ENI RIBASSA IL PREZZO DEI CARBURANTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Giugno, 2012 @ 4:29 pm

 Detto altrimenti … da parte di qualcuno: “E’ concorrenza sleale!”

Ma se volevate il mercato libero … libero di fare cosa? Forse lo volevate solo libero  di  stipulare un “cartello” per tenere alti i prezzi? Via … ora che il mercato è libero ed una compagnia “si permette” di rompere il cartello e di ribassare i prezzi al consumo, gridate alla concorrenza sleale? Ma via, siamo seri!  Ma è solo per il week end … i camionisti che lavorano solo in settimana non possono usufruirne … gli stessi gestori sono sottoposti ad un tour de force … Via, sono motivazioni da “fumo negli occhi”, dettagli, tentativi di arrampicata (sui vetri)!  Resta il fatto di base. Finalmente qualche cosa si è mosso. D’altra parte il consumo di carburante era molto diminuito … ed allora la regola del mercato dice che se la domanda frena, occorer agire sul tipo di offerta … E poi, non è forse vero che i supermercati “normali” vendono di meno e i “discount” vendono di più’ Ed allora, di cosa ci meravigliamo? Con il carburante sta succedendo la stessa cosa. Era ora.

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TRENTO, LA NOTTE BIANCA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Giugno, 2012 @ 4:28 pm

 Detto altrimenti: bianca … brava … o cattiva?
Dice … negozi aperti, la gente “vive la notte”, diamine, siamo vivi, giovani o giovanili, e poi lo fanno anche all’estero … Vabbè, se lo fanno all’estero …dico io …

... senza parole ... sono senza parole ...

Sta di fatto che, uscendo io alle 07,00 del giorno dopo, e recandomi in bicicletta in Piazza Dante per incontrarmi con altri “normali” per una bella pedalata sino a Riva del Garda, ho dovuto schivare cartelli stradali divelti, moltissimi cocci di ceramica, moltissimi pericolosi frammenti di vetro, mucchi di spazzatura, etc.. Uno spettacolo da terzo mondo. Ma poi puliscono sa, mi si dice .. Si, e ci mancherebbe altro! Solo che il problema non dovrebbe essere quello di “pulire” ma quello di “non sporcare”. Sono stato giovane anch’io, ma l’impulso di spaccare le bottiglie vuote per terra, di divellere segnali stradali, di attaccare briga con ubriaconi non l’ho mai avvertito.

 

... Dante, per oggi la tua gita con noi salta, purtroppo! Con la bici conciata in questo modo non puoi proprio venire ...

 

 

 

In attesa degli amici, ho scattato qualche foto. Povero Dante … forse quando scrivevi “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” avevi in mente proprio una “notte bianca”. E poi, guarda la tua bicicletta che avevi parcheggiata vicino alla tua statua … guarda come te l’hanno trattata!

 

 

 

 

 

 

 

 

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TRENTO: “ACCADEMIA DELLE MUSE” IN TRASFERTA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Giugno, 2012 @ 6:30 pm

Detto altrimenti: … circolo culturale privato, in riunione di inizio estate, in una sede diversa dal solito

La padrona di casa

 

 

A Trento succede anche questo. Un gruppo di privati si riunisce, senza alcuna formalità, e “fa” musica e cultura varia. Una volta al mese, da ottobre a giugno. La riunione del 23 giugno 2012 è stata quella “straordinaria” di inizio estate.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il compositore Bonporti

 

 

 

Una coppia di amici, veramente molto ospitali,  da tempo insisteva perché la riunione si tenesse a casa loro, casa che era stata del Trentino  Francesco Antonio Bonporti (6721 -1749). Bonporti, uomo di Chiesa e di compositore musicale. A lui è intitolato il Conservatorio musicale di Trento.

 

 

 

 

 

 

 

Documento immaginario, contenuti veri

 

Ci siamo riuniti. Di Bonporti è stata data lettura di un “falso” quanto alla forma, al documento, ma non certo quanto ai contenuti, cioè di una lettera che Bonporti (non) avrebbe scritto alla madre, la quale tuttavia riepiloga le fasi salienti della sua vita, le sue aspirazioni e le sue delusioni.

 

 

 

 

Carlo Fierens

 

 

Carlo ha eseguito alcuni brani alla chitarra classica: un brano tradizionale argentino, “Campo abierto”; poi, di Giulio Regondi, “Introduzione” e “Capriccio”; infine, di Villa-Lobos, “Studio n. 1”.

 

 

 

 

 

 

 

Mirco

 

 

 

 

Mirco ha suonato alcuni brani al sitar indiano ed al flauto traverso indiano (ricavato da una canna di bambù autentica indiana!)

 

 

 

 

 

 

 

Ruggero

 

 

 

Ruggero si è esibito con il violino: la Czarda di Vittorio Monti; una variazione arpeggiata della linea melodica dell’inno alla gioia dalla nona sinfonia di Beethoven; “Sulle onde del Danubio” di Ivanovich; per finire, alcune canzoni napoletane.

 

 

 

 

 

 

 

 

Cristina

 

 

Cristina, Presidente dell’Accademia, la quale oltre che pianista è anche soprano, ha cantato. Questa la musica.

La "Cerenda" (cena+merenda)

Ciascuna signora aveva preparato quanto di meglio del proprio repertorio culinario per imbandire la “cerenda” (merenda con cena). E così è stato.
La riunione si è svolta nel giardino della casa, vista Trento e vista Cima Tosa, 3173 metri, la vetta più alta del Brenta.

 

E il sol ridea calando dietro ... la Cima Tosa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

79 anni. E' stato più semplice mettera la candelina che mancava agli 80!

Abbiamo quindi festeggiato i 79 anni di Ruggero ed i 69 di Gianfranco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un "pezzo" storico della casa Museo

Calate le tenebre, ci siamo trasferiti all’interno della “Casa museo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Che dire di più?  “Avanti tutta”, “Alla via così”, “Ad majora”, Accademia delle Muse! E “grazie!” ai nostri ospiti Daniela e Luigi! Un solo rammarico: che Mirna, sì, Mirna di trentoblog.it/mirnamoretti non sia stata con noi!

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INIZIATIVA LOMBARDA E ACCOGLIENZA TRENTINA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Giugno, 2012 @ 7:56 am

Sotto il ponte di Arco il Sarca scorre ...

Detto altrimenti: BICI UISP TRENTO insieme ai ragazzi di Suzzara

Da tempo, ben prima del terremoto, le loro Parrocchie avevano programmato di far fare loro una biciclettata su una qualche ciclabile. La loro non è stata una zona particolarmente colpita dal sisma, ma molti di loro, comunque, hanno la casa inagibile. La gita quindi ha assunto un maggiore significato: la volontà e la capacità di continuare a vivere. Richiesti di un consiglio da parte degli organizzatori (Gianpaolo Ilcina e Don Nicola Catarin), li abbiamo guidati per un sopralluogo. Detto, fatto, la zona ed il percorso sono approvati e scelti rispetto ad latri percorsi fuori provincia. Ed ecco che il 19 e 20 giungo si snoda il serpentone dei 45 ragazzi, maschi e femmine dagli otto ai quindici anni. Li aspettiamo alla stazione ferroviaria di Rovereto. Loro arrivano in treno, le bici su di un furgone.

Tuffi dal Ponte Romano di Ceniga (TN)

Si parte per Borgo Sacco (Rovereto) e Mori. Colazione nei giardini pubblici. Indi a Torbole, scortati dalla Polizia Locale per l’ultima, ripida discesa della Vecchia Torbole. Indi si costeggia il lago e poi a nord, verso Arco e Dro … anzi, al Ponte Romano di Ceniga … e chi li trattiene questi ragazzi? Tutti in acqua!
La sera, grazie all’ospitalità di Don Stefano, tutti a cena e a dormire presso l’Oratorio di Dro.
La mattina dopo, si ripedala. Da Dro si prende la nuova ciclabile sulle sinistra orografica del fiume, in salita verso Pietramurata, indi si gira a destra, prima su di una strada poderale, poi sulla nuova bretella ciclabile che conduce al Lago di Cavedine. Sosta sul lago, nei prati del nuovo centro velico. Quindi si riparte: le marocche, il discesone che da Drena scende su Dro, le ciclabili sino a Riva del Garda, dove l’armata è ospitata presso la terrazza della Fraglia Vela Riva. Indi tutti alla spiaggia dei Sabbioni per un bel bagno finale, ristoratore.

 

Edoardo Pellegrini, sua moglie Pia, Mara Lucian, Monica Giacomozzi e l'autista vivandiere Aldo

 

 

Un grazie a Don Stefano, alla Polizia Locale di Nago Torbole, a Bici UISP (che fra l’altro ha fornito i giubbottini colorati per tutto il gruppo),  alla Fraglia Vela Riva.
Gli accompagnatori trentini sono stati: Monika Giacomozzi, Presidente Bici-UISP del Trentino Alto Adige; Mara Lucian, Edoardo Pellegrini e il sottoscritto (UISP).

 

 

Ed ecco alcune foto scattate da Edoardo Pellegrini:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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POLITICI, USATE I MEZZI PUBBLICI!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Giugno, 2012 @ 6:04 pm

Detto altrimenti: il primo a farlo, a mia memoria ed esperienza, fu il Sindaco di Genova Vittorio Pertusio (1951-1960; 1961-1965).

Quel sindaco usava il tram, ogni giorno, casa-ufficio e ritorno. L’auto blu c’era. Ferma, in garage. Pertusio abitava nel mio quartiere, Albaro, ad est della piana ove di trova la famosa Piazza della Vittoria e la Stazione Ferroviaria di Genova Brignole, ad est, verso l’alba, Albaro, appunto. Una collina un tempo sede solo delle ville signorili e dei poderi contadini, poi divenuta sempre più anche quartiere residenziale a scapito dei poderi dei contadini, poderi “urbani” che a Genova si chiama(va)no “ville” ed il cui “capo”, baccan, padrone (in Toscana direbbero “capoccia”).

Io, ragazzino, classe 1944, mi stupivo di quanto mi raccontavano, ammirati, i miei genitori. Erano suoi amici. Mamma, insegnante delle sue figlie. Babbo, Maresciallo dei Carabinieri, si era reso colpevole di un reato non arrestandolo quando Pertusio era ricercato come antifascista.

Pertusio usava il tram ed ascoltata i “mugugni” (termine genovese per “lamentele”) ed i problemi della gente. Quello che dovrebbero fare i nostri politici odierni. Scendere dalle auto blu ( o grigie), uscire da una sorta di isolamento acustico e soprattutto intellettuale, ascoltare, ascoltare, ascoltare … quindi capire ed infine condividere.

Io non sono un politico. Tuttavia – sotto altra veste, quella di manager d’azienda – ho sperimentato il passaggio dall’uso quotidiano dell’auto all’uso dei mezzi pubblici. A Torino, garage-auto-garage. Trasferito a Milano andai ad abitare a Monza. Ogni giorno Monza –Milano e ritorno: in totale 36 km alla media di 36 km/all’ora? Magari! In realtà la velocità era di 36Km/3ore! Quindi, spesso, usavo il bus ed il treno. Il treno … a Monza, salendo, trovavo impiegati e impiegate provenienti, ogni giorno, anche da Sondrio! La prima cosa che notai, il rumore, anzi, il suono delle voci. Come quando camminate per le calli veneziane. Già questo fatto vi sorprende, voi che eravate abituati al giornale radio o ai nastri di tedesco, voi che lavoravate alla Siemens e che lo dovevate imparare …

Subito dopo, i contenuti dei loro discorsi. I problemi quotidiani, le difficoltà, le speranze, la lotta per fare quadrare i conti, gli artifici per trovare il tempo per fare tutto, soprattutto le madri … Un mondo di eroi e soprattutto di eroine quotidiane, alle quali nessuno avrebbe mai dato la medaglia, per le quali nessuno mai avrebbe proposto l’erezione di un monumento all’Eroe civile ignoto. Eppure c’erano, anzi, ci sono ancora, tanti … che oggi pagano l’IMU, che fanno il proprio dovere, ognuno a portare la sua goccia di prezioso contributo al Paese, come padri, madri, lavoratori, lavoratrici. Sono loro le persone che i politici devono ascoltare mentre esse, eroi sconosciuti, vivono la propria vita e la propria battaglia quotidiana. E poi confrontare il piano dei loro problemi, quelli delle “vite vere”, con il piano – purtroppo non intersecante – dei  problemi (troppo diversi) delle “vite della politica”, vite che accettano di vedersi dimezzati i  “rimborsi” elettorali … tanto ne spendevano un quarto …

Perché ho scritto questo post? Perché in questi giorni mi è capitato di percorrere più volte il tragitto Trento- Riva del Garda e ritorno sui bus pubblici …

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Musica a Riva del Garda : ascoltando il M° Corrado Ruzza

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Giugno, 2012 @ 2:05 pm

Ruggero Polito e Corrado Ruzza

Detto altrimenti: il M° Corrado Ruzza al pianoforte. Questo “post” è stato scritto da me solo provvisoriamente, in attesa che su Trentoblog inizi a pubblicare e scrivere di Musica il nostro caro amico musicologo e chitarrista classico Carlo Fierens (giovane ligure di nonno fiammingo, pluridiplomato, allievo di suo padre a sua volta allievo di Segovia), a ben altro titolo e con ben altra competenza che non la mia! (su Carlo Fierens si veda il post dell’11 gennaio 2012).

 

 

Siamo in una casa privata, quella di Ruggero Polito, Dottore, Commendatore, alla tenera età di quasi 80 anni studente del nono anno di conservatorio (violino), pianista, Presidente Emerito del Tribunale di Rovereto e da oltre 50 anni Presidente dell’Associazione (rivana) degli Amici della Musica, ospite, anfitrione, quasi mecenate della Musica!

... appalusi ...

Un pomeriggio fra amici, una “cerenda”, cioè una merenda che diventa una cena … ma prima, una lectio magistralis sulla vita e sull’arte di Franz Liszt, seguita da una splendida esecuzione al pianoforte di nove brani. Il tutto ad opera del M° Corrado Ruzza: una eccezionale anteprima del concerto che egli andrà a tenere il 23 giugno a San Quirico d’Orcia, per i “Concerti dell’Abate Naldi” presso la di lui casa natale, in Via Dante, 24 a S. Quirico. Lo stesso concerto sarà replicato il 13 dicembre a Venezia, Ca’ Rezzonico, all’interno della Stagione “Offerta Musicale”. La prima assoluta, a Riva del Garda, anzi, a casa del Presidente dell’Associazione Amici della Musica! Scusate se è poco! Anzi, come Associazione, stiamo pensando di inserire il concerto nella nostra prossima stagione 2013, presso il locale Conservatorio Bonporti.

Io non avrei dovuto esserci, reduce come sarei stato ( e come poi sono stato)  nello stesso pomeriggio da una due giorni ciclistica di 100 km  per le ciclabili della Val d’Adige e della Busa del Garda (l’Altogarda Trentino), a far volentieri da guida a 45 ragazzini provenienti dalle zone terremotate … tanto per distrarli da quanto è successo a casa loro … ma tant’è, alle 16,00 il tour è terminato e così mi sono precipitato a casa di Ruggero. La lectio magistralis era appena iniziata …

Franz Liszt, “Anni di pellegrinaggio – Primo anno: Svizzera”. Questo il titolo della raccolta che comprende i seguenti brani:
1. Chapelle de Guillaume Tell
2. Au lac de Wallenstadt
3. Pastorale
4. Au bord d’une source
5. Orage
6. Vallée d’Obermann
7. Eglogue
8. Le mal du pays
9. Les cloches de Genève (vedi www.Les cloches de Genève)

 

Marie d'Agoult, madre di Cosima, futura Cosima Wagner

Tutto cominciò quando la bella trentenne Marie d’Agoult, nobile, ricca e blasonata ma infelice lasciò figli e marito nobile, ricco, blasonato ma distratto, per fuggire in Svizzera con un ventiduenne che l’aveva incantata, tale Franz Liszt. Donna felice per quattro anni e tre ulteriori figli. Romantica fuga in pieno romanticismo. Roba da ricchi, potrà dire qualcuno … ma oggi tutti noi, ricchi e meno ricchi, godiamo e ci arricchiamo della rappresentazione in Musica dei sentimenti che la ispirarono. Molto spazio è dedicato dall’Autore alla rappresentazione in Musica della natura, particolarmente seducente del paese che ospita la fuga d’amore dei due “peccatori”. In questo richiama alla memoria, se non altro per comunità di tema, l’Alpensinfonie di Richard Strauss.

 

 

 

 

Chi scrive non è un musicologo, cioè uno che “s’intende di musica” ma semplicemente una persona che la ama. Non potrà quindi farvi una analisi estetica dei brani né sarà capace di esprimere con parole la cultura, la sensibilità e la maestria dell’esecutore. Maestria … già, perché solo se si comprende “da Maestro” il contesto culturale, solo se si ama ciò che si coltiva, solo così si riesce poi a trasmettere agli altri ciò che si prova nel leggere e nell’eseguire brani così splendidi. E Corrado Ruzza fa tutto questo.

Franz Liszt

Il M° Ruzza. Una Persona con la P maiuscola, regala ai presenti autentici tesori di storia della musica e delle persone che l’hanno vissuta. Il tutto con garbo, spontaneità, naturalezza, quasi che poco o nulla fosse il tanto che invece elargisce. Poi, con un sorriso di commiato, si volta verso la tastiera ed allora comincia il rapimento dell’ascoltatore.

Ma ora lascio spazio ai commenti di chi, dotato di ben altra cultura musicale, era presente insieme a me al concerto.

Buona Musica a tutti!

 

P.S.: su Marie d’Agould, si veda http://www.associazionelacasarosa.org/pagina.php?c=1

 

 

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“MOTIVO D’ALLARME”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Giugno, 2012 @ 5:10 am

Detto altrimenti: gioco d’azzardo, se non lo è questo, un motivo d’allarme … non solo per il male che fa ai giocatori  (che si rovinano finanziariamente e si ammalano di ludopatia), ma anche a chi giocatore non è, bensì “contribuente”

Il titolo non è mio, bensì del giallista Eric Ambler (leggetelo questo libro, ve lo consiglio vivamente!).

In post precedenti (ad esempio, quello del 3 maggio scorso), parlavo di incredibili sconti di pena (multa) fatti alla società Atlantis, gestore delle macchinette mangia soldi, a fronte di accertate gravi e rilevanti evasioni fiscali.

Ricevo oggi una notizia che mi auguro possa essere smentita da lettori più documentati di me. Lo spero vivamente e me lo auguro, perchè non “deve” essere vera (eppure lo è … purtroppo!). Eccola:

Il comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche Umberto Rapetto è stato “dimissionato”.

Il Colonnello della GdF Umberto Rapetto

Per cinque anni, Rapetto ha seguito tutti i componenti delle organizzazioni che gestivano il gioco d’azzardo in Italia senza pagare le imposte. La frode è “telematica” perché l’evasione avviene scollegando le macchinette mangiasoldi dai sistemi di controllo della GdF. Finchè un giorno Rapetto ha chiuso il dossier, facendolo arrivare ai carabinieri e facendo arrestare quindici persone. Rapetto si è presentato in giudizio con migliaia di pagine di prove e con conti precisi: le società dei videopoker sotto accusa devono allo Stato di 98 miliardi, 456 milioni, 756 mila euro. Cifra mostruosa, superiore persino alle ultime quattro manovre finanziarie messe assieme. Gli imputati che sono stati tutti condannati penalmente hanno patteggiato, anche se Rapetto era contrario: il colonnello sosteneva che dovevano restituire fino all’ultimo centesimo di euro. Alla fine gli imputati sono stati condannati al pagamento di appena 2,5 miliardi di euro.

Il mondo politico si è detto indignato. Sono già nove le interrogazioni parlamentari legate al suo caso: due di Lannutti (Idv) di Zamparutti (Pd), di Tassone e altri 33 (Udc),di Fluvi (Pd), di Gramazio (Pdl), di Buonfiglio (FareItalia), di Pisicchio (Api) e Caparini (Lega).

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I PADRONI DEL MERCATO FINANZIARIO … CHI SONO COSTORO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Giugno, 2012 @ 5:19 pm

Detto altrimenti: Carneade, chi era costui?

Carneade! Chi era costui? Ruminava tra sè don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l’imbasciata. Carneade! Questo nome mi par bene d’averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?”. Tanto il pover’uomo era lontano da prevedere che burrasca gli si addensasse sul capo! (A. Manzoni, I Promessi Sposi).

I mercati finanziari sono mossi dai grandi specularori. I piccoli risparmiatori sono come “nave senza nocchiero in gran tempesta” (Dante, Purgatorio, VI, 77)

Quanto segue invece … non è del Manzoni nè di Dante, bensì di Gianluigi De Marchi.

Inizia

“In questi ultimi anni si è spesso parlato di grandi speculatori, i grandi gruppi finanziari che dominano i mercati internazionali, grandi operatori che fanno il bello ed il cattivo tempo nelle borse, rovinando i piccoli risparmiatori. Ma nessuno ne ha mai rivelato nomi e dimensioni, lasciando così il dubbio che questi “mostri della finanza” esistano davvero. Vogliamo alzare il velo sui loro nomi e volti, per dare a tutti i lettori indicazioni precise ed un suggerimento finale.

Tutto è nato con la famosa “globalizzazione”, in base alla quale si è creduto che solo crescendo di dimensioni si potesse dare al mondo un modo migliore di crescere. Idea teoricamente giusta, che però è stata rovinata (come tante altre idee giuste) dall’avidità. I manager delle grandi istituzioni hanno pensato bene, con l’enorme potere che avevano, di lavorare più per se stessi che per il mondo, avviando operazioni di speculazione forsennata per ottenere utili e profitti subito da potersi spartire (i famosi bonus, i superstipendi d’oro, le incentivazioni da decine di milioni di euro l’anno, pagate anche negli anni di crisi!).

Esistono nel mondo dieci “superbanche”, che hanno ognuna almeno 1.000 miliardi di dollari di attivo patrimoniale. Insieme arrivano a 20 mila miliardi di dollari! E insieme hanno messo in giro oltre 310 mila miliardi di dollari di derivati, questi mostruosi OGM finanziari che hanno rovinato l’economia. Sono BNP Paribas, HSBC, Deutsche bank, JP Morgan, Bank of America, Barclays, Royal bank of Scotland, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley.

Queste superbanche hanno creato società di gestione, dei superfondi che maneggiano decine di miliardi di dollari dei loro clienti: sono Black Rock, Vanguard, Fidelity, PIMCO.. Le stesse superbanche poi sono dietro le agenzie di rating che spadroneggiano dando le loro “pagelle” a Sati e società e determinandone le sorti: si tratta di Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch, i cui giudizi possono provocare sfracelli nelle borse (e negli ultimi anni lo si è visto con chiarezza).

Consiglio per i lettori: state alla larga da questi gruppi che non pensano certo ai vostri interessi ma solo ai loro, destinate i vostri capitali ad operazioni tranquille senza cercare avventure, scegliete banche che facciano solo la banca e non i filibustieri della finanza”.

Finisce

Seguono due mie brevi annotazioni:

1)La Bank of America nasce dalla Bank of Italy, fondata a San Francisco da ligure Amadeo Giannini nel 1904. In occasione del terremoto di San Francisco del 1906 Giannini riuscì a salvare il denaro depositato dal crollo dell’edificio in cui la banca era ospitata e dagli incendi. Contrariamente a molte altre banche, fu quindi in grado di prestare denaro a coloro che erano stati colpiti dal disastro. Questa fu la base per la sua forte crescita. Come è cambiata, rispetto alle sue origini!

2) In miei post precedenti auspicavo la nascita di ERA, European Rating Agency, per valutare dall’Europa  i valutatori USA.

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SECOND “ONE DAY BYKE”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Giugno, 2012 @ 6:53 pm

Detto altrimenti: anche per non ciclisti!

Brunico FS

Un circolo culturale privato, l’Accademia delle Muse, ha organizzato una pedalata sociale per non ciclisti, da Brunico a Campo Tures e ritorno. Lo so, i ciclisti “abituali” diranno: pochi km, poca salita … ma la gioia di non-ciclisti- abituali nel ritrovarsi “scopritori” di spettacoli normalmente riservati ai ciclisti abituali, dove la mettete?
Eravamo in dieci, su tre auto. A Brunico Stazione FS, ampio posteggio auto e noleggio bici, €16,00 al giorno (per chi non se la era portata appresso). Piccolo bar. I WC sono “in fondo a destra”, seguendo il marciapiede ferroviario verso nord est, direzione Dobbiaco, ci sono, credete a me, anche se li vedete solo all’ultimo momento!). Indi con le bici si prende l’ascensore in stazione (che lusso!) che ci porta in bassio, al piano strada e via, a destra, verso la Valle Aurina!

La neve dalla ciclabile

Si pedala in leggerissima salita inferiore all’1%. La seconda metà del percorso è stupenda: la valle è ampia, piena di sole, si pedala fra prati verdissimi e sullo sfondo le montagne bianche di neve!
Arrivati a Camitata, circa 1,5 km prima di campo Tures, si conferma la nostra presenza al bar ristorante Brugghof (Biker Gasthof- Pub- Raftingcenter tel. 3482611612) per il pranzo per le 12,30. Menù con poca scelta, ma più che sufficiente: insalate miste a gogo, due primi, carne, contorni, (ma non ce la fate a mangiare primi + secondi!), dolce etc.

 

 

Si mangia!

Qualità ottima e portate giganti. Prezzi accettabilissimi (€17,5 a testa, vini e caffè compresi!). Indi liberi tutti! Chi si spaparanza al sole, chi va in centro a Campo Tures, chi cerca di raggiungere le cascate di Riva, salvo scoprire che dopo la pedalatina aggiuntiva, sarebbe stato necessario camminare per 45 minuti: sarà per un’altra volta.
Quindi si riparte. Visita al centro di Brunico e poi, tutti a Novacella. Sempre splendida!
Alle 20,00 eravamo a Trento, “stanchi ma contenti della bella giornata trascorsa”.

 

 

Novacella Group

Tutti, a Novacella ( e qui ci sono anch’io … nella foto … il terzo da sinistra … che figo!)

 

 

 

 

 

Si attendono i commenti dei partecipanti!

 

 

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CAUSE ED EFFETTI, problemi e “provvedi … Monti” relativi

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Giugno, 2012 @ 6:00 am

Detto altrimenti. siamo molto concentrati sugli effetti, sui “provvedi… Monti” del momento e trascuriamo o ci dimentichiamo le cause che li hanno resi necessari

Non che prima tutto andasse per il meglio. Cioè, prima del “secondo ventennio” italiano, intendo, ma illo tempore eravamo aiutati da tre congiunture favorevoli:
• la possibilità di incrementare il debito pubblico;
• il processo di industrializzazione del Paese;
• l’assenza della globalizzazione (il computer sul quale sto scrivendo è “made in China”!
Ci siamo lasciati andare. Sotto il profilo della progettualità, del rigore e della moralità. Nel ventennio appena trascorso siamo stati tutti molto più attenti e preparati a difendere o attaccare leggi ad personam che non ad invocare una seria politica in previsione di ciò che sarebbe accaduto.

Ma è una crisi di portata mondiale, si dice. Ebbene, chi ha insistito per occupare certe posizioni nella politica, nel governo e nel parlamento, avrebbe dovuto prevedere anche questa possibilità. Un Piano di Emergenza prima del suo verificarsi, che poi …in quanto prevedibile e prevista non sarebbe stata più un’emergenza. E non solo contro le calamità naturali, ma anche contro le calamità “umane” quali la mancata progettualità, appunto.

Oggi, che fare? Copiamo dai migliori, in economia ed organizzazione, ad esempio, dalla Germania. Perché no? Se io posseggo una spa e non la so amministrare, mi prendo un bravo amministratore, senza guardare se è italiano tedesco o altro. Altro … altro che dire che “per colpa dell’Europa l’Italia rischia di perdere pezzi della propria sovranità!”.

Ma ci vuole tempo per scardinare la cattive abitudini …E nel frattempo “sa fente”? Per dirla in dialetto trentino, cosa facciamo? Non ve lo dico … non lo so. A me basta avere impostato il problema. Come faceva Socrate. Provate a dirlo voi, pazienti lettori dei miei post, cosa fare …

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