ANTIPOLITICA O NON CONDIVISIONE DI DI UNA PARTE DI “QUESTA†POLITICA NAZIONALE?
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Aprile, 2012 @ 1:52 pmDetto altrimenti: non si può delegittimare la reazione ad una parte di  questa politica
Politica? La buona politica deve tornare ad essere il confronto delle idee e l’espressione della volontà dei cittadini, nell’interesse del collettività . Tuttavia ciò non sarà possibile fino a quando, semplificano molto (ma non sto certo banalizzando):
1) i partiti potranno, fra l’altro:
   a) gestire milioni di euro senza obbligo di rendiconto;
   b) inserire propri uomini, ancorchè senza i requisiti, ai vertici strapagati delle società pubbliche e degli enti statali;
2) in parlamento e nei consigli regionali siederanno:
    a) troppe persone;
    b) semplici “ratificatori†delle decisioni dei partiti o del governo;
    c) persone non scelte dai cittadini ma dai partiti, persone troppo pagate, riempite di benefit , con ricche pensioni garantite dopo pochi anni di attività mentre alla popolazione si allungano i tempi del pensionamento.
Corsa privata all’oro? Si, di questo si tratta, di una corsa all’oro. E allora? Poniamo fine a questa corsa. Nella politica occorre più serietà , anzi occorre serietà e sobrietà , cioè remunerazioni molto, molto inferiori. La politica non deve esere attraente per come viene “remunerata monetariamente”, bensì deve essere animata da un vero spirito di servizio, un vero senso della collettività , un vero spirito di sacrificio. Oggi purtroppo non è così. Infatti, il primo obiettivo di una parte consistente della politica sembrerebbe il mantenimento del potere, dei privilegi, della tessera di casta, prima che di partito. E per avere ciò è necessario il consenso e per avere consenso sono stati adottati provvedimenti troppo specifici, populisti e/o di difesa di casta, soprattutto a breve termine e non provvedimenti generali, con valenza strategica erga omnes e finalmente “equi”. Questi comportamenti, particolarmente nell’ultimo ventennio, hanno prodotto gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti noi.
Antipolitica? Si, nel senso di opposizione a “questo tipo di politica nazionaleâ€. Quindi con significato positivo, non negativo. Infatti non si può delegittimare chi vuole che l’immoralità non sia superata dall’amoralità . Non si può dare un significato negativo antipolitico all’azione di chi vorrebbe una diversa scala delle priorità ; di chi vorrebbe che un importante capo azienda guadagnasse come Valletta, il cui stipendio era 20 volte superiore a quello di un suo operaio e non 500 volte come accade oggi. Non si può gabellare per antipolitico chi vorrebbe che chi sta alla guida dell’Enel per quattro mesi non riceva circa un milione di euro. Di fronte a situazioni del genere viene meno la credibilità di chi ha attuato questi comportamenti, non certo di chi li critica.
Condivisione. Anni fa, in un convegno sui Colli Euganei sulle qualità della Politica, ho sentito Padre Sorge affermare che la prima qualità del politico (cattolico, ma anche degli altri, n.d.r.) è la condivisione. Oggi, nei fatti, questa qualità mi pare troppo spesso assente in chi dovrebbe invece praticarla.
La gente non va a votare? Mia mamma, classe 1904, insegnante (fra l’altro a Bolzano, del compianto On.le Berloffa) , molto severa, si preaoccupava che molti suoi alunni fossero promossi. Io, ragazzino, mio stupivo e le dicevo: ma tu fai il tuo dovere, insegni bene, con il giusto rigore e serietà , non ti risparmi. Sei a posto. Il resto sono problemi loro, degli alunni. No, rispondeva mia mamma, è il risultato che conta: voglio che molti alunni siamo promossi e non perchè io faccio loro “grazia”, ma perchè se lo meritano. Allora mi chiedo: di chi è la colpa se molti cittadini non si recano a votare? A chi è da imputarsi questo “risultato”?
Credibilità ? Lavoravo a Torino. Ero responsabile della Finanza Italia della Stet, la finanziaria dell’IRI per l’elettronica. Seconda metà degli anni 70. Stretta creditizia e valutaria. Blocco delle tariffe. Dovevamo indebitarci. Un giorno chiesi ad una banca un ulteriore fido di 50 miliardi di lire. Il mio interlocutore mi disse: sta bene, ma prima mi dica, se il mio Consiglio di Amministrazione mi impone improvvisamente di chiederle il rientro, lei è in grado di rassicurarmi in tale senso? Lo ero, e risposi di si. Ricevetti i 50 miliardi. Anni dopo il mio amico Giancarlo Gloder, uno dei più grandi finanzieri privati sulla piazza di Milano e non solo, mi disse: vede, dottore, nel nostro lavoro la prima cosa è la credibilità . Aveva ragione. Io aggiungo: anche nella politica.
La difesa di falsi diritti acquisiti? Vi sono situazioni inique che si sono purtroppo radicate, quale, ad esempio, l’eccessiva flessibilità in entrata nel mondo del lavoro (in primis, le false partite IVA). Oggi il governo cerca di eliminare queste inique distorsioni. La controparte si difende con un accanimento e una convinzione pari a quella di chi si batte per la difesa di un diritto acquisito. Ma un diritto prima di essere acquisito deve essere un diritto, non una sopraffazione, una distorsione … e tale infatti è la partita IVA accesa in capo a chi non è altro che un dipendente. Innanzi tutto quindi, a mio avviso, si richiederebbe innnzi tutto un intervento del Fisco, a cancellazione di partite IVA accese in capo a non aventi diritto.
Idee per lo sviluppo? Il Ministro Passera alla trasmissione della Annunziata del 15 aprile, ha dichiarato: se io avessi un’idea grande, forte … una bacchetta magica … non saremmo qui “. ma un’idea grande e forte bisogna averla. Altrimenti bisogna lasciare il posto a chi le idee le ha. Io non mi sto certo candidando a sostituire il Ministro, ci mancherebbe altro! Ma un’idea di un diverso modello di crescita l’avrei, e come! Basta leggere tutti miei post precedenti in materia di crescita e sviluppo. Un piccolo estratto? Alle grandi imprese, invece della Grandi Opere affidiamo la realizzazione di 15.000 micro centrali idroelettriche e gli interventi nelle altre tecnologie ed impianti per l’energia alternativa. Ai giovani affidiamo migliaia di cooperative per la difesa, gestione e promozione dei siti naturalistici, storici e archeologici.. etc. Non è questo il modello di sviluppo che volete? Ok, sentiamo quali sono le vostre proposte. A me basta avere impostato il metodo.
Coraggio, lettori del Blog, fatevi sotto! Questa è democrazia, questa è una “assemblea popolare universale†(ovviamente virtuale) del tipo di quella ateniese dei tempi di Pericle , anzi … quasi come quella … infatti … a dire il vero … perchè anche Pericle, a ben guardare …  comunque, il meglio è nemico del bene e questa è in ogni caso tutt’altro che “antipoliticaâ€!
“DELLO MODO E DELLO TEMPO PER LI QUALI” TROVARE SUBITO I FONDI PER GLI ESODATI, ETC. A VALERE SU RISPARMI E RIORDINO DELLE PRIORITA’: CREIAMO UN FONDO DI ROTAZIONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Aprile, 2012 @ 6:35 pmDetto altrimenti: spostiamo risorse dai cosiddetti “rimborsi†ai partiti agli esodati e ai cassintegrati
Il Ministro Passera, oggi, alla trasmissione della Annunziata, ha specificato: †Spending revew: certe spese vanno ridotte o anche eliminate, certe altre aumentateâ€. E fra quelle da aumentare ha elencato alcuni investimenti. Ora, una cosa sono le spese, i costi, altra gli investimenti. Ciò chiarito, concordiamo che tutte le voci siano da rivedere, e con urgenza. Le spese (e gli sprechi) sicuramente tutte da ridurre o eliminare. Gli investimenti, da effettuare, magari rivedendo le priorità .
Priorità ? Ve ne sono alcune al primissimo posto, cioè quelle de cittadini che non si possono permettere di aspettare, ad esempio gli esodati e i cassintegrati in scadenza. Ed allora, innoviamo, facciamoci venire qualche idea nuova. Loro ne hanno bisogno. Eccone una.
Non attendiamo che si sia costituito interamente il fondo necessario a sostenere tutti gli esodati e tutti i cassaintegrati in scadenza. Creiamo subito un Fondo di Rotazione (cioè alimentato ripetutamente e ripetutamente utilizzato) nel quale fare affluire subito i vari risparmi di volta in volta realizzati dalla riduzione dei costi e dalla soppressione degli sprechi. Ad esempio un primo accredito al fondo potrebbe essere effettuato con l’utilizzo dell’ultima tranche di €100 milioni prevista per i cosiddetti rimborsi delle spese elettorali dei partiti. Suddividiamo questi €100.000.000 in quote da €50.000 euro: avremo 2.000 quote da attribuire, per sorteggio, a 2.000 esodati.
Infatti probabilmente si tratta di utilizzare una somma che “rimborso†in realtà , con ogni probabilità , non è, e quindi si tratterebbe di un somma “liberaâ€.
Perché “liberaâ€? Perché se si tratta di “rimborsiâ€, allora vuol dire che le spese ci sono già state ed allora i casi sono tre, in alternativa:
1) le spese sono già state coperte con i residui attivi di tranche precedenti, ed allora non servono ulteriori accrediti ai partiti;
2) qualcuno è stato così generoso da anticiparne la copertura ed ora, finalmente, ne ottiene il rimborso;
3) le cosiddette spese elettorali siano state pagate con uno scoperto bancario: infatti vi è un partito che ha dichiarato di avvalersi delle fidejussioni bancarie del suo leader, evidentemente rilasciate … “tanto poi ci sono i rimborsi …†(in tal caso occorrerebbe vedere come gli interessi e le commissioni abbiano giocato e a favore di chi. Occorrerebbe poi verificare anche se non sia stata violata la legge che regola il finanziamento dei partiti da parte di privati, con il rilascio di fidejussioni subito utilizzate a garanzia di scoperti bancari che altri partiti, privi di tali fidejussioni, non potrebbero ottenere). Se ciò fosse vero, cadrebbe in gran parte l’obiezione che “non si potrebbero abolire i rimborsi/finanziamenti ai partiti perché in tal caso si potrebbe finanziare solo il partito che avesse un leader “Paperoneâ€, perchè ciò in gran parte già starebbe avvenendo (15.4.2012: in GB si sta pensando di limitare a 5.000 strline il contributo che ogni privato può dare ad un partito). In questo caso, comunque, ben si potrebbe capire l’insistenza di quel partito a che non si elimini la tranche del rimborso … ma questa è un’altra storia.
In ogni caso occorrerà ovviamente chiedere sempre a ciascun partito, in tutte le ipotesi, la produzione delle cosiddette “pezze d’appoggioâ€, cioè i giustificativi di spesa, le fatture, per essere chiari. Oppure i partiti si sono serviti di fornitori che non hanno fatturato, cioè che hanno operato “in neroâ€? E’ un’ipotesi da escludere, non sarebbe nemmeno immaginabile, da parte di un organismo addirittura previsto dalla nostra Carta Costituzionale, via …
Fatta questa indagine, probabilmente risulterebbe che le spese elettorali invece sono già state abbondantemente coperte, ed ecco €100.000.000 liberi a disposizione di 2.000 esodati!
A questo punto sorge una seconda opportunità di alimentazione del fondo: facendo un esame a ritroso anche sulle tranche precedenti, nei vari anni, forse potrebbero emergere addirittura dei residui non utilizzati (almeno non nella loro finalità istituzionale), risorse magari investite in Fondazioni o altro. Ed ecco che anche queste somme potrebbero alimentare il nostro Fondo di Rotazione, a vantaggio di ulteriori tranche di esodati/cassintegati oggi senza copertura finanziaria.
Con questo meccanismo si conciliano i tempi lunghi della raccolta dei fondi con i tempi strettissimi del loro impiego.
Lo Stato è purtroppo un biscazziere biasimevole: con le sue lotterie incassa molto e arricchisce troppo pochi vincitori. In questo caso diventerebbe invece un biscazziere lodevole e moralmente apprezzato, a vantaggio di tanti vincitori di somme eque e comunque loro necessarie, indispensabili e anche dovute in quanto a loro danno furono loro cambiate le regole in corso di partita.
Qualcuno dei miei lettori conosce il Presidente Monti? Per favore, gli potrebbe riferire questa idea? Grazie.
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DIAZ
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Aprile, 2012 @ 8:07 amDetto altrimenti: non dimentichiamo, anzi, interveniamo, affinchè ciò non si ripeta
1. Sono figlio di un Maresciallo Maggiore dei Carabinieri, di un padre che a suo tempo, dopo l’8 settembre, disse “no†ai Tedeschi e si fece due anni di campo di concentramento in Germania. Di un padre della cui memoria sono orgoglioso. Da lui e da mia madre sono stato educato, con l’esempio, al rispetto delle Istituzioni e della Legge.2. Sono nato e cresciuto a Genova, in Via Rodi, a un paio di km dalla Diaz.
3. Da ragazzo andavo a sciare partendo da Genova alle 5 di mattina con pullman auto prenotato, insieme a tanti amici. Fra questi c’era Gabrio Barone, un anno più di me. Entrambi ci siamo laureati in giurisprudenza. Poi lui è diventato magistrato ed ha assolto, in primo grado, chi poi è stato condannato in appello per i fatti della Diaz. Io ho lavorato nelle SpA e non mi sento di “assolvere†quelle persone.
4. Gabrio, l’avevo perso di vista. L’ho rivisto in TV, a spiegare il perché della sua decisione.
5. Ieri sera, durante la trasmissione “Che tempo che faâ€, ho assistito alla presentazione del film “Diazâ€.
Ecco, la somma di queste coincidenze, mi ha indotto a scrivere una breve nota su quei fatti.
Prima proposta. A mio avviso le prime e più gravi responsabilità vanno ricercate a livello politico e poi giù giù,  a scendere. Voglio dire che tutta l’attenzione (pure dovuta) che è stata dedicata alla rappresentazione ed alla censura dell’operato dei poliziotti (operato assolutamente condannabile) dovrebbe essere prioritariamente indirizzata verso chi ha autorizzato e permesso questa inaudita violazione dei diritti civili.
Seconda proposta. Ogni poliziotto dovrebbe riportare sul casco e sul giubbotto un numero di riconoscimento che possa ricondurre alla sua individuazione, la quale, per evitare ingiuste eventuali ritorsioni contro di lui da parte di malintenzionati, dovrebbe essere possibile solo da parte della sua struttura interna e della magistratura. La possibilità di questa identificazione responsabilizzerebbe ogni singolo poliziotto, scoraggiando gli abusi. Cito un episodio: essendo genovese, alla TV riconoscevo con estrema facilità i luoghi della manifestazione. In particolare mi colpì una scena: passeggiata di Corso Italia, al sole, tanti ragazzi seduti pacificamene per terra, sul marciapiede. Alcuni poliziotti camminavano fra di loro, lentamente, distribuendo manganellate a caso, con violenza, senza alcuna necessità o motivazione.
PRIVATIZZAZIONI: POSSIBILE OBIETTIVO DELLE COMUNITA’ DI VALLE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Aprile, 2012 @ 5:59 pmDetto altrimenti: trasformare una necessità in un’opportunità , possibile compito/obiettivo delle nuove Comunità di Valle.
Il governo Monti
1. si sta occupando delle liberalizzazioni, rectius, di alcune liberalizzazioni. Ora, in miei precedenti post avevo accennato che avrei scritto “qualcosaâ€, certo non “tutto†anche sulle privatizzazioni. Ed eccomi qua, a dire questo “qualcosaâ€;
2. anche (anche) su “invito†dell’Europa, potrebbe infatti essere condotto a privatizzare molte società pubbliche, se non altro per non essere costretto a comprendere nell’ammontare del debito pubblico anche i debiti di tali SpA, il che peggiorerebbe di molto il rapporto debito pubblico-PIL. Il che non è accettabile anche per gli impegni assunti in sede europea.
Ma alcuni settori non si possono privatizzare, come la gestione dell’acqua, sia per la natura “strategica†del servizio sia perché così dice un referendum popolare. Altre attività producono utili, ed allora perché privatizzarle? Altre sono in perdita, ed allora chi se le comprerà mai? (A meno di scaricare il tutto sulle spalle degli utenti attraverso fortissimi aumenti tariffari). Ed allora?
La soluzione potrebbe consistere nel sistema già adottato di Spa a capitale misto pubblico-privato gestite da imprenditori privati secondo le tecniche che essi – e non i funzionari pubblici – conoscono, con l’Ente Pubblico che interviene solo quale regolatore delle tariffe, della qualità dei servizi etc… Ma al riguardo il legislatore non ha adeguato in modo armonico e completo la relativa legislazione, generandosi situazioni di incertezza ad ogni livello, sia esso gestionale che giurisprudenziale e giudiziario. Un esempio? Se l’Azionista Comune “ordina†ad una
sua Spa (ad esempio gestore della sosta)  di cui possiede la maggioranza azionaria di applicare tariffe fallimentari, i responsabili di tale società cosa devono fare? Dare le dimissioni? L‘alternativa sarebbe o non ubbidire, ed allora essi violerebbero l’impegno di “adeguarsi alle direttive del Comuneâ€che è stato fatto loro sottoscrivere all’atto della loro nomina, oppure “ubbidire†e danneggiare la società . Ma così non funziona: esistono leggi e responsabilità precise. Una SpA non è un ufficio comunale.
E veniamo allora alla società pubblica, interamente tale, tenendo presente quanto segue: in Italia il termine “società pubblica†indica una società posseduta da un Ente Pubblico. Nel mondo anglosassone, il termine “public company†significa “società posseduta dalla collettività dei cittadini†e “privatizzare†si traduce con “to go publicâ€.
Ed allora proviamo ad immaginare la situazione seguente, che ipotizziamo relativamente ad un Comune trentino facente parte di un ambito territoriale funzionale intercomunale. Il nostro Comune non attende di essere costretto a vendere ai privati (“privatizzareâ€) una sua Spa entro una data fissa per ottemperare ad un probabile “dictat†legislativo, se non altro perché il prezzo della vendita scenderebbe di molto di fronte ad un compratore consapevole di tale obbligo a scadenza.
Il nostro Comune potrebbe decidere di inglobare la sua SpA all’interno di altra sua SpA o ufficio, ma in tal caso il settore inglobato passerebbe da una gestione tipo “centro di profitto†ad una tipo “centro di prestazioneâ€. In altre parole, il settore sarebbe gestito e valutato indipendentemente dal suo costo e risultato economico, con probabili aggravi per la finanza comunale ed il suo indebitamento, per di più senza alcuna prospettiva di crescita a livello di sistema d’area funzionale d’utenza intercomunale.
Ed allora, volendo e convenendo mantenere la forma SpA, ben prima di quel momento il nostro Comune stipula con la sua Spa adeguati contratti di servizio che gli garantiscano comunque il controllo della qualità e dei costi del servizio. Indi il Comune apre il capitale della Spa ai cittadini propri ed a quelli dei Comuni confinanti, uscendo egli stesso dal capitale della sua (ormai non più sua) Spa. La Spa diventa interamente privata, “dei cittadini locali†i quali sono innanzi tutto interessati ad avere servizi efficienti e a costo contenuto, più che, almeno in questa prima fase, a ricevere dividendi azionari. A quel punto i Comuni appartenenti all’a stessa area funzionale interessata si consorziano e lanciano un unico bando intercomunale per la gestione del servizio pubblico a livello unificato intercomunale con rilevanti migliorie funzionali e forti economie di scala. La Spa vi partecipa con ottime probabilità di vittoria, in quanto, essendo già operante sul territorio ne conosce ogni aspetto di criticità e di opportunità e può formulare l’offerta di gran lunga assai più tempestiva e favorevole.
Oltre a ciò, la Spa vincitrice, dotandosi o già dotata di un unico Cento di Telegestione e Telecontollo, potrebbe, anche sotto questo profilo, far ridurre il volume complessivo degli investimenti dei vari Comuni necessari alla telegestione e telecontrolo del servizio e – acquisite le opportune licenze e abilitazioni - espletare e vendere anche il servizio di controllo della sicurezza dell’area.
Infine, la Spa vincitrice, essendo a capitale interamente privato, potrebbe liberamente operare anche al di fuori dei confini dei Comuni d’origine, partecipando a bandi pubblici lanciati da altri Comuni ed anche stipulando contratti gestionali con soggetti privati. Il suo fatturato aumenterebbe, essa potrebbe assumere e formare altro personale locale; praticare condizioni sempre migliori ai suoi Comuni d’origine; produrre ritorni fiscali per la Provincia e utili di bilancio e quindi anche distribuire dividendi ai suoi azionisti. Un esempio? In Trentino, terra dei moltissimi Comuni di difficile reciproca fusione, stiamo già assistendo a Comuni che, per ragioni funzionali ed economiche, hanno riunificato le proprie Polizie Locali. Ed allora, gli stessi Comuni potrebbero riunificare anche la gestione della sosta e della mobilità attraverso un’unica Spa della Mobilità strutturata come sopra descritto.
In sintesi: si può ben dire “no†alla privatizzazione che preveda la cessione delle azioni di un SpA pubblica comunale dal Comune ad un singolo imprenditore privato ma si può dire “si†ad una privatizzazione che preveda un azionariato interamente popolare, locale e diffuso. Mi pare che l’Alto Adige abbia già fatto una scelta del genere in materia di energia.
Dice … ma se il Governo Monti non imponesse la privatizzazione? Nessun problema: nulla vieta che l’operazione descritta, utile e conveniente sotto ogni profilo, debba e possa essere ugualmente attuata. Ed allora, perché no? Bisogna che qualcuno eventualmente ce lo spieghi un eventuale “noâ€. Nell’interesse di tutti noi, della nostra terra, del nostro Trentino, non è sufficiente una “non rispostaâ€.
Inoltre, quanto sopra ipotizzato potrebbe a buona ragione essere un obiettivo delle neonate Comunità di Valle, non vi pare?
SCANDALI E SPRECHI, SPRECHI E SCANDALI, LA VIA GRECA AL FALLIMENTO. MA SIAMO IN TEMPO … FERMIANOLI! L’ITALIA NON DEVE NAUFRAGARE, NON DEVE TRASCINARE A FONDO ANCHE CHI OPERA BENE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Aprile, 2012 @ 7:28 amDetto altrimenti: mettiamo sotto esame la tesoreria di tutti i partiti e tutte le Fondazioni! Diamo centralità a questo genere di controlli di “sistemi†che si stanno dimostrando “bisognosi della massima attenzione e verificaâ€.
FOND … AZIONI
Leggo in internet e trascrivo, sintetizzando brevevente:
“Un nuovo scandalo scuote il mondo della sanità lombarda e cioè la Fondazione Maugeri (Pavia)… una distorsione di denaro di almeno 56 milioni di euro, ben superiore a quanto contestato al San Raffaele di Don Verzè: denaro dirottato in operazioni e conti in molti stati esteri … emesso ordine d’arresto per associazione a delinquere per cinque persone. Il nome che più desta attenzione è quello dell’imprenditore Pierangelo Daccò, considerato il mediatore delle operazioni illegali e accusato anche dei reati di appropriazione indebita e intestazione fittizia di beni, già in carcere per un simile coinvolgimento attivo nella vicenda legata al San Raffaele. Gli altri nomi sono comunque tutti di rilievo … Antonio Simone, figura di spicco del movimento Comunione e Liberazione, ex assessore regionale alla Sanità ai tempi della Democrazia Cristiana (per lui anche un’accusa suppletiva di riciclaggio) … Costantino Passerino, dirigente della fondazione, arrestato insieme al suo consulente Gianfranco Mozzali e al commercialista milanese Claudio Massimo. Risulta indagato, inoltre, anche il patron della Fondazione, Umberto Maugeri, che al momento risulta irreperibile. Il tutto nello stesso giorno in cui la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone in relazione al crack finanziario del gruppo ospedaliero San Raffaele il cui processo avrà inizio, con l’udienza preliminare del prossimo 26 aprile. I rinviati sono: il già citato Pierangelo Daccò, Mario Valsecchi – ex direttore amministrativo dell’ospedale fondato da Don Verzé –, gli imprenditori Pierino e Giovanni Luca Zammarchi, Andrea Bezzicheri e Fernando Lora insieme al contabile Carlo Freschi. L’accusa per tutti, coinvolti a vario titolo, è quella di avere creato fondi neri attraverso un sistema ben congegnato di falsa fatturazione.â€
FONDI AIÂ PARTITI
Che possano essere i partiti a stabilire le regole dell’erogazione e del controllo del finanziamento ai partiti? Quis custodiet ipsos custodes? Un mio amico “tedesco di Sud Tirol” gestiva una splendida goletta di legno sul Garda, la “Siora Veronia” (senza nessun riferiomento alla Signora Lario). Egli prescriveva agli ospiti (paganti) di non andare in giro per il ponte (di legno) della barca con pizzette o altro cibo in mano: infatti, se parti di cibo fossero cadute sul ponte, avrebbero insozzato le tavole di teck alle quali egli teneva tanto. Una signora gli disse: “Non si preoccupi. Le suggerisco io un ottimo smacchiatore”. Lui rispose: “Centile Sigh-nora, Lei non ha capito: io non voglio pulire, voglio che non si sporchi”. Prevenire è meglio che reprimere. Ammesso e non concesso l’ “an pecunia debeatur”, in ogni caso diamone molti di meno di pecunia ai partiti. E comunque, che a stabilire il “se”, il “quanto” e le “regole di controllo” non siano i partiti stessi, per favore! E poi, i partiti sono previsiti dalla Costituzione, a maggior ragione che siano controllati dalla Corte dei Conti, una buona volta! E basta con le “Fond … azioni” , … sono “azioni” che ci stanno … “af … fondando”!
CONCLUSIONI
Avevo sottolineato l’esigenza non “dello sviluppo†ma di un “diverso modello di sviluppoâ€.
Oggi mi permetto di sottoporre all’attenzione dei lettori del blog un’altra considerazione … sarà ovvia … scontata … ma tant’è, repetita juvant, gutta cavat lapidem, la speranza (in un cambiamento) è l’ultima a morire, chi la dura la vince …. fate voi …. Eccola:
“Non possiamo accontentarci più che si intervenga, sia pure molto lodevolmente, in forma episodica, man mano che certe situazioni emergono. Occorre impostare un sistema organico e generale di pulizia e risanamento dei comportamenti e trasformare ogni singolo intervento in un sistema organico e seriale di interventi nei confronti dell’intera categoria di comportamenti interessati dal controllo.  In altre parole: le tesorerie di due partiti hanno malversato? Controlliamo le tesorerie di tutti i partiti. Una, anzi due Fondazioni hanno malversato? Controlliamo tutte le Fondazioni. Ai vertici di un grande gruppo industriale pubblico marito e moglie hanno malversato? Controlliamo tutti gli analoghi gruppi. E così via.”
Lo strumento? Una sorta di nuovo pool di magistrati, questa volta non antimafia ma anti evasione, corruzione, concussione, distorsione di denaro, creazione di fondi neri, falso in bilancio, etc… La gravità della situazione lo impone.
E che i media non si limitino a seguire questi nefandi avvenimenti solo quando fanno notizia, per poi abbandonarli e dare spazio ai successivi. Occorre invece impostare un settore dell’informazione “ad hoc” che aggiorni i Cittadini sull’evolversi di tutte queste “situazioni anomale”. Che si sappia che vengono perseguite e come vanno a finire, che sia di monito a tutti coloro che pensano di potere continuare a farla franca, mettendo a rischio l’intero Paese.
E poi, già che questo mio blog fa parte del “Trentoblog”, laciatemi fare un’osservazione che potrà apparire egoistica, ma certo non deve offenere nessuno: se l’Italia naufraga, trascina a fondo anche la nostra Comunità Autonoma, a meno che …. Mi piace ricordare che le Polis, le Città Stato dell’antica Grecia, pur sotto il dominio romano, erano rimaste molto autonome, avevano mantenuto le proprie leggi e istituzioni, contrariamente alla prassi che vedeva il paese dominante estendere le proprie in tutti i paesi conquistati. Graecia capta ferum victorem cepit … Il Paese è anche nostro: riprendiamocelo. Il Trentino siamo noi: difendiamolo.
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LAST BUT NOT LEAST …
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Quanto questi scandali influiscono direttamente sulla cerdibilità del Paese Italia e quindi sui mercati dei nostri titoli pubblici e quindi sull’aumento del costo del nostro debito e quindi sull’aumento delle imposte e tasse a nostro carico per ripagarlo?
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E poi, anche per un altro verso io mi sento direttamente derubato da questi “signori“. Infatti, sentite un po’ cosa mi è capitato. Avevo attaccato un piccolo  bollino rosso ad una banconota da €100,00 che avevo versato a Trento all’Agenzia delle Entrate in pagamento di imposte da me dovute. La banconota è stata vista a Roma, presso il Ministero delle Finanze, poi
presso quello del Tesoro, poi presso la tesoreria di un partito, poi nella cassa di un ristoratore di montagna a Ponte di Legno, cui era stata data in pagamento di un lauto pranzo consumato dal figlio di un noto politico e dalla sua bella di turno. Ora, è capitato che io stesso, provenendo in sci dal passo del Tonale,  mi fossi trovato a pranzare in quel ristorante e che, pagando il mio conto con una banconota da €200,00, fra le banconote del resto mi vedessi restituire proprio quella mia banconota iniziale con quel mio bollino-contrassegno!  Non ci credete? E’ tutto vero, diamine, … sono ben stato a sciare al Tonale! E poi … come se non bastasse,  la società impantistica “Carosello Tonale SpA”, tanti anni fa la ideai e costituii io stesso! Ed allora … di cosa dubitate?
E VOI COSA NE DITE? QUAL E’ IL VOSTRO PENSIERO?
TECNOLOGIA, AMBIENTE, IMPERIALISMO del passato (o quasi)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Aprile, 2012 @ 4:53 pmDetto altrimenti: il perchè storico dell’esistenza “Tel terzo mondo oggi†e delle “Nuove Potenze Emergenti†(ma fino a quando, emergenti? Infatti entro breve diventeranno “emerse†o retrocederanno al nostro livello).
Ho appena letto un libro: “Il predomino dell’occidente – Tecnologia, ambiente, imperialismo†di Daniel R. Headrick, Ed. Il Mulino. L’autore è Professore emerito di Storia e Scienza Sociale nella Roosevelt University di Chicago. 326 pagine, oltre 80 pagine di note, riferimenti bibliografici, letture consigliate e indici analitici. Suddivisione in capitolo snella, di agevole ed invitante lettura.
L’autore è uno storico che analizza come il rapporto fra
– l’evoluzione della tecnologia (dei trasporti e bellica)
– la scienza medica applicata agli eserciti invasori ed alle popolazioni invase
– l’ambiente dei paesi invasi
abbia influito e condizionato le politiche imperialistiche di sempre.
Ne esce un testo tecnico e storico, il quale diventa anche “morale†laddove riconosce “il merito, ovvero la vergogna agli Italiani di avere aperto la strada all’uso dei gas nervini contro innanzi tutto la popolazione inerme†o quando critica l’incredibile posizione di (sir) W. Churchill (v. infra).
Si tratta di un testo che andrebbe rielaborato in edizione ancora più snella e adottato nelle scuole. Peccato invece che molta parte della Storia sia una Storia negata. E non mi riferisco solo a quella recente, ad esempio del nostro ultimo dopoguerra. Ben lungi io dall’essere un revisionista, non ritengo condivisibile la posizione di chi vuole una lettura solo unilaterale della storia, della “storia†appunto, che in tal modo non diventa mai “Storiaâ€.
Ma veniamo a noi, anzi, a “loroâ€, ai “conquistadores†di tutte le lingue: nell’ordine, del portoghese, dello spagnolo, dell’olandese, del russo, dell’inglese, dell’inglese d’America, del francese e last but not least, dell’italiano (purtroppo ci siamo dentro anche noi!). All’inizio fra i “navigatori scopritori, commercianti e limitatamente conquistatori troviamo i Vichinghi, i Polinesiani, i Persiani, i Cinesi e le nostre Repubbliche Marinare.
Ma la grande abbuffata imperialista inizia con il 1400. Secolo delle Grandi Scoperte, come viene descritto, in modo assai superficiale, nei libri “sussidiari†delle elementari e da lì in avanti.Secolo dell’inizio delle stragi, dico io. Inizia con le caravelle e le caracche portoghesi, prime d uniche navi adatte a solcare gli oceani. E difatti Colombo navigò con una Caracca, la “Nao†Santa Maria e due caravelle. Sui libri di scuole trovate: “Pur disponendo solo di tre piccole caravelle, il nostro eroe …†In realtà gli avevano dato le navi migliori per l’epoca. E poi, Colombo, dopo tutto .. era solo uno che si era perso, che aveva sbagliato strada … Quindi fu la volta degli Spagnoli, in parallelo alla costruzione dei galeoni. Seguono a ruota olandesi, inglesi, russi e francesi e come dicevo prima, noi italiani, mica tanto “brava gente†però.
Scopo delle imprese di tutti: acquistare fama ed onori per sé, aprire nuove vie al commercio di conquista e di sfruttamento delle regioni “da civilizzareâ€. Le armi e le navi, a favore dei “conquistadoresâ€. Le malattie a loro favore nelle Americhe, ove la prima arma a sconfiggere gli indiani furono le pestilenze importate dall’Europa; a loro danno in America, ove a morire erano soprattutto i bianchi. Le conquista iniziali riguardarono soprattutto le coste. All’interno ci si mosse solo quando la medicina (chinino in primis) lo consentì, e comunque lungo le vie fluviali, con l’invenzione dei battelli a vapore.
Quello che però maggiormente sorprende è la motivazione e le giustificazioni che da sempre i “conquistadoresâ€, dall’inizio del 1400 sino al 1900, hanno dato delle loro azioni: “portare la civiltà , uccidere i barbari, affermare la vittoria delle armi della civiltà contro la barbarieâ€. Si arrivò poi, anche recentemente (ventesimo secolo), a motivazioni sfacciatamente più “praticheâ€, e cioè, da parte dell’Inghilterra (e di altri) a bombardare le popolazioni (e non i militari) â€perché i barbari non pagavano le tasse loro imposteâ€! Già , perché il massimo era conquistare un paese e far pagare il costo della conquista ai conquistati. La conquista del West … almeno la chiamarono “conquista”, almeno questo … un po’ di malattie, la distruzione dei bisonti e il più fu fatto.
Vi sono stati nomi di capi politici famosissimi in USA, GB e Italia che hanno affermavano che la migliore tecnica per soggiogare quelle “razze inferiori†(sic, “razzeâ€, e poi ci stupiamo del nazismo!) era di terrorizzare le popolazioni con bombardamenti e gas nervini per indurle a sconfessare i loro governi.
Mitragliatrici, cannoni, bombe, gas, aerei contro lance e frecce e poi contro fucili. Un esempio? Guerra anglo egiziana per la conquista del Sudan, 1898. 25.000 soldati all’attacco di 50.000 dervisci. Battaglia di Omdurnman. da parte inglese, 48 morti e 428 feriti. Fra i dervisci, 9.000 uccisi e 18.000 feriti. (Sir) Winston Churchill , nel suo libro “The river warâ€, in italiano tradotto in “Riconquistare Kartum†di questa battaglia scrive: “ … il trionfo più significativo mai conseguito dalle armi della scienza sui barbariâ€.
Lo stesso Churchill, nell’aprile del 1920, durante l’aggressione inglese all’Iraq, suggeriva “l’iprite, che infliggerebbe un’adeguata punizione ai nativi recalcitranti …†!! ministro inglese successore di Churchill, Laming Worthington-Evans, suggerì il “bombardamento di donne bambini nei villaggi, per ottenere l’acquiescenza della popolazioneâ€.
Tutte le terre obiettivo delle conquiste erano “rivendicateâ€, “servivano a espandere …â€, “è nostro interesse imprescindibile dominarle†etc… “ci servono. Usiamo il terrore …â€
Un concetto: alle armi della scienza fu più facile vincere contro stati organizzati che non contro gruppi di tribù e di montanari. Man mano che la scienza delle armi progrediva, i “barbari†entravano in possesso delle armi della precedente generazione e tanto loro bastava per cercare di difendersi ove le battaglie non si fossero svolte in campo aperto.
Noi Italiani, primi ad usare i nervini, (n Africa). Mussolini al generale Badoglio, capo della forza di invasione in Etiopia. “ Bombardare i civili, seminare il terrore. Bombe e nervini, anche a spruzzo, sui campi, sulle fonti, sulle mandrie, sui villaggi …â€. Vittorio Mussolini, aviatore: “Prima abbiamo lanciato bombe incendiarie. Era divertentissimo (sic!). Cinquemila uomini a terra, accerchiati dal fuoco e noi a bombardali dall’alto. Era divertentissimo (sic)â€.
Non aggiungo altro se non che sul Vietnam fu sganciata una quantità di bombe tripla di quella sganciata durante la seconda guerra mondiale. E gli Usa si dovettero ritirare. Stesse cose per quanto riguarda l’imperialismo di tutti i popoli già citati, Russia compresa., in Afghanistan. ad esempio. Non temete, ce ne è per tutti, purtroppo!
Il libro non è “partigianoâ€, non è “politicoâ€. E’ storico. E’ una testimonianza contro la guerra, la sopraffazione, il razzismo, lo sfruttamento dell’ “altroâ€. A mio avviso, condivisibile in tutto. E’ una dimostrazione di come, se non altro, tutto ciò, nel medio termine, si ritorca contro l’oppressore. E allora, perché mai? E l’Autore del libro non è “di sinistraâ€, non è contro gli USA … è uno stimato professore di un’Università USA!
Oggi alcuni di quei paesi stanno “emergendoâ€, grazie alla tecnologia che prima hanno imparato da noi e che ora, più stimolati di noi, migliorano e a loro volta ci rivendono. Ma anche questi Paesi dovrebbero imparare la lezione della storia. La Cina stessa, ad esempio, sta già “delocalizzando†le sue unità produttive dalla costa del Pacifico all’interno, dove la manodopera costa assai meno … anzi .. può essere sfruttata: e ci risiamo … e di diritti civili? Manco a parlarne. ed allora? Fino a quando durerà ?
Veniamo a noi. Noi oggi “respingiamoâ€, “siamo disturbati …â€, “non sappiamo come mai abbiamo gli immigrati†…†ma se ne stiano a casa loro†… al massimo “ aiutiamoli a casa loroâ€! Ma noi, a “casa nostra†non ci siamo stati! Ed allora? Se il mondo oggi è così disuguale, lo dobbiamo a noi stessi, soprattutto a ciò che abbiamo fatto dal 1400 in poi. Ed allora, affrontiamo queste situazioni con altra conoscenza dei fatti storici, antichi e recenti, con altro senso di responsabilità , con altra coscienza umana.
E non ci lamentiamo di loro, degli immigrati, di chi dice a casa loro le medicine,il cibo, l’acqua o non esistono o costano troppo, che l’agricoltura è distrutta, che a comandare sono bande di razziatori, che le malattie imperversano. Infatti, “chi è causa del suo mal pianga se stesso†ovvero, in altre lingue, così forse anche gli altri capiscono: “As you make your bed, so you must lie in it”, ovvero, “Wer der Grund seines Unglücks ist, beweine sich selbstâ€. Lamentiamoci di noi stessi, e poi tiriamoci su le maniche e cerchiamo di rimediare alle nostre malefatte. Lo so … lo so … voi che leggete non eravate ancora nati … e nemmeno io, se è per questo. Tuttavia abbiamo tutti in eredità un pesante debito.
PARLIAMO DI TEATRO: L’ORIGINE DELLA COMMEDIA – Conferenza di Maria Teresa Perasso
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Aprile, 2012 @ 4:01 pmDetto altrimenti: un‘iniziativa della Associazione FIDAPA – FEDERAZIONE ITALIANA DONNE ARTI, PROFESSION,I AFFARI – Sezione di Trento, Presidente Sandra Frizzera. Ovvero: cultura vo cercando ch’è si cara …
Centro Culturale Rosmini, Via Dordi, Trento. Mercoledì 11 aprile 2012, ore 17,00. Una delle tante lodevoli iniziative culturali targate Fidapa per iniziativa della Presidente Sandra Frizzera, nota scrittrice, la quale ha recentemente presentato il suo ultimo lavoro “Il calicanto sotto la neve” (Ed. 31) . Peccato la pioggia torrenziale. Attesa da mesi, ha scelto un giorno sbagliato per allagare le strade di Trento … e non tutti gli appassionati all’argomento sapevano nuotare …Fidapa, dalle molte iniziative, si diceva … e Maria Teresa ne era già stata parte attiva, con una sua precedente conferenza sull’origine del teatro e sua prima forma, la tragedia. Ora è stato il turno della commedia. Sempre dalla Grecia partiamo …Â
Mi piace sottolineare come nei contenuti e nelle tecniche teatrali della commedia antica, greca prima e romana poi, vi siano in nuce gli elementi delle nostre attuali commedie e soprattutto di quelle (teatrali e cinematografiche) del primo dopoguerra. Equivoci, riconoscimenti, piccoli imbrogli, situazioni paradossali che poi si risolvono allegramente o al massimo con una lieve punizione del “colpevole†di turno. Vi troviamo inoltre il primo musical: spettacolo già allora in parte recitato e in parte in musica (canto del coro). C’è anche una parte in cui il corifeo (direttore del coro) parla direttamente al pubblico, così come oggi, talvolta, l’apprezzato maestro Gustav Kuhn si volta verso il pubblico a spiegare origine, ambientazione, caratteristiche tecnico-musicali del pezzi che saranno eseguiti dall’apprezzatissima Orchestra regionale Haydn che si appresta ad dirigere. Nella commedia greca antica, invece, il corifeo dava addosso ai rivali, e questo il maestro Kuhn non fa di certo!
Ma ciò che maggiormente è attuale è il rapporto fra la satira (in origine e letteralmente: una mescolanza di generi teatrali) e il potere politico. Nella Grecia democratica, quella di Pericle per intendersi, la commedia fiorì soprattutto come satira (secondo l’accezione moderna) dei politici di turno, che poi erano del… PD (!) cioè del Partito Democratico e come tali consentivano automaticamente la libera espressione del giudizio su se stessi, anche sotto forma di presa in giro e critica canzonatoria. Caduto il sistema democratico, con la dittatura la commedia dovette adeguarsi (cioè: fu censurata) e la satira si spostò verso le figure popolane e popolari che costituivano la bassa borghesia e/o il popolino del tempo. Guai a ironizzare sui potenti! Ancora oggi siamo stati molto vicini ad un intervento analogo … ricordate? E se la dittatura impedisce la satira, se ne potrebbe dedurre “a contrario†che ove la satira sia vietata si sarebbe sostanzialmente in dittatura … altro dirvi non vo’ … Altra osservazione. I Romani erano meno spiritosi e meno democratici dei Greci. Infatti, quando la commedia greca fu ripresa dagli autori latini, in Roma, i testi continuarono a fare satira … ma su chi? Indovinate! Su personaggi greci, il che veniva trovato assai divertente dai Romani che forse erano un po’ troppo permalosetti per accettare l’autocritica, sia pure in forma ironica e non personalizzata.Le commedie: inizialmente fatto culturale popolare, rappresentate in “teatri†improvvisati, siti, per legge romana, oltre un miglio al di fuori delle mura e senza sedili per gli spettatori.
Mi viene in mente l’ultimo dopoguerra (anche l’unico, per me che sono del 1944), quando nella città ove vivevo (Genova) arrivavano i “baracconiâ€: niente di più che un teatrino ambulante e semovente, con un palcoscenico realizzato ribaltando la sponda del rimorchio di un autocarro, sul quale si esibivano “artisti†assolutamente improvvisati, con musiche, canzoni, barzellette e balletti … unica risorsa di quella povera gente che poi raccoglieva con il classico piattino le poche offerte che gli spettatori, radunati in piedi (ecco il collegamento) dietro una bassa staccionata, erano disposti a donare loro. All’interno del “cerchio magico†poche sedie pieghevoli per i pochi privilegiati che si potevano permettere di pagare il biglietto (100 lire!). Con soldi propri, s’intende, non con denari del partito …
Torniamo ai Greci ed ai Romani. La popolazione rurale, la commedia era l’unica cosa che si poteva permettere e l’unica d’altra parte, a loro portata di mano, di strada, di tempo disponibile … di tutto. Insomma, un po’ come in Toscana, sempre nello stesso dopoguerra citato, in un paesino in mezzo alle colline senesi, affacciato dai suoi 450 metri d’altitudine sulla valle dell’Orcia, verso sud e cioè verso il Monte Amiata (qual è il suo nome? S. Angelo in Colle, frazione di Montalcino, ma almeno uno per ogni auto non deve bere …), la popolazione contadina (dei poderi) e “cittadina†(i paesani) si sentiva seriamente coinvolta nell’imparare “la musica†(sic) , cioè nell’imparare a suonare sia pure in modo assai rudimentale qualche strumento nella banda paesana e nell’imparare le parti di certe semplici rappresentazioni “teatrali†che venivano rappresentate all’aperto in estate in occasione di una qualche ricorrenza.
Di religioso v’era il Presepe vivente, animato con passione e serietà da personaggi contadini che nei giorni precedenti e seguenti avevano infiorellato di incredibili bestemmie “alla toscana†ogni inaspettata e imprevista difficoltà che incontravano nelle esecuzione dei lavori della campagna. Ma si sa, erano bestemmie di folclore, non veramente sentite. E poi, i Toscani .. maledetti toscani (Curzio Malaparte docet. Per non parlare poi di che ne disse tale Dante, di Fiorentini e Pisani … risparmiò i Senesi, chissà perché poi … probabilmente si trattò di una dimenticanza casuale, oppure, affermano altri, aveva semplicemente finito l’inchiostro della stampante …). E con quale impegno, serietà e convinzione quegli “attori†si impegnavano nel rispettivo ruolo! Ecco, anche a S. Angelo, benché si fosse circa duemila anni dopo, non c’era altro: né TV. né cinema, niente. Solo una popolazione (in paese, 350 abitanti, più circa altrettanti – o forse meno – nei poderi del circondario), la popolazione, dicevo, impegnata a rappresentare e a osservare se stessa.
E Maria Teresa ci ha spiegato l’origine della commedia e come, attraverso la commedia dell’arte e la riforma goldoniana, essa si sia evoluta. Ma ci ha anche fatto capire come la commedia abbia avuto molte origini, uguali a se stesse, come quella genovese e quella toscana di cui vi ho accennato, duemila anni dopo. Cultura non facit saltus …
Juke Box di Musica classica
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Aprile, 2012 @ 8:38 amDi Cristina avevo già scritto (rileggetevi il post del 13 gennaio 2012) ma tant’è …
Sapete, fra le tante iniziative di “volontariato pianistico†(fra le quali segnalo una serie di concerti presso l’Istituto Comprensivo di Cognola), spiccano i concerti che Cristina ormai da tre anni tiene presso la Parrocchia S. Antonio, in Bolghera, in favore del locale Circolo Pensionati.
A parte la loro gratuità , i suoi concerti sono speciali anche per altre ragioni. Infatti sono â€a tema†ed in più “concerti lezione†con tanto di introduzione storico musicale e commento.
Orbene, a chiusura della serie 2012, ieri, 11aprile 2012, Cristina ha proposto ai suoi pensionati il Wunschkonzert, cioè il Concerto dei Desideri. Infatti si è presentata con un programma di sala riportante ben quaranta brani, ed ognuno ha potuto indicare, di volta in volta, quello che le chiedeva di eseguire. Nello spazio di un’ora e mezzo Cristina ne ha eseguiti ben ventiquattro! Che altro dire? E voi, quali brani avreste scelto? Eccone l’elenco completo:
1 J.S.BACH – Aria sulla quarta corda
2 J.S.BACH – Preludio in Do# dal Clavicembalo ben temperato
3 J.S.BACH – Preludio in fa minore
4 G.F.HAENDEL – Passacaglia
5 G.F.HAENDEL – Largo
6 W.A.MOZART – Fantasia in re minore
7 W.A.MOZART – Andante dal Conc K.467 per pf e orch
8 W.A.MOZART – Marcia turca
9 W.A.MOZART/Endrizzi – Temi da Don Giovanni e Nozze di Figaro
10 PARADISI –Toccata in La magg.
11 L.van BEETHOVEN – Per Elisa
12 L.van BEETHOVEN – Addio al piano
13 L.van BEETHOVEN – Rondò in Do magg
14 L.van BEETHOVEN – Adagio “Al chiaro di lunaâ€
15 L.BOCCHERINI – Minuetto
16 F.CHOPIN – Preludio in Re magg “La gocciaâ€
17 F.CHOPIN – Notturno in do # min Op postuma
18 F.CHOPIN – Romanza –Studio Op10 n°3
19 F.SCHUBERT – Standchen (Serenata)
20 F.SCHUBERT – Momento musicale Op94 n°3
21 R.SCHUMANN – Sogno
22 V.MONTI – Czardas
23 GRANADOS – Andaluza – danza spagnola
24 RIMSKJ-KORSAKOV – Canto indù
25 MOUSSORGSKJ – Il vecchio castello da “Quadri di un’esposizioneâ€
26 SINDING – Mormorio di Primavera
27 YEPEZ – Giochi proibiti
28 GALOS – Il lago di Como
29 SAINT-SAENS – Il Cigno dal Carnevale degli animali
30 C.GOUNOD – Marcia funebre di una marionetta
31 C.DEBUSSY – La fanciulla dai capelli di lino
32 J.STRAUSS – Marcia di Radetsky
33 G.PUCCINI – Coro a bocca chiusa da Butterfly
34 A.KHACHATURIAN – Danza delle spade
35 Due CANZONI NAPOLETANE – Reginella – Core‘ngrato
36 C.Endrizzi – Pout pourrì di Operette
37 “ – Fantasia su temi di G. Verdi
38 “ – Recuerdo de Espana
39 “ – Fantasia napoletana
40 “ – Variazioni su canti popolari russi
Entrata libera, e …. a fine concerto, dolci e spumante! Evviva i giovanilissimi pesionati!
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INCONTRI – 16) KATIA ED ERIKA BONADIMAN
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Aprile, 2012 @ 5:03 pmDetto altrimenti: concerto per pianoforte e voce, tutto trentino, anzi … noneso!
Salendo la sinistra orografica della Val di Non, a San Zeno potete scegliere. Proseguendo diritto, immer gerade aus, e arriverete al passo della Mendola o a quello delle Palade, e quindi, rispettivamente, a Bolzano e a Merano. Se prendete a destra, dopo pochi chilometri vi troverete di fronte il suggestivo santuario di San Romedio. Voltando a sinistra, raggiungerete Banco, luminoso paesino sulle sponde del lago di Santa Giustina, luogo natale delle due sorelle. Sullo sfondo il Gruppo delle Dolomiti di Brenta, il Peller (la montagna di Cles) e a destra, verso nord, l’ultima propaggine dell’Alta Anaunia, già “tedescaâ€, forata dal nuovo tunnel verso la Val d’Ultimo, che la ricongiunge alla “madrepatria†Sud Tirol.
Meleti e vigneti si contendono un terreno che fa quasi fatica ad indossare gli aderenti contorni delle strade, “tutte a curve e a golfiâ€, le quali, a chi si adattata al loro altalenare e accetta di farsi accompagnare seguendone lo sviluppo, offrono visuali sempre diverse. Qui, poco discosto dal flusso del traffico turistico, potreste soffermarvi a contemplare, di volta in volta, la bellezza di ognuna delle quattro stagioni. Le Quattro Stagioni … chissà se fanno parte del repertorio delle sorelle Bonadiman, pianoforte e voce soprano … ma … eccole che stanno uscendo di casa per concedersi una pausa fra i tanti loro impegni artistici. Vediamo se riusciamo a realizzare l’incipit di questo “Incontro†che completeremo poi nella loro casa di Trento. Katia, Erika, rientriamo in casa per questo breve â€Incontroâ€?
Katia, Erika, come procediamo? Forse vi sono domande “comuni†a voi due, forse no. Azzardo la prima, molto scontata: come è sorto in voi non solo l’amore per la Musica, ma la passione di esserne parte attiva?Â
Katia: “In famiglia abbiamo sempre respirato musica; il nonno e la mamma suonano a livello amatoriale fisarmonica e pianoforte …Ho cominciato a suonare il pianoforte a 7-8 anni, mia madre mi mandava a lezioni private dal Maestro Giorgio Larcher, che era severissimo. All’inizio vi era talvolta un rapporto conflittuale rispetto alla dedizione quotidiana richiesta dall’apprendiomento. L’amore vero e proprio per la musica è nato con il tempoâ€
Erika: anch’io sono stata inizialmente indirizzata alla tastiera, ma dopo un po’ di tempo mi sono accorta di non avere la costanza di mia sorella. Ho provato quindi a suonare altri strumenti, ma nonostante le sollecitazioni di vari Maestri, sono stata per anni mera ascoltatrice di musica e non esecutrice. Un giorno, 6 anni fa, ho capito che la passione per “fare†musica era viva e presente in me e ho intrapreso il percorso del canto lirico, appassionandomi ad un nuovo (per me) ed inaspettato repertorio.
Quali altri studi avete fatto?Il rapporto con gli altri studi che ruolo ha avuto?
Katia: Io ho frequentato il liceo scientifico a Cles, poi l’Accademia Di Belle Arti di Verona e successivamente triennio e biennio del Conservatorio Bonporti di Trento. Negli ultimi anni mi sono dedicata principalmente alla Musica. Sono comunque soddisfatta del mio cursus studiorum in quanto tutto ciò che ho imparato mi torna utile nel lavoro e soprattutto nella vita: mi rendo conto che il filo conduttore della mia ricerca riguarda principalmente l’espressione dell’individuo, in qualsiasi campo dell’arte esso operi: musica, pittura, scenografia …
Erika: ho frequentato il liceo socio psico-pedagogico e poi ho proseguito nel campo del servizio sociale. Una mia aspirazione sarebbe quella di realizzare una connessione costruttiva tra musica e disagio, per mezzo di “cure musicali 
Essere cresciute musicalmente “in coppia†vi ha agevolato nella formazione reciproca? In altre parole, la “sorellanza†come ha influito?
Noi abbiamo intrapreso percorsi diversi, che poi negli ultimi anni si sono incontrati. Certamente la “sorellanza†è stata uno stimolo in più nei confronti della musica, soprattutto per me (Erika) che per anni sentivo suonare Katia alle ore più disparate del giorno. Peraltro, la confidenza che c’è tra due sorelle non sempre aiuta a trovare il giusto equilibrio nelle scelte musicali o nella gestione stessa delle prove.
Katia, Erika, vivete, o almeno siete cresciute in questo piccolo delizioso paese. Era solo un posto dal quale partire la mattina verso Trento oppure anche qui c’è stato un interesse per il vostro crescere come artiste?
Finito il liceo entrambe siamo andate a vivere fuori casa e il contatto con il paese è venuto meno. Tuttavia i nostri compaesani si sono rivelati interessati al nostro percorso: ad esempio, un paio di anni fa il Comune di Sanzeno ha organizzato un concerto a casa Gentili. Il pubblico è stato caloroso e numeroso e per noi è stato emozionante il fatto di “giocare in casa†e presentarci ai nostri concittadini così cresciute, soprattutto professionalmente.
Nel vostro approccio alle suadenti note (mi perdonerà dante Alighieri, ma le vostre note tutto sono tranne che “dolentiâ€!) chi sono i Maestri e gli Autori che maggiormente hanno accompagnato la vostra formazione?
Katia: E’ difficile fare nomi, in quanto ogni Maestro incontrato mi ha trasmesso con generosità il suo sapere. In ogni caso figure particolarmente importanti per il mio percorso musicale e individuale sono stati: il M° Giancarlo Guarino, il M°  Marino Nicolini e Il M° Kostantin Bogino.
Erika: Parlando di “formazione musicale†devo nominare il Maestro di canto che tutt’ora mi sta seguendo: Mattia Nicolini. Prima di lui, inoltre, ciò che ha accompagnato il mio percorso è stata una forma mentis acquisita fin da piccola da tante cose, persone, momenti presenti costantemente negli anni.
Si è fatto tardi, l’aria rinfresca …â€e il sol ridea calando dietro il …. Gruppo del Brentaâ€. Con il Resegone non funzionava geograficamente, ma con il Brenta, visto da qui, funziona! Che ne dite se proseguiamo l’intervista a Trento? Tuttavia, prima di lasciarvi, vi voglio fare un piccolo omaggio: una mia poesiola sulla vostra bellissima valle. Eccola:
Â
Anaunia
T’adorna corona di monti
tu stessa diadema regale a smeraldi lacustri
di verde.
Ti apri allo sguardo
che insegue
i gonfi altipiani
ondeggianti
qual giovane petto al respiro
plasmati da un vento
che scala le cime
e si perde.
La mente che t’ama
curiosa
più attenta ti scruta
e profonda
ov’acque percorron segrete
le nobili rughe
che segnan l’altero tuo viso
di antico lignaggio
e indagan
leggendo il passato
il tuo storico viaggio.
Tu, ramnus, romano
tu uomo del fiume
pagano
or’ altro è il Dio che onori
ma l’acqua è la stessa che bevi
del cervo
sacrifica preda
di principi vescovi
e di senatori.
Risuonan le selve
di ferri e armature
latine
che scuotono i passi
per le aspre montane
tratture.
E senti vibrare le note
di orda cruenta
le grida di donna che arman lo sposo
a difender le messi
il figlio che piange
furor di Tirolo
equestre rimbombo
sul suolo
operoso
che viene a predare
ma inerme
di fronte ai castelli
s’infrange.
Munifica rocca di luce,
saluto lo spazio
che scende
dal tempio maestoso del Brenta
e dopo che t’ha generato
dall’alto di crine boscoso
cascata di pietra
a sponda atesina conduce.
Ed rieccoci insieme, a Trento
Riprendiamo il nostro incontro. Passato, presente e futuro. I vostri ultimi, attuali e prossimi impegni.
Katia: suonerò con la banda della Federazione il 28 aprile 2012 a Fondo. Sto preparando un concerto per violino e pianoforte con il M° Ermanno Molinaro, che è stato per moltissimi anni primo violino del teatro Regio di Torino. Questa collaborazione per me è molto stimolante in quanto Molinaro ha un’esperienza enorme e una vita musicale da raccontare, vissuta tra i nomi di Kempf, Michelangeli… Questo concerto si terrà a Fondo nella prima metà di luglio, con la partecipazione anche di Erika. Spero inoltre che le mie collaborazioni con il Teatro Sociale di Trento per la produzione dell’opera lirica continuino anche l’anno prossimo.
Erika: il mio ultimo impegno è stato nel Coro dell’Orchestra Regionale Haydn nell’esecuzione del Deutsches Requiem di Brahms in collaborazione con il M° Luigi Azzolini, insieme anche a Katia. Per quanto riguarda gli impegni futuri parteciperò al Festival di Mondi Sonori del Conservatorio di Trento nel progetto di Musica contemporanea “Antaremâ€: il concerto si terrà il 27 aprile a Trento in Conservatorio e poi andremo anche a Modena e a Castelfranco. In cantiere un concerto per luglio. Mi aspetterà un periodo di intenso studio in quanto ho in programma il diploma per il prossimo settembre.
Musica e cultura musicale: sempre insieme, ma in proporzioni diverse. Chi fa Musica (notate che uso la M maiuscola!) è sempre anche musicalmente colto. Ma sono pochissimi le persone musicalmente colte, e quindio, a maggior ragione, non vale il viceversa …. Al che una domanda: se Musica è arte, perché nei licei, nell’ambito della Storia dell’Arte, non è ricompresa anche la Musica? L’amore per la Musica nasce “prima e fuori†del Conservatorio.
Questa è sicuramente una grande lacuna della scuola italiana. La Musica, indipendentemente dai generi, è sempre presente tra le passioni dei giovani, ma la scuola purtroppo è troppe volte lontana dalla vita degli alunni e non risponde adeguatamente ai loro bisogni. Lo vediamo molto spesso a scuola, nel nostro lavoro da insegnanti, ma non è semplice riuscire a cambiare il sistema.
Ritenete che si potrebbe proporre questo completamento di programma agli organi competenti della nostra CAT (Comunità Autonoma del Trentino, cioè la PAT)?
Noi vogliamo aver fiducia e pensiamo che la Provincia Autonoma di Trento, rispetto ad altre realtà italiane, sia molto più attenta alla cultura. Certo è che i tagli alla cultura hanno coinvolto inevitabilmente anche il nostro territorio: nella scuola secondaria sono state ulteriormente ridotte le ore delle educazioni anche musiocali e questo va direttamente ad influire sulla sensibilità delle nuove generazioni.
Cosa pensate delle nuove forme di offerta musicale, nelle quali la Musica classica si sposa con la Musica leggera, ad esempio latino sudamericana o con le forme jazz?
La musica non è chiusura, e per rispondere a questo quesito bisognerebbe prima capire cosa si intende per “leggeraâ€. Quello che leggero era 40 anni fa, parliamo della Canzone italiana con la C maiuscola, non rispecchia il leggero attuale. Siamo aperte ad ogni genere musicale che abbia capacità di emozionare.
Siete due belle e giovani ragazze. Tuttavia una domanda: quando si deve smettere di dire “giovane musicista, giovane cantante†per dire solo “musicista, cantanteâ€? Già , perché se guardiamo la giovane età alla quale sono mancati tanti importantissimi autori ed esecutori del passato, parlando di Mozart, ad esempio, dovremmo dire “quella giovane promessa …â€
Erika: Nonostante la mia età (…) non mi considero “cantante†per il semplice fatto che ancora sto studiando e chissà mai se potrò considerarmi tale. Per quanto riguarda l’età , il canto è assai particolare rispetto ad altri strumenti: si inizia a studiare canto lirico una volta raggiunta la maturità fisica e il tragitto verso la “carriera†può avere durate molto diverse da soggetto a soggetto.
Katia: io vorrei che mi dicessero sempre “giovane pianista†in quanto il giovane è sinonimo di energia. Se penso a come suona il Maestro Kostantin Bogino, che, proprio giovane non è, penso a lui come un “giovane pianistaâ€! Ciò che conta è l’energia!
La mia domanda precedente non era casuale. Oggi il problema dell’affermazione dei “giovani†(ecco, ci risiamo!) si pone in ogni settore. Fino a poco tempo fa, infatti, non avremmo classificato come “disoccupato giovanile†il disoccupato trentacinquenne, come purtroppo sta avvenendo oggi. E vengo alla domanda: Il nostro Paese vuole rinunciare alla sua Musica o quanto meno si pone il problema?
Crediamo che la Musica attualmente sia l’ultimo dei problemi che il nostro Paese si pone, purtroppo! E’ anche vero che, nemmeno alcuni tra i grandi musicisti della storia della musica hanno vissuto nella “ricchezza e nella fama†che si sarebbero meritati. Vivere di musica probabilmente è sempre stata e sempre sarà una grande sfida, in ogni tempo!
Per chiudere, dateci un appuntamento a breve. Verremo ad ascoltarvi! Gli appuntamenti? li abbiamo già elencati sopra … comunque da sottolineare luglio (data ancora da concordare), a Fondo.
E grazie Erika, grazie Katia, da parte di tutti i lettori del blog ed anche a nome della Presidente dell’Accademia delle Muse Cristina Endrizzi Garbini e di tutti gli “Accademiciâ€, Accademia della quale siete entrate ad ottimo titolo a far parte. Grazie anche a nome del Presidente dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda, Ruggero Polito, e relativi associati! E anche da parte mia, ovviamente, grazie, sia per l’ “Incontro”, sia soprattutto per la splendida Musica che ci fate ascoltare!
EDIZIONE STRAORDINARIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Aprile, 2012 @ 6:39 amDetto altrimenti: la Pasqua 2012 ci porta anche due  resurrezioni “laicheâ€Â dalle tenebre della storia e della politica. Ma non bastano … ce ne vorrebbe una terza …
1) PRIMA RESUSSERZIONE LAICA. Graecia capta ferum victorem cepit …(Orazio, Epist., II, 1, 16). Sono fresco della lettura di “Il predominio dell’occidente, tecnologia, ambiente, imperialismoâ€, di Daniel R. Headrick (Ed. Il Mulino), opera che vi consiglio caldamente e sulla quale vi riferirò a parte. Ed ecco che mi ha colpito assai favorevolmente la notizia che l’ex colonia portoghese Angola sta acquisendo la proprietà delle maggiori società del Portogallo, banche in testa. Angola, primo tentativo portoghese di colonizzare l’Africa, del 1485. Riuscirono a controllarne solo le coste, quanto bastò tuttavia al loro scopo: il commercio degli schiavi.
2) SECONDA RESURREZIONE LAICA. Il Governo Monti, pare, sta per mettere mano alle regole che oggi – purtroppo – “non” gestiscono i finanziamenti ai partiti, a tutti i partiti. Né varrebbe la giustificazione di taluno che “è già in corso da tempo una loro riduzione”: infatti oggi occorre ben di più. E cioè:
a) sanzionare chi ha commesso reati
b) ridurre le somme destinabili ai partiti
c)Â Â modificare le regole delle erogazioni ai partiti
d) non finanziare i partiti che hanno rappresentanza in parlamento
e) modificare le modalità ed i controlli dell’utilizzo delle somme gestite dai partiti
f) recuperare i denari delle eventuali fondazioni, spa, etc. costituite dai partiti
 Il nuovo tesoriere di un partito afferma: “Pulizia, pulizia, pulizia!â€. Certo che la “pulizia dall’interno” va fatta, con la cacciata dei disonesti, ci mancherebbe altro!  Ma non basta. Occorre aggiungere anche: “ Polizia, Polizia, Polizia!” In altre parole: le due azioni non sono alternative bensì cumulative! Ogni partito agisca al suo interno. La magistratura penale e amministrativa agiscano dall’esterno: in attesa delle “nuove” regole, applichiamo quelle “vecchie” della Corte dei Conti e del Codice Penale.
A meno che, non si preferisca “sopire, troncare, molto reverendo padre, troncare, sopire” per dirla con il Manzoni. C ioè, a meno che che per alcuni  non sia pezo ‘l tacon del bus … cioè, a meno che per costoro non sia maggiore il danno di credibilità per le passate omissioni che non il merito per un intervento  riparatore a tutto campo.
Vi racconto una storiella vera che mi è capitata. Quando lavoravo, un mio “Gran Capo” mi affidò una mission quasi impossible, un risanamento aziendale veramente difficile, dicendomi. “Se Lei ci riesce le dirò bravo”. Ci riuscii. Mi aspettavo il “bravo”. Invece mi disse. “Cosa vuole mai? Si rende conto che il suo successo testimonia il mio precedente insuccesso?” Anche qui … sarìa stà pezo ‘l tacon del bus …
Cioè: riusciranno i nostri Eroi a correggere una situazione che testimonia gravissimi loro precedenti peccati, quanto meno di omissione e di controllo?
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3) TERZA RESURREZIONE LAICA. Signor Presidente Monti, ci doni una terza resurrezione laica: intervenga anche su ENI e ENELÂ !
Il Fatto quotidiano di oggi, copertina e pagina 7, informa: Paolo Scaroni, a capo dell’ENI, nel 2011 ha percepito €5,8 milioni, con un aumento del 30% rispetto al 2010. Piero Gnudi (ora Suo Ministro del Turismo), per  4 mesi passati alla guida dell’Enel avrebbe percepito €490.000 di bonus + €223.000 di stipendio + €337.000 di indennità di fine carica. Fulvio Conti, AD dell’Enel, nel 2011 ha percepito €4,37 milioni, con un aumento del 40% rispetto al 2010.   A seguire, tutta l’alta drigenza, stesso andamento. Per favore, Signor Presidente, ci dica che non è vero. Se invece fosse vero, intervenga, Signor Presidente, intervenga! Non si lasci dire: “Sono diritti acquisiti …” (e quelli dei pensionati no?); nè permetta che Le dicano: “Ma ormai se lo sono aumentato, lo stipendio, è previsto dallo Statuto, da delibere dell’Assembla degli Azionisti e/o dei rispettivi Consigli di Amminisrazione, secondo criteri auto determinati” (cioè … da loro stessi?)
A qest’ultimo riguardo, mi permetto di ricordare cosa rispose il Sindaco La Pira quando gli fecero osservare che stava assegnando gli alloggi popolari secondo un ottimo criterio di equità , il quale però non corrispondeva alle vigenti previsioni di legge: “Io assegno le case. Voi adeguate la legge”.
E noi, amici, non condanniamo solo chi abusa dello Stato o chi lo deruba, ma anche chi cercasse di legittimare e dissimulare queste  “azioni” e/o chi cercasse di distrarre la nostra attenzione spostandola dalla visione d’insieme sulla percezione sensoriale di un singolo fatto e/o chi pensasse di cavarsela dicendo che sì, occorre emanare nuove regole e/o chi interponesse presunte difficoltà procedurali o pseudo diritti acquisiti, e/o chi si ergessse  a difensore di tali particolri “prelievi ed utilizzi” tuonando contro il “reato” della nostra critica definendola  “antipolitica”!  Coraggio … friends, romans, countrymen … lend me your ears, ascoltate … e …  “stringianci a coorte”, che l’Italia incomincia “a destarsi”!Â
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P.S.: Signor Presidente Monti, quante altre ENI ed  ENEL ci sono (Finmeccanica, Banche sovvenzionate con fondi pubblici, burocrati strapagati, etc.)? Lei ci ha promeso equità . Fra l’altro, poi, last but not least, riduzione della finanza della nostra Comunità Autonoma del Trentino per  far fronte a … cosa?



















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