POLITICA, DEMOCRAZIA, GOVERNI TECNICI E POLITICI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Dicembre, 2016 @ 9:23 am

Detto altrimenti: multa paucis, molti concetti con poche parole (post 2566)

Polloi, i molti: polis, la città, il luogo dei molti; politica = aggettivo sostantivato che presuppone un sostantivo, la archè, l’ “azione capace” (di agire per la polis).  Ma fare politica … come?

  •  Ridurre la politica alla organizzazione degli strumenti con i quali poi NON si fa la Politica Vera? (Democrazia come potere sul popolo, per perseguire obiettivi personali), oppure …
  • … fare Politica Vera, ovvero operare scelte di fondo e farle realizzare dall’esecutivo? (Democrazia come potere del popolo).

Io la vedo come segue:

  • i cittadini si esprimono;
  • i partiti politici – previsti dalla Costituzione – fanno sintesi e decidono;
  • l’Esecutivo esegue.

Tuttavia frequentemente questo processo è inquinato

  • dalla “inversione termica della democrazia” ovvero, decide tutto l’esecutivo; l’esecutivo cerca l’approvazione della politica o fa entrambi le due cose: politica e governo; i cittadini stanno a guardare (le oligarchie del potere sono indifferenti agli esiti elettorali);
  • dalla mancanza del vincolo di mandato;
  • dalla mancanza di democrazia interna dei partiti;
  • dal fatto che tutti gli ultimi nostri governi sono tutti tecnici, nel senso che i vincoli della finanza pubblica impediscono loro di operare e realizzare scelte di fondo, ma consentono loro solo di stiracchiare di qua e di là la coperta … tecnicamente, appunto!

D’accordo o memo su quanto sopra, l’importante è avere posto il problema e se mi sbaglio … mi corrigerete!

 

 

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NATALE DI GUERRA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Dicembre, 2016 @ 8:31 am

Detto altrimenti: amiche, amici, perdonate la mia invadenza, ma mai come quest’anno sento il Natale per quello che è, per quello che deve essere e cioè un “Natale per gli Altri. Ed allora ho riadattato una mia vecchia poesia che avevo scritto anni fa, per un altro Natale, al ritorno dalla Bosnia dove mi ero recato subito dopo la guerra, per dare una mano. Tutta in caratteri minuscoli, senza punteggiatura … capirete … il protagonista non ne ha avuto il tempo … vorrete scusarlo …   (post 2565)

 Che questo sia un Natale contro tutte le guerre: Siria, Africa, etc …

“Natale 2016, di guerra purtroppo”

la testa schiacciata

la bocca ricolma

di sangue e sudore

nessuno richiude la mia ferita

di luce

del giorno che fugge

nemici colpiscon da terra

amici dal cielo

vicino al mio viso

wp_20161127_004        (da voi in Italia)

senza ricordi

che altri le possan rubare

un’ape

sugge il suo fiore

mentr’io respiro il sapore

di guerra

è freddo

il cuscino di terra

mi copre soltanto

la voglia del tempo

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              (in Siria, da me)

un’ape d’acciaio

precipita al suolo

un miele che incendia

svanisce il frastuono

no

non cambiate canale

…

è Natale

perdono

i tanti

che han regalato

gioielli di piombo e di fuoco

ad un corpo

ormai di nessuno

ed esco di scena

i piedi in avanti

in silenzio

da solo

 

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IN ATTESA DEL S. NATALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Dicembre, 2016 @ 7:56 am

Detto altrimenti: “Il canto di Natale di Trento al Fersina”     (post 2564)

Gentili lettrici e amici lettori, da oggi alterno ai miei soliti post alcuni scritti sul Natale, in prosa o in versi. Si tratta di edizioni 0 riedizioni di mie antiche “produzioni” da vile meccanico della letteratura e della poesia… ma l’importante è provarci, non vi pare? Il “numero zero” di questa mini serie è dedicato al fiume Fersina, “la Fersena” in dialetto, (Bersn, in lingua mochena) l’affluente urbano di sinistra dell’Adige, che suo tempo scendeva più diretto in città ed il cui corso è stato deviato dall’Austria per evitare le alluvioni nella zona delle Ghiaie, deviazione a mezzo di un robusto bastione sul quale oggi si trova il Viale Trieste. Inoltre, deviando a sinistra orografica la Fersena e a destra orografica l’Adige, l’Austria ampliò l’area urbana vivibile della città nel suo centro.

Da internet si apprende: “Il torrente Fersina nasce dal Lago di Erdemolo (mhn. Hardimblsea) a 2036 m al margine occidentale della catena del Lagorai, scorre nella Valle dei Mocheni (Bersntol), lambisce la Valsugana (dalla quale è separato dalla Sella di Pergine) e qui riceve da destra il torrente Silla (proveniente dall’altopiano di Pinè) quindi dopo aver percorso una profonda e spettacolare forra (l’Orrido di Ponte Alto), attraversa la città di Trento dove sfocia nell’Adige. La sua lunghezza complessiva è di 37 km mentre la sua portate media (registrata presso l’idrometro di Canezza) è di 3 m³/s. Le sue acque sono utilizzate a scopi irrigui”.

 Ma ecco la poesia (le foto sono mie tranne la pesca dell’airone che è di Luigi Zullo)

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Nevegada!

Sei vivo.

Mi parli col suono di luce

dei tuoi mille occhi di rivo

splendenti nel verde.

Dapprima

mi sembri annoiato

nel lento rigiro

che sempre conduce

al tuo limitato infinito

eletta dimora

di anatre urbane

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A pesca (tecnica base)

ed aironi

in morbide anse di steli

ov’acqua

fra ‘l fiore che odora

con tenue sospiro si perde.

Ma ecco

improvviso

uno slancio

al pari del cervo brunito

che hai visto saltar le tue rive

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Altra tecnica di pesca …

braccato dal cane

ed hai ristorato

offrendoti invito alla sete

ed alle corse un po’ schive

del giovane re incoronato.

Ancora …

hai negli occhi il ricordo

di una prudente marmotta

del falco

che lento

si libra nel cielo in agguato …

di un movimento …

di vita che lotta …

di tenero nido violato.

Tu nasci ove aria rinfresca.

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Fersina fiorito

Poi …

scendi la cima

scoscesa di valle tedesca

qual liquido velo nuziale

che adorni la Sposa Atesina

e rechi in pianura

la figlia del suolo innevato

i fulgidi pesci d’opale

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E a valle … il Bondone!

il tenue lenzuolo

che dona ristoro all’arsura

di ninnula cuna

il manto di brezza

che stendi alla luna

ed olezza.

E dolce assopisci il bambino

cantandogli la ninna nanna

che i monti ti hanno affidato.

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.Tu sei Poesia

il capolavoro scolpito

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L’inchino

del grande Pittore Trentino

che ascolto

rapito all’oblìo

insieme alle fronde

degli ippocastani

che sopra le spalle

ti fan capolino ondeggiando

e curioso

protendono il volto

sull’armonioso spartito

del tuo gorgoglio.

img_2483Ma ora prosegui il tuo viaggio

e mentre ricevi altre sponde

le mie vecchie mura imperiali

riflesse

ti rendono omaggio

più belle pe’ i grandi regali

che porti di piccole onde

ai nostri Natali.

                 La tua Città

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PICCOLE MOSTRE CRESCONO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2016 @ 1:45 pm

Detto altrimenti: … mostre di poesie, pitture, fotografie …   (post 2563)

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Trento. Via Dietro le Mura B (mi raccomando quel “B”!). Negozio di parrucchiere per uomo e per donna. Nel retro, una saletta ospita mostre dell’arte varia della clientela. Una sorta di piccolo circolo culturale, di luogo di incontro e di “comunicazione”, nel senso che attraverso i loro lavori, gli “espositori” parlano con i visitatori, prima o dopo il taglio dei capelli.

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Negli ultimi anni io ho esposto poesie di Natale e fotografie “in bici”. In bici? Ecco che una volta ci ho incontrato Gipo Simoni, il due volte (quasi tre) campione del Giro d’Italia!

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Conoscendo la mia passione per la bicicletta i miei amici mi ci hanno presentato: foto ricordo e depliant con dedica: “Al collega Riccardo” (collega? Uaoo!).

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Da oggi sono esposte -per  il periodo natalizio – altre foto, di tipo diverso, … ovvero “a vela”. Chissà se vorrete andare a vederle … In ogni caso, grazie!

Il vostro blogger

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NON DI SOLO REFERENDUM VIVE L’UOMO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2016 @ 7:40 am

Detto altrimenti: ma anche di bicicletta e musica       (post 2562)

30-nov-2016-1.

Ieri. Dovevo “scendere” a Riva del Garda. Già, sono uno dei dirigenti dell’ Associazione Amici della Musica (Presidente Franco Ballardini) che da 60 anni organizza concerti. E ieri sera avevamo nientepopodimeno che gli archi dell’orchestra regionale Haydn. Si va. Arrivo a Riva alle 11,00. Sole, caldo (8 gradi) … quant’è che non pedalo? 27 giorni, a causa del freddo e della pioggia a Trento e dell’operazione alla cataratta (si riguardi, i primi tempi!). Che faccio? Dai che una pedalata ci sta. Solamente … dopo tanta inattività? Be’… utilizzo la bici con pedalata assistita, anche perchè per arrivare al Lago di Cavedine ci sono alcune salitelle di cui una al 20%. Detto fatto. Parto alle 11,30, arrivo fino a Sarche e ritorno. 50 km mica male, per un diversamente giovane come me!

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wp_20161130_004Sera. Concerto presso il Conservatorio Bonporti. Gli archi + il fagotto di Flavio Baruzzi e la tromba di Bertold Stecher. Maestro Concertatore, Stefano Ferrario.

Anticipate da una prolusione del Professor Franco Ballardini, musiche di Anton Webern (1883-1945, Langsamer Satz; e di Paul Hindemith (1895-1963, concerto per tromba, fagotto e archi). Entrambi  dell’ultimissimo romanticismo …

Seconda parte: Luigi Boccherini (1743-1805,” La musica notturna a Madrid”, in onore della città nella quale Boccherini ha vissuto molto). Sicuramente più facilmente comprensibile e gradibile da persone come me, semplici “amanti” e molto meno “conoscitori” della Musica.

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Da ultimo, Edvard Grieg (1843-1907), Suite in sol maggiore op. 40 “Dai tempi di Holberg”, ovvero di 200 anni prima. Un tuffo aggiornato nella musica del ‘700.

Applausi a non finire!

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Prossimo appuntamento: 8 dicembre ore 18,00 Chiesa Arcipretale di Arco, Concerto dell’Immacolata eseguito dalla Camerata Musicale Città di Arco, M° Giorgio Ulivieri. Non mancate!

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REFERENDUM SI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Dicembre, 2016 @ 7:07 am

 Detto altrimenti: palestra per l’intelligenza                           (post 2561)

downloadCera una volta un giovane … che frequentava il corso AUC-Allievi Ufficiali di Complemento. Il Capitano (Cap. Severini, oggi sarà generale!) chiese: “Allievo, mi parli dell’utilità del servizio militare”. La risposta fu: “Occorre distinguere fra utilità per lo Stato e per l’individuo; in assoluto e in relazione ad altro impiego del tempo”. Il capitano disse: “Bene, mi piace ..”. Suonò la campanella del fine lezione e la cosa finì lì. Oggi quell’ex giovane cerca di riflettere in merito alle discussioni circa il SI-NO al prossimo referendum costituzionale. Al riguardo egli osserva:

  1. Chi dice di votare no perché si tratterebbe di una cattiva revisione, di fatto sta cercando di evitare agli avversari – coloro che l’hanno proposta questa revisione – di commettere un errore. Allora mi chiedo: non è strano che l’avversario cerchi di non farti sbagliare?
  2. Ancora: la discussione avviene su diversi terreni di “scontro”:
    1. Il premier è spocchioso si-no …. Ma che? Ce lo dobbiamo sposare?
    2. La riforma è utile ma non è la migliore, anche perchè il meglio è nemico del bene.
    3. Esame del merito o scontro di retori? Retorica per ostacolare il merito?
    4. Confronto (inammissibile, n. d. r.) fra i fatti proposti e le parole circa la promessa di futuri fatti migliori.
    5. Confronto (v. sopra, al n. 4) fra i contenuti del provvedimento e quelli dei titoli dei giornali o fra i contenuti  le affermazioni generiche dei negazionisti (che spesso non sanno andare oltre).
    6. Manca il vincolo di mandato, ma chi la eccepisce non propone innanzi tutto l’abolizione del voto segreto.
    7. Il parlamento l’ha approvata sei volte ma ora alcuni ci hanno ripensato.
    8. E’ l’occasione per provare a migliorare il Paese o per strumentalizzare l’evento a guadagnare voti?
    9. La riduzione dei costi della politica sarebbe minima … ma intanto si inizia!
    10. Schiavi di un’UE che cerca di non farci abbandonare da chi investe nei nostri titoli del debito pubblico? Sono quelli i nostri veri padroni!
    11. Riforma proposta da un governo tecnico? No, è tecnico il governo che stante la limitata disponibilità finanziaria dovuta all’elevato livello dell’indebitamento, può operare solo piccoli interventi (tanto per non affondare!) e non vere e proprie decisioni politiche circa il futuro del paese. Tecnico quindi, sia che sia eletto dal popolo o meno.
    12. A volte ritornano, e ritornano cercando consensi con il distruggere una riforma che nei venti anni del loro governo non si erano provati a fare. E ne avremo fatto anche a meno, di questo ritorno. Ma già .. si sa .. ora che c’è Trump … anche qui taluno vorrebbe diventare un Tramp … olino (sia pure piccolo piccolo rispetto all’originale)! Rispetto a chi offre 500 euro ai diciottenni perché li spendano in cultura, costui alle diciottenni dava molto, molto di più! Ce lo siamo dimenticato?

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REFERENDUM COSTITUZIONALE? EBBENE, SI!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Novembre, 2016 @ 6:16 am

Detto altrimenti: non lasciamoci strumentalizzare dall’incoerenza, dalla superficialità, dall’opportunismo politico!   (post 2560) (sull’argomento, si vedano anche alcuni post recenti)

Dice … se voti SI, se approvi la riforma, dai ragione a Renzi che ha reso il l’Italia “schiava dell’UE”. Dico: eh NO, ragazzi miei, scialla, calma! A questa affermazione, ma solo in questo caso, dico NO. Infatti:

  • download

    Non proprio così, bensì fate una croce sul SI!

    il nostro indebitamento pubblico è molto elevato;

  • dobbiamo evitare di spaventare le istituzioni finanziarie internazionali che a scadenza ri-sottoscrivono i nostri titoli;
  • queste istituzioni sono i nostri veri “padroni”, non l’UE che ci invita e impone di contenere il debito;
  • in questa situazione ogni governo, anche se “politico” può fare solo interventi tecnici, stiracchiando di qua e di là una coperta molto corta;
  • per uscire da questa situazione, dobbiamo semplificare l’apparato, renderlo trasparente, riposizionare le priorità, far funzionare governo e parlamento (basta con le decine di migliaia di emendamenti alle leggi!
  • Le modifiche della Costituzione previste dalla proposta sottoposta al referendum dei cittadini si muovono in questa direzione. Infatti:
  1. La riforma NON tocca i valori fondamentali della Costituzione, quelli che la fanno definire “la più bella del mondo! Le modifiche riguardano solo la parte seconda, quella “organizzativa”, che necessita un aggiornamento.
  2. I principi fondamentali della riforma sono stati proposti e sostenuti da quasi tutti i partiti nel corso della prima parte della discussione (molti degli attuali oppositori hanno votato la riforma nel corso delle prime due/tre letture!).
  3. I futuri senatori saranno eletti dal popolo in maniera diretta: infatti sdaranno consiglieri regionali (scelti con le preferenze personali!) o sindaci (scelti con preferenze personali!). Una rappresentanza addirittura più democratica di quella prevista per i deputati, scelti dalle segreterie dei partiti grazie all’ordine di inserimento nelle liste…
  4. I futuri senatori saranno in numero molto inferiore agli attuali e NON saranno pagati!
  5. La riforma non apre la strada ad un aumento dei poteri del Presidente del consiglio, che restano invariati rispetto al testo in vigore. Inoltre è previsto uno statuto delle opposizioni che avranno nuovi diritti!
  6. La riforma riduce il delirante contenzioso tra Stato e Regioni sulle competenze “miste”, riducendone il numero.
  7. La riforma accelera l’iter delle leggi, non solo perché elimina il passaggio plurimo dei testi da una camera all’altra in caso di difformità anche di un solo aggettivo, ma soprattutto perché (e non lo dice nessuno, chissà perché) elimina il tempo morto tra l’approvazione da parte della camera e quella successiva da parte del senato! Non è il “ping pong” il problema, è il doppio passaggio (possono trascorrere poche settimane, ma a volte molti mesi o anni prima che il senato metta in calendario una legge già approvata dalla camera).
  8. Non possiamo accettare che i FATTI della proposta referendaria siano contestati con le PAROLE di chi dice: bocciamo questi fatti, poi io farò meglio.
  9. Con il NO, a chi è posto a governare si contesta il fatto che … cerchi di governare!
  10. Con il SI non si esprime un voto politico, bensì un voto di democrazia.

Grazie per avermi letto

P.S.: se volete votare SI, fate una croce sul simbolo SI. Se volete votare NO, cancellate con rabbia il simbolo SI con una crociaccia sopra, ben calcata, che si capisca il vostro stato d’animo!

 

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SI SI … NO NO … NO NO … SI SI …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Novembre, 2016 @ 3:49 pm

Detto altrimenti: il referendum come una vecchia canzone anni ’50    (post 2559)

“… Si si, no no, no no si si, noi donne belle siam così, che per un po’ diciam di no, ma poi finiam per dir di si … Andiamo corriamo, la vita è una gioventù; il tempo che abbiamo se passa non torna più …”

Sono le parole banali di una canzonetta trasmessa dalla radio del dopoguerra. Ecco, io spero proprio che oggi quelle novelle “donne belle” (belle si fa per dire!) dei molti nostri parlamentari e di chi li segue, alla fine finiscano per dire (scrivere) di SI sulla scheda del referendum costituzionale.

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“Vabbè, ma solo a condizione che 

Infatti, si tratta di una storia che parla da sola. Inizia nell’aprile 2013, quando il parlamento italiano ha toccato il fondo della propria inconcludenza, non riuscendo ad eleggere il Presidente della Repubblica. I rappresentanti dei maggiori partiti vanno con il cappello in mano da un Vecchio quasi novantenne pregandolo di accettare il reincarico. Questi a malincuore accetta, a condizione che il parlamento si impegni a fare le riforme che impediscano il ripetersi di situazioni analoghe. E’ qui che i perlamentari toccano il massimo del ridicolo: di fronte ad un Presidente molto severo che li redarguisce, costoro applaudono calorosamente!

A portare avanti le istanze del vecchio Presidente della Repubblica è un giovane Presidente del Consiglio, che con grande determinazione e superando non pochi ostacoli interni al suo stesso partito, riesce a concordare con buona parte dell’opposizione una riforma della Costituzione.

Questa riforma, che ha come primo obiettivo la governabilità del paese e cerca di superare anche altri ostacoli al funzionamento ed alla correttezza delle istituzioni, viene approvata con ben sei votazioni, tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.

Se non che, improvvisamente, per un motivo che con la riforma non c’entra per nulla, una parte della coalizione si sfila. Il giovane primo ministro prosegue caparbio sulla sua strada e miracolosamente la porta al giudizio popolare. Chi vogliamo promuovere, il Vecchio ed il Giovane, due “testardi” Presidenti, oppure gli inetti e ridicoli parlamentari che invitano a dire no ad una riforma che per ben sei volte hanno approvato in Parlamento?

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IL CAPPELLAIO MATTO (ovvero l’Unione per il Trenino)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Novembre, 2016 @ 7:33 am

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Detto altrimenti: S. Natale, una favola davanti al fuoco, per piccoli (… e per grandi!)            (post 2558)

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imagesC’era una volta un paesino sperduto in mezzo alle montagne dal quale si dipartiva una linea ferroviaria a vapore che consentiva a quegli abitanti di recarsi nelle città lontane lontane per conoscere gente, confrontarsi, scambiare esperienze, commerciare e migliorare in tal modo il proprio futuro ed anche per andare a comperare i regali di Natale per i loro bambini. Ora, dovete sapere che il governo centrale di quella regione stava pensando di eliminare quel trenino, la cui gestione era giudicata troppo costosa. Per tutelare questa loro possibilità gli abitanti si costituirono un Gruppo Autonomo, l’ UPT-Unione per il Trenino ed iniziarono a organizzare la gestione dei convogli ferroviari in modo sempre più economico e comunque secondo regole  democratiche per quanto riguardava il rispetto dell’ordine delle prenotazioni nella vendita dei biglietti.

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download-1Un bel giorno, anzi, si dovrebbe dire un brutto giorno, proprio la persona che aveva lanciato l’idea della costituzione dell’UPT, volle impadronirsi della gestione del trenino per riservare le poltrone più comode, quelle della prima classe, a se stesso e ai suoi amici, a prescindere dalle prenotazioni degli altri viaggiatori. Poiché la maggioranza degli associati gli era contro, costui si mise alla guida di un ristretto gruppo di paesani e organizzò un Cantiere il quale deviò i binari della linea ferroviaria sino a indirizzarla verso destinazioni diverse da quelle che la stragrande maggioranza dei paesani  – tutti iscritti all’UPT – aveva deciso di  raggiungere.

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Si creò in tal modo una contrapposizione fra due gruppi di paesani: quello di chi apparteneva all’UPT e quello degli operai del Cantiere. I primi erano più numerosi, ma i secondi si erano impadroniti di tutte le pale e picconi disponibili in paese ed in tal modo volevano imporre con la forza la loro decisione. Ora, dovete sapere che il Capo Cantiere sperava, con questa mossa, che gli aderenti all’UPT avrebbero abbandonato quella associazione, vista l’impossibilità di raggiungere le loro mete. E invece sapete cosa successe? Che quelle persone confermarono di rimanere fedeli al loro progetto, per combattere la violenza degli operai del cantiere.

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Il cuculo depone il suo uovo nel nido altrui e se si accorge che non è ben covato o che poi  il pulcino non è ben nutrito, arriva al volo e distrugge l’intero nido.

La questione rischiava di finire di fronte ai giudici, per cui il Capo Cantiere, che come ricorderete era lo stesso che aveva fondato l’UPT, decise di regolarizzare formalmente il suo nuovo gruppo. Cosa fece? Poiché si sapeva che i giudici avrebbero potuto fare riferimento all’UPT, smise di chiamare il suo gruppo cantiere e lo chiamò … UPT! Ovvero, mise il suo cappello da capo cantiere in capo alla stessa organizzazione originaria, benchè sostanzialmente trasformata rispetto allo spirito ed alle regole che proprio lui aveva inizialmente stabilito. In altre parole, temendo di essere accusato di avere deviato i binari del trenino con un intervento esterno all’UPT, rimettendo il suo cappello sulla stessa UPT cercava di trasformare una sua violenza portata dall’esterno in un fatto deciso all’interno della stessa organizzazione UPT.

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E fu allora che fra la gente cominciò a circolare una battuta e a chiamare quella persona con l’appellativo di “Cappellaio matto”. Cappellaio (con riferimento al cappellaio della favola “Alice nel paese delle meraviglie”) in quanto si appropriava di volta in volta del potere trasformando l’associazione secondo il modello a lui più conveniente rispetto ai suoi scopi personali, in pratica  “mettendo il proprio cappello” anche sulle iniziative di chi gli si opponeva, per sconfiggere gli oppositori dal loro stesso interno. Matto, perché quel suo operare era anomalo, senza un senso comune, bensì aveva senso solo per lui stesso e la sua ristretta cerchia di amici.

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Giorno dopo giorno, però, tutti capirono quanto il suo agire fosse mirato solo a riservare a se stesso e ai suoi amici le migliori poltrone (sui vagoni del trenino … cosa stavate pensando!?), in paese si radunò una grande folla che sottrasse le pale e i picconi a quegli operai, ripristinò la linea ferroviaria e ristabilì il rispetto delle regole democratiche nella vendita dei biglietti: in tal modo tutti – secondo l’ordine di prenotazione del biglietto – poterono andare in città ad acquistare i regali per il S. Natale dei loro bambini.

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Buon Natale a tutte le mie lettrici e a tutti i miei lettori!

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LEI E’ FAVOREVOLE O CONTRARIO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Novembre, 2016 @ 3:41 pm

Detto altrimenti: … alla riforma costituzionale?       (post 2557).

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downloadIo sono favorevole, innanzi tutto per un motivo: la modifica che consente al premier di portare alla discussione e all’approvazione con precedenza i disegni di legge che ritiene più necessari al Paese. Infatti chi contesta questo fatto, contesta a chi governa di … voler governare! A mio avviso invece la nuova norma, potrebbe – quanto meno – essere interpretata come un atto di legittima difesa contro una prassi antidemocratica, poco seria e sabotatrice: quella  delle migliaia di emendamenti fasulli presentati solo per ritardare sine die la discussione seria.

Io voto SI ma temo che vincerà il NO per un motivo serio, ragionato, una questione di principio:  infatti tutti coloro che si vedrebbero sottrarre una poltrona o diminuito lo stipendio (e sono tanti: loro, le loro famiglie, i loro amici, le loro clientele, gli aspiranti al loro posto, etc.) voteranno tutti e voteranno NO: anche quelli che ora stanno dicendo di votare SI.

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