LA RIFORMA DEL SISTEMA DELLE CAMERE DI COMMERCIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Ottobre, 2014 @ 5:05 am

Detto altrimenti: timeo Danaos et dona ferentes … diffido dei Greci anche quando mi offrono un dono … (figuriamoci dei Romani! N.d.r.)                             (post 1695).

La frase latina si trova nell’ Eneide (Libro II, 49) di Virgilio. Sono le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non fare entrare il famoso cavallo di troia nella città.

1) Il progetto di riforma del sistema camerale a livello nazionale e 2) le recenti polemiche e contrapposizioni nel rinnovo delle cariche della nostra CCIAA trentina mi inducono a formulare alcune riflessioni che a mio avviso devono stare alla base di ogni ulteriore ragionamento.

A livello nazionale il Governo ha posto la riforma delle CCIAA all’interno del piano di revisione della spesa. Unioncamere, sia autonomamente che sollecitata da questa nuova attenzione governativa, sta ripensando alla propria organizzazione territoriale, relativamente alla quale sta prevedendo accorpamenti e nuova definizione delle rispettive zone di competenza di ciascun Ente periferico, unitamente all’ accentramento (a Roma) di “alcune funzioni”. Spendig review, si dice, da entrambi i soggetti.

E noi a Trento? La nostra CCIAA è regolata dalla legge che ci consente di organizzare e gestire in autonomia questa importante funzione. Tuttavia poiché “Autonomia” è null’altro che volontà, esperienza e quindi capacità di autogoverno (sulla base del presupposto che un auto-governo-direttamente-responsabile sia migliore di un tele-governo–a–distanza), ecco che noi non possiamo consentire che questo nostro diritto-dovere (l’Autonomia, appunto) si riduca alla contrapposizione fra diverse visioni nel momento del rinnovo delle cariche camerali e della loro remunerazione.

Fatte queste premesse (“e le premesse fanno parte integrante del presente ragionamento”) entro in medias res in quanto i contenuti delle riforme “romane” si articolano su tre punti sui quali in ogni caso anche noi possiamo e dobbiamo riflettere.

  1. La redifinizione dei confini della competenza camerale. Essa, stante la nostra autonomia legislativa in materia, non ci può riguardare. Infatti l’unica ridefinizione possibile sarebbe quella che dovrebbe coinvolgere Bolzano, il che ci pare al momento politicamente non ipotizzabile. Tuttavia, nei confronti di Bolzano, in luogo di una joint venture “azionaria” quale sarebbe la fusione delle due Camere, dovremmo muoverci verso una joint venture “contrattuale”, nel senso di aumentare la reciproca collaborazione ed integrazione sul piano delle singole iniziative e dello scambio delle esperienze via via maturate.
  2. L’accentramento di alcune funzioni. Anche in questo caso le funzioni camerali nelle nostre provincie cono già tutte “accentrate”, né si può immaginare – e lo cito solo per ragioni di completezza – un “accentramento al contrario” e cioè un loro parziale decentramento verso le periferie di ciascuna provincia.
  3. La riduzione dei costi, i quali, secondo Unioncamere “non devono gravare in alcuna misura sullo Stato”. E qui invece vi è anche per noi materia di discussione.

I costi sono a fronte dell’espletamento di funzioni e della prestazione di servizi. E allora iniziamo a parlare delle funzioni e dei servizi camerali, in quanto ”i costi” devono tornare ad essere semplicemente lo strumento per il perseguimento di un fine di interesse generale, e non più il fine essi stessi di ogni ragionamento.

La CCIAA si fa carico di funzioni pubbliche, quali ad esempio la tenuta dei registri degli iscritti e dei bilanci depositati, che sarebbero di competenza dello Stato. A fronte di questa sua opera, essa deve ricevere dallo Stato un compenso adeguato che le consenta quanto meno di pareggiare i costi di gestione di queste funzioni pubbliche. Non concordiamo quindi sulla affermazione di Unioncamere che “lo Stato non deve essere gravato da alcun costo”.

Vi sono poi funzioni e servizi “economici”, cioè prestazioni di tipo privatistico, quali quelle che potrebbero essere fornite da qualsiasi altra società privata di servizi. Esse sono fornite in forma diretta dal personale e dagli uffici della CCIAA o da società da essa possedute.

In ogni caso, per potere valutare la congruità dei costi e dei ricavi di questi servizi, occorre analizzare le singole unità operative, siano esse uffici della CCIAA o sue società, esaminandole per ciascun loro centro di costo e centro di profitto, magari conferendo un apposito mandato a duna società di revisione specializzata in analisi del genere. Solo dopo aver ben chiara la situazione strutturale, economica e finanziaria dell’ “ist”, cioè dell’ “essere”, ovvero della situazione attuale, potremmo avanzare proposte sul “soll”, cioè sul “dover essere”, cioè sulle possibili riforme migliorative.

Last but not least, e cioè da ultimo ma non perché sia cosa da trattare nelle “varie ed eventuali”, le diatribe circa le procedure di elezione degli organi camerali: solo per dire che sull’argomento mi riservo di tornare in un mio successivo intervento.

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DE FALCO … COME IL COLONNELLO RAPETTO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Ottobre, 2014 @ 8:02 am

 

Detto altrimenti: il post non è mio, i titoli e il commento finale, si   (post 1693)

Open blog – Mi scrive Giovanni: “Non è il caso di pubblicare?” Ed io pubblico.

 Inizia

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Da comandante a … trasferito!

“Molti, come me, lo ricorderanno in quanto eroe: De Falco, il funzionario di guardia costiera che, nei giorni dopo il disastro Costa Concordia, era diventato un simbolo di responsabilità, in contrapposizione allo sconsiderato Schettino. Gregorio de Falco aveva infatti con particolare fermezza ordinato telefonicamente al capitano della nave colpita, Francesco Schettino, di tornare a bordo con l’equipaggio.  Il naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012, sarà un evento che ci perseguiterà per molti anni ancora. Il principale responsabile della morte di 32 innocenti – molti di essi coraggiosi che scelsero di non salire sulla scialuppa di salvataggio per dare priorità a bambini e anziani – è il comandante Francesco Schettino, ora a piede libero, talvolta immortalato a feste mondane e persino dietro a cattedre universitarie in quanto relatore di “lectio magistralis” sulla gestione della paura. Ad oggi, mentre il relitto della nave viene demolito al porto di Genova e il processo a carico di Schettino è in corso a Grosseto, giunge la notizia che il capitano Gregorio De Falco subisce un trasferimento a funzioni amministrative. Il responsabile del drammatico naufragio – costato milioni di euro e 32 vite umane, è a piede libero; chi in quel momento cercava di prendere provvedimenti per il drammatico incidente, subisce un trasferimento. Che messaggio stiamo dando al Paese? Perchè chi commette reati è a piede libero e chi è onesto e responsabile subisce un’ingiustizia simile? Ci auguriamo che dietro alla scelta del trasferimento ci siano ragioni ben fondate e responsabili. Vista la situazione però, pretendiamo davvero di conoscerle. Ministro Lupi, chiediamo esser messi al corrente  della ragione di questa scelta.

Firmato: Ivan Vadori, giornalista – San Vito al Tagliamento, Italy

Firmato: Giovanni

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Da indagante a … trasferito!

 Finisce

Il Colonnello (della Guardia di Finanza) Umberto Rapetto (clicca qui sul blog e ne trovi la storia!) aveva smascherato l’enorme frode fiscale dei gestori delle macchinette mangiasoldi. Trasferito ad altro incarico.

Firmato: il vostro blogger.

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P.S.: da internet si apprende (salvo verifica), per la proposta a medaglia d’oro al valor civile:

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Da vivo a …

“Giuseppe Girolamo era un trentenne che per vivere della sua passione, aveva accettato di lavorare sulla Costa Concordia come musicista. Il 13 gennaio 2012 la Costa Concordia finì su uno scoglio mentre si tentava stupidamente di farla passare a poche centinaia di metri dalla riva. La gente a bordo stava cenando. Giuseppe, con la sua band, stava suonando. Quando fu dato l’ordine di abbandonare la nave, questa ormai si stava piegando su un lato e una parte delle scialuppe non era più utilizzabile. Giuseppe quindi decise di lasciare il suo posto in scialuppa ad un bambino. Quel giorno non ce l’hanno fatta una trentina di persone, tra le quali Giuseppe Girolamo. Il 22 marzo, due mesi dopo il naufragio, è stato trovato il suo corpo”.

Chi mi sa confermare la notizia?

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VARIE ED EVENTUALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Ottobre, 2014 @ 7:51 am

Detto altrimenti: post multiplo (post 1694)

Colonialismo e immigrazione. Sul colonialismo leggete il libro “Il predominio dell’Occidente” di Headrick (Il Mulino): l’Europa alla “conquista” del resto del mondo, con la scusa di “portare la civiltà” ma in realtà per arricchirsi. Ora “quel mondo” da noi impoverito, è un’onda di ritorno, una potete risacca che invade le nostre coste, non certo per “arricchirsi” ma per sopravvivere agli effetti perversi delle nostre spoliazioni. L’occidente è in debito. Chi è causa del suo mal pianga se stesso ….

Politica italiana del momento. Chiunque si cimenti su questo terreno deve fare i conti con un pesantissimo arretrato. Che fare? Al riguardo cito un film: in un sottomarino nucleare sovietico si sono dissaldati i tubi dell’acqua di raffreddamento del reattore. Si rischia l’esplosione. I marinai che – a turno – vanno ne cunicolo a cercare di saldare la fessura sanno che poi moriranno, ma sono disponibili a sacrificarsi per la salvezza di tutto l’equipaggio. Ugualmente il politico che oggi in Italia facesse veramente quello che c’è da fare, forse non sarebbe rieletto, ma salverebbe tutto l’equipaggio.

Opere liriche (sub-post di alleggerimento rispetto ai due precedenti): avete mai pensato di confrontare la qualità eccelsa del testo musicale con la banalità del testo dei rispettivi libretti? Chi sa spiegare la cosa?

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FIAB TRENTO IN CASTAGNATA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Ottobre, 2014 @ 7:24 pm

 

Detto altrimenti: … senza biciclette, questa volta!   (post 1692)

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Cliccate sulla foto!

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FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta. A Trento siamo oltre 160 iscritti. Oggi, alla “castagnata Sociale” eravamo in 75! Mica male i due numeri! Siamo andati sulle pendici del Monte Bondone. Si prende la strada che in inverno conduce alla base della seggiovia Rocce Rosse e si lascia lì l’auto. Indi una mezzoretta verso destra a piedi ed è fatta: si è arrivati alla Baita Malghet.

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La Baita Malghet

La Baita Malghet

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Solo che alcuni hanno preferito …  allungare (non del tutto consapevolmente!) la camminata ed hanno fatto una salutare sgambata di un’ora e mezzo, con il risultato di avere evitato la preparazione delle castagne, che – si sa – vanno prima incise una per una!

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Come le pecorelle escon del chiuso
a una, a due, a tre, e l’altre stanno
timidette atterrando l’occhio e ‘l muso;

e ciò che fa la prima, e l’altre fanno …

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…. ma insomma, alla fine ci siamo tutti riuniti, ovvia!

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La tavolozza del Pittore Autunno

La tavolozza del Pittore Autunno

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La baita è orientata verso nord est, per cui si ha la visione dalle propaggini nord del Brenta, alla Cima Paganella, alla Val d’Adige, all’altopiano di Pinè. La giornata, splendida! Un sole quasi estivo, incredibile!

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Alcuni cuochi ... ai quali dire "Grazie!"

Alcuni cuochi … ai quali dire “Grazie!”

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Il menù … affettati vari, molte torte, frutta fresca e cotta e … castagne arrosto! Il tutto annaffiato da vini DOC, “normali” e “brulè”. Il tutto reso possibile dalle signore che a casa hanno preparato i dolciumi, dai membri del direttivo che nelle settimane precedenti si sono impegnati nell’organizzazione, ma soprattutto dalla squadra dei “cuochi volontari” che hanno passato buona parte della festa attorno ai fornelli” A tutti costoro un vivo “Grazie!”.

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Il nostro Presidente Guglielmo, mentre ... sovrintende!

Il nostro Presidente Guglielmo, mentre … sovrintende!

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Si è trattato di un momento non solo conviviale, ma anche “sociale” nel senso che il Presidente Guglielmo Duman ha raccomandato a tutti di non “dimenticarsi” di rinnovare l’iscrizione all’Associazione per il 2015.

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Una nota di merito in particolare va al nostro amico di Domegliara (VR), Dario Maturi detto “Freccia” che ci ha raggiunto con la moglie  Mary An e il figlioletto Angelo di pochi mesi, spingendo tanto di carrozzina!

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Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare …

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Last but not least, alal fine, due amici (ohibò … uno ero io stesso e sono in imbarazzo a citarmi!), Dante Alighieri e Virgilio (Alfonso Masi) hanno recitato La Castagnina Commedia, di tale Riccardante Lucattieri (tutti endecasillabi a rima incatenata, potete a controllare!):

Bruma leggera possedea le calli

ancora addormentate nel mattino

della beata Urbe e le sue valli.

E tacito aspirai quell’aere fino

volto lo viso in suso a nova luce

come a scrutar lo ciel fa il contadino.

Dorata era la trama che ricuce

la notte al dì e dolce risvegliava

lo campanile, me ed il mio duce.

E sanza pondo il domo alto stagliava

la torre sua ergente sovra i tetti

qual dolomite che lo sol baciava.

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Alfonso Masi Virgilio

Leva’mi e ritto in piedi un po’ ristetti

veggendo il Gran Maestro già levato

e ratto riassettai ambo li letti.

Ed Elli a me “S’ancor non hai gustato

lo dolce frutto che in autun si magna

oggi misurerai col tuo palato

quanto gradevol sia la castagna.

Essa frequente cresce in fra le chiome

d’alberi vigorosi di montagna

su per ascese erte ancor non dome

dal troppo frequentar de’ villeggiati”.

IMG_5567“Maestro, chiesi, sai tu dirmi come

faremo a risalir monti assolati

poiché lo corpo mio non più è sportivo

siccom quand’ero alpin fra li soldati?”

Elli fissommi col suo sguardo vivo:

“Ed è per questa, disse, sofferenza

del risalir l’ascesa a cor giulivo

che poi sarà premiata la pazienza

col buon sapor dello marron fruttato

del qual d’autunno mai io fo’ di senza”.

"Maestro, dissi, sai tu dirmi come ..."

“Maestro, dissi, sai tu dirmi come …”

E sulle spalle sue dietro buttato

il sacco da montagna col disnare

ei si partì in tal guisa affardellato.

E quinci fu Sardagna da scalare

e poi su pel Bondon, fra boschi e fiumi,

ed io dietro ‘l mio Duca ad arrancare.

Ma pria che lo vigore si consumi

toccammo una radura ampia e lucente

di qual chies’io al Duca saggio i lumi:

“E’ proprio qui che mai passò la gente

per cui niente si vede in gir di brutto

né alcun rumor noioso noi si sente.

IMG_2353E grande copia v’è del nostro frutto

spinoso fuori e bel marrone interno

a collettar lo quale ora mi butto,

che di castagne quivi assai discerno.”

E sull’esempio suo anch’io raccolsi

da un bosco situato un po’ superno

bei frutti in quantità cui pria ritolsi

spinosa vestimenta semischiusa

sino a empinir mia sacca quanto polsi.

“ Maestro, chiesi, dimmi come s’usa

a cucinar nostro disnare alterno

e se foco farem in una busa”.

IMG_2344“Convien che invece noi giù all’inferno

si torni col raccolto immantinente

che altra soluzion io non discerno.

Qui infatti può succedere incidente

ad impizzar lo foco dentro il bosco

siccome ahimè sì spesso fa la gente.

Pel lo qual noi in quello sito losco

dovremo ire a cucinar li frutti

secondo un ricettar che io cognosco”.

IMG_2346Sì disse, e dalli Ciel discesi tutti

noi ricalcammo l’orme de’ dannati.

E appena vider noi coloro brutti

nelle sembiante lor pe’ lor soffrire,

parvero diventar tutti beati

che sul nostro fardel avesser mire

di brustolir sul foco i profumati

marron spinosi che portammo a loro.

E a fianco de li fochi apparecchiati

noi discargammo il commestibil oro

ed ognun di noi si mise ad uno posto.

IMG_2334E già nel cucinar venìa ristoro

dal crepitìo delle castagne arrosto,

al pensier del sapore e per l’odore

gradevol che spandean di frutto tosto.

E poscia ch’ebber preso lo colore

e che la scorza lor fu separata,

iniziammo a gioire pel sapore

ch’avea nostra improvvisa castagnata.

IMG_2340E su di quella noi bevemmo vino

rosso, pregiato e di fine annata

lo quale s’appellava Marzemino

da musico todesco cognosciuto

sino a volerlo dir esser divino.

E poscia che assai ebbem bevuto

di nettare Letrari, il nostro riso

riempì gioioso quello sito infero

sì che parea d’essere ‘n Paradiso.

IMG_2338E tu lettor, se ciò non credi vero

con sacco e con scarpone al piede miso

sali in Calisio a discovrir mistero

della castagna ripida nostrana

la che raccoglierai siccome spero.

Potrai inoltre dentro una caldana

dall’acqua ribollente porla giuso

e far cucina in altra guisa sana.

Vi è inoltre poi di riseccarla l’uso

lasciandola allo sole per lo lasso

utile pria di ricovrarla al chiuso.

IMG_2339V’è infin un modo intorno a qual già chiasso

fu fatto fra i golosi condannati

per l’alto zuccherin quoziente tasso.

Marron glassè son loro sì appellati

morbidi e dolci da liquarsi in bocca

e in urbe taurinense inscatolati.

Sorelle

Sorelle

E se gustarne alcun giammai ti tocca

sii parco ne’ ripeti ‘l trangugiare

che alta punizion nel caso scocca.

Essa consiste inver nell’ingrassare

lo corpo grazioso a dismisura

che ‘l vestimento tuo non puoi indossare.

E questa fu la vera gran paura

che Ulisse avea all’ultimo approdare:

Sorelle

Sorelle

Penelope trovar, che sanza cura

intenta fosse solo a lor mangiare.

Così pensai sovra l’umane cose,

e fra ‘l mangiar, il bere e ‘l camminare

le membra stanche io volli un po’ ripose:

e feci un pediluvio con del sale

come ai mariti stanchi fan le spose.

Meritato riposo

Meritato riposo

Venne sera, e la luna col suo opale

chiaror d’argento sostituiva il sole

che lento iva all’ingiù per le sue scale

del Bondone a dormir dietro la mole.

E poi ch’alcun momenti ebbimo conti

la luce disparì come far suole.

La notte quinci scese giù da’ monti

con quattro cime che le fean corona

sovra Tridento, assieme a li suoi ponti

addormentati al par de la padrona.

E alla fine … “tornammo a casa stanchi ma felici della bella giornata trascorsa” (si dice così, no?). Iscrivetevi alla Fiab Trento, amiche ed amici che ancora non siete “fiabbine e fiabbini”! PER TESSERARSI FIAB:

FIAB è una Associazione ONLUS – Non è una associazione sportiva, bensì culturale, di stile di vita. Le nostre pedalate, urbane ed extraurbane, ci conducono a “vivere lentamente” concedendoci il tempo di guardarci attorno, di rispettare la natura, di ammirare musei ed opere d’arte. Per iscriversi: FIAB – Amici della Bicicletta, Trento - Via Coni Zugna, 9 – I  38122 Trento -Tel. 328/4691683 – e mail  adbtrento@libero.it – sito www.slowbiketrento.xoom.it – sito nazionale  www.fiab-onlus.it – Apertura sede: venerdì dalle ore 18,00.

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TERRA, ACQUA, CIELO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Ottobre, 2014 @ 6:02 am

Detto altrimenti: … sui quali si affacciano le cime del Garda e la mia Bicicletta …   (post 1691)

Ieri dovevo andare a Riva del Garda … e “dovevo” andarci in Bicicletta, per arrivare a completare i 4.000 km programmati per la stagione (praticamente Trento-Stoccolma e ritorno)

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Le due “rivali” …

Un viaggio significativo, dunque, che merita un articoletto sul mio blog. Da Trento al Bicigrill di Mori, 37 km, una volata, volata per me, vecchietto di 70 anni, alla media di 21 kmh. Poi sono cominciate le … fotografie. Il Lago di Loppio e soprattutto Sua Maestà il Lago di Garda. Non avevo fretta ed allora mi sono detto: “Why not”? La faccio breve e ve ne allego solo una: la mia Bicicletta che guarda il lago, estasiata. Come? Ho sbagliato … ho scritto “Bicicletta” con la “B” maiuscola? No, ragazzi … non è un errore di battitura …. e come farei, dopo che mi sta accompagnando da oltre trent’anni …. Sempre Lei, sempre la stessa, la quale sicuramente mi avrà perdonato se le ho cambiato i rapporti al pedale (da 52-39 a 50-34); i pedali (dalle cinghiette di cuoio agli attacchi Look) e se  le ho incassato i cavetti dei freni sul manubrio. A parte questi ritocchi, è sempre lei, 12 kg di affetto allo stato puro, con i quali a suo tempo e con i rapporti “vecchi” ho scalato Manghen, Monginevro, Izoard, Lautaret, Galibier, Telegraf, Moncenisio, Sestriere, Bondone, Rombo, etc. etc… Vecchio pedale, quanto tempo è passato …

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Ecco l'  "altra". Whisper ... l'eterno triangolo ...

Ecco l’ “altra”,  Whisper … l’eterno triangolo …

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Però, diciamola tutta … per oltre vent’anni avevo tradito al mia Bicicletta per la mia Barca e da cinque anni sto tradendo la mia Barca per la mia Bicicletta …

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Solda

Oggi – Solda

Foto storica: 50 anni fa al Rifugio Rosetta, con il gestore Michele Micel  Gadenz, Capo del Soccorso Alpino

Ieri – Foto storica: 50 anni fa al Rifugio Rosetta, con il gestore Michele Micel Gadenz, Capo del Soccorso Alpino

Dice … vabbè, terra, acqua … ma il cielo dov’è? Già, avete ragione e poiché io non volo col parapendio e similari, per me il cielo è stato quello che toccavo con il dito quando da giovane scalavo le Dolomiti ed ora è quello al quale mi avvicino in … funivia quando vado a sciare! Ecchevvolete … si fa quel che si può, cribbio!

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BENVENUTA ASIA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Ottobre, 2014 @ 7:20 am

Care lettrici e cari lettori, come sapete questo è anche un “open blog” nel senso che ospita volentieri anche articoli di terze persone e “persone”. Infatti eccone qui uno di Dorian, il mio gattone   (post 1690)

Inizia

BENVENUTA, ASIA!

Detto altrimenti: da collega a collega, ovvero … da gatto a gatto, anzi a gattina!

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I primissimi tempi … al mare

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Benvenuta, Asia! Quando la piccola Sara, quattro anni, la nipotina di Riccardo, mi ha detto che ti aspettavano … sono stato molto, molto felice! Finalmente una gattina entra in famiglia, cioè … nella famiglia allargata, la tua! Sai, io sono stato con Riccardo undici anni, poi un malanno tre anni fa mi ha portato via … però sono sempre presente in quella casa … le fotografie, il ricordo … ma bando alle tristezze! Ricordamo invece le cose belle.

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Qui sono già grandicello, a Riva del Garda, con Riccardo

Qui sono già grandicello, a Riva del Garda, con Riccardo

Io mi ero proprio abituato in casa “mia”, a loro … e loro a me. Avevo poi scelto io stesso il “mio” umano, Riccardo. Già, era quello che mi spazzolava, mi dava le crocchette, mi faceva giocare, mi faceva le coccole. Ma soprattutto, una volta che Maria Teresa non era a Trento, mi aveva chiamato a dormire nel lettone, ai suoi piedi! E quando la “capa” è tornata a casa, niente da fare: i diritti acquisiti non si toccano! Io facevo così: dovunque io fossi per la casa, capivo subito quando i due stavano per andare a dormire. Ed allora mi sedevo, in posizione ben eretta e dignitosa, sull’uscio della camera da letto, in attesa. Appena loro erano sotto le coperte, aggiravo il lettone, saltavo sopra dalla parte di Maria Teresa (la montagna da scavalcare – il lettone toscano + l’occupante - in quel punto era meno alta) e mi accoccolavo contro Riccardo: o sui piedi o nell’incavo delle sue ginocchia, alternativamente.

Varo ex Belfagor mar 07.jpg 012

Qui sto ascoltando “Memory” da “Cats” …

Ma poi … poi avevo acquisito altri diritti, ad esempio il “diritto alla seggiola”: cioè … mi spiego: ovunque Riccardo si sedesse (al computer, a tavola a mangiare, a vedere la TV), io avevo diritto ad una sedia mia, ad un posto mio vicino a lui. E se si dimenticava, gli grattavo delicatamente un pantalone per ricordargli i suoi doveri. Avevo poi anche il “diritto alla tastiera” ovvero il diritto di passeggiare sulla tastiera del suo computer. In tal caso riccardo interromopeva ciò che stava scrivendo, apriva un nuovo file, tutto per me. Te ne riporto qui un esemplare:

“EHuuTTT &&&:::::::: ;;;ééFFFFFFFF .QQQQ – òòòH6666666 -Hwmo   dlrhpp slooo

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Il "nostro" caffè del mattino!

Il “nostro” caffè del mattino!

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Fighissimo, non trovi? Le grattatine. Anche quelle diritto acquisito. Esclusivamente sul tavolo della cucina senza tovaglia, il tavolo in noce, realizzato dal nonno di Riccardo nel 1902, quando si era sposato a s. Angelo in Colle (Siena). Funzionava così: o io mi facevo trovare in loco, pancia all’insù – il messaggio era chiarissimo – oppure Riccardo, non vedendomi, batteva alcuni colpetti sul legno con la spazzolina metallica ed io, in pochi secondi, mi materializzavo sul tavolo! Forte, non trovi?

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La mia ultima foto tessera

La mia ultima foto tessera

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I miei viaggi? Da Trento a Riva del Garda e viceversa, sul sedile posteriore. Una volta mi hanno portato al mare, ma ero piccolino piccolino … me ne ricordo appena. E poi, sempre nella mia prima infanzia, anche sul monte Stivo, per una passeggiatina, ma davo troppo da fare e non se ne è più parlato. Vivevo in casa a sui balconi e stavo benissimo, anche perché, pensa un po’ riuscivo anche a cacciare gli uccelli. una volta – Riccardo era in ufficio – ne ho catturato uno che ho poi liberato in casa: lui, poverino, svolazzava di qua e di là … Maria Teresa ha telefonato a Riccardo che non ha saputo dirle altro se non di chiamare la Lipu! Ma si può? Poi Maria Teresa lo ha preso e lo ha posato sul balcone, chiudendomi in casa. io ci sono rimasto un po’ male perché i gatti, si sa, catturare gli uccelli è il loro mestiere.

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Insomma, ti auguro di trovarti bene come mi sono trovato io e di portare e ricevere nella tua casa tutto l’affetto che ho portato e ricevuto io nella mia. Ora la chiudo qui, ragazza,  e mandami qualche tua foto che non mancherò di pubblicare. Tanti, tanti auguri, Asia e benvenuta in casa di Sara!

Tuo Dorian

 Finisce

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…. ed ecco la prima foto di ASIA!

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MARZABOTTO SECONDO MASI (Erode è tornato!)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2014 @ 9:31 pm

(Erode è tornato! Firmato Enzo Biagi)

Detto altrimenti: a Trento, nel sottosuolo archeologico dell’ex quartiere SAS, oggi Sass (Sito Sas), commemorazione della strage di Marzabotto, a cura di Alfonso Masi   (post 1689)

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Con le voci di: Alfonso Masi, Mariabruna Fait, Maria Concetta Lucchi, Chiara Turrini, Vito Basiliana, Mimmo Iannelli, Carlo Marzani, Luigino Mongera, Fiorenzo Pojer, Michele Tabarelli -Interventi fonici: Jacopo Iannelli.

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Sandro Schmid

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Su iniziativa dell’Associazione Nazionale Partigiani (Sandro Schmid), Masi in un “monologo a dieci voci”. Presenti gli assessori Andrea Robol (Comune di Trento) e Italo Gilmozzi (Provincia Autonoma di Trento).

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… per terra … da terra … una pietra … forse l’ultima cosa vista da chi stava morendo …

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Ottobre 1944 – ottobre 2014. Io sono nato il 3 febbraio 1944 e poco dopo succedeva quello che è successo, se ci penso, oggi mi pare impossibile … avrebbe potuto capitare a me, ai miei … e capitava metnre altri, noi compresi, continuavamo a vivere. Sembra impossibile tutto ciò … mi sento in debito verso chi ha sofferto quelle tragedia.

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Sandro Schmid precisa “Con-memorazione, memoria da cui deve nascere l’impegno a che casi simili non accadano più, in nessuna parte del mondo”.

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La rappresentazione del dolore … uno spettacolo organizzato come dialogo fra Walter Reder e il suo avvocato; fra un giornalista e il sindaco di Marzabotto (1966); fra i parenti delle vittime ed i sopravvissuti alla strage e tutti noi presenti.

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WP_20130720_06_20_39_PanoramaIl sito della rappresentazione inconsciamente richiama le Fosse Ardeatine, anche se questa è un’altra storia, altra perché accaduta in altro tempo e altro luogo, non “altra” perché “diversa”.

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Walter Reder presenta una domanda di grazia. Chiede al Sindaco di Marzabotto di appoggiarla. il Sindaco promuove un referendum: votanti 288, contrari 282, favorevoli 2, astenuti 2.

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Le dichiarazioni di voto dei votanti, tremende ripetizioni dei verbali ufficiali del processo, di inaudite, sadiche, inutili crudeltà, dispregio di ogni valore umano. Perché rinnovare simili orrori? Perché siano conosciuti, perché siano ricordati, perché non si ripetano.

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Robol, Masi, Schmid

L’avvocato di Reder: “Si dichiari pentito: un militare che si dichiara pentito fa audience … colpisce l’opinione pubblica. Non inneggi alla pace, di pacifisti ce n’è un’inflazione …Non disperi abbia fiducia nella noia della gente che è stufa di sentir parlare di partigiani, resistenza …” etc. E invece noi, care lettrici e cari lettori, non stufiamoci, non distraiamoci, non stanchiamoci di condannare la violenza e di inneggiare alla Pace  e di operare per la Pace!

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VALSUGANA IN BICI D’AUTUNNO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2014 @ 3:32 pm

Detto altrimenti: MAS, Memento Audere Semper, ricordati di provarci sempre … ad andare in bicicletta, anche in autunno!   (post 1688)

Bruma leggera possedea le calli /ancora addormentate nel mattino/ della beata Urbe e le sue valli …  Eh già … questa mattina c’era la bruma a Trento … una nebbiolina (o foschia?) bassa bassa che nascondeva il bello come il brutto tempo, sopra. Ma noi, imperterriti, in auto da Trento a Levico e poi via … verso Bassano del Grappa.

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Ma poi la bruma scompare, il sole fa capolino fra le nuvole, in controluce …

 

 

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Autunno? Andiamo, è tempo di … pedalare! Pochissimo traffico sulle piste ciclabili, il Pittore Autunno al lavoro … temperatura giusta …

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I giovani d’oggi sarebbero “ciusi” ovvero troppo esigenti nell’accettare un lavoro? Quando mai!? Ecco qui Giovanni, un giovane ingegnere disoccupato che si è trasformato in pastore e utilizza la mountain bike per essere più veloce nel raggiungere le pecore che si allontanano troppo ….

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… e poi, nella pausa di mezzogiorno, si concede un po’ di bucolico relax sulle sponde di un laghetto in Località Bigonda … Lo ha trovato perché all’incirca all’altezza di Ospedaletto è passato dalla sinistra alla destra Brenta, sulla “vecchia” ciclabile, un po’ più all’ombra, qualche saliscendi in più, ma il biotopo è bellissimo.

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Una mia foto? Evvabbè … se proprio insistete ….

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Lungo la ciclabile, da un certo punto in avanti è vietato uccidere!

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Dove diamo arrivati? Alla stazione FS di Cismon del Grappa, dopo Primolano. Indi ritorno in treno perchè siamo attesi a casa e poi alle 17,30 al recital di Alfonso Masi sulla strage di Marzabotto. Ora ci vado …   Good Bike!

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GUBERNAR NO ES ASFALTAR

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Ottobre, 2014 @ 8:15 am

Detto altrimenti: ripendo l’intervento del Direttore de l’Adige Pierangelo Giovanetti del 15 ottobre 2014, pagg. 1 e 47 “Ticket sanità – Aumentare le tasse non è governare”.   (post 1687)

Occorre riorganizzare il Sistema Sanità Trentina secondo parametri più economici e funzionali? La Presidenza della Giunta ci prova ma dalle valli si oppongono: le valli, ovvero i voti per il partito dell’attuale presidente della giunta provinciale, non vogliono. E allora marcia indietro: invece di spendere di meno accorpando i servizi, aumenteremo il costo per i cittadini senza accorpare i servizi. Dice, ma che … fai blog-politica? No, uso la testa, la mia, o almeno ci provo, anche per valutare le teste altrui. L’articolista conclude: chi ha una forte maggioranza non deve accettare ricatti alla Scilipoti, deve agire anche se con provvedimenti impopolari. Degasperi avrebbe aggiunto: “Deve pensare alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni”. Ed io concordo con la testa del Direttore de l’Adige Pierangelo Giovanetti e con quella di Alcide Degasperi.

Ma io voglio fare una anzi due ulteriori, diverse, considerazioni.

Riforma delle Comunità di Valle. Molto complessa, troppo. Molto articolata, troppo. Frutto anche in questo caso di compromessi. Ma … dice … i compromessi … sono sempre negativi? No, ci insegna Paolo Mieli nel suo bel libro “I conti con la storia”, vi sono anche quelli “buoni”. Questo qui tuttavia non mi sembra tale. Infatti già gli antichi romani dicevano. “Plurimae leges corrupitissima repubblica”, cioè ove il numero delle leggi sia molto elevato, la repubblica si “corrompe” cioè non è più tale. Ed io mi permetto di aggiungere he ciò vale anche nei confronti ad un’unica legge, quando essa è troppo articolata, troppo complessa, senza una portata generale, non immediatamente leggibile, comprensibile e utilizzabile da noi cittadini.

Gestione accorpata dei servizi pubblici, obbligatoria. Per tutti i Comuni. Infatti, la legge è uguale per tutti … intendiamoci … per tutti … i Comuni che si trovano in una certa situazione. Tutti quelli al di sotto dei 5000 … no, dei 3000 … no, dei 2000 … abitanti! Terno! Griderei se stessimo giocando alla tombola! Maccome? Gubernar es asfaltar? Gubernar es dicen los numeros più o meno a caso? No, i amici, gubernar  è farsi carico di assumersi la responsabilità di scelte ragionate caso per caso, anche se impopolari. Un esempio? Riva del Garda, Arco e Nago Torbole hanno ognuno ben più di 5000-3000-2000 abitanti. Quindi i tre Comuni non sono obbligati a riunificare la gestione della mobilità e della sosta delle auto: ognuno si organizzi per conto suo, una società o un servizio separato, anzi tre! Un centro di telecontrollo autonomo, anzi tre! Dice … ma il precedente governo provinciale aveva incentivato la fusione delle tre Polizie Locali. Certo, e la cosa è stata fatta. A dimostrazione della opportunità di riunificazione per migliorare la funzionalità e l’economicità del servizio di quei grossi Comuni. Ma allora … perché – oggi obbligatoriamente per legge – non si opera così anche per gli altri servizi? Perché … los numeros, amigos, lo numeros!

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FALLI CORTI, I POST … PIU’ CORTI!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Ottobre, 2014 @ 9:19 pm

Detto altrimenti: dai, così li leggiamo più facilmente …     (post 1686)

 

Ah si? Li volete corti? Ed allora eccovi serviti: qui per voi un post cortissimo sulla poesia, anzi, sulle poesie

“Mattino” (di Ungaretti)

M’illumino d’immenso

“Mattino” (mia)

Anch’io

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Visto? Non è poi così difficile. Tuttavia – tornando a parlare (e a scrivere!) seriamente – permettetemi di osservare che vi sono argomenti o eventi che non possono essere trattati con poche battute. E poi, oltre al piacere del (vostro) leggere – almeno così mi auguro che sia! – esiste anche il piacere del (mio) scrivere. Riscontri? Ne ho, eccome! Sentite questa … questa ve la devo proprio raccontare: il 9 gennaio scorso, sotto il titolo “Mestieri artigiani” pubblicavo un post sul calzolaio Rasim Tershana, albanese di 55 anni, in Italia dal 1991, a Lavis e poi dal 2013 a Zambana Nuova, Via De Gasperi, 43.

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In particolare descrivevo il modo a dir poco “magico” con il quale, utilizzando stecche di metallo di un vecchio ombrello, si costruiva le parti di ricambio per riparare la sua vecchissima macchina da cucire da calzolaio, un macchina storica, direi, un pezzo da museo, but still going strong! Semplicemente stupefacente!

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Io lo avevo conosciuto quando lavorava a Lavis, dove andavo e vado spesso a trovare mia figlia e la mia nipotina Sara. Stavo passando davanti alla sua bottega, quando improvvisamente, inciampando sul marciapiede, mi era capitato di danneggiare il tacco di una scarpa. Entro, gli mostro il problema: “Aspetti, glielo aggiusto subito”. Fatto. “Quant’è?” “Nulla, per così poco”. Sono diventato suo cliente, non per sfruttarlo, ma per l’umanità con la quale ti tratta: ti ascolta, ti parla, ti dedica tempo ed attenzione,  capisce la tua situazione, la condivide, capisce il tuo problema, lo risolve.  Ecco perché anche ora che si è allontanato dal mio usuale raggio d’azione – Zambana è un po’ fuori mano – io continuo ad andare da lui. Ormai ci diamo del tu. “Come stai Rasim?” “Dai, bene, e tu?” Oggi ci sono andato per un paio di scarpe di mia moglie, una piccola rifinitura. Manco a dirlo, mi ha risolto il problema al volo. Poi aggiunge: “Sai, molti hanno letto il tuo articolo su di me: pensa che tre diverse persone sono venute da me a chiedermi di riparare le loro macchine da cucire … tre calzolai come me … ma io, io … che vuoi, se me le portano qui .. forse … ma andare in giro io a riparare le macchine … ho i miei clienti da servire, vedi bene quanto lavoro ho …”

Ecco, io sono uscito dalla sua bottega particolarmente fiero,  soddisfatto e orgoglioso. Si, orgoglioso che i miei post siano letti anche dai calzolai, persone insostituibili, artigiani preziosi, gente che lavora sul serio.

Che ne dite? Questo post qui è uno breve o lungo? Mah … fate voi e comunque … buona notte, sono le 22.10 e domattina devo alzarmi presto.

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