LIBRINCONTRI per parlare di Alpinismo interiore con Andrea Bianchi
pubblicato da: Mirna - 26 Novembre, 2015 @ 8:47 am
Il libretto di Andrea Bianchi “La Vetta interiore. Un’interpretazione alpina degli Yogasutra di Patanjeli” è un concentrato di saggezza su cui disquisire e riflettere. E’ ciò che abbiamo fatto lunedì scorso al bar Galileo durante il nostro LibrIncontri.
I sutra che Andrea cita sono colture di pensieri profondi e il parallelismo con salita verso la vetta e ricerca interiore è sicuramente intrigante. Alpinismo e Yoga. Si sale per scendere in una “speleologia interiore”. Affascinante quante
sfaccettature esistano nel provare a capire noi stessi e la Vita.
Siamo attorno ai tavolini del Bar Galileo dove Bradi ci vizia offrendoci anche cioccolatini e dolcetti mentre Erika che sta uscendo per andare a fare la sua ora di Yoga ci dice che il libro di Andrea l’ha conquistata sin dal primo sutra
” Finchè non c’è salita vera, e con essa la fatica, il tuo procedere sembra mosso dal caso, e il passo è distratto. Finchè non c’è sforzo, non è richiesta finalità “
Ci si può soffermare per ore e accendere riflessioni e così da un primo commento  sommesso tutti noi del gruppo-lettura ci siamo infervorati in un crescendo di opinioni e pensieri.
Se soltanto da alcune righe siamo avvinti, figuriamoci da tutto il resto interpretato e scritto  da Andrea.
Ci dice che Patanjali si può paragonare a un Omero indiano  perchè il suo pensiero iniziò a diffondersi oralmente. Ma diversamente dall’aedo greco che narrava le vicende di Troia e degli Achei  Patanjali con i suoi sutra voleva offrire all’uomo ” una vera la liberazione dalla sofferenza insita nella propria condizione umana e materiale, non attraverso la sola conoscenza metafisica, ma anche per mezzo di una vera e propria tecnica psicofisica..”
Non è quello che tutti noi cerchiamo? Il consiglio sembrerebbe che immergersi  nella Natura e fermarsi a meditare sulla Vita, sulla Memoria e soprattutto sulla Consapevolezza favorirebbe la serenità .
Un piccolo tesoro questo libro,  da centellinare. Lo si può trovare al bar Galileo e presso le Librerie Benigni, Artigianelli, Ubik e Disertori.
DIRITTI ACQUISITI E …ADATTABILITA CONGENITA
pubblicato da: Mirna - 24 Novembre, 2015 @ 8:06 am
La CASA: per noi occidentali un diritto acquisito. Perciò se questa si impenna, si impolvera, si squarcia ci sentiamo traballanti e indifesi. E ciò  che mi sta accadendo in questi giorni: tubi dell’acqua e  del riscaldamento da sostituire, soffitti da pennellare e mattonelle che stanno franando da sostituire. Tutto insieme?
Certamente. Anche l’intasamento del
lavello della cucina.
Allora il nido sicuro, la barca al di sopra dei flutti  si sfalda. Non possiamo sdraiarci sul divano con gatta calda e libro bello perchè intorno a noi ci sono calcinacci, polvere e confini insicuri. Dalla cucina posso arrivare arrampicandomi  – o meglio lo potrebbe  Mimilla se volesse –  allo studio degli Avvocati Riuniti del  piano superiore.
Corro avanti e indietro ad aprire la porta per idraulici canterini e specializzati come chirurghi (hanno strumenti
sofisticati , bombole, forbici che sembrano forcipi, tubi, idrovore) e rimango attonita a farmi ricoprire di polvere bianca.
Ma per non soccombere passivamente, mi attivo e  fotografo curiosa le scintille che escono dal buco tra cucina e studiolo, i due giovanottoni e li  ascolto  mentre uno fischietta La vie en rose e l’altro  Lucean le stelle .
Mi adatto dunque, anche perchè… ed è inutile far della retorica c’è chi la casa proprio non ce l’ha. Perciò basta stare al coperto e al calduccio .
Le amiche mi chiedono esterrefatte  come faccio a sopravvivere senza disperarmi : proprio per quell’adattabilitÃ
congenita avuta in eredità da nonna Bianca che da agiata possidente si ritrovò presto dopo la guerra vedova  a sostenere la famiglia. Non posso dirvi come…però talvolta …qualche piccione strangolato …così con le sue manine paffute… arrivava sul desco, e  tanto altro che fa parte della nostra storia … Ma è soprattutto il suo senso dell’umorismo che mi fa accettare con ironia gli eventi risolvibili. “L’è pez na fevra e po’  murir” E’ peggio una febbre e poi morire, diceva.
E in questi giorni di terrore che sarà mai avere pietrisco sui pavimenti, la gatta ansiosa, l’idea che i lavori non termineranno mai, qualche mattonella che si stacca  e ti arriva in testa mentre fai il bagno?
Lavori in corso ancora che sembrano infiniti, il tubo ricoprente gli altri tubi non è  della misura giusta…ma lo si recupera. Sporge però ed allora si livella. E se continua a “nevicare” intonaco dal soffitto (questo è un altro punto) basta prendere un aspirapolvere, mi ha detto il pittore, e aspirapolverare. Non ho capito se devo farlo io….forse.
Intanto i vetri diventano sempre più opachi e persino la mia gatta nera mi sembra impolverata…ho deciso :  mi lascio “naufragare in questo mare” aspettando l’ancora di salvataggio,  cioè la benedetta fine dei lavori. Ed intanto leggo, scrivo, riesco a partecipare al nostro frizzante LibrIncontri e… respiro profondamente . OM OM OM
LA VETTA INTERIORE di Andrea Bianchi
pubblicato da: Mirna - 19 Novembre, 2015 @ 11:44 pm
Un’interpretazione alpina degli Yogasutra di Patanjali
Andrea Bianchi, titolare dello studio di comunicazione creativa d’impresa Etymo è fondatore ed editore del magazine
on line MountainBlog.
E’ scrittore e accademico del GISM, editore, giornalista ingegnere.
E’ soprattutto una persona che continua la sua ricerca interiore e che ha trovato nella sua passione di scalare le montagne un parallelismo con il salire verso il punto di contemplazione, di “ascolto perfetto” per provare, anche se per pochi attimi, quella sensazione unica di sentirsi parte del cosmo, di respirare insieme al respiro dell’universo.
Io non sono un’alpinista e conosco soltanto un poco la dottrina yoga, ma certamente in me c’è  il desiderio di trovare il “filo invisibile di verità e poesia” per giungere al superamento delle sofferenze insite nella nostra condizione e condizionamento umani.
Conoscere per liberarsi, per sollevarsi.
I sutra dello Yogasutra, aforisimi, versi, sono la base della filosofia e tecnica dello yoga.  Si attua un’indagine completa perchè oltre che nella mente si lavora anche sul proprio corpo. La meta finale è la conoscenza universale ed una vetta interiore che si raggiunge attraverso gradini, passi talvolta facili talvolta difficili o addirittura pericolosi.
L’analogia con lo scalare una montagna con la sua  fatica di raggiungere un luogo , il più alto, è senz’altro pertinente con la soddisfazione di sapere che man mano che si procede nel nostro cammino esistenziale  ci si illumina di consapevolezza su ciò che potremmo e potremo fare.
Parliamo dunque di viaggio spirituale e Andrea Bianchi ci prende per mano e ci fa “salire” con gli occhi e il cuore aperti, interpretando per noi in modo chiaro i versi degli Yogasutra di Patanjali.
Il primo passo fatto  è quando volgi lo sguardo verso l’alto perchè dall’alto viene la luce, l’illuminazione .
La fatica che si fa e si farà richiede ovviamente  uno scopo: la conoscenza.  Ma il consiglio principale è di essere sempre immersi nel momento, di essere consapevoli di ciò che si sta facendo.
La vetta che si intravede è il traguardo; già si percepisce solo contemplandola che lassù ci sarà la quiete. La vetta appare e riappare come il ricordo di un desiderio primigenio, quello puro ed entusiasta del bambino.  Desiderio di quella contemplazione mistica di sentirsi in alto in simbiosi con il Tutto , in ascolto della musica del cosmo (come Dante sentì in Paradiso); insomma ritrovare “il punto di ascolto perfetto” che già Andrea Bianchi – nel suo esercitare un alpinismo anche interiore – ha trovato.
Vi aspetto dunque lunedì 23 novembre, alle ore 17.00 al bar Galileo . Ci sarà Andrea che ci parlerà di questo  suo particolare  lavoro e noi potremo fargli domande.
Vi aspetto , portate anche alcuni amici. so che l’argomento è  speciale e  interessante
CHE RAGAZZA di Cathleen Shine, Mondadori
pubblicato da: Mirna - 17 Novembre, 2015 @ 8:33 am
Leggere questa autrice americana è come ascoltare una canzone. Scrittura chiara , corretta, frizzante e sempre evocativa di nostalgie di ciò che è stato o che poteva essere. Senza mai far mancare un pizzico di umorismo leggero.
Anche questa storia è accattivante, un racconto “vintage” viene definito perchè si svolge nei mitici anni Sessanta tra canzoni dei Beatles, nuove conquiste sociali, nuovo modo di pensare.
Lady & Fin è il titolo originale: oltre alla stravagante Lady c’è il  co-protagonista che la osserva incantato. Lady è bellissima, giovane, piena di pretendenti, ma scappa dall’altare.
Vuole essere libera di vivere a modo suo, ma nello stesso tempo non sa esattamente ciò che vuole. Sicuramente vivere a Capri, l’isola incantata dove la vita è dolce e tutto sembra possibile e lasciare a New York i tre spasimanti che la amano.
Fin il suo giovanissimo fratellastro rimasto orfano è ora accudito con amore da lei. Anzi si dice di lui che è il figlio che vorrebbe ma non vuole  avere.
Insieme si divertono, dividono storie e casa, condividono pensieri e desideri.
E’ il tempo della conquista dei nuovo diritti civili, dell’osteggiata guerra in Vietnam, ma è anche la ricerca della propria felicità .
Lady incarna a modo suo questa ventata di ottimismo e sfrenata voglia di vivere. Soprattutto, lei dice, voglio divertirmi.
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GLI ANNI DELLA LEGGEREZZA di Elizabeth Jane Howard, Fazi ed.
pubblicato da: Mirna - 12 Novembre, 2015 @ 8:29 am
Per chi ha amato la scrittrice inglese Elizabeth J. Howard de Il lungo sguardo (v.archivio) non può  non “tuffarsi” in questa saga familiare di cui Gli anni della leggerezza sono la prima parte.
Entriamo dunque nella famiglia Cazalet negli anni 1937 e 1938 e soprattutto nelle lunghe estati trascorse nella loro residenza di campagna dove i capostipiti, il generale William e la moglie Kathy vivono tutto l’anno. Con  loro abita  anche l’unica femmina,  la trentottenne Rachel, non sposata, donna buona e altruista che ama platonicamente la sua amica Sid.
I personaggi Cazalet sono tanti : i tre figli maschi Hugh, Edward e Rupert con rispettive mogli e tanti figli, ma non solo :  la scrittrice,  antesignana nel ricercare la vita anche della servitù (prima del famoso Downton Abbey o Gosord Park)  descrive abitudini, sentimenti,
peculiarità di cuoche, cameriere, tate, istitutrici.
Ma soprattutto sono i bambini e i ragazzi il centro pulsante della storia. In essi vengono catalizzati gli umori, le preoccupazioni degli adulti e l’ansia del momento storico  in bilico tra la pace e la guerra.
L’estate poi è la stagione dove tutto sembra ribaltarsi, c’è il tempo ozioso e dilatato del porsi domande e dei probabili cambiamenti.
Edward, libertino e sicuro di sè, tradisce la moglie Viola che per il matrimonio aveva rinunciato alla sua carriera artistica ed ora amaramente si rende conto di non aver fatto la cosa giusta.
Hugh e Sybil sono invece una coppia affiatata, forse troppo, tanto che tra loro ci sono le combats de generositè: per far piacere all’altro si fanno cose che forse l’altro accetta soltanto per non dispiacere chi la propone.
Rupert, rimasto vedovo con due figli, ha sposato Zoe bellissima e giovane che proprio durante l’estate del 1938 riuscirà a maturare grazie o per colpa di un avvenimento improvviso.
Ma come dicevo sono i ragazzi, dai più grandi  Teddy e Louise, Polly, Clary a spingere e definire una società che sta cambiando.
La saga dei Cazalet è un romanzo ricco, pieno di  piccoli segreti, di puntuali osservazioni sulle persone : donne con ancora il retaggio vittoriano che il sesso è solo un  dovere spiacevole, uomini che devono scegliere tra la solidità familiare e il desiderio di libertà , ragazzine piene di idee, aspirazioni, tormenti, angosce.
Da leggere con piacere, è un libro che fa compagnia per alcune settimane e da cui non vorresti separarti. Questa prima parte si chiude con l’istitutrice Milliment,  anziana e povera in canna,  che è riuscita a godere un po’ di tempo nella tenuta di campagna dei Cazalet. Dopo l’annuncio , che noi sappiamo effimero, della pace tra Inghilterra e Germania, anch’essa come gli altri si lascia trasportare dal sollievo e a pensare a un nuovo inizio.
La saga dei Cazalet è il successo maggiore della Howard con un milione di copie vendute. Aspettiamo dunque che Fazi editore pubblichi presto la seconda parte.
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DOLCE NOVEMBRE
pubblicato da: Mirna - 9 Novembre, 2015 @ 11:13 amTra un libro e l’altro, tra uno stress e l’altro (vedi muri rotti in casa con surplus di lavello intasato) che fare in questa dolce estate di San Martino? Incontrare le amiche,  passeggiare lungo i fiumi, osservare, tuffarsi nei colori. Immergersi nella Natura e respirare  la Vita riconoscenti di avere la capacità di apprezzarla.
Così una mattinata splendida si può andare al Grand Hotel per incontrare Laura  e Isabella  e  bere un  buon caffè, poi salire sulla terrazza inondata di luce ed ammirare Trento che ci circonda,  amichevole, serena un po’ algida nella sua trasparenza nordica.
Invece nel pomeriggio lo scalpiccio delle foglie d’oro e rosse mi attraggono lungo i fiumi placidi . Tutto sembra sereno nei passi che si susseguono ritmici tra chiazze di sole . Raccolgo foglie e catturo ogni istante intenso con la solita macchinetta fotografica.
Intanto vedo sfrecciare la ciclista dalla giacca di pile giallo. La noto da tempo: ha occhiali alla Tazio Nuvolari, anche lei
ama i fiumi, sul Lungo Fersina o sul Lungo Adige ella pedala con concentrazione quasi immemore della realtà circostante. E’ una figurina amica, ormai.
Chissà se mi nota anche lei. Io raccolgo le foglie,  bacche, ultimi fiori, fotografo uccelli che immancabilmente mi
sfuggono, riflessi di luce sull’acqua, me stessa felice del mio momento d’essere appieno lì, sotto il sole.
E cammino veloce per non farmi raggiungere dalle ombre precoci del pomeriggio autunnale,. assaporando ogni istante di odori novembrini, tenendo fermo per qualche istante il tempo che fugge e che voglio sentire amico.
La strada già immersa nell’ombra mi regala però un ultimo punto di sole mentre una figurina si allontana risoluta
verso la sua casa, i suoi amici, chissà le sue speranze e i suoi progetti.
Lo notate l’alberello giallo  illuminato dagli ultimi raggi ?
Anch’io mi avvio verso casa, pregustando a cup of tea e naturalmente un buon libro di cui vi parlerò fra breve,.
I consigli del Gruppo-Lettura
pubblicato da: Mirna - 30 Ottobre, 2015 @ 3:42 pmEd ecco cari amici ciò che è emerso  durante il nostro primo LibrIncontri  al Bar Galileo. Titoli su titoli, consigli, curiosità , nuove
prospettive.
Un club letterario e amicale  a tutti gli effetti.
Scrive  Mario Vargas Llosa “La letteratura è una rappresentazione fallace della vita che tuttavia, ci aiuta a capirla meglio a orientarci in quel labirinto in cui nasciamo, viviamo e moriamo”
Nessuna meraviglia dunque se Giovanni ha voluto conoscere meglio Italo Calvino
 Il cavaliere inesistente, Il barone rampante, Il visconte dimezzato dove ritroviamo il sottile filo esistenziale che ricompone le parti separate e diverse dell’essere umano. Da rileggere sicuramente per evasione, meditazione, riflessione.
Ognuno spazia in generi diversi a seconda dei gusti e degli interessi. Conosciamo la passione di Andrea per lo Yoga. Ci consiglia infatti
Tecniche Dello Yoga – Eliade Mircea – Bollati Boringhieri –  “Si tratta di una dettagliata indagine sul mondo ideale indiano che ha visto sorgere la prassi dei diversi Yoga, fornendo a essa di volta in volta spessore di premesse metafisiche e articolate riflessioni di ordine psicologico e metodologico. Frutto della diretta esperienza del mondo e della cultura indiana che il giovanissimo Eliade fece a partire dal 1928, sotto la guida del grande poeta e storico del pensiero indiano Surendranath Dasgupta, “Tecniche dello Yoga” espone la specificità della filosofia yogica, secondo la quale per raggiungere il distacco dal mondo occorre praticare una serie di discipline psicofisiche che permettano di arrivare alla concentrazione e alla contemplazione nei suoi diversi stati.”
E poi: “Mestiere di scrivere” esercizi di scrittura creativa spiegate da “un artigiano della parola” quale Raymond Carver (Einaudi)
“Il filo d’oro” di Ewan Clayton la storia della scrittura, quindi la nostra Storia.( Bollati Boringhieri )
Sociologia, storia, psicologia, curiosità , narrazione.
Italia yes Italia no. “Che cosa capisci del nostro paese quando vai a vivere a Londra “- Soffici Caterina –  Feltrinelli –
E ha scoperto cosa significa veramente vivere in un paese che sembra possedere tutto quello che a noi manca: serietà , organizzazione, buona educazione, apertura verso il mondo e chi più ne ha più ne metta. “Londra non è meglio dell’Italia. Ma a Londra io ho trovato che si  vive peggio ma si sta meglio. Perché è un posto normale. È l’Italia a non esserlo più”.
IL GRUPPO LETTURA di Trento Blog si incontra al Bar Galileo
pubblicato da: Mirna - 28 Ottobre, 2015 @ 5:09 pm
Ci ritroviamo finalmente e con gioia nel nostro angolo lettura del bar di via Galilei. Ex Papiro , ora Galileo.
Che c’è di più bello in questi pomeriggi autunnali che incontrare nuovamente gli  amici e parlare di libri, vita, suggestioni?
“Frizzante e ipertestuale”  viene definito da Andrea Bianchi, editore di Trento blog, questo nostro primo appuntamento perchè le parole si accavallano, si completano e si intersecano in un gran desiderio di comunicare e  di condividere.
Da un commento  a un libro si passa immediatamente ad altri, si percepisce tangibile la passione per la parola scritta e per tutto ciò che in
essa è racchiuso e sottinteso.
Che cosa abbiamo letto durante l’estate?
E sono diverse le letture dei maschi da quelle delle femmine?
In generale sembrerebbe di sì: più amanti della storia, della sociologia, dei saggi  gli uomini, più attratte dalla narrativa le donne.
C’è allegria attorno ai tavolini predisposti dagli ospitali  gestori Erika e  Bardi i quali  come benvenuto ci offrono biscottini freschi  e cioccolatini.
Direi dunque che il lontano progetto nato tra Andrea-libraio  del Papiro, Andrea-ingegnere  ed io-book blogger  continua ad avere successo.
Trilogia di Calvino, Trilogia di Ken Follett, La tecnica dello Yoga, Il mestiere di scrivere di Raimond Carver, Don Quixote, letture nuove e riletture di classici.
Scrittori italiani e stranieri “La sposa della neve” di Baffa “A pranzo con Orson “(Welles) , “Solar” di Mc Ewan di cui Maria Teresa ci legge una divertente pagina.
Scriverò nel prossimo post l’elenco più preciso di tutti i titoli emersi nel nostro LibrIncontri , per ora assaporo  il piacere del nostro pomeriggio  ottobrino  mentre nella mente “frullano” altri idee e propositi!
UNA SPOLA DI FILO BLU di Anne Tyler, ed. Guanda
pubblicato da: Mirna - 26 Ottobre, 2015 @ 1:40 pm
Un bel romanzo sulla famiglia dipanato in modo magistrale dalla sempre brava Anne Tyler.
Il personaggio principale è senz’altro la casa dei Withshank costruita con amore e attenzione dal vecchio Junior la cui storia riappare nel momento in cui si dovrà  lasciare la casa.
Ma prima abbiamo conosciuto Abby e Red, figlio di Junior e i loro quattro figli.
Abby è diventata il collante della famiglia che ha fatto della casa con la bellissima veranda il centro della famiglia, delle riunioni, delle  piccole tradizioni importanti. E seppur il figlio prediletto Denny non sempre è presente fisicamente, lo è però nei suoi pensieri.  Conosciamo dunque questo figliol prodigo, un po’ triste, trasgressivo, irregolare e ne scopriremo il perchè.
Si sa che in ogni famiglia esistono dinamiche nascoste, conflitti irrisolti, gelosie: questa è la vita, tutto ciò che dobbiamo continuare a fare è cercare di capire gli altri intrecciandovi tolleranza e amore.
Tanti personaggi, tante storie più o meno misteriose.
Abby adorava sua suocera Linnie, mancata troppo presto, ma certamente non conosceva che cosa provava Junior verso la moglie. Segreti, sentimenti che soltanto la casa ha visto.
Forse è rimasta una traccia di blu sulla ghiaia del vialetto dove Linnie esasperata ha versato con rabbia un barattolo di vernice dopo che suo marito le ha negato un desiderio.
Il filo blu percorre dunque la saga di questa famiglia e alla fine del racconto è Denny che scopre la spola di filo proprio di quel blu che servirà a rammendare la giacca colorata di suo padre Red. La giacca hippy che indossava al suo matrimonio con Abby e che in quel giorno vuole indossare per il funerale dell’amata Abby.
A Denny pur nel suo comportamento che sembra inaffidabile sarà dato in futuro il compito di tenere uniti i “pezzi” familiari che sembrano disgregarsi?
Come nella vita nulla è risolto perchè tutto è sempre in divenire, specialmente i rapporti umani .
Parleremo di questo romanzo  e delle vostre letture  oggi pomeriggio  al primo appuntamento dei LibrIncontri nell’ angolo che ha visto nascere la nostra condivisione letteraria. In via Galilei, al  Caffè GALILEO
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MANUALE PER CHERUBINI CHE GESTISCONO UNA LOCANDA di Paolo Sceusa
pubblicato da: Mirna - 21 Ottobre, 2015 @ 4:40 pmSiamo nel luogo perfetto per parlare di questo delizioso libretto scritto con  con uno stile chiaro  e con  ritmo fluente e musicale.
Non per niente l’autore Paolo Scesa (anche chitarrista)  ci propone oltre che a una lettura lenta e”degustativa” dei suoi racconti  l’ascolto in audiolibro  dove i  brani per chitarra  da lui composti salgono e scendono d’intensità a seconda dei momenti.
Luogo perfetto dicevo,  questo Teatro del tè  NOH, dove Eleonora e Michele ci accolgono con sorrisi e serenità .
Angeli custodi di armonia e tranquillità che  offrono profumi di spezie orientali in tazze e teiere colme di tè, infusi, tisane.
Un’oretta domenicale speciale dunque ascoltando Paolo Sceusa che ci legge aneddoti, riflessioni , ricordi  personali che diventano  memoires quasi proustiane perchè sollecitate da indefinibili rimandi: un suono, un odore, un’atmosfera.
E se il sottotitolo recita  “Racconti di Angeli, di Cani e di Motociclette” noi ne coglieremo le interconnessioni.
Angeli ovunque che si fanno riconoscere per la loro dolcezza e  amabilità come  Consuelo cameriera delicata  della “Fata dello zenzero” che par camminare sollevata  da terra.
Il filo che collega angeli custodi, sensazioni di affidamento e protezione si srotola avvincente ne “Il cane Dick che mi trattenne nell’al di qua”
Racconto che abbiamo ascoltato con attenzione e partecipazione: un cagnolino che salva un bambino? Bellissimo.
Mentre  Paolo Sceusa legge,  Alessio suona l’Handpan, un nuovo strumento d’acciaio,  progettato e assemblato in Svizzera. Il suono è argentino ed evocativo e si affianca  con armonia alle parole dense del libro.
Che c’è di più bello in un pomeriggio di ottobre che  ascoltare racconti di angeli e non solo e musica trainante in un angolo di estrema quiete?
Sorseggiare una tisana agli agrumi con una spolverata di zenzero. Appunto.
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