ORIANA – UNA DONNA, di Cristina de Stefano, ed.Rizzoli

pubblicato da: Mirna - 2 Giugno, 2014 @ 4:20 pm

41sApb3-1mL._[1]Una biografia che si legge con interesse e  passione,  come appassionata era Oriana Fallaci. Di lei si può pensare benissimo, malissimo o un po’ dell’uno o dell’altro. Molte persone verso la fine della sua vita  la hanno criticata per le sue posizioni anti Islam. Certamente provocatoria. Sofferente. Ma coraggiosa, estremamente coraggiosa da riuscire a dire tutto ciò che pensava. E non solo. Il suo coraggio lo aveva sempre mostrato. Fin da ragazzina quando faceva da staffetta per la resistenza o come inviata di guerra, dal Vietnam agli altri punti caldi del pianeta.

Credo di aver letto tutti i suoi libri, mio padre me li regalava appena venivano pubblicati. Lui la adorava, avendo un carattere da toscanaccio, come lei!

Da Il sesso inutile, Penelope alla guerra,  Niente e così sia, Intervista con la storia,  Un uomo, ecc.

Una grande donna racchiusa in 1,56 cm e 42 kg.

Dalla sua nascita a Firenze nel 1929 alla sua morte nel 2006,  la bravissima Cristina de Stefano ci racconta – e sembra quasi con la sua stessa voce – la vita di una grande giornalista scrittrice.

Oriana, scrive e racconta spesso, che non voleva imitare la sua adorata mamma, voleva vendicarla cioè non avrebbe voluto che le donne diventassero sempre una “schiava del marito o dei figli“. E certamente lei ce la mette tutta per studiare,riuscire nel lavoro, essere la più brava,  ed essere coraggiosa – virtù suprema dell’uomo -.

E’ libera, intraprendente, senza peli sulla lingua. Indimenticabili le sue interviste ai potenti della terra.

Ma le sue fragilità emergono quando si innamora.

In questa biografia ripercorriamo le sue più importanti storie sentimentali dal suo  grande amore per il  giornalista francese Francois Pelou a Alekos Panagulis e altri, forse meno importanti. Leggiamo del  dolore per la perdita del suo bambino  in Una lettera a un bambino mai nato.

Avrebbe voluto vivere per sempre Oriana e  ed “essere disubbidiente” Dice che per lei

essere disubbidiente significa stare all’opposizione. Per stare all’opposizione bisogna dire la verità. E la verità è sempre il contrario di ciò che viene detto”

Bellissimo libro.

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UN’ALTRA DONNA di Harriet Lane, Giunti ed.

pubblicato da: Mirna - 1 Giugno, 2014 @ 7:42 am

cop[1] (4)Che dire di questo romanzo d’esordio  di Harriet Lane, giornalista free lance?

Di scorrevole lettura e adatto a quando si viaggia perchè non impegna ma nello stesso  tempo  cattura. Vuoi sapere che cosa farà la protagonista, la scialba Frances, un’insignificante impiegata di redazione che  soccorre una donna intrappolata in un’automobile rovesciata. Vuoi sapere come riuscirà a intrufolarsi nella famiglia di  Alice e perchè vuole diventare un’altra donna, questa Alice dal talento per la felicità. E soprattutto come farà ad  entrare nella sua  ricca famiglia,  essere amata da suo marito, famoso ed affascinante scrittore, suscitare la complicità dei  due figli adolescenti.

Passo dopo passo senza azioni eclatanti ma con una paziente scalata Frances riuscirà a diventare ciò che Alice era e che lei aveva intuito in quella breve conversazione  avuta  nel bosco accanto all’auto.

Per pochi istanti ho sentito la sua voce e ho saputo subito, ho saputo quasi tutto quello che c’era da sapere di lei. La facilità, la comodità e il senso della sua vita.”

Personaggio agghiacciante che scruta, osserva, pianifica senza farsi accorgere. E che raggiunge con freddo calcolo e  senza fare  errori ciò che ha deciso di essere.

 

 

 

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Tra un libro e l’altro… un tuffo a Milano

pubblicato da: Mirna - 30 Maggio, 2014 @ 5:23 pm

 La grande città immersa in una luce di primavera inoltrata, piena di cantieri , voci, confusione. Qualche taxista ce l’ha con l’amministrazione e questi lavori, altri sperano nella riuscita dell’Expo. Mi piace parlare con loro per tastare il polso degli abitanti.

Poi parlo con i miei amici ospiti  che hanno votato come me e che hanno anch’essi speranze per il futuro.Mise MILANO e Penelopi maggio 14 001

E ci godiamo le giornate di mostre, concerti, incontri.

Mise MILANO e Penelopi maggio 14 006Palazzo reale e  Gustav Klimt. Salomè, Adamo ed Eva, il bellissimo Girasole del 1907, ritratti, paesaggi, la riproduzione dell’originale “Fregio di Beethoven” esposto nel 1902 a Palazzo della Secessione a Vienna…un percorso unico alla scoperta di un artista diventato mito.

L’energia della città, il sole, i fiori nelle case delle amiche, una spumeggiante energia che ci fa ritrovare insieme a chiacchierare, mangiare, ascoltare il concerto di Stefy all’Umanitaria. Incontro con  vecchi amici e risate nel ricordare i tempi passati  che rifioriscono proprio in queste occasioni.

I libri mi accompagnano sempre, ma in alcuni momenti è la nostra vita che si scrive.

E dopo il concerto il rinfresco nel verde  tra i tavolini bianchi. Un piacere. E ridere e scherzare con Piero Meli che mi conosce da sempre.

Mise MILANO e Penelopi maggio 14 041La ricchezza dell’amicizia da coltivare come le orchidee di Maristella o le rose di Marina, le carissime Mise MILANO e Penelopi maggio 14 018amiche milanesi che hanno condiviso con me i miei primi palpiti d’amore per mio marito, il naufragio della Fulvia C, il lavoro sulle navi e  nella moda parigina , gioie e dolori.

Riprendere il nostro filo amicale senza interruzioni di spazio o tempo è facile, consolatorio, lieto.

 

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AGATHA RAISIN E LA GIARDINIERA INVASATA, di M.C. Beaton

pubblicato da: Mirna - 23 Maggio, 2014 @ 7:50 am

cop[1] (3)Delizioso romazo giallo che si svolge naturalmente in Inghilterra, tra Londra e la campagna. E precisamente in un villaggio pieno dei soliti personaggi che curano il proprio giardino, organizzano tè  e scambiano volentieri pettegolezzi.

Siamo negli anni Settanta e la protagonista, novella Miss Marple, è una donna di mezza età, dal fisico robusto, non bellissima, ma sicuramente piena di verve e di carattere. Da poco inseritasi nella vita di Carsely  ne è diventata parte integrante e importante. La sua abilità nello scoprire gli esecutori di piccoli e grandi crimini la rendono preziosa per l’ispettore di polizia Bill Wong.

La signora Bloxby, la moglie del pastore,  la ammira  per la sua ruvida  forza e cerca di aiutarla nella nuova passione per la cura dei giardini – in vista anche di un concorso –  che sta intrigandola dopo che nel villaggio è arrivata una certa Mary Fortune abilissima giardiniera. Soprattutto perchè questa nuova arrivata, avvenente e quasi perfetta in tutto (sicuramente rifatta , pensa la protagonista) sta insidiando  James Lacey l’attraente vicino di casa con  il quale Agatha ha instaurato una particolare amicizia , sebbene non  contraccambiata nel modo desiderato.

Iniziano ad accadere fatti strani: chi rovina le rose nel tal giardino, chi avvelena i pesciolini rossi del  vecchio signor Spott, chi scambia i cartellini delle piante fatte arrivare di nascosto da Agatha che non ce la fa a coltivare il giardino, ma che vuole vincere ugualmente il concorso del giardino più bello?

E chi soprattutto “invasa” a testa in giù  nella serra  la bella  Mary ?

Agatha si attiva con il suo amico Billy Wong e con sua grande gioia è anche  aiutata dal suo “amato” James Lacey. La vicenda si alterna a cene, tea party e bevute nel pub più alle rapide e superficiali   riflessioni personali di Agatha sul senso della sua vita.

Ma tutto è leggero e sdrammatizzato e persino gli omicidi fanno sorridere.

Lettura rilassante, divertente, ironica. Tipica di questi libretti rossi editi da Astoria.

E a proposito di libri.

Nell’ultimo incontro al Controvento abbiamo parlato di “Fiaba d’amore” di Antonio Moresco applaudito al Salone del libro di Torino,Gruppo lettura 12 maggio 14- 001

arton61266[1]“Il vecchio pazzo vive su un angolo di marciapiede. Forse è stato un uomo importante, con molti mezzi. Un tempo, ma nessuno lo sa per certo. La ragazza bellissima lo prende, lo lava, se lo porta in casa, lo ama. Dura, la nuova vita felice del vecchio pazzo, un tempo limitato, come nelle favole. Come fu graziato, così un giorno viene abbandonato di nuovo, finché la ragazza bellissima non si pente del suo gesto…

Favola d’amore di Antonio Moresco è una ‘favola’ visionaria e sensuale, dolce e crudele, profondamente dentro la vita, meravigliosamente oltre la morte, dalla penna di uno dei più grandi scrittori contemporanei.

Da leggere anche  The Master,

Quinto romanzo dell’irlandese Colm Tóibín, The Master è ispirato alla vita del grande scrittore Henry James, ormai considerato il fondatore e Maestro riconosciuto del moderno romanzo psicologico.

Tóibín concentra la narrazione sui quattro anni della vita di James che vanno dal 1895 al 1899, gli anni che nella famosa e monumentale biografia di Henry James scritta da Leon Edel vengono definiti treacherous years (“anni traditori”), anni di delusione e di profondo malessere spirituale.”

Gruppo lettura 12 maggio 14- 004E rileggere Le ultime lune di Furio Bordon che Alfonso reciterà in autunno. E chi non ricorda l’interpretazione di Marcello Mastroianni ?

Anna Maria sta leggendo anche “Storie di cani” e Riccardo un bel libro a fumetti

Maestri dell’orzo”

nel corso di 150 anni, attraverso imponenti sconvolgimenti storici quali due guerre mondiali, l’industrializzazione e una crisi finanziaria senza precedenti, si susseguono cinque generazioni protagoniste dell’impero Steenfort, inossidabile marchio della birra belga. Passione, determinazione e lotte per il potere tra i vari eredi della dinastia di mastri birrai sono il “fil rouge” che lega gli otto volumi della serie, finalmente in Italia nella versione integrale in due tomi. Un’appassionante saga familiare dal sapore inconfondibile.”

 

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UN UOMO DISPONIBILE di Hilma Wolitzer, ed.Feltrinelli

pubblicato da: Mirna - 19 Maggio, 2014 @ 4:30 pm

41GOjqouSkL._AA258_PIkin4,BottomRight,-46,22_AA280_SH20_OU29_[1]Un uomo come tanti, Edward Schuyler, insegnante sessantenne, un po’ stempiato,  appena rimasto vedovo . Sta elaborando con dignità il lutto per la perdita del suo grande amore, la donna che gli ha portato  i due  figli da un  precedente matrimonio e  che lui ama come  suoi. E proprio questi figli adulti che lo amano più del loro vero padre non tollerano che si rinchiuda in se stesso, che soffra e che viva malinconicamente di ricordi. Fanno dunque pubblicare un’inserzione

Uomo di scienza. Colto e gentile, stempiato ma attraente. Nostro padre, rimasto vedovo, è l’uomo ideale per la donna giusta”

Comincia così una divertente “caccia” all’uomo nuovamente disponibile. Il desiderio di non restare sole, di condividere la vedovanza, o l’abbandono: tutto ciò spinge un nutrito gruppo di donne a rispondere all’annuncio.

Nel frattempo anche i cari amici di Edward cercano di farlo incontrare con donne sole, ma lui ne è un po’ spaventato. Prova e riprova, ma sempre con un senso di colpa  e con poco entusiasmo. Finchè non si imbatte per caso nell’amore di gioventù, quella tale Laureen che lo aveva piantato in asso sull’altare.

Ebbene grazie a lei ritorna a sentirsi giovane e vivo, ma non c’è più quel certo non so che che lo farebbe decidere a risposarsi nuovamente.

Questo romanzo è un inno all’ottimismo e alla speranza di rifarsi una vita anche nella mezza età, e Edward riuscirà dopo un po’ a trovare la donna giusta per lui. E pensare che ce l’aveva sotto gli occhi…

Non solo ironico e leggero questo romanzo dell’ottantenne Hilma Holitzer, ma equilibrato tra le malinconie, le  delusioni e le sorprese liete6963653191700ad8956e92.L._V376860985_SX200_[1] della vita. “Mescola il dolce e l’amaro con abilità e accuratezza”

Hilma Wolitzer nata nel 1930 vive a New York. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio per la letteratura dell’American Academy of Arts and Letters.

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LIBRI TRA I FIORI

pubblicato da: Mirna - 16 Maggio, 2014 @ 10:24 am

Libri tra i fiori 053Luogo gioioso, luogo intriso di bellezza e profumi. Siamo nella fioreria Detassis, in via Torre Verde  60, FD BLUMEN dove Nicola e Marta ci accolgono tra rose, garofani, peonie, orchidee  e margherite. Sedie e un tavolino che si ricopre di libri. Luogo ideale per leggere e parlare di fiori e giardini. C’è un’atmosfera primaverile, chiara, leggera, un certo non so che che ci unisce al verde e ai colori dei fiori.

Che ci fa riconoscere un legame ancestrale tra noi e i fiori, quasi una somiglianza nella loro bellezza e caducità; e nella loro  pienezza del momento, del loro splendore  si identifica il nostro Libri tra i fiori 013carpe diem che può e deve essere gioia, meraviglia del momento. Bellezza.

.

E noi sorridiamo con i nostri libri circondati da fiori e  dal  sommesso rumore che Nicola e Marta fanno mentre preparano bouquet, decorazioni per matrimoni, con una sorta di religiosa concentrazione nel toccare, avvolgere, sistemare steli e e foglie.

Quando Daria legge da “Confesso che ho vissuto” di Pablo Neruda, la descrizione del bosco cileno nella sua intensità e sanguigna bellezza,  Marta si commuove. Ricorda la sua terra ed  DSCN0371allora ci spiega con ardore e con passione  che cosa sono  i fiori citati dal poeta.

Aveva ragione Confucio che dice che in una casa non dovrebbero  mai mancare fiori e libri, libri e fiori.

Tutto ciò porta al sorriso, alla pienezza della mente e dei sensi. Ripenso a Edith Holden, una giovane signora inglese che riempiva le sue giornate solitarie vagabondando per la campagna e annotando con frasi, poesie e disegni tutto ciò che vedeva,  tutto ciò che la Natura in ogni stagione ci offre. “Il diario di campagna di una signora inglese del primo novecento”. Chissà se si troverà ancora. E’ un libro- chicca  da sfogliare in ogni mese dell’anno  “Poi veniva la fata di Maggio, la più leggiadra fanciulla in terra”…verso di Spenser.

Per Raffaella  assente, leggo versi di William Wordsworth, un poeta del Romanticismo inglese. Fiori danzanti i narcisi, i Daffodils ” …allora. il mio cuore si colma di piacere / e danza con i narcisi”.

Non poteva mancare il bellissimo libro di Beatrice Masini “Tentativi di botanica degli affetti“, finalista del Premio Campiello,  di cui ho parlato anche l’anno scorso. Maria Teresa ci legge alcuni brani: stiamo parlando  di una giovane donna del primo Ottocento, acquarellista provetta, chiamata a ritrarre il patrimonio botanico di un  gentiluomo-poeta lombardo.

Libri tra i fiori 031Da Pessoa a Pascoli , da Leopardi a Sylvia Plath con la sofferente poesia dedicata ai “Papaveri in luglio” : “Piccoli papaveri, piccole fiamme d’inferno, /non fate male?/  Guizzate qua e là. Non vi posso toccare./…E mi estenua il guardarvi così guizzanti,/ rosso grinzoso e vivo, come la pelle di una bocca.”…

E Alfonso ci legge un passo dello Zibaldone dove Leopardi descrive la sofferenza della Natura calpestata e ferita dall’uomo.

Libri tra i fiori 036La “quota azzurra”, Riccardo e Alfonso, ci recitano una bellissima canzone friulana che parla della stella alpina.

Goethe, Peyrone, Rimbaud, Elizabeth von Arnim con il  “Il giardino di Elizabeth“, Elsa Morante nel finale de “La storia”…abbiamo parlato per due ore in una cornice che ci tratteneva e nella quale si era tentati di abbandonarcisi.

Intanto Nicola e Marta, alacri amanti dei fiori, creavano e disponevano garofani bianchi e Libri tra i fiori 027verdolini, girasoli, peonie e gerbere e intervenivano sapienti a spiegarci la storia di ogni corolla.

Luogo d’armonia e bellezza. Di serenità a colore.

Dobbiamo tornarci.

Grazie ragazzi!

 

 

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Poesia in Biblioteca. “Sopra le nuvole” di Nadia Nicolodi

pubblicato da: Mirna - 13 Maggio, 2014 @ 7:32 am

presentazione N.Nicolodi Mattarello 9.5.14 003Piacevole entrare nella Biblioteca di Mattarello dove il giovane bibliotecario dagli occhi azzurri ci mostra con orgoglio gli scaffali pieni di libri. Ci dice che ogni giorno vengono fatti ottanta prestiti e che l’ambiente è confortevole e invitante.

Si vede. Ed è quindi con piacere che qui presento il libro di poesie di Nadia NicolodiSopra le nuvole”, ed.Ibiskos

Scrivere sottolinea la vita e la espande. Sia che si scrivano diari, lettere, riflessioni, racconti, presentazione N.Nicolodi Mattarello 9.5.14 013blog…e poesia.

Il linguaggio alto per eccellenza? Ancor di più. La poesia è la metafora della nostra vita e per il suo immediato impatto emotivo e immaginifico ci porta verso  il Tutto. Persino  una breve poesia può racchiudere un mondo.

Stupore / nella notte buia /due occhi neri/ buoni/ e scanzonati/ mi seguono. / La notte / nera e sola / è la sola /amica nostra.

Conosciamo in questi versi la Nadia adolescente nella quale attesa, disperazione, gioia si mescolano in contraddizioni tipiche dell’età

E’ infinita la lista / dei contrari: Impariamo a leggerla./ scrive nel 200o.

Nella scelta delle sue parole troviamo sempre la  convergenza verso il punto imprescindibile del suo sentire.  L’empatia con la natura, il suo incarnarsi nel fluire della vita medesima fanno apparire il suo vissuto come una parte pulsante di un cosmo che può essere bellezza e 4094832[1]bruttezza, coralità e solitudine, felicità e dolore.

Ma sempre al di là della Balaustra dell’eterno l’infinito cerca e trova monadi in divenire

Essenziale per l’infinitezza/ è accompagnarsi ad ogni e a tutto/, frugare e trovare/ sempre/ nuove vite in fieri.

Da “Immensità“

In Nadia la poesia arriva improvvisa, nel dormiveglia o in un momento di stasi,  come  in  “Estate assolata“  quando  è come travolta dalla forza del  creato

“Assopita/sostieni/sguardi sensuali:/scendi sentieri/stupendi:/Sostando/sospiri silenzi.

E le parole sgorgano in allitterazioni, consonanze, suoni onirici ed evocativi.

Nadia Nicolodi ha sofferto, soffre, ma non è mai stata abbandonata dalla Poesia, sua compagna complice di una vita

La mia vita/ è stata confusa/ disordinata./ L’ho vissuta /a pieno,/portata avanti/ dalla timidezza / e dalla bontà / d’animo. /Nelle presentazione N.Nicolodi Mattarello 9.5.14 016mani /alla fine/ non porto frutti/ ma solo/ fiori:/

bucanevi, genziane/botton d’oro/stelle alpine. “

Ed è ciò che ci ha offerto con la lettura delle sue poesie nel caloroso incontro con amici e colleghi.

Fiori ed emozioni. Amicizia, condivisione, stupore.

Ed anche deliziose pizzette, dolcetti e vino…

 

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Amore per la Patria, la Famiglia, l’Avvocatura di Piero Dina

pubblicato da: Mirna - 9 Maggio, 2014 @ 10:53 am

 Piero Dina 001Quando tempo fa ricevetti in dono il libro dell’avvocato Piero Dina o meglio di Piero, il mio caro amico, ne fui  onoratissima.

Non solo io, i suoi familiari, amici e colleghi l’avevano ricevuto, ma  anche il presidente Napolitano lo teneva  con cura sulla sua scrivania.

Ricordo che iniziai a leggerlo un tardo pomeriggio e non riuscii a smettere se non a sera, divertendomi e commuovendomi  perchè se conoscevo molti episodi della sua vita, molto di  più profondo e intimo mi veniva svelato dalle sue parole scritte.

Avrei voluto mettermi subito al computer e scriverne sul mio blog.

Ma rimasi bloccata : Amore per la Patria, la Famiglia, l’Avvocatura mi sembrò un testo troppo importante per scriverne tra le recensioni dei miei romanzi.

Ma Piero mi ha chiesto di farlo.

Trovo quindi il coraggio di scrivere ciò  che la lettura delle sue parole e della sua vita, ha prodotto in me.

Conosco Piero da quasi quarant’anni, so della sua importante carriera nell’avvocatura, so che persona stimata sia a Milano, a Roma e nel resto d’Italia e d’Europa.

Per me  è Piero, il grande amico  sempre attento e generoso, la persona vera che  si spogliava delle sue cariche onorifiche per diventare il compagno di cene, di preparazione di pollo al canapè, di risate gioviali, di racconti di ricordi dolorosi e commoventi.

Sapevo del suo grande affetto per la famiglia. Ho sempre ascoltato con vivo interesse tutto ciò che riguardava il padre, il fratello Primo caduto in guerra,  ma vedere stampate le foto della famiglia Dina mi ha commosso profondamente.

Testimonianze preziose in questa autobiografia, da non perdere, specialmente in questi tempi di aridità, individualismo sfrenato, mancanza di valori.

 

“Il tuo papà ti guarda. Fa’ che egli sia sempre contento di te”

Che bella la foto del Colonnello Riccardo Dina.

E come assomiglia a suo figlio !

Scrive Piero

“Tutta la vita, in qualsiasi mia decisione, ho tenuto presente questa esortazione e tenacemente cercato di rispettare”

Ripeto:

questo è un libro prezioso non solo per me che sono una sua affezionata amica, ma per chi lo conosce,  per i suoi familiari e aggiungerei… per le generazioni a venire.

 

L’amore per la Patria non è un assioma obsoleto, è un cardine della vita di un individuo.

Chi ama la Patria amerà anche gli altri e il rispetto della libertà altrui, dei propri doveri e diritti, chi ama la Patria è una persona completa, vera , giusta.

 

Ecco che cosa mi piace sottolineare dell’avvocato Dina,  del mio amico Piero: egli è una persona giusta.

Di lui ci si può fidare. Ed io come amica sua e di Maristella ne ho prove continue. Sapere che  a Milano c’è Piero Dina mi conforta, mi fa sentire protetta.

Scrive Piero che proprio l’essere diventato orfano precocemente lo ha obbligato a prendersi cura degli altri, dell’adorata mamma, dei fratelli più piccoli, di tutti i suoi cari.

Ma io credo che ciò sia stampato nel suo DNA:  è un uomo grande, non solo per la sua statura, ma grande d’animo. 

In alcuni suoi versi giovanili recita:

“Siccome per poco dobbiamo campare,

sussidio arrechiamo ai nostri vicini:

non li spingiamo ad affogare

e anche se costa un po’ di disagio

suvvia salviamoli dal loro naufragio!”

Nelle sue poesie...ovvero peccati di gioventù …come li definisce lui troviamo molto della sua indole, della sua storia, del suo amore per gli altri, per i genitori, i fratelli, la nonna:

“Cara, Tu fosti dolce ed affettuosa;

solo agendo con generosità

hai conosciuto la felicità

nella tua vita lunga ed operosa.

Ecco da dove attinge la sua forza Piero Dina, dagli esempi della sua famiglia, esempio che lui ha trasmesso  e continua a trasmettere ai figli e ai nipoti.

Non per niente Dina o dine è una voce internazionale tratta dal greco dynamis, forza.

 

Carissimo Piero, io sono onorata della tua amicizia, del tuo affetto, della tua attenzione per me e per Stefania.

Tu e Maristella siete – come ripetiamo spesso – i nostri angeli custodi.

Questo tuo libro che  è sempre in bella vista sul mio tavolino (faccio come il presidente Napolitano!)   è un dono importante, una testimonianza vera, onesta,  un aiuto per essere migliori.

Verso gli altri, la famiglia, il lavoro.

 

“V’è a Milan, ed abbastanza in centro,

una costruziòn che riempie di mestizia:

le fu dato il nome di Palazzo di Giustizia,

ma non tutti san che vi succede dentro!”

 

Meno male, mio caro Piero, avvocato Dina (con la toga stai benissimo, sei bello! – mi permetto di scherzare perchè lo facciamo spesso) che hai frequentato spessissimo il Palazzo e con incarichi importantissimi e  che hai potuto spesso raddrizzare le storture.

Tu sai che io sono una profana in tante cose, ma mi picco di essere un’apprendista conoscitrice dell’animo umano. 

Ciò che ho conosciuto in te, lo ribadisco, è un uomo  “per tutte le stagioni”, un uomo integerrimo, un amico fidato, un giusto, una roccia…e  ciò si evince  nei  tuoi versi giovanili che sembrano essere il filo conduttore della tua esistenza

 

“Se uno è triste e abbattuto,

disperato e senza coraggio,

e già reputa tutto perduto,

…che cosa ha da far, sventurato,

se incontra ostacoli duri? …

Superarli” è la chiara risposta.”

 

“Devo amare

la sincerità,

dare ascolto

alla sana moral,

ai principi giusti ed

onesti?”

La tua vita è una risposta affermativa a tale quesito.

 

Un abbraccio, carissimo Piero. 

Sono fiera, onorata  e felice di esserti amica.

Mirna

.

 

Piero Dinapres06[1]

Presidente dal 2009 ad oggi

Piero Dina é nato a Roma nel 1924. Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Milano, ha esercitato per decenni la professione forense e quella di pretore onorario. Il suo operato si è distinto per l’equilibrio costante, la profonda competenza e la forte autorevolezza.

Con umanitá e sensibile attenzione ai problemi sociali piú acuti del nostro tempo, dedica da decenni le sue  energie all’opera di recupero dei tossicodipendenti.

La sua esperienza di vita é riassunta nel volume “Amore per la Patria, la Famiglia, l’Avvocatura”, dato alle stampe nel 2012.

Piero Dina ha ricevuto la “Medaglia d’Oro di Benemerenza Civica” nel 1991.

 

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SOPRA LE NUVOLE , poesie di Nadia Nicolodi

pubblicato da: Mirna - 7 Maggio, 2014 @ 7:43 am

4094832[1]Abbiamo già conosciuto Nadia Nicolodi al gruppo di lettura del Controvento qualche tempo fa.controvento 10.2.14 005

Ne abbiamo apprezzato la sensibilità e la particolare vena poetica. Conoscere più a fondo una poetessa o una  poeta come si preferisce dire oggigiorno è una opportunità da non perdere.

La poesia è il linguaggio alto, simbolico che racchiude squarci di vita in poche parole epifaniche. Aiuta chi le scrive e illumina chi le ascolta.

Mi è stato chiesto di presentare il suo libro ed io ne sono lusingata.

Leggendo i suoi versi ho potuto conoscere a fondo una persona  sensibilissima, ricca e profonda per la  quale la poesia è sempre stata una parte essenziale del proprio  percorso di vita.

Venerdì 9 maggio alle ore 20,30 ci troveremo alla Biblioteca di Mattarello, via Poli, 6 (c/o centro civico)  per parlarne più a fondo.

Vi aspettiamo,

Mirna

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GLI ONORI DI CASA di Alicia Giménez-Bartlett

pubblicato da: Mirna - 2 Maggio, 2014 @ 5:18 pm
41QLy6jswgL._SY300_[1]L’ispettrice Petra Delicado e il suo aiutante Fermín Garzón in trasferta a Roma. È stata riaperta una vecchia indagine le cui tracce portano proprio in Italia. I due sono ben contenti della novità. Si tratta di una storia che parte da lontano: un facoltoso imprenditore di Barcellona, Adolfo Siguan, con un debole per le giovani prostitute, rimane vittima di una coppia diabolica, che lo narcotizza per svaligiargli l’appartamento e finisce per ucciderlo sfondandogli la testa. Con l’arresto di Julieta, la ragazza che ha adescato Adolfo, e la morte violenta del suo protettore, il caso pare ormai chiuso, anche se la ragazza giura che non è stato il suo uomo a commettere il delitto ma un misterioso italiano scomparso nel nulla. Passano cinque anni. L’ancor giovane vedova della vittima, che non è mai stata persuasa dall’esito delle indagini, ottiene la riapertura del caso. “
Insomma si tratta di un cold case che viene affidato alla nostra ispettrice Petra  che ormai, chi  legge questa autrice, conosce bene.
Donna autonoma, libera da conformismi e pregiudizi, forte (Petra), ma sensibile (Delicato).
Così oltre ai thriller ben congegnati che avvincono c’è il gusto di osservare come si comporta Petra, non solo come poliziotta, ma come donna. E’ ormai al suo terzo matrimonio, matrigna ben accetta di tre adolescenti, sempre stanca ma aperta al sapore della vita.
E la trasferta a Roma è un’occasione particolare, quasi “vacanze romane” per far luce sul complicato caso che sta seguendo coadiuvata in loco  dall’affascinante ispettore italiano Abate.
C’entra la camorra? E le tre figlie di Siguan c’entrano?  Paragonate spesso alle figlie di re Lear per le loro carattersistiche caratteriali.
Ma sopratutto in questi deliziosi romanzi  ci sono i dialoghi da commedia brillante che intercorrono tra Petra e il suo viceispettore Fermìn Garzòn “il ruvido e tenero suo Watson“. Talmente travolgenti, divertenti da farti dimenticare spesso la ricerca dell’assassino. Vorresti sempre “ascoltare” le loro schermaglie, la loro visione del mondo.  Insomma nei romanzi della Giménez-Bartlett è come ci fossero due generi: il giallo e l’umoristico.
E che piacere tenere in mano questi libretti blu: le dimensioni giuste per portarli in borsetta, per sfogliarli con facilità
…chissà se Grazia che tiene  in perfetto ordine nella sua biblioteca tutti  libri di questa autrice (e che ne è un po’ gelosa!) mi permetterà di leggerli la prossima estate!!!

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