THIS IS TRENTO TOO, TRENTO E’ ANCHE TUTTO QUESTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Ottobre, 2014 @ 7:54 amDetto altrimenti: circoli privati, associazioni e amici che si incontrano (post 1675)
ACCADEMIA DELLE MUSE … ciak si gira … inizia il settimo anno! All’inizio eravamo in pochi, ora siamo quasi cento!. “Per fortuna†non sempre tutti presenti alle riunioni mensili che si tengono in … casa della Presidente Cristina! Non faccio i cognomi per via della privacy … Ieri sera, serata inaugurale della stagione 2014 – 2015 presenti una quarantacinquina di amici … Come faccio a contarle? Nessuna sedia vuota, nessuno in piedi, per cui, conoscendo il numero delle sedie il gioco è fatto. Io chi sono? Qualcuno, un po’ distratto, dice “il segretario†ma poi quando si rende conto che io sono nientepopodimeno che vice presidente, cerca di rimediare: “Intendevo .. Segretario Generale, come Kofi Annan …â€. Ah … vabbè, per questa volta lo perdono …
All’Accademia “non ci si iscriveâ€, bensì si è invitati da ciascun socio, una sorta di passa parola mirato non a far crescere “comunque†il numero degli amici, ma a coinvolgere chi può portare il contributo dell’arte sua: musica, letteratura, pittura, fotografia, teatro, storia, canto, danza, scultura, viaggi, etc.: per noi ogni passione, ogni hobby è un’ “arte†che ha la sua Musa ispiratrice.
E poi, l’incontro di più Associazioni … ormai molti di noi fanno parte anche della Associazione Amici della Musica di Riva del Garda (100 soci); della FIAB-Trento, Associazione degli Amici della Bicicletta (150 soci); del Gruppo di Lettura di Mirna Moretti e di quello di Maria Lia Guardini, per cui si assiste all’intrecciarsi di varie culture e di vari programmi.
Serata inaugurale, dicevo, preceduta dalla presentazione dei quattro nuovi “soci accademiciâ€, i ragazzi del Smart Sax Quartet, allievi delle scuole musicali e conservatori locali: Mattia Grott, Martina D’Amico, Mattia Giacomozzi, Filippo Corbolini. Benvenuti, ragazzi! Indi la poesia di benvenuto, una inedita composizione di tale Gabriele D’Annunzio, da me scovata fra le carte ancora da riordinare della locale biblioteca civica …
Attori
Ottobre, andiamo. È tempo d’iniziare.
Ora in terra trentina i nossi amizi
lasciano i lazzi e vengon da Cristina:
scendon sin nella Bolghera selvaggia
che verde è come i pascoli dei monti.
 E qui berran profondamente i vini
alpestri, che sapor d’uva natia
rimanga né cuori emuli a confronto
che lungo appaghi la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga e calamaro.
E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia dell’anno precedente.
Fra tante odo qual voce primamente
conobbe il trepidar di sua Marina …
lor che lungh’esso litoral cammina
d’Adige in piena a recitar sue Fiabe.
 E ‘l sole imbionda sì la riva sana
di nostra Fersena scrosciante
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori:
chi sona, canta, recita, compone …
ecco perché pur io cò miei dottori
son qui ad iniziar nova stagione
nostra grand’Accademica importante.
Detto questo, si passa alla prima parte della serata.
Cristina al pianoforte, Giovanna, Letizia e Stefano, canto e voci recitanti: la storia dell’operetta, intervallata appunto da brani delle singole composizioni. Un successo concluso dal coro di tutti noi “E’ scabroso le donne studiar†da “La vedova allegraâ€: standig ovation!
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Indi Maria Teresa ci relaziona sulla sua esperienza di giudice-lettrice del Premio Campiello, con una breve ed interessante panoramica sui cinque finalisti (maggiori notizie su questo stesso blog, cliccando “Campielloâ€).
Infine, Mirna indicherà alcuni libri fra i quali scegliere quello che tutti noi leggeremo per discuterne insieme il 4 maggio 2015 (vedi dopo).
L’angolo delle anteprime
nel quale ognuno noi segnala iniziative varie, molte delle quali (quelle scritte in grassetto) completamente “aperte al pubblicoâ€.
Viene preannunciato un prossimo concerto della pianista-fortepianista Stefania Neonato in data in corso di definizione.
Si preannuncia la “Storia di Albino Zenattiâ€.
Giovedì 9 ottobre ad ore 17,30, Biblioteca Comunale di Trento, Enrico Fuochi presenta il suo ultimo libro “FotoFiabeâ€. Saranno presenti ed interverranno Carlo Martinelli e Don Marcello Farina. Se ne veda sin d’ora la recensione sul blog http://www.trentoblog.it/mirnamoretti
Sabato 11 ottobre ad ore 16,00 a Castel Drena. Mostra fotografica di Enrico Fuochi sull’opera citata.
Martedì 14 ottobre ad ore 10,00, Biblioteca Comunale di Trento, primo piano, riprende il Gruppo di lettura di Maria Lia Guardini sui classici: di scena i dialoghi di Platone “Fedone†e “Critoneâ€.
Mercoledì 15 ottobre ad ore 15,00, Concerto di Cristina nella sala dell’Oratorio di S. Antonio.
Venerdì 17 ottobre ad ore 17,30, al Sass di Piazza Italia, recital di Alfonso Masi sulla strage di Marzabotto dal titolo (creato da Enzo Biagi) “Erode è tornatoâ€.
Domenica 19 ottobre, Castagnata della FIAB Trento, federazione Amici della Bicicletta, aperta a familiari e simpatizzanti (v. dettagli in calce alla presente).
Martedì 21 ottobre ad ore 15,00, Concerto di Cristina nella sala dell’Oratorio di S. Bartolomeo.
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Pausa enogastronomica
perché le nostre riunioni non sono né un prima di cena né un dopo cena, bensì un “duranteâ€! A seguire, seconda parte della serata:
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Il programma della stagione accademica (riservato ai soci)
Lunedì 3 novembre 2014: Smart Sax Quartet: Martina, Filippo, Mattia, Mattia in concerto – Giovanni Soncini in “Falsi d’autoreâ€.
Lunedì 1 dicembre 2014: Il Natale in musica, poesia e coro – Luigi Sardi presenta il suo libro “1914, Degasperi e il Papaâ€.
12 gennaio 2015: Carlo Fierens e la sua chitarra classica/Cristina, canzoni e Napoli -Enrico Fuochi parla di fotografia e di FotoFiabe.
2 febbraio 2015: Recital di Alfonso Masi “Questo amore†– Il Carnevale in teatro.
2 marzo 2015: Barbara Bertoldi e il suo violoncello – Verena Depaoli in “La donna e le ragazze madri dell’800â€.
13 aprile 2015: Flora Vedovelli e la sua arpa + flauto traverso in concerto – Umberto Sancarlo, “L’arte nelle monete della zecca italianaâ€.
4 maggio 2015: Donatella Taiuti e Cristina in “Omaggio a Domenico Modugno†– Gruppo di lettura.
1 giugno 2015: concerto degli allievi del conservatorio Bonporti, Sezione di Riva del Garda – Riccardo proietta le diapositive di una gita FIAB.
24 luglio 2014: Festa di mezz’estate nel giardino di Cristina.
E, alla fine, Cristina e Giovanna hanno distribuito a tutti i presenti sacchettini ricamati contenenti lavanda profumata del “Giardino Cris”, confezionati da loro due stesse!
Le nostre gite “fuori porta†possibili o programmate. Già perché noi facciamo anche vita all’aria aperta. Ecco alcune idee, tutte “aperte al pubblico”:
- Valle Aurina in bicicletta
- Alpe di Rodengo sulla neve
- Milano, Castello Sforzesco, Museo Egizio e strumenti musicali d’epoca
- Paneveggio: il legno che suona
- Arte Sella in Val di Sella
- Intero programma FIAB (distribuito appena sarà approntato)
- Perugia: due giorni al cioccolato
- Castel Toblino dal di dentro
- Caldonazzo-Centa, le nostre piante
- Altre, che potranno essere proposte da Monika
 Per finire, in calce alla presente ….
Castagnata FIAB (aperta ad amici e simpatizzanti!): Domenica 19 ottobre 2014
- Ore 09,30 al parcheggio di Via Monte Baldo per organizzare gli equipaggi sulle auto
- Arrivo al parcheggio fra la Malga Brigolina e Mezavia
- Passeggiata di mezz’ora fino alla Malga Malghet
- Pranzo con piatto freddo ma … castagne e vin brulè belli caldi!
- Non portate panini: eventualmente bevande e dolci.
- Gran finale a sorpresa!
- Iscrizioni: manumanud@libero.it oppure al 328 4691683 entro il 15 ottobre. In caso di brutto tempo le iscrizioni saranno accettate sino al limite della capienza del locale coperto.
- Quota di partecipazione. €5,00 (cinque).
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TURISMO CULTURALE ITALIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Ottobre, 2014 @ 6:31 amDetto altrimenti: c’è ancora molto da fare … e allora cosa aspettiamo? Facciamolo!  (post 1674)
Eh no, raga, non ce la faccio a stare zitto! Infatti vengo da una due giorni in Umbria durante la quale, solo per citare qualche dato, chiese splendide si visitano “a gratis†(ma per la Sacra Cappella a Parigi ho dovuto prenotarmi e pagare anticipatamente il biglietto!) E se ad Assisi si chiedesse anche un solo euro ad ogni visitatore, sai quanti fondi si raccoglierebbero da destinare alla manutenzione dei nostri tesori d’arte! Una due giorni durante la quale ho visto una tela gigante del Pinturicchio (vedi qualche post fa) assolutamente non reclamizzata, la sua custodia affidata ad un vecchio pensionato che vi vende i biglietti (€2,00, almeno questi), la sua sicurezza affidata al fatto che la sua esistenza … “è assai poco conosciutaâ€!
In bici a Bergamo alta. Visitiamo le due chiese e il battistero, capolavori “da favola†a dir poco. Entrata gratuita (errore!). Mentre siamo assorti nella contemplazione di capolavori d’arte di inestimabile pregio, da fuori provengono gli schiamazzi di alcuni saltimbanchi e di altre iniziative da fiera paesana di campagna, tutte regolarmente autorizzate dal Comune. Ma si può? E se uno volesse anche pregare?
Passeggio per Trento in attesa di andare a godermi un bel concerto (gratuito) di pianoforte nella sala della Fondazione Caritro, vedo una coppia di turisti stranieri, cartina della città alla mano, incerti sul da farsi: li avvicino, li invito. Vengono al concerto felici dell’occasione che è stata loro offerta.
Riva del Garda, concerto (gratuito) all’interno della splendida chiesa barocca dell’Inviolata. Molti turisti passano davanti alla porta della Chiesa senza nemmeno immaginarsi cosa si stanno perdendo di arte barocca e di musica classica.
Val di Genova, scendo in bicicletta dalle cascate del Nardis alla Chiesa di S. Stefano. Di mia iniziativa avverto alcuni pedalatori stranieri degli affreschi dei Baschenis contenuti in quella chiesa. Mi ringraziano e vanno a vederli. Non ne conoscevano l’esistenza!
Potrei continuare a lungo. Ma la goccia che ha fatto traboccare il … post è la seguente. Ieri sera ero a Messa alla Chiesa di Varone, vicino a Riva del Garda dal mio amico Padre Franco. Alla fine della cerimonia, una garbata e tristissima “tirata d’orecchie†ai parrocchiani presenti, parrocchiani di Varone, già … perché Padre Franco ha la cura di ben altre cinque parrocchie! Padre Franco informa: sabato 4 ottobre, in quella Chiesa, concerto (gratuito!) del Coro dell’Università di Monaco di Baviera, cinquanta coristi, pubblico ammontante a cinque (cinque) persone (di Varone), nessuna delle altre cinque parrocchie, nessuno da Riva del Garda, Arco, Torbole, etc.. A fine concerto sono entrati in Chiesa i due autisti dei pullman e in tedesco hanno detto “Così vi aiutiamo ad applaudire†(sic)!
Fino a qui la pars destruens. Ora arriva la proposta, la pars construens: cosa ci vuole a mettere in rete tutte le iniziative e l’intera offerta culturale del Trentino? Non certo Pico della Mirandola o un secondo Einstein … basta avere le idee chiare, un buon programmatore software, un sistema di terminali (quelli della APT, delle banche, dei Comuni, degli Hotel etc.. non c’è problema), ed il “gioco†(che poi invece è una cosa molto seria) sarebbe fatto. E allora, se non ora, quando?
Ecchè, vogliamo fare come in Italia, che ha un patrimonio artistico culturale decine di volte superiore a quello della Francia ma accoglie 40 milioni all’anno di visitatori contro gli 80 della Francia? In Italia …  nella quale l’ente centrale preposto al marketing turistico utilizza l’80% dei fondi che ha a disposizione per i propri costi interni? Eh no, ragazzi … e allora … sveglia! Coraggio Trentino! Diamoci da fare! E’ ora di finiamola …
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DA UNA FOTO ALLA POESIA … O VICEVERSA?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Ottobre, 2014 @ 1:11 pmDetto altrimenti: e lasciatemi giocare un poco … dai! (le foto sono mie, con telefonino …) (post 1673)
Piccione solitario (liberamente tratta dal “Passero solitario” di G. Leopardi)
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D’in su la vetta del fanale antico,
piccione solitario, al nostro porto
cantando vai finchè non more il giorno;
ed erra l’armonia per questo Lago.
Autunno dintorno
brilla uva nell’aria, e per li campi esulta,
sì ch’a mirarla intenerisce il core
(che ’ntender no la può chi no la prova).
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Soldati
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie
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RIVA VIVA, VIVA RIVA! (Monica Maranelli ed Enrico Fuochi)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Ottobre, 2014 @ 6:42 pmDetto altrimenti: Riva del Garda, of course! (post 1672)
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‘Sta mattina da Trento a Riva ci sono venuto … in bicicletta. Eh si, ragazzi, mica potevo perdermi la pedalata … anche se mi sono trovato “schiacciato fra due professori universitari (Giovanni Soncini e Alessandro Zorat) ed io …. con la maglia a strisce ….
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Ma soprattutto non avrei potuto perdermi  il Concerto organizzato dall’Associazione Amici della Musica … si, quella presieduta per cinquant’anni dal compianto Ruggero Polito ed ora magistralmente gestita dall’amico Franco Ballardini. Il concerto era di quelli riservati ai migliori allievi del locale Conservatorio (Bonporti, Sezione di Riva del Garda). Al pianoforte Monica Maranelli, diplomatasi un anno fa (a 18 anni) con 10 e lode (nel frattempo si è anche presa il diploma del Liceo Scientifico!). Così giovane, un curriculum di tutto rispetto, attualmente impegnata in vari corsi di (super) perfezionamento, già vincitrice di numerosi  concorsi, si è già esibita in moltissimi concerti in Italia e all’estero.
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Il programma eseguito? Schumann (Carnevale di Vienna op. 26 e Chopin, scherzi, mazurche e la ballata n. 22 op. 38 in fa maggiore. E poi due bis: Chopin e Scarlatti: ancora grazie, Monica! Ormai, amici, lo sapete, io sono solo un musicofilo, cioè amante della Musica, non certo un musicologo (vero conoscitore della Musica) e perciò commenterò il Concerto solo con il sentimento. Una ragazzina, prima e dopo il salire sul palco. Una gigante della melodia, quando in abito lungo nero si siede al pianoforte. Una gigante che, a memoria (!), esegue brani difficilissimi con la massima (apparente) naturalezza e spontaneità . Apparente, perchè dietro questo suo successo, ci sono anni ed anni di studio, di amore per quello che si sta facendo e di fiducia in se stessi e nella vita. Altrimenti – al massimo – si diventa solo anche ottimi pianisti “meccanici†ma non pianisti “di sentimentoâ€.
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Ecco, il “sentimento†che partendo dalle “sue†note, note scritte da altri ma che diventano sue, sue di lei, di Monica, il “sentimento†che scende dal palco e ci cattura, ci rapisce … al punto che io – seduto a bella posta in prima fila per scattare qualche foto – sono arrivato sempre in grande ritardo. Milioni di note, di sfumature, di toni, di pause, gestite da quelle dieci giovani dita come se fossero sempre appartenute loro. Monica, mi aspetto che qualche amico musicologo voglia aggiungere il suo commento. Io, da semplice nonno blogger,  che altro posso dire se non “Brava!†…
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E, dopo cena, alle 20,30, sempre a Riva del Garda, in Rocca, il primo appuntamento-evento del Progetto collegato alla imminente presentazione del Libro di Enrico Fuochi “Fotofiabeâ€. Riva viva … che vi avevo detto? E allora, evviva Riva! Nel cortile della Rocca, dicevo, all’aperto, in una serata particolarmente mite – data la stagione e soprattutto il suo andamento bizzarro di quest’anno – Enrico Fuochi, scrittofotografo (o se preferite, fotoscrittografo) di successo, dopo i suoi “FotoGrafie”, “FotoStorie” e “A bordo della Città di Milano”, ha iniziato a parlarci – sotto forma di evento – del suo ultimo lavoro: “FotoFiabe”. Si tratta di un volume di fiabe “nate” da sue fotografie, al contrario di quanto usualmente si fa, e cioè dotare di illustrazioni (foto o disegni) ciò che si è scritto. Lui stesso ne ha scritte lla maggior parte. Alcune portano la firma di suoi amici: Cristina, Mirna, Maria Teresa, Anita … io stesso.
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Una fiaba, una morale. Per adulti che sappiano “tradurle” per i più piccini, un “ritorno al futuro”, un futuro che dobbiamo far rivivere di un passato per tanti aspetti migliore dell’oggi, un passato non ancora distratto da un eccesso di informazione e comunicazione spesso superficiale, distorta e distraente, la quale tende a non lasciare spazio alla fantasia di ognuno.
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Le favole … raccontate ed ascoltate attorno al fuoco, nelle campagne; nelle cucine – unico ambiente riscaldato nell’immediato dopoguerra –  in molte case cittadine. La parola, la lettura a voce alta … la fantasia, la riflessione interiore, beni preziosi che non dobbiamo permettere siano distrutti. Ma … raga, scialla, calma, un segnale positivo c’è: pare infatti che l’audience radiofonico stia superando quello televisivo … In ogni caso, Bravi! Bravo soprattutto tu, Enrico, ma anche la presentatrice Rosanna, il giovane Alessandro, il “Maestro” Masi e – last but not least- la bella e bravissima Flora Vedovelli!
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L’evento. Magistralmente introdotto da Rosanna Sega, che poi leggerà una fiaba. Altri “recitatori” il nostro amico studioso-storico appassionato-letterato-scrittore-rievocatore-calda voce narrante Alfonso Masi accompagnato dal giovane Alessandro Righi.
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Si leggono alcune fiabe. Sullo schermo scorrono le fotografie di Enrico. Sul palco intervalla le letture la dolcissima e preziosa musica di un’arpa, fatta vibrare e vivere dalla bella e bravissima Flora Vedovelli.
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Ecco, termino qui questo mio “post doppio” non senza ricordare i prossimi appuntamenti: giovedì 9 ottobre 2014 ad ore 17,30, a Trento, Biblioteca Comunale, primo piano, sala degli Affreschi, presentazione del volume. Saranno presenti Carlo Martinelli e Don Marcello Farina. Sabato 11 ottobre 2014 ad ore 16, Castello Drena, si inaugura la mostra fotografica aperta fino al 4 novembre, dalle ore 10,00 alle 17,00 dal martedì alla domenica. Non mancate!
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LIBRI A LAVIS
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Ottobre, 2014 @ 6:25 amDetto altrimenti: LAVIS E I “SUOI†LIBRI  (post 1671)
“L’armata napoleonica dei Grigioni in Tiroloâ€, di Davide Allegri e Andrea Casna, Ed. Curcu e Genovese 2014, 174 pagine, €39,00.
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Opera realizzata grazie al contributo del Comune di Lavis, come spiega l’Assessore alla Cultura e all’Istruzione Germana Comunello, introducendo la presentazione del volume nella sala del bel palazzo storico cittadino Maffei, e specificando che le offerte raccolte a fronte degli esemplari regalati dal Comune ai presenti sono destinate alla costruzione di una scuola nel Burghina Faso. Un doppio plauso, quindi, al Comune di Lavis! Altri sponsor e “catalizzatoriâ€, la Cassa Rurale di Lavis; il Bim; l’Associazione Culturale Lavisana presieduta da Daniele Donati; la casa Editrice Curcu e Genovese che si è “fatta carico” con estrema competenza e attenzione di un prezioso volume “non commerciale” bensì “storico-culturale”.
L’origine. Davide Allegri vede una bella carta geografica del 1800 rappresentante la Busa del Garda esposta in una mostra nella stessa Riva del Garda. Ecco la scintilla … la quale, partendo dall’amore per la cartografia, accende la ricerca dei testi relativi ad un’operazione militare sino ad oggi trascurata, quella avviata da Napoleone con l’armata dei Grigioni. Davide approfondisce l’esame, vede trattarsi di una carta francese riportante le postazioni militari austriache, studia la situazione presso gli archivi del Museo Storico di Trento e presso gli archivi storici del Ministero della Difesa Francese a Parigi, dove si trova per il suo dottorato di ricerca. Indi Davide coinvolge l’amico collega studioso, scrittore  e giornalista publicista  Andrea Casna (entrambi membri attivi della citata Associazione Culturale Lavisana) e dopo mesi di intensissimo lavoro nasce un vero e proprio libro capolavoro a quattro mani.
Napoleone, tornato dall’Egitto, vuole un’azione diversiva contro l’Austria. Ordina quindi ad un suo generale, il Generale Mac Donald, capo dell’armata dei Grigioni, di attaccare l’esercito austriaco. Mac Donald passa lo Spluga (in inverno!) e attacca gli Austriaci al Passo del Tonale (in inverno!). Viene respinto, ridiscende il passo e da battaglia nelle Giudicarie, dove sconfigge gli Austro-Tirolesi. 1801-1803, fine del Principato Vescovile di Trento e di quello di Bressanone che vengono inglobati nella Contea del Tirolo. Lavis e il suo Avisio finiscono di essere la frontiera fra il Principato Vescovile di Trento e la Contea del Tirolo. Questi i fatti.
Il libro (storico, che si legge molto bene ed inoltre  pregevolissimo per l’aspetto grafico e documentale, di quelli da prima fila nello scaffale!) non è scritto in coincidenza di alcuna ricorrenza storica. Esso presenta le seguenti caratteristiche:
- Prende le mosse dall’esame congiunto della cartografia unito a quello di molte relazioni scritte.
- Descrive il territorio all’interno di una pubblicazione storica.
- Contiene la descrizione del territorio da parte di chi non vi apparteneva.
- Testimonia il momento nel quale la cartografia diventa una scienza.
- Ha una valenza pratica e attuale, nel senso che la “geografia storica†del territorio prima dell’esecuzione delle grandi opere pubbliche aiuta a comprendere come eravamo e come la natura potrebbe tornare ad essere, ad esempio in caso di forti inondazioni.
- Valorizza il significato storico-turistico dell’ â€archeologia militareâ€.
- E’ frutto del lavoro di due studiosi, basato sia su documenti ufficiali che sui reportage della stampa dell’epoca.
- Last, but not least, testimonia la “sofferenza dell’umanità â€, di una umanità  forzata alla guerra, sia essa umanità di soldati che di popolazioni civili, senza distinzione alcuna della loro appartenenza.
Complimenti quindi agli Autori, riscopritori di un pezzo di storia locale e a chi, pur in una fase economica “non del tutto positivaâ€, non trascura di dedicare attenzione e risorse alla nostra principale risorsa potenziale: la nostra Storia, la nostra Cultura, il nostro Territorio.
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MONTALE SECONDO MASI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Ottobre, 2014 @ 7:37 pmDetto altrimenti: Montale per tutti   (post 1670)
All’ Associazione Culturale “Antonio Rosmini†di Trento proseguono le giornate della poesia. Introdotto dalla Presidente Prof.ssa Lia de Finis, Alfonso Masi, dopo Ungaretti, oggi ci ha incantato con Eugenio Montale, nato a Genova (come me, e lasciatemelo … questo vezzo!).
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“Portami il girasole impazzito di luceâ€, verso di Montale adottato da Masi quale titolo della sua esposizione, esposizione di e con Alfonso Masi, voce recitante; Mariaconcetta Lucchi, voce narrante; chitarra, Andrea Gasperi con spunti tratti dai Préludes di Debussy; il vostro blogger Riccardo, immagini e power point.
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Eugenio Montale, con padre con lo “scagno” in porto (l’ufficietto import-export alla Gilberto Govi?), diplomato ragioniere “ma per carità non chiamatemi così”, spirito libero alla ricerca di un mestiere consono alle sue inclinazioni letterarie. anche giornalista ma soprattutto poeta e filosofo. Spesso arguto, graffiante, quasi toscano, sotto questa angolazione …
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La sala dell’Associazione stracolma. Poltrone vuote pochissime riempite subito dopo la foto. Masi è molto conosciuto, da tempo … e poi, dopo il recente successo con “Ungaretti†(v. qualche post fa …) il tutto esaurito era quasi scontato ).
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Scoprire o riscoprire un poeta, la sua vita, la sue opere ma soprattutto il suo modo di rapportarsi alla vita … per me poi, diploma classico 1963, laurea in legge 1968, al liceo non c’era (ancora) spazio per i contemporanei: eravamo solo sul “classicoâ€, quindi – personalmente – un particolare “grazie!†ad Alfonso e agli altri amici per avermi coinvolto, sia pure solo come “immaginatore” (curatore e proiettore delle immagini) in questa intrapresa.
E poi, i recital di Masi sono collanti inter-associazioni: infatti oggi ad ascoltarlo c’erano oltre ai soci del “Rosminiâ€Â anche quelli della Accademia delle Muse di Trento; dell’ Associazione Amici della Musica di Riva del Garda; della Fiab Trento; della Fidapa Trento; dei Gruppi di Lettura di Mirna Moretti e di quello di Maria Lia Guardini di Trento (almeno questi sono quelli che ho riconosciuto). Unica nota non positiva: pochi i giovanissimi, eppure dal vicino Liceo Classico … forse è mancata una comunicazione adeguata. Provvederemo.
Montale, genovese … “quando entrerò nel loculo che ho già pagato da anniâ€! E ti pareva, un accenno alle “palanche, ai “dinè” …! Non avrebbe potuto mancare! Montale Senatore a vita, Montale Premio Nobel: “Non mi sono mai divertito tanto. I fiori, i telegrammi. Mi sembrava di assistere, vivo, al mio funerale. Peccato che non sia morto davvero, vi figurate la bella notizia? Poeta muore il giorno stesso in cui riceve il Nobel. Bisognerebbe inventarlo un premio letterario che porta iella e stare a vedere poi chi lo accetta e chi lo rifiutaâ€.
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Liguria (Camogli, in dialetto Camuggi, casa delle mogli o case a muggi, case a mucchi, ammucchiate)
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Montale dipinge la Liguria, Montale pittore di terra, mare, di animi e dell’anima … un “pessimo pessimista” che tuttavia con la sua cruda visione della vita ci apre gli occhi, ci mette in guardia contro il voler “vivere in una percentuale troppo elevata†… La sua, dichiara,  è “al 5 per cento†…
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Avevo promesso agli amici che avrei pubblicato un post sulla conferenza odierna già questa sera. Lo faccio, nel senso che lo inizio, ma domani lo riprendo: troppe sono le gemme di Montale di cui voglio rendere partecipi.
A domani, dunque! E … grazie e complimenti, Alfonso & C.!
Mattina del giorno dopo
Rieccomi a voi. Il grande lavoro di Alfonso? Essere un profondo conoscitore della materia e conseguentemente avere la capacità di definire con pochi “tratti di pennello†la personalità e le caratteristiche artistiche del poeta. Il grande merito di Alfonso? Accendere in ognuno di noi l’interesse a scoprire e/o ri-scoprire tesori altrimenti troppo trascurati o addirittura ignorati. Le grandi “sorprese†che ci ha riservato Montale? Il passaggio da una vita auto-descritta quasi in sordina a Senatore della Repubblica e Premio Nobel. Quasi come nelle favole, anzi, come in una Favola Bella. Cosa ho ricavato io dal lavoro di Alfonso? La conoscenza degli aspetti arguti, politicamente critici, ironici e quasi toscaneggianti (alla Maledetti Toscani del Montanelli, per intendersi) del poeta, la sua visione sotto sotto anche un po’ scanzonata della vita … tutte sfumature difficilmente evidenziate nelle “anto-logie†(“raccolte†di “fioriâ€) canoniche, sfumature sulle quali mi riservo di pubblicare un apposito articolo (alias “postâ€).
The end (solo al momento … però!)
P.S.: AAAAAA. Offersi posto di fotografo ufficiale di queste manifestazioni per ricoprire la posizione attualmente, temporaneamente e del tutto insufficientemente ricoperta dall’ “immaginatore” (macchinista alle immagini) Riccardo. Nessuna remunerazione monetaria, molta gratitudine. Telefonare a 335 5487516 o scrivere nei commenti a questo post. Astenersi perditempo.
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TRENTO, ASSISI, SPELLO, CASCIA, NORCIA, TRENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Ottobre, 2014 @ 11:32 amDetto altrimenti: da Trento, in due giorni!  (post 1669)
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Post brevissimo, infatti sono appena rientrato ed oggi pomeriggio c’è la conferenza su Montale (v. post successivo). Due “autisti†(un amico ed io stesso, ovvero due amici), alla guida di un’auto, con le mogli ed una carissima amica. Si guida a turno, veloci. Tempo buono, per fortuna. Si scende sul centro Italia, si risale sulla adriatica: km. 1200.
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Assisi che dire? La conoscete … la storia del suo Santo, la spiritualità del luogo, l’arte …
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Ma forse conoscete di meno Spello, un paesotto lì vicino che in una chiesa conserva una tela del Pinturicchio! Italia; Italia, Museo troppo poco visitato!.
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Cascia, Santa Rita, giovanetta sposa, madre, vedova, monaca, Santa.
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Norcia, San Benedetto, Santa Scolastica.
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Cosa ho riportato a casa nel mio animo? Arte, spiritualità , natura ma soprattutto una riflessione: cosa spingeva la gente ad elevare capolavori d’arte e di architettura quando la maggior parte della popolazione viveva in antri, stalle, casupole miserrime? Cosa ha spinto la gente a conservare questi siti? Cosa spinge tantissima gente a visitarli? La bellezza delle architetture, certo, ma non solo. Vi è probabilmente anche la ricerca di uno stacco dal mondo dei telefonini e del sempre di corsa, per cercare di capire cosa ci sia stato e ci sia alla base dell’Uomo, da sempre e per sempre.
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FIAB FEDERAZIONE AMICI DELLA BICICLETTA, TRENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Settembre, 2014 @ 6:36 pmPOST IN ALLESTIMENTO, infatti sto per partire per Cascia … due giorni … E poi giovedì la conferenza su Montale! Direte: ma i due post precedenti hai ben trovato il tempo per scriverli! Certo, ma con Passera e Della Valle … proprio non ce l’ho fatta a stare zitto!
Ecco, oggi 2 ottobre 2014 riprendo a sistemare il post …
Detto altrimenti: Fiab è anche (o soprattutto?) cultura, ovvero “insieme di conoscenze, quasi sempre a pedaliâ€. Quasi sempre, ma non sempre … (post 1668)
… infatti ieri in ben 45 dei 150 soci trentini abbiamo sconfinato in Veneto, con un bel pullman e questa volta senza bici. Dove?
In pullman, al Museo Archeologico di Altino: in internet trovate molto di più di quanto io non possa scrivere … solo una nota: Italia, Museo a cielo aperto!
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In battello, a prua …
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A Torcello, verso la Chiesa di S. Maria Assunta con i suoi meravigliosi mosaici
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A Burano, l’isola dei pescatori ma …
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…. ma con tutti i ristoranti strapieni! Siamo riusciti appena appena a comperare gli ultimi panini in panetteria …
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All’isola S. Francesco del deserto. Il Santo, di ritorno dall’Egitto e dalla Siria, fu ospite in quest’isola sulla quale poi ricevette in regalo una casa che trasformò in Chiesa e convento. Il nome “del deserto” le fu dato dopo che essa  fu abbandonata a causa della peste e della malaria, passate le quali epidemie fu ripopolata innanzi tutto dai frati che ingrandirono le infrastrutture. Bellissimo il chiostrino anche se le colonnine bifore sono state “arrubbate” dai napoleonici!
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Che dire se non  “Grazie Fiab!”
PASSERA E GIANNINI: BANCARI, BANCHIERI, IMPRENDITORI, POLITICI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Settembre, 2014 @ 1:44 pmDetto altrimenti: si tratta di quattro categorie diverse e separate, con la sola eccezione che un banchiere è anche imprenditore (post 1667)
Innanzi tutto il bancario non è un banchiere. Banchiere infatti non è chi lavora in banca anche al massimo livello, ma chi fonda e quindi gestisce una banca. Per intendersi, banchiere fu innanzi tutto Amadeo Giannini, genovese come me (uaooo!), che nel 1904 a S. Francisco fondò la Bank of Italy che poi divenne la Bank of America! Questa non la sapevate, eh … Ahi Genovesi, uomini diversi, d’ogne costume e pien d’ogne magagna …, cantava il Padre Dante: diversi si, ma anche nel bene!
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… dopo l’incendio di S. Francisco, della cui ricostruzione la Bank of Italy di Giannini fu una delle principali finanziatrici
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Quindi, l’Amministratore Delegato o il Presidente di una banca (a meno che non siano anche azionisti di rilievo della “loro†banca), non sono banchieri, ma bancari anche se di altissimo livello.
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Imprenditore è chi rischia nell’impresa innanzi tutto denaro proprio. Quindi il banchiere è anche imprenditore. Il bancario no.
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Se poi un bancario dice di essere banchiere, cioè imprenditore e come tale vuole scendere in campo nell’agone politica, be’ … vi rimando a quanto ho scritto nel post precedente …
The end
Genova. Favale di Malvaro, minuscolo centro agricolo montano della Val Fontanabuona, nell’entroterra genovese, 15 km a nord di Portofino, è il paesello della famiglia di Amedeo Pietro Giannini, il più geniale banchiere del XX Secolo, fondatore della Bank of America. Giannini nasce il 6 maggio 1870 a San Josè di California, i suoi genitori erano emigrati da pochi mesi negli Stati Uniti. Dipendente dell’azienda di commercio ortofrutticolo all’ingrosso del patrigno, dopo la tragica morte del padre, Amedeo Pietro Giannini instaura ottimi rapporti con i contadini che da lui imparano moderne tecniche di produzione e soprattutto come migliorare i profitti. Nel 1892 Giannini sposa Florinda Cuneo, una bella ragazza con un ragguardevole patrimonio, comprese le azioni della Banca Columbus. Giannini entra nel cda, ma il fatto che la banca guardi solo alle grandi imprese, trascurando i clienti più piccoli, lo convince a lasciare l’incarico. Fiuta che il futuro del sistema bancario sarà legato a questi ultimi e nel 1904, con altri italo-americani, con l’aiuto di 143 piccoli azionisti e con i depositi degli immigrati di North Beach, apre la prima sede della Bank of Italy, progenitrice della Bank of America, con un capitale di 150 mila dollari. Scelta che gli valse il soprannome di “banchiere dei poveri”. Il 18 aprile 1906 San Francisco viene devastata, prima dal terremoto e poi dal fuoco. Amedeo Pietro Giannini, con una eccezionale presenza di spirito, riesce a salvare il contante  e i valori custoditi nella banca, mettendoli al sicuro nella sua casa di Santa Marta. Può quindi rientrare a San Francisco e rassicurare la clientela sulla sorte dei propri depositi. Nel 1909 La Bank of Italy apre filiali in tutta la California e sostiene l’industria cinematografica. Hollywood sta nascendo e la Banca di Amedeo Pietro Giannini finanzia sia la parte immobiliare, con la realizzazione dei magici studios, sia la produzione di film. Negli anni ’20 l’attività della Bank of Italy si sviluppa verso la costa atlantica, la crisi di Wall Street fa vacillare l’impero di Giannini, ma in breve tempo, passata la buriana, ripende il controllo e rilancia la banca, diventata, nel frattempo, la Bank of America che poi aprirà anche filiali in tutto il mondo.
NELLA POLITICA: IMPRENDITORI O IMPRENDITORIALITÀ?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Settembre, 2014 @ 9:37 amDetto altrimenti: in politica … l’uomo imprenditore o alcune regole dell’imprenditorialità ?  (post 1666)
Inizio con esporvi la conclusione alla quale perverrò: io sono favorevole all’adozione da parte della politica di alcune regole dell’imprenditorialità : Non sono favorevole  non alla discesa di imprenditori nell’agone politico.
 A Milano, dove ho lavorato per dieci anni, dicono: “O felè fa ‘l to mestèâ€, pasticcere fa il tuo mestiere, ovvero ognuno faccia il mestiere suo, non altro. E allora … i metodi di cui da sempre si avvale l’imprenditore possono ben essere utilizzati nel gestire la cosa pubblica, purchè ad applicarli non sia l’imprenditore stesso. In altre parole: l’Homo Politicus, il Politico, colui che si occupa della polis, cioè – oggi – dello Stato, può e deve a buona ragione e a pieno titolo utilmente servirsi di alcuni fondamentali della gestione aziendale. L’imprenditore dal canto suo, resti tale e continui a fare el so’ mestè …
Un esempio: il Politico vuole programmare il futuro della sua terra? Esamini tutte le eccellenze potenziali del territorio e le organizzi ex novo al meglio, indipendentemente da quanto si sta già eventualmente facendo, ovvero, progetti al meglio, in ogni caso, e non vada semplicemente a rimorchio dell’esistente (tecnica aziendale dello zero base budget); riscriva e aggiorni l’ordine delle priorità e non delle ideologie; trasformi in opportunità ogni cambiamento e non lo subisca come tale; programmi per il medio-lungo termine e non per la sua legislatura in corso o successiva; abbia sempre soluzioni alternative; non si lasci sorprendere dalle emergenze; riunisca sempre, in capo a se stesso a agli altri, potere e responabilità ; valorizzi e lasci spazio a chi ha idee nuove e le sa gestire, non semplicemente chi “è più alto in grado” (tecnica aziendale del funzionigramma e non dell’organigramma); motivi e responsabilizzi a cascata tutti i propri collaboratori (non sia accentratore); se un progetto va male, inizi ad esaminare il problema dall’alto e non dal basso.
 Dice … ma chi meglio di un imprenditore potrebbe fare ciò? No, raga, olim imprenditore, semper imprenditore: chi è stato ed è imprenditore, sarà sempre tale: io non mi fido … infatti egli è portato a pensare in chiave aziendale, della sua azienda … il suo “bene pubblico†è il “bene pubblico della sua aziendaâ€. Mi sbaglierò anche … ma a pensar male … ed allora, adottiamo pure nel governo della res publica le metodologie virtuose dell’impresa, ma che ad azionarle sia il Politico con la “P†maiuscola, senza interessi e mentalità orientate alla difesa e crescita del proprio patrimonio aziendale.
E voi, lettrici e lettori dei miei post … che ne pensate? Forse che io abbia torto? In ogni caso, scrivete il vostro pensiero, dai …
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