FIAB TRENTO IN BICICLETTA NELLE VALLIÂ DI LANDRO E PUSTERIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Giugno, 2015 @ 6:39 amDetto altrimenti: albo signanda lapillo, ovvero …Â Â organizzata dal fiabbino Roberto Fronza … Â Â (post 2093)
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… giornata rara, da contrassegnare con un lapillo bianco il quale, come si sa, è rarissimo! Noi soci Fiab Trento siamo 190. In questa gita ieri eravamo in quaranta, ovvero in numero pari a quello delle bici che può trasportare il rimorchio del pullman. In pullman fino al Lago di Landro, in vista del Monte Cristallo (verso Cortina d’Ampezzo). Indi si scende per 11 km per facili sterrate fino a Dobbiaco. Da qui, ciclabili asfaltate Dobbiaco – Villabassa con sosta per  passeggiata Kneipp nel parco Kurpark, pranzo al sacco. Si riparte, ciclabili quasi tutte asfaltate fino a Brunico. Km. 43 .
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Si riparte verso e fino a Vandoies (tot. Km 63).
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Qui l’unica nota non del tutto positiva: lungo la ciclabile Brunico-Vandoies si incontrano alcuni “strappi†abbastanza ripidi che mettono in qualche difficoltà gruppi familiari con bimbi, ciclisti itineranti sovraccarichi di bagagli, ed anche qualche ciclista “normale†come noi, soprattutto se non molto allenato. Peccato … la pista ciclabile dovrebbe essere più omogenea: questa volta siamo noi Trentini che abbiamo “bagnato il naso†ai Sud Tirolesi. Infatti sulle nostre ciclabili delle Valli Di Fassa e Fiemme questi strappi anomali sono stati eliminati!
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A Valdaora, festa paesana per la locale Chiesa, con i valligiani nei loro costumi tipici.
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Le foto? Ne ho tante, di Adriana, Rina, Edoardo e mie. Non potendole pubblicare tutte, non vi dico chi ha scattato queste qui …
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Domenica prossima, tutti dal Pordoi a Molina di Fiemme. Sempre in bici, naturalmente!
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Good Bike a tutte e a tutti e … chi non è (ancora) iscritto alla Fiab Trento, Presidente Guglielmo Duman, lo faccia (adbtrento@libero.it – www.slowbiketrento.xoom.it) ! Vi aspettiamo a b…ici aperte!
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MUSICA IN TRENTINO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Giugno, 2015 @ 6:03 amDetto altrimenti: sempre di qualità , sempre tanta, ma in questi giorni ancora di più … (post 2092)
Feste Vigiliane, S. Vigilio, patrono della città di Trento … tante manifestazioni a Trento, ma anche nelle altre città , ad altro titolo …
Trento: fra i tanti concerti ho scelto quello del coro S. Isidoro di Martignano, diretto dalla M.a Giacinta Dapreda (non me ne vogliano gli altri raggruppamenti, fra i quali il Coro di Lavis, pure bravissimi, dei quali non riesco a parlare dovendo fare delle scelte “editoriali†di spazio). Giacinta poi è un’amica, ed allora … Be’ ora che ho svelato il segreto, lasciatemi dire che Giacinta prepara, dirige e “vive†i “suoi†concerti. Musicista, cantante lirica, rapisce con la sua direzione gli ascoltatori ma prima di tutto se stessa. Il coro poi … insieme a lei … una sola cosa. Tutto questo nella splendida cornice di palazzo Thun, due sere fa.
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Ieri sera, invece, a Riva del Garda – e qui le feste Vigiliane non c’entrano – l’Associazione Amici della Musica (della quale il vostro blogger è tesoriere) ha tenuto uno dei suoi concerti in calendario nella sala auditorium del Conservatorio Bonporti : al pianoforte la bravissima sud coreana Yoon Hee Yang, vincitrice del Premio al Concorso Internazionale di Verona 2014. Ospitare quei vincitori è per noi ormai una prassi, iniziata nel 2013 con la vincitrice 2012 Elizaveta Ivanova (Liza, Russa); proseguita nel 2014 con il vincitore 2013 Mamikon Nakhapetov (Georgiano); e confermata nel 2015 con la vincitrice 2014.
Una nota: Yoon e Liza hanno avuto gli stessi insegnanti!
Yoon Hee Yang – chissà qual è il nome e quale il cognome – è nata in Korea del Sud nel 1985, è stata iniziata allo studio del pianoforte all’età di 5 anni dalla madre, è vincitrice di numerosi premi internazionali, ed è reduce da un concerto a Mantova.
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La vado a ricevere ieri a mezzogiorno alla stazione di Rovereto. Mentre la porto a Riva in auto, si guarda attorno ammirata. “How many mountains … how far from here the Switzerland is”? Ma quando, fatta l’ultima curva, appare His Majestic Lago di Garda, mi devo fermare per alcune foto!
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“A che ora il concerto?†“Alle 20,35â€. “So late” …  cos’ tardi, mi dice … in Germania (lei vive ad Amburgo) si comincia alle 19,00. E’ vero, confermo: me ne accorsi quando ero in Germania a studiare tedesco, alle sette del pomeriggio, in pieno sole, vedevo le signore “in lungo†recarsi al concerto! Paese che vai …
Al Conservatorio  a prendere confidenza con il pianoforte a coda. Lo guarda … ne legge la matricola … “E’ del 1930†dice. Indovinato. Per lei è importante conoscere il suo “partnerâ€: infatti in ogni pianoforte la parte meccanica, benchè revisionata e accordata, mantiene una sua caratteristica che va conosciuta e gestita dal musicista. Mi vengono in mente i miei colleghi ciclisti, sciatori e velisti: i migliori sono attenti ad ogni minimo particolate delle biciclette, degli sci e delle vele! E la nostra ospite è una “miglioreâ€.
La sera stessa, con la presentazione del Presidente dell’Associazione Prof. Franco Ballardini, il concerto:
- Claude Debussy (1862-1918): Estampes: Pagodes – La soirée dans Grenade –Jardins sous la pluie.
- Alexander Skrjabin (1872-1915): Deux Poèmes op. 32
- Maurice Ravel (1875-1937): La valse
- Frédéric Chopin (1810-1849): 24 Préludes op. 28
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Applauditissima, ci concede molto generosamente due bis: una Sonata di Scarlatti ed un vivacissimo  brano di jazz di un autore Ucraino. Quelli che se ne intendono (il Prof. Franco Ballardini, il M° pianista compositore Riccardo Giavina, il M° violinista direttore d’orchestra Giorgio Ulivieri, tanto per fare tre nomi) la giudicano eccezionale.
Dopo il concerto, una pizza fino alle 01,00 del day after, ovvero di questa mattina! (“Italian pizza are really the best, and italian women are really the most beautiful and uptodatedâ€. Thanks very much indeed for their account, both pizza and women!
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Io ho iniziato a scrivere questo post  cinque ore dopo la pizza, ovvero la mattina presto di oggi, il giorno successivo alla serata e la nostra amica Yoon fra un’ora, ovvero alle sette, parte da Riva del Garda per Venezia da dove volerà ad Amburgo per un altro concerto: vabbè la gioventù (Yoon è del 1985) ma non possiamo fare a meno di sottolineare anche questa sua grande energia e disponibilità !
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Yoon, we are waiting for you another time in Riva del Garda, but in this occasion take two or three days free for you just to enjoy our beautiful  town, lake and  mountains!
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FIAB TRENTO BIKE NEWS: IL BIKEBREAK DI FAEDO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Giugno, 2015 @ 5:40 pmDetto altrimenti: Fiab Information System, ovvero Fiab Onlus è anche questo!  (post 2091)
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Bikebreak: il nuovo Bicigrill, fra Mezzocorona (TN) e Salorno (BZ), poco a nord della confluenza della Val di Non in Val d’Adige
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“Intra Bolzan e Trento ora s’adima / area di sosta per fiumana bella / la quale co’ Tiralli ha sua confina”. Fiumana bella. Non è il fiume Entella cantato da Dante per indicare il confine fra Chiavari e Sestri (“Intra Siestri e Chiaveri s’adima una fiumana bella” … Purg. XIX),  bensì la “fiumana bella†dei tanti cicloturisti che percorrono la pista ciclabile della Valle dell’Adige, quasi al confine con il Sud Tirolo  ….
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Trentino, terra di monti, di laghi e sempre più anche Bikeland: infatti la nostra terra – grazie al Servizio Valorizzazione Ambientale della Provincia – dispone di centinaia di km di piste ciclabili “tirate a specchioâ€Â (come le piste da sci la mattina presto, quando – risaliti con la prima seggiovia, è un must! – le inauguriamo noi pensionati, noi che gli addetti alla manutenzione delle piste definiscono gli  “strazza pisteâ€). In Trentino poi vi sono molte associazioni ciclo turistiche (fra le quali la “mia†FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta:  clicca in internet www.slowbiketrento.xomm.it e correrai ad iscriverti!); moltissimi campioni sportivi di fama mondiale e, last but not least, ottimi biciglill.
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Infatti noi della Fiab – come ormai la maggior parte dei ciclisti, e cioè i ciclo-turisti – non facciamo le corse, bensì facciamo un tranquillo ed ecologico uso delle strade cittadine; pratichiamo la cultura dell’ambiente, dell’arte e della natura, l’educazione al reciproco rispetto e tanto, tanto cicloturismo. Ben vengano quindi i bicigrill: quello di Nomi, primo in Italia realizzato per nostra iniziativa; ed oggi l’ ultimo nato, lo splendido Bikebreak realizzato dalla famiglia di Emilio Pedron di Mezzocorona (TN), Socio Fiab, in località Cadino nel Comune di Faedo (TN), lungo la pista ciclabile della Valle dell’Adige, 40 km da Bolzano e 30 da Trento.
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Orbene, l’11 luglio 2015 Fiab Trento terrà a battesimo l’inaugurazione ufficiale del nuovo bicigrill!
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Dati tecnici
Coordinate geografiche per il GPS: Lat. nord 46°12’46,7” – Long. est 11°08’52”.- Superficie dell’area: mq 7.000, di cui 2000 ad orto, 3000 a prato e 450 coperti.
- Servizi offerti: bar; ristorante; doccia a gettone; officina bici; ricarica bici elettriche; (prossimamente noleggio bici anche elettriche); collegamento internet gratuito; esposizione di prodotti tipici locali  a max km 7 (prossimamente chiosco per vendita prodotti del proprio orto); cinque posti sosta per sistemi di mobilità di persone diversamente abili (intera struttura “sbarrierataâ€); pista per mtb per bambini.
Costruzione in legno non oltre il livello della pista ciclabile; edificio “green†(non usa combustibili fossili, bensì energie rinnovabili – solare e fotovoltaico).- Personale adibito al servizio della clientela: dalle 10 alle 13 persone.
- Lingue parlate: italiano, tedesco, inglese.
- Livello dei prezzi: per i bimbi, menù da €5,00- Per adulti, da €7,00 ad €15,00.
- Cucina: anche per ciliaci e vegani.
- Orario di apertura: dalle 08,00 alle 23,00.
- Contatti: www.facebook.com/bikebreak – www.bikebreak.it – emilio@bikebreak.it – cell. 348 5149508
E allora, Â ” Good Bike con Fiab!” Â a tutte e a tutti … e …iscrivetevi alla Fiab, dai … vi aspettiamo a b… ici aperte!
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LUDOPATIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Giugno, 2015 @ 4:57 amDetto altrimenti: dipendenza dal gioco d’azzardo: come curarla?    (post 2090)
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Trentino. E’ di questi giorni: un tale, affetto da ludopatia, scrive sul giornale: “Non prestatemi più soldi, perché io me lo gioco tutti alle macchinette mangiasoldi! Aiutatemi a guarire!†Ma allora, se queste macchinette infernali sono la causa di una grave malattia, perché non le vietiamo tout court? A pensar male … perché generano una mole enorme di denaro nero che poi va a finire … dove? Non si sa ma si sa … ma questa è un’altra storia. Maccome, direte voi,  “neroâ€? Se cliccate sul  blog le parole “colonnello Rapetto†e/o le parole “dove andranno a finire le monetineâ€Â avrete la risposta.
Ma a parte ciò, in attesa del “miracolo†della loro messa al bando, si potrebbe imporre che su ogni macchinetta sia installato uno schermo che in tempo reale indichi al giocatore il totale di quanto la macchinetta ha incassato e di quanto la stessa ha versato ai vincitori.
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Ora, poichè di fronte al gioco d’azzardo gli Italiani non sono intelligenti ma credono di essere furbi, quando un potenziale giocatore vedesse che la macchinetta ha incassato 1000 e versato in vincite solo 10, probabilmente sarebbe portato a dire: “Uei, raga, scialla (traduco: “Uei, ragazza, calmaâ€) mica sono fesso, io! A me mi (a me mi) non mi freghi! Ecchè, vuoi fare la furba proprio con me? Ma allora non hai capito con chi hai a che fare!â€. E non giocherebbe più, vantandosi con gli amici di “non essersi lasciato fregare”.
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O no? Forse non funzionerebbe, lo so, ma almeno ci sto provando, io, ad inventarmi qualche rimedio in attesa che lo Stato biscazziere rinunci ad usufruire dei proventi di una “imposta sulla malattiaâ€.
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IL MASO LIMAR0’
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Giugno, 2015 @ 7:57 pmDetto altrimenti: ne ho già parlato nei post n. 866 e 987, ma oggi … (post  2089)
.… oggi al Maso è stato presentato il libro “Maso Limarò†– Il fascino di un luogo rinato, a firma del Vescovo di Trento Mons. Luigi Bressan e della giornalista Silvia Gadotti. Limarò, da “Limesâ€, confine fra il Principato Vescovile di Trento e la Contea di Arco, si trova sul bordo di una Forra, un profondo canyon scavato dal Sarca che scende da Madonna di Campiglio, 6,5 km per 250 metri di profondità . Perché il Vescovo? Perchè il Maso è di proprietà di un Ente della Curia, presieduto da un mio vecchio conoscente,  Gianni Benedetti, ed è dato in gestione a privati, i simpatici ed attivissimi Enzo e Stefania.
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Quasi per caso, due anni fa, da ciclista qual sono, scoprii la pista ciclabile che è stata ricavata nella sede della vecchissima strada che congiungeva le Giudicarie esteriori a Sarche, breve capolavoro della natura e dell’uomo, che in questo caso hanno reciprocamente collaborato.
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E il maso si trova ad un tiro di sasso dalla pista. Pedalando lungo essa mi sono venute alla mente le difficoltà che dovevano avere, nell’ 800, i contadini delle Giudicarie per recarsi pressi gli uffici amministrativi e giudiziari dell’impero d’Austria situati a Innsbruck, difficoltà che furono fra le motivazioni che indussero Don Lorenzo Guetti, nativo di Vigo Lomaso, a recarsi in Austria per perorare la causa dell’autonomia amministrativa della regione, scintilla dalla quale prese poi il via il processo che portò, nei secoli, all’attuale Autonomia speciale. Quello stesso Don Guetti che – sull’esempio delle casse rurali create dal tedesco  F. G. Raiffeisen, fondò le prime Casse Rurali, dando il via all’attuale Cooperazione Trentina.
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Insomma, la Forra del Limarò evoca molti avvenimenti e si legge sotto diversi aspetti: quello storico,  imprescindibile; i racconti che sono nati intorno a questo posto incantato; le bellezze naturali che si offrono al turista; e, last but not least, gli sport che si praticano: l’attraversamento di ponti thailandesi e percorsi “tibetaniâ€, la zip line, il canyoning,  percorsi su vie ferrate, palestra di roccia, gite in mountain bike e molto altro.
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Il tutto per ricoverarsi la sera in accoglienti camere, in sale ed anche ex stalle oggi cantine di legno e pietra, come quelle di una volta, anzi, “quelle di una voltaâ€. Tuttavia il libro non si limita ad illustrare le ricchezze del luogo, ma anche quelle che da quel luogo di possono raggiungere in brevissimo tempo.
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Direte: ma libri del genere ne esistono già molti, in Trentino! Si, d’accordo, ma non centrati sulla “perla†Limarò. Per conoscere ed apprezzare in pieno la quale tuttavia occorre soggiornarvi, e godersela soprattutto nelle primissime ore del mattino e la sera tardi, quando i turisti di passaggio – di passaggio, appunto – sono “passati†e chi resta a dormire può respirare l’autenticità del luogo. Per godere appieno del “fascino Limarò†inoltre mi permetto di suggerire la lettura quanto meno della parte storica del libro in questione, dalle origini (1200 d.C.? Sicuramente 1494 d.C.;  prime risultanze cartografiche (tirolesi) del 1774;  all’abbandono degli anni 1970; al “limes” fra i diversi odierni Comuni trentini e le diverse Comunità di Valle; all’ intervento conservativo iniziato nel 2009 ed oggi  perfettamente terminato.
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Ciclisticamente parlando, la pista ciclabile che sta per congiungere Ponte Arche alla tratta già in funzione che costeggia il maso e che già ora taglia fuori le pericolose gallerie, renderà ancora più attraente l’anello Riva del Garda-Passo del Ballino-Sarche-Riva e/o viceversa;  e la tratta Molveno-Ponte Arche-Sarche-Riva del Garda e /o viceversa.
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Per maggiori notizie e fotografie: www.gotravelgo.eu – info@gotravelgo.eu – tel. 0039 3777056232 – 0039 3358128140
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UN’IDEA REGALO E IL REGALO DI UN’IDEA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Giugno, 2015 @ 11:07 amDetto altrimenti: dove andranno a finire … certe idee? (post 2088)
“Dove andranno a finire i palloncini?â€Â si chiedeva anni fa una bella canzoncina di Renato Rascel … Dove andranno a finire certe idee. mi chiedo io oggi? Ora, sull’ “idea regalo†sappiamo già tutto: in particolar modo sotto le feste, ne sono piene le vetrine dei negozi nell’esercizio del loro marketing “diabolicoâ€, ovvero nel farci sorgere un bisogno che altrimenti non avremmo mai avvertito. Ma questa è un’altra storia che io ho utilizzato solo come spunto per parlare di un fenomeno diverso, quello del “regalo di un’ideaâ€. E allora la domanda è: “Dove andranno a finire certe idee letteralmente regalate agli altri?â€
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Mi spiego. Avete una buona idea che può essere utile alla collettività . La illustrate ad un politico importante. La prima domanda che spesso vi fa è la seguente: “L’hai già esposta ad altri?â€, il che può sottendere alla possibilità che il vostro uomo intenda vendersela come idea propria.
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Ma questo, tutto sommato, sarebbe il minore dei mali, in quanto comunque l’idea in ogni caso potrebbe trovare attuazione a vantaggio della collettività . Invece, il male peggiore è che di quell’idea non se ne faccia nulla, che non ne sia nemmeno verificata la realizzabilità , che non ne  sia finanziato un pre-progetto. A questo punto l’intera comunità perde un’occasione di arricchimento, senza che a quel politico sia imputata responsabilità alcuna. Eppure la parabola dei talenti avrebbe dovuto insegnare qualcosa … nel senso che non è peccato solo non-rubare-talenti, ma anche non-far-fruttare-talenti (e idee).
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Ma allora uno, le sue idee, se le deve tenere per sè? No di certo, ricordate cosa diceva  G.B. Shaw? Diceva: “ Se ognuno di noi ha una mela e ce le scambiamo, alla fine avremo sempre una sola mela a testa; ma se ognuno di noi ha un’idea e ce la scambiamo, alla fine ognuno di noi avrà due ideeâ€
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EDIPO A HIROSHIMA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Giugno, 2015 @ 5:38 amDetto altrimenti: nel settantesimo anniversario della prima “bombaâ€Â (post 2087)
Rielaborazione e regia del testo di Luigi Candoni a cura di Alfonso Masi – Con le voci di Ester D’Amato, Letizia Grassi, Giovanna Laudadio, Beatrice Ricci , Serena Tomasi, Vito Basiliana, Stefano Galetti, Mimmo Iannelli, Alfonso Masi, Luigino Mongera, Fiorenzo Pojer, Michele Tabarelli.
Iniziativa di Mirno Elena, coordinatore delle manifestazioni commemorative. Presentazione di Massimiliano Pilati, Presidente del Forum per la Pace. Nella sala n. 5 della facoltà di lettere in Via Tommaso Gar a Trento. ieri alle 17.00.
Un processo nel quale l’imputato si dichiara colpevole, vuole essere punito (ecco il moderno Edipo) per un delitto che ritiene di avere commesso. L’imputato, il pilota Allan Darnell, al comando del bombardiere B52 che sganciò la bomba su Hiroshima (nella verità storica il protagonista del pentimento fu il ricognitore Claude Robert Eatherly che alcuni giorni prima scelse la città più adatta per il bombardamento).
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Il senso della tragedia americana … ma no, della tragedia giapponese … nemmeno: della tragedia dell’umanità : la guerra non risolve nulla. E poi, una volta messa in moto questa valanga, nessuno può precedere quali dimensioni essa assuma, senza che – alla fine – si possano individuare i responsabili della sua escalation. Ma il dramma è duplice. della collettività e di ogni singolo individuo. L’ordine: vai, uccidi, questo è il tuo dovere, questo è l’ordine, e poi … e poi … “deus vult†Dio lo vuole tant’è che prima della missione si prega Dio che guidi i piloti, che non faccia commettere loro alcun errore.
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Ma il singolo si pente, si ravvede, grida loro in faccia di non tirare in ballo Dio, lui non crede in un Dio che sgancia le bombe. L’imputato ha orrore di se stesso per ciò che ha fatto e ricerca una punizione per espiare il male compiuto ma il “sistema guerra†lo assolve, cerca di convincerlo che egli è semplicemente uno strumento di salvezza: infatti se è vero che la “sua†bomba ha ucciso 300.000 giapponesi, è altrettanto vero che essa ha abbreviato la durata della guerra di due anni, stimati in 2 milioni di morti e quindi il saldo è positivo di 1.700.000. La morale a peso anzi a numero.
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Ma insomma …  “era un ordine, tu hai solo eseguitoâ€. Già , ma chi lo ha dato, quell’ordine? E qui inizia lo scaricabarile alla rovescia, verso l’alto, di grado superiore in grado superiore fino a quando la ricerca della responsabilità si perde nel vuoto. Nessuno è responsabile, tutti hanno eseguito una serie di ordini. Anche i gassificatori degli ebrei nei campi nazisti. L’imputato invece reclama per se’ un posto sul banco di Norimberga: “Forse un giapponese vale meno di un Ebreo?â€
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La guerra. La condanna della guerra, innanzi tutto della prima scintilla di guerra, in questo caso della prima guerra mondiale i cui “postumi†hanno innescato la seconda (n.d.r.).
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Ma veniamo al processo. Il presidente del tribunale superficiale, distratto: una macchietta, una parodia, sicuramente un’esagerazione a cercare – tuttavia – di rappresentare una tremenda realtà – soprattutto USA – nella quale ancora oggi si condanna legalmente alla pena di morte salvo poi, in alcuni casi, riconoscere innocente il colpevole e riabilitarlo … anzi, riabilitarne la memoria visto che tale assoluzione giunge dopo l’esecuzione della pena capitale.  Il Presidente del Tribunale che costruisce barchette ma soprattutto areoplanini di carta. Gli areoplanini … oggi si chiamano F35, ma questa è un’altra storia.
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Il PM, Pubblico ministero, l’accusa, altra figura parossistica: “Se non ci fossero le guerre che ne sarebbe delle fabbriche di armi e dell’industria cinematografica?â€Â La difesa? Mai un compito più facile per l’avvocato difensore Alfonso Masi. La replica del Maggiore Darnell: “L’uomo ha venduto la sua coscienza per una coscia di pollo: io non ho paura di morire, ma di sopravvivereâ€. Implora ed ottiene che siano uditi i testimoni sopravvissuti: e qui gli attori hanno dato il meglio di loro stessi. Tremenda e commovente la rievocazione di alcuni passi dell’istante dell’esplosione e degli istanti after.
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Con la tragedia greca si è iniziato, con il teatro (greco e) latino si finisce. Infatti ecco il “deus ex machinaâ€, l’escamotage che risolve la situazione: il Presidente del Tribunale non dorme più. Muore. Processo interrotto, anzi nullo. Tutti a casa. L’imputato si dispera.
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Mia considerazione finale: la guerra non inizia quando viene dichiarata formalmente o iniziata di fatto, bensì quando si inizia a pensare in termini di guerra. Nel nostro recente passato – per non perdersi in una analisi storica troppo lunga che stancherebbe le mie poche lettrici e di miei pochi lettori – prendiamo le “nostre†due guerre mondiali: la prima iniziata per distrazione e superficialità e per non dispiacere alcune minoranze esaltate. La seconda, conseguenza della prima.
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Dice … ma la terza guerra mondiale, quella che stiamo vivendo, dove la metti? Già , caro “Grillo Parlante†hai ragione (e poi dicono che “Pinocchio†è un libro per ragazzi! Quando mai!?). Questa nostra terza guerra mondiale si combatte con altre armi: con le enormi disuguaglianze sociali e nell’utilizzo delle risorse; la distruzione della natura;  il predominio dell’occidente che ha depredato il sud e l’oriente del mondo; i governatori (delle banche) che comandano più dei governi; l’esportazione del colonialismo; i successivi accordi con le tirannie che sono subentrate; la ricerca di una nuova verginità attraverso l’esportazione di una improvvisa (pseudo) democrazia a suon di bombardamenti degli ex alleati; il caos che ne è derivato. Si chiama globalizzazione.
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Come se ne esce? Cercando di analizzare con intelligenza ed onestà le vere cause di questi fenomeni e valutandone le conseguenze. La globalizzazione che stiamo vivendo, in un paio di decenni è nata e si è trasformata: da economica a politica, da politica ad armata, da armata a caotica. E il caos produce stragi, emigrazioni, immigrazioni. Ma questa è un’altra storia. Il seguito alle prossime puntate.
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Fine del post (che poi è solo un articoletto scritto da un semplice blogger) e mi vorrei augurare anche fine di ogni guerra, di ogni tipo di guerra: militare, economica, finanziaria, alimentare, politica, sociale, religiosa, inter etnica, etc.. Un’ Utopia, la mia? Sicuramente, ma sappiate che l’Utopia non è un obiettivo irraggiungibile, bensì un obiettivo  non “ancora†raggiunto!
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P.S.: chi scrive ha prestato servizio militare nel 1969 quale S. Tenente di complemento nella Brigata Alpina Tridentina: mi devo dichiarare colpevole?
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“DIRITTO DI MEMORIA†– Canto per mia madre a mio padre emigranti, romanzo (ma non del tutto, n.d.r.)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Giugno, 2015 @ 6:31 amDetto altrimenti: un Libro di Andrea Nicolussi Golo   (post 2086)
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Qualche post fa (al. n. 2082) ho iniziato a conoscere questa Persona, questo Autore. Ora ho letto il suo Libro (le maiuscole non sono utilizzate a caso).
Semplificando, la vita delle famiglie cimbre di Luserna (oggi provincia di Trento) durante la prima guerra mondiale, la loro emigrazione, la loro deportazione. Povertà , sopraffazioni. Semplificando, dicevo. Ma volendo fare le cose per bene, il Libro è molto di più.
Cloud, nuvola. Nel web è un marchingegno per il quale se tu scatti una foto in un certo luogo, altri che posseggano lo stesso software, passando per quel luogo, possono registrare sul proprio apparato la foto scattata da te.
Cloud, nuvola di foto e nel caso del Libro di Andrea, nuvola di sentimenti: infatti, dopo che lo hai letto, se ti avvicini ad esso – fisicamente o con il pensiero – ricevi una serie di sensazioni, di emozioni, di “ricordi di esperienze altruiâ€. Infatti è un Libro Poesia, ricco di personificazioni, immagini, metafore che non stancano, anzi, ti catturano, ti ammaliano come le Sirene di Ulisse: divori una pagina dopo l’altra, corri all’inseguimento della personificazione successiva, del dialogo successivo.
E poi … i dialoghi: a me piacciono molto. Per il mio gusto letterario sono una componente essenziale. Qui, nelle 137 pagine, a prima vista sembrano essercene pochi. Sembra che sia così, e invece … invece il racconto è un dialogo continuo fra l’Autore, le sue Parole Scritte e la tua sensibilità , la tua coscienza. 137 pagine, anzi piccole pagine. L’Autore, nella presentazione di cui al post citato, dice che ha impiegato tre anni a scrivere questo romanzo verità (la definizione è mia, n.d.r.). Ora, se non hai letto il Libro, puoi pensare che Andrea sia uno scrittore lento. E invece no. Letto il suo lavoro, ti accordi che ogni parola, ogni frase è un diamante estratto al costo di una grande fatica  dalle profondità dei sentimenti più veri, antichi, nobili, sinceri, propri e altrui, dal profondo di  un “altrui†vicino e lontano allo stesso tempo.
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“Diritto di memoria” come Pinocchio.  …  vicino per come è percepito da “chi scrive …†(così ogni tanto interviene manzonianamente l’Autore per esplicitare il proprio pensiero e distinguerlo da quello dei suoi personaggi, artificio necessario tanto questi ultimi parlano e vivono di una luce e vita propria, un po’ come il burattino Pinocchio che si è auto-animato e liberato dai fili del marionettista – i questo caso marionettista scrittore-). Lontano, per quanto ogni lettore non Cimbro o semplicemente non conoscitore del popolo, della storia, della lingua cimbra può avvertire quella realtà .
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Ma il libro è “vicino†anche per il parallelo che vive rispetto alla violenza dell’immigrazione odierna – per chi la soffre sulla propria pelle una immigrazione che è emigrazione); vicino per la sofferenza generata dalle guerre, quelle di oggi – e sono tante – non meno di quelle di ieri; vicino per come descrive la sfruttamento del lavoro della persona, la violenza del potere, la connivenza del potere. Vicino anche per alcuni tocchi magistrali di regia felliniana: ricordate il transatlantico Rex che sfila davanti agli occhi meravigliati della povera gente!  Vicino, per come ti mette “di fronte alla tua responsabilità di essere umano di frontieraâ€. Mi spiego: di essere umano nella ben protetta trincea della frontiera fra il mondo fortunato e quello sfortunato, trincea ben riparata e ben difesa, dalla quale tu – in condizioni di assoluta sicurezza – osservi chi sta cercando di sfuggire ad una pioggia di granate e corre, corre verso il tuo stesso riparo, corre portandosi appresso neonati, bambini, anziani e vecchi, implorando con lo sguardo che tu apra un varco nello sbarramento dell’egoismo e dell’indifferenza e regali anche a loro un minimo della tua fino a quel momento egoistica e distratta  vita. Già , perché se tu non fai loro questo regalo, altro non resta per quei fuggitivi che la morte.

Levinas, il filosofo del Volto (impronta) dell'”Altro”: il Volto dell’Altro di interroga e si aspetta una risposta da te
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Il nesso di causalità . Ne ho parlato nel post n. 2083. Riprendo il discorso anche in questo caso. Il concetto di “nesso di causalità †andrebbe allargato anche in questo caso. Infatti, almeno moralmente, tutti coloro che votano, optano, si battono per il respingimento dell’Altro, sono responsabili della sua morte.
Dalla presentazione dell’opera e dalla sua lettura sono uscito arricchito del concetto di una “appartenenza ad un gruppo che pratica l’accoglienza e non si chiude nella identità â€; del rafforzamento della mia propensione all’accoglienza della mia avversione alla guerra.
E se sotto il profilo sociale e storico “Diritto di memoria†è un Libro Verità , sotto il profilo letterario è un Libro Poesia e la Poesia, si sa, ha bisogno di poche parole quindi di poche pagine per suscitare molti sentimenti: “ multa paucis†come scrivevo nel post precedente.
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Lettura da non perdere, assolutamente.
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MULTA PAUCIS, I DOPPI INCARICHI IN POLITICA E (NON SOLO)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Giugno, 2015 @ 4:18 pmDetto altrimenti? Chiariamoci: ad essere “detto altrimenti†è ciò che io dico, non io stesso, ovvero io non ho un soprannome tipo … il “maledetto toscano†o altro che dir si voglia!   (post 2085)
Multa paucis, chevvordì? Ecco qui: “dire molte cose con poche parole o a poche personeâ€; oppure “dare molto a poche personeâ€; oppure “realizzare molto con poche energieâ€, oppure etc.. (certo è una cosa: che non vuol dire “elevare le contravvenzioni solo a poche personeâ€!). Ma siamo seri e prendiamo in esame uno dei tanti significati: “realizzare molto con poche energieâ€.
Ecco quello che mi viene in mente quando vedo una persona che si fa carico di molti, troppi ruoli. In tal caso infatti io mi permetto di dubitare che chiunque riesca a realizzare “molto†con le poche energie che può dedicare a ciascuno dei suoi tanti incarichi, se non altro perchè, anche per lui, il giorno è composto dalle solite 24 ore, la settimana da sette giorni etc..
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Dice … ma in politica … è stato stabilito che i sindaci di città con un numero inferiore a 20.000 abitanti, possono anche “fare†i senatori e i deputati.
Infatti la Corte Costituzionale, con la sentenza 277/2011 (Presidente Alfonso Quaranta, Giudice Redattore Paolo Grossi), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (“Incompatibilità parlamentariâ€), nella parte in cui non prevedono l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti.
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E qui “casca l’asinoâ€, ovvero, qui la decisione “salomonica†mostra il suo lato debole. Infatti mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori alcune sottolineature.
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E i sindaci di città con 19.999 abitanti? E quelli con 20.001? Dice … sono casi limite, occorreva stabilire un livello preciso. Si, vabbè che summa lex summa iniuria, ovvero, per quanto sia precisa una legge, in ogni caso essa reca danno a qualcuno, ma io mi domando: perché “occorreva†stabilire quel livello anzi, “un†livello? Infatti a mio sommesso avviso il problema non è individuare la soglia, ma risolvere un problema diverso: “è conveniente che si consenta la somma dei due incarichi�
Dice … ma se la città è piccola, il Sindaco può ben anche fare il parlamentare. Eh, no, caro mio, continui ad eludere il vero problema ..  e poi ti sei risposto da solo, ti sei dato ragione da solo: continui a spostare il problema sul colore degli scaffali dell’enciclopedia, mentre io quell’enciclopedia proprio non la voglio acquistare! Infatti mi conduci furbescamente a discutere del “livello†mentre si dovrebbe discutere del cumulo a prescindere dal livello.
Dice … ma se la città è piccola .. Eh, no, caro mio: lasciami fare un esempio personale. Negli anni 1975-1980 io sono stato capo della finanza Italia della Stet, la più grande finanziaria italiana e negli anni 2010, a un passo dalla pensione, a capo di una Spa mista pubblico privata che organizzava e gestiva la mobilità di una cittadina con meno di 20.000 abitanti retta da un Sindaco-Senatore. In entrambi i casi:
- io lavoravo circa dieci ore al giorno e avevo al mente occupata dai pensieri del mio unico incarico anche ben oltre l’orario di lavoro;
- io avevo la necessità di avere il mio capo come interlocutore diretto, immediato e disponibile.
Orbene, mi domando:
un Sindaco che deve vivere la sua città , camminare per le strade, parlare con la gente, osservare come “funziona†la città , ricevere i cittadini, partecipare alle riunioni delle Commissioni, dei Consigli e della Giunta, come può allo stesso tempo seguire lavori parlamentari? Se poi quel parlamentare fa parte di una Commissione … le avete viste alla TV le pile di documenti posta sulle scrivanie dei componenti le varie Commissioni? Per me non riescono nemmeno a leggerle tutte quelle pagine … (“ecco, tanto vale, dirà quel tale che mi sta contestando: se tanto nessuno le legge, allora il nostro bi-politico può ben fare anche il Sindaco”.)- Se poi il bi-politico è tale in quanto invece di essere sindaco + parlamentare è a capo di un partito + parlamentare, il discorso non cambia (peggio mi dice se poi da bi-politico il de quo agitur – il politico del quale si tratta –  mi diventa tri-politico!):
- Per un diverso aspetto: chi lavora “per†quel Sindaco, può accontentarsi di incontralo – se va bene – una volta alla settimana, magari il sabato o la domenica?
- E poi, le situazioni, in città , in Parlamento, in una SpA … occorre viverle senza alcuna interruzione, ti devono “entrare nella pelle”, le devi respirare ogni istante del giorno e della notte. Solo così  avrai conoscenza e coscienza delle cose e potrai conseguentemente agire per il meglio e non sulla base del “sentito dire” da chi ti aggiorna frettolosamente su ciò che è accaduto mentre tu eri “in tutt’altre faccende affaccendato”.
Dice … ma la legge lo consente. Ok, ho capito, ma non si vive solo de jure còndito (sulla base delle leggi esistenti) ma anche sulle aspettative de jure condendo, ovvero della necessità di aggiornare – migliorandole – le leggi esistenti. E poi, sempre per restare nel latino … quod non vetat lex, hoc vetat fieri pudor, ovvero, ciò che non è vietato dalla legge può ben essere vietato dal pudore … soprattutto se prendi doppia paga. O no?
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Dice … ma nel titolo avevi accennato a pluralità di incarichi anche al di fuori della politica. Hai ragione, mio anonimo interlocutore, hai ragione: in parte ne ho già parlato e meglio ne parlerò nel prossimo post.
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I CITTADINI, GLI “AZIONISTI†DELLO STATO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Giugno, 2015 @ 12:16 pmDetto altrimenti: gli Azionisti, i proprietari di una Società per Azioni …  (post 2084)
Dice, ma lo Stato non è una SpA. Grazie, lo sapevo dammè (espressione toscana). Infatti lo Stato non è solo un patrimonio, ma è anche un insieme di cittadini, di culture (cultura = insieme di conoscenze), di storia, di prospettive, di speranze, di valori morali e civili, etc. Per quanto anche una SpA non è solo il proprio patrimonio, bensì anche l’avviamento, il capitale umano impiegato, la funzione sociale cui adempie, etc.. Chiarito ciò, lasciatemi proseguire con questa “fiction bloggeristicaâ€: ciascuno di noi è letteralmente comproprietario del “condominio Stato SpA†(e poi anche dei “Condomini Europa e Mondo). Questo nostro condominio è amministrato da persone elette o nominate (ma questa è un’altra storia), le quali ci “rendono conto†attraverso il bilancio dello Stato.
Ecco, quando si è in ambito di una SpA, nelle Assemblee degli Azionisti si produce il bilancio dell’anno, con le sue componenti economiche (ho guadagnato/perso), patrimoniali (ho aumentato/diminuito il patrimonio), finanziarie (dove ho messo i denari che ho ricevuto o che si sono generati dalla gestione). E se il documento è troppo complesso, gli Azionisti esigono che esso sia riassunto e riesposto per cifre significative, in modo che ogni Azionista possa immediatamente comprendere come si sono comportati gli amministratori, se hanno arricchito o impoverito la SpA loro affidata, senza essere letteralmente travolti da valanghe di numeri non significativi in quanto da essi non si trae con immediatezza la necessaria visione d’insieme.
Per contro, quando si tratta del bilancio dello Stato, solo a pochi, anzi a pochissimi eletti è dato comprendere come vanno le cose. Al massimo infatti, alla massa degli Azionisti, si dice come è stata utilizzata questa o quella specifica risorsa, ma non la si inquadra percentualmente e significativamente nel complesso delle scelte effettuate. Di fronte a ciò, purtroppo la massa degli azionisti/cittadini si accontenta, non reagisce, non protesta sia perché non esiste una Assemblea Generale degli Azionisti se non in sede di elezioni politiche , in occasione della quale tuttavia la materia non è portata alla loro attenzione né da chi vuole difendere il proprio operato né da chi lo vuole politicamente criticare. Ma non reagisce anche perché non è stata educata a “capire il significato delle cifreâ€.
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Dice … ma perchè te la prendi tanto? Ecco, ve lo dico: perchè qualunque sia il programma di governo (deserta, centro, sinistra) a fronte di investimenti ed esigenze di medio-lungo termine, esistono esigenze di brevissimo termine, in materia di lavoro, istruzione, sanità e … dum Romae consulitur, Saguntun expugnatur, ovvero mentre nell’antico Senato romano si discuteva se mandare un esercito in aiuto della alleata Sagunto, la città veniva espugnata dai Cartaginesi. E allora, che fare? Potrebbe servire una legge di iniziativa popolare per obbligare chi governa ad una rendicontazione periodica, ad esempio trimestrale, significativa ed immediatamente comprensibile anche dal più piccolo Azionista. Utopia la mia? Sicuramente, purchè per utopia di intenda un obiettivo “non ancora†raggiunto.
Dice … ma noi abbiamo prodotto i documenti necessari alla comprensione del bilancio, siamo a posto, non abbiamo nulla da rimproverarci. Dico: eh no, cari miei, vi racconto una storiella vera: tanti anni fa … mia mamma, insegnante di scuola media, si lamentava con me che all’esame finale tre sue alunne fossero state bocciate. Io la consolavo dicendo: ma tu hai fatto il tuo dovere … semmai è un problema loro. No, Riccardo, mi rispose, a me interessa il risultato e cioè che il mio lavoro porti frutti per tutte le mie alunne, e in questi tre casi tali frutti sono mancati. Allo stesso modo io dico: se la grande maggioranza della popolazione non è in grado di comprendere il significato del bilancio dello Stato, qualcuno non ha raggiunto il risultato come avrebbe dovuto.
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