SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZ’ESTATE Â
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Luglio, 2015 @ 3:10 pm
Detto altrimenti: … gli amici dell’Accademia delle Muse si incontrano … (post 2103)
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… per la consueta Festa di Mezz’estate nel giardino della Presidente Cristina. Un coccodrillo … già , sto scrivendo un coccodrillo. Di cosa si tratta? Anche se non siete giornalisti, se avete letto “Sostiene Pereira†di Antonio Tabucchi, dovreste saperlo. Si tratta di un pezzo giornalistico scritto prima del relativo ’accadimento che riguarda una persona famosa, così, tanto per essere pronti la mattina successiva a pubblicare la notizia. In particolare si tratta del necrologio, ovvero del commiato di una “cosa†finita, in quel caso, di una vita.
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Accademia “a pedali”: quattro Accademici che sono anche sociclisti  FIAB: Paolo, Monika, Francesco, Mariangela
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Ora, scialla raga, tranquilli ragazzi, qui non sta morendo una persona, bensì sta per accadere un evento molto bell0, solo che io – che sarò in partenza per le vacanze – non farei in tempo ad aspettare che fosse terminato per scriverne in un post. Ed allora lo scrivo prima questo resoconto, salvo poi, all’ultimo momento, aggiungere le foto aggiornate in sostituzione di quelle provvisorie (relative a due feste fa).
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Già , infatti avrei dovuto partire il 24, e invece partirò il 25 … ecco cosa ti fa fare il senso del dovere di blogger!

Alfonso Masi: autore, scrittore, interprete letterario e storico, attore, recita uno dei suoi pezzi coadiuvato dall’Accademica Giovanna
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Ma di cosa si tratta? Ve l’ho detto subito: del consueto appuntamento annuale degli Accademici delle Muse, i quali si ritrovano per la Festa di Mezz’estate, ovvero per il “Sogno di un’Accademia di Mezz’estateâ€, nel giardino della Presidente Cristina.
Accademia delle Muse cosa? Se cliccate sul mio blog troverete molti post al riguardo, compresi quelli delle feste precedenti.
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Ma veniamo all’ “oggiâ€. Ci siamo ritrovati oggi 24 luglio 2015 alle 18,00 e dopo un tuffo nella piccola ma accogliente piscina, parlando parlando è arrivata l’ora di cena ricca delle “portate” portate – è il caso di dirlo – dalle nostre socie Accademiche.
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E’ seguita, ad esaurimento, animazione musicale con pianoforte, chitarra e fisarmonica. Il programma di sala al pianoforte? Eccolo
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- Cristina al pianoforte – Yann Tiersen – Filastrocca di un pomeriggio d’estate
- Giovanna – “Che farò senza Euridice†di Gluck
- Stefano – Brano di Sarastro dal Flauto magico di Mozart
- Sergio – Romanza di Tosti
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Insomma, una allegra serata “Al chiaro di luna†fino all’ora di Cenerentola, ovvero alla mezzanotte, scoccata la quale è stato d’obbligo il tuffo di saluto, annaffiato dal “Brindisi dell’arrivederciâ€.  Amici colleghi Accademici, arrivederci al 5 ottobre, per la prima delle nostre serate culturali!
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P.S. 1): L’Accademia delle Muse è un circolo culturale privato nel quale si entra ad invito, senza altra formalità . Unico requisito: essere disponibili a fare partecipi i colleghi della propria “arte”, sia essa musicale, culturale, artistica, poetica, hobbistica, viaggistica, sportiva, etc., etc..
P. S. 2) Ed ecco il (mio) discorso di apertura della riunione:
Fare comunitÃ
Lasciatemi dire… “quanto è bello stare insiemeâ€! Cristina lo ha colto ed esaltato con la sua, ormai nostra Accademia, dando centralità proprio a questo aspetto anche di fronte ai pur validissimi contenuti delle nostre riunioni. Ritrovarsi, conoscersi, diventare amici: sette anni fa Cristina ha avuto l’idea giusta per realizzare tutto ciò, creando qualcosa di raro nel nostro tempo di internet e di corsa. Ormai siamo un centinaio e – per fortuna – non siamo sempre presenti alle riunioni, altrimenti Cristina dovrebbe allargare la casa! Ci conosciamo, ci trasferiamo reciprocamente conoscenze, abilità , passioni, aspettative, speranze. E se aprir casa e giardino a questa allegra brigata vi par poco, provate voi a …
 Fare cultura
Cultura è insieme di conoscenze. Di ogni tipo. Procedendo esclusivamente a vela (!) abbiamo navigato in un mare di musica, poesia, teatro, storia, arti figurative, fotografia, viaggi, volontariato, personaggi, sport, culinaria, letture e molto altro… Ma la conoscenza di gran lunga più importante a mio avviso è stata quella di ognuno di noi verso ogni Altro. La cultura dell’Altro, per la realizzazione di un Bene che si definisce “Comune†in quanto realizzato sin dall’inizio con il contributo personale di ognuno. Da qui un invito a tutti a proporsi quali relatori di un argomento, invito soprattutto rivolto a chi ancora non ha ancora calcato il nostro palcoscenico.
 Fare gli auguri
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In questi giorni tre persone festeggiano una ricorrenza personale: oggi è l’onomastico di Cristina; tra due giorni lo sarà di Anna, la mamma di Cristina, e sarà anche il compleanno di Nadia. A tutte e tre il nostro abbraccio ed augurio più affettuoso! Che dite, lo vogliamo fare loro un applauso?
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 Fare organizzazione
Si tratta di una iniziativa mia, della quale non ho preavvertito Cristina intendendo fare anche a lei una sorpresa. Credo che la nostra Accademia abbia bisogno di un secondo Vicepresidente, un Vicepresidente Artistico che affianchi l’attuale Vicepresidente Organizzativo e della Comunicazione, cioè me stesso. Per tale ruolo propongo sia eletta per acclamazione la nostra carissima Giovanna, che ormai da anni è al fianco di Cristina in tantissimi momenti preparatori e realizzativi delle nostre riunioni. Mi pare che ciò sia il minimo da farsi per sottolineare con gratitudine il prezioso contributo che Giovanna fornisce a Cristina e quindi a tutti noi. Che ne dite? Applaudiamo?
Fare un avviso
Poiché domattina presto parto per le vacanze, ho già predisposto la traccia del post di questa nostra riunione, alla quale aggiungerò in calce questa mia nota. Quindi da domani cliccate, cliccate, cliccate www.trentoblog.it/riccardolucatti!
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GRECIA O CINA?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Luglio, 2015 @ 8:11 amDetto altrimenti: … il “piccolo†fabbisogno greco ci distrae dal riflettere sulla bolla finanziaria cinese … (post 2102)
La storia maestra di vita? Quando mai!? La storia economica poi … men che meno! State un po’ a sentire … anzi, a leggere. L’8 gennaio 2013 pubblicavo un post dal titolo “Le crisi economiche negli ultimi 150 anni†(cfr. ivi). Ve ne riporto un passaggio:
 La “Grande Deflazioneâ€. Prezzi in caduta libera, recessione. Solo convenzionalmente se ne data l’origine all’8 maggio 1873, il cosiddetto “primo venerdì nero della Borsa vienneseâ€: nello stesso giorno precipitò la quotazione di tutte le società quotate in borsa. Tutti si precipitarono a vendere. Fu necessario far presidiare la Borsa dalla polizia. Un esponente della famiglia Rotschild rischiò il linciaccio. Cosa era accaduto? Si era all’apice della fase del cosiddetto Grunderzeit, periodo di forti speculazioni, enfasi della new economy, sulla scia dello sviluppo delle reti ferroviarie europee. Le società ferroviarie prosperavano, idem le società dell’indotto, la gente si indebitava per comperare azioni e poi rivenderle con forti utili. Fino al crack del 10 maggio 1873, quando ci si accorse che “il re era nudoâ€. L’abuso del ricorso al credito fra l’altro aveva generato la mancanza di credito per le imprese. Si era generata una ricchezza fittizia. Le stesse banche si erano lasciate trascinare verso il facile guadagno, basato su finanza pura, su progetti fondati sulla sabbia. Le imprese senza credito ridussero la produzione, licenziarono. Il reddito dei lavoratori diminuì. Idem i consumi. La più colpita fu l’edilizia. La gente cercò di tornare alla terra, in campagna, ma la campagna era stata automatizzata e non assorbì mano d’opera. Ecco l’emigrazione come unica via si salvezza. Forte esodo verso il sud ed il nord America. Negli anni dal 1850 al 1874 Vienna rilasciò 4061 passaporti per gli USA. Nel solo 1875 ne rilasciò 4.974 di cui 97,2% a Trentini!
Da Vienna alla Cina. La Cina negli ultimi anni ha registrato incrementi annui del PIL del 150%. Bastava acquistare azioni e dopo un po’ rivenderle prezzo superiore e così via. Ma … quo usque tandem …? Fino a quando? Rileggete un po’ quello che è successo a Vienna nel 1873. Solo che se ora – come sembra –  a scoppiare è la Cina, scoppia la consumatrice del 50% dell’energia mondiale, la produttrice del …% dei prodotti mondiali, l’acquirente del …% delle infrastrutture industriali mondiali, etc.. Di fronte a tutto ciò, i nostri “soloni†dell’UE litigano per la Grecia. Litigano, discutono, tirano la coperta da ogni lato, invece di costituire gli Stati Uniti d’Europa e di occuparsi – insieme agli USA –  dei rapporti con i Paesi del Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa).
Bravi! (Si fa per dire, bravi!)
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Qui a fianco, il Solone vero (Atene, 600 a. C.), quello che per ristabilire l’equità sociale, riscrisse la costituzione e cancellò i debiti delle classi più povere.
Qualche post/giorno fa scrivevo che occorreva abbuonare parte del debito greco. Ieri e oggi sento che i soloni dell’UE mi hanno dato retta: si vede che leggono i miei post!…
Bravi! (Questa volta bravi sul serio!)
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P.S.: un amico mi dice fra il serio e lo scherzo che io sarei in tuttologo. Che dire … ci provo a tenermi informato. E poi, al limite, meglio essere un tuttologo piuttosto che un pocologo o addirittura un nientologo, non vi pare? Mi ribatte: sei molto, troppo  assertivo … Rispondo: io non ho la pretesa di esporre la verità assoluta, ma espongo con  chiarezza (e firmo!) le mie idee, giuste o sbagliate che possano essere. E comunque poi … se mi sbaglio, mi corrigerete …
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LA NAVE AFFONDA? O CHE M’IMPORTA, UN È MICA MIA!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Luglio, 2015 @ 8:15 amDetto altrimenti: com’è grave quel disinteressarsi …  (post 2101)
Piero Calamandrei – Nato a Firenze il 21 aprile 1889, deceduto a Firenze il 27 settembre 1956, giurista e scrittore politico (v. internet). In un discorso agli studenti di giurisprudenza raccontava di un capitano di nave il quale, avvisando un suo passeggero che la nave stava affondando, si sentì rispondere così: O che m’importa, un è mica mia!
Anni fa – s’era all’inizio della crisi – alla TV vidi l’intervista ad un tale: Che ne pensa lei  della crisi europea? Non mi riguarda, io ho la mia impresa che sta andando bene.
L’altro giorno, sull’immigrazione, ho sentito un â€se ne stiano a casa loro, a noi che ce ne importa se muoiono di fame, malattie e guerre?â€.
Ieri ho cercato di parlare con un tale della crisi greca. Mi ha risposto che della Grecia non gli interessa nulla, che a noi Italiani non interessa nulla.
Io mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una sottolineatura: il tempo e gli spazi della storia non sono quelli della vita di ognuno di noi, ma ben più dilatati. Il rapporto di causa ed effetto non si realizza nell’arco di una vita umana. E’ un po’ come se noi ci preoccupassimo di innaffiare e curare il nostro piccolo giardinetto di casa, incuranti del fatto che intorno a noi tutto l’ambiente di sta desertificando: non molto dopo  anche il nostro piccolo, privilegiato verde privato soccomberebbe.
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“LE PAROLE SONO PIETRE†…
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Luglio, 2015 @ 6:00 amDetto altrimenti: … firmato Don Lorenzo Milani    (post 2100)
Post 2100, un numero tondo, un concetto semplice, chiaro, breve: il Vicesindaco di Roma si dimette. Non è indagato. Se la prende “con i poteri forti che vogliono destabilizzare la giuntaâ€.
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Ma quali poteri forti? Caro Vicesindaco, non te la puoi cavare con affermazioni così generiche di fronte a decine e decine di precise e documentate contestazioni della magistratura! “Le parole sono pietre” scriveva Don Lorenzo Milani ad una professoressa. Ed allora usiamole con attenzione, maneggiamole con cura queste pietre perché altrimenti mentre stai per lanciarle ad  altri, esse  sfuggono di mano, ti cadono sui piedi e ti fanno male. Come in questo caso.
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GRECIA SERIAMENTE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Luglio, 2015 @ 2:41 pmDetto altrimenti: provo a riflettere seriamente …. sperando di riuscirci (ma almeno ci provo)   (post 2099)
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Cerchiamo le cause del dissesto: chi le ha generate?
- Quale responsabilità oggi ha chi ha causato il dissesto?
- Da quando è iniziato il dissesto greco?
- Cosa si sapeva del dissesto quando la Grecia è stata ammessa nell’UE?
- Dall’inizio del dissesto, chi ha investito in titoli pubblici greci e a quale tasso di rendimento?
- Gli esborsi UE dei due precedenti “salvataggi†della Grecia a chi sono andati?
- Ogni “salvataggio†è stato accompagnato solo da misure di spending review e di rigore o anche da misure di rilancio del modello economico-sociale?
- Salvataggio di questi giorni (il terzo): a chi vanno i denari? Si prevedono le misure del rilancio di cui al n. precedente?
- Perchè non ci si sono poste le domande precedenti?
- Salvo errore, pare che la tassazione degli armatori sia poi caduta nel dimenticatoio.
A mio sommesso avviso è quanto meno singolare che per mesi si sia “lavorato†ad un accordo che altro non è che le precondizioni per la concessione di un nuovo mutuo. Ora io molto umilmente, mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una sottolineatura. Eccola.
Io stesso sono stato per un decennio amministratore di un Credito Fondiario, ovvero di una banca che erogava credito a lungo termine (mutui pluriennali) con garanzia ipotecaria su un immobile esistente. All’inizio, quando il mercato immobiliare era in salita, si erogavano mutui via via per il 50-60-70 etc. % del valore dell’immobile. Poi la frenata di quel mercato ha indotto la banca a dare maggiore pesi alla capacità reddituale del debitore, nel senso che la banca non era interessata – in caso di insolvenza – ad espropriare l’immobile per poi cercare di venderlo sul mercato ma erogava mutui ipotecari solo a chi aveva anche una buona capacità reddituale. Questo (corretto) comportamento ha evitato in Italia che scoppiasse una bolla finanziaria tipo mutui USA sub prime.
Oggi l’UE presta nuovi denari alla Grecia facendosi dare in garanzia porti, aeroporti, isole per un valore di 50 miliardi di euro. Ora, a ciò si è arrivati per mancanza di fiducia sulla capacità reddituale del debitore (questa volta sì che i creditori hanno fatto i loro conti per benino!). Pertanto è prevedibile che queste ipoteche immobiliari siano prima o poi escusse e molti degli assets (attività ) greche diventeranno proprietà dei creditori. A quel punto, come reagirà la politica e la popolazione greca di fronte a questo nuovo colonialismo finanziario per somministrazione di una overdose di credito senza una adeguata ricetta medica?
Quale l’alternativa? A mio sommesso avvio una alternativa (che mi permetto di definire seria nel medio lungo termine e non punitiva-speculativa nel breve termine) sarebbe stata:
- un abbuono di una parte del debito a gravare proporzionalmente sui paesi che più negli anni hanno investito e quindi lucrato gli alti tassi di rendimento;
- una riduzione del tasso di interesse del debito;
- un riscalettatura delle scadenze;
- un piano di riforme non ulteriormente penalizzanti la popolazione;
- due separati piani di nuovi finanziamenti UE, espressi in due valute diverse: uno in “€F-Euro Finanziari†per far fronte alle scadenze del debito; uno in “€C-Euro Commerciali†destinato ad investimenti produttivi;
- un sistema UE di pianificazione e controllo “in itinere”, cioè  non dopo che i buoi (ovvero gli “Euri”) sono scappati dalla stalla.
O no?
BANCHE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Luglio, 2015 @ 9:17 pmDetto altrimenti: Ban …de?                           (post 2098)
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Moldavia, prima dell’arrivo delle badanti, chi la conosceva? E una sua regione, la Transinistria? Men che mai. Eppure la distanza dai nostri confini alla Moldavia è grosso modo quella che esiste dal Brennero a Reggio Calabria … Per iniziare a conoscere queste regione mi permetto di suggerire la lettura di due libri, “Nel sonno non siamo profughi†di Paul Goma (Hoepli Keller)  e Educazione Siberiana di Linin Nicolai (Einaudi).
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Ma torniamo alle badanti. Una di esse è riuscita con fatica a portare (legalmente) in Italia i suoi risparmi moldavi. Appena in tempo perché molte banche moldave, compresa la sua, stanno fallendo. Falliscono ma. Ma nel frattempo i loro super manager si sono pagati lauti stipendi e super liquidazioni, hanno concesso importanti crediti a chi non li meritava, a chi ci ha lucrato sopra ed ora non restituisce quanto dovrebbe. Che fare? Signori si chiude per fallimento. E i piccoli risparmiatori? Evvabbè … se ne faranno una ragione.
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Dalla Moldavia alla Grecia. Gli investitori finanziari tedeschi (e non solo), banche e privati,  hanno effettuato importanti investimenti in titoli del debito pubblico greco stante il loro elevato rendimento ben superiore ai miseri rendimenti della finanza tedesca (occorrerebbe poter disporre del quadro complessivo della composizione di questi creditori, n.d.r.). Ad un certo momento, la Grecia non riesce più a pagare interessi e a restituire i capitali a scadenza. Nessun problema: interviene l’UE e le banche UE e le prestano i denari necessari a soddisfare i diritti dei creditori finanziari (tedeschi e non solo). Poi … poi è troppo ed allora: sotto con l’austerity a carico della povera gente!
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Banche. Che fanno? Dice: “Raccolgono il risparmio e prestano soldi a imprese e famiglieâ€. Benissimo ma. Ma poi si mettono a “fare finanzaâ€, ovvero a speculare con investimenti finanziari e non hanno più soldi per famiglie e imprese. Soprattutto se gli investimenti finanziari, fatti con i soldi dei risparmiatori, sono andati male.
Che fare?
Grecia: aiutarla a uscire da questo loop micidiale. Banche: separare le banche vere dalle banche “finte†(finanziarie); quelle private da quelle pubbliche; quelle per il credito a breve da quelle per il credito a medio lungo termine.
Questo post è troppo serio, per nulla estivo� Prometto che il prossimo sarà del tutto vacanziero!
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EUROPA, GRECIA, ITALIA … IERI, OGGI, DOMANI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Luglio, 2015 @ 8:23 amDetto altrimenti: “Quo vadis, Europa?â€Â    (post 2097)
Io stesso, ieri e oggi e domani sono stato, sono e sarò un europeista convinto (da poco meno di quarant’anni, ovvero da quando aderii al MFE – Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli).
Noi oggi ci lamentiamo del fatto che la Grecia che non riesca a pagare i propri debiti. Mi permetto di sottoporre alle mie lettrici ed ai miei lettori una sottolineatura: quando la Grecia è stata ammessa nell’UE, l’abbiamo accettata pur conoscendo le colpe che oggi le imputiamo e cioè, solo per citarne tre, la falsificazione del bilancio dello Stato,  la prassi delle baby pensioni e l’esenzione fiscale per i suoi armatori. E poi … chi fino a ieri sottoscriveva titoli greci o prestava denaro alla Grecia, non era in grado di proiettare di uno-due anni l’andamento economico finanziario di quello Stato?
Dice … investitori tedeschi lucrano forti interessi dal debito pubblico greco che se poi la Grecia non ce la fa a pagare tali alti interessi chiede aiuto all’UE che le presta denari che servono a remunerare gli investimenti tedeschi. Ed allora, Germania, di che ti lamenti?
Vai in Grecia da turista e ti dicono: “Italia Grecia, mia faccia mia razza”, ove quel  “mia” significa “una sola”, infatti è il femminile di uno: eis, mia, en (maschile, femminile, neutro: uno, una, una cosa).
Italia oggi: anche noi abbiamo al nostro interno la nostra “Grecia†fatta di evasione fiscale, corruzione, irresponsabilità  e disuguaglianze (rectius, ingiustizie) sociali diffuse, ma soprattutto fatta di due mondi, quello del Nord e quello del Sud. Intendiamoci, che è causa del suo mal … e noi l’unità d’Italia abbiamo realizzata non con la “liberazione†del sud, ma con la “conquista† (e spoliazione) del sud, così come l’occidente ha “liberato†ovvero conquistato (e spoliato) il sud del mondo. Ma questa è un’altra storia,
In Europa ieri ci lamentavamo della arretratezza del mondo balcanico, che era tale in quanto strumentalizzato per secoli (alcool e coltello facile) dall’impero Austro Ungarico contro la minaccia ottomana. Il silenzio USA di oggi sulle stragi delle spiagge tunisine mi lascia perplesso: quasi che il terrorismo debba restare un problema europeo, di una Quasi Europa che può fare da cuscinetto verso l’integralismo islamico …
Avete mai visto come funziona un radar collocato in posizione elevata? Io ho visto e manovrato quello posto sul terrazzo della Fiera Internazionale di Genova: manovrando una manopola,  potete scegliere il raggio visuale dello strumento: 100 metri, 1 km, 10 km. Se poi l’antenna è posta più in alto, il raggio di azione aumenta in proporzione. Ecco, tutti noi oggi dobbiamo porre la nostra “antenna radar†ben più in alto e cercare di avere una visione d’insieme, non solo e non tanto più una somma di percezioni sensoriali. Noi domani: impariamo a ragionare per “blocchi†significativi, ovvero, USA, Sud America, Sud Est Asiatico,  Mondo Arabo, India, Cina, Russia e … Stati Uniti d’Europa (veri e non pro forma).
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A PEDALI SUL LAGO DI GARDA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Luglio, 2015 @ 2:19 pmDetto altrimenti: ovviamente non “sul” bensì “lungo il -“, evitando il traffico … (post 2096)
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Gardesana orientale.  In bicicletta! Era un po’ che un amico me lo diceva che esiste una  “quasi pista ciclabile”. E questa mattina mi sono deciso: vado a vedere. A vedere che poco a sud di Riva del Garda, sulla sponda veronese del lago, da poco prima del porto di Navene, si può pedalare senza il rischio di essere travolti dalle auto. Ci vado e poi se è vero ne scrivo, così prendo tre piccioni con una fava: pedalo; vedo posti nuovi; ne faccio partecipi le mie lettrici ed i miei lettori. Paghi uno ricevi tre.
Si parte. Ore 07,45 (06,45 solari). Mountain bike, pneumatici lisci (da strada), luci di posizione. Indosso bretelle catarifrangenti. Infatti, poco dopo Torbole, cinque gallerie di cui alcune poco illuminate. Il traffico è ancora scarso. Vento debole da nord (tutto fa!). Al km 12 (conteggiato dal centro di Riva, 7 da Torbole) sulla destra, un piccolo posteggio auto dal quale si diparte un sentierino in terra battuta, scosceso, che in 15 metri ti porta alla “ciclabileâ€, qualche metro più in basso della strada provinciale (più oltre, anche discesine asfaltate). E’ fatta, mi dico, ci sono! Infatti ora pedalo tranquillamente. Auto, ovviamente, non se ne parla! Bagnanti, pochissimi, data l’ora. Il fondo è in cemento, asfalto, qualche sterrato. Andrebbe bene anche per bici da corsa, ma aspettiamo a dirlo.
Si attraversano porticcioli nascosti, casupole di pescatori “di sti ani†(traduco: del tempo antico), scorci deliziosi di piccole spiagge, praticelli ben curati. La pista si mantiene a circa un metro sopra il livello dell’acqua, quindi necessariamente pianeggiante. Tuttavia a Malcesine lo stradello (alias “la quasi ciclabileâ€) non può costeggiare il lago “causa castello a strapiombo sull’acquaâ€.
Quindi si sale per 150 m. con una pendenza che arriva al 8-9 %: prima difficoltà , relativa però, data la brevità della rampa, in cima alla quale suggerisco di voltare a destra (pausa caffè) per attraversare il centro storico del paese, fino a raggiungere la zona di poco sovrastante il porto. Indi si prosegue lasciandosi sulla destra il circolo velico “Fraglia Vela Malcesineâ€. Sempre in pianura, poco prima della Baia di Sogno la pista si alza un po’, circa 300 metri al 6-7% (seconda difficoltà , anch’essa relativa)  per poi discendere alla suddetta baia. Indi si prosegue senza altre salite. Ogni tanto la pista attraversa la foce di torrentelli asciutti, il cui alveo è stato pavimentato a lastre di pietra: qualcuno l’ho pedalato, qualcun altro l’ho attraversato bici alla mano.
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Per farla breve, mi ero dato due ore di tempo, e in tale lasso  sono arrivato a Castelletto di Brenzone (km. 30,5 dal centro di Riva del Garda). Mi sono concesso una sosta di mezz’ora (banana e succo di mirtillo). Durante il ritorno il vento da nord era calato di molto (l’Ora da sud si è alzata alle 12,00).Una borraccia d’acqua con i sali. Non so se la pista prosegue oltre Castelletto: andrò a vedere la prossima volta, magari iniziando a pedalare proprio da lì, anche perché la vorrei utilizzare come via per il ritorno a Riva del Garda, dopo che – insieme a Francesco e altri amici della Fiab Trento – sarò disceso dalla cima del Monte Baldo fino a Garda.
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Nel ritorno, dopo Malcesine, raggiungo una ciclista che non ha le luci di posizione. Rallento, mi metto a ruota, l’accompagno fuori dalle gallerie. E’ una tipa di Venezia. Ringrazia. Conosce la FIAB. Ho fatto la buona azione quotidiana.
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Ovviamente i ciclisti che percorrevano la Strada provinciale erano più veloci di me: fondo liscio, nessun attraversamento di porticcioli e alvei torrentizi, nessun ponticello da superare, etc. ma volete mettere la tranquillità della pedalata e la bellezza degli scorci che improvvisamente si aprivano alla mia vista?
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Tot. km percorsi: 61,00. Concludo con le “istruzioni per l’usoâ€:
- se si vogliono evitare le gallerie, portarsi con l’auto sino al citato parcheggio che si trova sulla destra, fra la strada provinciale ed il lago, al km. 7 da Torbole;
- sconsiglio bici da corsa: ottime le mtb, buone le citybike;
- le stagioni consigliate: primavera e autunno, sempre. Inverno, nelle ore calde della giornata. Â Estate, la mattina molto presto, per via che dalle 09,30 in poi aumenta considerevolmente il traffico dei pedoni e dei teli da spiaggia!
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Qualcuno potrà dire che “ho scoperto l’acqua caldaâ€, che lui già conosceva questa pista. Evvabbè, ma forse tanti altri non la conoscevano, ed io scrivo soprattutto per costoro.
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Good (Fiab) bike a tutte e a tutti!
P.S.: dice … e … per iscriversi alla FIAB , Federazione Amici della Bicicletta – Trento … come si fa? Semplice, consultate www.slowbiketrento.xoom.it! Vi aspettiamo a b …ici aperte!
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P. S.: oggi, 9 luglio, ci sono tornato con il Fiabbinio Claudio C. e siamo arrivati  a Torri del Benaco. Solo che dopo Castelletto, verso sud, la “quasi ciclabile” in molti tratti non è più pedalabile, soprattutto a causa di una abbondante “pavimentazione” con “ghiaino semovente” che attende la crescita dell’erba ed un po’ di terra per stabilizzarsi: oggi sulle ruote della mtb fa l’effetto delle sabbie mobili, ragion per cui siamo risaliti sulla statale.
(Forato: una puntina da disegno. Utilizzata bomboletta, che mi ha riportato a casa dopo 25 km. Indi sostituita camera d’aria).
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IL PALIO DI FELTRE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Luglio, 2015 @ 5:31 amDetto altrimenti: Trento-Feltre: a Trento la disfida dei Ciusi e dei Gobi; a Feltre un Palio aperto ai ciclisti trentini     (post 2095)
Mi scrive Andrea Marchet, un ciclo-amico che noi di FIAB Trento abbiamo in quel di Fonzaso il 25 Aprile, in occasione dei quella celebrazione, per invitarci ad andare a pedalare al Palio di Feltre.
Inizia
Il Palio di Feltre è un evento storico-culturale che coinvolge la stessa Feltre nel primo fine settimana di agosto. Quest’anno la cittadina bellunese vedrà tenersi la manifestazione – giunta alla 37° edizione – nei giorni di venerdì 31 luglio, sabato 1 e domenica 2 agosto. Conosciuto come una delle manifestazioni storiche più belle del nord-est, con i 4 Quartieri che ogni estate si contendono la vittoria del Palio, quest’anno la stessa Ente Palio di Feltre propone una novità che non può non interessare gli amanti del ciclo-turismo:
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 “Vieni al Palio di Feltre, porta la tua bici e pedaliamo insieme!â€
Con questo slogan vengono proposti al visitatore due eventi ciclo-turistici che si terranno nei giorni di sabato e domenica, all’interno del ‘pacchetto’ Palio per offrire una scelta ancora più vasta e riempire il fine settimana di chi vorrà essere presente nella nostra città nei giorni che vanno dal 31 luglio al 2 agosto. Con questo nuovo progetto si vuole far conoscere al visitatore il territorio dove il Palio vive, per valorizzare delle zone che dal punto di vista ciclo-turistico sono ancora poco conosciute. Queste pedalate sono aperte a tutti gli amanti della ciclo-vacanza.
Per iscriversi, e quindi partecipare, è sufficiente cercare l’E-Mail di contatto con l’Ente Palio di Feltre tramite il sito www.paliodifeltre.it, e richiedere i file con il programma completo della manifestazione e quello con la scheda di adesione che una volta compilata va rispedita all’Ente Palio tramite l’indirizzo info@paliodifeltre.it. Oppure contattare l’Associazione Ciclistica PST Feltre 1996, associazione che collabora con l’Ente Palio per questi due giorni dediti ad un nuovo modo di conoscere il territorio del feltrino. In questo caso è possibile rivolgersi alla E-Mail di questa associazione per richiedere informazioni al riguardo, e la si può trovare all’indirizzo internet www.acpstfeltre.blogspot.it.
L’adesione alle pedalate ciclo-turistiche – con un costo di soli dieci euro – comprende anche prezzi convenzionati verso i biglietti d’ingresso per i due giorni del Palio, per alloggiare in B&B, alberghi e ristoranti. Le iscrizioni si chiuderanno sabato 25 luglio. Le pedalate si terranno la mattina di sabato 1 agosto con la visita al Museo della Bicicletta di Cesiomaggiore seguita da quella al Museo Etnografico di Serravella sempre di Cesiomaggiore.
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La domenica, 2 agosto, gli amanti dell’arte verranno accompagnati al Santuario dei SS martiri Vittore e Corona, per poi essere accompagnati all’ oasi naturalista del Vincheto di Cellarda. Entrambi questi siti si trovano a pochi chilometri da Feltre. Già nel tardo pomeriggio di venerdì 31 luglio ci sarà un momento di benvenuto e saluto alle persone che parteciperanno al fine settimana feltrino visto che a Feltre, nei giorni del Palio, si terrà il raduno camperistico che da diversi anni raduna molti amici del camper da ogni dove.
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Gli orari di partenza e di arrivo delle ciclo-turistiche sono calibrati per fare in modo che i partecipanti una volta rientrati possano seguire anche i tanti altri momenti di intrattenimento che compongono il ricco programma della manifestazione. L’Ente Palio di Feltre è disponibile ad aiutare chi fosse interessato a partecipare alle ciclo-turistiche a trovare un alloggio. In questo caso è possibile, e consigliabile, contattare anche telefonicamente l’Ente Palio di Feltre al numero di telefono 0439 – 2320.
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Finisce
Che dire? Da ciclista Fiabbino dico che la bicicletta sta entrando sempre di più quale elemento di partecipazione sociale e componente del turismo culturale-naturalistico. E poi, lasciatemi fare una considerazione: la sensibilità umana è una e una sola: chi rispetta la natura, gli animali e ama la bicicletta, rispetta anche l’Altro, ovvero ogni persona, che poi è la cosa più importante. E allora, in ogni caso, chi ancora non è iscritto alla FIAB Trento – Federazione Italiana Amici della Bicicletta (www.slowbiketrento.xoom.it) lo faccia! Conoscerà nuovi amici, nuove bellezze naturali, nuovi siti d’arte. Il tutto, a pedali e senza fretta! Nel frattempo, a Feltre! A Feltre!
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GRAECIA CAPTA FERUM VICTOREM CEPIT ET ARTES INTULIT AGRESTI LATIO (ORAZIO)Â
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Giugno, 2015 @ 1:34 pm  (Post misto, ovvero un po’ mio e un po’  del lettore A.L.)
Detto altrimenti: la Grecia, conquistata militarmente dai Romani, a sua volta li conquistò con l’introdurre le arti nel Lazio contadino  (post 2094)
La Grecia. Fallisce o non fallisce? Fino a quando si discute, si tratta, c’è speranza di un “rescheduling†del debito. Rescheduling, rinegoziazione, una sorta di concordato preventivo che evita il fallimento e fa recuperare una parte del credito. Lo si fa in materia fiscale: mi devi 100 (milioni), non me li dai, concordiamo per 30 e chiudiamola lì. Lo si è fatto spesso nei confronti di paesi “terzi†quali il Brasile di alcuni decenni fa, ad esempio: mi devi 300 (miliardi)? Non puoi restituire quanto dovuto secondo il piano di rimborso? Ti abbuono una parte del debito e ti concedo un più lungo piano di rimborso. Dice … ma con la Grecia no …
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Dico …ma … e la cultura greca di cui ci siamo nutriti, dove la mettiamo? Di quanto di più noi Europei le siamo debitori, anche se molti non lo sanno ed altri molti lo sanno ma non se lo ricordano! Le siamo debitori di concetti quali la demo-crazia, la libertà di pensiero, l’analisi critica, il senso estetico, la tragedia, la commedia, la poesia, etc.. Se potessimo/volessimo monetizzare questi nostri particolarissimi “debiti formativi†dovremmo essere noi a pagare alla Grecia un tot a saldo. ma questa è un’altra storia.
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E invece, il gioco delle parti, il braccio di ferro. Da un lato i nostri falchi, quelli che “non se ne parla nemmeno†(ma costoro la storia, la filosofia, la cultura greca mica la conoscono …). Dall’altro un moderno Ulisse che temporeggia, tanto c’è lo spauracchio geopolitico di Putin. UE, Grecia, Putin: quanto peserebbe il danno finanziario (- a)  e geopolitico (- b)  dell’UE rispetto al costo finanziario per Putin  (- c) più che bilanciato dal  suo vantaggio geopolitico (+d)? Io credo che il valore +d superi di gran lunga ogni altro valore in gioco, e renderebbe il saldo di gran lunga conveniente per il Signor Putin ove corresse in soccorso finanziario della Grecia. Comunque lascio alle mie lettrici ed ai miei lettori di cimentarsi nel calcolo di ogni ipotesi.
Ma veniamo alla parte “open†del post, la quale a firma di AL, incentra la sua attenzione sul sistema bancario e monetario:
 Inizia
Si dice che, in caso di fallimento della Grecia, l’Italia sarebbe “esposta” per 40-60 miliardi; ma non ci dicono chi realmente è esposto. Per caso sono le banche private? Quelle too big to fail? Quelle che se falliscono, fanno fallire anche il sig. Rossi ed il sig. Brambilla? Quelle che posso essere contemporaneamente banche di investimento e banche commerciali? Quelle che per non farle fallire, spennano tutti gli italiani (oltre a Rossi e Brambilla anche Parodi, Sciaccaluga, Canepa, ecc)? Dopo la crisi del ’29 il Glass Steagall Act (1933) prevedeva una netta divisione tra le due tipologie di banche: di investimento (alias speculative) e commerciali. A partire dagli anni Ottanta, l’industria bancaria ha cercato di convincere il Congresso ad abrogare il Glass-Steagall Act. Nel 1999 il Congresso (a maggioranza repubblicana) approvò una nuova legge bancaria promulgata il 12 novembre 1999 dal Presidente Bill Clinton che abrogava le disposizioni del Glass-Steagall Act. Ora ci si domanda: perchè mai devono essere banche private (Federal Reserve, BCE, Banca d’Italia) a stampare e controllare il denaro per poi prestarlo allo stato ed alle altre banche private, denaro che dovrà essere restituito dalla popolazione con gli interessi? Perchè non può essere direttamente lo Stato a stampare denaro? Kennedy ci aveva provato ma sei mesi dopo…. La nostra Corte Costituzionale, in seguito alla denuncia del Prof. Auriti di incostituzionalità del sistema, ha stabilito che va bene così perchè così è… consuetudine.
 Finisce
Dice … ma cosa ne pensi tu, blogger? Eccomi a voi:
- Che sono favorevolissimo a che l’UE si trasformi in USE – United States of Europe oppure negli EUE, États-Unis d’Europe (sennò i Francesi mica me la fanno passare!).
- Che la colpa di quanto sta accadendo in Grecia è (anche) che l’UE è una sorta di EUE incompleti, parziali, zoppi e zoppicanti.
- Che le banche d’affari devono essere separate dalle banche commerciali.
- Che le banche pubbliche sono una cosa, quelle private un’altra.
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Fine del post “misto†ovvero di un post un po’ mio ed un po’ altrui.
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