VITA DA NONNI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Settembre, 2014 @ 5:30 pmDetto altrimenti: via dal lettone, nonno! Arriva la nipotina! (post 1665)
Eh già … per convincerla a stare con noi … mentre papà e mamma vanno all’Oktober Fest … la prima “vacanzina†da sposini senza di lei … “ma io dormo nel lettone con nonna!â€. Evvabbè, dico io …
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Tre giorni di sole, una fortuna per gli “sposini†… e anche per noi che abbiamo portato la bimba nei vari parchi cittadini a giocare. Non è mancata una sosta alla Fiera del Libro in Piazza Fiera, con relativo acquisto di un bel libro su “come i bimbi possono creare e curare un ortoâ€. Eh si, perchè la piccola, a casa sua, ha un gran bel giardino con un altrettanto grande orto. E allora … il buon giorno si vede dal mattino. E la mia bicicletta? Ferma, ovviamente, nonostante il sole pieno. Se non che oggi pomeriggio la nonna riaccompagna a casa sua la nipotina per una festicciola. Dopo qualche tempo, una telefonata: “Abbiamo dimenticato i suoi biscotti …â€: nessun problema, arrivo io (in bicicletta!). Trento-Lavis e ritorno, casa-casa via pista ciclabile, km, 28,5. E mi pareva …!
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All’andata ho “dovuto” (!)  fermarmi a scattare una foto. Ho dovuto, proprio. Infatti mi ha colpito il colore dell’Adige: azzurro come non mai! Il fiume … i fiumi … forse perchè sono ancora sotto l’influsso della conferenza su Ungaretti (v. post precedente) con i suoi tanti fiumi celebrati: il Nilo, la Senna, il Serchio, il Tevere. l’Isonzo … Se Ungaretti avesse sostato anche in Trentino, avrebbe sicuramente celebrato anche “el nos Adesâ€, il nostro Adige. Molto più modestamente, lo celebro io con una foto scatta con il telefonino, senza pretese dunque, e anche “senza paroleâ€, ma quel che conta è il pensiero.
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Tu dici, è l’Ora … tu dici, è tardi … (L’Ora di Garda, un verso parafrasato da “L’ora di Barga”, splendida poesia di tale G. Pascoli)
Consegnati i biscotti, al ritorno, altra foto: la bruma portata dall’Ora del Garda, dopo avere risalito la Valle del Sarca e quella dei Laghi si affaccia al davanzale della Paganella sulla Valle dell’Adige all’altezza di Lavis. Il vento? Non c’era: infatti noi velisti gardesani chiamiamo “Vento†solo quello da nord. L’altra è l’Ora. Morale: sono andato a Lavis “al gran lasco” e sono rientrato a Trento “di bolinaâ€.
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Buon Trentino a tutti!
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UNGARETTI SECONDO MASI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Settembre, 2014 @ 6:57 amDetto altrimenti: Ungaretti per tutti (post 1664)
Il nome Giuseppe Ungaretti ? Nome conosciuto da tutti. Le sue poesie? Poesie conosciute da molti. La sua vita? Vita conosciuta da pochi. Le occasioni per riavvicinarsi a lui? Occasioni avute da pochissimi. E allora … e allora Alfonso Masi, con la “complicità †della voce narrante Mariaconcetta Lucchi e della chitarra di Andrea Gasperi, ieri, nella sala dell’ Associazione Culturale “Antonio Rosmini†di Trento (Via Dordi, 8) … Alfonso Masi, dicevo, ha condotto per mano un uditorio da tutto esaurito attraverso vita e opere del grande poeta “egizianoâ€. Già , perché Ungaretti è nato in Egitto, “a seguito†di un padre (e di una madre) che dalla Lucchesia vi si era trasferito per “cercare fortuna all’esteroâ€, ovvero per fare, il padre, lo sterratore nel cantiere del Canale di Suez. Padre che vi morirà per malattia contratta sul lavoro quando il futuro poeta aveva solo due anni e non c’era ancora l’INAIL
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Egitto, Italia, Francia, Brasile, Italia … il suo è un peregrinare “in cerca di lavoroâ€, come tanti altri hanno fatto e anche oggi hanno ricominciato a fare … Già da questo fatto si comprende il titolo che Masi ha voluto dare alla sua esposizione: “Ungaretti uomo di penaâ€. Pena per la ricerca del lavoro; pena per le morti che hanno costellato la sua vita: dell’amico Moammed Sceab; dell’unico fratello; del figlioletto di nove anni; della madre; della moglie; dei commilitoni (“fratelliâ€) compagni di trincea nella prima guerra mondiale; dei compatrioti fucilati dal nazifascismo o uccisi dalle bombe “alleate†(alleate …?) nella successiva, seconda mattanza mondiale. Pena anche per non avere ricevuto il Premio Nobel per la poesia. Pena per avere mantenuto, anche in età molto avanzata, una ulteriore – pericolosa – “dote†in lui innata, quella di innamorarsi di una donna molto più giovane …
La sua poesia prorompe come un fuoco d’artificio stellare: in tutte le direzioni: la natura, l’amore sacro e profano, la famiglia, il desiderio della pace, l’ostilità verso la guerra, il rispetto dell’ “Altroâ€, l’amore e allo stesso tempo la sofferenze del ricordo (“il ricordare è di vecchiaia il segnoâ€). Ma … mentre sto scrivendo, mi sorge una domanda: devo scrivere di Ungaretti o della “Compagnia Masiâ€? In ogni caso è estremamente difficile sintetizzare sia il Poeta che i suoi Relatori. Ed allora mi sono detto: vai, Riccardo, vai … prosegui a ruota libera, tu che di ruote te ne intendi (basta leggere il tuo post precedente!). Ed allora … allora … ecco due sue poesie famosissime.
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Un po’ di spazio anche al “vile meccanico” manzoniano, addetto alle immagini ed alla loro proiezione power point …
Mattino: “M’illumino / d’immensoâ€; Soldati: “Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglieâ€. Non avrei potuto fare a meno di citarle, almeno sono sicuro che queste – sicuramente – resteranno nella memoria delle mie lettrici e dei miei lettori, anche i più distratti. Per inciso io stesso, poetuncolo da strapazzo che  talvolta si diletta con i versi … di fronte al suo “Mattino†nel quale il Poeta si illumina di immenso, io stesso,  dicevo, ho voluto scrivere il mio “Mattinoâ€. Ora, poiché lui s’illumina d’immenso, ecco il mio testo: “Anch’io!â€
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Ma torniamo a Ungaretti. Grazie a Masi l’ho ri-scoperto più attuale che mai in un “Inno†nel qual si lancia contro il consumismo sfrenato:
L’uomo, monotono universo,
crede allargarsi i beni
e dalle sue mani febbrili
non escono senza fine che limiti.
Attaccato sul vuoto
al suo filo di ragno
non teme e non seduce
se non il proprio grido.
Ripara il logorio alzando tombe,
e per pensarti, Eterno,
non ha che le bestemmie.
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Quattro le arti: l’arte poetica di Ungaretti; l’arte di Masi della recitazione e della scelta dei brani con cui comporre l’antologia, la raccolta dei fiori dall’ampio campo di fiori nel quale consiste la produzione di Ungaretti; l’arte di Maiaconcetta Lucchi, calda voce narrante; l’arte di Andrea Gasperi, anch’egli poeta (delle corde della sua chitarra).
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Dice … ma tu, blogger, che ci stai a fare fra di loroâ€? Già , perché io “fui quinto fra cotanto sennoâ€. Alfonso mi ha chiamato per mettere ordine fra le diapositive da proiettare in parallelo alla sua esposizione, per sceglierne alcune – fra le tante candidate – per organizzare la proiezione power point: “vile meccanico†manzoniano praticamente, il quale immeritatamente si è preso molti complimenti per le “splendide ed indovinate immaginiâ€: che volete, sit transit gloria mundi, così “va” la gloria del mondo … (talvolta) anche a chi non se la merita!
Prossimo appuntamento giovedì 2 ottobre 2014 ore 17,00 stessa sala, si replica. Questa volta tocca al genovese (come me!) Eugenio Montale! Praticamente io … giocherò in casa, e le diapositive sono già pronte!
P.S.: Su Ungaretti mi permetto di suggerire il volume “Ungaretti, Vita, Poetica, Opere scelteâ€, Ed. Il Sole 24 Ore – I grandi poeti, 2007.
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POESIA A PEDALI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Settembre, 2014 @ 2:26 pmDetto altrimenti:  in autunno, in Trentino … (post 1663)
Oggi
non era previsto
che uscissi a pedali.
Ma il sole insisteva:
“A Nomi, a Nomi!â€
E poi la mia bici
oggi
splendeva da sola:
il suo azzurro, l’azzurro del cielo e del fiume;
il suo giallo, il giallo dei fiori d’autunno.
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Ma come si fa
a non fermare il momento?
Tre scatti
e poi via
si ritorna!
I 35 km meglio spesi della mia vita
e della vita di lei,
vecchietta a pedali
color del Trentino.
Good bike a tutti!
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QUANTITA’ O QUALITA’?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Settembre, 2014 @ 7:09 amDetto altrimenti: i problemi qualitativi non possono essere risolti con soluzioni quantitative  (post 1662)
I cacciabombardieri F35 sono inaffidabili, troppo costosi (sic Corte dei Conti USA) e non all’altezza dei loro analoghi russi e cinesi. Eppoi (eppoi) abbiamo altre priorità . Questi sono problemi sulla “qualità †del progetto. La soluzione? Pare sia di tipo “quantitativoâ€. Infatti una prima parte del parlamento dice: comperiamone solo la metà del piano originario. Al che una seconda parte del parlamento dice no, comperiamoli tutti. Una terza parte del parlamento dice:  se qualitativamente non vanno bene, non comperiamone nemmeno uno.
Dice … ma c’è un contratto, un impegno internazionale … Uei, raga, ma non lo avete studiato il latino? Inadimplenti non est adimplendum, cioè verso chi non adempie il proprio impegno (di consegnarci aerei funzionanti), non si è obbligati ad alcunché, cioè in particolare ad acquistarli! Quindi … quindi … chissà come andrà a finire. Forse alla maniera gattopardesca: tutto cambi affinchè nulla cambi.
La nuova legge sull’auto-riciclaggio del denaro (un esempio: ho portato fondi neri all’estero, li faccio rientrare da solo, senza l’aiuto di terzi). Perseguire il rientro illecito è tanto importante quanto perseguire l’uscita illecita. Si deve intervenire … e allora “puniamolo seâ€. Se … cosa? Se comportano pene superiori ai cinque anni di carcere. Ma se la maggior parte di quei reati non è punibile sino a quel livello … che vogliamo “babbiare†(dialetto siculo: “scherzareâ€)? Ma soprattutto, se è un reato … è un reato e basta. Traduciamo: io delinquo … cioè sono uno che delinque, cioè io sono un delinquente. Ma delinquo poco, quindi io non sono un delinquente. Chiaro (n.d.r.)? In matematica si direbbe: se “A” è uguale a “B” e “B” è uguale a “C” ne consegue che “A” è … diverso da “C”! L’avreste mai detto?
Mi viene in mente una prassi di certi alunni delle (mie) elementari ed alle scuole medie (anni ’50 e ’60): “Ho studiato da seiâ€: la quantità (scarsa ma sufficiente) a pretesa sanatoria della qualità . Studio un poco (ecco la “quantità â€!) e mi tolgo di dosso l’etichetta (qualitativa) di “alunno non – studenteâ€, cioè di un alunno che non studia.
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Art. 18
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Settembre, 2014 @ 3:17 pmDetto altrimenti: siete favorevoli o contrari alla sua abolizione? (post 1661)
Io sono favorevole purchè la stessa regola valga anche per i dipendenti pubblici e ad una ulteriore condizione. Mi spiego. La maggiore licenziabilità dei dipendenti sicuramente li sprona a lavorare meglio, diminuisce il carico dei costi rigidi e fissi dell’impresa, agevola nuove assunzioni (“tanto se poi non mi servono più, licenzio”). Tuttavia non è tutto oro quel che riluce. Infatti nella mia lunga vita di dirigente e amministratore di Gruppi e di SpA piccole, medie e grandi, pubbliche, miste e private, italiane ed estere ne ho viste di tutti i colori. Ho anche (purtroppo!) visto “capi†che gestivano i propri dipendenti all’antica, “si fa così e basta, lei non è pagato per pensare, faccia solo ciò che le ordino, non assuma iniziative, anzi … mia dia del tu (ma poi, n.d.r.) ...” capi con tanta autorità ma senza alcuna autorevolezza (1) , capi che non motivavano i propri dipendenti, che li strumentalizzavano, che li umiliavano, li demansionavano immotivatamente … e che inoltre, nel fare questo, facevano (impunemente!) un danno grave anche alla stessa azienda che erano chiamati a gestire. In questi casi, in assenza della tutela dell’art. 18, se un dipendente cercasse di fare rispettare la propria dignità di persona e di lavoratore, probabilmente incorrerebbe nelle (ulteriori) ire del capo e potrebbe essere (troppo) facilmente licenziato.
Quindi io sarei favorevole all’abolizione dell’art. 18 se parallelamente – quanto meno – si rendesse obbligatoria per tutte le Società ( e Enti) che vogliono usufruire di questa possibilità , la Certificazione di Responsabilità Sociale di impresa (SA8000) la quale attesta il rispetto dei diritti e della dignità del lavoratore.
Infatti, senza questa minima garanzia, i lavoratori sarebbero precari come i soldati della poesia di Ungaretti, scritta nel bosco di Courton nel luglio del 1918, foglie (e uomini) che un alito di vento può spazzar via ….
Soldati
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.
Solo soldati …. o anche “impiegati?”
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(1) autorità : ti deriva dal grado; autorevolezza: deriva da te stesso, sei tu stesso che te la dai, se sei capace, altrimenti non c’è grado che tenga.
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TEATRI INDEBITATI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Settembre, 2014 @ 2:54 pmDetto altrimenti: ma come, perchè  e chi ha concesso loro tanto credito? (post 1660)
Ero responsabile della Finanza Italia della Stet – Società Finanziaria Telefonica per Azioni, la finanziaria dell’IRI per le telecomunicazioni e l’elettronica, la più grande finanziaria italiana. Per un lungo periodo la politica bloccò le tariffe della SIP la quale bloccò i propri investimenti. Conseguentemente la nostra più grande società manufatturiera (che vendeva soprattutto i suoi prodotti alla SIP) accumulò un magazzino merci (invendute alla SIP) pari al fatturato di un anno! Inoltre c’era la stretta creditizia e valutaria. Tuttavia le banche ci facevano credito: “Lo Stato non permetterà mai alla SIP di fallireâ€, diceva qualche banchiere. Oltre a ciò, tuttavia, a garanzia delle banche c’era (la fidejussione Stet e) il patrimonio e la capacità produttiva dell’intero Gruppo Stet, che rappresentava una garanzia di volume assai maggiore del suo indebitamento consolidato. Già , perché dietro ogni concessione bancaria c’è il controllo della Banca d’Italia, e le banche, nemmeno se avessero voluto, avrebbero potuto erogare ulteriore credito alla Stet se non ci fosse stata a monte una più che adeguata garanzia.
Oggi “scopriamo†che un teatro, un ente, una SpA pubblica ha accumulato vero le banche decine di milioni di euro di debito. Al riguardo osservo: 1) il debito si accumula via via nel tempo e quindi (mi pare di poter affermare che) qualcuno avrebbe dovuto intervenire prima, per evitare un indebitamento eccessivo; 2) Chi ha garantito la concessione di tanti crediti? Perché non si parla un po’ anche di questi garanti?
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RODODACTULOS EOS, L’AURORA DALLE DITA ROSA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Settembre, 2014 @ 6:32 amDetto altrimenti: questa mattina, mi sono alzato …  (post 1659)
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Riva del Garda. Un’antenna televisiva, la comunicazione moderna; l’ultimo rosa che sta scomparendo, la comunicazione “antica”. Lo so, lo so, la foto non è niente di eccezionale, ma “verso l’alto†la vista dal balconcino della casa non è più di tanto. In ogni caso, prima dello scatto, c’era tanto rosa in più ma io ero ancora troppo assonnato per realizzare …
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Questa mattina il programma è la salita in bici da Riva del Garda al Centro Velico sul Lago di Cavedine per salutare il mio amico Daniele che lo gestisce. Ma prima qualche minuto di riflessione, intanto che l’aria si scalda un poco. E la mia riflessione, oggi, è questa, sulla doppia comunicazione: il rosa dell’aurora ci comunica un senso di Pace; Papa Francesco ci comunica  che “Nessuno può uccidere nel nome di Dio, di un Dio: è un sacrilegio!â€. Vi pare poco? Le primavere arabe, l’Isis … cosa sta succedendo? Forse abbiamo sbagliato due volte. La prima a colonizzare i due terzi del mondo. La seconda ad abbandonare quei paesi a loro stessi, improvvisamente, nelle mani di chi – “grazie” a noi, grazie si fa per dire! – non aveva conseguito alcuna “patente di democraziaâ€. E’ un po’ come se, dopo avere condotto per secoli un veliero senza mettere a parte l’equipaggio delle regole della corretta navigazione, improvvisamente cedessimo il comando della nave ed il timone al primo marinaio che passa sulla tolda. Dopo tutto se ve lo dice un velista qual io sono …
L’esportazione della democrazia come fatto istantaneo non funziona: in dialetto trentino si potrebbe forse dire che “l’e pezo ‘l tacon del busâ€, cioè è peggio la toppa del buco che si vuole rammendare.
O no? La discussione è aperta.

Il Lago di Cavedine (vista verso Nord, foto di Enrico Perasso, bici di Edoardo Pellegrini, borraccia FIAB)
P.S.: pedalare a fine settembre nella “Busa” dell’Alto Garda Trentino. Le salite che all’inizio di stagione ti “pesavano” un po’, ora non sei tu a superarle: infatti … ti stai gustando il silenzio, il sottofondo del frusciare del Vento (vento da nord) fra i rami … e intanto le salite le superano loro, le gambe, le tue gambe, le gambe di un proprietario distratto dalla bellezza che lo circonda. L’unica salita della quale ti rendi conto è quella, corta ma al 20%, poco dopo la centrale Fies. Sfido io, al 20%! Dopo qualche km, là dove un cartello avverte della fine della pista ciclabile, invece di andare a sinistra verso Pietramurata, giro a destra, percorro qualche centinaio di metri verso sud su una strada poderale e quindi, appena dopo un ponticello, subito a sinistra ricomincia la bretellina ciclabile che ti porta sulla strada provinciale, la quale, verso destra cioè verso sud, dopo poco ti porta al Lago di Cavedine.

Il ramo del Sarca che da nord alimenta il Lago: superato il ponte sullo sfondo, girate a destra e lo raggiungete
Un Lago bellissimo, fuori dai grandi circuiti e per questo ancora più bello. Purtroppo non segnalato, non evidenziato nelle “carte turistiche” le quali “chissaperchè”convogliano i flussi turistici a pedali solo sulle ciclabili lungo il corso principale del Sarca. Peccato. Peccato, una perla nascosta, troppo nascosta. Occorre rimediare, non vi pare, amiche lettrici ed amici lettori? Anche perché, dopo una sosta al Lago con un puntatina al bar ed ai servizi del Centro Velico, proseguendo verso sud, a fine Lago, dopo una salitella di 1,5 km al 2-3%, ecco le “marocche”, la ruina dantesca, quei massi che racchiudono le orme dei dinosauri! E poi una discesa a 55 kmh sulla larga e poco trafficata  provinciale che scende da Castel Drena a Drò. Se tutto questo  se vi sembra poco …
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UE: LA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Settembre, 2014 @ 7:30 pmDetto altrimenti: … e FIAB Trento c’era! (post 1658)

FIAB non è sport: è stile di vita, cultura, rispetto di se stessi e degli altri, amore per il “ritorno al futuro”
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FIAB – Federazione Amici della Bicicletta, Trento. Un gruppo di amici (localmente siamo 150. A livello nazionale migliaia e miglaia … mi devo informare!!) propone un’idea: la bicicletta in città , in luogo delle auto. E poi, già che ci siamo, anche fuori città ! E allora tutti noi a partecipare alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.
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Ieri a conteggiare le persone che entrano in città per recarsi al lavoro utilizzando la bici (nel 2012 Trento ha vinto questo “campionato italianoâ€!). Oggi tutti in Piazza della Mostra, a Trento, con tanto di gazebo, depliant etc.. insieme a tante altre iniziative ciclistiche.
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E poi, alle 14,30, scortati da due Poliziotti della locale Polizia, a percorrere 13 km di ciclabili urbane:Â Grazie a loro e a tutto il Corpo di appartenenza!
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E’ un fatto: in Europa ormai si vendono più biciclette che automobili. Il numero dei ciclisti urbani, ciclo turisti e ciclo escursionisti sta aumentando.
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E se l’età media della popolazione si innalza (si invecchia, raga!), ecco il boom delle biciclette a pedalata assistita! Qui a fianco, il servizio noleggio organizzato dalla Provincia Autonoma di Trento.
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Persino il CAI Club Alpino Italiano Centrale ha ritenuto di prendere atto del fenomeno e di regolamentarlo con il Quaderno di ciclo escursionismo, reperibile in internet. Altro che demonizzarci, noi ciclisti! E ve lo dice uno che da giovane è stato istruttore sezionale di alpinismo (CAI Sez. Ligure, Genova).
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La piazza: animata anche da un simpatico quartetto (nella foto, scattata dalla sella della bici, è rimasto fuori un componente: scusami, ti prego … mandami una foto con tutti e quattro che la pubblico!): si tratta dello SMART SAXOFONE QUARTET composto da studenti del Conservatorio Bonporti e dell’omonimo Liceo Musicale: Mattia Grott, Martina D’Amico, Mattia Giacomozzi, Filippo Corbolini. Email smartsaxquartet@gmail,com tel. 0039 3404746050 www.facebook.com/smartquartet. Bravi ragazzi, chissà che prima o poi non siate a Riva del Garda, ospiti dell’Associazione Amici della Musica (di cui sono tesoriere). Alles can sein …
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Bicincittà ma non solo, dicevo. Trentino Biciland o Bikeland, se preferite, Trentino che valorizza una sua preziosa risorsa non solo in inverno ma anche in estate. Quale risorsa vi chiedete? Ma i suoi dislivelli! Nella vicina Austria sono state messe in rete 16 funivie per operare in estate e portare in quota i ciclo escursionisti … e noi? Cosa aspettiamo?
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Trentino che investe nelle sue piste ciclabili, tante, bellissime, non ancora tutte in rete. E allora, facciamo questo sforzo, dai! Colleghiamo Trento alla Valsugana e alla Valle dei Laghi! Pochi km di ciclabili e il paradiso a pedali è fatto! Basta copiare quello che ha fatto Merano per collegare le sue ciclabili a quella della Val Venosta.
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E in città ? Anche qui raccordare i singoli tratti e soprattutto varare una campagna di maggiore sensibilità ed educazione e rispetto reciproco per tutti: automobilisti, ciclisti, pedoni. La convivenza di tre velocità diverse è segno di civiltà .
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Quindi, ragazzi di ogni età , iscrivetevi alla FIAB! Come si fa? Be’ ad esempio scrivendo un commento a questo post: poi mi faccio vivo io che sono il segretario dell’Associazione. Servizio a domicilio, che volete di più?
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In tutto questo, una sola nota negativa: infatti è rinato un antico “mestiere”, quello del ladro di biciclette. Ricordate il vecchio, bellissimo film di Vittorio De Sica (1948)? E noi … cosa facciamo? Targhiamo le nostre bici, per renderle riconoscibili!
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NON MI ERA ANCORA CAPITATO …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Settembre, 2014 @ 7:13 amDetto altrimenti: … maccome? Con oggi sarebbero ben sei giorni che non pubblichi un post, Riccardo! Chessuccede? (post 1657)
Scialla, raga, calma, mica me lo ha ordinato il medico di pubblicare uno o più post “al giorno†… eppoi, sapete, quando un giornalista non ha la notizia, spesso se la cava con la “non notiziaâ€. Un esempio? Eccolo: “La tale personalità internazionale non farà tappa a Trento”. Ecco, non che in questi giorni non ci siano spunti sui quali riflettere anzi … macchevolete i troppi spunti, la troppa informazione alla fine sortiscono l’effetto contrario: la chiusura ad informare e ad informarsi. Ma insomma, detto questo, vediamo di recuperare. In questi giorni isolerei cinque temi: 1) l’Italia, unico Paese UE con previsione di PIL negativo; 2) la contro-guerra dell’oppio; 3) la guerra del califfato; 4) un mondo di … casta; 5) le bombe d’acqua.
1)Â Â Â Italia, unico paese UE con previsione di PIL negativo. E dire che avremmo tutto per essere quello con il maggior PIL positivo. Che fare? Care amiche lettrici e cari amici lettori, provate voi stessi a rispondere con i vostri commenti.
2)   La contro-guerra dell’oppio. Nell’800 alcuni stati europei fecero ben due guerre alla Cina (le cosiddette guerre dell’oppio) “rea†di avere vietato l’importazione dell’oppio coltivato dalla GB nella sua colonia India ad opera degli schiavi locali detti altrimenti coolies che fa più fine. Oggi la maggior parte degli oggetti da cui sono circondato e che utilizzo sono made in China. Che fare? Care amiche lettrici e cari amici lettori, provate voi stessi a rispondere con i vostri commenti.
3)   La guerra del califfato. Il mi’ babbo, toscanaccio doc, diceva: “… ovvia, nulla succede a caso … un mi venite a di’ che Cristo gli è morto di sonno …†. E a me vengono in mente i nostri giovanissimi terroristi politici degli anni ‘ 70- ’80. Chi e cosa c’è dietro le quinte? Chi manovrava ieri e chi manovra oggi queste violenze? Cui prodest? Cui bono? A vantaggio di chi? A chi giova? Care amiche lettrici e cari amici lettori, provate voi stessi a rispondere con i vostri commenti.
4)   Un mondo di … casta, anzi, delle caste. Poche persone e stati sempre più ricchi. Molte persone e stati sempre più poveri. Ma a forza di tirare la corda, questa si spezza e la frustata che ne deriva spesso colpisce in pieno viso i “tiratori di cordaâ€. Mi domando: quando la capiremo? Care amiche lettrici e cari amici lettori, provate voi stessi a rispondere con i vostri commenti.
5)   Le bombe d’acqua. L’ultima a Firenze. Andate in internet e cliccate su wetterzentrale.de : vedrete le foto dal satellite delle bombe d’acqua in formazione. Ormai siamo un paese a clima tropicale. La difesa del territorio si impone, ma non con i cacciabombardieri F35, bensì con i Canadair e con le opere idro-geologiche. Che fare? Care amiche lettrici e cari amici lettori, provate voi stessi a rispondere con i vostri commenti.
Buon week end a tutti (di riflessione)!
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IERI, CAMPIELLO!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Settembre, 2014 @ 2:43 pmDetto altrimenti: ieri, premiazione del “Campiello”: leggete i miei post di fine luglio e primi di agosto … (post 1656)

Teatro La Fenice, Venezia: il Presidente Assindustria VE Zuccato, il vincitore, i presentatori Gepi Cucciari e Neri Marcorè
“È Giorgio Fontana con “Morte di un uomo felice†il vincitore dell’edizione 2014 del Premio Campiello. Lo ha deciso la giuria popolare, composta da 300 lettori anonimi. Per lui, hanno votato 107 giurati su 291. Lo scrittore, nato a Saronno ma milanese d’azione, è tra i più giovani a vincere nella storia del Campiello, ha avuto 107 voti sui 291 arrivati dai giuranti. Al secondo posto, con 74 voti, si è classificato Michele Mari con “Roderick Duddle†(Einaudi). Solo terzo il favorito Mauro Corona con “La voce degli uomini freddi†(Mondadori), che ha ricevuto 43 voti, seguito da Giorgio Falco (“La gemella H“, 36 voti) e Fausta Garavini (“Le vite di Monsù Desiderio“, 31 voti)”. (Da “Il fatto quotidiano”).
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Ora che ha votato e che il vincitore è stato scelto, posso dirlo: mia moglie Maria Teresa era uno dei giudici “lettori giuratiâ€. In silenzio e senza influenzarla (ve lo immaginate io che “influenzo†MT?)  quei libri li ho letti anch’io e ora posso dirvi che abbiamo lei, votato, ed io, optato, per lo stesso autore: quello che ha vinto! Ma ora, ecco la “mia” ri-classifica:
A1) Morte di un uomo felice. Libro attuale, il dramma interiore di un sostituto pubblico ministero …  la proiezione storica “dal” e “al” tempo della resistenza … suo padre contro il fascismo, prima; lui, il figlio, contro il terrorismo politico degli anni ’80, dopo (sempre di “resistenza” si tratta!). Ma questo è solo l’aspetto della “esteriorità †del libro, poi vi è la sua “interiorità ” umana … entrambe da non perdere!
A2) Al secondo posto avrei visto “La gemella Hâ€, forse un po’ meno intenso, sicuramente un po’ meno attuale perché il nazismo da cui soprattutto  prende le mosse per nostra fortuna è ben più lontano da noi del terrorismo. A mio avviso “fa coppia” col precedente.
B) Al terzo posto avrei visto “Roderick Duddleâ€, romanzo di avventure veramente molto ben scritto e appassionatamente articolato ma sicuramente meno attuale dei primi due se non altro stante la maggiore, diversa “maturità maturata†da tutti noi rispetto ad avventure intrise di banditi di fine settecento/primo ottocento … Decisamente uno “stacco” rispetto ai precedenti due.

Alla presentazione dei finalisti ad Asiago, Mauro Corona aveva dichiarato: “Se potessi scegliere vorrei che a vincere fosse Giorgio Fontana, perché è incontaminato e per lui sarebbe una grande soddisfazione”.
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C) “La voce degli uomini freddi†avrebbe sicuramente e meritatamente vinto il primo premio assoluto in un concorso letterario di poesia, tanto è Poesia la prosa di Corona. Nella sostanza, la tragedia del Vajont “il cui cinquantenario è stato ricordato solo da tale Enrico Letta”. Bravo, Mauro! Altro deciso “stacco” rispetto ai precedenti tre.
D) Last but not least, “Le vite di Monsù Desiderio†avrebbe sicuramente vinto il primo premio in un concorso riservato alla saggistica erudita. Complimenti, Professoressa! Anch’esso decisamente lontano dai precedenti quattro.
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Non mi resta altro da dirvi se non … leggete, leggete tutti e cinque questi libri o almeno quelli più vicini alla vostra sensibilità !
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