con l’ultimo figlioletto, Giovanni. Chiacchieriamo a lungo, sul precedente e sul prossimo concerto, sulle qualità delle nostre barche, su quando ci siamo conosciuti “a velaâ€: era il 1992 e di acqua ne è passata sotto le nostre carene!
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Poi decido l’avventura: infatti pare che il vento sia un po’ calato, mi avventuro in zona Torbole, vento ornai ridotto sotto i 23 nodi. Qualche bordo e poi si rientra: a terra ci aspetta risotto con le brise etc. etc., un eccellente pranzetto da Zi’ Teresa, ovvero a casa mia, da Maria Teresa! Se non è relax questo!
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P.S.: la mia barca è un FUN, natante francese da regata;  di nome Whisper; modello originario di 30 anni fa; età di Whisper, 23 anni; numero velico (per le regate) ITA 526;  7 metri lft; stazza 2,8 tons; dislocamento (peso) 1 ton; randa 16 mq.; fiocco (autovirante), 8 mq; genoa, 16 mq; spinnaker, 40 mq. Motore fuoribordo da 4 CV; sartie volanti; carena planante: con oltre 20 nodi di vento sulle andature larghe plana come un surf. In regata, quattro persone. A passeggio, anche da solo. Traversate compiute; sei volte S. Vincenzo (Livorno) – Palau, sempre a vela, anche di notte, anche in solitaria. Das ist alles, questo è tutto.
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Poi, verso sera, a Messa, ho sentito una invocazione nuova, splendida, all’interno della Preghiera dei fedeli: “Per tutti coloro che soffrono a causa della loro coerenza sul lavoro … ascoltaci Signoreâ€.
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BICILETTA E DON LORENZO MILANI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Novembre, 2014 @ 8:04 amDetto altrimenti: … nello stesso giorno!  (post 1718)
Eh già , ieri, 31 ottobre: l’amico Fausto: “Dai che andiamo ad Appiano, Caldaro etc.â€. In bici, of course! Ok ma torniamo presto che alle cinque all’Università della Terza età , a Trento, Don Marcello Farina presenta un libro su Don Milani. Ok.
In auto fino ad Egna, dove incontriamo Otto che gestisce un chiosco di ottime mele locali. Ormai un amico, persona dai molteplici interessi culturali e sportivi, il figlio all’università di Berlino. Otto ci offre un bicchiere di succo di mela. Grazie Otto, ora il “dovere†ci chiama. 18 km fino a Bolzano, poi a sinistra la salita lungo il percorso dell’antica ferrovia.
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Poco prima di Appiano, in coincidenza di uno stop della pista ciclabile, a sinistra per una strada poderale asfaltata, in leggera discesa, semplicemente favolosa per l’ambiente (meleti e vigneti, allineati come solo i tedeschi sanno allineare!) che si attraversa e per i panorami (sul Lago di Caldaro) che ci regalala (usando una parola trita e ritrita, direi “da mozzafiatoâ€). Breve sosta al sole per un piccolo spuntino e poi velocemente all’auto. 42 km in totale. A Casa più che in tempo per andare all’Università della terza Età per ascoltare ….
… Don Marcello Farina che presenta ed introduce il libro “Lo schiaffo di Don Milani†del Professor Pier Giorgio Reggio, Edizioni Il Margine, presente l’Autore, pedagogista e formatore, docente alla Cattolica di Milano, esperto in “educazione degli adultiâ€, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione De Marchi che gestisce l’Università ospite.
 (Ho virgolettato da appunti presi a penna, quindi mi scuso con Marcello e con l’Autore per eventuali inesattezze)
 Marcello (rectius, l’Amico Marcello):
“Don Lorenzo Milani è stato una grande figura del novecento, un imprescindibile punto di riferimento per formatori ed educatori. Un prete degli anni ’60. Ha fatto molto parlare di se’ per la sua “Lettera ad una professoressaâ€; “Lettera ai giudici†(sull’obiezione di coscienza); “Esperienze Pastorali†di cui quest’anno ricorre il sessantesimo. Nato il 27 maggio 1923 a Firenze da famiglia di origine ebraiche, si trasferisce a Milano dove frequenta – insofferente – la scuola. Per motivi di guerra torna a Firenze nel 1942 e a 20 anni entra in seminario e nel 1947 diventa prete. La sua vocazione in quanto “cercava chi lo perdonasse”, ovvero, egli sperimentava che nella comunità cristiana si potesse accedere al perdono. Da prete, sette anni a S. Donato di Calenzano ove apre una scuola serale per adulti e sette anni a Barbiana, ove apre una scuola per ragazzi, Barbiana dove muore di malattia nel 1966 a soli 44 anni.
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Da Barbiana è uscito un nuovo modello educativo, ovvero quello di “dare ai ragazzi non quello che si sa ma quello di cui essi hanno bisogno per crescere nel senso di crescere per gli altriâ€. Il senso del libro di Reggio è che l’educazione ha a che fare con la giustizia molto più che con l’arricchimento delle nozioni che ognuno possiede. E lo “schiaffo†sta per “provocazioneâ€, per “profezia†per anticipazione di ciò che avverrà o almeno di ciò che dovrebbe, dovrà avvenire nel campo dell’educazione. Don Milani infatti anticipa, ed il libro lo coglie in pieno, il nuovo angolo visuale del binomio educazione-giustiziaâ€.
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Reggio:
“Il sottotitolo – Il mito educativo di Barbianaâ€, lo schiaffo come un Mito, uno schiaffo al conformismo educativo. Io ho vissuto l’esperienza educativa delle Scuole Popolari per adulti a Milano sotto la guida di Don Cesare Sommariva, prete operaio, animatore di quell’iniziativa, il quale utilizzava la logica di Don Milani. Egli affermava: “Non chiamiamo la nostra attività col titolo di programmazione. Chi siamo noi, privilegiati, colti … per “programmare†l’apprendimento di chi è stato meno fortunato di noi? Dobbiamo guardare le persone, non quello che noi sappiamo.†Invece oggi a scuola si guarda a quello che si sa non a quello che sono i ragazzi o gli adulti che ci ascoltano. “Guarda prima chi hai davanti†diceva Don Sommariva. Tutti dovrebbero essere messi in grado di andare avanti, non solo che parte da posizioni privilegiate per “classi precostituiteâ€. Proseguiva: “Non si possono far parti uguali fra disugualiâ€, ovvero lo stesso voto non può essere dato per gli stessi errori contenuti in due compiti uguali dati a due alunni diversi: a chi sa meno occorre dedicarsi e dare di più. A Barbiana si insegnava per 365 giorni all’anno, per otto ore al giorno. Era un vivere insieme, uno stare insieme, un “parlare†insieme anche per superare il fatto che il figlio del farmacista conoscesse 2.000 parole e quello del contadino solo 200 (la parola ed il suo uso è “potere”). Dalla conoscenza della parole, alla conoscenza della realtà che le parole rappresentavano, quindi anche lingue estere e viaggi all’estero, lavoro all’estero, per far crescere il bambino che non è un “adulto piccolo o un piccolo adulto†ma un essere diverso dall’adulto. Oggi purtroppo l’educazione è spesso fonte di ingiustizia: la meritocrazia a prescindere penalizza i più deboli a prescindere dal loro diritto di non essere sempre tali. Tuttavia la scuola può diventare la migliore forma di giustizia, ove cambi, s’intende. Quindi il lavoro educativo è innanzi tutto l’educazione degli educatori, del loro metodo operativo. Per me Don Milani è stato un pretesto. Questo non è un libro su Don Milani, ma un libro “da†Don Milani, ovvero narra cosa io ho capito e condiviso dall’esperienza educativa di Don Milani. Ed ho capito che oggi dobbiamo dare altre sberle al conformismo che relega l’immigrato in un angolo perché “non sa nemmeno la nostra linguaâ€. Il libro fa sì che ci si domandi: cos’è la cultura? Cosa vuol dire imparare’ chi insegna cosa a chi? Come si fa ad imparare? E al risposta è questa: non si impara per fare carriera, per trovare lavoro. Si impara per essere utili agli altri, per migliorare il mondo. Utopia? Forse. Mito? Sicuramente! E questo Mito deve essere tramandato ben oltre la vita dei ragazzi di Don Milani, il più giovane dei quali oggi ha all’incirca la mia età â€.
Nel dibattito che ne è seguito è emerso, fra l’altro come Don Milani fosse assolutamente e ferocemente contrario alle “mode†perché seguendo esse non si esercita lo spirito critico. Una frase di Don Milani morente: “Dio mi perdonerà per aver io amato più voi ragazzi di lui stessoâ€. Chi si ispira a Don Milani non deve far caso ai particolari dei 365 giorni … bensì deve ispirarsi all’ essere totali nel dare, a non avere spazi per se stesso, a non “insegnare selezionandoâ€: il merito dell’insegnante è soprattutto il dedicarsi a chi è meno dotato, non a selezionare i più dotati dai meno dotati. Meritocrazia, selezione, cose orripilanti agli occhi di chi ha compreso e segue l’insegnamento di Don Lorenzo Milani.
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AMICI DELLA MUSICA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Novembre, 2014 @ 7:52 amDetto altrimenti: “Associazione†Amici della Musica, Riva del Garda  (post 1717)
30 ottobre 2014, prima assemblea dopo la scomparsa del nostro Presidente “storico†Ruggero Polito, avvenuta il 18 marzo di quest’anno. Eravamo, e in parte siamo ancora storditi da questo inaspettato lutto. Ruggero, persona – anzi Persona – dotata di una carica di Entusiasmo ed Umanità non comune, curioso di tutto, anzi, interessato a tutto e a Tutti (le lettere maiuscole non sono usate a caso), con i suoi occhi vivissimi, luminosi, scrutava l’Altro per capirlo, per condividerne i problemi, le gioie, i problemi, gli interessi. Diciamo anche che era un Uomo che era stato capace di “farsi strada“ e di “farsela da sé”. Nato in paesino del napoletano, si era laureato lavorando e quindi via via … fino a diventare Presidente del Tribunale di Rovereto. Tre figlie, cinque nipoti, la moglie dilettissima Maria Grazia che Ruggero ha incontrato ad Egna (Bz) dove l’allora ragazza era nata e viveva ed alla quale tutti noi ora siamo particolarmente vicini.
Ruggero era comunque … presente, nel senso che Maria Grazia ha rinnovato la tessera per se stessa e per il marito, con un aggiuntivo contributo in denaro da parte sua. Il Presidente Ballardini ha annunciato che il concerto del 21 marzo sarà dedicato alla memoria di Ruggero.
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Ma veniamo all’oggi. La sua scomparsa, dovuta ad un improvviso ed incurabile male, ha privato l’Associazione di chi la stava facendo “vivere†da quasi mezzo secolo. Sostituire una Persona simile non è facile. Vi si è dedicato l’attuale nuovo Presidente, nominato tale dall’Assemblea degli Associati del 30 ottobre, Professor Franco Ballardini, già Vice Presidente dell’Associazione e responsabile della sezione Rivana del Conservatorio Musicale Bonporti di Trento. Franco, aiutato dall’intero Consiglio Direttivo ha saputo ottimamente raccogliere una difficile eredità e sta rilanciando l’attività del sodalizio rivano. Il programma 2015? Qui in calce: si tratta dell’organizzazione di ben sedici concerti da gennaio a dicembre … mica male per un’Associazione che vive ed opera esclusivamente del volontariato di sette personeâ€. Un aggiornamento: in sostituzione di un Consigliere (Vice Presidente) diventato Presidente, è stata cooptata Consigliere la Signora Anna Bonora.
Finisco qui, ma una cosa devo dirla: Franco ha sottolineato come l’Associazione sia localmente la più “antica†nel suo genere ed unica in quanto sempre formata e retta da “rappresentanti del pubblico musicale” e  come sia auspicabile un coordinamento fra le molte iniziative similari ai fini della “logistica†della platea dei fruitori della buona Musica.
Dice … ma tu, Riccardo, che c’azzecchi con questa Associazione? Be’ … anni fa Ruggero – Amico carissimo – mi chiamò per esserne il tesoriere. Tutto qui. Ed ora che Lui non c’è più, non voglio tradirne la memoria e resto al mio posto, almeno fino a quando così vorrà il Consiglio Direttivo dell’Associazione.
Ed ecco il programma 2015:
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 1 -Sabato 24 gennaio, ore 17.30, Dro, sala consiliare
I solisti dell’Orchestra Haydn e i pupazzi di Luciano Gottardi
Mozart il piccolo stregone della musica
2 -Domenica 25 gennaio, ore 15.30, Arco, Casinò Municipale
Camerata Musicale Città di Arco – Concerto sinfonico
3 -Martedì 27 gennaio, ore 20.45, Riva del Garda, Chiesa di S. Maria Assunta
Duo Ivano Ascari – Leonardo Carrieri, tromba e organo
4Â – Sabato 21 febbraio, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio
Trio Novalis, violino, violoncello e pianoforte – musiche di Robert e Clara Schumann
5 – Sabato 28 febbraio, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio
Ensemble Emilio Rizzi, 12 violoncelli e soprano, direttore Italo Rizzi
Musiche di Goltermann, Marx-Markus, Bolzoni, Gardel, Villa-Lobos, Casals
6 – Venerdì 13 marzo, ore 20.45, Arco, Casinò Municipale
Orchestra Haydn, direttore Giacomo Sagripanti – musiche di Beethoven e Mendelssohn
7 – Sabato 21 marzo, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio – Duo Teofil Milenkovic-Gabriele Iorio, violino e pianoforte – Concerto in memoria di Ruggero Polito
8 – Sabato 28 marzo, Arco, Chiesa Collegiata
Camerata Musicale Città di Arco – Pasqua Musicale Arcense
9 – Sabato 18 aprile, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio
Trio Rezza-Turri-Romani, soprano, mezzosoprano, pianoforte, Sabrina Simonetto voce recitante
Donne in prima linea (Duetti d’Opera)
10 – Sabato 9 maggio, Riva del Garda, Duo Arkos, violino e fisarmonica – musiche klezmer e di Semyonov, Dvarionas, Piazzolla, Galliano
11 – Venerdì 29 maggio, ore 20.45, Riva del Garda, Chiesa di S. Maria Assunta
Orchestra Haydn – Festival Regionale di Musica Sacra
12 - Giugno o settembre, ore 20.45, Riva del Garda, Chiesa dell’Inviolata
Ensemble Invisibile presente (11 esecutori + Direttore) – Musiche di Crescini, Priori, Ugoletti
13 – Inizio luglio, ore 20.45, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio
Recital del vincitore del Concorso Pianistico Internazionale Città di Verona
14 – Sabato 24 ottobre, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio
Concerto dei migliori diplomati del Conservatorio
15 – Sabato 21 novembre, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio
Quartetto vocale e pianoforte a quattro mani – Brahms, Liebeslieder
16 – Martedì 8 dicembre, ore 18.00, Arco, Chiesa Collegiata
Camerata Musicale Città di Arco – Concerto sinfonico
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TRENTINO BIKELAND!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Ottobre, 2014 @ 1:40 pmDetto Altrimenti: bici, bici, bici, fortissimamente bici! Ovvero …
Goooood biiiiike Trentinooo …! (post 1716)
Non passa giorno che sulla stampa non si legga di nuovi record delle due ruote a pedali. Tutta l’Europa sta pedalando sempre di più, a tutte le età . La nostra stampa locale testimonia “Le due ruote hanno salvato la stagione turistica”. E allora, dai! Cosa aspettiamo a dare centralità e organicità allo sviluppo di questo settore?
Dice … ma lo stanno facendo anche le altre regioni d’Italia … non è più una novità … Si, è vero, ma noi in Trentino Sud-Tirolo alias Alto Adige abbiamo tre vantaggi competitivi: 1) la bellezza dei luoghi; 2) la nostra rete di ottime ciclabili in corso di completamento e raccordo; 3) i dislivelli. Cosa si intende con “dislivelliâ€? Eccomi a voi. In Austria esiste già una rete di ben 17 funivie che portano in quota i ciclo –escursionisti per farli planare su di una rete di 660 km di ciclopiste (Progetto, ormai realizzato, denominato  “Tirol Mountain Bike Safariâ€): si veda l’ultimo numero di BC-La rivista della FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, anno 4, n. 5 di settembre-ottobre 2014, alle pagine 36-39. E noi, in Trentino-Sud Tirolo, cosa aspettiamo?
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Ancora: allegato al numero della citata rivista, un opuscolo sulle piste ciclabili dal Ravennate al Delta del Po, con spiegazioni in sloveno ed in italiano. E noi, cosa aspettiamo a farne uno uguale per il prossimo numero della stessa rivista, magari in italiano inglese e tedesco, sulle piste e percorsi della nostra regione? Chi può e deve fare ciò? L’Ente Pubblico, supportato da chi di bici se n’intende. ovvero dalla FIAB la quale fa Bici-cultura e non bici-sport!
Dice … ma la biciletta è pericolosa: infatti l’altro giorno la Repubblica riportava il caso di un ciclista che ha investito una donna, la quale, cadendo, ha sbattuto la testa ed è deceduta. E’ vero, è successo. io tuttavia mi permetto si sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori alcun sottolineature:
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Il ciclista che pedala sul marciapiede commette un’infrazione. Quante infrazioni commettiamo noi automobilisti in tema di superamento dei limiti di velocità e mancato rispetto della distanza di sicurezza?- Non si tratta di ineducazione di un ciclista da di educare tutta la comunità , di ciclisti, automobilisti e pedoni;
- il numero delle biciclette in circolazione è di molto superiore al numero delle auto in circolazione;
- le auto in circolazione in un anno hanno causato tot (centinaia migliaia!) di incidenti gravi a danno dei pedoni;
- le biciclette in circolazione, nello stesso periodo, hanno causato un solo incidente grave, purtroppo mortale, a danno dei pedoni.
E allora? Allora, veni, vidi … bici e … good bike a tutti!
P.S.: si veda anche CAI Centrale, 2012, “Quadern0 di ciclo escursionismo”, reperibili in internet!
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