IN BREVE (ma non troppo)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Gennaio, 2013 @ 7:01 am

Detto altrimenti: solo brevi commenti, la mattina presto

F 35 … Fabio (Riva) 35 (miliardi di Euro)?

FABIO RIVA si costituisce a Londra. Forse avrà qualche spicciolo in una banca londinese. Forse dubita della giustizia italiana e preferisce quella inglese. Forse spera che non sia concessa l’estradizione per i reati contestatigli: la legge è uguale per tutti …  tutti coloro che non possono permettersi fughe, residenze, conti bancari e avvocati londinesi. Leggendo la vicenda sotto questo angolo visuale, mio sento offeso come Italiano. E poi dum Londrae consulitur, Ilva expugnatur … mentre a Londra si discute (se estradarlo o meno), l’ILVA è sempre di più in crisi. E poi e poi …con il nostro acciaio gli Inglesi ce l’hanno sempre avuta … ricordate? Con la sola presenza (casuale? Non ci credo) delle loro navi da guerra nelle acque di Milazzo agevolarono lo sbarco dei Mille, il nord conquistò il Sud e distrusse le acciaierie “suddiste” che tanta concorrenza facevano alle loro cugine inglesi. A pensar male … Fabio Riva, to big to jail?

Peggio di Padre Zappata: predica … male  e razzola male …

FONDI SVIZZERI, FONDI LONDINESI. L’UE ha intimato alla Svizzera: o entro sei mesi definisci con me le norme anti evasione fiscale e finanziaria, o ti scrivo fra i cattivi (paesi finanziariamente malandrini). Si, vabbè, ma la GB? E’ (quasi) dentro l’UE e non rende accessibili le ispezioni ai conti bancari. Non per niente Fabio Riva è volato a Londra … Ah, perfida Albione … quo usque tandem? Fino a quando? E il Financial Times … che critica un nostro candidato premier … via … medice, cura te ipsum …,. medico, cura te stesso, innanzi tutto!

ILVA. Sembra una banca: to big to fail? Ok, ma io, forte del “sucecsso F 35, insisto: requisiamola, e paghiamola ai Riva al netto dei danni provocati, delle spese di adeguamento degli impianti, delle somme necessarie al ripristino dell’ambiente e di quelle occorrenti per pagare gli stipendi agli operai anche se nel frattempo sono costretti a casa, e paghiamola con titoli del debito pubblico italiano Serie Speciale ILVA Irredimibile 2% … (ho scritto una mail in tal senso al Sindaco di Taranto). Anzi, no, paghiamoli con titoli del debito pubblico inglese …

No, non è un F 35. E’ un F 104, uno Starfighter,  aereo di 55 anni fa … l’avevamo acquistato … poi lo hanno chiamato “la bara volante”! Ed ora facciamo il bis con gli F 35? Ma via, siamo seri …

EVVIVA! Un politico in corsa per le elezioni, un candidato premier, ha affermato che “occorre ripensare all’acquisto degli F35 … che noi abbiamo altre priorità, a cominciare dal lavoro”! Evviva … gutta cavat lapidem, a forza di insistere … ma diciamola tutta, siamo sinceri, forse ci ha aiutati anche la dichiarazione USA che sì, sono ottime macchine volanti, ma se entrano in una nuvola temporalesca rischiano il blocco dei reattori … Ora, ne avevamo prenotati 131 (da 100 milioni di euro cadauno!), poi siamo scesi a 90, ora dovremo scendere a zero! Spes ultima dea!

TAV. Invece di riesaminare i presupposti del progetto alla luce dello sviluppo dei flussi delle merci e di una aggiornata situazione economico-finanziaria del paese, i suoi sostenitori, parlando di uno che non lo vuole proprio questo TAV, dicono: “Quello lì, pensate, è uno che non vuole il TAV!  Che poi – fra l’altro – è finanziato dalla UE!”. Osservo: detta così suona male. Infatti l’ “essere contrari al TAV” viene implicitamente definito come una caratteristica negativa, a prescindere”. E poi, finanziato dall’UE? No, semmai co- finanziato dall’UE … vabbè, ma  i soldi all’UE chi li dà? Gli Stati, cioè anche l’Italia: E allo Stato italiano chi? Ognuno di noi. Altro che l’UE! Fate le connessioni, gente, le connessioni! TAV: a quando TAV come F 35? Speriamo presto! Quanto meno, facciamo di necessità virtù!

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DE JUSTITIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Gennaio, 2013 @ 5:40 pm

Detto altrimenti: le parole sono pietre, usiamole appropriatamente

Ma no che non è così, scherzavo …

Giusto. Justum, secundum jus, secondo la legge. Quale legge? Basta intendersi: Morale, Divina, Umana, dei Privati? La legge morale è laica e precede di 1850 anni la venuta di Cristo. Infatti il Codice di Hammurabi recita: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te. fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te”. Cristo ha testimoniato questa stessa morale che probabilmente Lui stesso aveva reso immanente al genere umano. Quindi la legge morale ha molti sponsor: credenti e non credenti. La legge umana … quella nazista, ad esempio … la strage degli Ebrei era “giusta” secondo la legge nazista. Cosa fare oggi di fronte ad una legge degli uomini ingiusta secondo la morale, come ad esempio l’attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum? Non la si deve violare: la si deve cambiare. La legge dei privati? Di fronte ad uno sportello pubblico si fa la coda ordinatamente uno dietro all’altro, sono ammessi aggiramenti sulle ali: “Non è giusto! Lei è arrivato ben dopo di me ed ora vuole scavalcare la coda!”

Giustizialismo. Storicamente definiva la politica argentina dei descamisados di Peron. Oggi, in Italia, si è perso quel collegamento e la parola indica chi appoggia senza riserve l’azione della magistratura contro la corruzione “ anche a scapito delle garanzie individuali del cittadino”. Ora mi permetto di osservare: non si comprende come al cittadino possa essere “garantito” la garanzia individuale di corrompere o di essere corrotto impunemente.

Fare giustizia. Normalmente si intende “giudicare e quindi assolvere o condannare”. Per altri più modernamente si intende “creare un ambiente giusto, creare persone giuste, fare sì che il sistema sia giusto, anche senza processi, assoluzioni e condanne, bensì attraverso comportamenti giusti”.

Giustiziare. “Il commando dei sequestratori ha giustiziato l’On. Moro”. Due errori. Quel gruppo di persone non era un “commando”, termine che dobbiamo riservare a gruppi di militari ben addestrati, impiegati in missioni assai rischiose, che agisce secondo il diritto dello Stato di appartenenza e del diritto internazionale. Quello in questione era una banda di assassini. E poi l’On. Moro non è stato “giustiziato” ma “ingiustiziato”, cioè trucidato.

Autorizzazione a procedere (o arbitraria sostituzione nel giudicare?). Si dice: se un parlamentare è sono accusato di un reato/delitto, occorre l’autorizzazione a procedere da parte del parlamento, che dovrebbe limitare la sua valutazione al fatto che l’accusa sia eventualmente strumentale per impedire la sua azione politica. Cioè, i suoi colleghi parlamentari non sarebbero legittimati dalla legge ad esprimersi sul merito (“il collega ha commesso o meno il fatto contestatogli”), né in diritto (“il fatto contestatogli non è un reato/delitto”). Invece le motivazioni della mancata autorizzazione a procedere spesso sono proprio di quel tipo. Il parlamento si sostituisce ingiustamente (contra jus) al giudice naturale.

Incandidabilità al Parlamento. Se una persona è accusata di un reato/delitto o se è stata condannata in primo grado di giudizio non dovrebbe essere candidabile, perchè innanzi tutto occorre “essere” onesti e irreprensibili. In secondo luogo occorre anche “sembrare” tali. In terzo luogo, chi sta subendo accuse e processi, non è sereno nell’adempimento del suo dovere. Uno sguardo all’estero. Nel mondo anglosassone e in Francia, per molto meno la persona si autoesclude dalla politica. Chi non si ritira dalla competizione elettorale è ingiusto secondo la legge morale.

Procedibilità e punibilità. Processo contro un giovane. Si procede, si accerta il reato, si dovrebbe irrorare la sanzione “ma”. Ma nel frattempo sia accerta che il giovane imputato è più che minorenne e come tale per quel reato (accertato in sede di procedimento) non è punibile. Un parlamentare reo di un reato è punibile, ma se viene negata l’autorizzazione a procedere, appunto, nei suoi confronti manca la procedibilità. E’ ingiusto confondere le due condizioni di punibilità e di procedibilità.

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QUALCHE BUONA NOTIZIA MA.

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Gennaio, 2013 @ 11:47 am

 

Detto altrimenti: cheppalle, c’è sempre quel “ma” …uffa …

Evvabbè, c’è il “ma”. E allora? Chevvolete? Ma meglio, anzi, in toscano, “mammeglio” che ci sia quel “ma”, anziché no. Vuol dire che il sistema ha cominciato a muoversi, anche se …

Nicola Cosentino

Infatti abbiamo iniziato ad escludere alcuni “incandidabili” e ad “accorgerci e a protestare” contro i furti di denaro pubblico, cioè del nostro denaro. Ma.a allora cosa, direte voi? Ecco, gli incandidabili … questo è troppo incandidabile, questo poco, questo forse. Un po’ come a scuola, alle elementari: “Ho studiato da sei”. E qui, “Ho commesso reati da 1, 2 anni … non oltre”. Si, vabbè, sono condannato ma solo in primo grado … si, vabbè, ho commesso ma sono prescritto …”. Ma poi, sembra di essere all’interno di un penitenziario: il Direttore sta esaminando i reati di ognuno, la buona condotta in carcere, per individuare i “migliori” cui affidare compiti di responsabilità o comunque “premianti”. Tu no, sei troppo delinquente. Tu si, lo sei un po’ meno …In other words, invece di una gara fra i migliori, assistiamo ad una competizione fra i meno peggio. Ecco il “ma”, quello della morale elastica. “Ma” … scherziamo?

Antonio Razzi

E poi, Razzi (Gruppo Scilipoti), che forza di volontà, che coraggio morale a cambiare squadra … a che prezzo, a quale prezzo! Emergono registrazioni (Corsera odierno pag. 4): “Mi mancavano 10 giorno a maturare il vitalizio, che sono scemo a far cadere il governo (il 14 dicembre 2010, n,d,r,). Mi sono fatto i c … (sic) miei”. Ecco lo spirito di servizio, la politica come missione, come servizio per il bene comune. Ma (ecco che ricompare questa parolina), ma allora, se abolissimo questi immorali privilegi medievali, in politica entrerebbero solo persone veramente spinte dal senso del servizio. O no? Che ne dite?

Non uscire, mi raccomando, se piove …

I cacciabombardieri F35 – In numerosi miei post ne scongiuravo l’acquisto. Ne abbiamo “prenotati ben 90” (la prima opzione era per 135), versando una caparra (“penitenziale o confirmatoria? Se disdiciamo la prenotazione, la perdiamo?) di 2 miliardi di euro. Ora emerge che sono “delicati” nel senso che se entrano in una nube temporalesca i reattori si arrestano ed il serbatoio di carburante potrebbe esplodere. Tutto qui. 90 x 100 fa nove miliardi di euro. Gli USA hanno calcolato che la loro gestione e manutenzione costerà 2 volte il prezzo d’acquisto, Totale circa 30 miliardi ma. “Ma”  non abbiamo altre priorità più prioritarie? Prendiamo lo spunto dall’accertata debolezza del mezzo per disdire l’ordine. Il Canada ha già rinunciato. la Turchia ci sta pensando. E da noi, chi ci pensa? sapete, in tedesco si dice “Die Welt ist schlecht. Jeder denkt an Sich. Nur Ich denke an Mich”: il mondo è cattivo, ognuno pensa a se stesso. Solo io penso a me. Cioè, se non ci pensiamo noi ai nostri interessi, ma (ma!) chi volete che ci pensi mai? Infatti già una volta ci hanno “fregato”,  55 anni fa, con gli F 104- Starfighter, chiamati anche “bare violanti”, a buona ragione …. (Lit. mildi 1,0 cadauno). Ora, errare humanum est, perseverare diabolicum!  

Massimo Ponzellini

Banca Popolare di Milano- Corallo. Se ricercate … e chi cerca trova … in miei post precedenti “evidenziavo” una serie di finanziamenti fortemente sospetti al gestore di Atlantis, soggetto in odore di mafia, vincitore (ma si può?) della gara ministeriale per la gestione del 90% delle macchinette mangia soldi in Italia. Già arrestato il Presidente della Banca, etc. Già rilevata l’evasione fiscale per miliardi di euro, concordata poi per molto meno (chi mi sa dire dove posso andare io a concordare il mio F24 da pensionato? Grazie). Ora si arriva – pare – al concordato fra banca e società, per la restituzione parziale della somma elargita, a fronte della non denuncia da parte della banca. Bene ma. Ma non si doveva arrivare a questo punto! Infatti, la parte non restituita contribuisce ai costi (ed alle eventuali perdite) della banca, che si scaricano sui costi (e/o sulle tasse applicate) a carico dei cittadini, cioè anche a mio carico personale. Ecco perchè seguo la cosa con interesse. Ed alla fine mi chiedo: cui bono? Cui prodest? Chi ci guadagna? Chi ruba molto, perché “chi ruba poco va in galera, “ma” chi ruba molto fa carriera”. Comunque, consoliamoci: il diavolo fa le pentole “ma” .

Giancarlo Cimoli. una paghetta niente male …

Dirigenza e manager pubblici. Stipendio online. Oggi il Consiglio de Ministri esamina la cosa. Speriamo bene ma. Ma che poi, dopo la pubblicazione, segua il loro dimensionamento (non ridimensionamento, che esprime un concetto negativo), dicevo, un dimensionamento (in positivo) rispetto ai livelli europei. Che se poi quelli sono molto più contenuti dei nostri mica è colpa di un blogger o dei suoi lettori, via … Certo che se nemmeno sappiamo che il nostro capo della polizia prende tre volte lo stipendio del capo della CIA mica possiamo indignarci, mica …

Le Comunità di Valle del Trentino

Trentino.  Spending review. Quinta giornata della Polizia Locale, ad Ala di Trento.. Occorre contenere i costi, accorpare le gestioni, riunificare i sistemi software. Bene ma. Ma allora, riunifichiamo anche le società e/o le gestioni comunali del controllo e della sosta della mobilità. Un esempio? La APM SpA di Riva del Garda potrebbe svolgere benissimo il servizio anche per gli altri comuni della Comunità di Valle, con utilizzo più funzionale ed economico di persone, strutture e strumenti elettronici, per di più sollevando la Polizia Locale da molte mansioni. Ma…. ma cosa?

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pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Gennaio, 2013 @ 9:54 am

prova

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LA ROTTA: DI UN VELIERO, DI UNA SPA, DELLA POLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Gennaio, 2013 @ 8:04 am

Detto altrimenti: sempre di rotta, si tratta …

Di bolina, in solitaria, nelle Bocche di Bonifacio

Barca a vela. Variano i venti, le correnti, lo stato del mare. Sei in mezzo al mare. Devi raggiungere un porto lontano. La prima cosa che devi fare è verificare se grosso modo ti stai dirigendo nella direzione stabilita. Non puoi accettare di essere condotto dal tuo vice skipper a discutere se sia meglio la rotta 180° o 181°: controlla invece se la rotta giusta è quella a 180° o non invece, ad esempio, quella a 270°!. Questo è il primo, grande errore da evitare! Infatti sarebbe errato badare alla correzione del “primo” di “grado bussola” quando tu stia navigando su di una rotta “concettualmente” errata. Parimenti,  essendo sulla rotta grosso modo corretta, sarebbe inutile pretendere di centrarla al “primo di grado”, quando nelle ore successive dovrai correggerla cento volte di decine di gradi a causa dei salti di vento, della variazione della corrente e dell’ effetto delle onde. Alle correzioni millimetriche, ai particolari,  penserai dopo, soprattutto quando, entrando in porto, dovrai evitare errori anche di un solo metro per non sfasciare la barca contro il molo (o la nave contro gli scogli dell’isola del Giglio!)

Una SpA. Idem come sopra. Il capo deve avere una visione e un obiettivo “d’insieme”. Può anche accettare di non perdersi nel recupero di piccoli risparmi, purchè abbia le idee chiare sui temi fondamentali e riesca a conseguire di obiettivi rilevanti.

La politica. Io sono stato skipper di velieri e capo di SpA. Mai in politica. Tuttavia da “amministrato” dalla classe politica, percepisco immediatamente se il mio “skipper politico” ha le idee chiare, e mi conduce su di una rotta “grosso modo, significativamente corretta” o se invece, per sua incapacità (o per sua malafede), mi distrae (o “cerca” di distrarmi) con una serie di correzioni parziali, millimetriche, sviando (o nell’intento di sviare) la mia intelligenza, di non farmi accorgere che invece della giusta rotta, ad esempio di 270°, mi sta conducendo sulla rotta sbagliata, ad esempio di 180°.

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VERSO UN SECONDO RINASCIMENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Gennaio, 2013 @ 6:58 am

Detto altrimenti: usciamo dalle tenebre dell’attuale secondo Medio Evo!

Improvvisamente ci siamo riscoperti “medievali”. Il Medio Evo, nella comune accezione, ha un significato negativo. Le forti differenze delle classi sociali; la divisione in tanti statarelli o regioni; l’arroganza dei diritti acquisiti delle numerose caste; la povertà dei tanti titolari dei doveri acquisiti; la debolezza verso l’esterno e l’estero; una spiritualità esasperata e spesso distorta; una religione politicizzata; il rogo per le streghe, gli eretici, i diversi, i troppo colti pericolosi intellettuali che pretendono di diffondere il Vangelo in lingua volgare, tale che possa essere compreso da tutti.

Poi, quelli di noi più colti, più attenti, più “studiati” ci spiegano che il Medio Evo storico è stata “fucina”, “incunabolo” ( si dice così) del germe dal quale poi è nato lo splendore del Rinascimento.

Anche oggi infatti fra di noi vi sono streghe ed eretici. Sono coloro che provano a vedere, a capire cosa si nasconde dietro il velo della miriade di “particolari” per i quali i Signori della Guerra (politica) scendono in campo ad affrontarsi in duelli senza (apparente) esclusione di colpi, mentre le folle, ammirate, intimorite, affascinate … stipate ai bordi dell’arena della vita, stanno a guardare e a tifare per l’uno o per l’altro contendente. I Signori della Guerra. Come sono divenuti tali? In quell’altro Medio Evo pare siano stati, originariamente, capi militari che, stanchi di errare combattendo, sono diventati capi di milizie territoriali e si sono promossi nobili. E gli indigeni, incapaci di opporsi a tali manipoli e ancor di più alle continue scorrerie esterne, si sono consegnati loro, diventandone sudditi, in cambio della garanzia di un minimo vitale – ma proprio un minimo – di garanzia di sopravvivenza.

Oggi, i novelli Signori sono eredi di una stirpe che ha ripudiato il lavoro della terra, il commercio, la pastorizia, l’artigianato, la cultura per dedicarsi ad un diverso tipo di attività: la coltivazione di una pianta particolare, il “Potere”.

Ma ora come allora, gli aspetti negativi di un periodo di crisi stanno funzionando quasi come un vaccino: un po’ di malattia stimola in te la reazione che fortifica il desiderio, la capacità e la forza per migliorare, guarire, ri-nascere.

Nel pieno dell’agone politico, iniziamo a sentire che la crisi starebbe per finire, anzi … no, il peggio deve ancora venire, occorrerà un’altra “manovra correttiva”, un altro impoverimento di molti per consentire ai soliti pochi di continuare ad “essere ricchi” (ecco, ci siamo, se la pensi così sei un invidioso comunista). E invece no. Questa volta la folla comincia a nutrire i primi, forti dubbi – il re è nudo! – la folla, dicevo, abbatte le transenne dell’addormentamento mentale, esce dal recinto entro il quale era stata costretta e imprigionata la sua intelligenza e interrompe i giochi di guerra. Ferma i contendenti, li fa scendere da cavallo e chiede loro di riservare le proprie energie per combattere vincere la guerra vera che minaccia la comunità: quella fra un nuovo Medio Evo deteriore che – a difesa delle caste del privilegio – vuole sopravvivere a se stesso difendendo una tradizione che conserva la cenere sotto la quale non c’è più alcun fuoco; e un Nuovo Rinascimento che al contrario lotta per la nascita di una Nuova Civiltà, per un Nuovo Modello di Crescita, che vuole far divampare nuovamente  un grande fuoco  dalle braci che covano, ancora ben vive, sotto la cenere dei propri bracieri. La folla è schierata e chiede loro di schierarsi. Ma seriamente, non per gioco.

Una campana! … Che è? Si chiamano a raccolta le genti? Chi ha un ferro l’affili? No, è solo la mia sveglia … mi ero dimenticato di silenziarla … il mio sogno viene bruscamente interrotto. Mi alzo e – ancora in vestaglia – lo ritrascrivo sul mio blog … prima che vada perso.

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LE PROSSIME ELEZIONI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2013 @ 9:56 pm

Detto altrimenti: la scelta

Ero aiuto istruttore sezionale di alpinismo della Scuola di Alpinismo Bartolomeo Figari del  CAI- Sezione Ligure, Genova. In vacanza in Val di Non, avevo l’appuntamento nelle Dolomiti di Brenta con un mio compagno di cordata che avrebbe dovuto arrivare da Genova per una settimana di arrampicate. Io partii  dal Grostè: sacco molto. molto pesante. Rifugi Tuckett, Brentei, Pedrotti alla Tosa. Arrivato. Ma il mio amico non venne. Non c’erano ancora i telefonini. Feci qualche scalata in solitaria.

La via “normale” alla Torre di Brenta

Un giorno conobbi una ragazza, bionda, anche lei sola,  che mi disse di aveva scalato il Campanile  Basso per la Via Fehrmann (un diedro di quarto grado sup., esposto e faticoso) etc. . Mi fidai e le chiesi di legarsi con me, che pure ero senza compagno di scalata, per una salita che scelsi – per prudenza – molto facile: la via normale alla Torre dei Brenta: un secondo grado con un tiro di corda di terzo. Detto, fatto. Siamo all’attacco della parete, io parto. Parete verticale ma molto, molto bene appigliata. Procedo velocissimo. Mi assicuro con estrema facilità e le do il via. Lei parte e dopo pochi metri mi grida di trattenerla sulla corda. Allarme rosso: farsi tirare da secondo di cordata su un secondo grado? No buono. Ma ero in ballo. Balliamo. Arriva il tiro di terzo grado, un po’ più delicato. La lego ad uno spuntone, ben assicurata,  e riparto. Dopo circa 30 metri mi grida di sorreggerla! Era a sua volta partita senza avvisarmi! Ed io ero su appigli non proprio comodi e men che meno  a mia volta ero assicurato! La fortuna aiuta gli audaci (e gli incoscienti). Riesco ad assicurarmi e quindi a fare assicurazione a lei. Arriviamo in vetta con molto ritardo. Mi dice:”Guarda che una guida, mio amico, mi ha suggerito di scendere per questi camini, non per la normale. E’ meglio”. Ecco, dopo avere sbagliato una prima volta, tanto era la voglia di uscire da quella situazione, che commetto un secondo errore: mi affido nuovamente a chi mi aveva messo nei pasticci. I camini: stretti il giusto, ok, ma. Ma umidi, svasati e di roccia friabile. La calo di peso. Quando tocca a me, devo scendere facendo una faticosa opposizione con gli avambracci, stando attento a non smuovere le numerose pietre in bilico sul fondo del camino, che sarebbero diventate proiettili per lei che stava sotto. Arriviamo in fondo, in piedi nella crepaccetta terminale. Mi rilasso. Lei, felice, si mette a correre per il nevaio senza slegarsi. Dopo che ebbe percorso 40 metri, io fui sbattuto dalla corda contro al neve dura e compatta della crepaccetta! E poi dicono che gli uomini preferiscono le bionde!

Morale:  per uscire da un problema  non ti affidare a chi in quel problema ti ha messo.  Capito mi hai?

N.B.: il “tiro” di terzo grado è dopo la seconda cengia, verso la vetta, diagonale verso destra.

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IO SCRIVO MOLTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2013 @ 1:48 pm

Detto altrimenti: “Tu scrivi molto”, mi dicono alcuni amici …

Ed io rispondo: voi acquistate ogni giorno uno a due quotidiani. Ascoltate più giornali radio e telegiornali. Decine e decine di articoli e di informazioni. Leggete molti titoli, pochi articoli. Nel mio blog invece, solo qualche articolo al giorno. Argomenti ben evidenziati in neretto. E voi, miei lettori da 20.000 contatti al mese – mese più, mese meno, durata media di ogni “lettura”: 9 minuti -  voi potete scegliere ciò che più vi aggrada, leggere o meno, commentare o meno. Gli argomenti?

Si dice: nessun partito rispecchia interamente le mie idee. Allora le soluzioni sono tre:
1) non andare a votare (soluzione sconsigliata vivamente);
2) votare per il partito che porti avanti, fra i tanti altri, l’obiettivo che più vi sta a a cuore. Nel caso mio, l’Europa, gli Stati Uniti d’Europa (soluzione vivamente consigliata);
3) costituire un partito nella speranza di divenire “necessario” ai grandi partiti in caso di risultati quasi paritetici fra i blocchi maggiori. Soluzione possibile solo per alcuni. Essa viene adottata da chi è affetto ad una nuova malattia, la “scilipotite” (soluzione moralmente sconsigliata).

Si dice: chissà se un qualche partito si è posto fra i suoi obiettivi di far cessare la moda delle norme retroattive e dell’inversione dell’onere della prova (“ti dico che sei un evasore: dimostrami il contrario”).

Si dice: pensionati esclusi dal redditometro, se hanno la sola pensione. Dopo una IMU che non si sapeva quanto si sarebbe pagato (sul principio della incertezza del diritto), ecco ora, sulla base dello stesso principio, un redditometro che viene ri-governato da circolari ministeriali. Circolari, non leggi. Que serà serà, cantava la bionda Doris Day …

Si dice: ma ‘sti politici, ritoccano, correggono, limano … ma una visione d’insieme … per noi … mai?

Basta così, sennò mi dite che scrivo tanto! Comunque fateci caso: quando il tempo è bello, scrivo meno (perché vado a sciare in inverno e in bicicletta in estate).

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BICI UISP TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2013 @ 8:36 am

Detto altrimenti: Trentinbici, il Trentino dei Trentini e dei … trenini!

Bici UISP – Unione Italiana Sport Per tutti, biciuisp.tn@hotmail.it – slowbiketrento.xoom.it – cell. 331 8370070

Alles zusammen …  nach Verona !

Dai, venite a trovarci, per e mail o sul sito! E poi iscrivetevi: pochissimi “euri” l’anno, il costo di qualche caffè! Siamo un gruppo di Trentini doc e non doc, tutti pedalatori con giudizio, assolutamente non competitivi, che ci facciamo delle bellissime gite giornaliere e non, secondo temi prestabiliti. L’anno scorso il tema erano “i corsi d’acqua” e noi abbiamo pedalato lungo l’Adige, il Danubio, il Delta del Po, la Laguna di Venezia, la Val Pusteria, la Val Venosta e la Valsugana. Abbiamo “navigato a pedali” lungo il Noce in Val di Non, siamo scesi sino a Lienz (A) e sino a Cortina d’Ampezzo, etc. etc.. Insomma, 17 giorni di gita per complessivi 1.000 km sociali. Poi ognuno di noi ha pedalato le sue ulteriori kilometrate individuali!

Il 19 gennaio si è tenuta la nostra Assemblea Ordinaria ed abbiamo approvato il programma 2013, che “pedaleremo” lungo le sedi delle ex ferrovie: “Dalle rotaie alle due ruote”. Vi cito solo alcune gite: in Liguria sul mare sino a Sanremo; la Dobbiaco-Cortina – Logarone – Belluno; la gita lungo la ex ferrovia Pontebbana con “sconfinamento” in Croazia! Uaaooo! Le bici che usiamo sono soprattutto mtb. Vi sono anche city bike e – se non sono previsti sterrati – qualche bici da corsa. Per le nostre trasferte talvolta prenotiamo un bus con bici al seguito, oppure utilizziamo la ferrovia con camioncino bici separato al seguito. I nostri “hotel”? Spesso ostelli, ormai non più solo per “giovani” ma anche per “giovanili”.

La nostra velocità media di gruppo? Direi 20 km/h, tenendo conto delle molte fotografie che scattiamo lungo il percorso. I più sportivi arrivano prima e aspettano i fotografi.

Nel nostro gruppo la “quota rosa” è più che rispettata … anzi, dovremmo iniziare a preoccuparci della “quota azzurra”! Tanto per cominciare, il nostro Presidente è “la” Presidente Monika Giacomozzi.

Ecco, vi ho detto. Ora a voi l’iniziativa ” to joint us”, di unirvi a noi: sarete i benvenuti!

2012 : non solo “lungo” i corsi d’acqua!

P.S.: v. foto a fianco

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VARIE ED EVENTUALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2013 @ 8:23 am

Detto altrimenti: sfogliando la carta stampata (Post n. 500! Il n. 1 è del 6 dicembre 2011)

1 – Svizzera ed evasione fiscale (19.1.2013: 24 Ore pag. 17 – Corsera pag. 6).
Tanto tuonò che piovve! Era ora! Italia, USA, Germania stanno definendo con la Svizzera come evitare che faccia da sponda agli evasori fiscali. ma la grande novità è che la UE, per bocca del suo Commissario Semeta, diffida gli Stati a stipulare accordi bilaterali (e diversi, n.d.r.) con la

Elvezia il tuo governo … d’un popolo gagliardo leggi fiscali offende

Svizzera, in quanto l’UE punta ad un sistema unico per lo scambio automatico di informazioni e per la definizione di un unico accordo sulle cosiddette misure equivalenti per il trattamento fiscale dei redditi da risparmio dei non residenti 8in Svizzera).
L’UE prosegue: se entro sei mesi non so otterranno “risultati concreti”, l’UE potrà assumere “misure difensive” ed inserire la Svizzera nella black list dei Pesi non “certificati” ai fini delle transazioni finanziarie.
In miei post precedenti disegnavo un progetto. I have a dream: scrivevo che si creino gli USE – Stati Uniti d’Europa, ci si accordi con gli USA e si crei una comune frontiera chiusa ad ogni tipo di relazione con i paesi che non dimostrino di avere adottato le nostre regole quanto a diritti civili ed umani, finanza, fisco, banca, sicurezza sul lavoro e rispetto dell’ambiente.

2) ILVA – 24 Ore 19.1.2013 pag. 2. Il Governo in campo per salvare l’ILVA. Ho già esposto più volte la mia idea, e cioè non accettare di essere costretti a scegliere fra due mali: il sacrificio di posti di lavoro o la salute dei cittadini. Andate a cercare la mia proposta.

Cimoli in Alitalia: inaugura il volo diretto Roma … Zurigo!

3) ALITALIA. DANNI ERARIALE. Corsera citato, pag. 42. Finalmente! la Corte dei Conti chiude l’indagine si 17 amministratori, presidenti, consiglieri, dirigenti della compagnia di bandiera fra il 2001 e il 2007, accertando un (preteso) danno  erariale da loro mala gestio per tre miliardi di euro. Gli interessati sono tati invitati “a dedurre” le loro ragioni entro 60 giorni. Ove tali ragioni non fossero non accolte, costoro saranno citati in giudizio. Fra gli interessati spicca il nome di tale Cimoli (chissà dove nel frattempo ha depositato le decine di milioni di euro “guadagnati” – si fa per dire – in Alitalia e in FFSS …). Tutti costoro sperano nella prescrizione. Noi cittadini no.

 

A’ Iurà, che ce vo’ fa’? T’ha detto male …

3) LA QUESTIONE MORALE – Corsera citato, pag. 23. Uno scandalo al giorno leva il Paese (Italia, co fondatore dell’UE) di torno (dall’UE). Rispetto alla Grecia ce la stiamo cavando perché non siamo 12 milioni, bensì 60. Altrimenti … con i nostri scandali ed evasioni fiscali avremmo già “sforato” …. Il prefetto ed il vice capo della polizia di Napoli, i consiglieri regionali della Lombardia, i tesorieri dei partiti, il sindaco di Parma, il prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato. Ecco, quest’ultima non deve passare alla storia solo per le finte lacrime davanti ai morti della casa dello studente, ma anche perché è indagata per gli appalti Finmeccanica.La commissione antimafia? ma qua’ commissione? Ce ne vuole una antiscandali!

Per oggi basta così. Facciamo largo ai vostri commenti.

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