MUSICA A TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Maggio, 2013 @ 3:13 pm

Detto altrimenti: musica classica, in questo caso.

Edoardo Bruni

L’Associazione Culturale “Antonio Rosmini” di Trento, con sede in via Dordi n. 8, –Presidente la Prof. Lia de Finis -. organizza ed ospita annualmente tre concerti di musica classica. Direttore artistico dell’intera manifestazione dal significativo titolo “Verso il Novecento ed oltre: tre concerti-conferenza sulla musica del XIX° – XX° – XXI° secolo” è il pianista musicologo compositore M°. Edoardo Bruni. Ecco i concerti:

 1 – 13 maggio, Edoardo Bruni (1975) pianista e relatore, musiche di Chopin (1810 – 1849); Liszt (1811 – 1886); Rachmaninov (1873 – 1943) e sei brevi ed intense composizioni di Bruni stesso.
2 – 17 maggio, Alessandra Taglieri e Roberto Genitoni pianisti e relatori, musiche di Chabrier (1841-1894), Borodin (1834-1887), Ciajkovskij (1840-1892) Milhaud (1892-1974), Di Fiore (1966).
3 – 23 maggio, il violinista Francesco Iorio (1985) , suona su un “Guarnieri” (!) e su un violino appartenuto a Mozart (!), e il chitarrista classico Carlo Fierens(1986), allievo innanzi tutto del padre a sua volta allievo di Segovia (!) hanno eseguito brani di Pablo de Sarasate (1844 – 1908); Francisco Terrega (1852 – 1909); Niccolò Paganini (1782 – 1840); Jacques Ibert (1890 – 1962); Astor Piazzolla (1921 – 1992); Cesare Lutzemberger (1918 – 2001).

Alessandra Taglieri e Roberto Genitoni (pianoforte a quattro mani), hanno proposto un percorso imperniato sul concetto di viaggio, inteso in senso non solo “temporale” (come tutti i concerti del ciclo, che hanno spaziato dall’Ottocento ad oggi), ma anche “spaziale”: il pubblico è stato trasportato così dalle memorie wagneriane di Monaco di Baviera (riviste da Chabrier in chiave salottiera e quasi ironica) alle steppe dell’Asia centrale di Borodin, attraversando poi l’Italia del Capriccio Italiano di Ciaikowski (che ripresenta, in un pout-pourri molto gradito dal pubblico, melodie tipiche della canzone del Sud Italia) per poi sbarcare oltre oceano, prima in Sud America con la “sinfonia cinematografica” di Milhaud intitolata “Il bue sul tetto” (basata su celebri arie appunto sud-americane, trasfigurate con tecniche novecentesche quali politonalità e poliritmia) ed infine in Nord America, precisamente a New York con la brillante Manhattan-Suite di Francesco di Fiore, descrittivamente impegnata nei frenetici ritmi della vita newyorkese.

 

Francesco Iorio e Carlo Fierens

Dell’ultimo concerto i due musicisti hanno illustrato alcune notizie salienti. De Sarasate, spagnolo di origine musicale gitana. Tarrega, Recuerdos de la Alhambra, scritto per chitarra e ieri eseguito al violino (!); Paganini, anche chitarrista (!), brano scritto per violino e ieri eseguito alla chitarra (!); Ibert, il migliore studente della scuola parigina, vincitore del Prix de Rome che gli consentì di vivere e studiare tre anni in Italia; Piazzolla, argentino di origine italiana.

Piazzolla che ha sviluppato i quattro “periodi” del tango (da “tangere”, toccare): il primo, suonato nei bar-postriboli dell’angiporto e ballato fra uomini; il secondo, il “tango cafè” suonato per essere ascoltato e non ballato nei caffè cittadini; il terzo, il tango ballabile; il quarto, il “tango musica classica”. Infine, Lutzemberger, nonno del violinista, che ha fondato la cattedra di chitarra classica a Trento, e scritto numerosi pezzi: Quello eseguito dal nipote gli fu ispirato durante una pausa della sua guerra d’Africa”.

E la musica contemporanea? Ci siamo mai chiesti perché certa musica “moderna” difficilmente ci rimanga in mente ed ancor più difficilmente la canticchiamo o almeno la riconosciamo? Siamo proprio noi, semplice pubblico, a non capire? E invece, perché invece rimaniamo estasiati di fronte ad un preludio di Chopin o ad un pezzo di Brahms o di Debussy?
E come mai capiamo” e ci sentiamo coinvolti emotivamente nell’ascoltare motivetti, melodie, canzonette, canti di montagna, tante belle musiche da film?
Il fatto è che la musica è una cosa meravigliosa “inventata” dall’uomo. Ci accorgiamo che, anche senza averla studiata, non ne possiamo fare a meno! Così come non possiamo fare a meno di tante altre scoperte dell’uomo.

… appartenuto a W. A. Mozart !

Da sempre i “poeti della musica” studiano e propongono nuove forme compositive che rispecchiano e spesso anticipano lo spirito del loro tempo.
Alcuni compositori del XX° secolo si sono cimentati con tipi di musiche che sembrano ancora poco amate e minimamente accettate dal comune “sentire” cui appaiono assai strane.
La musica senza sintassi e destrutturata fa fatica, ormai da un secolo e più, ad essere capita dal nostro cervello… Ed allora perché non provare altre vie, perché non dare ascolto ad altre sperimentazioni, altre ricerche?
Edoardo Bruni da tempo affronta e studia queste tematiche musicali; nella conferenza ha spiegato la sua “Ars modi” e la nuova prospettiva della sua composizione musicale, la cosiddetta Pan-modalità‘, che propone un giusto mezzo: comporre cioè con tutti i modi, di tutte le scale… Esistono infatti, a disposizione del compositore, 352 scale che generano ben 2048 modi!
Più di 2000 modi non ancora sfruttati sono lì, in attesa di essere utilizzati, suonati, ascoltati … Chi vuole saperne di più ed in modo più completo può visitare il sito www.edoardobruni.it. “Progetto Ars Modi”.

(Da appunti presi alla conferenza di E. Bruni in occasione dei primi due concerti. – Mi scuso sin d’ora con il Musicista per eventuali miei svarioni).

Che altro aggiungere? Viva la musica! Viva Trento!

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IN BICICLETTA, IN UNA “FINESTRA” DI BEL TEMPO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Maggio, 2013 @ 7:58 am
Edoardo al nuovo, bellissimo Ponte di Nomi (TN)

Detto altrimenti: ieri, una bella giornata di fine marzo … ops … scusate, di fine maggio!

Infatti noi ciclisti quest’anno dobbiamo guardare con molta attenzione le previsioni meteo e approfittare delle rare giornate di bel tempo, incastonate in una serie di precipitazioni tropicali e nord europee!. Ieri, sole. Oggi, neve a livello collinare!? Scrivevo provocatoriamente “giornata di fine marzo” …. perché “la” situazione climatica sembra abbia dei “ritardi” … Che stia per nascere un nuovo, piccolo micro clima italiano?

Smeraldi liquidi del Leno

A causa di ciò ho anch’io i miei “ritardi”: 250 km in meno pedalati ad oggi rispetto all’anno precedente! E se ne risente e come del poco allenamento! Mi spiego: io ho il “vizio” di bere poco quando pedalo, e invece si dovrebbe bere anche se non si ha sete. Infatti la disidratazione dei muscoli produce crampi. Ebbene, l’anno scorso, essendo più allenato, i primi sintomi di un crampo comparivano dopo 120 km. Quest’anno, dopo 70. Cambierò la borraccia con una più capiente.

Essere o non essere … il nuovo capitano della squadra SKY?

Ma veniamo a noi.  Io, da casa (Trento) vado in stazione a fare due biglietti per il ritorno da Domegliara (€9,30 cadauno, per passeggero e bici). Appuntamento con Edoardo, al “Ponte di Ravina”, dove lui arriva in auto da Cavareno. Ore 08,30. Partiamo, puntuali, con il vento in …  poppa ..uaoo! La mia bici ha un freno che tocca un po’ una ruota. Non riusciamo  rimediare: farò tutta la gita accompagnato da quello zing-zing-zing … pazienza …  Fra freddimo, siamo ben coperti. Al Bicigrill di Nomi sosta fisiologica. Indi via, Borgo Sacco (Rovereto, km, 26 da Ravina) per riempire le borracce. Superata Rovereto e il suo bel fiume Leno, arriviamo al bivio ciclabile Verona-Mori, Riva del Garda.

L’Adige prima di Borghetto

La ciclabile per Verona è sbarrata per lavori. Con una deviazione che ci costerà un + 6 km, si sale verso Mori dove sono dislocate le ammiraglie, i pullman … insomma, tutta la carovana del Giro d’Italia! Uno spettacolo di biciclette favolose, di colori, di campioni inarrivabili! Una foto davanti al bus della squadra Sky: infatti il loro capitano Bradley Wiggins si è ritirato. Loro mi hanno visto passare e mi hanno chiesto se fossi disponibile a sostituirlo a cominciare dalla crono scalata Mori –Polsa, oltre 1.000 metri di dislivello. Io ho accettato, solo che ho specificato che con i miei 81 kg di peso sarei salito a 8 km/h e non a 25! Si sono ritirati per la decisione. Aspetta aspetta … non si facevano più vivi, ed allora io ed Edoardo abbiamo ripreso la strada verso sud. Non sanno cosa si sono persi …

Lungo il percorso Edo fotografa un bel santuario incastonato nei fianchi della montagna. Si chiama …. (chi me lo sa dire?) Prima di Borghetto (km. 56), ci fermiamo per un panino. Qualche foto e via, al “confine (km.61). Immortaliamo il cippo che segnava il confine fra l’Impero Austro Ungarico e il Regno d’Italia. Edo insiste perché io assuma la posa del “Loss von Rom!” Detto, fatto. Da parte mia è uno scherzo. Da parte sua, un po’ meno … Terminata la ciclabile, si va sulla provinciale sinistra Adige, ben asfaltata, che dopo poco diventa la statale n. 12, male asfaltata: “Ecco, vedi, che ti dicevo?” mi grida Edo …

Rom, loss von Trient!

Saliscendi non impegnativi (per Edo) e un po’ faticosi per me ancora troppo appesantito dai cibi invernali e dal poco allenamento (fra ciccia e bici ho almeno 15 kg in più da trasportare). Verso il km. 78 siamo alle “chiuse”: bellissima ansa del fiume, rive rocciose a strapiombo sulla strada, sulle creste circostanti i forti. Dopo qualche foto si riparte ed alle 14,00 arriviamo a Domegliara. In totale, per me, da casa, 86 km..

I “sali”-scendi …

Il treno dell 14,06 è sui binari, ma noi preferiamo non correre. Andiamo al binario 1. Riempiamo le borracce al bar, “obliteriamo”  i biglietti (obliterare – ma parla come mangi, diamine ! – significa annullare, timbrare, non “obliare”, per cui sarebbe sbagliato dire “ho obliterato a casa il biglietto del treno”, n.d.r.), aspettiamo il treno delle 14,27. Alle 15,28 siamo a Trento. Tutto bene ma. Ma cosa? Ma .. che scendendo la scala del sottopasso, a Trento scivolo e mi distorco la caviglia destra (bravo mona!). Ma si può? Speriamo che mi riprenda presto. Nel frattempo, “per fortuna” piove e nevica … così non mi perdo niente!

Pochi km prima di Domegliara
Era prima di Borghetto … ma era troppo bella per non pubblicarla (Foto E.P.)

Bici usate: 2 mtb, la mia una Wilier “24 carati”. Edo una bici nuova con le ruote più grandi, tutta in carbonio. Cibo consumato: a testa, un panizazzo ben imbottito, mele e banane e tanta acqua con Enervit. Spesa complessiva: i soli biglietti FS. Foto scattate: oltre 100. Kg di peso persi (io): uno. Velocità media, comprese le molte soste per mangiare, bere, scattare foto e per la visita alla carovana del   Giro d’italia, 16 kmh. Senza le soste, 20 kmh.

Edo dice: “Quando esco con il mio amico Pio, mi sfianco. Con te, mi riposo”. Morale? Io non devo assolutamente uscire  in bici con Pio!

E dopo? Dopo, alle 1 7,00, al concerto (v. post successivo)

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RIVA, ILVA, TARANTO, evasione fiscale?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Maggio, 2013 @ 6:01 am

Detto altrimenti: sequestrati 1,2 miliardi di euro ai Riva, per sospetta evasione fiscale.  Una vecchia canzone: “Dove vanno a finire i palloncini …?”. Una realtà attuale: “Dove vanno a finire i miliardini …?”.

Innanzi tutto, da dove vengono? E’ semplice, questa la so: dalla mancata effettuazione di investimenti; dal mancato accoglimento delle richieste sindacali; dal mancato pagamento delle imposte.

Roberto Saviano, “La via della coca”

Dove vanno? Nei paradisi fiscali, di quali possono passare da banca a banca a finanziaria ed anche finanziare il circuito della coca, che complessivamente offre rendimenti lordi del 10.000 %!
No, non sto parlando dei Riva o di altri soggetti, ci mancherebbe altro! Sto parlando di denaro, di flussi di denaro, a chiunque appartengano. Anzi, facciamo così … facciamo che io stia parlando di voi che leggete, così nessuno dei “grandi” si offende. Infatti, se in un paradiso fiscale la banca vi garantisse il 25% l’anno di interesse, voi non accettereste? Se poi la banca investisse al 100% l’anno presso una finanziaria e così via, a crescere, sino al 10.000% l’anno … non sarebbero affari vostri, potreste dormire sonni tranquilli, la vostra coscienza sarebbe a posto. Dopo tutto non solo la pecunia non olet, ma nemmeno ha il cartellino!

Dove ritornano? Certo che se poi la vostre società in Italia ha bisogno di liquidità –  e voi con lei per sottoscrivere un aumento del suo capitale sociale – ecco che dovete “scudare” e fare rientrare i capitali, ma allora vi esponete ai controlli … Insomma, occorrerebbe uno “scudo postumo” che vi coprisse anche dalle conseguenze del “post partum”. Che ne dite?

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TRENTINO DI IERI, OGGI, DOMANI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Maggio, 2013 @ 1:21 pm

Detto altrimenti: riflessioni su “valli antiche” (ovvero, un sopralluogo a pedali)

Eravamo in tre:la mia auto, la mia bici ed io

Sono andato a pedalare nella Valle del Maso Limarò. Arrivato a Sarche, si prende per Madonna di Campiglio ed al quarto tornate, sulla sinistra si parcheggia su un ampio sterrato. La pista ciclabile inizia alcune decine di metri davanti a voi, sulla destra. state attenti ad attraversare la strada!

Verso nord …

IERI – La pista è stata ricavata nella sede della vecchia strada che unisce le Giudicarie Esteriori (Bleggio, Fiavè, etc) alla Valle del Sarca dalla quale poi si raggiunge Trento. Mentre pedalavo su un asfalto liscio come un biliardo, ripensavo a Don Lorenzo Guetti, nativo di Vigo Lomaso, fondatore della Cooperazione Trentina e fra i primi autonomisti. Autonomista? Certo! Infatti scriveva: “Se un nostro contadino deve far valere le sue ragioni, a chi si rivolge, e soprattutto dove deve andare per trovare un interlocutore? A Innsbruck, naturalmente!” Ora nella prima metà dell’ottocento, v’erano solo i carri i quali percorrevano la strada che io stavo “pedalando”, strada scavata nella roccia strapiombante trecento metri … quanto si impiegava per arrivare a Sarche? E poi, la salita sino a Cadine, la discesa sino a Trento, e da Trento a Innsbruck? Tanto tempo, tanta fatica, fame, sete, tanti denari … il tutto era troppo per i poveri contadini delle Giudicarie. Ed ecco la necessità di “decentrare” i poteri amministrativi quanto meno a Trento.

Affacciandosi dalla ciclabile

OGGI – La ciclabile è completata solo per circa 4,2 km, quelli che fanno evitare le gallerie. I tratti da Sarche all’inizio attuale e dalla fine attuale in avanti sono in costruzione. Al km. 2,6, a destra, il Maso Limarò (limes, confine – del Vescovato – infatti quel maso appartiene alla Curia di Trento e diverrà un bici grill). Tuttavia al km. 2,7 un cancello avverte: “Lavori in corso, divieto di transito”, ma il lucchetto è aperto e io da bravo italiano, proseguo! La ciclabile, larga, asfaltata, sospesa su uno strapiombo di 300 metri, in una valle assolutamente selvaggia, con il Sarca che borbotta sul fondo, il vento del nord che chiacchera con la vegetazione e in alto, verso nord, ora appare ora scompare un’unica costruzione che mi richiama l’idea di un monastero tibetano … Più che una valle, un canyon, da percorrere anche a piedi, sul fondo, partendo da Sarche.

DOMANI – Presto, speriamo, la ciclabile sarà terminata!

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BICI UISP TRENTO IN TRASFERTA A BERGAMO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Maggio, 2013 @ 12:14 pm

Detto altrimenti: BICI UISP fa le pentole ma non i coperchi, però … non tutto il male (“La pioggia nel … bergamasco!”) viene per nuocere! (Foto * : Edoardo Pellegrini)

Manuela Demattè
Tredici città della pianura padana appartenenti a tre regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte) hanno creato un Circuito d’Arte. L’anno scorso siamo stati a Monza, qust’anno a Bergamo, il cui Comune ci ha messo a disposizione le guide professionali per illustrarci la città.  A Bergamo dunque,  in pullman, guidati dalla nostra presidente Monika Giacomozzi, “collaborata” dal fortissimo Guglielmo! Grazie alla collaborazione organizzativa  di FIAB Trento (Presidente Manuela Demattè) e di Fiab Bergamo,  con le bici procurate dai colleghi bergamaschi, accompagnati dalle gentili colleghe “locali” della Associazione per il Rilancio della Bicicletta, era prevista la visita alla città nuova (di sotto, de hutta) e vecchia (di sopra, alta, de hura) e quindi una biciclettata lungo la simpatica ciclabile “dei colli”.
 * – Il Sentierone (uei, raga! Quei quattro di spalle … non sono dei nostri!)

Lungo la strada nach Berg-Heim (verso la casa sul monte), scrosci ingenerosi … ma siamo sul pullman. Arrivati, la pioggia “dall’alto” cessa ma permane quella “dal basso”, quella delle pozzanghere, veri e propri laghetti, e soprattutto quella “orizzontale” generata dalle auto di passaggio. Pedalare “non è cosa” quindi, vestiti da città (tranne lo staccanovista autore del post, che molto disciplinatamente si era presentato all’appuntamento a Trento già con i fusò da bici!), a piedi nella Hutta Town: Largo di Porta Nuova, il Sentierone – l’equivalente del Veronese Liston – verso la Hura Town, la Città Alta, l’ “Acropoli”.

Le nostre accompagnatrici ci riepilogano brevemente la storia della città, città di Storia, d’Arte e di Musica (patria di Gaetano Donizetti). Primi insediamenti Celti (II sec, a. C.) – dominazione romana (197 a. C. – 568 d. C.); Longobardi (568 d. C. – 774 d. C.); Franchi (774 – 904); Vescovo (904 – 1098) – libero Comune (1098 – 1331) – Visconti (1331 – 1428) – Venezia (1428 – 1797) – Napoleone (1797 – 1814) – Austria (1814 – 1859) – Garibaldi, Regno d’Italia, etc. (1859 – …)

* – Porta S.Agostino

Bellissima la salita a piedi “per una di quelle stracciole”, costeggiate dal verde delle ville e dei giardini, pavimentate con ciottoli di fiume arrotondati. Indi le mura veneziane, la Porta S. Agostino, sormontata dal leone di Venezia, bianca splendente rivolta verso sud, verso la pianura, ben visibile per dissuadere improbabili assalitori. Dopo avere respirato l’azzurro del cielo (tornato a salutarci!) e passeggiato lungo il Viale delle Mura, eccoci nelle due Piazze centrali, Piazza Vecchia e Piazza Duomo.

* – La Basilica di Santa Maria Maggiore

Che dire del Duomo (che racchiude la Cappella dedicata a Papa Giovanni XXIII); della Basilica di Santa Maria Maggiore; della Cappella Colleoni, del Palazzo della Ragione, della Fontana Contarini, solo per citare alcune delle tante gemme da cui la Città Alta è incastonata? Si pranza in un localino “veramente” caratteristico, molto vicino a Piazza Vecchia: ottime le portate, ottimo il prezzo: €15,00 a testa!

Ma questo mio post non può e non vuol essere una estratto di una guida turistica, piuttosto tante altre “cose”:

Al centro, due delle nostre gentili guide

1. Un apprezzamento per la città, per le nostre accompagnatrici ed in particolare per la Signora guida del Gruppo Guide Città di Bergamo tel. e fax 035 344205 – info@bergamoguide.it, www.bergamoguide.it. Ci è stato detto: ”Se sentite il desiderio di tornare, significa che la vista è stata proficua”. E noi sentiamo il desiderio di tornare!
2. Un apprezzamento per come l’arte, il desiderio di conoscenza e perché no? Anche la bicicletta uniscano persone che fino al giorno prima erano reciprocamente sconosciute;

Noi

3. la costatazione di quanta ricchezza d’arte abbia il nostro Paese e di come poco (purtroppo!”) sappia organizzarne a livello centrale, nazionale intendo, non certo locale, una politica statale di marketing internazionale. Al riguardo mi è venuto spontaneo il parallelo con una mia recente visita a Parigi, nel corso della quale, per visitare la Santa Cappella, ho dovuto prenotare in anticipo via internet, pagare un biglietto e sottopormi al controllo del metal detector. Niente di tutto ciò a Bergamo, ove i tesori d’arte sopra citati, offerti gratuitamente a tutti e senza alcuna protezione, nulla, ma proprio nulla hanno da invidiare alla Cappella parigina … anzi … semmai è vero il contrario, tanta è la ricchezza, la varietà di stili, le diverse armonie di volumi, colori e di luci che si presentano agli occhi del visitatore.

* – Panorama dalla Città Alta

Eravamo in venticinque all’andata e in ventisei al ritorno, perché a Brescia abbiamo dato un passaggio ad una nostra collega BICI UISP. Gli orari? A Trento al parcheggio di Via Monte Baldo alle 07,00 la mattina ed alle 20,30 la sera. Dove siamo già stati quest’anno? A pedalare tre giorni sulla Riviera Ligure di ponente, fino a Sanremo. Le prossime uscite BICI UISP a pedali? Ogni anno, un tema, questanno, le ex ferrovie:

  • 2 giugno, nel modenese, 30 km in pianura con soste enograstronomiche
  • 22 giugno, Ora - Appiano – Caldaro – Ora, salendo lungo la ex ferrovia Bolzano - Appiano
  •  30 giugno, sulla Mori-Arco-Riva
  • 14 luglio, lungo la ex ferrovia Schio-Rocchette-Asiago
  • 26-28 luglio, lungo la ex ferrovia delle Dolomiti, Dobbiaco, Cortina, Calalzo, Longarone, Belluno, Primolano
  • 15 agosto: nella ciclabile della Val di Sole
  • 24 agosto: sulla Ora-Predazzo per la “vecia ferovia”
  • 6-8 settembre, lungo la ex ferrovia pontebbana lungo il Natisone e sul Collio
  • 21 settembre, lungo la ex ferrovia cardano-Ponte Gardena
  • 29 settembre: pedalata da definire.
Monika, Presidente BICI UISP TRENTO

BICI UISP, Unione Italiana Bici Pertutti (si, Pertutti, così quadra con l’acronimo!), è un’associazione che vuole diffondere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto, di svago, di turismo lento, salutare e culturale, alla scoperta della nostra Regione (Trentino Alto Adige), del Paese intero e dell’Europa. Usualmente percorriamo piste ciclabili o strade a basso traffico, dormiamo in ostelli ed abbiamo sempre con noi accompagnatori esperti, tutti volontari. Le nostre gite sono preparate sotto ogni profilo: tecnico, paesaggistico, storico-culturale, gastronomico. A BICI UISP ci  si iscrive via mail scrivendo a biciuisp.tn@hotmail.it oppure presentandosi in sede, Largo Nazario Sauro, 11, tel. 0461 231128. Il costo della tessera annuale è di €10,00 (con copertura assicurativa €33,00). E’ possibile iscriversi anche “on …pedali” e cioè in occasione della partecipazione alla prima uscita! Per l’iscrizione occorre esibire un certificato medico attestante l’idoneità allo sport non agonistico. Per scaricare i moduli di iscrizione e per ulteriori informazioni visitate il sito  http://slowbiketrento.xoom.it Volete altre notizie, foto etc.? Cliccate nell’apposito riquadro del mio blog, un po’ sotto la mia foto, la parola “uisp” o “bici uisp” o “bici” o “biciletta” e troverete molti miei post con molte foto!

Link foto: http://fotoalbum.virgilio.it/slowbiketrento/gitaabergamo/ ( Cliccare sul link o copiarlo su un’altra pagina web)

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LA DEMOCRAZIA VERA E QUELLA “FILTRATA”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Maggio, 2013 @ 6:28 am
Anna Finocchiaro, la proponente la legge sulla democratizazzione dei partiti

Detto altrimenti: proposta di legge per la democratizzazione dei partiti.

Demo-crazia,  espressione e attuazione della volontà-popolare, organizzata dai partiti. Ma se questa “organizzazione” è tale da sostituire di fatto la volontà di pochi a quella di molti, se è tale da distribuire a larghe mani agli iscritti tanta democrazia formale sottraendo loro quella sostanziale, se attraverso “elezioni e votazioni web non controllate, non certificate, non verificate” alla fine il capo fa quello che vuole, quella non è più democrazia, ma quanto meno è “elusione della democrazia”.

Quello che si oppone …

Elusione fiscale, una forma sofisticata di evasione fiscale.
Elusione della democrazia, una forma sofisticata di autoritarismo.
Democrazia in fraudem legis, che “froda” la legge. Quale legge? Quella Costituzionale che pone i pilastri della vera democrazia, cioè di quella non solo formale ma anche e soprattutto di quella sostanziale.  E Dante nel suo infermo punisce i fraudolenti molto peggio dei violenti …

 Ben venga quindi una legge sulla democratizzazione dei partiti politici.

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COME USCIRE DALLA CRISI? CON LA COOPERAZIONE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Maggio, 2013 @ 12:58 pm

Detto altrimenti: provo a dare un contributo di idee …

Nel brevissimo termine (pochissimi mesi): emissione di titoli di debito pubblico irredimibili (cfr, post precedenti) a decurtazione del debito redimibile, per far fronte alle cosiddette emergenze (peraltro previste e prevedibili) e per investimenti.
Nel medio termine (due anni): costituire gli Stati uniti d’Europa (cfr. post precedenti).
Nel lungo termine (tre anni e sgg.): vedremo in seguito.

Ma, direte voi, e nel breve termine, che fare? Possiamo uscire dalla crisi con la COOPERAZIONE. Noi Trentini sappiamo bene cosa significa … per carità, non che non ve ne siano anche altre forme in altre regioni, ma il modello che propongo è “universale”, cioè non è né ”bianco” né “rosso”. Mi spiego.

Ieri sono stato a vistare Bergamo insieme ad un gruppo di amici (pubblicherò presto un separato post ad hoc). Bergamo Alta, Piazza Duomo: il Duomo, la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Cappella Colleoni (solo per citare tre “pezzi” della preziosa collezione di gioielli cittadini). Una bellezza “da urlo”, da “pelle d’oca”, da lasciare senza fiato. Entrata libera. Tutte le opere assolutamente non protette contro eventuali atti di vandalismo. In Duomo il Vescovo impartiva le cresime. Sulla Piazza antistante, giocolieri, banchetti, folla rumoreggiante (nella foto: una splendida “tarsia” – quadro composto da intagli lignei – nel Coro di Santa Maria Maggiore – 1522-1532, disegni di L. Lotto, Esecuzione di G.F. Capoferri).

Due osservazioni:

1) Recentemente sono stato a Parigi. La “Santa Cappella” è solo più “allungata” (nel senso di rapporto fra larghezza ed altezza) delle citate chiese di Bergamo, le quali hanno mille ricchezze architettoniche ed artistiche in più. Per visitare la cappella parigina ho dovuto prenotare in largo anticipo, pagando il relativo biglietto. All’entrata: controlli con il metal detector. Morale. i Francesi sanno valorizzare. difendere e vendere le loro opere d’arte e architettoniche. Noi no.

“) E poi, Signor Sindaco di Bergamo, via … tutto quel chiasso … lo udivano anche i cresimandi ed il Vescovo …

Ecco, che lo Stato costituisca decine di migliaia di cooperative giovanili per la manutenzione, il marketing e la vendita dei siti architettonici, archeologici, artistici e naturalistici di cui il nostro bel paese è ricco. Lo Stato ne finanzi lo start up, diciamo per due anni. Poi i giovani se la caveranno da soli. In parallelo lo Stato richiamo al centro tutte le risorse oggi (molto mal) spese in modo disorganico da Enti Pubblici locali e da Enit, ed organizzi una promozione via web centralizzata di quanto sopra. come fa la Francia.

Ecco, “inondiamo” l’Italia con questa fertile piena di limo vitale, con questo tipo di COOPERATIVE (per fortuna ve ne sono già alcune!), e non con cooperative (disgraziatamente ve ne sono già molte!) che troppo assomigliano a società di lavoro interinale!

Nel post del 6 maggio ore 08,01 a.m. scrivevo: Francia: Saint Paul de Vence (Provenza) – Italia: Lunigiana (anfiteatro di Luni, paesini circostanti). Due realtà molti differenti. La prima, dieci ristoranti, musei, etc., milioni di turisti l’anno. La seconda nessun ristorante, nessun museo, 10.000 euro di incasso l’anno. La prima, gestita dallo Stato centralmente via web. La seconda gestita (poco) solo localmente, e comunque con depliant di carta. Il nostro ENIT ha un bilancio di 15 milioni di euro l’anno di cui 13 spesi per il proprio mantenimento e solo 3 per la reclamizzazione del turismo italiano.

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FINANZIAMENTO DEI PARTITI : SOLO QUELLO PUBBLICO O ANCHE QUELLO PRIVATO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Maggio, 2013 @ 7:33 am

Detto altrimenti: chiudere il rubinettino di una grande botte e perdere il vino dal “boron” (o “cocon”), cioè dalla apertura che queste botti hanno per far entrare l’operaio addetto alla loro pulizia. E’ un detto trentino che mi pare si adatti all’attuale momento di discussione sulla abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Un altro detto trentino recita. “l’è pezo ‘l tacon del bus”, cioè è peggio la toppa del buco che si vuole rammendare …

Mi spiego con una sintetica analisi della materia sarebbe stato necessario esaminare, in ordinata successione:

  1. Controllo dei denari pubblici già erogati, spesi male, rubati o non spesi. Sanzioni di legge a tutti (tutti) gli eventuali contravventori e “accumulatori”.
  2. Eliminazione dei flussi di denaro pubblico ancora erogati ai “cari estinti”, cioè ai partiti estinti.
  3. Verifica e interruzione del finanziameno diretto da lobby a singoli parlamentari.
  4. Controllo dei sistemi di “fondazioni e associazioni” di diritto privato espressione di organismi non riconosciuti (i partiti politici) inventate un po’ da tutti i partiti per gestire “liberamente” importanti somme “politicamente motivate”: somme che possono essere rubate (sic, rubate) e che comunque sono utilizzate per influenzare l’orientamento dell’opinione pubblica.
  5. Riesame del finanziamento pubblico dei partiti (“an debeatur ” e “quantum debeatur”, cioè se e quanto sia eventualmente loro dovuto di denaro pubblico).
  6. Controllo del finanziamento privato dei partiti (per cassa e con fidejussioni, che sono garanzie cha da tempo il proprietario di un importante partito rilascia alle banche in favore del suo partito; che poi tanto il partito riceve il doppio, che quindi la banca è più che tranquilla; che tutti ci guadagnano in commissioni ed interessi, che il suo partito si avvantaggia rispetto agli altri perché riceve liquidità prima degli altri; che nessuno ci ha mai pensato a questo aspetto che invece è importante che infatti non tutti i partiti hanno un proprietario ricco).
  7. Decisione sull’abolizione o meno o diversa regolamentazione del finanziamento pubblico dei partiti.
  8. Decisione sull’abolizione o meno o diversa regolamentazione del finanziamento privato dei partiti.

E invece tutti i partiti ora dicono “Aboliamo il finanziamento pubblico dei partiti”! Stop.

Io sono ricco. E allora?

Alcuni lo dicono in buona fede. Altri perché non possono non dirlo. Uno, perché gli conviene, tanto c’è chi ci può pensare da privato perché è ricco che poi tanto i nomi dei finanziatori privati si devono dichiarare solo dopo tre mesi che poi se io uso una fondazione o associazione ancora meglio nessuno lo saprà mai. Uno, perché si finanzia sul web. Tutti, perché si finanziano dai privati che poi se io uso … (vedi prima).

Detto altrimenti ganz kurz (molto brevemente): l’abolizione tout court del finanziamento pubblico dei partiti farà vieppiù aggravare l’attuale malanno del finanziamento privato ed occulto ai partiti ed i parlamentari, sino ad essere potenzialmente anche fonte di creazione di fondi “neri”, nel senso che io li dò legittimamente ad un partito il quale poi “legittimamente”  li devia verso destinazioni sconosciute e occulte, non riscontrabili. Alla faccia delle altre rigorose regole sulla movimentazione del denaro contante e non.

E mo’?

Ma via, dico io, siamo seri! Basterebbe fare come fanno negli USA e in Europa, non come facciamo noi “furbeschi mercanti levantini” del tipo del pescatore greco che addormenta i nostri soldati e poi ruba loro i fucili” nel film “Mediterraneo” del 1991, diretto da Gabriele Salvatores, con Diego Abatantuono (con tutto il rispetto dovuto ai mercanti ed ai pescatori levantini eventualmente presenti in sala, s’intende, ci mancherebbe altro!).

P.S.: nel senso sopra “anelato” pare muoversi, almeno per una parte, la proposta di legge “Finocchiaro” per la democratizzazione dei partiti politici. Subito contrari: M5S!

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IN POLITICA: INFORMAZIONE – COMUNICAZIONE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Maggio, 2013 @ 1:35 pm

Detto altrimenti: cerchiamo di capirne un po’ …

Nella gestione delle Spa e di ogni fenomeno umano, la IT, Information Technology è stata sostituita dalla ICT, Information Communication Technology.

Fra due amici. Informazione: “Che ore sono?” “Le cinque”. Comunicazione: “Secondo te che ore sono?” “Non ho orologio, ma credo che siano le cinque”. “No, guarda, il sole è ancora alto … saranno le quattro”. “Ma sì, forse hai ragione tu …”

In una SpA. Informazione: “Io sono il capo: voi dovete agire secondo le informazioni e le istruzioni che io vi fornisco, senza discutere i miei ordini. Io ho il potere. Voi la responsabilità”. Comunicazione: “Io sono il capo. Il problema è questo …… Riuniamoci … voi cosa ne dite? Che idea vi siete fatti? Che proposte avete da mettere sul tavolo? Chi si sente in grado di assumere il ruolo di capoprogetto? Chi avrà il potere di decidere, avrà anche la responsabilità della sua decisione”.

Ecco, due esempi banali. La comunicazione prevede una “cosa” in più rispetto all’informazione, e cioè il ritorno, la risposta, il dialogo, un ragionare insieme, uno scambio di idee. In entrambi i casi (It e ITC) vi è omogeneità di genere fra “andata” e “ritorno”, fra ciò che stimola il dialogo e ciò che si risponde allo stimolo.

Oggi, in politica, la ITC si è trasformata, nel senso che non vi è omogeneità di genere fra l’informazione fornita e la risposta ricevuta. Sarebbe un po’ come se alla domanda “Che ore sono?” si rispondesse “Oggi piove”. Eccone la dimostrazione:

1) Si grida nelle piazze contro i “comunisti”. Risposta: si ricevono voti.
2) Si grida nelle piazze contro tutti i politici: Risposta: si ricevono voi.
3) Si cerca di governare al meglio. Risposta: si ricevono critiche.                                                                                                                                   Come e perchè accade tutto questo? Proviamo a capirlo.

Nei primi due casi i messaggi lanciati sono messaggi “di pancia” del tipo: “la crisi non esiste, meno tasse per tutti, la colpa è dei comunisti, tutta la politica fa schifo, tutti a casa, Roma ladrona (ma lo yacht, dove lo mettiamo?), etc.. E’ un po’ come essere allo stadio: un piccolo gruppo di “gridanti” attiva una ola, un coro gigantesco che vive di se stesso, si autoalimenta, si bea della propria forza sonora (quanto siamo forti, noi!). In questo caso vince la non cultura, la superficialità, la visione – anzi, la non visione – dello struzzo: mettiamo la testa – con ovviamente dentro il suo cervello o quel che ne resta –  sotto la sabbia, tanto “ci pensa lui”, cioè “il lui di turno”. Questo “consenso della piazza”, questa “risposta di pancia e non di cervello”, ne ricorda un’altra, di nefanda memoria: quella della tristemente famosa Piazza Venezia. Anche allora al messaggio di pancia avevamo risposto con un “sì, ti voto” di pancia!

Nel terzo caso ci si trova di fronte ad un medico, chiamato un po’ tardi al letto del malato, ad intervenire con prescrizioni, restrizioni, medicine amare, a proibirci la “droga” di una informazione che – ne eravamo convinti – ci stava facendo star bene! E l’astinenza ci fa soffrire: rimpiangiamo quelle frasi rassicuranti, rimpiangiamo chi soffiava sul focherello della nostra scontentezza sino a trasformarlo in un incendio di rabbia, il nostro sfogo. E facciamo fatica a votare questo “messaggio di e al cervello”.

Come uscirne? Con la cultura, ove per cultura si intende “insieme di conoscenze”, cioè “conoscendo” di più la realtà, conoscendo di più il passato non recente e recente, e facendo i necessari collegamenti. Questa cultura non è un fatto elitario, deve essere invece un fatto di massa. Quando manca la cultura, il popolo è manovrabile come un gregge di pecore. Non per niente gli antichi Romani affermavano che per potere governare a piacimento il popolo bastava dare al popolo quel minimo da mangiare e i giochi del circo: “panem et circenses”. Oggi, eliminazione dell’IMU, nessun aumento dell’IVA e tanto calcio, tante veline, tanti gossip.

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RESPONSABILITA’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Maggio, 2013 @ 1:09 pm

Detto altrimenti: … dell’amministrazione finanziaria

1) Se io vengo citato in giudizio da un privato in quanto debitore di 10.000 e il mio creditore mi fa sequestrare cautelativamente beni per 200.000, io posso fargli causa per i danni che subisco come conseguenza della sua azione cautelativa assolutamente esagerata.

2) Spesso si legge sulla stampa che Tizio doveva molti milioni/miliardi di euro al fisco (un famoso corridore motociclista/una primaria SpA concessionaria di giochi automatici), ma che poi si è arrivati ad un “concordato” per molto, molto, molto  meno. In questo caso, delle due, l’una:

• o il fisco si muove con molta, troppa disinvoltura, ed allora dovrebbe incorrere in un tipo di responsabilità analoga a quella del creditore di cui al punto 1) della presente;
• oppure le maggiori somme sono realmente dovute, ed allora non si capisce perché i “grandi debitori” ricevano fortissimi sconti, mentre i piccoli debitori si vedono arrivare a casa accertamenti suppletivi di poche decine di euro.

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