IL TRENTINO: BELLO ANCHE FUORI STAGIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Novembre, 2012 @ 4:53 pm Detto altrimenti: una breve gita, quasi improvvisata
Era tanto che non ci andavo, al Lago di Tovel. Ho voluto andare a salutarlo, prima delle “grandi nevicate†che si preannunciano per quest’anno.
Per i non Trentini, provenendo da sud, uscite dall’autostrada del Brennero a Trento sud, imboccate la superstrada verso nord, direzione Val di Non.
Poco dopo il termine della quale, sempre in direzione nord, troverete segnalato il bivio Lago di Tovel. Da Trento, circa 50 minuti. E’ già splendida la valle che dal paese di Tuenno conduce al lago, a circa 1180 metri di altitudine, nel territorio del Comune di Tuenno, nel Parco Naturale Adamello Brenta.
Infatti siamo a ridosso delle propaggini nord del Gruppo Dolomitico del Brenta. Fino alla metà degli anno 60, un’alga, la glenodium sanguineum, durante la stagione calda colorava di un rosso intenso le sue acque (foto di repertorio). Ora l’alga continua ad essere presente, ma “non ce la fa piùâ€. Peccato.
In ogni caso Tovel è sempre splendido. In ogni stagione. Io ve ne lascio qui qualche testimonianza, di come era negli anni ’60, di come era nell’ottobre appena trascorso e di come l’ho trovato oggi , 3 novembre (3 foto di Edoardo Pellegrini) dopo le recenti nevicate dei giorni scorsi: un po’ malinconico, un po’ misterioso, affascinante sempre.
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MOSCA – VLADIVOSTOK
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Novembre, 2012 @ 8:30 amDetto altrimenti: molto di più che la “Transiberianaâ€
Alle scuole medie ci hanno insegnato …. sapete ragazzi, questa ferrovia attraversa tutta la Russia, migliaia di km … Ma non basta. Quanti di voi hanno presente che Vladivostok si trova ad una latitudine minore della Costa Azzurra (cioè è più vicina all’equatore edi quanto non lo sia la Costa Azzurra), ma che, nonostante ciò, nonostante la latidudine, Vladivostok e ancor più le vivine vallate dei fiume Amur ed Ussuri sono “Siberia” e in inverno vi si raggiungono temperature di -30, -40 gradi? Quanti che la città è più vicina all’Australia che a Mosca? Quanti che la città si trova in un cuneo di Russia fra le propaggini della Corea del Nord e della Cina, di fronte alle isole settentrionali (Hokkaiddo) del Giappone e di fronte alla famigerata isola prigione russa staliniana di Sachalin?
No, non voglio impartirvi una lezione di geografia o di geopolitica. Il fatto è che ho letto un libro “importante†dal titolo “La tigre†di John Vaillant, Ed. Einaudi. La tigre, la tigre siberiana, coda compresa (lft, lunghezza fuori tutto, si direbbe con termine nautico) può arrivare a 4,5 metri. Altezza anche 1 metro, peso sino a 300 kg. La testa ha le dimensioni di un torace di uomo adulto. La coda, quella di un nostro braccio. La zampa lascia sulla neve un’orma pari ad un “Borsalinoâ€. Da ferma, salta in alto sino a tre metri o scavalca d’un balzo una strada statale. Pensate, un cane pittbull alle mascelle esprime una forza pari a 500 kg. Ora immaginate un pittbull di 300 kg! Le mascelle della tigre sviluppano una pressione di 70 kg/cm quadrato! Fate voi …
Ma non è delle tigri che voglio parlarvi, ma della Russia, la quale nei confronti dei suoi abitanti è stata una vera tigre siberiana, stritolandoli, sbriciolandone le ossa come se fossero biscotti per neonati. Prima con gli Zar, poi con lo stalinismo con i suoi genocidi di massa, poi con l’oscurantismo dei vari “muri di Berlino†esterni ed interni, ed infine con i Nuovi Zar, gli arricchiti, i predatori dei beni comuni, gente che in pochi anni ha costituito un club di 19 persone che figurano fra le 100 più ricche della terra.
Tutto questo visto da una città e soprattutto dai paesi della zona, distanti 9000 km da Mosca, da paesi, o meglio, dai piccoli villaggi sorti ai bordi della taiga, la foresta siberiana, casa della tigre, appunto.
Non c’è mai stata fine al peggio, per quella gente. Il libro lo descrive bene. Si, c’è anche una trama, ma non è un romanzo, è una storia vera. Ma la trama è un po’ come il tronco abbastanza spoglio dal quale si dipartono rami rigogliosi: la descrizione della flora, della fauna e del clima della zona, l’analisi della “psicologia†delle tigri siberiane, la descrizione della foresta, della vita di chi ne trae sostentamento ma soprattutto la rappresentazione di come le evoluzioni (se di evoluzioni si può parlare, visto che normalmente al termine si attribuisce un significato positivo!) della politica centrale di Mosca abbiano influito soprattutto negativamente sulla vita già durissima e primordiale di quelle popolazioni. Ma non basta. Quelle zone di confine, dimenticate dalla madrepatria, sono state “colonizzate” e depredate da una sorta di moderno imperialismo, quello cinese, che le ha spogliate di tutto: delle foreste, delle tigri … di tutto. Tuttavia ora pare che Mosca si sia ricordata di questo suo confine …
Il sottotitolo del libro recita: “Un’avventura siberiana di vendetta e di sopravvivenza”. Ora, se per una tigre ferita può ben essere anche “vendetta”, per le popolazioni ferite dalla Madre Russia più che di vendetta parlerei di “rivalsa”, di “necessario e giusto riequlibrio”, di “risarcimento dei danni subiti”. Sopravvivenza, invece, va bene per tutti i due: per la tigre e per la gente della Siberia.
Perchè ho voluto scrivere questo post subito dopo quello “anti-Mitt Romney”? E’ semplice, per una questione di “par condicio!”
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A MITT ROMNEY
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Novembre, 2012 @ 10:00 amDetto altrimenti: “Come l’Italia? Certo, se non fate i bravi, se non votate per me, diventerete come l’Italia!”
Eh no, Caro Mitt, se io fossi americano,  waere Ich nicht mit Mitt sein, io non starei con Mitt! Gli Americani. Per carità , vi sono grato perché senza di voi forse la seconda guerra mondiale …. Quindi, per questo, grazie! In ogni caso è innegabile che anche voi avevate il vostro bravo interesse a fermare e vincere la guerra al di fuori del vostro continente. E poi, quei Giapponesi e quei Tedeschi! Se avessero vinto loro la Coca Cola a la bomba atomica l’avrebbero fatta loro …
Mitt, dai … lascia stare l’Italia … Già , perché innanzi tutto la “tua†America te l’abbiamo scoperta noi. Mica ci sei andato tu su una caravella verso l’ignoto, che poi le tre caravelle di Colombo erano una caracca (la Santa Maria) e due sole caravelle, la Pinta e la Nina. Tanto per la precisione, sai, io sono un velista!. E poi tu, dai … che nel tuo Paese la cosa più vecchia che avete sono le pantofole della nonna! Dai, che la Grecia e l’Italia sono state la culla della civiltà mondiale occidentale! Un po’ di rispetto, diamine!
Si, è vero, ora l’Europa è un po’ in crisi, “fra i quali†(direbbe Renato Pozzetto, non lo conosci? Male, male …) anche l’Italia. Non lo nego: Abbiamo problemi morali, finanziari ed economici. Quelli morali ognuno si prenda cura dei suoi. Voi i vostri li avete risolti al tempo della strage dei cattivi indiani che assaltavano le diligenze ma che per fortuna “arrivavano i nostri†a sciabolarli e che tutti i ragazzi nei nostri cinema parrocchiali – anni ’50 – saltavano esultanti sulle sedie e che però i nostri  parroci (tutti “repubblicani”) tagliavano la pellicola se due innamorati si baciavano sulla bocca. I vostri problemi morali li avete risolti anche in Vietnam, a Guantanamo etc.. Quindi è inutile che io insista oltre.
Quelli economici quindi finanziari? Mapperlamorddiddio! Sin dai tempi del’  “incidente” (?) nel quale morì Enrico Mattei avete dimostrato la vostra apertura verso di noi quanto alla disponibilità delle risorse energetiche, le uniche in allora, cioè il petrolio. E la finanza, poi, dai … che dire? Con le vostre agenzie di rating fate il bello ed il cattivo tempo, ed il bello lo fate anche se dopo una settimana viene una tempesta (Parmalat e le vostre belle banche cui avete dato AAAAA o forse anche qualche A di più, dai, non facciamo i tirchi … e poi dopo una settimana sono fallite!). Sai come si dice qui da noi? “Cui prodestâ€â€¦ah già che tu non sai il latino … te la traduco … l’espressione vuol dire “ a chi giova tutto ciò?â€. A pensar male … gli Italiani che mi stanno leggendo mi capiscono. A tuo esclusivo vantaggio completo la frase: “A pensar male … si fa peccato ma si indovinaâ€.
Ora però noi in Europa costituiamo la ERA – European Rating Agency (il cui motto sarà “ERA ORA”) con il solo compito di valutare le tue agenzie di rating. E vi ciulliamo, una buona volta! E i vostri mutui sub prime? Qualche tua banca è fallita, eppure tu avevi insegnato loro come si fa a non fallire, ma non tutte ti hanno ascoltato. Avevi detto loro: si fa così, la banca n. 1 manda in giro i suoi scagnozzi a erogare mutui con garanzia ipotecaria anche a chi non ne aveva bisogno e/o non aveva la possibilità di pagare le rate. Raggiunto un bel pacchetto di mutui, la banca n. 1, che ha erogato 1.000, vende il pacchetto alla banca n. 2 per 1005. La banca n. 2 incrementa in pacchetto di 200 ed alla fine ha pagato 1000+5+200 = 1205. Essa vende il tutto alla banca n. 3 per 1215. E così via, l’ultima banca, per non restare con il cerino acceso in mano, “cartolarizza†il pacchettone finale che nel frattempo ha raggiunto quota 5000, cioè lo fraziona in 1000 titoli di credito da 5 cadauno che vende a 1000 piccoli risparmiatori. Poi i debitori originari non pagano le rate, le loro case vengono pignorate e messe all’asta, nessuno se le compera. I debitori originari perdono la casa. I creditori finali perdono i loro risparmi. Le tue banche, quelle brave, quelle che ti hanno dato retta, hanno “guadagnato†(guadagnato?). Mi domando: ma perché tutte le tue banche non ti hanno dato retta?
Caro Mitt, è vero, noi abbiamo avuto Silvio, ma consentimi, allora io sull’altro piatto della bilancia io ci metto un Giorgio Napolitano, un Giorgio La Pira, un Alcide Degasperi, un Aldo Moro – scegli tu – e poi vediamo da che parte pende la bilancia!
Come l’Italia. No, non ci diventerete mai! Mai perché i barconi del terzo mondo non riusciranno mai a traversare i due oceani che vi proteggono. Da noi si, ci riescono, e noi li accogliamo. Chi dice bene, chi dice male, ma in tanto noi ci facciamo carico delle conseguenze negative di un imperialismo militare ed economico che è stato anche nostro, solo da ultimo però, in minima parte e che poi nemmeno ci siamo riusciti … mentre la maggiore responsabilità è dei seguenti Paesi, nell’ordine: ……… No. non li elenco per non gettare benzina sul fuoco. Se vuoi ripassare questa parte di storia, ti suggerisco la lettura di un bel libro, scritto da un tuo professore universitario, Daniel R. Headrick, dell’Università di Chicago (USA): “Il predominio dell’occidente – Tecnologia, ambiente, imperialismo†Ed. Il Mulino, €20,00, US$ … non conosco il cambio di oggi.
Headrick non è “un comunistaâ€, né un negro, né “un Italianoâ€. Italiano? Per quanto … anche Cristoforo Colombo, Enrico Fermi, Fiorello la Guardia,  Antonio Meucci (Antonio Santi Giuseppe Meucci Firenze, 13 aprile 1808 – Staten Island, 18 ottobre 1889, “quello che” Bell gli ha rubato il brevetto) erano Italiani, o no?
Un’ultima cosa. Lì da voi i democratici si chiamano così perché sono democratici. E i tuoi “repubblicani†forse anelano ad una “repubblica non democratica� Fammi capire. Infatti poiché le Repubbliche da che mondo è mondo, dovrebbero essere democratiche (leggiti riguardo “La Grecia di Atene†di Luciano Canfora, un altro italiano, ma insomma…. Dirai tu. Chissà se lo hanno tradotto in inglese .. pardon … in americano) o me lo spieghi o cambiate il nome al partito.
Dai, Eccellenza …
… non mi stare in cagnesco
per questi pochi scherzucci di dozzina,
non mi gabellare per anti USA
perché metto i birboni alla berlina …
Non la conosci la poesia? E’ “Sant’Ambrogio†di Giuseppe Giusti. Un altro Italiano … ! Cheppalle!
Comunque, come si fa qui dalle nostre parti a un pescatore o a un cacciatore che sta per andare a pesca o a caccia, per la tua elezione che dirti se non “Auguri, Mitt! Auguri!â€
A SILVIO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Novembre, 2012 @ 8:28 amDetto altrimenti. Ganz kurz … proprio corto, questo post!
Silvio, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieto e pensoso, il limitare
d’agon politico salivi?
Silvio (edizione 1994, non 1984, quello era Orwell … però … a pensarci bene …) fra le tante, tantissime promesse, dai, almeno una mantienila: dì al tuo successore che se non riduce a 300 i deputati e a 150 i senatori gli togli la fiducia!
Più corto di così, un post, cosa volete mai?
MOBILITA’ IN TRENTINO – Prima puntata: la sosta delle auto, magari attivando le Comunità di Valle
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Novembre, 2012 @ 3:45 pmPrima puntata? Già perché in post separati ed eventualmente anche in modo “raggruppato†tratterò per alcuni singoli aspetti i seguenti diversi tipi di mobilità :
1. delle auto sul territorio provinciale (prima puntata, cioè questa)
2. pedonale all’interno della città 3..dei lavoratori pendolari
4. autostradale
5. ferroviaria
6. intermodale
7. aerea
8. sciatoria
9. ciclistica
10. velica
Le auto passano il 90% della loro vita ferme, posteggiate …
… quindi, apparentemente in modo paradossale, se vuoi muoverti bene, devi potere disporre di ottimo sistemi di sosta e parcheggio. E’ un po’ come il vecchio si vis pacem para bellum …
… ed allora parliamo dei sistemi della sosta e del parcheggio!
Al riguardo, anche qui il primo problema – nella maggior parte dei casi – non è la costruzione di nuove strutture di parcheggio – peraltro talvolta necessarie – o l’ampliamento indiscriminato delle aree di sosta a pagamento su strada, ma è un corretto sistema di informazione interattiva fra un sistema centralizzato delle infrastrutture esistenti e l’utenza, oltre che l’adozione di una politica tariffaria ragionata.
Il che spesso non avviene, quindi abbiamo spazio per operare, per migliorare. Due esempi? In un Comune il Sindaco “ordina†alla propria società comunale della mobilità di rendere gratuita la prima ora di sosta all’interno di un importante e centrale parcheggio interrato, senza tener conto che i ricavi della società derivano soprattutto dalla prima ora di sosta. Oppure, una società della mobilità impianta lungo le strade di accesso alla città cartelli elettronici per indicare la disponibilità dei posti auto solo nelle “proprie†strutture e non anche in quelle gestite da altri ma ugualmente importanti per l’utenza soprattutto turistica, per di più senza indicare la via di accesso e la distanza delle strutture da ogni cartello indicatore.
Sono stato recentemente in Veneto (5 milioni di abitanti), a Milano (1,7 milioni), a Roma (2,7 milioni) e a Parigi (2,2 milioni)
In Veneto ogni pochi km entri in un Comune diverso, ognuno dei quali ha tariffe della sosta diverse e parcometri diversi. A Milano e a Roma, l’80% dei parcheggi è sulla superficie ed il 20% interrato. A Parigi, il contrario! A Parigi, vi sono 16 linee di metropolitana, molte di bus, una funicolare (Montmartre). Tutto utilizzabile con un unico biglietto o abbonamento (per 3 giorni ho speso solo €21,5!). A Parigi, la massa della popolazione e dei turisti utilizza mezzi pubblici. Sulle strade non ho visto alcun ingorgo (!) il che significa che se vuoi puoi anche utilizzare la tua auto o il taxi senza passare mezza giornata bloccato nel traffico.
E in Trentino? Attivare le Comunità di Valle per servizi comunali della mobilità accorpati in un unico servizio intercomunale?
Infatti anche qui da noi abbiamo tanti Comuni, tante tariffe, tanti soggetti gestori. A causa della recessione, stiamo assistendo ad un sempre minor utilizzo delle aree blu di sosta di superficie, i cui ricavi sostengono l’equilibrio economico dei sistemi in struttura e potrebbero cofinanziare la realizzazione di nuove strutture interrate. Diminuiscono i ricavi del servizio. Quindi occorre diminuire i costi e nello stesso tempo razionalizzare l’organizzazione del servizio offerto all’utenza residente e turistica, evitando di aumentare i costosi investimenti in nuove strutture. Vengo al dunque. Quanti siamo qui in Trentino? Poco più di 500.000. Circa il doppio nell’intera regione. Orbene, a vantaggio dell’intera popolazione provinciale e a vantaggio dei suoi turisti (ma il discorso può essere automaticamente esteso alla regione) ecco la …
… prima fase del progetto
A livello provinciale/regionale si può organizzare un unico sistema di bigliettazione, nel senso di creare biglietti e tessere utilizzabili da residenti e turisti anche a tarfiffe differenziate, indifferentemente in qualunque area di sosta o struttura di sosta e parcheggio della provincia, assistendo il tutto attraverso un unico Gruppo di Acquisto Centralizzato delle apparecchiature ed un unico sistema centralizzato di telegestione, telecontrollo e assistenza tecnica, il quale gestisca anche l’indirizzamento delle auto verso le più idonee aree di sosta. Tutto ciò lasciando ciascun Comune e ciascuna società privata del settore libera di stabilire le proprie tariffe e garantendo a tutti la massima sicurezza nella trasparenza e legalità (fiscale) nella gestione del denaro contante!
I vantaggi della soluzione proposta
Risparmio nell’acquisto delle apparecchiature; minori costi gestionali; minori investimenti in nuove infrastrutture; maggiore comodità nell’uso del servizio per residenti e turisti; migliore efficacia del servizio; minore traffico indotto dalla ricerca del posteggio; migliore immagine del territorio trasmessa all’esterno; massima garanzia del rispetto delle prescrizioni fiscali.
Già , perché accade anche questo … non qui in Trentino, per carità … Io stesso ho avuto modo di constatare in una grande città di altra regione nemmeno confinante con la nostra, chiamato come fui da quel Sindaco a “fare puliziaâ€, come molta parte dell’incasso della sosta non fosse registrato, “ a vantaggio†della creazione da parte del gestore di fondi neri.
Seconda fase del progetto
E dopo che questo nuovo Sistema Pubblico sia stato attivato, magari sotto forma di SpA intercomunale, la SpA stessa – dopo che sia stata legata ai Comuni Azionisti da solidi contratti di gestione – potrebbe essere privatizzata in senso anglosassone del termine e cioè potrebbe essere venduta ai cittadini della provincia/regione e non ad un imprenditore. Infatti “privatizzare†in inglese (e in americano) si traduce con “to go public†cioè, andare verso il pubblico. In tal modo essa, società locale, avvalendosi del collegamento alla rete in fibre ottiche o internet, essendo interamenre privata, potrebbe liberamente operare anche fuori provincia/regione, stipulando contratti di gestione anche con realtà esterne, aumentando in tal modo il proprio fatturato ed utile a vantaggio del proprio territorio e dei propri azionisti d’origine e attuali (ad azionariato diffuso), cioè sempre a vantaggio di soggetti locali.
E le Comunità di Valle, che c’azzeccano?
C’azzeccano … c’azzeccano … magari facendosi pre-coagulatori dei “propri†Comuni … Soprattutto se ora – come sta avvenendo per le provincie nazionali – pare che a gestirle saranno i Sindaci dei Comuni partecipanti.
E quindi, e poi, ed allora …
E quindi, se non ora, quando? E poi, perché no? Ed allora, mi permetto di sollecitare commenti, critiche, opinioni diverse, condivisioni. Grazie.
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CREDITI DI CASSA E CREDITI DI FIRMA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Novembre, 2012 @ 7:55 amDetto altrimenti: finanziamento a case da gioco e a partiti politici
Credito di cassa: quando la banca o altro soggetto ti presta denari.
Credito di firma: quando qualcuno appone la sua firma o concede altre forme di garanzia, a garanzia di un prestito di cassa concessoti da altri.
Corsera 31 ottobre 2012, pag. 26. Si apprende che nel 2010 il governo (Tremonti? Il suo consigliere On. Deputato Avv. Marco Milanese?) stabilì che le concessioni del Ministero delle Finanze ad esercitare il gioco d’azzardo potevano essere date alle banche a garanzia di loro crediti di cassa a favore della stesse case da giuoco. Su queste basi di garanzia, successivamente una banca erogò 145 milioni di euro alla Società Atlantis del Signor Corallo (se ricercate fra i miei post, troverete alcune interessanti notizie su questi bei soggetti). Oggi il presidente di quella banca è indagato ed è agli arresti domiciliari per associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla corruzione privata. Si tratta di tangenti per 5,7 milioni di euro. A Milanese si chiede poi – fra l’altro – come mai le prenotazioni di auto e hotel a Montecarlo per assistere al Gran Premio di Formula Uno siano state fatte dalla segretaria di Corallo e non a suo nome e per suo conto dall’ufficio viaggi della Camera. Traduciamo: il cittadino lavora e talvolta risparmia denaro. lo versa in banca. La banca lo presta a chi gli “vende” il gioco d’azzardo. E’ un po’ come se noi cittadini con i nostri risparmi finanziassimo i commercianti di droga per i loro approvvigionamenti all’ingrosso in Colombia, per la successiva vendita al minuto della stessa ai nostri figli. Lo so, la mia è un’esagerazione, ci mancherebbe altro! Era solo per cercare di capirsi …
Il segretario di un primario partito politico ebbe a dire in TV: “Il nostro presidente rilascia fidejussioni alla banche le quali anticipano al partito il denaro necessario†(tanto poi arrivano dallo Stato rimborsi multipli di quanto sia stato necessario, n.d.r.). Al riguardo, mi domando:
• si tratta di un credito (sia pure “di firmaâ€) lecito oppure di un credito al di fuori delle purtroppo pur troppo generose previsioni di legge?
• Chi rilascia le fidejusssioni, percepisce poi una commissione?
• Questa illimitata disponibilità “anticipata†non fomenta poi la spesa facile?
• A quale tasso la banca eroga le sue anticipazioni?
Infatti non vorrei che questa operazione fosse un affare per tutti … tutti loro, s’intende, tranne che per tutti i cittadini contribuenti e per tutti gli altri partiti …
A pensar male …
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PREDAPPIO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Novembre, 2012 @ 7:14 amDetto altrimenti: c’ero anch’io …
C’ero anch’io, due estati fa. Ero in vacanza sulla costa romagnola. Più che per i bagni di mare, c’ero per le pedalate sui sette colli sopra Cesena (con “salitelle†del 15-18%, mica male! Provate a pedalare sulle rampe da Forlimpopoli a Polenta, la Chiesetta di Francesca, la Pieve S. Donato, qui, nella foto, quella dei “Paolo e Francesca†danteschi, poi ne riparliamo) e verso altre mete ciclistiche. Una di queste prevedeva l’attraversamento di Predappio. Infatti mi avevano assicurato che la strada non era molto frequentata dalle auto e quindi buona per i ciclisti. Partito in bicicletta da Forlì, verso Premilcuore, quasi al confine con la Toscana. 90 km fra andata e ritorno. Dopo 10 km di strada abbastanza trafficata (oltre, il traffico effettivamente diminuisce) raggiungo, per la prima volta nella mia vita, Predappio. Non mi fermo, non sento la necessità di una visita, di un “pellegrinaggioâ€.
Ecco, in questo senso – e solo in questo senso – dico che a Predappio c’ero anch’io. Non certo come chi, in questi giorni, ha ritenuto di celebrare a Predappio l’anniversario della marcia su Roma con sfilate in divisa nera, fez, gagliardetti, saluti romani, magliette X° MAS, etc.. La manifestazione, viste le previsioni di legge, non poteva essere stata autorizzata. La forza pubblica, almeno in TV, non si è vista. Probabilmente si è valutato (molto correttamente, n.d.r.) che, nonostante la palese violazione della legge, sarebbe stato meglio lasciar “sgonfiare†la manifestazione piuttosto che intervenire per impedirla, anzi, probabilmente, per reprimerla, provocando reazioni a catena nel Paese.  Tuttavia noto un particolare. In questo caso si è deciso (molto intelligentemente, n.d.r.) di non ricorrere all’applicazione puntuale della lettera della legge, bensì di superarne le rigide prescrizioni sull’altare di un comportamento saggio, prudente, discrezionale, per evitare danni maggiori. Questo comportamento torna a vanto di chi quelle istruzioni le ha impartite, assumendosi il rischio che questa sua decisione potesse essere tacciata di “omissione di atti e di fatti d’ufficio.
Tuttavia … tuttavia noto che in altri casi (Scuola Diaz di Genova), partendo da presupposti comportamentali ben diversi e non contrari ad alcuna prescrizione di legge, si è deciso di impartire alle Forze dell’Ordine ben altre direttive, senza tener conto dei gravi ed ingiustificati danni che si sarebbero arrecati a tanti innocenti ed inoltre senza considerare il detrimento che si sarebbe procurato in capo all’intero corpo di polizia di fronte agli occhi dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale. Per non parlare delle prevedibili conseguenze giudiziarie a carico dei responsabili. Alla Diaz si è persa l’occasione di comportarsi secondo la legge (la quale qui, sì che avrebbe dovuto essere rispettata alla lettera!), legge che certo non prescrive di manganellare studenti con le mani alzate o addirittura addormentati. Peccato!
Con l’occasione, mi permetto di sottoporre al giudizio dei miei lettori un’ulteriore sottolineatura, con riferimento a casi di tutt’altro genere, senza alcuna implicazione politica, casi in cui, diversamente dal “caso Predappio†la legge viene applicata con estremo rigore alla lettera. Quando? Quando, ad esempio, si processa un ladruncolo colto in flagrante furto di un oggetto del valore di 10 euro in un supermercato o delle monetine delle elemosine in Chiesa. Non che lo si debba permettere o tollerare, però forse, in questi casi, in luogo di un processo (fra l’altro, quanto costa alla collettività ?) potrebbe bastare una “lavata di capo†ed un paio di notti in guardina.
Termino. Voglio lasciare da parte i tre casi specifici che ho citato (Predappio, la Diaz, il ladruncolo) per portare il discorso su di un piano generale. Al riguardo, forse occorre porsi due problemi. Quello della riconoscibilità (esclusivamente e rigorosamente da parte dei suoi superiori e della magistratura) di ciascun agente di polizia che indossi casco e visiera calata, ad esempio attraverso la stampigliatura di un numero sul giubbetto. Il che ne aumenterebbe il senso di autocontrollo e di auto responsabilizzazione; e quello del rapporto fra rigidità della norma, discrezionalità della sua applicazione e discrezionalità nella irrorazione di pene alternative al carcere per i reati assolutamente “minoriâ€.
QUELLI CHE ….. cercano di analizzare i contenuti nascosti “dentro le notizieâ€
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Ottobre, 2012 @ 8:00 amDetto altrimenti: pensieri in libertà , che taluno magari vorrebbe … ai “domiciliari”
Pagare o non pagare (le tasse)? Questo è il dilemma …
Tanti, tanti anni fa. A Teheran. Stavo cercando di operare attraverso una SpA di mia costituzione a maggioranza azionaria italiana (cioè mia) e minoranza iraniana. L’ambasciatore Cottafavi mi aveva fatto i complimenti: infatti era la prima SpA nella quale gli Iraniani avevano accettato questo rapporto di forze (azionarie). Chiesi ad un primario avvocato tributarista del luogo come ci si dovesse comportare per assolvere ai doveri fiscali. Mi rispose: “Il problema non è come pagare le tasse, ma come non pagarleâ€. La frase mi sorprese e mi sconvolse tanto che mi è rimasta impressa sino ad oggi. Ed allora ecco, …
… come non pagare le tasse
Chi percepisce un reddito fisso è avvantaggiato, in quanto per lui il problema non si pone nemmeno! Che fortuna! Quanti pensieri in meno! Una vecchia canzone trasmessa alla radio negli anni ’50 recitava: “La vita è bella, te la devi goder. Se non hai nulla, non hai pure i pensier. Al chiar di luna è bello sognar e se amaro è il destino un bicchiere di vino fa tutto scordarâ€. Ma torniamo al tema. Per non pagare le tasse ci sono quattro diversi modi: legali, apparentemente legali, illegali, illegalissimi. Eccoli:
1) Utilizzare legittimamente al meglio le leggi esistenti. Questa non è evasione né elusione fiscale. Ci fu un tempo in cui la legge italiana, in caso di fusioni fra due diverse SpA, autorizzava l’utilizzo delle molte perdite di una società per compensare gli utili dell’altra, con il risultato che non emergendo utili non maturavano imposte in capo alla società che risultava dalla fusione delle due SpA citate. Questo è l’unico modo legale.
2) Costituire una SpA a S. Marino (o in altri luoghi similari), sulla quale fare transitare le fatture di acquisto della propria SpA italiana, e, variando opportunamente i prezzi delle merci, fare in modo che l’utile si formi in capo alla SpA sanmarinese, dove esso è tassato molto meno che in Italia. Questo sistema è apparentemente legale.
3) Fare in modo che l’utile sia distribuito frazionatamente su più persone, magari anche sui propri figli: invece di maturare in capo ad una unica persona fisica,: in tal modo si applicano aliquote inferiori e si “eludono†la tasse corrispondenti alle aliquote superiori. Anche questo sistema “appare†legale.
4) Falsificare i bilanci, tanto non è più un reato … al fine di lasciare nella SpA maggiori disponibilità finanziarie per effettuare maggiori investimenti nella stessa SpA. Questo sistema è illegale, ma almeno …
5) Eludere o evadere il fisco in qualunque modo, ma per di più dirottando in conti “neri†le disponibilità finanziarie “risparmiateâ€. Questo sistema è “illegalissimo†perché con le “disponibilità in nero†si può sviare il normale corso delle cose (stavo per scrivere “della democraziaâ€). Questo è il particolare che si trascura quando da parte di taluno si afferma che (trasmissione RAI 3 “Ballarò†di ieri sera) “quella sentenza è assurda: infatti, come si può pensare che una persona che paga 300 milioni all’anno di tasse si sia data da fare per eludere la misera somma di 2 milioniâ€. Ma io mi permetto di osservare: occorre esaminare cosa si fa poi di quei 2 milioni … Questo sistema è illegalissimo.
Le parole sono macigni (Don Milani, “Lettera ad una professoressaâ€). E anche i milioni di euro erogati con leggerezza, mi permetto di aggiungere …
Un nostro ministro dice : “I giovani in cerca di lavoro non devono essere ciusiâ€. Ciusi, forse dall’inglese to choose, scegliere, cioè non devono pretendere di fare troppi distinguo, di avere troppe possibilità di scelta, ma devono accettare di buon grado qualsiasi lavoro.
Un altro ministro ha un figlio, il quale di parole non ne ha dette, non è stato ciuso. In silenzio ha intascato 3,6 milioni di euro quale buonuscita per essere stato direttore generale di una primaria compagnia di assicurazioni per solo poco più di un anno. Si dice: ma così stabiliva il contratto, è una accordo fra privati, quindi per quanto riguarda i loro rapporti è legge.
Si, dico io, ma questi costi si scaricano sui premi assicurativi che tutti noi paghiamo ed allora è inutile che lo Stato cerchi di calmierare le tariffe anche rispetto ai costi delle compagnie se poi i costi galoppano incontrollati a briglia sciolta. E poi, oggi, è anche una questione morale …
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Grecia
Ne ho scritto nel mio post di ieri. Già tanti anni fa (35, ricordo perfettamente) in Grecia occorreva dimostrare al fisco come avevi potuto permetterti di acquistare un’auto. Cioè, già da molti anni v’era attenzione a che non si operasse con fondi neri. Ed oggi? Oggi in Grecia si arresta chi denuncia la violazione delle leggi e costituisce fondi in Svizzera, piuttosto che chi quelle leggi le ha violate. Oh tempora, oh mores!
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Tremitalia (sic, Tremitalia)
Nei post del 16 maggi e del 5 giugno, cercando molto umilmente di imitare tale D’Annunzio, assai più esperto creatore di neologismi più di qualunque altro al mondo,  creai questo nuovo termine “Tremitaliaâ€, con riferimento al “tremore†(ovviamente la mia era una voluta esagerazione) che ci assale di fronte a irrisolte e contraddittorie soluzioni tariffarie e del servizio in genere, nel senso che ci sarebbe stato da “tremare†ove ci si fosse voluti districare fra gli orari e le tariffe della citata società . Oggi il tremore è interno a quella società , infatti, “pare†che gli agenti della Squadra mobile di Firenze e del compartimento Polfer della Toscana abbiano eseguito 27 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di imprenditori e funzionari di Trenitalia, ritenuti responsabili di aver inquinato e truccato il sistema di appalti di Trenitalia Spa. Tra i reati contestati, corruzione, abuso d’ufficio e accesso abusivo alle banche dati riservate di Trenitalia. Le misure sono state eseguire in 13 province, tra le quali Milano, Torino, Pordenone, Prato, Firenze, Verona, Genova, Napoli e Bari. Nord, Centro e Sud: par condicio rispettata! Comunque l’intervento lo stavamo aspettando, sin dai tempi delle “lenzuola d’oro”, ricordate?
Sicilia
Riduzione della spesa pubblica. Una frase del nuovo Presidente Crocetta (Trasmissione RAI “Ballarò†citata): “Non può essere che un Consigliere regionale guadagni meno di un Direttore Generaleâ€. A parte che “chi lo ha detto?”, l’affermazione non è condivisibile. Infatti il primo è un amministratore pubblico eletto, operante non a tempo pieno, il quale può avere o non avere deleghe. Il secondo è un dipendente a tempo pieno con deleghe e precisi, complessi doveri operativi e gravi responsabilità previste anche dal Codice Civile. Pertanto l’affermazione del neo Presidente della Regione Sicilia è fuorviante. Si tratta infatti di un messaggio quasi subliminale, di una affermazione fatta “per inciso†(che purtroppo nessuno ha ribattuto in corso di trasmissione) e che – consciamente o inconsciamente – tende a sviare la mente dell’ascoltatore e di ogni cittadino dall’esame di cosa ci sia “dentro di essaâ€. Ecco il punto. Andiamo “dentro le coseâ€, andiamo a scoprire il significato più reale delle affermazioni e delle decisioni altrui. Ed anche delle nostre, ci mancherebbe altro.
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ASTENSIONISMO SICILIANO E TRENTINO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Ottobre, 2012 @ 7:35 amDetto altrimenti: elezioni siciliane e quelle per la Presidenza delle Comunità di Valle Trentine (CDV) e successivo referendum.
La forte percentuale di astensionismo riscontrata nelle recenti elezioni regionali sicule mi ha riportato alla memoria quella, analoga, che si riscontrò in occasione dell’elezione dei presidenti delle Comunità di Valle Trentine. Qui da noi (da noi, uso questa espressione perchè sto scrivendo all’interno di “Trento†blog) oggi molti criticano l’istituzione Comunità di Valle, in quanto ente non in grado di svolgere concretamente il ruolo di “capofila†delle mansioni intercomunali che la Provincia Autonoma sta delegando e “riunioni di Comuni, coordinati dalla rispettiva Comunità di Valleâ€.
Io mi permetto di sottoporre all’attenzione del lettore alcune sottolineature
1. Il loro nome. Piuttosto che “Provincia Autonoma di Trento†mi piace pensare di vivere all’interno della “Unione delle Comunità Autonome delle Valli Trentineâ€.
2. I “vecchi†Comprensori non si sono attivati abbastanza? Da sempre, e in ogni campo, se un sistema non funziona, è meglio creare un nuovo sistema e sostituirlo al vecchio, piuttosto che cercare di correggere il vecchio.
3. Nelle CDV sarà trasferito personale provinciale.
4. La creazione delle CDV può indurre molti Comuni a fondersi.
5. Il referendum abrogativo/confermativo delle CDV ha confermato le CDV. Quindi … “Deus vult, Dio lo vuole!â€
B) Nel senso che forse si sarebbe potuto operare meglio:
1. Forse, prima di istituire le CDV si sarebbe potuta allargare la politica provinciale di finanziamento e di incentivazione di operazioni di accorpamento di funzioni comunali, come è stato per le Polizie Locali, alcune delle quali, fondendosi, sono diventate Polizia Locale Intercomunale. L’incentivo avrebbe potuto essere esteso con gli stessi meccanismi anche in favore della riunificazione delle società comunali della mobilità e della sosta, tanto per fare un esempio.
2. Forse, si sarebbe potuto predefinire meglio le competenze e la dotazione finanziaria delle CDV.
3. Non si vede trasferimento di personale dalla provincia alle CDV.
4. Forse alla guida delle CDV non avrebbero dovuto essere ammessi “anche†i Sindaci dei Comuni interessati, ma “solo†i Sindaci.
5. Referendum abrogativo? Fallito solo per il meccanismo del “quorumâ€, ma la stragrande maggioranza dei votanti (100.000 su 110.000 …ricordo bene?) si espressa contro le CDV. Quindi … “Deus non vult, Dio non lo vuole!”
Riflessioni finali
Forse … forse se si fosse attuato quanto sub lettera “B†numeri 2, 3 e 4, l’assenteismo alle votazioni per l’elezione dei presidenti delle CDV e al successivo referendum abrogativo/confermativo sarebbe stato minore e quindi la situazione che ne sarebbe scaturita avrebbe avuto una maggiore valenza politica.
Nelle fasi di crescita, si decentra. In quelle di recessione, si accentra. Questa è una regola universalmente sperimentata e accettata. Noi stiamo vivendo una fase di recessione. Orbene, la CDV rappresenta sicuramente un tentativo di accentramento rispetto a ciascun singolo Comune. Rispetto alla provincia, è un accentramento o un decentramento?
P.s.: sono uscito di casa. Ho comperato il giornale (l’Adige). Leggo “Rivolta dei Comuni. La Provincia: Occorre dare più spazio ai Sindaci in merito alle gestioni associate”. In tal senso iniziavo ad esprimermi dal mio post del 21 dicembre 2011 (cfr. ivi )
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FORZA GRECIA, DAI CHE CE LA FAI … MA NON COSI’, PERO’ !
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Ottobre, 2012 @ 7:00 amDetto altrimenti: però anche la Svizzera …
La notizia
Atene, 29 ottobre 2012 – Il giornalista greco Costas Vaxevanis ha pubblicato sulla rivista “Hot doc” i nomi di 2059 correntisti greci della banca Hsbc che hanno conti correnti in Svizzera, nomi peraltro già trasmessi al governo greco dall’ex ministro delle Finanze francese Lagarde. Fra i nomi ci sarebbero due ex ministri greci. Le autorità greche sostengono tuttavia di non poter perseguire eventuali evasori sulla base di “informazioni ottenute in modo illegale”. Nonostante questa loro affermazione, esse hanno tuttavia proceduto ad un primo arresto: quello del giornalista, accusato di avere violato la privacy.
Il mio commento
Eh, no … così non va. Cara Grecia, non puoi “giocare†in questo modo con i miei soldi! Già , perché – se non altro – i soldi sottratti al tuo fisco sono miei. Miei, perché io pago le tasse qui in Italia. L’Italia contribuisce al fondo europeo salva stati, l’Europa ti elargisce sovvenzioni e tu consenti che questi denari, i miei, vengano sottratti al tuo fisco e portati in Svizzera. Come vedi io sono titolare di un “interesse legittimo†a protestare! O addirittura di un vero e proprio “diritto soggettivo†(domanderò al mio amico filosofo del diritto Hans Kelsen). Sai, questa estate sono andato a fare una pedalata in Svizzera. Ho avuto necessità di un po’ di contante. Ho prelevato 200 euro da un bancomat e sai cosa mi è capitato? Di riconoscere, fra  le banconote erogatemi dalla macchina, un biglietto da 100 euro che faceva parte della somma da me pagata al mio fisco a fronte del mio F24! Come avrà mai fatto quella banconota a finire in una banca svizzera? Te pudeat, Helvetia!
Se la si vuole riempire, prima di versare acqua (aiuti europei) in una vasca (la Grecia) occorre chiudere il foro di uscita sul suo fondo. Quindi, che l’Europa subordini l’erogazione dei propri aiuti alla Grecia (e a qualunque altro Paese) alla chiusura dei “fori†attraverso i quali questi aiuti si sottraggono alla loro destinazione istituzionale.
 La Svizzera: il fatto
Ammantata di perbenismo; di orologi precisissimi; di tanta buona cioccolata; di treni in orario; di una rete meravigliosa di piccoli coloratissimi trenini locali; di automobilisti che rispettano i ciclisti; di tanta attenzione ai problemi del rispetto della natura e dei limiti di velocità stradali; delle molte automobili in car sharing perchè è inutile riempire il paese di tante scatole di latta ferme lungo le strade; dei condomini dotati di locale lavanderia condominiale così l’appartamento può essere più piccolo e si risparmia; di un esercito permanente con richiami dei soldati ogni due anni, tanto per tenerli addestrati; dei militari che custodiscono legittimamente le armi in casa propria; ma soprattutto ammantata di tante banche e finanziarie compiacenti, … troppo compiacenti. Quo usque tandem, Helvetia, abuteris patientia nostra?
Le mie proposte: cara Svizzera ti scrivo …
…no, non ti vogliamo fare la guerra … ma capirai tu stessa che se tu continuassi a “fare da sponda†a chi con la sua evasione fiscale sta rovinando i nostri Paesi, dovremmo deliberare pesanti sanzioni a tuo carico per indurti a non essere più una collaboratrice “esterna†di questo tipo di delinquenza sociale e finanziaria. Uomo avvisato … In via subordinata, che noi quanto meno si abbia il coraggio e l’onestà di dire pane al pane e vino al vino e chiamare gli aiuti alla Grecia con il loro vero nome: aiuti alla Svizzera, visto che tu, Svizzera, lucri, guadagni e vivi sulla gestione dei fondi depositati presso le tue banche.
Et de hoc satis
E speriamo che di questo scandaloso arresto (scandaloso pe chi lo ha effettuato, non certo per chi lo ha subito) si tenga conto quando il nostro Parlamento dovrà esaminare la Legge bavaglio … per evitare che si debba dire anche al nostro Parlameno (… Parla-meno?  … no, volevo scrivere Parlamento, ma va bene lo stesso … ormai l’ho scritto): “Vos qoque, Patres Conscripti, vos pudeat!”
P.S.: Castigat ridendo mores! E non traduco a bella posta le frasi latine. Così qualcuno imparerà che deve smetterla una buona volta di affermare che lo studio del latino (e del greco) non serve a nulla! Eppopi eppoi, come diceva quella vecchia bella canzone di Toto Cotugno?
Lasciatemi sfogare
con la mia penna in mano
lasciatemi sfogare
scrivendo  piano piano.
Lasciatemi sfogare
perche’ ne sono fiero
sono un Italiano
un Italiano vero
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