I SOCI FIAB RACCONTANO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 maggio, 2018 @ 9:49 am

Detto altrimenti: domenica, 6 maggio 2018 – A Borghetto all’Adige, all’incontro con FIAB Valpolicella   (post 3166)

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Dopo tanta pioggia, sole! La fortuna premia gli audaci … i 18 audaci che si sono presentati alla partenza da Trento (in quattrodici) e da Borgo Sacco (altri quattro). Partiti alle 08,20. Brevissima sosta idraulica di alcuni al Bicigrill di Nomi.

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davBorgo Sacco, sosta per la colazione al Ristorante Moja, ormai un “Amico della Fiab”: infatti la titolare Signora Rosaria – che avevo preavvertito della nostra gita – ci ha accolto con un cartello di Benvenuta Fiab! Stessa calorosa accoglienza di quella che aveva riservato al passaggio di Lucia Bruni, il giugno scorso, nella sua intrapresa da Roma a Bruxelles. Dopo 25 minuti, si ripedala, vento in poppa, sole, colori e profumi della natura e … dei deodoranti dei ciclisti che ci sorpassavano (la nostra velocità di crociera oscillava fra i 18 e i 21 kmh. Io in testa con la bandiera Fiab, Francesco in coda con altra bandiera. Mi si affianca un ciclista: “Wohin fahren Sie?” Dove andiamo? Ma siamo Italiani. “Ah, dice. Eravate in fila così ordinata che vi ho scambiato per una comitiva di tedeschi”. Ottimo complimento!

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Breve seconda sosta al bar di Pilcante e ultima volata fino al confine fra … l’Impero d’Austria e il Regno d’Italia, 1 km prima di Borghetto. Foto e a Borghetto (tot. Km 58 da casa) dove abbiamo incontrato circa 150 colleghi da Valpolicella (Adriano Piacentini) e da Fiab Verona, oltre a sindaci dei Paesi della zona, tutte persone che venivano dall’avere inaugurato ufficialmente la ciclabile a sud di Ceraino (uno splendore, ve la consiglio caldamente! N.d.r.).

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davPranzo: pastasciutta, vino e acqua, offerta a tutti. Per i prenotati, anche scaloppine di vitello e crocchette di patate. Vino bianco e nero, ottimo e abbondante! Ottima l’organizzazione della Proloco (Adelio Amadori), ottima la sua cucina.

Partecipazione scarsa? Se 18 vi sembran pochi … infatti si è dovuta spostare la data per evitare di farla coincidere con l’Adunata nazionale degli Alpini, il che ha portato l’uscita a ridosso di altre. Non importa, la ripeteremo l’anno prossimo, senza ridossi di sorta.

Quindi si rientra: 4 in auto, 4 in treno, 10 in bicicletta (bravi!)

Cosa? Volete i 18 nomi? Eh no … c’è la privacy! Vi posso solo dire che la quota rosa era di 8 su 18, non male!

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FOTOGRAFIA E’ POESIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 maggio, 2018 @ 9:39 am

Detto altrimenti: volete scommetterci?                      (post 3165)

  • 26 Appiano

                 Passato e futuro

    Poesia, dal greco poieo, creo.

  • Fotografare. Innanzi tutto occorre vedere le cose e non solo guardare. Vedere cose e situazioni. E questo varrebbe anche se la macchina fotografica non fosse ancora stata inventata.
  • Vedere realmente o immaginarsi, il che è la stessa cosa, anzi meglio.
  • Poi, l’inquadratura, con la quale, includendo ed escludendo, “si crea” un quid novi, si sceglie un particolare caratterizzante, un’accostamento a sorpresa … insomma: si dà una pennellata di colore (1) ad una situazione altrimenti piatta e grigia.
  • Quindi, le regolazioni della macchina: luce, tempi, etc.. Ma queste sono cose secondarie: si possono fare ottimi scatti anche con il telefono cellulare.
  • Ecco, avete creato qualcosa, siete un poeta.

Faccio parte di alcune associazioni. Una di questa ha inserito nel suo sito una galleria fotografica. Le foto d’apertura di ogni sezione sono ottime, ma dentro la galleria … decine e decine di gruppi di persone che sorridono all’obiettivo: sono le cosiddette “comitive interscambiabili” nel senso che presa a caso una di quelle foto, potete “rivendervela” come testimonianza a ricordo di una gita qualsiasi.

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LEGGI UMANE E DIVINE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 maggio, 2018 @ 9:33 am

Detto altrimenti: una riflessione sulle diverse categorie   (post 3164)

  • In Trentino un parroco ha rapporti intimi con donne consenzienti e maggiorenni.
  • Non è stata violata alcuna legge umana del codice delle leggi italiane (civile ed ecclesiastico).
  • E’ stata violata la legge umana del Diritto Canonico.
  • Il sacerdote viene rimosso dalla sua posizione di parroco, in applicazione del Diritto Canonico.
  • Dalle sue gerarchie non viene spesa nessuna parola di aiuto, di comprensione, di perdono: nel far ciò viene violata la Legge Divina che offre comprensione, amore e perdono a tutti.

 

downloadIl teologo Vito Mancuso ricorda che fino all’anno 1000 i sacerdoti erano anche sposati e che ancora oggi un uomo sposato può diventare sacerdote. Anche in considerazione della scarsità delle vocazioni, invita ad iniziare a ragionare sulla possibilità di concedere ai preti di scegliere se sposarsi o meno; di ordinare sacerdote anche le donne; di lasciare ai frati e ai loro voti il “privilegio” della castità. Gli chiedono; ce la farà Papa Francesco? Risponde: data la sua avanzata età e dati i tempi lentissimi della Chiesa, potrà al massimo avviare questi processi.

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DALLE CLASSI SOCIALI AI NAZIONALISMI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 maggio, 2018 @ 9:29 am

Detto altrimenti: un po’ di sociologia politica applicata alla finanza     (post 3163)

In principio era il caos. Poi le classi sociali si sono organizzate in partiti politici, successivamente superati da un consorziativismo a loro trasversale, che poi è stato a sua volta superato dai nazionalismi. Il nazionalismo parla con la pancia alla pancia di ognuno. E siccome il livello culturale generale non è eccelso, fa breccia. Un esempio? Recentemente un tale sta ipotizzando un referendum sul mantenimento dell’euro o il ritorno alla lira. Se non è una forma di nazionalismo questa!

Mi chiedo: ma quel tale ha vissuto le vicende finanziarie degli anni ’70? Quando anche la Francia aveva due monete: i franchi finanziari e quelli commerciali? Quando noi avevamo le lire estere e le lire interne? Quando a noi era vietato possedere valuta estera che dovevamo cedere all’UIC-Ufficio Italiano dei cambi? Quando a fronte di ogni importazione dovevamo depositare presso Bankitalia una somma pari alla metà del pagamento all’estero, somma infruttifera e bloccata per sei mesi? Quando vivevamo e lavoravamo in presenza di strette creditizie e valutarie feroci? Quando il costo reale (non tasso nominale) del denaro anche del 35-40% “tanto la gente mica conosce la matematica finanziaria”? Quando alcuni paesi (Grecia in testa) ai turisti stranieri che lasciavano il paese dopo avervi trascorso una vacanza, imponevano di riversare la loro valuta interna non spesa (le dracme, nell’esempio) contro dollari (il che sembrava paradossale!) per evitare che se la loro moneta (nell’esempio, la dracma) girava all’estero sarebbe apparso il suo reale valore, molto inferiore al superiore livello di cambio che quello Stato aveva deciso essere, al suo interno?

Ritornare alla lira? No grazie! Abbandonare il processo di costruzione degli Stati Uniti d’Europa? No, grazie!

 

 

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ALBERI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 maggio, 2018 @ 9:26 am

Detto altrimenti: esseri viventi              (post 3162)

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Una città. Si decide di tagliare una decina di grandi alberi. In primavera. Nidi compresi.

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Un’altra città. L’alberello è servito a Natale. Poi, è illegalmente abbandonato nella pre-discarica condominiale. Si … però comodamente “seduto” su una bella sedia in vimini! Ah, vabbè … allora …

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Stessa città di prima. altro sul marciapiede. Quest’ultimo riesce a buttare qualche germoglio verde, una sorta di miracolo della natura, una ribellione all’ottusità umana. Passo, lo vedo. La mattina dopo è domenica. Devo andare ad un appuntamento ciclistico. Mi ripropongo di anticipare di poco la mia uscita, di passare da quel marciapiede, di portargli due borracce d’acqua. Così ho fatto.

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Terza città, quasi in centro, alberi, intenti a rinforzarsi per continuare a purificate l’aria …

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“QUEI 55 GIORNI DI ALDO MORO VISSUTI DAL TRENTINO”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 maggio, 2018 @ 9:21 am

Detto altrimenti: l’ultimo libro di Luigi Sardi         (post 3161)

IMG_4754Associazione Culturale Memores. Ore 20,30 di Giovedì 3 maggio, Sala Conferenze della Cassa Rurale di Ala (Tn): il giornalista, scrittore, grande amico e – dico io – anche storico Luigi Sardi presenta il suo libro (Luigi Reverdito Ed.) a quarant’anni anni dall’eccidio di Via Fani. Il grande merito di Sardi è innanzi tutto l’essere uno strategico strumento di documentazione (“strategico” letteralmente significa “indispensabile e insostituibile”). La sua attenzione ad eventi fondamentali della nostra storia, il suo impegno, il suo entusiasmo sono edificati sulle solide basi della sua biblioteca personale di documenti delle epoche e dei fatti dei quali scrive.

Via Fani. Ne ho un ricordo preciso. Ero dirigente della Stet-Società Finanziaria Telefonica per Azioni, Via Bertola, Torino, responsabile della finanza Italia del gruppo. A tutti noi che avevamo gli uffici al primo piano avevano appena montato vetri antiproiettile alle finestre. Le finestre. Dalla mia dell’ufficio vedevo i cortei di protesta contro l’eccidio sfilare in Piazza Solferino. Dalla finestra di casa ad Ala (Tn) la mamma di Luciano Azzolini – prefatore del libro di Sardi – avvisava il figlio del rapimento.

Luigi Sardi legge alcuni passi del suo libro. Ricorda la frequente presenza in Trentino dello statista, per le ferie e per visite istituzionali (quest’ultime anche in Sud Tirolo).

download 2Luciano Azzolini sottolinea come nell’ultima relazione della apposita commissione parlamentare sull’eccidio si afferma che quel giorno in Via Fani “c’erano anche le BR”. Infatti, pur non arrivando a nessuna conclusione, ricorda come non si debba trascurare quella che poteva essere la valutazione internazionale del “compromesso storico” di Aldo Moro, il quale per lo statista era dialogo e alternanza, ma per gli USA e per l’URSS una bestemmia, sia pure per motivi opposti, e cioè, rispettivamente: i comunisti al governo? Il comunismo al governo senza alcuna rivoluzione? Quando mai?! Su Moro Luciano dice “La sua era la politica dell’ascolto, dell’inclusione, del dialogo, del pensiero, pensiero che oggi manca, che doveva essere e dovrebbe essere frutto della comunicazione intesa come scambio del pensiero di ognuno e che solo così diventa Pensiero” (con la P maiuscola dico e scrivo io, n.d.r.).

Una frase della prefazione di Azzolini: “… a fare un politico – sembra suggerire Sardi – non sono solo le idee. La cultura, l’insieme dei valori; sono anche il modo di porsi, la psicologia, i principi profondi e inconsapevoli.” Alla fina della sua prefazione Azzolini cita una frase di Aldo Moro, oggi più attuale che mai:

“Tempi nuovi si annunciano e avanzano in fretta come non mai. L’ampliarsi del quadro delle attese e delle speranze dell’intera umanità; la visione del diritto degli altri, anche di più lontani, da tutelare non meno del proprio; il fatto che i giovani, sentendosi a un punto nodale della storia, non si riconoscono nella società in cui sono e la mettono in cisi, sono tutti segni di grandi cambiamenti e del travaglio doloroso nel quale nasce una nuova umanità. Nel profondo è una nuova umanità che vuole farsi, è il moto irresistibile della storia … un modo nuovo di essere della condizione umana”.

downloadGiovanni Ricci. Suo padre come uomo, così come gli altri, tutti gli altri 440 vittime degli anni di piombo in Italia (19 in Germania, 29 in Francia!), noi in Italia secondi solo – quanto a questa triste graduatoria – allo stragismo della cocaina in centro America. Ricci ricorda le umilissime origini contadine del padre, il suo arruolarsi nell’Arma anche per aiutare la famiglia a sopravvivere.

E qui mi permetto di ricordare il mio babbo, nato a S. Angelo in Colle (Siena, 300 abitanti allora, 50 oggi, splendidi, andate a visitarlo), arruolatosi nei “Reali” (Carabinieri Reali, così si chiamavano allora) con la terza elementare che conseguì poi il diploma di terza media andando a lezioni private da mia mamma a Bolzano; che sopravvisse a due anni di prigionia in Germania e che finì la sua carriera come Maresciallo Maggiore a Cles.

Per concludere. Se devo sintetizzare il significato ed il valore della serata con un solo concetto, scelto questo: sdoganiamo quella tragedia dal ricordo esclusivo di quei terribili 55 giorni e rivalutiamo tutto il contenuto, il valore ed il significato della vita e dell’opera di quelle sei persone, anzi, di quelle 440 persone. Di Aldo Moro in particolare ricordiamo il suo essere europeista, l’Uomo del dialogo, l’Uomo capace di prevedere – altrimenti – il deteriorarsi di un sistema.

Un intervento del pubblico, quello del Consigliere Provinciale Lorenzo Baratter, per citare un ulteriore libro sul tema: “Gli eroi di via Fani”, di Filippo Boni (Longanesi Ed.).

P.S.: Via Mario Fani. Mario Fani (Viterbo, 23 ottobre 1845 – Livorno, 4 ottobre 1869),attivista cattolico italiano. Nato da una nobile famiglia viterbese, compie gli studi presso i Benedettini di San Paolo. Fonda il Circolo Santa Rosa e nel 1867 costituisce la Società della Gioventù Cattolica Italiana, considerata il nucleo originale dell’Azione Cattolica. Nel 1869, mentre è in vacanza a Livorno, si getta in acqua per salvare un bagnante in pericolo. In seguito a questo atto contrae una grave malattia polmonare che lo conduce in poco tempo alla morte, all’età di soli 24 anni.

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SI E’ ROTTO IL BLOG!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 maggio, 2018 @ 9:15 am

Detto altrimenti: un guasto al server e per qualche ora siamo rimasti tagliati fuori dal … glob!   (post 3160)

Si è rotto. Dopo sei anni e oltre 3000 post, “mi si è rotto il blog”. Intendiamoci, qualcosa (un attacco hacker al nostro server centrale  in Germania) è successo al server centrale e ai suoi satelliti, cioè alle “macchine da stampa”: noi blogger non c’entriamo per nulla. E’ andata proprio così. Tagliati fuori dal nostro canale di comunicazione bidirezionale: i miei post – i vostri commenti. Ma non mi sono dato per vinto: ho continuato a scrivere i miei post e li ho messi in un binario d’attesa. Appena la situazione si sarà sbloccata, via! Tutti alle … stampe elettroniche! Nel frattempo sto ricevendo le telefonate dei miei più fedeli lettori che mi chiedono cosa sia successo, perché mai non riescono più a collegarsi. Eccomi qui, ve lo sto raccontando e già che ci sono, vediamo un po’ se riesco a parlarvi di qualche contenuto.

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LE ETA’ DI MEZZO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 maggio, 2018 @ 9:12 am

Detto altrimenti: perchè quel plurale … “le età”? (post 3159)

Già … perchè usualmente si parla di una sola Età di Mezzo, il Medio Evo, che terminerebbe nel 1348, anno della grande peste e dell’inizio del Rinascimento. Ma invece esistono altre situazioni di mezzo quale ad esempio il “ceto medio” (sociale ed economico), come pure esiste la “virtù di mezzo” visto che in medio stat virtus. Poi abbiamo l’ “età anagrafica di mezzo”, quella … diciamo fra i 45 e i 50 anni anno più anno meno, persone già affermate, con un loro lavoro e reddito proprio (cioè che vivono già del loro!) ed è di quest’ultima che voglio parlarvi anzi scrivervi. In particolare dell’ età anagrafica di mezzo nella politica e comunque nelle posizioni di potere, posizioni quest’ultime che dovrebbero essere allo stesso tempo anche posizioni di responsabilità, ma questa è un’altra storia.

Di fronte all’ondata di nuovi parlamentari giovanissimi d’età mi viene da dire che la classe “vecchia” abbia colpevolmente impedito sotto di se’ la maturazione (maturazione, ecco il punto!) di una classe politica “media”, cioè di parlamentari dell’Età di Mezzo: giovani ma non troppo; vecchi ma non troppo, quindi “giusti”, che vivono già del loro lavoro, per cui si è passati di colpo dal troppo vecchio al troppo giovane, cioè ad una classe di persone piene di entusiasmo ma non altrettanto di esperienza di vita e di … reddito proprio. Eppure natura non facit saltus, diceva quell’uno (Leibniz,1751) e invece qui il saltus parrebbe proprio che lo abbiano fatto fare alla nostra società politica e non solo.

downloadDice … ma che c’azzecca la storia del reddito proprio? Come potrebbe influire tutto ciò sulla formazione del governo? Lo si farà? Si andrà nuovamente a votare? C’azzecca, c’azzecca! Infatti ecco il mio … pensieraccio … ma si sa, il mi’ babbo e gli era un toscanaccio da nulla e gli era, di quelli maledetti da Curzio Malaparte … e poi, a pensar male si fa peccato ma si indovina! Ed allora: tutti questi giovani parlamentari (troppo) giovani … ecchevvoletemai … hanno appena preso il primo (lauto) stipendio (e accessori) e volete che vogliano rischiare di perdere il … posto di lavoro con il rischio di nuove elezioni? Ma via … sapete come diceva il mi’ babbo a chi gli voleva far credere fischi per fiaschi? E li diceva “O nini, tira via che ‘sta mattina un è serata … un mi venite a di’ che Cristo un gli è morto di sonno!” Al che se gli consigliavano di riflettere sulle sue affermazioni, rispondeva: “Un mi date consigli che so sbagliare dammè”. .

“Maledetti Toscani”, di Curzio Malaparte, Vallecchi Ed.

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LIONS CLUB SAN VIGILIO GARDA ORIENTALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 maggio, 2018 @ 11:32 am

Detto altrimenti: breve storia della navigazione a vela                             (post 3158)

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Tanti anni fa e per tanti anni sono stato un Lions. Poi i casi della vita, i trasferimenti, gli impegni … insomma, non si può sempre fare tutto. Ma … due mesi fa una cara amica mi invita a tenere una breve conferenza nel suo Club Lions San Vigilio Garda Orientale e allora, perché no? L’argomento? Fai tu, mi ha detto Giglia (questo il suo bel nome). Le sottopongo alcune possibilità e lei sceglie: “Breve storia della navigazione a vela”. Già … breve perché avrò a disposizione mezz’ora subito dopo la cena, non molto a dire la verità. Prendo contatti con il Club, il suo Segretario Alfredo Opri, ci accordiamo per la proiezione delle immagini. La serata (ieri) presso l’ Antico Casale dei “TRE CAMINI” a Costermano (VR), un ristorante ricavato in una antica cascina: un’oretta d’auto da Trento.

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IMG-20180503-WA0002I Soci, una trentina, numero ottimale e lo posso ben dire io che sono stato socio di due club, uno (Trento Host)  di cento  ed uno di trenta soci (Monza Parco): cento sono troppi, non si riesce a conoscersi bene l’un l’altro; con trenta è molto meglio. Mi accoglie la Presidente Ivana Antolini, una gentile dinamica Signora pediatra con le bombole: infatti è un’appassionata subacquea. Ci scambiamo qualche esperienza marina: le sue di gran lungo superiori alle mie che sono solo un subacqueo in apnea e soprattutto un genovese “marino a vela da superficie”.

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downloadIl Cerimoniere Andrea Armellini ricorda a tutti l’origine dei Lions e del loro motto “We serve” e si inizia: cena e poi … la mia relazione, un po’ affrettata a dire il vero: le cose da dire sono tante, il tema è abbastanza specifico … insomma: l’è nada, è andata si dice in buon dialetto trentino. Alla fine scambio di doni: un mazzo di fiori alla Presidente e per me il gagliardetto del Club e il bel libro di poesie dialettali venete di Bruno Castelletti (detto Bruno da l’Orsa) “Stéle da l’Orsa”, personaggio eclettico, avvocato, già Presidente della Provincia e soprattutto … poeta.

Qui sotto trovate il testo della mia conferenza e i suoi allegati

Relazione

Allegati

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E questo post? Be’ … una testimonianza, un ricordo e soprattutto un ringraziamento a questi nuovi amici: grazie, amici Lions! E … da velista gardesano qual sono, Buon Vento a tutte e a tutti voi!

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ASSEMBLEE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 maggio, 2018 @ 6:45 am

Detto altrimenti: riunioni di tutti i soci, associati, membri, condomini … non del direttivo, del consiglio di Amministrazione, dell’amministratore condominiale    (post 3157)

Già … occorre distinguere fra le riunioni degli organi direttivi e quelle dei “padroni” dell’entità da costoro diretta. Per capirsi meglio, inizio dalle assemblee condominiali. Come è noto, esse sono le riunioni di tuti i condomini, cioè dei comproprietari dell’immobile e spesso sono gestite male. Mi spiego: si nomina un presidente che però resta seduto fra i condomini. Si nomina un segretario verbalizzante che viene fatto sedere al tavolo della presidenza a fianco dell’Amministratore che di fatto gestisce la riunione al posto del presidente della riunione: da una logistica sbagliata deriva una gestione sbagliata. No buono.

Vi sono poi assemblee poco partecipate, il che dimostra lo scarso interesse degli associati alla gestione del loro ente. Generalmente in queste riunioni i rendiconti vengono approvati da una distratta unanimità, con il che si consuma la seconda negatività: dopo la scarsa partecipazione, l’assenza di un contraddittorio, di una analisi critica. No buono.

In alcune assemblee il presidente dell’ente ha preorganizzato la nomina del presidente della riunione. No buono.

In certe assemblee poco partecipate tuttavia taluno si è preoccupato di raccogliere un gran numero di deleghe: il che snatura il ruolo dell’assemblee la riduce ad un semplice gioco di potere. Se poi sono assemblee elettive, quel taluno insiste perché “si voti subito, prima della discussione, perchè molti devono tornare ai loro impegni”. No buono.

In alcun assemblee ci si dimentica di aprire la discussione ai partecipanti e di fatto le si trasforma in una sorta di comunicazione ai soci da parte del direttivo. No buono.

In altre invece – e sono le vere assemblee – la gestione è del presidente espressione degli associati, la partecipazione è elevata, la discussione aperta e ricca, le votazioni non sono all’unanimità e sono aperte solo alla fine della discussione. Evviva queste assemblee!

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